PAUL BOWLES.

LA CASA DEL RAGNO.


Titolo originale: THE SPIDER'S HOUSE. 2002.
Traduzione di: BRUNO TASSO.
2012 Giangiacomo Feltrinelli Editore, Milano.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Un grande romanzo, impregnato d'Africa, dall'indimenticato autore
di Il t nel deserto. Il dilemma irrisolvibile dell'essere uno straniero
immerso in una societ molto diversa dalla propria e la difficolt
di comprendersi fra culture diverse, temi ricorrenti della scrittura
di Paul Bowles, vengono messi in scena con una brutale franchezza
in questo romanzo ambientato a Fez, in Marocco, durante
i sommovimenti nazionalisti che nel 1954 dilaniarono il paese.
Tuttora attualissimo, anche alla luce della scottante situazione
del Medio Oriente contemporaneo, animato dall'interno da
un'ambientazione evocata con grande efficacia e da un carnet
di personaggi indimenticabili, La casa del ragno  forse il libro
pi riuscito, sottile e penetrante di Paul Bowles.
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L'AUTORE.
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Paul Bowles (New York 1910 - Tangeri 1999)  considerato uno dei pi grandi
scrittori americani. Amico di Gertrude Stein, Tennesse Williams, Patricia
Highsmith, punto di riferimento dei Beat, Mailer, Burroughs, Kerouac
e Ginsberg, grande nomade e viaggiatore, ha vissuto lungo tempo all'estero,
in Marocco e Messico. Tradotto in Italia negli anni cinquanta,  stato
poi riscoperto con il film del 1990 di Bertolucci tratto da Il t nel deserto,
con John Malkovich e Debra Winger. Delle sue altre opere ricordiamo: Lascia
che accada (Sugarco 1957, Mondadori 1967), Parole sgradite e altri racconti
(Guanda 1990), Le loro teste sono verdi, le loro mani sono azzurre: scene
dal mondo non cristiano (Guanda 1991), In cima al mondo (Anabasi 1992),
Troppo lontano da casa (Garzanti 1993), Punti nel tempo (Anabasi 1994).
Feltrinelli di recente ha ripubblicato anche La delicata preda (2006), Messa
di mezzanotte (2007) e Senza mai fermarsi: una autobiografia (2007).
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Indice.
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Prologo.
Libro 1. IL MAESTRO DI SAGGEZZA.
Libro 2. I PECCATI SONO FINITI.
Libro 3. L'ORA DELLE RONDINI.
Libro 4. LE SCALE ASCENDENTI.
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Fine Indice.
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Coloro che si scelgono altri protettori all'infuori di Allah, assomigliano al ragno che si costruisce una casa, e, ahim, la casa del ragno  la pi fragile di tutte
le case, ma essi non lo sanno.
Il Corano.
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Prologo.
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Era quasi mezzanotte quando Stenham lasci la casa di
Si Jaffar. Non c' bisogno che qualcuno mi accompagni,
aveva detto, costringendosi a sorridere per smentire il suono
della propria voce, perch aveva paura di essersi mostrato
annoiato o di essere apparso brusco, e Si Jaffar, dopo
tutto, si limitava a esercitare i suoi doveri di ospite proponendogli
di mandare qualcuno con lui.
Davvero, non c' bisogno che qualcuno mi accompagni.
Perch voleva tornare da solo, anche se tutte le luci
della citt erano spente. La sera era stata interminabile, e
se la sentiva di correre il rischio di svoltare un angolo sbagliato
e di perdersi temporaneamente; se fosse stato accompagnato,
quella lunga passeggiata sarebbe stata qualcosa
di simile a una continuazione del ricevimento nel salotto
di Si Jaffar.
Ma, in ogni caso, era troppo tardi ormai. Tutti i maschi
della casa erano scesi alla porta, erano persino usciti nel vicolo
umido, insistendo perch un uomo lo accompagnasse.
Gli addii erano sempre lunghi e complicati, come se partisse
per l'altro capo del mondo e non per l'estremit opposta
della Medina, ed era una cosa, questa, che gli piaceva,
perch faceva parte di quel che, secondo lui, doveva essere
stata la vita in una citt medievale. Ma era senza precedenti
il fatto che gli imponessero la presenza di un protettore, e
non gli riusciva di trovare giustificazione a ci.
L'uomo camminava davanti a lui, nelle tenebre. Chiss
dove erano andati a pescarlo, pens, guardando ancora l'alto
berbero barbuto, nel suo stracciato costume di montagna,
come lo aveva gi guardato quando lo aveva intravisto
la prima volta nella penombra del patio di Si Jaffar. Poi ricord
gli andirivieni e i mormorii che aveva notato nella casa
circa un'ora e mezza prima. Quando queste discussioni
di famiglia cominciavano alla presenza di Stenham, Si Jaffar
faceva del suo meglio per distrarre l'attenzione dell'ospite
e cominciava a raccontare una storia. La storia attaccava
di solito in maniera promettente, e Si Jaffar sorrideva,
fissandolo, raggiante, attraverso gli occhiali, ma si capiva
che la sua attenzione era concentrata sul suono delle
voci che proveniva dall'angolo. Lentamente, a mano a mano
che la conversazione sussurrata si placava, le sue parole
si facevano pi incerte, i suoi occhi si fissavano ora a destra
e ora a sinistra, mentre il suo sorriso assumeva qualcosa
di rigido, perdeva ogni significato. La storia non veniva
mai conclusa. Ah! esclamava lui improvvisamente a un
certo momento, senza una giustificazione precisa. Poi batteva
le mani, per chiedere tabacco, o acqua di fiori d'arancio,
o trucioli di legno di sandalo da buttare sul braciere,
tornava ad assumere un'aria soddisfatta, e magari allungava
scherzosamente una manata su un ginocchio di Stenham.
Una commedia del genere aveva avuto luogo quella
sera, verso le dieci e mezzo. Ora che ci ripensava, Stenham
giunse alla conclusione che quella discussione doveva aver
avuto origine dalla improvvisa decisione della famiglia di
farlo riaccompagnare all'albergo da qualcuno. Ora ricordava
anche che, dopo la discussione, Abdeltif, il figlio maggiore,
era scomparso per una mezz'ora almeno; la guida doveva
essere stata scovata allora.
Quando erano usciti, l'uomo era accovacciato nel patio
in penombra, appena oltre la soglia. Era stato imbarazzante,
perch lui sapeva che Si Jaffar non era ricco, e,
se un servizio del genere non veniva a costare in maniera
spropositata, doveva pur sempre essere pagato; Si Jaffar
l'aveva messo bene in chiaro. "Non date niente a quell'uomo,
aveva detto, in francese. "Ho gi provveduto io.
Ma io non ho bisogno di lui, aveva protestato Stenham.
Conosco la strada. Pensate a tutte le volte che sono
tornato da solo. I quattro figli, il cugino e il genero di Si
Jaffar avevano mormorato tutti insieme: No, no, e il vecchio
gli aveva battuto affettuosamente una mano su un
braccio. " meglio, gli aveva detto con uno dei suoi piccoli
inchini curiosamente formali. Sarebbe stato inutile sollevare
obiezioni. L'uomo sarebbe rimasto con lui fino a
quando non lo avesse consegnato al custode dell'albergo,
poi sarebbe scomparso nella notte, per tornare nell'oscuro
angolo, dovunque fosse, da dove era venuto, e Stenham non
lo avrebbe pi visto.
Le strade erano assolutamente deserte. Sarebbe stato
possibile seguire un itinerario pi frequentato, pens, ma
evidentemente il suo compagno preferiva non incontrare
gente. Prese di tasca la torcia elettrica a dinamo e cominci
a farla funzionare, dirigendo il piccolo fascio luminoso
a terra, davanti ai piedi dell'uomo. Quel ronzio che sembrava
quello di un insetto lo fece voltare, e il suo viso era
atteggiato a un'espressione di sorpresa.
Luce, disse Stenham.
L'uomo brontol qualcosa. "Troppo rumore, obiett.
Sorrise e lasci spegnere la luce. Come si divertiva a giocare
quella gente, pens. Questo adesso si diverte a giocare
a guardia e ladri; sempre inseguitori o inseguiti sono. La
passione orientale per le complicazioni, le linee involute,
gli arabeschi, aveva detto Moss, ma lui non se ne sentiva
troppo sicuro. Avrebbe potuto benissimo essere un profondo
senso di colpa. Aveva avanzato questa ipotesi, ma Moss
si era rifiutato di prenderla in considerazione.
Le strade fangose continuavano a discendere, a discendere.
Non c'era un solo metro in piano. Doveva camminare
con le caviglie rigide, appoggiando tutto il peso del
corpo sui calcagni. La citt dormiva. C'era un profondo silenzio,
rotto soltanto dallo scalpiccio dei suoi passi. L'uomo,
a piedi nudi, avanzava senza il minimo rumore. Ogni
tanto, quando non procedevano per passaggi coperti, ma
all'aperto, una solitaria goccia di pioggia cadeva pesantemente
dal cielo, come se un enorme straccio umido fosse
appeso pochi metri soltanto sopra la terra. Tutto era invisibile:
il fango della strada, i muri, il cielo. Stenham diede
qualche colpo alla torcia elettrica, ed ebbe una rapida
visione dell'uomo che lo precedeva nel suo djellaba scuro, della
sua gigantesca ombra proiettata contro le travi che facevano
da soffitto alla strada. L'uomo torn a brontolare,
protestando.
Stenham sorrise; qualsiasi comportamento inspiegabile
da parte dei musulmani lo divertiva, e sempre finiva per
perdonarlo, perch, come aveva detto, chi non era musulmano
non poteva conoscere la mentalit musulmana al
punto da osare trovare da ridire su di essa. "Sono lontani,
lontanissimi da noi, diceva. Non abbiamo neppure la pi
lontana idea di ci che sta all'origine delle loro azioni.
C'era una punta di ipocrisia in questo suo atteggiamento;
la verit era che sperava soprattutto di convincere gli altri
dell'esistenza di questo abisso quasi invalicabile. Il semplice
fatto di poter cominciare ad accennare alle idee e agli
scopi che c'erano su quell'altra sponda distante lo faceva
sentire pi sicuro nei suoi tentativi di analisi, e gli dava un
piccolo senso di superiorit al quale era convinto di avere
diritto, come compenso per aver sopportato per tanti anni
i disagi del Marocco. Questa pretesa di conoscere qualcosa
che gli altri non conoscevano era una piccola indulgenza
che lui concedeva a se stesso, un premio extra per la sua anzianit.
Nel suo intimo era convinto che i marocchini erano
come tutti gli altri uomini di questo mondo, che la differenza
consisteva soprattutto nel rituale e negli atteggiamenti,
che persino il sottile velo di magia attraverso il quale
essi osservavano la vita non era una cosa complessa, non
dava profondit alcuna alle loro percezioni. Lo divertiva
l'idea che quel berbero anonimo, scalzo, volesse guidarlo
per le gallerie pi scure e meno frequentate della citt; la
ragione del desiderio di segretezza di quell'uomo non contava.
Erano gente felina, notturna. Non a caso Fez era una
citt dove non si trovavano cani. Chiss se Moss lo ha notato,
pens.
Ogni tanto aveva la precisa impressione che stessero attraversando
una strada o uno spiazzo che conosceva perfettamente,
ma, in tal caso, la direzione dalla quale venivano
era insolita, e cos i muri familiari (ammesso che fossero
familiari) apparivano rimpiccioliti e distorti nell'unico,
rapido e incerto raggio di luce che indugiava su di essi.
Cominci a sospettare che la centrale elettrica avesse subito
qualche grave guasto; certo mancava ancora l'elettricit,
perch sarebbe stato impossibile percorrere tanta
strada senza trovare almeno un lampione acceso. Ma era
abituato a girare la citt al buio. Conosceva molti itinerari
che la attraversavano in tutte le direzioni, e sarebbe riuscito
a trovare a occhi chiusi molte di quelle strade. E poi,
girare per la Medina di notte era pi o meno come girare a
occhi chiusi;  necessario affidarsi soprattutto alle orecchie
e al naso. Conosceva il rumore di ogni tratto di una strada
familiare, quando la percorreva solo, di notte. Bisognava
badare a due cose: allo scalpiccio dei piedi e al rumore dell'acqua
dietro i muri. Lo scalpiccio aveva una infinita variet
di suoni, a seconda della consistenza del suolo, della
larghezza del passaggio, dell'altezza e della configurazione
dei muri. Nella Lemtiynie c'era un punto, fra la conceria e
una piccola moschea, dove l'eco era stupefacente: onde sonore
lunghe, metalliche, che tremavano fra le pareti come
rivoltellate musicali. C'erano posti dove il suo scalpiccio era
quasi silenzioso, posti dove il rumore forte, scandito, compatto,
svaniva subito, o dove, a mano a mano che avanzava
per gallerie deserte, ogni passo produceva un suono di
un timbro impercettibilmente pi alto, di modo che il suo
procedere ricordava una scala in tono ascendente, fino a
quando un muro sporgente o una improvvisa galleria annullava
questo schema e iniziava un altro settore che rivelava
lentamente il proprio disegno. E lo stesso valeva per
l'acqua, seguendo i suoi infiniti corsi dietro i muri divisori
di terra e sassi. Raramente visibile ma quasi sempre presente,
scorreva gi per i vicoli in pendio, ora gorgogliando,
ora semplicemente sgocciolando, scrosciando monotona
dietro il muro di un giardino, sotto forma di fontana, piombando
con un suono alto e cupo in una invisibile cisterna,
trasformandosi improvvisamente nel braccio di un fiume
che rombava sopra le rocce (e qualche volta il vapore caldo
che ne derivava veniva spinto dal vento oltre il muro e
gli inumidiva la faccia), mormorando prima di fermarsi davanti
alla piccola diga del forno per pane, dve sciamavano
i topi.
Aveva studiato tante volte il rumore simultaneo dello
scalpiccio dei piedi e dell'acqua che gli sembrava ormai di
conoscere ogni variazione in proposito. Ma adesso tutto era
diverso, e si rese conto di conoscere solo un unico rigo musicale,
una certa sequenza le cui parti diventano irriconoscibili
se solo vengono presentate fuori dal loro solito contesto.
Per esempio, sapeva che, per essere vicini al braccio
principale del fiume come si trovavano in quel momento,
dovevano aver attraversato a un certo punto la strada che
porta dalla moschea Karouine alla Zaouia di Si Ahmed Tidjani,
ma non sapeva assolutamente quando ci era avvenuto;
non aveva riconosciuto un solo particolare.
Improvvisamente cap dov'erano: in una stretta strada
che correva lungo una collinetta sopra il fiume, sotto l'intrico
di mura che formava il Fondouk el Yihoudi. Si erano
scostati moltissimo, non avevano seguito neppure uno degli
itinerari pi logici fra la casa di Si Jaffar e l'albergo. Perch
siamo venuti qui? chiese, indignato. La risposta dell'uomo
fu, gli parve, inutilmente brusca. "Camminate e state
zitto.
Ma lo sono sempre," si disse; non sarebbe mai riuscito
ad accettare quel curioso miscuglio di elaborata circospezione
e di brutale ottusit, e manc poco che ridesse forte
ricordando quale suono avevano avuto quelle parole, cinque
secondi addietro: Rhir zid o skout. Pochi minuti dopo
avevano fatto il giro del Fondouk el Yihoudi e stavano camminando
attraverso un giardino terribilmente umido, sotto
alberi di banane; a ogni minimo urto le pesanti foglie
sfrangiate lasciavano cadere grosse gocce d'acqua. "Si Jaffar
si  superato questa volta. Decise di telefonargli l'indomani
e di sfruttare al meglio quella storia. Zid. o skout. Sarebbe
diventata una battuta di gran voga nei prossimi quindici
giorni, davanti ai bicchieri del t, una di quelle battute
che tutta la famiglia avrebbe apprezzato.
Era una notte estiva piuttosto insolita; un fresco che ricordava
quello degli inizi della primavera paralizzava l'aria.
Un'enorme nuvola densa aveva superato il Djebel Zalagh e
aveva formato un basso soffitto sopra la citt, chiudendola
in un'unica, enorme stanza dove l'aria sapeva soltanto di
sudiciume e di terra umida. Mentre tornavano in silenzio
sulle strade pi alte sulla collina, una civetta fece sentire
una volta la sua voce, chiss dove, alta sulle loro teste.
Quando arrivarono al primo cancello dell'albergo, Stenham
premette il pulsante che azionava un campanello nell'interno
dell'edificio, in una stanzetta dove c'era il custode.
Per un momento pens: Non suoner. Non c' corrente stanotte.
Ma poi ricord che il suo albergo aveva un generatore
autonomo. Di solito occorrevano cinque buoni minuti
prima che la luce si accendesse nel cortile e altri due o tre
perch il custode arrivasse al cancello. Quella sera la luce
si accese immediatamente. Stenham si avvicin al cancello e guard con attenzione attraverso le sbarre. Il custode
era in fondo al cortile e stava parlando con qualcuno. Ah
oui," lo sent dire. Un europeo in cortile a quell'ora, pens,
con una punta di curiosit, mentre si sforzava di vedere meglio.
Il custode si stava avvicinando. Come un ragazzino colto
in fallo, Stenham si affrett ad arretrare, una mano in tasca,
e cominci a guardare con aria indifferente un muro
laterale. E allora si rese conto che la sua guida era scomparsa.
Niente rumore di passi che si allontanavano; era
scomparsa, semplicemente. Il pesante catenaccio del cancello
venne spinto indietro, ed ecco il custode in spolverino
kaki e turbante bianco, il viso atteggiato come al solito a
un'espressione ansiosa.
Buon soir, M'sio Stonamm, disse. Qualche volta parlava
in arabo, qualche volta in francese; era impossibile sapere
che cosa avrebbe scelto in una determinata occasione.
Stenham lo salut, guardando oltre il cortile per vedere
chi fosse con lui. Nessuno. C'erano le solite due macchine:
la giardinetta dell'albergo e la vecchia Citron del direttore,
che per non l'usava mai. "Avete fatto presto stasera,"
disse.
Oui, M'sio Stonamm.
"Eravate per caso fuori, vicino al cancello?"
Il custode esit. Non, m'sio.
Rinunci, piuttosto che arrabbiarsi con quell'uomo, come
sapeva che sarebbe successo se avesse insistito. Una
menzogna non  una menzogna:  solo una formula, un sostituto,
una maniera di aggirare le cose, un modo cortese
di dire: Non  affar tuo.
Aveva la chiave in tasca, e cos sal direttamente dalla
porta sul retro in camera sua, un poco vergognoso di se stesso
per aver ceduto al desiderio di spiare. Ma quando fu nella
sua stanza, nella torre, a guardare la citt invisibile che
si allargava gi in basso, si accorse di poter giustificare la
propria curiosit. Non era stata soltanto la palese menzogna
del custode ad allarmarlo, era stato soprattutto il fatto
che tale menzogna era venuta subito dopo lo strano comportamento
del berbero; l'inutile giro, la brusca ingiunzione
di tacere, la misteriosa scomparsa senza neppure dargli
modo di allungargli i trenta franchi che aveva gi in mano.
E non era solo questo, decise, risalendo ancora pi indietro,
a Si Jaffar. Tutta la famiglia aveva insistito solennemente
perch venisse riaccompagnato fino all'albergo.
Sembrava che anche questo facesse parte di una specie di
congiura. Sono tutti pazzi stasera, si disse, con soddisfazione.
Si rifiut di ricollegare tutte queste cose, attribuendole
alla tensione che regnava in citt. C'era stata tensione
dal giorno in cui, un anno prima, i francesi, pi irresponsabili
del solito, avevano deposto il sultano, e lui l'aveva avvertita.
Ma questa era politica, e la politica esiste solo sulla
carta; certo la politica del 1954 non aveva un vero appiglio
con la misteriosa citt medievale che conosceva e amava.
Sarebbe stato troppo semplice creare un rapporto logico
fra quello che il suo cervello sapeva e quello che i suoi
occhi vedevano; trovava pi divertente continuare a giocare
questo suo piccolo gioco intimo.
Ogni sera, quando Stenham aveva chiuso la sua porta,
il custode saliva le ripide scale della torre dell'ancien palais
e spegneva le luci dei corridoi, a una a una. Quando se n'era
tornato da basso e gli ultimi rumori del suo passaggio erano
svaniti, c'era soltanto il profondo silenzio della notte,
rotto, quando soffiava il vento, dallo stormire dei pioppi del
giardino. Ma quella sera, quando il lento scalpiccio si avvicin
dalla scala, invece del solito scatto dell'interruttore accanto
alla porta ci fu una breve incertezza, poi venne bussato
un colpo leggero. Stenham si era levato la cravatta, ma
era ancora vestito. La fronte corrugata, apr. Il custode gli
sorrise con aria di scusa - non certo di compunzione, comment,
per la menzogna pronunciata gi in cortile; per capirlo,
bastava guardare quel viso ansioso e corrugato. Era
la quinta stagione che Stenham passava all'albergo, e non
aveva mai visto quell'uomo con un'altra espressione. Con il
passare del tempo sarebbe invecchiato e morto, guardiano
notturno al Mrinides Hotel, perch non gli si sarebbe mai
presentata un'altra occasione. Questa volta parl in arabo.
Smatsi. M'sio Moss mi ha mandato qui. Vuole sapere se potete
vederlo.
Adesso? chiese Stenham, incredulo.
Adesso. S. Rise con umilt, con gentilezza infinita,
quasi a sottintendere che la sua comprensione del mondo
era davvero senza limiti.
Il primo pensiero di Stenham fu: Non posso lasciare che
Moss cominci con storie del genere. Per guadagnare tempo,
disse ad alta voce: Dov'?.
Nella sua stanza. Numero quattordici.
"Conosco il numero. Volete tornare nella sua stanza e
comunicargli un mio messaggio?
Devo dirgli che andate?
Stenham sospir. "Fra un minuto. S. La precisazione
sarebbe stata inutile, certo; l'uomo avrebbe detto semplicemente
a Moss che Monsieur Stonamm sarebbe venuto, e
poi sarebbe scomparso. In quel momento si inchin, disse:
Ouakha", e chiuse la porta.
And davanti allo specchio dellarmadio per rimettersi
la cravatta. Era la prima volta che Moss gli faceva trasmettere
una comunicazione di notte, ed era curioso di sapere
che cosa mai aveva convinto l'inglese a venire meno al suo
codice di stretta discrezione. Diede un'occhiata all'orologio:
la una e venti. Moss avrebbe cominciato per prima cosa a
scusarsi con frasi molto cortesi per averlo disturbato sul lavoro,
credesse o meno di averlo interrotto davvero, perch
Stenham cercava di dare ai suoi conoscenti l'impressione
di dedicare al lavoro tanto la sera quanto la mattina. In
questo modo si assicurava una maggiore indipendenza, e inoltre,
qualche volta, se il tempo era brutto, andava a letto presto
e riusciva ad aggiungere qualche pagina al romanzo che
era ancora ben lungi dalla fine. Pioggia e vento nelle tenebre,
fuori dalla finestra, gli davano l'incentivo necessario a
trascurare la stanchezza. Quella sera, in ogni caso, non
avrebbe lavorato; era troppo tardi ormai. La giornata a Fez
cominciava molto prima dell'alba, e lo metteva profondamente
a disagio l'idea che forse non si sarebbe addormentato
prima che il richiamo mattutino alla preghiera scatenasse
il canto dei galli che si allargava lentamente per tutta
la citt, per smettere soltanto quando era giorno pieno.
Se era ancora sveglio quando i muezzin attaccavano la loro
cantilena, non poteva pi sperare di dormire. E, a quell'epoca
dell'anno, cominciavano verso le tre e mezzo.
Diede un'occhiata alle pagine dattiloscritte sul tavolo,
vi appoggi sopra un pesante portacenere e si volt per uscire.
Poi ci ripens e mise il manoscritto nel cassetto. Torn
alla porta, diede una breve occhiata di rimpianto al letto,
usc nel corridoio e si chiuse il battente alle spalle. La chiave
aveva attaccata una pesante medaglia di nikel, ed ebbe
l'impressione di farsi scivolare in tasca un pezzo di ghiaccio.
E un soffio di aria gelida saliva dalle strette scale della
torre. Scese in punta di piedi (non che ci fosse qualcuno da
disturbare), si fece strada attraverso l'atrio in penombra e
pass sulla terrazza. La luce dell'ufficio si rifletteva sulla superficie
umida del pavimento a mosaico. Ora dal cielo non
cadevano pi rare gocce di pioggia; l'aria era mossa da una
lieve brezza. Nel giardino faceva molto scuro; una sottile
ringhiera di ferro battuto che correva lungo la piscina Sultana
lo port fino al patio dove qualche volta, nei giorni di
sole, lui e Moss mangiavano. Le lanterne davanti alla grande
porta del Numero Quattordici non erano state accese,
ma piccoli rettangoli di luce filtravano dalla stanza, attraverso
le imposte chiuse. Quando buss, un animale spaventato,
un topo o magari un furetto, scatt e cominci a
correre fra le piante e le foglie morte alle sue spalle. Non
aveva mai visto l'uomo che apr e si scost poi, rigido, per
lasciarlo passare.
Moss era fermo al centro della stanza, sotto il grande
candeliere, e si passava nervosamente una mano sui baffi,
gli occhi atteggiati a un'espressione di costernazione profonda.
L'unica cosa che Stenham prov in quel momento fu
un appassionato desiderio di non aver bussato a quella porta,
di essere ancora fuori, al buio, come cinque secondi prima.
Trascur l'uomo che gli stava accanto. "Buona sera,
disse a Moss, e nel suo tono c'era una punta di distratta cordialit.
Moss rimase rigido.
Volete accomodarvi, John? disse, seccamente. Ho bisogno
di parlare con voi.

 Libro I.
IL MAESTRO DI SAGGEZZA.

Ho capito che il mondo  un vasto vuoto
costruito sul vuoto... E cos mi chiamano
il maestro di saggezza. Ahim!
Forse qualcuno sa che cosa  la saggezza?
Il canto del gufo -, Le Mille e una notte.


Capitolo I.

Il sole primaverile riscaldava l'orto. Presto sarebbe
scomparso dietro l'alto tramezzo di canne che bordeggiava
la strada, perch era gi pomeriggio inoltrato. Amar se ne
stava disteso sotto il vecchio fico, sprofondato nell'alta erba
ancora umida per la rugiada della notte precedente. Stava
paragonando la propria vita con quello che sapeva della
vita dei suoi amici, e pensava che certo la sua era la meno
invidiabile. Sapeva che era un peccato, che non era lecito a
un uomo azzardare giudizi del genere, e non avrebbe mai
dato voce alla conclusione che aveva raggiunto, anche se
essa aveva preso nella sua mente la forma di parole.
Vedeva gli alberi e le piante tutto intorno, e il cielo sopra
di lui, e sapeva che c'erano. E, dato che si sentiva molto
deluso per la direzione che aveva preso la sua breve vita,
sapeva che la delusione c'era. Il mondo era bello, con tutti
i suoi animali e i suoi uccelli che si muovevano, con i suoi
alberi da fiori e da frutti che Allah aveva generosamente
profuso, ma nel suo cuore sentiva che tutte queste cose gli
appartenevano davvero, che nessun altro poteva vantare su
di esse diritti pari ai suoi. Erano sempre gli altri a rendergli
infelice la vita. Mentre se ne stava indolentemente appoggiato
al tronco dell'albero, cominci a strappare a uno
a uno i petali di una rosa che aveva colto una mezz'ora prima,
quando era andato a fare un giro nell'orto. Non gli restava
pi molto tempo per decidere che cosa avrebbe dovuto
fare.
Se intendeva scappare, doveva sbrigarsi. Ma gi sapeva
che Allah non gli avrebbe rivelato il suo destino. L'avrebbe
saputo soltanto facendo quello che era scritto dovesse
fare. Tutto sarebbe continuato come al solito. Quando le
ombre si fossero allungate, lui si sarebbe alzato e sarebbe
uscito in strada, perch il crepuscolo faceva uscire dagli alberi
gli spiriti malvagi. E, una volta che fosse stato in strada,
non avrebbe saputo dove andare se non a casa. Doveva
tornare e lasciarsi battere: non c'era alternativa. Non era
la paura del dolore a impedirgli di sbrigarsi e di farla finita
subito. Il dolore, di per s, non era niente; poteva persino
rappresentare una soddisfazione, se non piangeva e non
gemeva, perch il suo silenzio ostile avrebbe rappresentato,
in un certo senso, una vittoria sul padre. Poi gli sembrava
sempre di essere pi forte, meglio preparato per la
volta seguente. Ma, nel suo intimo, gli restava un sapore
amaro, qualcosa che gli dava l'impressione di essere un poco
pi lontano, un poco pi solo di prima. Non era per la
paura del dolore o per il timore di questo senso di solitudine
che se ne stava seduto nell'orto: gli riusciva insopportabile
l'idea di essere innocente e di doversi lasciare
maltrattare e umiliare come se fosse colpevole. Temeva di
guardare in faccia la propria impotenza di fronte all'ingiustizia.
La brezza tiepida che scendeva dalle colline e dalle valli
del Djebel Zalagh giungeva fino all'orto fra gli steli delle
canne, faceva frusciare le foglie sopra la sua testa. La sua
incerta carezza sulla nuca gli faceva correre piacevoli brividi
gi per la schiena. Strinse fra i denti un petalo di rosa
e lo mastic con cura. Non c'era nessuno l e non sarebbe
venuto nessuno. Il custode dell'orto lo aveva visto entrare e
non aveva detto niente. In alcuni degli orti no custodi
che non permettevano di entrare; i ragazzi li conoscevano
tutti. Quello era un orto "buono, perch il custode apriva
bocca soltanto per gridare al suo cane di smetterla di abbaiare
agli estranei. Il vecchio era sceso verso la parte bassa
della propriet, vicino al fiume. Solo qualche autocarro
passava ogni tanto sulla strada oltre il tramezzo di canne,
ma per il resto in quell'angolo di orto c'era un silenzio assoluto.
Non voleva immaginare neppure che aspetto avrebbe
preso quel posto una volta che la luce fosse scomparsa,
e allora infil i piedi nei sandali, si alz, scosse il djellaba,
lo osserv per qualche istante perch era stato di suo fratello
e non gli andava affatto l'idea di portarlo, poi se lo butt
sulle spalle e si avvi verso il varco nella giungla di canne
da dove era entrato.
Sulla strada, il sole era pi caldo e il vento pi forte. Pass
accanto a due ragazzini che, armati di lunghe canne di
bamb, battevano energicamente i rami di un gelso, mentre
un terzo ragazzo, pi grande, raccoglieva le bacche verdi
e le riponeva nel cappuccio del suo djellaba. Tutti  tre
erano troppo indaffarati per accorgersi di lui. Raggiunse
uno dei tornanti della strada. Di fronte a lui, sull'altro versante
della valle, c'era il Djebel Zalagh. Aveva sempre ricordato
ad Amar un re seduto sul trono, in abito da cerimonia.
Aveva parlato di ci con alcuni amici, ma nessuno
di loro aveva capito. Senza nemmeno guardare la montagna
avevano detto: "Sei pazzo o "Ti hanno picchiato la testa
o "Al buio, forse o si erano limitati a ridere. Credono
di sapere una volta per sempre che cosa  il mondo, e cos
non si prendono nemmeno la briga di guardarlo, aveva pensato.
Era vero: molti dei suoi amici avevano deciso che il
mondo era cos e cos, che la vita era cos e cos, e non si
degnavano di esaminarli di nuovo per vedere se avevano ragione
o torto. E questo perch erano andati o andavano ancora
a scuola, e sapevano scrivere, e capivano perfino quello che c'era scritto, cosa, questa, molto pi difficile. E qualcuno
di loro conosceva il Corano a memoria, anche se, naturalmente,
non capiva che cosa voleva dire, perch questa
 la cosa pi difficile di tutte, riservata soltanto a pochi,
grandi uomini di questo mondo. E nessuno lo capisce compiutamente.
"A scuola ti insegnano che cosa  il mondo, e, una volta
che lo hai imparato, lo sai per sempre, aveva detto il padre
ad Amar.
E se il mondo cambia? aveva pensato Amar. Che cosa
si sa pi allora?" Ma si era ben guardato dal lasciar capire
al padre che cosa pensava. Non parlava mai con il vecchio,
se proprio non ci era costretto. Si Driss era severo e
voleva che il figlio lo trattasse con lo stesso, preciso rispetto
da lui dimostrato a suo padre cinquanta o sessanta anni
prima. Era molto meglio con lui non esprimere opinioni
non richieste. Anche se la vita in famiglia era una faccenda
pi seria di quella che sarebbe stata con un genitore alla
buona, Amar era orgoglioso del rispetto di cui veniva circondato
suo padre. Gli uomini pi ricchi e pi importanti
del quartiere venivano a trovarlo, gli baciavano l'abito e sedevano
in silenzio mentre lui parlava. Era stato scritto che
Amar avesse un padre severo, e per questo non restava altro
da fare se non ringraziare Allah. Ma sapeva che, se avesse
avuto qualcosa di abbastanza fondato da sfidare il padre,
il vecchio prima si sarebbe accertato che il figlio aveva
ragione e poi avrebbe ceduto. Se n'era accorto quando
il padre lo aveva mandato a scuola. Quel primo giorno gli
era riuscito tanto insopportabile che, quando era rientrato
a casa, aveva annunciato che non sarebbe pi tornato e il
vecchio si era limitato a sospirare e aveva chiamato Allah
a testimone che aveva accompagnato di persona il ragazzo
e lo aveva affidato all'aallem e che non poteva essere di conseguenza
responsabile di ci che poteva accadere poi. Il
giorno dopo aveva svegliato il ragazzo all'alba e gli aveva
detto: Se non vuoi andare a scuola devi lavorare. E lo aveva
portato nella fabbrica di tessitura dello zio, ad Attarine,
perch lavorasse ai telai. Questo non era stato difficile come
la scuola, perch non doveva restarsene seduto, immobile;
ma non aveva resistito, come non aveva resistito nelle
altre dozzine di posti diversi dove aveva lavorato da allora.
Un paio di settimane, poi andava a divertirsi, molto
probabilmente senza neppure essere stato pagato per quello che aveva fatto. La sua vita a casa era una lotta costante
per impedire che il padre gli trovasse di sua iniziativa qualche
nuovo posto.
Cos fra tutti i suoi primissimi amici Amar era il solo
che non avesse imparato a scrivere e a leggere quello che
gli altri scrivevano, ma la cosa non gli importava affatto. Se
la sua famiglia non fosse stata Chorfa, discendente dal profeta,
la vita gli sarebbe riuscita molto pi facile. Il padre non
avrebbe insistito a insegnargli le leggi della loro religione,
non avrebbe sottolineato di continuo la necessit di una
stretta obbedienza. Ma il vecchio aveva deciso che il figlio,
se poteva restare analfabeta (cosa che di per s non rappresentava
un grave ostacolo), non poteva assolutamente
ignorare i precetti morali dell'Islam.
Con il passare degli anni Amar si era fatto nuovi amici
del suo stesso stampo, ragazzi di famiglie cos povere
che non era neppure il caso di pensare a mandarli a scuola.
Ora, quando incontrava i suoi amici d'infanzia e parlava
con loro, aveva l'impressione che fossero diventati come
adulti, e la loro compagnia non lo divertiva pi, mentre
i suoi nuovi amici, che giocavano e si battevano di continuo
come se la loro vita dipendesse dall'esito dei loro giochi
e delle loro lotte, conducevano un'esistenza che gli era
comprensibile.
Una cosa importantissima nella vita di Amar consisteva
nel fatto che lui aveva un segreto. Era un segreto che non
doveva neppure essere tenuto segreto, perch nessuno sarebbe
arrivato a immaginarlo. Il segreto consisteva nel fatto
che lui non era come tutti gli altri; aveva poteri che nessun
altro possedeva. Essere certo di ci era come avere un
tesoro nascosto da qualche parte e significava molto di pi
che possedere semplicemente il baraka. Molti Chorfa l'avevano.
Se qualcuno era ammalato, o in trance, o era vittima
di uno spirito maligno, anche Amar riusciva spesso a guarirlo,
toccandolo con una mano e recitando una preghiera.
E nella sua famiglia il baraka era forte, cos forte che per
ogni generazione un uomo aveva fatto di professione il guaritore.
N suo padre n suo nonno avevano mai fatto altro
lavoro che non fosse quello di ricevere un costante flusso di
persone che si recavano da loro per venire curate. Cos, non
c'era nulla di sorprendente nel fatto che Amar stesso possedesse
il dono. Ma non era questo che voleva dire quando
pensava di essere diverso da tutti gli altri. Naturalmente,
aveva sempre conosciuto il suo segreto, ma, da principio,
non vi aveva badato pi di tanto. Ora che aveva quindici anni
ed era un uomo, esso invece si faceva sempre pi importante.
Si era accorto che centinaia di volte al giorno pensava
a cose alle quali gli altri sembravano non pensare mai,
ma aveva imparato che, se voleva parlarne - e lo voleva, certo
- doveva esprimersi in modo da far ridere gli altri, perch,
in caso contrario, essi sarebbero diventati sospettosi.
Pure, un giorno, nel suo entusiasmo, aveva dimenticato
questa precauzione e aveva esclamato: Guardate il Djebel
Zalagh! Il sultano ha una nuvola sulle spalle! e i suoi amici
avevano risposto: Sei pazzo! ma lui non ci aveva badato.
La prossima volta doveva ricordarsi di comprendere il
loro mondo, di parlare in rapporto a qualche cosa particolare
che a loro interessava. Cos avrebbero riso e lui si sarebbe
sentito soddisfatto.
Quel giorno non c'erano nuvole sul Djebel Zalagh. Ogni
pi piccolo albero di olivo sulla sua cresta si stagliava contro
il cielo sconfinato di un azzurro uniforme; tutti i crepacci
che segnavano i pendi nudi cominciavano a riempirsi
delle scure ombre del tardo pomeriggio. Una strada serpeggiante
si arrampicava su per i fianchi di una tonda collina
ai suoi piedi, e su per la strada si muovevano lentamente
minuscole figurine bianche. Si ferm a guardarle per
un poco: gente della campagna che tornava al suo villaggio.
Per un momento desider appassionatamente di essere
qualcun altro, uno di loro, con una vita semplice, anonima.
Poi cominci a dare briglie alla fantasia. Se fosse stato un
djibli, un uomo di campagna, con la sua intelligenza - perch
sapeva di essere intelligente - avrebbe in breve accumulato
pi denaro di qualsiasi altro nella sua kabila. Avrebbe
continuato a comperare terra, avrebbe aumentato il numero
delle persone che vi lavoravano, e quando i francesi
avessero cercato di comperare la sua propriet avrebbe risposto
con un rifiuto, per quanto potessero offrirgli. E allora
i contadini lo avrebbero trattato con rispetto ancora
maggiore, il suo nome avrebbe cominciato a diventare noto
in una zona sempre pi vasta, molti si sarebbero presentati
a lui come a un qoadi per chiedergli aiuto e consiglio,
e lui avrebbe dato ascolto a tutti, generosamente. Un
giorno sarebbe venuto un francese con l'offerta di nominarlo
cad; si vedeva ridere allegramente, con disinvoltura,
e rispondere: Ma io sono gi qualcosa di pi di un cad per
la mia gente. Perch dovrei cambiare?. Il francese, che non
poteva capire, avrebbe avanzato altre proposte complementari
di ogni genere: una percentuale sulle tasse, ragazze
di sua scelta provenienti da trib distanti, un bosco di
aranci qui, una fattoria l, l'usufrutto di un appartamento
a Dar el Beida, e denaro in quantit, ma lui avrebbe continuato
a ridere allegramente, ripetendo di non volere di pi
di quello che aveva gi: il rispetto dei suoi. Il francese sarebbe
rimasto sbalordito (quando mai un marocchino aveva
fatto un'affermazione del genere?) e se ne sarebbe andato
con la paura nel cuore, e la fama della forza di Amar
si sarebbe diffusa in fretta, e in breve fino a Rhafsai e a
Taounate tutti avrebbero saputo del giovane djibli che non
si lasciava comperare dai francesi. E un giorno sarebbe venuto
il suo momento. Il sultano lo avrebbe mandato segretamente
a chiamare, per chiedergli consiglio su questioni
riguardanti la regione che lui conosceva tanto bene. Lui si
sarebbe dimostrato, a suo modo, semplice e rispettoso, ma
non umile, e il sultano avrebbe trovato molto strana la cosa,
e da principio si sarebbe un poco irritato, fino a quando
Amar, senza molti giri di parole, gli avrebbe fatto capire
che il suo rifiuto di prosternarsi derivava solo dalla sua
convinzione che i sultani, per quanto grandi, erano semplicemente
uomini, come tutti gli altri mortali e come tutti
gli altri fallibili. Il sovrano sarebbe rimasto impressionato
dalla saggezza di questo atteggiamento di Amar e dal coraggio
di cui aveva dato prova manifestando le proprie idee,
e lo avrebbe invitato a trattenersi presso di lui. A poco a poco,
con una parola bisbigliata di tanto in tanto, sarebbe riuscito
a rendersi indispensabile al sultano pi dello stesso El
Mokhri. E, quando si fosse manifestata una crisi, quando
il sultano non sarebbe stato in grado di prendere una decisione,
Amar sarebbe stato pronto. Senza esitazioni, si sarebbe
fatto avanti e avrebbe preso il controllo della situazione.
E, a questo punto, potevano sorgere alcune difficolt.
E lui le avrebbe risolte come tutti i grandi uomini risolvono
i loro problemi: avrebbe puntato tutto sulla propria
forza. Gi si vedeva dare con tristezza l'ordine di eliminare
il sultano: era una cosa che doveva essere fatta per il bene
del popolo. E, dopo tutto, il sultano non era altro che un
alouite di Tafilalet - in altre parole, un usurpatore. Tutti lo
sapevano. In Marocco c'erano molte e molte altre persone
con maggior diritto al ruolo di comando, compresi tutti i
membri della famiglia di Amar, che erano drissiyni, discendenti
della prima dinastia, la sola che potesse vantare
diritti legali sul paese.
Le figurine in lontananza risalivano lentamente la collina.
Probabilmente avrebbero continuato a camminare
per tutta la notte e sarebbero arrivate a casa solo a un'ora
imprecisata dopo l'alba. Sapeva abbastanza bene come vivevano
i contadini, aveva passato diversi mesi nella fattoria
del padre a Kerib Jerad, prima che la vendessero, e ogni
anno erano andati a ritirare quella parte del raccolto che
spettava alla famiglia. Nel suo caso, il divertito disprezzo
degli abitanti della citt per i contadini era temperato dal
rispetto. Mentre un cittadino annunciava ai quattro venti
le sue intenzioni, un contadino continuava semplicemente
a lavorare, senza una parola, e faceva quello che doveva
fare.
Sempre immobile, il viso rivolto al vasto tratto di terra
illuminata dal sole, gli occhi fissi alle figurette che strisciavano
su per il pendio, pens a tutta la sterminata grandezza
della sua mala sorte. Se solo il suo fratello maggiore
non avesse per caso voltato la testa in un determinato, preciso
istante tre sere prima in un vicolo di Moulay Abdallah,
Amar in quel momento sarebbe stato a nuotare nel fiume,
o a giocare al calcio a Bab Fteuh, o se ne sarebbe stato sul
tetto a suonare tranquillamente il flauto, senza il peso di
quel timore che gli gravava sulla coscienza. Ma Mustapha
aveva voltato la testa, lo aveva visto nel luogo proibito in
mezzo alle donne dipinte. E l'indomani lo aveva avvicinato
e gli aveva chiesto venti rial. Amar non aveva denaro - e
non aveva modo di procurarsene. Aveva promesso a Mustapha
che lo avrebbe pagato a poco a poco, a mano a mano
che fosse riuscito a mettere assieme piccole somme, ma
Mustapha, che era tanto furbo quanto spietato, aveva un
piano, e il futuro non gli interessava. Non avrebbe rivelato
dove aveva visto Amar, no certo: il padre si sarebbe irritato
con l'informatore pi ancora che con il peccatore. Quella
mattina Mustapha aveva chiesto ad Amar: Hai il denaro?
e, quando Amar aveva scosso la testa, "Sar al caff di
Hamadi al tramonto. Portalo, o fa' attenzione a tuo padre
quando torni a casa.
Non aveva il denaro; non sarebbe andato al caff ad
ascoltare ulteriori minacce. Sarebbe andato dritto a casa a
ricevere la sua battuta, che sarebbe diventata in questo modo
una cosa del passato e non pi del futuro. Sent alle sue
spalle il trillo ammonitore del campanello di una bicicletta,
si volt e vide un ragazzo che conosceva. Il ragazzo si
ferm e lui si mise a sedere di traverso, sulla canna. Abbordarono
le curve, ora in un senso e ora nell'altro, e la valle
piena di sole e il Djebel Zalagh erano prima alla loro sinistra,
poi alla loro destra.
Come stiamo di freni? chiese Amar. Pensava che forse
sarebbe stato pi piacevole venir catapultato in un fosso
o gi per il pendio che non essere lasciato sano e salvo davanti
alla porta di casa. La cosa per cui doveva essere punito
sarebbe stata probabilmente dimenticata quando fosse
uscito dall'ospedale.
I freni funzionano benissimo, rispose il ragazzo. "Che
c'? Hai per caso paura?
Amar rise sprezzante. Attraversarono il ponte e il terreno
si fece piano. Il ragazzo cominci a pedalare. Mentre
si avvicinavano al tratto in salita che portava dalla valle
del fiume alla intersezione della strada di Taza, la fatica
cominci a farsi eccessiva. Amar salt gi, salut e prese
una scorciatoia attraverso un bosco di melograni. Non
aveva mai avuto una bicicletta sua; la bicicletta era qualcosa
che il figlio di un fqih impoverito non poteva sperare
di possedere. Faceva denaro soltanto chi comperava e vendeva.
Potevano avere una bicicletta i ragazzi con il padre
proprietario di un negozio. Amar poteva solo prenderla a
nolo una volta ogni tanto, perch la gente che il padre curava
con le sue sante parole e con i suoi incantesimi aveva
in genere pochi spiccioli soltanto, e nelle rare occasioni
in cui un ricco lo consultava e cercava poi di compensarlo
con una grossa somma, Si Driss si mostrava inflessibile
nel suo rifiuto.
Quando il tuo denaro viene da Allah, gli diceva il padre,
"non comperi macchine o altre follie nazzarene. Comperi
pane o Lo ringrazi per essere stato in grado di farlo.
E Amar rispondeva: Hamdoul'lah".
A un caff vicino a Dan Fteuh si ferm e rimase a osservare
per qualche minuto una partita a carte. Poi raggiunse
casa a piedi, abbattutissimo. La madre, che gli apr
la porta, lo guard con aria significativa, e lui vide il padre
in piedi nel cortile, vicino al pozzo. Di Mustapha, nessuna
traccia.
 
Capitolo II.

"Vieni di sopra, disse il padre, precedendolo su per la
stretta rampa di gradini sbrecciati. Entr nella pi piccola
delle due stanze e accese la luce. "Siediti sul materasso, ordin,
indicando un angolo. Amar obbed. Tutto tremava in
lui; non sarebbe stato in grado di dire se era impazienza o
paura, come non sapeva se quello che provava per l'uomo
anziano che torreggiava sopra di lui, gli occhi accesi dall'ira,
era un odio profondo o un amore struggente. Il padre
si sciolse lentamente il lungo turbante, scoprendo il cranio
rasato, e, mentre era intento a questa operazione, parl.
"Questa volta hai commesso un peccato imperdonabile,
disse, fissando Amar con due occhi terribili. La barba
bianca a punta appariva strana senza il turbante che la controbilanciasse.
"Un ragazzo come te pu aspettarsi soltanto
l'inferno. Tutto il denaro che c'era in casa e che doveva
servire a comperare il pane per tuo padre e per la tua famiglia!
Levati il djellaba. Amar si tolse l'indumento, e il vecchio
glielo strapp di mano e guard nel cappuccio. E
adesso togliti la serrouelle. Amar sciolse la cintura e si tolse
i calzoni, coprendosi con una mano per nascondere la
propria nudit. Il padre ispezion le tasche, dove trov soltanto
un temperamatite rotto, che Amar si portava sempre
appresso.
Speso tutto! Fino all'ultimo soldo! esclam il vecchio.
Amar non disse nulla.
"Dove sono andati a finire? Dove sono andati a finire?
La voce si faceva pi alta a ogni sillaba. Amar si limit a fissare
il padre, senza aprir bocca. C'erano cento cose da dire;
non c'era niente da dire. Gli sembrava di essere stato trasformato
in una statua.
Con forza stupefacente, il vecchio lo costrinse a distendersi
sul materasso e, dopo aver tolto la cinghia dei pantaloni,
cominci a picchiarlo con la parte della fibbia. Per proteggersi
il viso, Amar si distese sul ventre, le mani unite a
coppa per difendere la nuca. I colpi, durissimi, gli piovevano
sulle nocche, sulle spalle, sulla schiena, sulle natiche,
sulle gambe.
Ucciderti vorrei! strill il padre. "Ti preferirei morto.
Lo spera davvero, pens Amar. Gli sembrava che le sferzate
fossero qualcosa di terribilmente distante. Era come se
una voce gli dicesse: Ecco il dolore, e lui rispondesse affermativamente,
ma senza eccessiva convinzione. Il vecchio
non parlava pi e concentrava tutta la sua energia nei colpi
che affibbiava. Al disopra del sibilo della cintura nell'aria
e del colpo sordo della fibbia che gli colpiva la carne, Amar
sentiva un gatto che, sulla terrazza, faceva: Mao... mao...
mao..., grida di bambini, una radio che, chiss dove, faceva
echeggiare un vecchio disco di Farid al Atrache. Avvertiva
l'odore della tajine che la madre stava preparando in cortile:
cinnamomo e cipolle. I colpi continuavano a piovere.
Improvvisamente cap di dover respirare: non aveva pi respirato
da quando si era steso sul materasso. Trasse un profondo
sospiro e si sorprese a vomitare. Sollev la testa, cerc
di muoversi, ma il dolore lo costrinse a distendersi di
nuovo. I colpi continuavano, ritmici, non avrebbe saputo dire
se con maggiore o minore intensit. Abbandon il viso
nel sudiciume, e, dietro le sue palpebre, ecco formarsi una
visione. Stava correndo gi per il Boulevard Poeymirau nella
Ville Nouvelle, una spada in pugno. A mano a mano che
passava davanti ai negozi, le saracinesche di ogni vetrina si
abbassavano da sole. Le donne francesi strillavano, gli uomini
si irrigidivano, come paralizzati. Ogni tanto colpiva
qualcuno, facendogli saltare la testa, e una scintillante fontana
di sangue zampillava dal collo tronco. Si sentiva pervadere
da un flusso di gioia feroce. Improvvisamente si accorgeva
che tutte le donne erano nude. Con abili colpi della
lama verso l'alto squarciava i loro corpi; con altri, abili
colpi verso il basso, tagliava di netto i loro seni. Nessuno doveva
restare intatto.
I colpi erano terminati. Suo padre era uscito dalla stanza.
La radio suonava ancora lo stesso disco, e lui ud i genitori
che parlavano gi da basso. Rimase immobile. Per
un momento pens di essere veramente morto. Poi sent la
madre che entrava nella stanza. Ouildi, ouildi, disse lei, e
le sue mani cominciarono a sfiorarlo, a massaggiargli olio
sulla pelle. Non aveva pianto mentre lo picchiavano, ma in
quel momento si sorprese a singhiozzare disperatamente.
Per smetterla, immagin che il padre fosse accanto alla madre
e lo guardasse. L'accorgimento ebbe successo, e lui rimase
immobile, abbandonandosi a quelle mani forti e leggere
a un tempo.
Si sent male il giorno dopo, e l'indomani ancora. Rimase
nella sua stanzetta, sotto il tetto, e la madre venne pi
e pi volte a massaggiargli i lividi con olio. La febbre gli faceva
girare la testa, il dolore lo prostrava, non aveva voglia
di mangiare e buttava gi soltanto la minestra e il t caldo
che lei gli portava ogni tanto. Il terzo giorno si mise a sedere
e suon la sua lirah, il flauto di canna che si era fabbricato.
Quel giorno la madre lasci uscire dalla cesta Diki
bou Bnara, il suo gallo preferito, e lo splendido volatile continu
a entrare e a uscire dalla stanza, chiocciando, grattando
la terra e ascoltando le canzoni di Amar in suo onore.
Ma al tramonto del terzo giorno, quando Diki bou Bnara
era tornato nella sua gabbia e i muezzin avevano terminato
di recitare il maghreb, Amar ud lo scalpiccio dei passi
del padre su per la scala che portava sotto il tetto. Si affrett
a voltare la faccia verso il muro e finse di dormire.
Poi ecco il padre entrare nella stanza, eccolo parlare.
Ya ouildi! Ya Amar!
Amar non si mosse, ma il cuore gli batteva forte e gli
riusciva difficile respirare. Il materasso si mosse quando il
padre si mise a sedere vicino ai suoi piedi.
"Amar!
Amar si volt e si stropicci gli occhi.
Amar, voglio parlarti. Ma prima desidero essere sicuro
che non c' odio in te. Mi sento molto infelice per quello
che hai fatto. Tua madre e tuo fratello e tua sorella non hanno
avuto da mangiare abbastanza in questi ultimi giorni.
Ma ci non  niente. Non  per questo che voglio parlarti.
Devi ascoltarmi. C' odio nel tuo cuore per me?
Amar si mise a sedere. "No, padre, rispose, adagio.
Il vecchio rimase silenzioso per un momento. Diki bou
Bnara fece improvvisamente echeggiare il suo chicchirich.
"Voglio che tu capisca. Bel haq, fel louwil... Per prima
cosa, devi sapere che io ho capito. Forse credi che, perch
sono vecchio, non conosca il mondo, non sappia come il
mondo  cambiato.
Amar mormor una protesta, ma il padre continu.
"So che lo pensi. Lo pensano tutti i ragazzi. E ora il mondo
 cambiato pi che mai. Tutto  nuovo. Tutto  malvagio.
Soffriamo pi di quanto abbiamo mai sofferto. E sta
scritto che dobbiamo soffrire ancora di pi. Tutto questo
non  niente. Come il vento. Tu credi che non sia mai stato
a Dar Debibagh, che non abbia mai visto come vivono i francesi.
Se ti dicessi invece che sono stato l e che li ho visti,
molte e molte volte? Se ti dicessi che ho visto i loro caff e
i loro negozi, che ho camminato per le loro strade, che ho
viaggiato sui loro autobus, come te, n pi n meno?
Amar rimase sbalordito. Era sempre stato convinto che,
dall'epoca dell'arrivo dei soldati francesi, molti anni addietro,
suo padre non si fosse mai spinto oltre le mura della
Medina, salvo che per andare in campagna o al Mellah ad
acquistare per le sue medicine ingredienti che soltanto alcuni
ebrei vendevano. Da quando ricordava, l'andamento
della vita di suo padre era sempre stato lo stesso, era consistito
nelle cinque visite giornaliere alla moschea, nelle ore
che trascorreva in conversazione nei negozi degli amici durante
il tragitto di andata o quello di ritorno. All'infuori di
ci non c'era nulla, salvo la prestazione dei suoi servizi
quando questi venivano richiesti. Era sorprendente sentirlo
dire che era stato nella citt francese. Amar ne dubitava:
se ci era stato, perch non ne aveva mai parlato fino a quel
momento?
"Voglio che tu sappia che ci sono stato molte volte. Ho
visto il loro sudiciume e la loro vergogna cristiani. Giuro
che sono peggiori degli ebrei. No, giuro per Allah che sono
ancora pi bassi degli ebrei senza Dio del Mellah! E cos,
se parlo in questo modo di loro, non  perch me lo abbiano
detto uomini come Si Kaddour e quella carogna di
Abdeltif o Wattanine. Quello che essi dicono pu essere vero,
ma le ragioni che li spingono a parlare sono una menzogna,
perch si tratta di politique. Sai che cosa  la politique?
 una parola francese che significa menzogna. Kdoub!
Politique! Quando senti un francese dire: la nostra politique,
sai che cosa vuol dire: le nostre menzogne. E quando
senti i musulmani, gli Amici dell'indipendenza, dire: la nostra
politique, sai che cosa vogliono dire: le nostre menzogne.
Tutte le menzogne sono peccati. E che cosa dispiace
pi ad Allah: una menzogna pronunciata da un nazzareno,
che non sa distinguere la vera fede da quella falsa, o una
menzogna pronunciata da un musulmano, che invece sa distinguere?
Ad Amar parve allora di vedere a che cosa mirava il padre.
Lo metteva in guardia perch non si mettesse con certi
suoi amici, con i quali qualche volta giocava al calcio o
andava al cinema e che erano noti come membri dell'Istiqlal.
Il padre aveva paura che Amar potesse finire in prigione
come Abdallah Tazi e suo cugino che una sera, al Caf
de la Renaissance, avevano gridato: A bas les Franais!".
Ma si sbagliava, pens Amar, con una punta di amarezza.
Non c'era nemmeno la pi remota possibilit che gli potesse
capitare qualcosa del genere. Ogni iniziativa in questo
senso gli era stata vietata fin da principio perch non
conosceva il francese e non sapeva n leggere n scrivere.
Non sapeva niente di niente, non era neppure in grado di
tracciare il proprio nome in arabo. Forse adesso la smetter
di parlare e scender da basso, pens.
Capisci quello che ti sto dicendo?
Capisco," rispose Amar, stringendo il lenzuolo fra le dita
dei piedi. Si sentiva meglio, aveva voglia di uscire e di
camminare un poco, ma sapeva che, se si fosse alzato, non
se la sarebbe pi sentita di uscire. Attraverso l'inferriata della
finestra vedeva i tetti piatti di un lontano angolo della
citt e, sopra di essi, un riquadro di cielo che si andava oscurando.
Per i musulmani mentire  peggio che mai," ricapitol
il padre. E chi, fra i musulmani, commette il peccato pi
grande se mente o ruba? Uno Cherif. E, grazie a Dio, tu sei
uno Cherif...''
Hamdoul'lah, mormor Amar meccanicamente, senza
troppa convinzione. "Grazie ad Allah.
"Non solo Hamdoul'lah, Hamdoul'lah! No! Tu devi diventare
un uomo ed essere uno Cherif. Lo Cherif vive per la
sua gente. Ti preferirei morto piuttosto che vederti crescere
come le carogne con le quali parli per strada. Morto! Capisci?
La voce del vecchio si alz di tono. "Non ci saranno
pi musulmani se ogni giovane Cherif non obbedisce alle
leggi di Allah.
E continu su questo tono. Amar capiva e in silenzio approvava,
ma nello stesso tempo non poteva fare a meno di
pensare: Non sa che cosa  il mondo oggi. L'idea che il suo
concetto del mondo fosse diverso da quello del padre era come
un muro di protezione intorno a tutto il suo essere.
Quando usciva in strada, il padre pensava soltanto alla moschea,
al Corano, agli altri vecchi. C'era l'immutabile mondo
della legge, la parola scritta, perennemente benefica, ma,
in un certo senso, avvizzita ed essiccata. Mentre, quando
Amar usciva dalla porta, c'era ad aspettarlo tutta la sterminata
terra, la viva, misteriosa terra, che gli apparteneva come
non avrebbe potuto appartenere a nessun altro, dove tutto
poteva accadere. Il sentore del vento mattutino che soffiava
oltre le mura della citt dai boschi di olivi, il rumore
del fiume che scrosciava sopra i massi mentre scorreva attraverso
il cuore della citt, le ombre in movimento degli alberi
quando si sedeva al loro riparo a mezzogiorno - tutte
queste cose avevano per lui un messaggio particolare che
non avevano per altri, e tanto meno per suo padre. Secondo
lui, il mondo dove il vecchio viveva doveva essere qualcosa
di simile alle fotografie di quei giornali che venivano
importati clandestinamente dall'Egitto; grigie, confuse, prive
di significato senza l'accompagnamento della didascalia.
Ascoltava le parole del padre con impazienza crescente.
C'erano ripetuti accenni ai suoi doveri quale discendente
del Profeta. A chi poteva rivolgersi il popolo in momenti
difficili se non al Chorfa? Ogni Cherif era un capo.
Era vero, ma lui sapeva che c'era qualcosa di sbagliato in
quel quadro. I Chorfa erano i capi, ma potevano guidare i
loro seguaci solo alla sconfitta, ed era una cosa, questa, che
non avrebbe mai detto ad altri. Quasi avesse intuito la sua
emozione, se non l'idea precisa che gli frullava per la mente,
il vecchio smise di parlare per un momento, poi riattacc,
con voce pi bassa e pi triste. Ho commesso un
grandissimo peccato, disse. Allah giudicher. Avrei dovuto
picchiarti giorno e notte, trascinarti a scuola per i capelli,
fino a quando non avessi imparato a scrivere. Ora non
imparerai pi.  troppo tardi. Non saprai mai niente di
niente. E la colpa  mia.
Amar rimase perplesso: non aveva mai sentito il padre
parlare a quel modo. No, disse, incerto. La colpa  mia.
Nella penombra, Amar vide le braccia del padre allungarsi
verso di lui. Il vecchio gli appoggi le mani sulle tempie,
si chin in avanti e gli sfior appena la fronte con le
labbra. Poi si drizz, scosse la testa diverse volte, in silenzio,
si alz e usc dalla stanza senza aggiungere altro.
Pochi minuti dopo comparve sulla soglia, la fronte corrugata,
Mustapha; evidentemente il padre lo aveva mandato
perch si informasse sulla salute di Amar. Al primo momento,
quando lo vide, Amar fu sul punto di dire qualcosa
di amaro; poi avvert una strana calma, e si sorprese a dire,
con il tono pi tranquillo: Ah, khai chkhbarek? Sono diversi
giorni che non ti vedo. Come va?.
Mustapha parve sbalordito, brontol a voce bassa una
frase di saluto, si volt e si precipit da basso. Amar torn
a distendersi, sorridendo; per la prima volta sentiva di aver
avuto la meglio in una situazione che gli era sembrata senza
speranza. Mustapha era il suo fratello maggiore, era il
primogenito, e ventisei pecore erano state sacrificate quel
giorno, due delle quali pagate dal padre, mentre, quando
era venuto al mondo Amar, Si Driss ne aveva comperata solo
una. C'era stata un'altra pecora,  vero, regalata da un
amico, ma quella per Amar non contava. E c'era anche il
fatto che Mustapha era nato fra le colline, a Kherib Jerad,
e le altre ventiquattro pecore erano state portate in omaggio
dai contadini, felici di vedere uno Cherif nato fra loro,
mentre Amar era nato nel cuore della citt, e solo la famiglia
aveva gioito, ma questo non gli passava neppure per la
testa quando cominciava a passare in rassegna le sue disgrazie.
L'importante ora era che Mustapha fosse rimasto
perplesso: non si era aspettato che il padre lo mandasse di
sopra a informarsi della salute di Amar e non aveva immaginato
di trovare Amar di ottimo umore. Amar conosceva
suo fratello. Mustapha sarebbe rimasto turbato da questo
piccolo mistero fino a quando non fosse riuscito a risolverlo.
Ed era una cosa che Amar non aveva nessuna intenzione
di permettergli di fare. Anzi, non avrebbe saputo dire
neppure lui che cosa aveva precisamente nel cuore nei
confronti di Mustapha; sapeva soltanto che su un remoto
ma visibile orizzonte intravedeva la certezza di vittoria per
s e di una totale sconfitta per il fratello.
E allora ricord un incidente che sua madre gli aveva
raccontato tante e tante volte. Tempo addietro, quando il
padre di lei era stato sul letto di morte, in quella stessa stanza
dove ora si trovava Amar, e tutta la famiglia si era raccolta
per dargli l'ultimo saluto, il vecchio aveva ordinato a
Mustapha di avvicinarsi al letto, in modo da essere in grado
di impartire la sua benedizione al primogenito. Mustapha
era allora un ragazzino scontroso e testardo; si era nascosto
piagnucolando dietro le sottane della madre, e nessuno
era riuscito con le buone a persuaderlo ad avvicinarsi.
Era stato un momento vergognoso, miracolosamente riscattato
da Amar, che, per chiss quale misteriosa ragione,
aveva improvvisamente attraversato trotterellando la stanza
e aveva baciato la mano del nonno. Subito il vecchio aveva
impartito la benedizione ad Amar invece che a Mustapha,
e, non contento di ci, era giunto a profetizzare che il
piccolo, crescendo, sarebbe diventato un uomo molto migliore
del fratello. Pochi minuti dopo aveva esalato l'ultimo
respiro. Quella storia aveva sempre impressionato profondamente
Amar, ma era quasi sicuro che i genitori non l'avevano
mai raccontata a Mustapha, e di conseguenza essa
non serviva a compensarlo in maniera soddisfacente per le
ventisei pecore. Ma, ora che ci ripensava, ecco che cominciava
ad assumere un'importanza che non le aveva mai attribuito
prima. Che cosa erano ventisei pecore, o cento,
quanto a questo, in confronto a una benedizione che gli era
stata inviata direttamente da Allah attraverso il cuore e le
labbra del nonno? Nelle tenebre mormor una breve preghiera
per il defunto e un'altra ancora pi breve di ringraziamento
per la sua buona fortuna.
Quella sera, nella terrina di minestra che la madre gli
port, c'erano mandorle e piselli nani. Gli sarebbe piaciuto
sapere se li aveva anche tutto il resto della famiglia o se erano
stati comperati unicamente per lui e per lui solo, ma non
os fare domande. Gli sembrava di vedere la madre che si
precipitava gi per le scale ridendo ed esclamando: "Adesso
il signorino Amar crede che siamo andati a comperare
le mandorle per lui e che nessuno degli altri le abbia!. E
sua sorella e Mustapha avrebbero riso ancora pi fragorosamente.
"Che buona minestra, osserv.

 Capitolo III.

La mattina seguente si sentiva benissimo. Si alz presto
e and sul tetto a guardare le mura della citt che si allargavano
tutto intorno a lui. La nebbia gravava nella valle.
Solo pochi fra i minareti pi alti spuntavano da quel mare
grigio, simili a dita verdi puntate verso il cielo, ed erano
visibili le colline da una parte e dall'altra, con la loro terra
scabra e con le loro file di minuscoli olivi. Ma la coppa dove
sorgeva il centro della citt appariva ancora ricolma di
nebbia notturna, immobile. Rimase per un poco a guardare,
lasciando che l'aria fresca gli carezzasse il viso e il petto,
e pronunci alcune delle sante parole mentre voltava la
testa in direzione di Bab Fteuh. Dietro il cancello c'era il vasto
spiazzo accanto al cimitero dove giocava al calcio, poi
il villaggio di capanne di canne, dove c'erano tante pecore,
poi i campi di grano che digradavano dolcemente verso il
fiume, e poi i villaggi di fango sotto gli alti picchi di argilla.
E, se ci si spingeva ancora pi oltre, c'era una specie di
gola di argilla, dove in primavera, dopo le piogge, l'acqua
passava turbinando e trascinando spesso pecore e persino
buoi annegati.
In quella zona non c'erano piante - solo l'argilla con i
suoi crepacci e le sue strambe torri scavate dalla pioggia.
Pi oltre c'erano le grandi montagne dove vivevano i berberi,
e poi il deserto, e poi altre terre di cui poche persone
soltanto conoscevano il nome, e poi, naturalmente, dietro
tutto, al centro del mondo, scintillante in una eterna luce
ultraterrena, c'era la Mecca. Quante ore aveva passato a osservare
le brillanti cromolitografie che adornavano le pareti
dei negozi da barbiere! Alcune erano di battaglie storiche
combattute dai musulmani contro i demoni; alcune
mostravano meravigliosi cavalli volanti con teste e seni di
donna - le persone importanti viaggiavano con questi animali
prima di sostituirli con gli aeroplani - alcune erano di
Adamo ed Eva, i primi musulmani di questo mondo, o di
Gerusalemme, la grande citt santa dove cristiani ed ebrei
assassinavano ogni giorno musulmani per metterne la carne
in barattoli che poi vendevano all'estero come cibo; ma
c'era sempre un quadro, pi bello di tutti gli altri, della Mecca,
con i suoi picchi acuminati e le sue file di case a terrazza
tutte traforate di balconi, i suoi portici, le sue lampade, i
suoi piccioni giganteschi, e infine, al centro, la grande roccia
drappeggiata di stoffa nera, di una bellezza tale che, a
guardarla, molti svenivano e qualcuno persino moriva.
Spesso, la notte, si era trattenuto a lungo sul tetto, le mani
appoggiate al muro, aguzzando gli occhi nella tenebra trapuntata
di stelle del cielo, sforzandosi di immaginare di vedere
almeno un lieve bagliore della luce che emanava perennemente
verso l'alto da quel meraviglioso santuario.
Di solito, dal terrazzo, sentiva le voci acute e i tamburi
del mercato di Sidi Ali bou Ralem. Quel giorno, con la nebbia,
si udivano soltanto i rumori delle immediate vicinanze.
Rientr nella stanza e si distese sul letto, appoggiando i
piedi al muro, pi alti della testa, e cominci a suonare il
flauto: non un'aria in particolare, ma una semplice successione
di note intercalate da lunghe pause, una musica adatta
al particolare stato d'animo che avvertiva in quella mattina
fredda e nebbiosa. Dopo aver continuato cos per un
poco, salt gi improvvisamente dal letto e indoss l'unico
abito europeo che possedeva: un paio di vecchi calzoni militari
e un pesante maglione di lana, assieme a un paio di
sandali che aveva comperato al Mellah - fece scivolare questi
ultimi sotto il braccio, perch li avrebbe calzati solo
quando fosse stato nel centro della citt, lungi dal pericolo
di attacchi nemici nelle strade del suo stesso quartiere. Era
pi facile battersi e camminare a piedi nudi, senza l'ingombro
del peso delle scarpe. Un amico gli aveva regalato
un cinturino di cuoio, che portava al polso nelle grandi occasioni,
fingendo che recasse attaccato un orologio. Lo consider
per un momento, decise di non farne nulla, si pettin
accuratamente, guardandosi in uno specchio da tasca
appeso al muro, poi discese in punta di piedi le due rampe
di scale fino al cortile. Quando lo vide, sua madre gli grid:
"Va' a mangiare la prima colazione! Non vorrai uscire senza
aver mangiato, vero?.
Aveva molta fame, ma, senza una ragione precisa, avrebbe
preferito uscire di casa subito, prima di parlare con
qualcuno e, magari, cambiare d'umore. Ma ormai era
troppo tardi. Si mise a sedere e mangi l'avena bollita con
radici di cinnamomo e latte di capra che la sorella gli serv.
Poi la ragazza si accosci sulla soglia, guardandolo
ogni tanto, timidamente, con la coda dell'occhio. Era gi
in et di matrimonio, gi due pretendenti si erano fatti
avanti, ma il vecchio Si Driss non ne aveva voluto sapere,
in parte perch voleva tenersela vicina ancora per un poco
(gli sembrava che fosse nata solo l'anno prima), in parte
perch nessuno dei pretendenti era abbastanza ricco da
poter essere preso in seria considerazione. La madre di
Amar era perfettamente d'accordo con il marito; pi a lungo
fosse riuscita a rimandare il matrimonio, pi sarebbe
stata contenta. Non era un divertimento avere dei figli che
non restavano mai a casa; buttavano gi quello che veniva
loro servito e sparivano, e quando diventavano grandi
non si sapeva nemmeno se sarebbero o meno rientrati per
dormire. Invece si poteva fare sempre conto che fosse dove
doveva essere una figlia, che non poteva allontanarsi
sola da casa neppure per andare a comperare un chilo di
zucchero nel negozio vicino. In ogni caso, a ogni anno che
passava Halima si faceva pi bella; i suoi occhi sembravano
diventare pi grandi, i suoi capelli pi fitti e pi lucidi.
Quando ebbe terminato di mangiare, Amar si alz e pass
nel cortile. Si trattenne un poco a giocare con i due piccioni,
tenendo d'occhio la madre, nella speranza che andasse
di sopra e non si accorgesse della sua uscita. Ma alla
fine decise di andarsene, comunque fosse.
"Forse piover, grid lei, mentre stava per raggiungere
la porta.
"No che non piover, rispose. "B'slemah. Sapeva che
avrebbe voluto dirgli qualcos'altro, qualsiasi cosa, pur di
trattenerlo. Era sempre cos quando usciva. Le sorrise, girando
la testa, e si chiuse la porta alle spalle. C'erano tre svolte
nel vicolo prima di raggiungere la strada. Alla seconda si
trov a faccia a faccia con il padre. Il vecchio ritrasse in fretta
la mano che Amar aveva cercato di baciargli.
"Come ti sei svegliato, ragazzo mio? chiese. Si scambiarono
i saluti, e Si Driss guard fissamente il figlio. "Voglio
parlarti, disse.
Naam, sidi."
Dove stai andando?
Amar non aveva una meta precisa. A passeggiare un
poco, semplicemente.
"Questo non  un mondo dove andare a passeggiare. Ormai
sei un uomo, non pi un ragazzo. Pensaci, e cerca di
essere a casa per pranzo, perch nel pomeriggio verrai con
me a trovare Abderrahman Rabati.
Amar chin la testa e riprese a camminare. Ma la sua
gioia di trovarsi in strada al mattino era scomparsa. Rabati
era un uomo grande, grosso e chiacchierone che spesso
riusciva a far lavorare i ragazzi del quartiere per i francesi
della Ville Nouvelle, e Amar aveva sentito ripetere infinite
volte che il lavoro era difficile, che i francesi erano perennemente
di cattivo umore e trovavano sempre qualche pretesto
per non pagare quando arrivava la fine della settimana,
e che, come se ci non bastasse, Rabati esigeva sempre
piccoli tributi dai ragazzi quale compenso per aver trovato
loro un posto. E poi, Amar di francese sapeva soltanto "bon
jour, m'sieu, entrez" e "fermez la port, espressioni che gli
erano state insegnate da un bene intenzionato amico, e tutti
sapevano come i ragazzi che non conoscevano il francese
erano trattati ancora peggio, venivano fatti oggetto degli
scherzi non solo dei francesi ma anche dei ragazzi musulmani
che avevano la fortuna di parlare la lingua.
Svolt nella strada principale del quartiere, salut con
un cenno il venditore di menta e si guard attorno,
abbattutissimo, perch ora non era pi nemmeno sicuro di desiderare
di fare una passeggiata. Le parole del padre avevano
allargato uno strato di veleno sul paesaggio mattutino.
C'era una sola via d'uscita, ed era quella di trovarsi subito
un lavoro di qualche genere, in modo da essere in grado
di dire, quando fosse tornato a casa per pranzo: "Padre,
lavoro".
Svolt a sinistra e risal la polverosa collina oltre la
grande facciata scolpita della vecchia moschea, oltre il cubo
in cemento dove aveva passato tanti pomeriggi di puerile
piacere, il cinema, tappezzato delle lucide fotografe di
uomini armati di fucile. Poi svolt ancora a sinistra, in una
stretta strada affollata di asini in attesa e di uomini che
spingevano carrette; dopo un breve tratto in discesa, la
strada scompariva sotto le case. Dopo poco sbuc in uno
spiazzo punteggiato qua e l da torri circolari. Era come
essere in un villaggio in fiamme; un fumo nero e pesante
saliva dalle cupole di terra calcinata. Ragazzi cenciosi correvano
avanti e indietro con bracciate di rami verdi che infilavano
nelle aperture dei forni. Il fumo turbinava e indugiava
nell'aria vicino a terra, come se non se la sentisse di
avventurarsi in alto, verso il cielo grigio. In un angolo remoto,
contro gli alti bastioni della citt, c'era una zona dove
i forni erano stati costruiti a due piani. Una scala portava
a un enorme tetto piatto e fangoso, e lui la sal per dare
un'occhiata alla scena. Sulla soglia di una minuscola baracca
stava accovacciato un uomo barbuto. Amar gli rivolse
la parola.
Avete qualche lavoro per me?
L'uomo lo fiss per un momento, senza manifestare il
minimo segno di interesse. Poi disse: Chi sei?.
Il figlio di Driss, il fqih," rispose.
L'espressione dell'uomo si fece pi dura. "A che serve
mentire? domand. Tu sei il figlio di Driss, il fqih? Tu'?"
Volt la testa e sput.
Amar fu colto di sorpresa. Si guard i piedi nudi, ripiegando
i pollici, e pens che avrebbe dovuto mettersi le scarpe
prima di salire lass.
Che c' che non va in me? chiese alla fine, con tono
piuttosto bellicoso. E poi, che cosa importa il mio nome?
Vi ho chiesto soltanto se avevate qualche lavoro per me.
Sai lavorare l'argilla? disse l'uomo.
"Sono in grado di imparare a fare qualsiasi cosa in un
quarto d'ora.
L'uomo rise, si carezz la barba e si alz in piedi, lentamente.
Andiamo, disse, e lo accompagn all'ingresso di
un'altra piccola baracca, un poco pi avanti, sul tetto. Nella
penombra dell'interno, un ragazzo acquattato vicino a
una grande cisterna d'acqua si stava stropicciando le mani.
Continua, disse l'uomo. Rimasero a guardare il ragazzo,
che non alz nemmeno la testa. Frega pi forte che puoi,
consigli ad Amar, e se trovi la pi piccola pietra levala, e
poi continua a fregare fino a quando ogni manciata diventa
come seta.
Capisco, fece Amar. Gli sembrava un lavoro facilissimo.
Aspett che fossero usciti e poi chiese: Quanto?.
Dieci rial al giorno.
Era il compenso normale.
Con il pranzo, disse Amar, come se la cosa fosse sottintesa.
L'uomo sbarr gli occhi. "Sei pazzo? esclam. (Amar si
limit a guardarlo fissamente.) Se vuoi lavorare, entra e
comincia subito. Non ho bisogno di aiuto. Lo faccio solo
per favorirti.
Qualunque lavoro facesse, anche il pi semplice, come
quello di portare acqua alla conceria o quello di reggere i
lunghi fili con i quali i sarti facevano la frangia sulla parte
anteriore dei djellabas, Amar restava come affascinato; era
una gioia allo stato puro per lui essere completamente occupato
- quella gioia che non conosceva quando poteva ancora
ricordare chi era. Si mise all'opera mescolando acqua
e argilla, stropicciando, lisciando, lavando, togliendo ogni
pi piccolo corpo estraneo. Al termine della mattina l'uomo
ricomparve, guard e corrug le sopracciglia. Si chin,
esamin attentamente la qualit della miscela infilandovi
dentro le dita e stringendole.
Amar alz la testa. Non ho ancora fame.
"Vieni con me.
Andarono in fondo al tetto, discesero la scala e attraversarono
uno spiazzo fino a un punto dove erano state accumulate
grandi fascine di rami. L un'altra scala era stata
scavata nella terra. L'odore aspro dell'argilla umida era
temperato da quello pi dolce, muschioso, di alcuni alberi
di fichi che erano cresciuti pi in basso, vicino a un canale
del fiume dove le acque scorrevano rapide e silenziose. Nella
roccia in fondo alla scala c'era una porta. L'uomo tolse il
lucchetto ed entrarono.
"Vediamo se sai far funzionare il mamil.
Amar si cal gi per la botola del pavimento, si accomod
nel posto a livello con le scarpe dell'uomo e cominci
a far girare con i piedi la grossa ruota di legno. Era una
cosa che richiedeva una certa dose di forza e di abilit, ma
niente di pi di quello a cui doveva fare appello quando giocava
al calcio.
Sai come funziona? chiese l'uomo, indicando una
ruota pi piccola, vicino alla mano sinistra di Amar. Accumul
un poco di argilla sul disco girevole e la schiacci. Una
volta manipolata e spruzzata d'acqua, la massa informe assunse
ben presto l'aspetto di un piatto.
Continua a far girare la ruota, disse, aspettando evidentemente
che Amar si stancasse e si fermasse. Al resto
penser io. Ma ad Amar risultava chiaro che tutta quell'apparecchiatura
era disposta in modo che una persona sola
potesse far tutto da s, usando mani e piedi contemporaneamente.
Dopo un poco, l'uomo barbuto si alz. Adesso
farai meglio ad andare a casa a mangiare, disse.
"Voglio fare un vaso, replic Amar.
L'uomo rise. "Ci vuole molto tempo per imparare a farlo.
Lo posso fare subito invece.
L'altro, senza dire niente, tolse il piatto che aveva appena
terminato e si trasse indietro, le braccia incrociate, il viso
atteggiato a un'espressione divertita. Zid. Avanti, fa' un
piatto, disse. Voglio vederti.
L'argilla e l'acqua erano alla sua destra, la ruota alla sua
sinistra. Non c'era luce nel locale salvo quella che arrivava
dalla porta, e cos molti particolari del lavoro dell'uomo gli
erano sfuggiti; ma ripet esattamente quello che gli aveva
visto fare, senza dimenticare di spingere di continuo la
grossa ruota con la pianta del piede nudo. A poco a poco
modell una piccola anfora, badando a darle una forma che
gli piaceva. L'uomo era sbalordito.
"Hai gi lavorato tante e tante volte a un mamil," disse
alla fne. "Perch non me lo hai detto subito? Sono sempre
pronto a pagare dieci rial e il pranzo a un bravo operaio, a
chi sa il fatto suo.
La benedizione di Allah discenda su di voi, signore,
disse Amar. Ho molta fame. Anche se non fosse tornato a
casa per il pranzo, suo padre sarebbe stato pacificato dalla
buona notizia che, oltre al compenso in denaro, lui avrebbe
ricevuto da mangiare.

 Capitolo IV.

Un ricco mercante, un certo El Yazami, che abitava nel
quartiere e che una volta aveva mandato da Si Driss la sorella
perch la curasse, si stava preparando a partire per Rissani
quel pomeriggio. Gi i suoi domestici avevano trasportato
sette enormi ceste alla stazione degli autobus, vicino a
Bab el Guissa, le avevano fatte pesare e le avevano fatte issare
sul tetto del veicolo, e molte altre ceste e pacchi anonimi
di tutte le dimensioni continuavano a venir trasportati
dalla casa al capolinea. El Yazami faceva il suo pellegrinaggio
annuale al santuario del suo patrono nel Tafilatet, da dove
regolarmente tornava pi ricco di molte migliaia di rial,
perch, come ogni buon Fassi, aveva l'abitudine di unire gli
affari alla devozione, e sapeva con precisione quali articoli
potevano essere portati a sud e venduti laggi con il massimo
dei guadagni. E, mentre se ne stava a guardare i facchini
che caricavano la sua merce sul tetto del grande autobus
azzurro, gli balen alla mente che cinquecento anfore per
acqua di media grandezza avrebbero rappresentato un'aggiunta
molto remunerativa alla sua spedizione. Pure ammettendo
un venti per cento di rotture, calcol, il guadagno
sarebbe sempre stato del centocinquanta per cento, il che
non era affatto disprezzabile. E cos, accompagnato da uno
dei figli, si diresse verso Bab Fteuh per concludere un rapido
acquisto. Quando giunse in vista del villaggio mezzo nascosto
dal fumo che usciva dai forni di terra, mand il figlio
a esaminare la merce su un lato della strada, riservando a
s l'esame dell'altro lato. Una cos ingente quantit di pezzi
non era sempre disponibile senza preavviso. La prima persona
che il figlio incontr fu Amar, che era uscito dal suo
umido buco sotto il fico per respirare una boccata d'aria e
fumare di nascosto una sigaretta. Amar conosceva di vista
il ragazzo, anche se non erano mai stati amici. Dopo un rapido
scambio di saluti, il giovane Yazami gli disse che cosa
stava cercando.
"Ve li possiamo fornire tutti noi, disse subito Amar.
Ne abbiamo bisogno subito, fece notare El Yazami.
Naturalmente. Non sapeva se un cos ingente numero
di pezzi poteva essere fornito o meno, ma era importante
che fosse lui a comunicare l'ordine al suo datore di lavoro,
il quale certo lo avrebbe ricompensato.
L'uomo barbuto si dimostr incredulo. "Cinquecento?
esclam. E chi li vuole?" Sapeva di potersi procurare le
brocche dai suoi colleghi; lo interessava invece di sapere se
si trattava di un'offerta seria o di una fantasia di Amar.
Quello laggi." Amar indic il giovane Yazami che si
era fermato con espressione distratta sotto una scala. Il giovane
aveva l'aria di chi non avrebbe comperato nemmeno
una brocca per acqua.
"Figlio del peccato, cominci a brontolare l'uomo.
Amar aveva gi raggiunto di corsa il ragazzo e lo aveva preso
per un braccio.
Cinquanta rial per te domani se comperi qui, mormor.
Non so... mio padre... Indic il padre, che stava esaminando
le brocche pi oltre, sull'altro lato della strada.
Portalo qui subito e domani mattina passa a ritirare i
tuoi cinquanta rial. Non era garantito che il vasaio gli desse
qualcosa, ammesso che il contratto si combinasse, ma,
se non gli avesse dato niente, aveva deciso che se ne sarebbe
andato, semplicemente. Il mondo era troppo grande,
troppo pieno di splendide occasioni, per perdere il proprio
tempo con un padrone che si rifiutava di riconoscere i meriti.
Il ragazzo attravers la strada e cominci a parlare con
il padre. Amar lo vide indicare nella sua direzione. Il vasaio
torn ad accovacciarsi davanti alla baracca. Torna a lavorare,"
gli ordin. Amar non si mosse, esitante. Poi, giocando
il tutto per il tutto, attravers di corsa la strada e, dopo
qualche minuto, eccolo di ritorno con El Yazami e il figlio.
Il vasaio si alz; mentre i tre si avvicinavano, sent il
grosso gentiluomo che diceva ad Amar: Ti ricordo quando
eri un ragazzino non pi grande di un grillo. Non dimenticarti
di salutare per me Si Driss. Possa Allah conservarlo.
Il contratto venne presto concluso, e Amar fu spedito a
cercare un gruppo di ragazzi che avrebbero dovuto portare
le ceste delle brocche a Bab el Guissa. Quando anche l'ultimo
carico fu partito, il vasaio discese la scaletta della piccola
stanza scura dove stava Amar.
"Zduq," disse, guardandolo con aria sbalordita, sei davvero
il figlio di Si Driss il fqih."
Amar lo guard con ironica sorpresa. S. Ve lo avevo
detto."
L'uomo si pass una mano sulla barba, meditabondo.
Non ci avevo creduto. Scusami."
Amar rise. Allah perdona, disse, con tono disinvolto.
Senza guardarlo, continu a lavorare, fingendo di essere
concentrato in quello che faceva, mentre in realt si chiedeva
se il vasaio gli avrebbe offerto subito la sua ricompensa.
L'uomo invece non accenn neppure all'argomento,
ma cominci a parlare di un carico di argilla che doveva arrivare,
e allora Amar decise che era necessario muovere all'attacco.
Si iss fuori dalla botola del pavimento, prese l'uomo
per un braccio e gli baci la manica del djellaba. Quelloarretr di un passo.
No, no, protest. Uno Cherif."
L'apprendista di un maestro vasaio, gli ricord Amar.
"Sono soltanto un metallem. Ma posso fare una profezia. Da
oggi in avanti la vostra vita prosperer. Me lo dicono i miei
istinti. Allah nella Sua infinita saggezza mi ha accordato il
sapere. Il vasaio arretr di un altro passo, guardandolo con
occhi sbarrati. "E voglio dirlo anche se in questo momento
voi aveste alzato un braccio per picchiarmi. Il vasaio abbozz
un gesto di sbalordita protesta. Allah  onnipotente
e sa che cosa c' nel mio cuore. E come posso di conseguenza
tenerlo nascosto a voi? Egli sa che in questo momento mio
padre  a casa ammalato, senza il denaro per comperarsi un
bariletto di siero che lo farebbe guarire. Egli sa che voi avete
un cuore generoso, e per questo Egli ha mandato qui oggi
pomeriggio quel ricco a comperare da voi: per permettervi
di ascoltare il vostro cuore.
L'uomo lo guardava ora con un misto di stupore e di sospetto.
Amar se ne accorse e decise di venire al punto.
Con un anticipo di cinque giorni di paga me ne andrei
di qui stasera come l'uomo pi felice di questo mondo.
Gi, fece il vasaio, e domani dovrei mandare un poliziotto
a cercarti e a trascinarti qui? Come faccio a sapere
che tornerai? Ti troverei probabilmente a Dar Debbagh a
trasportare pelli al flume e a tentare l lo stesso scherzetto.
Amar era convinto che l'uomo gli avrebbe dato il denaro;
senza aggiungere altro si volt e torn nel suo ritiro sotterraneo
per riprendere il lavoro. Dopo aver rimesso in movimento
la ruota, alz la testa e disse: "Perdonatemi, sidi.
L'uomo rimase immobile, poi disse, con voce quasi piagnucolosa:
"E come faccio a sapere che tornerai domani?.
"Ya, sidi" rispose Amar. Da quando il mondo  cominciato,
 mai stato un uomo in grado di sapere che cosa succeder
domani? Il mondo degli uomini  l'oggi. Vi chiedo
di aprire oggi il vostro cuore. Domani appartiene ad Allah,
e, incha Allah, pronunci le parole con profonda convinzione,
torner domani e ogni giorno ancora dopo domani.
InchaAllah!
L'uomo allung una mano nel suo choukra e prese il denaro.
Ecco per il siero di tuo padre, disse. "E che possa guarire
presto.
Il vasto spiazzo ai piedi del cimitero di fronte a Bab
Fteuh era fuori dal suo itinerario normale per tornare a casa,
ma Amar si costrinse a passare di l, quando ebbe terminato
di lavorare, perch c'era la possibilit che il giovane
Yazami si stesse allenando al calcio assieme a due dozzine
o pi di altri ragazzi. Non lo trov, ma trov uno studente
che affermava di sapere dov'era, e assieme a lui inizi
una ricerca che doveva portarlo attraverso le strade umide
di El Mokhfia, oltre il fiume, a un piccolo caff che non
aveva mai visto. El Yazami era l, in mezzo a un gruppo di
altri ragazzi della sua et, a giocare a dama. Quando vide
Amar, il suo viso si rannuvol: se Amar era venuto cos presto
a cercarlo, questo significava che non ci sarebbe stato
denaro da dividere. Dopo aver invitato Amar a bere una
Coca-Cola che lui cortesemente rifiut - perch quello era
un caff elegante, con tavoli e sedie al posto dei materassini,
e non voleva assolutamente correre il rischio di entrare
in un giro del genere - El Yazami lo prese per un braccio e
lo spinse fuori, dove si fermarono a parlare al buio, sotto
un albero gigantesco.
Amar mirava soprattutto a tenere l'altro lontano dal suo
posto di lavoro, perch la presenza del ragazzo avrebbe subito
suscitato i sospetti del vasaio. Chiss come mai era stato
cos sciocco da fissargli l l'appuntamento.
 meglio che tu non venga domani, disse. Poi aggiunse:
Mi ha dato solo venticinque rial. Nelle tenebre,
porse le monete; l'altro si avvicin alla porta per contarle
alla debole luce che filtrava all'esterno. Era una piacevole
sorpresa per lui, perch non si era aspettato un soldo.
Te ne devo ancora venticinque, stava dicendo Amar,
e li avrai non appena mi sar possibile. Ma farai del tuo
meglio per portarmi qualche nuovo affare, vero? In questo
modo avrai prima il resto. La proposta parve ragionevole
a El Yazami, che si impegn a fare quanto poteva. Si separarono
tutti e due abbastanza soddisfatti del risultato del
loro incontro.
Cosa abbastanza sorprendente, nei giorni seguenti El
Yazami si sforz di trovare nuovi clienti per il datore di lavoro
di Amar, e i suoi sforzi non furono vani. Anzi, furono
coronati da un tale successo che una sera, alla fine della settimana,
il vasaio scese nella stanzetta di Amar. Prima di parlare,
indugi un momento a guardare il ragazzo che lavorava.
E, quando apr bocca, nella sua voce, assieme alla soddisfazione,
c'era una lieve nota di timore. Sidi, disse.
(Amar, nel suo intimo, sorrise; era la prima volta che si sentiva
indirizzare la parola a quel modo.) Da quando tu sei
qui con me, Allah mi ha accordato un successo maggiore di
quello che avevo mai ritenuto possibile.
Hamdoul'lah, disse Amar.
Ti piace il tuo lavoro?
S, padrone.
Spero che tu rimanga con me, disse l'uomo. Gli cost
un grande sforzo continuare, ma ci riusc. Dopo tutto, si
rassicur, era stato certo Allah a spingerlo ad accettare il
ragazzo; non aveva creduto che fosse uno Cherif e avesse
il baraka, e non ricordava ora che cosa lo avesse convinto a
mostrarsi amichevole nei suoi confronti. Se c'era in ballo
Allah, sarebbe stato meglio mostrarsi generoso. "E se ti raddoppiassi
la paga?
"Se tale  il desiderio di Allah, disse Amar, io ne sarei
molto lieto.
L'uomo prese di tasca un minuscolo anello e lo mostr
ad Amar. "Mettitelo al dito, disse. "Un minuscolo regalo.
Nessuno potr mai affermare che Said non si mostra grato
per i favori che gli vengono accordati da Allah.
Vi ringrazio moltissimo, rispose Amar, facendo girare
l'anello fra le dita per valutarne le dimensioni e l'aspetto.
"C' una cosa che vorrei sapere. Da quando ha inizio la
nuova paga? Da domani o dal primo giorno che ho incominciato
a lavorare per voi?
L'uomo lo guard, stava per rispondere duramente,
ma poi prefer non farne nulla e si limit a stringersi nelle
spalle.
"Posso cominciare dal principio, se vuoi, mormor; anche
se non aveva in particolare simpatia Amar, era deciso,
se appena possibile, a mantenersi in buoni rapporti con lui.
E non soltanto per il favore divino di cui il ragazzo sembrava
essere il simbolo, ma anche per le vendite. Anche se le caratteristiche
potevano essere considerate due aspetti diversi
della stessa cosa, preferiva cercare di pensarle separatamente;
questo sarebbe stato certo pi accettabile ad Allah.
"Se credete che non ne valga la pena... cominci Amar.
Certo che la vale. Certo che la vale, protest.
Il giorno in cui non avrete denaro, lavorer per voi senza
paga, e con accanimento doppio, in modo che Allah possa
di nuovo favorirci con somme ingenti.
Il vasaio lo ringrazi per la sua generosit e si volt per
andarsene.
"Sei giorni a venti rial," stava pensando Amar. "Me ne
ha dati cinquanta. Me ne deve ancora settanta. E altri ven-
ticique per Yazami... bel haq, non ancora... Perch non paga,
semplicemente, invece di chiacchierare tanto? E decise
di farsi dare il denaro quella sera.
"Padrone! chiam, un attimo prima che l'uomo uscisse
dalla porta. Il vasaio lo guard, sorpreso. Ora Amar doveva
andare avanti. Era una cosa senza precedenti, ma stava
per invitare il suo datore di lavoro a sedere in un caff
con lui. E le parole che si sent pronunciare lo sbalordirono
probabilmente ancora di pi del suo anziano interlocutore.
Va bene, disse il vasaio. E al termine della giornata andarono
assieme a un caff vicino a Bab Sidi bou Jida, dove,
sul retro, c'era un piccolo giardino attraverso il quale
era stato deviato uno dei mille e mille canali del fiume. Salici
piangenti e giovani pruni crescevano lungo il corso d'acqua,
e un'unica, debole lampadina pendeva da un ramo,
mezzo nascosta dalle foglie di vite. Il materasso dove si misero
a sedere distava solo pochi centimetri dalla rapida superficie
dell'acqua.
Amar ordin con molta dignit il t; si sentiva pervaso
da un orgoglio e da una gioia che gli riusciva difficile nascondere.
Gli balen l'idea che si sarebbe sentito ancora pi
contento se non avesse dovuto affrontare il problema di trovare,
nel corso della conversazione, un buon appiglio sul
quale far leva per domandare, con un'apparenza di ragionevolezza,
il denaro, e prov la tentazione di lasciar perdere
tutto per quella volta, di abbandonarsi al piacere che
quella occasione gli dava. Ma poi si ricord che quell'invito
era stato fatto con il solo scopo di reclamare la sua paga
e, con un sospiro, si prepar ad affrontare la questione che
gli stava a cuore. Il vasaio gli parl dei suoi due figli, della
sua lite con un vicino che per poco non era sfociata in una
faida, poi del suo grande sogno, che era quello di fare lo
hadji, il pellegrinaggio alla Mecca. Amar si lasci prendere
la mano dall'entusiasmo, i suoi occhi brillarono.
"Andare l per grazia di Allah, e poi morire felice nel tuo
cuore, mormor Amar, un sorriso beato sulle labbra. Si
pieg indietro e chiuse gli occhi. "Allah."
Quest'anno no, disse il vasaio, con tono significativo.
Forse l'anno venturo, quando ci sar denaro a sufficienza.
Incha'Allah.
L'uomo sbuff, poi si pieg in avanti, accostando le labbra
all'orecchio di Amar.  un posto che va bene, qui. Nessuno
ci ascolta."
Amar non capiva, ma sorrise e diede un'occhiata al piccolo
giardino in penombra. Quanta pace c'era, con la lieve
brezza serale che agitava appena le minuscole foglie della
vite strette intorno alla lampada, facendo muovere e mutare
le ombre sul materassino giallo. Per un momento non
pens pi al denaro. Ogni tanto l'acqua scura vicino a loro
gorgogliava pi forte, come se un piccolo pesce fosse salito
per un attimo alla superficie per poi tornare subito a
sprofondare. Era un momento di pace, simile a quelli durante
i quali, come diceva suo padre, all'uomo era concesso
di intravedere che cosa era il paradiso, in modo che potesse
poi desiderarlo con tutta la sua anima, tendere a esso
durante il tempo che trascorreva su questa terra per essere
degno di guadagnarselo. Si sentiva perfettamente a suo agio
e felice; presto avrebbero servito il t bollente alla menta, e
lui aveva ordinato di mettere in ogni bicchiere anche un ramoscello
di verbena. E, quando avesse avuto il denaro,
avrebbe cominciato a cercare un vero paio di scarpe europee,
avrebbe venduto quei suoi sandali ebrei...
No, non quest'anno, riattacc l'uomo, e nei suoi occhi
si era accesa improvvisamente una luce cattiva. Possa la
loro razza marcire nell'Inferno.
Amar lo guard, stupito. Se qualcuno parlava cos, poteva
alludere solo ai francesi, ma, che sapesse, era la prima
volta che l'uomo vi accennava. Mentre rifletteva su ci, si
rese conto che il vasaio lo stava fissando con un'ombra di
sospetto.
Sai di Ibn Saud? gli chiese a un tratto. Hai mai sentito
parlare di lui?
Certo, rispose Amar, offeso da quel tono di voce. Il
Sultano dell'Hejaz.
Huwa hada, disse l'uomo, "ma vedo che non sai che
cosa sta succedendo nel mondo. Grandi cose stanno succedendo.
Dovresti svegliarti, ragazzo. Ibn Saud  un uomo
con la testa sulle spalle. Quest'anno non un solo hadji del
Marocco ha raggiunto la Mecca. Tutti i pellegrini sono arrivati
fino a Gedda e poi hanno dovuto tornare.
Poveretti, disse Amar, con tono di sincera commiserazione.
"Poveretti? esclam l'uomo. Poveri asini! Avrebbero
dovuto restarsene a casa!  il momento di andare alla Mecca
l'anno in cui la sudicia carogna di un cane che ci hanno
dato siede ancora qui sul trono del sultano? No, giuro che,
se ne avessi il potere, chiuderei la porta di ogni moschea in
tutto il paese fino a quando non ci avranno restituito il nostro
sultano. E, se non ce lo restituiranno, tu sai benissimo
che cosa succeder.
Amar lo sapeva, certo. L'uomo alludeva al jihad, il massacro
totale da parte di ogni musulmano di tutti gli infedeli a portata di mano. Rimase seduto, in silenzio, un poco
stordito dalla violenza dell'affermazione. Non era certo
ignaro del fatto che i francesi avevano messo un falso monarca
sul trono del suo paese; pensava che tutto il mondo
lo sapesse. Tale indegnit lo offendeva come tutti gli altri,
ma lo offendeva senza che ci pensasse. Per ci che lo riguardava
direttamente, la sostituzione di Sidi Mohammed
con Ben Arafa non aveva mutato nulla, e ci avveniva perch
non aveva mai avuto contatti con qualcuno che avesse
ben radicate convinzioni politiche. Suo padre aveva sempre
tuonato contro gli infedeli e il loro malvagio sistema di
agire in Marocco, sempre, da quando riusciva a ricordare,
e questa nuova soperchieria da parte loro - il ratto del sultano,
che veniva tenuto prigioniero in un'isola e che era stato
sostituito da un vecchio barcollante che sarebbe potuto
benissimo essere cieco, sordo e muto - era semplicemente
la pi recente in un lungo elenco di atti ostili.
Ma ora si accorgeva per la prima volta come c'erano uomini
che non consideravano tutto ci distrattamente, uomini
per i quali la questione era qualcosa di pi di un'idea, di
un'accozzaglia di parole a proposito di un avvenimento distante; vide l'indegnit simbolica trasformarsi in un affronto
personale, la disapprovazione in collera. L'uomo se
ne stava immobile, fissandolo, e un'ombra vaga, quella di
una foglia di vite, gli danzava sulla fronte corrugata. Una
civetta fece improvvisamente echeggiare il suo grido, un
grido assurdo, malinconico, nei canneti oltre il fiume, e
Amar avvert improvvisamente una presenza nellaria, qualcosa
che c'era sempre stata ma che lui non era mai riuscito
a isolare e identificare. Era una cosa che era in lui, era
parte di lui stesso, come l'uomo che gli stava di fronte, ed
era parte di tutti e due; bisbigliava loro che il tempo era breve,
che il mondo dove vivevano stava volgendo alla fine e
che al di l c'erano tenebre inscrutabili. Era l'annuncio di
una sconfitta e di una distruzione inevitabili, ed era sempre
stato con loro e in loro, intangibile e reale come la notte
che li circondava. Amar prese di tasca due sigarette e ne
offr una al vasaio. Ah, i musulmani, i musulmani!" sospir.
Chiss che cosa sar di loro.
Chiss, disse l'uomo, accendendo la sigaretta. Poi il
quouaji servi il t, che essi bevvero lentamente, senza parlare.
La brezza rinforz, portando con s i freschi odori dell'aria
di alta montagna. Solo quando si separarono, in strada,
Amar si.accorse di aver dimenticato di chiedere il suo
denaro. Si strinse nelle spalle e and a casa per la cena.

 Capitolo V.

La giovane primavera sbocci e procedette verso l'estate,
portando con s notti pi asciutte, un sole pi alto, giornate
pi lunghe. E con gli innumerevoli e infinitesimali
eventi della natura che preannunciavano il lento cambio
della stagione c'era un'altra cosa, altrettanto impalpabile e
altrettanto percettibile. Forse, se non fosse stato messo in
allarme dal vasaio, Amar avrebbe continuato per un poco
a non sospettarne la presenza, ma ora si chiedeva come fosse
stato possibile aver lasciato passare tanto tempo senza
accorgersene. Sembrava che fosse sospesa nell'aria con le
particelle di polvere, che si infiltrasse con esse nei pori dei
muri, perch impregnava nella maniera pi completa l'atmosfera
della grande citt che si allargava fra le colline. Ma
si esprimeva nello sguardo sbalordito di due occhi che si
voltavano quando una mano batteva sulla spalla, nel silenzio
improvviso che calava in un caff quando uno sconosciuto
entrava e si metteva a sedere, negli sguardi angosciati
che venivano scambiati quando la famiglia, accosciata intorno
al tajine serale, smetteva di masticare al rumore di un
colpo bussato alla porta. La gente usciva meno; la notte i
vicoli serpeggianti della Medina erano deserti, e nei pomeriggi
del venerd, quando, nel Djenana es Sebir, sarebbero
dovute esserci migliaia di persone, tutte nei loro abiti migliori
- gli uomini sottobraccio o in gruppi numerosi e
chiassosi intorno alle fontane e sui ponti fra le isole, le donne
sedute in fila sui gradini o sulle panche nei loro boschetti
di bamb riservati -, c'erano solo pochi e trasandati fumatori
di kif che tenevano gli occhi fissi con aria atona, mentre
i monelli sollevavano nuvole di polvere prendendo a calci
un pallone improvvisato con stracci e corda.
Era strano vedere la citt appassire lentamente, come
una pianta condannata. Ogni giorno sembrava che il processo
non potesse spingersi oltre, che il distacco dalla vita
normale avesse raggiunto il suo punto estremo, che avrebbe
ora avuto inizio una ripresa; ma ogni giorno la gente si
rendeva conto con qualcosa di simile allo sgomento che
questo punto estremo non si vedeva ancora.
Rivolevano il loro sultano - questo era logico - e, in generale,
avevano fede nel partito politico che ne reclamava
il ritorno. Inoltre, un poco di intrigo e di clandestinit non
li avevano mai spaventati; gli abitanti di Fez erano noti come
i musulmani pi astuti e pi intelligenti di tutto il Marocco.
Ma una cosa erano le schermaglie condotte al loro
modo tradizionale, un'altra essere stretti nella morsa della
diabolica polizia segreta francese e della spietata Istiqlal.
Non erano abituati a vivere in un ambiance di sospetti e di
paura quale quello che i loro uomini politici chiedevano ora
di accettare come condizione quotidiana.
La vita andava acquistando lentamente un aspetto mostruoso.
Nulla era necessariamente quello che sembrava;
tutto era diventato sospetto, e in particolar modo ci che
appariva piacevole. Se un tale sorrideva, attenzione a lui,
perch era certo un chkam, un informatore dei francesi. Chi
pizzicava un oud mentre camminava per strada mancava
di rispetto alla memoria del sultano in esilio. Chi fumava
una sigaretta in pubblico, contribuiva ad accrescere gli
introiti dei francesi e correva il rischio di essere pi tardi picchiato
o pugnalato in un vicolo oscuro. Le migliaia di studenti
della Medersa Karouine e del Collegio di Moulay
Idriss si erano spinti fino al punto di dichiarare un periodo
illimitato di lutto nazionale, e ora giravano sempre da soli,
cupi, scambiandosi qualche incomprensibile sillaba quando
si incontravano.
Ad Amar riusciva difficile accettare questo improvviso
cambiamento. Perch non rullavano pi i tamburi, non
suonavano pi i flauti del mercato di Sidi Ali bou Ralem,
che gli piaceva tanto attraversare quando tornava a casa dal
lavoro? Sapeva che era necessario scacciare i francesi, ma
aveva sempre immaginato che ci dovesse avvenire in maniera
gloriosa, con migliaia di uomini a cavallo che facevano
mulinare le loro spade e invocavano Allah perch li favorisse
nella loro santa missione, mentre galoppavano gi
per il Boulevard Moulay Youssef verso la Ville Nouvelle. E
il sultano avrebbe ottenuto un esercito dai tedeschi o dagli
americani e sarebbe tornato vittorioso sul suo trono a Rabat.
Era difficile vedere un legame fra la gloriosa guerra di
liberazione e tutto quel mormorare e quel corrugar di fronte.
Rimase a lungo incerto se esporre o meno i suoi dubbi
al vasaio. Ora guadagnava bene ed era in rapporti eccellenti
con il suo padrone. Da quando, quella sera, diverse settimane
prima, erano andati al caff, non aveva cercato di rendere
pi intima la loro amicizia perch non era precisamente
sicuro di avere in simpatia Said. Gli sembrava che
fosse in parte anche colpa di quell'uomo se tutto andava
male in citt, e non poteva fare a meno di pensare che, se
non l'avesse conosciuto, ora la sua vita sarebbe stata in
qualche modo diversa.
Decise alla fine di correre il rischio di parlargli, badando
per a mascherare con qualcos'altro ci che realmente
lo interessava.
Un giorno si chiuse assieme a Said nella baracca sul tetto
per fumare una sigaretta. (Ormai si fumava solo nel pi
stretto segreto, perch la decisione dell'Istiqlal di distruggere
il monopolio governativo francese comportava non solo
l'incendio dei magazzini e di tutti i negozi che vendevano
tabacco, ma anche l'imposizione per mezzo della violenza
della campagna anti-fumo del partito. La punizione
pi comune per chi veniva sorpreso a fumare era quella di
uno sfregio di rasoio su una guancia.) Chiuso nel minuscolo
locale con il suo padrone, condividendo con lui la deliziosa
sensazione di pericolo che derivava da quella attivit
proibita, Amar trov il coraggio di parlare. Si rivolse al vasaio
e disse con tono disinvolto: Che ne pensate della storia
che l'Istiqlal possa lasciarsi comperare dai francesi?.
Manc poco che il fumo soffocasse il vasaio. Che cosa?
Amar si affrett a inventare qualcosa. Ho sentito dire
che il residente, il civil che c' adesso, ha offerto ai pezzi
grossi un milione di franchi perch lascino perdere tutto
quanto. Ma io sono sicuro che non accetteranno, vero?"
"Che cosa? torn a ruggire l'uomo. Di fronte a quella
reazione Amar prov un brivido di eccitazione. Era come
se fino ad allora lo avesse sempre visto addormentato, e ora
lo vedesse sveglio per la prima volta.
Chi te lo ha detto? strill. L'intensit del suo tono era
tale che Amar, un poco allarmato, ritenne opportuno di fare
apparire l'informazione come assolutamente priva di
credito.
Un ragazzo che conosco.
"Ma chi? insist l'uomo.
"Oh, un pazzo di derri, un ragazzo che va al Collegio di
Moulay Idriss. Moto, lo chiamiamo. Non so nemmeno quale
sia il suo vero nome.
"Hai ripetuto a qualcun altro questa storia? Il vasaio lo
guardava con una fissit impressionante. Amar si sentiva a
disagio.
No, rispose.
 una fortuna per te. Questa storia  stata inventata
dai francesi. Il tuo amico  stato pagato per diffonderla. Con
ogni probabilit, finir presto ammazzato.
Amar era incredulo, e lo si capiva dall'espressione del
suo viso. L'uomo butt via la sigaretta e appoggi le mani alle
spalle del ragazzo. Tu non sai niente, dichiar. "Anche
tu sei soltanto un derri. Ma fa' attenzione a non far circolare
dicerie, sull'Istiqlal, sui francesi, sulla politica in generale,
dicerie di qualsiasi genere, o altrimenti per colpa tua finiremo
tutti e due nel fiume. E quando finisci nel fiume sei
gi stato sistemato. Fhemti? Con il pollice fece un rapido
movimento orizzontale attraverso la gola, poi torn ad appoggiare
la mano sulla spalla di Amar e lo scosse un poco.
Credi forse sia un gioco quello che sta succedendo qui?
Non sai che si tratta di guerra? Per che cosa credi che abbiano
ucciso Hamidou, il grassone, il mokhazni, la settimana
scorsa? Credi che lo abbiano fatto per divertimento? E
gli altri trentuno qui a Fez, questo mese soltanto? O non ne
hai mai sentito parlare? Tutto questo  soltanto un gioco?
 guerra, ragazzo mio, ricordatelo. Guerra! E se non hai il
buon senso di aver fede nell'Istiqlal, tieni almeno la bocca
chiusa e non ripetere le menzogne che senti dai chkama."
Si interruppe un momento e guard Amar, incredulo. "Ti
credevo pi intelligente. Dove sei stato tutto questo tempo?
Amar, abituato a essere trattato in maniera pi gentile
e rispettosa dal suo padrone, torn da basso offeso e sdegnato.
Capiva che il vasaio avrebbe voluto cambiarlo, vederlo
diventare diverso da quello che era; il suo rancore era
pi o meno il prolungamento di quello che aveva provato
quella sera, quando erano andati assieme al caff, ma questa
volta aveva anche un altro motivo per lamentarsi. L'uomo
aveva risvegliato il suo senso di colpa. Gi, dove era stato
tutto quel tempo? L, con gli altri, solo che aveva badato
unicamente ai suoi piccoli piaceri infantili, senza curarsi di
quello che stava succedendo. Sapeva che l'Istiqlal aveva fatto
esplodere quotidianamente bombe a Casablanca negli ultimi
sei mesi, ma Casablanca era distante. Aveva saputo delle
sommosse e degli assassinii a Marrakech, ma erano cose
che sarebbero potute succedere in Tunisia o in Egitto,
per ci che riguardava la loro capacit di suscitare la sua
attenzione. Quando nella sua citt erano stati trovati i primi
cadaveri di poliziotti musulmani e di mokhazia, non aveva
visto alcun collegamento con gli avvenimenti di altre localit.
Fez era Fez, ma era anche sinonimo di Marocco per lui
e per i suoi amici, e spesso usavano le parole con valore intercambiabile.
Dato che i delitti venivano sempre commessi
per motivi personali, lui attribuiva automaticamente
ogni assassinio a un nuovo nemico con un nuovo motivo
di astio. Ma ora capiva che il vasaio aveva ragione, ragione
in tutto e per tutto. L'uomo il cui cadavere veniva trovato
disteso all'alba in un vicolo, o ai piedi delle mura, o
sotto il ponte di Recif, o aveva lavorato per i francesi o, senza
avvedersene, aveva fatto qualcosa che aveva suscitato la
collera dell'Istiqlal. Allora ci significava che l'Istiqlal era
potente, il che non coincideva affatto con l'idea che se n'era
fatta n con il quadro che l'organizzazione si sforzava di dare
di se stessa: un gruppo puramente difensivo di martiri
altruisti, pronti a sfidare la brutalit dei francesi per dare
speranza ai loro compatrioti in catene.
C'era una differenza, ma cap che si trattava solo della
piccola parte di una differenza pi grande e pi misteriosa
di cui non gli riusciva per il momento di scoprire la natura.
Se avessero ucciso i francesi, avrebbe capito e approvato
senza discussioni, ma l'idea di musulmani che assassinavano
musulmani... bene, gli riusciva difficile accettarla.
Ed era una questione che non poteva discutere con altri:
suo padre non avrebbe detto di pi di quanto aveva gi
detto, che cio la politica era una menzogna e che tutti coloro
che se ne occupavano erano jiff a, carogne. Ma i francesi
insistevano spietatamente nella loro politica contro i
musulmani; non era essenziale che i musulmani avessero
una loro organizzazione difensiva? Sapeva che il padre
avrebbe risposto che no, che tutto era nelle mani di Allah e
doveva restarci, e lui conveniva che, in ultima analisi, ci
era vero; ma, intanto, come poteva un giovane limitarsi a
restarsene seduto e aspettare che la giustizia divina facesse
il suo corso? Chiedere questo era chiedere l'impossibile.
Da quando questo nuovo problema aveva cominciato a
fermentare nella sua mente, non provava pi lo stesso piacere
di prima quando lavorava. Perch continuasse ad assaporare
la felicit alla quale si era abituato, il lavoro avrebbe
dovuto occupare sempre e interamente la sua coscienza,
e questo non era pi possibile. Aveva la sensazione di essere
semplicemente in attesa, di far passare forzatamente
le ore riempiendole di inutili gesti. Era, questo, il primo indice
di ci che significava essere veramente consci del passaggio
del tempo; questa consapevolezza pu esistere solo
se dentro di noi sta succedendo qualcosa che non  in tutto
e per tutto il riflesso di quanto ci circonda immediatamente.
E inoltre, per la prima volta in vita sua, se ne stava
sveglio di notte, gli occhi fissi nelle tenebre, a considerare
il problema senza mai arrivare a comprenderlo meglio.
Qualche volta restava sveglio fino alle tre, quando, come al
solito, suo padre si alzava, si vestiva e si recava alla moschea,
prima per lavarsi e poi per pregare, e solo quando lo
aveva sentito uscire e la casa piombava di nuovo nel silenzio
lui si addormentava improvvisamente.
In una di queste notti, quando suo padre aveva chiuso
la porta di strada e aveva girato due volte la chiave nella serratura,
si alz e sal sulla terrazza. Nelle tenebre, appoggiato
al parapetto, c'era Mustapha che osservava la citt silenziosa.
Amar brontol qualcosa; lo irritava vederlo in
quello che considerava il suo regno privato notturno. Mustapha
rispose con un grugnito.
Ah, khai, 'eh andek, disse Amar. Nemmeno tu riesci
a dormire.
Mustapha ammise che era proprio cos. Sembrava abbattutissimo.
Non poteva nemmeno pensare di confidarsi a Mustapha;
eppure c'era un'assurda nota di speranza nella voce di
Amar quando chiese: "E perch?.
Mustapha sput al di sopra del parapetto nel vicolo sottostante
e rimase ad ascoltare il rumore della saliva contro
la terra prima di rispondere: Ho il mottoui vuoto. Non avevo
denaro per comperare kif.
"Kif? Amar aveva fumato molte volte con gli amici, ma
una pipa di kif significava per lui meno di una sigaretta.
Devo sempre fare qualche pipata prima di dormire.
Doveva essere una novit, Amar lo sapeva. In varie occasioni,
quando avevano dovuto dividere la stessa stanza,
non c'era stato kif, e Mustapha aveva dormito benissimo.
Ouallah? Non puoi dormire senza quella roba? Devi fumarla
prima?
Ma ormai Mustapha aveva esaurito il suo sfogo iniziale
di confidenza e stava ritornando quello di sempre. Ma
tu che cosa fai quass? brontol. Va' a letto.
Amar obbed, di malavoglia; ecco un'altra cosa alla quale
avrebbe dovuto pensare prima di addormentarsi.

 Libro II.
I PECCATI SONO FINITI.

Mi hai detto che vai a Fez.
Ora, se dici che vai a Fez,
Questo significa che non ci vai.
Ma mi capita di sapere che vai davvero
a Fez.
Perch hai mentito a me, che ti sono
amico?
Proverbio marocchino
 
Capitolo I.

Ramadan, il mese di interminabili giorni senza cibo,
senza bevande o sigarette, era venuto ed era passato. Quelle
notti - che negli altri anni erano sempre state tanto divertenti,
con la Medina brillantemente illuminata, i negozi
aperti fino all'alba, le strade affollate di uomini e di ragazzi
che giravano allegramente per la citt fino a quando non
fosse venuto il momento di mangiare - erano state tristi e
senza gioia. I rhaitas echeggiavano sempre dai minareti, 
vero, i tamburi rullavano e i rimbombi dei corni di montone
ululavano per chiamare i dormienti al pasto finale, ma
tutto ci non suscitava piacere alcuno in coloro che sentivano.
L'essenza stessa del Ramadan, l'orgoglio che deriva
dalla riuscita osservanza di una disciplina, dalla vittoria
dello spirito sulla carne, sembravano assenti; la gente osservava
il digiuno automaticamente, passivamente, senza
prendersi la briga di fare le solite battute sugli abiti che stavano
diventando troppo larghi, i soliti accenni al numero
dei giorni che mancavano alla festa che avrebbe segnato il
termine della prova. Si sussurrava persino che molti di
quelli dell'Istiqlal non osservavano neppure il Ramadan,
che li si poteva vedere ogni mezzogiorno mangiare abbondantemente
nei ristoranti della Ville Nouvelle, ma queste
dicerie venivano considerate in genere come propaganda
dei francesi. Poi aveva cominciato a circolare la voce che
non ci sarebbe stato Ai'd-es-Seghir, che non ci sarebbe stata
festa quando il digiuno fosse terminato. Questa voce aveva
continuato a farsi sempre pi insistente, e a poco a poco
era giunta a essere considerata come un fatto stabilito.
E, quando il giorno era arrivato, invece di trovare le strade
piene di uomini in vestiti nuovi - perch era quello il giorno
dell'anno in cui si doveva indossare il maggior numero
possibile di indumenti nuovi - i passanti mattutini si erano
accorti che centinaia di rispettabili cittadini erano gi fuori,
avvolti nei loro djeballas e nei loro abiti pi cenciosi; e
molti, che non avevano prestato fede alla diceria, avevano
dovuto tornare in fretta e furia a casa, per vie traverse, a
cambiarsi, prima di trovare il coraggio di mostrarsi in pubblico.
Alcuni vestiti nuovi erano stati rovinati da abili colpi
di rasoio, ma non c'erano state risse. E, con questa ingloriosa
fine, il mese del Ramadan aveva ceduto le consegne
al mese del Choual.
Ora faceva caldo davvero. Amar si alzava all'alba, lavorava
fino a met mattina, poi si sdraiava sul materasso che
aveva disteso sul pavimento del suo bugigattolo e dormiva
per tutte le insopportabili ore del giorno fino a pomeriggio
inoltrato; dopo aver mangiato, ricominciava a lavorare e
continuava fino al calare delle tenebre. Poi se ne tornava, inquieto,
a casa per le strade soffocanti, fermandosi qualche
volta ad ascoltare il rumore di grida distanti che arrivava da
un altro quartiere della citt, il vociare di una folla, qualcosa
che annunciasse che la tensione stava prendendo una forma
fisica. Tutti sentivano questo strano impulso di fermarsi
un momento in strada ad ascoltare, perch tutti erano
convinti che quell'atmosfera di tensione non poteva continuare.
Un giorno o l'altro qualcosa doveva succedere - questo
era sicuro. Ma si poteva soltanto immaginare quale forma
avrebbe assunto questo scatenarsi delle forze. E quando,
la notte, se ne stava disteso sul tetto, sotto le stelle - perch
faceva troppo caldo per dormire nella stanza, sul materasso
- lui aguzzava le orecchie, sforzandosi di immaginare
di sentire, magari in direzione di Ed Douh o del Tala, la lontana
eco di molte voci che chiamavano. Ma c'era unicamente
il silenzio, rotto ogni tanto da un gallo sonnacchioso che
cantava sul tetto di una casa distante, o da un gatto che miagolava
gi in strada, o da un camion che passava sulla carrozzabile
per Taza, facendo ruggire il motore mentre discendeva
le colline verso il fiume.
Una mattina prestissimo, mentre passava dalla sua
stanza sul tetto, seppe che quel giorno non sarebbe andato
a lavorare. L'idea di fare qualcos'altro, qualsiasi cosa, lo
riempiva di una grande eccitazione. Gli sembrava di andare
ogni giorno ormai da anni al villaggio di capanne di fango,
di salutare il padrone, di farsi dare da lui la chiave dell'interrato,
di discendere la scala, di mettersi a sedere al suo
posto sotterraneo, di cominciare a far girare la ruota. Ogni
giorno era come quello precedente, niente cambiava, e le
forme delle brocche e dei vasi non lo interessavano pi. Nulla
aveva significato, nemmeno il denaro, che passava regolarmente
per met al padre e che in parte risparmiava, portandoselo
sempre appresso in un fazzoletto annodato. Ogni
giorno scioglieva il fazzoletto e ne contava il contenuto, magari
aggiungendovi qualcosa, e si chiedeva che cosa avrebbe
fatto con quello che ormai aveva. Non possedeva ancora
abbastanza per comperarsi un paio di scarpe vere, ma
solo perch aveva avuto altre spese.
Aveva fame, ma nella casa tutto era ancora silenzio. Suo
padre, di ritorno dalla moschea, si era di nuovo infilato nel
letto, e la famiglia dormiva. Si vest in fretta e scese. I piccioni
stavano tubando sulla mensola vicino al pozzo. In
strada, l'aria odorava come se fosse il principio del mondo.
Quasi tutti i negozi erano chiusi, e i pochi che avevano gi
aperto conservavano ancora negli angoli l'aria scura della
notte. Comper una grossa ruota di pane, sei banane e un
cartoccio di datteri, poi si avvi a piedi lungo il Recif. L tutti
i negozi di pescheria erano gi aperti, e il pungente odore
di medicinale del pesce fresco tagliava l'aria come un coltello.
Le strade si andavano lentamente riempiendo, a mano
a mano che la gente usciva di casa. Quando raggiunse
le nuove costruzioni di El Mokhfia trov gli alberi, e dietro
gli alberi c'erano le mura sulle quali gli uccelli cantavano.
Usc dalla citt da Bab Djedid e attravers il ponte. La strada
polverosa portava fra due alti muri di canne che si diramavano
in ogni direzione. Quando raggiunse la statale si
ferm un momento, cercando di decidere da quale parte
prendere. E fu allora che una voce, vicinissima, lo chiam,
adagio: "Amar!. Volt la testa e riconobbe Mohammed Lalami,
un ragazzo un poco pi alto di lui e forse di un paio
d'anni pi anziano. Stava uscendo dai cespugli lungo la riva
del fiume, e i capelli gli gocciolavano d'acqua. Si salutarono
cordialmente.
Com' l'acqua? chiese Amar.
Brutta. Troppo bassa. Non si pu nuotare. Va bene se
vuoi semplicemente toglierti di dosso il sudiciume." Continuava
a scuotere vigorosamente la testa, come un cane, e a
lisciarsi indietro i capelli, per spremerne fuori l'acqua.
Perch non andiamo a nuotare ad Ain Malqa? chiese
Amar. Erano stati in buoni rapporti in passato, ma non vedeva
Mohammed da diversi mesi, ed era curioso di chiacchierare
con lui e di sapere che cosa gli frullava per la testa.
Ayayayl! esclam Mohammed. E come possiamo fare
ad arrivare fin l?
Possiamo procurarci delle biciclette nella Ville Nouvelle.
Ah! Le danno gratuitamente adesso?
Ana n'khallesslik," replic prontamente Amar. Ci penso
io. Ho un poco di denaro.
Mohammed, facendo sfoggio di un ben simulato imbarazzo,
accett limitandosi a non rifiutare, e si avviarono.
Quando arriv l'autobus che portava da Bab Fteuh alla Ville
Nouvelle, lo presero e si fermarono sulla piattaforma posteriore,
tenendosi stretti nelle curve e scherzando con un
tale con una gamba sola e in giacca militare che affermava
di essere un reduce di guerra.
Quale guerra? chiese Amar, con tono bellicoso, perch
era con Mohammed.
La guerra, rispose l'uomo. Hai mai sentito parlare
della guerra?
Ho sentito parlare di molte guerre. La guerra dei tedeschi,
la guerra degli spagnoli e dei rojos, la guerra d'Indocina
e la guerra di Abd-el-Krim.
Non le conosco, quelle, replic l'uomo, con impazienza.
Io ho fatto la guerra.
Mohammed rise. Credo che voglia parlare della guerra
di Moulay Abdallah.  entrato nel bordello sbagliato, e
qualcuno lo ha sorpreso con la ragazza sbagliata. E vi ha
tagliato soltanto una gamba. Posso soltanto dirvi che siete
stato fortunato. L'uomo fece coro alla risata dei due ragazzi.
Nella Ville Nouvelle il francese che noleggiava biciclette
osserv con la massima attenzione le loro cartes d'identit
prima di lasciarli partire.
Quel figlio di puttana, mormor Mohammed, mentre
pedalavano gi per l'Avenue de France, sotto le palme, "non
voleva darcele. Hai visto come quel francese che  venuto
mentre noi aspettavamo si  preso la bicicletta e se n' andato
senza nemmeno mostrare i documenti?
Era un suo amico, disse Amar. Sarebbe stata un'ottima
occasione per attaccare la conversazione che aveva in
animo di fare, ma, per il momento, non ne aveva voglia; era
troppo presto e si sentiva troppo contento.
Quando furono usciti dalla citt e non trovarono pi
ombra si accorsero di quanto fosse caldo il sole. Ma questo
serv solo ad accrescere il loro desiderio di arrivare ad Ain
Malqa. Erano in piano ora; le distese di terra crepacciata e
di stoppie essiccate sfilavano lentamente ai loro fianchi.
C'erano due stretti canali sui lati della lunga strada in rettilineo,
pieni d'acqua che scorreva in senso contrario a loro.
Due volte si fermarono per bere, per rinfrescarsi la faccia
e per lasciar scorrere l'acqua fresca sul petto. Un poco
di pane?" chiese Amar; aveva tanta fame che quasi la testa
gli girava. Ma Mohammed aveva gi mangiato e non voleva
altro per il momento, e allora decise di aspettare fino a
quando non avessero raggiunto la loro meta.
Un chilometro circa prima di Ain Malqa la strada attraversava
un bosco di eucalipti e cominciava a descrivere
una curva dietro l'altra, mentre discendeva verso il lago.
Mohammed and in testa, e Amar, gli occhi fissi alla sua
nuca e alle sue gambe, si sorprese a chiedersi se sarebbe
stato in grado di resistergli, se mai fossero venuti alle mani.
E, mentre guardava, vide che Mohammed si era spostato
leggermente sul bordo della strada, in attesa che passasse
lui a condurre, e subito premette un poco pi forte sui
freni per restare indietro. Giunse alla conclusione che, se
Mohammed era pi alto, lui era pi forte e pi agile, e
avrebbe probabilmente finito per avere la meglio. Una volta aveva
visto un film sullo judo, e gli piaceva immaginare che,
quando fosse venuto il momento, sarebbe stato in grado di
usare con successo contro il suo avversario qualcuno dei
trucchi che aveva notato. Si ruotava il polso con un movimento
secco, e l'altro crollava davanti ai vostri piedi, privo
di forze. Allent un poco i freni, lasciando che la bicicletta
acquistasse maggior velocit e raggiungesse quella che la
precedeva. "Fa pi fresco qui, disse.
Era come se percorressero una lenta discesa gi per il
pendio di un gigantesco imbuto. La terra in declivio sotto
gli alberi era nera per l'alto accumulo di foglie vecchie di
chiss quanti anni; la luce, che variava di continuo da un
sole filtrato all'ombra, era diventata grigia. Il silenzio del
bosco era rotto soltanto dal fruscio delle ruote sulla ghiaia
sottile.
Quando arrivarono in fondo, scesero dalle biciclette e
cominciarono a camminare, perch il suolo era troppo soffice.
Attraverso i cespugli davanti a loro riuscivano gi a intravedere
la superficie immobile del minuscolo lago.
"Ah!" esclam Mohammed, con soddisfazione. "Questo
 il paradiso.
Non si vedeva nessuno. Appoggi la bicicletta a un albero,
e prima ancora che Amar lo raggiungesse si era gi
tolto camicia e serouelle. Non aveva mutande.
Vuoi nuotare cos? chiese Amar, sorpreso. Da quando
lavorava con il vasaio, si era comperato due paia di mutandine
di cotone, e in quel momento ne portava uno sotto
i calzoni.
Mohammed continuava a saltellare ora su un piede e ora
sull'altro, pronto a tuffarsi. Rise. S, proprio cos, rispose.
Ma... e se viene qualcuno? Se capitano qui delle donne
o qualche francese?
Pareva che la prospettiva non preoccupasse minimamente
Mohammed. "In questo caso, tu verrai a prendermi
i calzoni.
Questa soluzione non appariva molto gradita ad Amar,
ma non c'era altro da fare: se Mohammed voleva nuotare,
non poteva far altro che nuotare nudo. Corsero assieme
nell'acqua gelida fino a quando non furono immersi fino alle
spalle. Poi presero a nuotare avanti e indietro, esagerando
ogni movimento per il freddo. Quando ebbero consumato
la prima carica di energie, si arrampicarono su una piccola
diga in cemento costruita a un'estremit del lago e riposarono
al sole su un riquadro asciutto, sopra lo scarico.
Scherzarono e risero fino a quando il sole non divent troppo
caldo sui loro corpi, e allora lo scuro mondo sotto la superficie
dell'acqua ricominci ad apparire loro desiderabile.
Ma parve che avessero deciso tacitamente di lottare per
impedire all'altro di essere il primo a tuffarsi. Comunque,
smisero quasi subito, perch si erano resi conto entrambi
che il dislivello, sull'altra parte della diga, sui sassi scoperti,
era troppo alto per arrischiare un volo nel caso che uno
dei due scivolasse. Ripresero fiato, dritti in piedi, poi, come
a un segnale, si buttarono assieme. Questa volta Amar
pensava a una sola cosa, alla colazione. Ansando, fra la
schiuma biancastra e le bolle d'aria che salivano dal fondo,
lo disse a Mohammed, e il tratto verso la spiaggia si trasform
in una corsa vera e propria.
Amar arriv per primo sulla sponda fangosa, strisci
sotto i cespugli fino al punto dove avevano lasciato le biciclette
e recuper il pacco che aveva legato sul retro della
sella. Portarono tutto su un masso un poco alto sulla spiaggia
e incominciarono a mangiare. Mentre erano l, notarono,
fra i massi della riva opposta, la presenza di un altro ragazzo,
che lavava accuratamente i suoi indumenti e li stendeva
sui sassi ad asciugare. Facendo schermo con una mano
agli occhi, Mohammed rimase a osservarlo per un poco.
Djibli, annunci poi. Ad Amar non interessava di sapere
se il ragazzo veniva dalle montagne o dalla citt, e continu
a masticare tranquillamente i suoi datteri e il suo pane,
lo sguardo fisso all'acqua, alle piccole isole coperte di
cactus che facevano da cintura al lago, levando ogni tanto
gli occhi al cielo dove, a un certo momento, comparve un
falco che descriveva ampi giri, si tuffava, si fermava, tornava
a scomparire dietro il vasto orizzonte ricurvo.
"Dove lavori adesso? gli chiese Mohammed. Amar glielodisse. "Quanto? Amar credette opportuno dimezzare la
cifra. " tanto?  un buon maallem?" Amar si strinse nelle
spalle. La stretta di spalle e il sorriso che la accompagnava
significavano: C' qualcosa di buono, oggi come oggi? e l'altro
cap e annu con un cenno del capo. Mohammed, Amar
lo sapeva, lavorava quando ne aveva voglia, in uno o nell'altro
dei negozi paterni. Si sistem sul masso, nella posizione
pi comoda possibile; voleva soltanto riposarsi per
qualche minuto al sole e godersi la piacevole sensazione di
aver mangiato a sufficienza. Ma Mohammed appariva inquieto,
e continuava ad agitarsi e a parlare; Amar cominciava
a rimpiangere di non essere venuto solo.
"Un altro grosso incendio stanotte vicino a Ras el Ma,
disse Mohammed. "Diciotto ettari."
"Ora della fine dell'estate non ci sar pi grano in Marocco,
osserv Amar.
Spero proprio di no.''
"E con che cosa faremo il pane l'inverno prossimo?"
Non ce ne sar, rispose Mohammed, indifferente.
E che cosa mangeremo?
Ci penseranno i francesi. Ci manderanno grano dal loro
paese.
Amar non era troppo sicuro di questo. Forse, ammise.
Meglio per che non ne facciano niente. I disordini cominceranno
pi in fretta se la gente avr fame.
Per Mohammed era facile parlare a quel modo, perch
poteva sentirsi ragionevolmente sicuro di non aver mai bisogno
di qualcosa da mangiare. Suo padre faceva il mercante,
e probabilmente aveva immagazzinato in casa farina,
olio e piselli in misura sufficiente a bastare per due anni
almeno, in caso di necessit. Gli appartenenti alla classe
borghese e i ricchi Fassi avevano sempre enormi riserve private
alle quali attingere, se se ne fosse presentata la necessit.
Reggere a un assedio faceva parte della tradizione cittadina?
dall'epoca dell'occupazione francese situazioni del
genere si erano verificate con una certa frequenza.
 questo che dice l'Istiqlal?" chiese Amar.
"Che cosa? Mohammed fissava il ragazzo che, sull'altra
riva del lago, aveva finito di lavare i suoi indumenti e
ora, accovacciato in cima a un masso, aspettava che asciugassero.
Che la gente deve aver fame?"
"Lo capisci anche tu, vero? Se la gente continua a vivere
come sempre, con la pancia piena, tutto andr avanti come
al solito. Ma se hanno fame e sono infelici, qualcosa succeder.
"Ma chi vuole essere affamato o infelice? disse Amar.
"Sei pazzo? domand Mohammed. "O non vuoi che i
francesi se ne vadano?
Amar non aveva nessuna intenzione di lasciarsi coinvolgere
in una conversazione compromettente. Possano i
cani bruciare all'Inferno, disse. Ecco uno dei guai
dell'Istiqlal e della politica: si parlava delle persone come se non fossero
in realt esseri umani, come se fossero cose, numeri,
animali magari, ma non esseri umani veri e propri.
Sei stato a Zekak er Roumane questa settimana? chiese
Mohammed.
"No."
"Quando ci passi, da' un'occhiata ai tetti. Su alcune case
ci sono tonnellate di sassi. Ayayay. Li hanno accumulati
in modo da dare l'idea di muri, ma sono tutti liberi invece,
pronti a piombare gi in strada.
Amar si accorse che il cuore gli batteva pi forte. Ouallah?
Va' a dare un'occhiata, fece Mohammed.
Amar tacque per qualche istante, poi disse: Sta per succedere
qualcosa di grosso, vero?.
B'd draa. Deve essere cos, rispose Mohammed, con
tono distratto.
Improvvisamente Amar ricord qualcosa che aveva
sentito dire a proposito della famiglia Lalami. Quando aveva
saputo che il figlio maggiore faceva parte dell'Istiqlal, il
padre di Mohammed aveva scacciato di casa il ragazzo, e
il ragazzo era andato a Casablanca, dove la polizia lo aveva
catturato. Ora era in prigione, in attesa di processo, assieme
a un'altra ventina di giovani che erano stati arrestati
per la loro attivit terroristica, soprattutto per il contrabbando
di casse di bombe a mano attraverso la frontiera
del Marocco spagnolo. Era qualcosa di simile a un eroe,
perch si diceva che lui e un altro Fassi erano stati accusati
dalla stampa francese di essersi mostrati particolarmente
crudeli e brutali in alcuni dei delitti che avevano
commesso. Probabilmente Mohammed sapeva molto di
pi di quello che diceva, ma non si poteva chiedergli se le
voci riguardanti il fratello erano vere o false, perch lo vietava
l'etichetta.
"Che cosa farai quando verr il giorno? gli domand
alla fine.
"E tu che cosa farai? replic Mohammed.
"Ana? Non lo so."
Mohammed sorrise, sprezzante, e Amar, osservando la
forma della sua bocca, prov per lui qualcosa di simile a
una profonda antipatia.
"Adesso ti spiegher ben bene che cosa far io, disse
alla fine Mohammed, con voce decisa. "Far quello che mi
diranno di fare.
Amar rimase scosso, suo malgrado. Allora tu sei un...
Mohammed lo interruppe. "Non faccio parte di nessuna
associazione. Quando verr il giorno, tutti riceveranno
ordini. Majabekfina.
Amar non volle pensare alla scena che sarebbe avvenuta
se avesse detto ci che in quel momento aveva sulla punta
della lingua. E la frase era: "Compresi i ricchi, come tuo
padre?. Ma sarebbe stato un insulto troppo grande, anche
se detto per scherzo. Poi, da buon musulmano, consider
per un momento i vantaggi della disciplina militare. Non
c'era niente di meglio, pens, di un governo onesto che rappresentasse
le leggi dell'Islam imposte per mezzo della spada.
Forse l'Istiqlal, se avesse avuto successo, avrebbe fatto
risorgere quell'epoca gloriosa. Ma se il partito mirava a
questo, perch non ne aveva fatto cenno nella sua propaganda?
Quando il vero sultano era al governo, il partito
aveva parlato di ricchi e di poveri, si era lamentato di non
essere in grado di stampare un suo giornale come avrebbe
desiderato e aveva indirettamente criticato il monarca
per quello che aveva fatto e per quello che avrebbe dovuto
fare. Ma, da quando i francesi avevano esiliato il sultano,
il partito aveva parlato soltanto di rimetterlo sul suo
trono. Se fosse tornato, tutto sarebbe stato come prima, e
l'Istiqlal non sarebbe certo rimasto soddisfatto della situazione.
Yah, Mohammed," disse alla fine Amar. "Perch il partito
vuole che Sidi Mohammed Khamis torni sul suo trono?
Mohammed lo guard, incredulo, poi sput oltre il bordo
della roccia, nell'acqua. Enta m'douagh, disse, con disgusto.
"Il sultano non torner mai, e il partito non vuole
che torni.
"Ma...
" forse colpa del partito se tutti gli abitanti del Marocco
sono hemir, asini? Se non capisci questo, farai meglio a
cominciare subito anche tu a mangiare un'altra biada.
Mohammed teneva la testa rovesciata indietro e gli occhi
chiusi; sembrava soddisfatto di s. Amar sent il cuore
che gli si stringeva improvvisamente nel petto. Era una fortuna,
pens, che Mohammed non potesse vedere la sua
espressione in quel momento, mentre lo guardava, perch
un'espressione del genere non gli sarebbe sicuramente piaciuta.
La sua collera era in parte personale, ma in parte rappresentava
la sua delusione per aver avuto modo di vedere
quando meno se lo aspettava che cosa non andava nella sua
terra natale, che cosa aveva permesso a pochi maiali di
nazzareni di venire a governare i suoi compatrioti. In una situazione
dove c'era tutto da guadagnare con l'accordo e con
la comprensione, c'erano soltanto sospetti, ostilit, attriti.
Era sempre stato cos e sempre lo sarebbe stato. Con un sospiro,
si alz in piedi.
Mohammed si mise a sedere e guard il lago. Sulla riva
opposta, il ragazzo vagava fra i sassi dove aveva disteso
i suoi indumenti, per accertarsi che fossero asciutti. Mohammed
continu a guardare, socchiudendo gli occhi. Poi
fiss Amar.
Facciamo la traversata a nuoto e andiamo a divertirci
un poco con lui, disse. E, dato che Amar non rispondeva,
continu: "Se tu lo tieni fermo per me, io lo terr fermo
per te.
Le parole gli uscirono dalle labbra prima ancora che
Amar le avesse formulate nella mente. "Tua madre terr ferma
per te, replic, senza nemmeno guardarlo.
Mohammed scatt in piedi. Kifack? strill. "Che cos'
questa storia? Faceva roteare gli occhi; sembrava un pazzo.
Allora Amar lo guard, calmo, anche se respirava affannosamente
e il cuore gli batteva pi forte che mai. Ho
detto che terr ferma per te tua madre. Ma solo se tu terrai
ferma per me tua sorella."
Mohammed non voleva credere alle proprie orecchie. E
anche quando si rese conto che Amar aveva ripetuto la stessa
frase due volte, in modo che non vi erano pi dubbi, i suoi
riflessi non furono immediati. Sembrava che non ci fossero
gesti possibili; erano tutti e due in piedi, vicinissimi, i visi
e i corpi che quasi si sfioravano. Mohammed arretr di
un passo, ma perse l'equilibrio e cadde in una pozza d'acqua,
ai piedi della roccia. Amar gli piomb addosso, conscio
di essere in aria mentre Mohammed piombava nell'acqua,
e conscio, un attimo dopo, di essere finito, pi o
meno di traverso, sul ventre di Mohammed, sommerso solo in parte. Mohammed sbuffava e gemeva, cercando di sollevare
la testa; l'acqua era cos bassa che aveva picchiato
contro i sassi. Amar si alz; Mohammed si drizz, barcollante;
era tutto sporco di fango e continuava a gemere. Poi,
con un grido selvaggio, si butt su Amar, e caddero tutti e
due nell'acqua. Questa volta fu Amar a picchiare la testa sul
fondo del lago. Si trov contro il viso pietre, mota, foglie
fradice, radici marcite; il mondo era una caotica girandola
di aria e di acqua, di luce e di tenebre. Sent il peso di Mohammed
che lo spingeva verso il basso - un gomito qui, un
ginocchio l, una mano alla gola. Si rilass un momento,
poi concentr tutte le proprie forze in un soprassalto che
ebbe il risultato di allentare in parte la stretta di Mohammed.
Piant due volte il pugno nel ventre di Mohammed
con tutte le energie che gli restavano, e riusc a sollevare la
testa fuori dall'acqua e a respirare una volta. Spost indietro
una gamba e allung un calcio che colp il corpo di Mohammed
in una parte molle. Un attimo dopo erano entrambi
in piedi, consci tutti e due soltanto del naso, degli
occhi e della bocca dell'altro. Ora era soltanto questione di
pazienza, di perseveranza. Il pugno di Amar centr in pieno
l'orbita dell'occhio sinistro di Mohammed. Figlio della
gonorrea! strill Mohammed. E, quasi nello stesso istante,
Amar ebbe la precisa impressione di essere andato a picchiare
con la testa in un muro di macigni. Il centro del dolore
era immediatamente sotto l'attaccatura del naso. Toss,
si rese conto che il sangue gli colava in gola, scatarr e
sput quanto era riuscito a raccogliere in faccia a Mohammed,
cogliendolo appena sotto il naso. Poi piant la testa
nello stomaco di Mohammed, spingendolo indietro, colpendolo
alla nuca con un pugno preciso che mand il suo
rivale lungo e disteso fra il fango della riva. Spicc un salto,
gli piomb addosso di nuovo e cominci a massacrargli
la faccia con tutte le sue forze. Da principio Mohammed
cerc di alzarsi, poi la sua resistenza diminu, fino a quando
si limit semplicemente a gemere. Ma Amar non gli diede
tregua. Il sangue che gli colava dal naso gocciolava dal
suo corpo sulla testa e sul petto di Mohammed.
Quando fu ben sicuro che Mohammed non tentava semplicemente
un trucco per poi piombargli addosso di sorpresa,
si alz in piedi e, con il calcagno nudo, allung un
terribile calcio alla testa del rivale. Doveva continuare a soffiare
per impedire che il sangue gli bloccasse le narici; gli
venne l'idea che avrebbe fatto meglio a lavarsi.
Si accovacci a pochi metri dalla riva e si bagn in fretta,
voltandosi di continuo per essere ben sicuro che Mohammed
fosse sempre immobile, nella stessa posizione.
L'acqua fredda sembrava tamponare l'emorragia, e lui seguit
a spruzzarsela in faccia, aspirandola per il naso. Prima
di tornare a vestirsi, si inginocchi accanto a Mohammed.
Visto cos, con i lineamenti distesi e la pelle abbronzata
del viso che traspariva fra le macchie di sangue e di sudiciume,
non era antipatico. Ma quanta differenza c'era fra
quello che di Mohammed Amar vedeva e quello che Mohammed
nascondeva dentro! Era un mistero. Prima aveva
sentito l'impulso di spaccargli la testa contro un masso, ma
ora non lo desiderava pi, perch non era Mohammed, quello,
era uno sconosciuto che giaceva nudo dinanzi a lui. Si
alz e and a vestirsi. Senza voltarsi a guardare, spinse la
bicicletta sulla strada, sal in sella e si allontan. Quando la
salita si fece troppo ripida, dovette proseguire a piedi.
Il bosco di eucalipti sembrava ancora pi silenzioso di
prima. In cima, quando stava per raggiungere il lungo rettilineo
in pianura, gli parve di udire una voce che lo chiamava
dal basso. Sarebbe stato difficile dare una spiegazione;
per che cosa avrebbe potuto chiamarlo Mohammed? Si
ferm e tese l'orecchio. Qualcuno stava chiamando nel bosco,
certo, ma a grande distanza. La voce echeggiava debole
e alterata. E ancora non avrebbe saputo dire se veniva
pronunciato il suo nome, anche se, date le circostanze, non
gli riusciva di immaginare perch Mohammed avrebbe dovuto
fare una cosa del genere. O forse no, forse non aveva
denaro, e aveva tanta paura di affrontare il francese del negozio
di biciclette che non si vergognava di chiamare Amar.
In ogni caso, Amar non aveva nessuna intenzione di aspettare.
Con la precisa sensazione di essere malvagio e infelice,
si avvi in fretta gi per il rettilineo battuto dal sole del
mezzogiorno, verso la citt.

 Capitolo II.

Come la grande maggioranza dei ragazzi e dei giovani
nati a Fez dopo che i francesi avevano costruito la loro Fez
a pochi chilometri di distanza dalle mura, Amar non aveva
mai avuto l'abitudine di frequentare la moschea e di pregare.
Per chi non era ricco, la vita era diventata qualcosa di
tumultuoso, di anarchico, con gente che lasciava la famiglia
e si trasferiva a lavorare in un'altra citt, o si arruolava
nell'esercito dove era sicuro di mangiare. Dato che era
peccato molto pi grave pregare irregolarmente che non
pregare affatto, i giovani avevano semplicemente rinunciato
all'idea di vivere come i loro antenati, nella fiducia che
Allah, nella Sua infinita saggezza, avrebbe compreso e perdonato.
Ma spesso Amar non era troppo sicuro di ci; forse
i francesi erano stati mandati da Allah a titolo di prova,
come una peste o una carestia, e Allah scrutava attentamente
nel cuore di ognuno, per vedere se conservava davvero
la fede. In tal caso, chiss quanto Egli doveva sentirsi
irritato in quel momento, vedendo a quali malvagit si era
abbandonato il suo popolo. C'erano istanti in cui si sentiva
lontanissimo dalla grazia di Allah, e ora attraversava proprio
uno di quei momenti, mentre pedalava a tutta velocit
attraverso i campi aridi, mentre il sole dall'alto faceva
piovere su di lui il suo mortifero calore.
Sapeva che il torto era dalla parte di Mohammed, ma
Mohammed non aveva colpa se era fatto cos; era invece colpa
sua desiderare che Mohammed fosse diverso da quanto
era stato scritto dovesse essere. Sapeva che nessuno all'infuori
di Allah pu cambiare gli altri, ma non poteva fare a
meno di sentirsi irritato all'idea che Mohammed non fosse
risultato quell'ipotetico amico che andava cercando, un amico
al quale potesse confidarsi, che lo comprendesse.
Il Djebel Zalag era davanti a lui, dietro l'invisibile Medina,
e non appariva certo imponente da quell'angolo di visuale
- era semplicemente la parte pi alta di una catena
che sembrava continuare all'infinito, da un capo all'altro
dell'orizzonte. E nella caligine del calore di quel giorno era
grigio, di un colore morto, come la cenere. La citt araba
non era naturalmente visibile, perch sorgeva in un vasto
avvallamento, sotto il livello dell'altopiano; grazie a questa
posizione, godeva di maggior caldo d'inverno, perch era
al riparo dai venti gelidi che spazzavano le pianure, e di un
maggior fresco d'estate, perch gli spietati raggi del sole la
investivano con minor forza. E poi, nell'avvallamento, il
fiume si diramava in infiniti canali, e questo serviva a tenere
pi bassa la temperatura. Gli indigeni erano orgogliosi
di ripetersi a vicenda, e di far notare ai visitatori,
quanto fosse insopportabile il clima della Ville Nouvelle,
perch i francesi avevano costruito la loro citt sull'altopiano,
esponendola in questo modo a tutti gli eccessi del
capriccioso tempo marocchino. Amar non capiva come
mai qualcuno, sia pure un francese, potesse essere cos stupido
da spendere tanto denaro per costruire una citt cos
grande che non sarebbe mai servita perch, per prima
cosa, la terra sulla quale era stata edificata non valeva nulla.
Ci era stato d'inverno e aveva sentito le raffiche di un
vento gelido sferzare le ampie strade; in nessuna parte del
mondo, ne era certo, si sarebbe potuta trovare un'atmosfera
pi inospitale e meno adatta per gli esseri umani. 
veleno, raccontava, quando tornava alla Medina dopo una
visita alla Ville Nouvelle. E d'estate, malgrado gli alberi che
avevano piantato lungo i viali, l'aria era immobile e soffocante,
e in fondo a ogni strada si vedeva la pianura ribollire
sotto un sole terribile.
In lontananza vedeva le macchie bianche dei nuovi residence;
sembravano escrementi d'uccelli che si fossero accumulati
nell'immensit della pianura. Tutto questo scomparir
in una sola notte, pens, per rassicurarsi. Era stato
scritto che le opere degli infedeli dovessero venire distrutte.
Ma quando? Avrebbe voluto vedere le fiamme che salivano
ruggendo verso il cielo, sentire le grida, si struggeva
dal desiderio di camminare fra le rovine ancora calde, di
provare la gioia derivante dalla certezza che il male viene
punito tanto in questo mondo quanto nell'altro, che giustizia
e verit devono prevalere tanto in cielo quanto in terra.
Era l'ora in cui nessuno si trovava fuori; non aveva incontrato
anima viva da quando aveva lasciato Ain Malqa.
Si sarebbe detto che la terra era stata abbandonata dagli
uomini e lasciata agli insetti, che facevano echeggiare i loro
canti in lode del caldo - una nota stridula, acuta, infinita,
che si levava da ogni parte, perpetuamente rinnovata.
Il naso aveva ripreso a sanguinargli, non forte come prima,
ma a gocce che cadevano regolarmente ogni tre o quattro
colpi di pedale; cominciava ad avvertire in testa una dolorosa
sensazione di vuoto. Si ferm, si inginocchi accanto
al canale che costeggiava la strada e si bagn la faccia.
L'acqua era fredda, e lui non la ricordava deliziosamente
tale. Trasse un profondo respiro, si chin ancora pi
avanti e immerse la testa; la forza della corrente gli fece tremare
la carne sulle guance. Quando ebbe terminato le sue
abluzioni e le sue immersioni, si sent rilassato e rinfrescato.
Prov allora il desiderio di riposare un poco. Si drizz
e diede un'occhiata alla pianura, in cerca di un albero,
ma non ne vide e allora prosegu. Pochi chilometri pi oltre
scorse in lontananza, sulla sinistra, una massa verde.
Sembrava un piccolo orto da frutta, e portava laggi un
sentiero che serpeggiava attraverso i campi. Era difficile
percorrere in bicicletta quel sentiero tutto a buche, ma riusc
a procedere lentamente, senza mettere piede a terra. Se
avesse dovuto camminare, quella deviazione avrebbe rappresentato
una inutile perdita di tempo. L'orto risult pi
grande e pi distante di quello che aveva immaginato. Sorgeva
in un piccolo avvallamento; dalla strada aveva visto
soltanto le cime degli alberi, che si facevano sempre pi alti
a mano a mano che si avvicinava. Tutto quel verde stava
a indicare la presenza di sorgenti sotterranee. Olivi, peri,
melograni, cotogni, limoni... mormor, mentre entrava
nell'orto.
Fu allora che sent, dinanzi a s, il rumore di una motocicletta
che si avvicinava. Non aveva neppure pensato che
in quella zona potesse esserci una casa, che la casa potesse
essere abitata, ma ci pensava ora, e l'ipotesi era resa ancora
pi spiacevole dal sospetto che gli abitanti dovevano essere
probabilmente francesi, nel qual caso lo avrebbero picchiato,
o gli avrebbero sparato, o lo avrebbero consegnato
alla polizia, e questa ultima possibilit era di gran lunga la
peggiore. Era sempre brutto essere sorpreso nella fattoria
di un francese, ma era particolarmente brutto in quel momento,
perch nelle ultime settimane centinaia di domaines
avevano subito incursioni dell'Istiqlal, che aveva messo
a fuoco il raccolto.
Scese subito e, sollevata la bicicletta, si mise a correre
goffamente fra gli alberi, cercando un posto dove nascondersi.
Ma era un orto tenuto alla perfezione, senza cespugli
o erbacce, e si rese immediatamente conto che il suo progetto
era assurdo: non sarebbe andato molto lontano senza
essere visto, se il motociclista avesse per caso guardato
dalla sua parte mentre passava. E il rombo del motore era
gi alto, vicinissimo. Si volt, appoggi per terra la bicicletta
e cominci a tornare indietro, camminando lentamente.
Quando comparve la motocicletta aveva quasi raggiunto
il sentiero. Il conducente, un uomo piccolo e grasso,
con occhialoni e berretto, ondeggiava pericolosamente
mentre la moto passava da una carreggiata all'altra, sollevando
zolle di terra quando urtava contro qualche sasso.
Mentre si avvicinava, guardava fisso Amar; si ferm, lasci
girare per qualche istante il motore, poi lo spense. L'improvviso
silenzio parve qualcosa di straordinario, ma poi
risult che non era affatto un silenzio: le cicale stavano cantando
fra gli alberi.
Msalkeir, disse l'uomo, mentre si toglieva, lentamente,
prima il berretto e poi gli occhialoni, senza distogliere
per un solo istante gli occhi dal viso di Amar. Dove stai andando
e da dove vieni?
Stavo facendo una passeggiata, rispose Amar. "Stavo
cercando un albero sotto il quale distendermi." Era giunto
alla conclusione che quell'uomo era un musulmano (non
perch si esprimeva perfettamente in arabo, cosa che sapevano
fare anche molti francesi, ma per i suoi modi e per
la maniera in cui parlava), e questo valse ad alleviare la sua
ansia al punto che si sorprese a dirgli la verit pura e semplice.
"Stavi facendo una passeggiata in bicicletta? L'uomo
rise, senza cattiveria, ma si capiva che non credeva a una
sola parola di quanto Amar aveva detto.
"S," rispose Amar. Poi una goccia di sangue gli cadde
dal naso, e allora si accorse di avere tutta la camicia costellata
di macchie rosse.
Che c'?" chiese l'uomo. Come mai hai la faccia conciata
a quel modo? Sei caduto con la bicicletta?"
Era ormai troppo tardi per mentire, pens fulmineamente
Amar. No, mi sono battuto. Con un amico," aggiunse,
in fretta, perch l'uomo non supponesse che avesse
litigato con uno dei contadini o con uno dei custodi della
propriet.
L'uomo torn a ridere. Aveva un viso tondo, con due occhi
simpatici e i capelli che si andavano facendo radi.
"Ti sei battuto? E dov' il tuo amico? Morto in qualche
punto del mio orto? Negli occhi dell'uomo Amar riusciva
a distinguere solo un divertito interesse.
"Ad Ain Malqa.
L'uomo corrug la fronte. Scusami, ma credo che tu
sia pazzo. Sai da che parte  Ain Malqa?"
Amar aspir forte, per impedire a un'altra goccia di sangue
di colargli dalle narici. "Non ho toccato la vostra frutta,
disse poi, con tono compunto. "Se volete che me ne vada,
me ne vado subito.
Il viso dell'uomo assunse un'espressione addolorata.
La, khoya, la," disse, adagio, come se cercasse di calmare
un cavallo balzano. "Dove sei andato a prendere delle
idee cos strampalate? Niente del genere. Riaccese il motore.
Se ne va, pens Amar, speranzoso. Ma il cuore gli si
strinse quando l'uomo, un piede appoggiato a terra, fece
girare stretta la moto e torn a fermarsi nella stessa direzione
dalla quale era venuto.
Al disopra del rombo del motore, l'uomo grid: "Va' a
prendere la tua bicicletta". Amar obbed. E adesso precedimi.
Fece un cenno con la mano, e Amar si mise in moto,
inoltrandosi nell'orto, mentre alle sue spalle ruggiva la
moto che lo seguiva adagio.
Continuarono cos per diverso tempo. Sembrava non ci
fosse ragione di voltare la testa, perch l'uomo continuava
a seguirlo sempre alla stessa distanza. Amar si sentiva abbattutissimo.
Sarebbe stato assurdo pensare a una fuga,
perch una cosa del genere era chiaramente destinata all'insuccesso.
Ma era spaventato; non gli era mai capitato di
incontrare un musulmano come quello, un uomo di cui era
difficile indovinare le intenzioni come se fosse stato un nazzareno.
La strada marc una curva secca sulla destra, poi ecco
una vecchia casa, al centro di uno spiazzo fra gli alberi. Il
sentiero, che portava fino alla porta, era delimitato da cespugli
di rosa che crescevano allo stato selvaggio. Per essere
una costruzione di campagna, la casa era enorme, con
quelle sue mura senza finestre alte pi di dieci metri. Da
sotto il tetto partivano crepe a zig-zag dove erano cresciuti
cespugli e piante, che per erano tutti morti salvo un piccolo
fico contorto che sporgeva fuori dal muro come un
grasso serpente. Il rombo del motore alle sue spalle finalmente
tacque, e allora Amar si decise a voltarsi, con una
punta di nervosismo. L'uomo era smontato dalla moto e stava
abbassando il cavalletto. Colse lo sguardo di Amar e abbozz
un sorriso. "Siamo arrivati," disse. La porta  aperta.
Entra.
Ma Amar arriv solo fino alla soglia, poi si ferm ad
aspettare il suo ospite, che poco dopo lo raggiunse e lo spinse
avanti, con un gesto impaziente. Oltre la porta salirono
una lunga scala, in cima alla quale passarono in una veranda
coperta che girava attorno a tre lati del cortile. In pi
di un punto la balaustra era marcita, e molte delle enormi
travi del soffitto presentavano un'incurvatura niente affatto
rassicurante. L'aria era piena del ronzio di chiss quanti
calabroni.
Di qua, disse l'uomo, e lo spinse oltre una porta in una
lunga stanza che riceveva luce da una serie di minuscole finestre
aperte nel tetto della veranda. In fondo, seduti su un
cuscino lungo quanto la stanza, sedevano tre ragazzi, tutti
di due o tre anni maggiori di Amar. L'uomo lo port davanti
a loro, e lui strinse la mano a ognuno, notando che tutti lo
salutavano al modo europeo, senza portarsi le dita alle labbra
dopo avergli toccato la mano. E tutti e tre erano inoltre
vestiti come francesi, non solo nella scelta dell'abbigliamento
che portavano, ma anche nel modo di portarlo. Uno
di loro stava leggendo un libro e gli altri due chiacchieravano
mentre uno si ripuliva una manica della giacca con un
panno imbevuto di benzina, ma subito tutti, correttamente,
rinunciarono a quanto stavano facendo e si chinarono
un poco in avanti, in attesa, mentre Amar si metteva a sedere.
L'uomo prese posto su un alto cuscino di fronte a loro
e sollev il braccio per indicare Amar, come se fosse stato
un animale raro che aveva appena catturato. "Lo vedete, vero?
esclam. Stavo andando in citt per incontrarmi con
Lahcen, che in questo momento mi sta aspettando al Renaissance,
e nell'orto sono capitato addosso a questa gazzella.
E non stava venendo dal sentiero, ma dalla parte del
mulino.
Quale mulino? lo interruppe Amar. Ora il sangue era
finalmente riuscito a scorrergli di nuovo alle labbra.
"E lui ha detto, continu l'uomo, imperturbabile, di
venire da Ain Malqa. Il ragazzo che prima stava leggendo
scoppi a ridere. Oh, ha la bicicletta, lo rassicur l'uomo.
Di conseguenza,  una cosa possibilissima. Ma che gli 
successo? Guardatelo. Non vuole parlare. Dice di aver litigato
con un amico.
I ragazzi non avevano certo bisogno di incoraggiamento;
stavano osservando attentamente Amar, ma senza la minima
insolenza. Per evitare quei loro sguardi, per quanto
cortesi e niente affatto ostili, Amar cominci a ispezionare
con aria noncurante quella strana stanza. Non aveva mai
visto un locale come quello. Appariva terribilmente disordinato,
senza la minima traccia di quella accurata pulizia
che caratterizzava le stanze di casa sua, anche se non sarebbe
stato in grado di indicare che cosa era precisamente
sporco. Sul pavimento c'erano dappertutto pile di libri e di
giornali e grossi cuscini di pelle che sembravano essere stati
spinti di proposito qua e l, come se nessuno avesse mai
cercato di metterli in fila, come sarebbero dovuti essere. Su
tre tavolini da caff, anch'essi abbandonati a caso in mezzo
alla stanza, c'erano grosse ceste di pesche che impregnavano
l'aria del loro odore. Le pareti, dove ci si sarebbe
aspettato di vedere le fotografie incorniciate in oro dei parenti
- perch quella, anche se vecchia, era evidentemente
la casa di un ricco - non avevano n fotografie n quadri di
altro genere, con l'unica eccezione di una grande carta geografica
del Marocco in color pastello; ne aveva gi vista una
del genere quando, un giorno, aveva spiato da una finestra
del Bureau du Contrle Civile. E, dovunque guardasse, si
notavano piatti pieni di mozziconi di sigarette e di cenere,
e c'era cenere anche sul pavimento. Giunse alla conclusione
che era una tipica stanza francese e che l'uomo mirava
evidentemente a essere considerato francese.
"Non  un tribunale, questo," disse l'uomo sorridendo
ad Amar. Ma il fatto  che ti ho sorpreso nella mia propriet
e voglio sapere che cosa stavi facendo. Puoi forse biasimarmi
per questo?
Era la prima volta che Amar sentiva parlare a quel modo;
l'uomo usava tutte le espressioni locali, ma nello stesso
tempo c'erano nelle sue frasi parole che dimostravano come
lui conoscesse il vero arabo, la lingua della moschea e
del medersa, dell' imam e dell'aallem. E il modo in cui univa
questi due stili era cos abile che il risultato sembrava
quasi una nuova lingua, facile e dolce all'orecchio.
"No, rispose Amar. Ma vi ho detto la verit. Si rendeva
conto, con un profondo senso di disagio, che il suo modo
di esprimersi era rozzo al di l di ogni speranza, un linguaggio
da strada.
Forse, ma non mi hai detto abbastanza. Zid. Avanti.
Raccontaci tutto. Magari hai voglia di bere qualcosa?
Amar aveva sete e disse: "S. Uno dei ragazzi scatt in
piedi, raggiunse l'altra estremit della stanza e torn con
una grossa bottiglia e alcuni minuscoli bicchieri. Amar fiss
la bottiglia con aria sospettosa. Il ragazzo se ne accorse,
disse: "Chartreuse e se ne vers un poco. Poi serv gli altri.
Non era precisamente quello che Amar avrebbe voluto, ma
prese ugualmente a sorseggiare il liquido e continu a raccontare
quanto gli era accaduto quel giorno. Quando arriv
al pugilato, l'uomo lo interruppe. Essbar, disse. Perch
vi siete battuti?
Avrebbe voluto rispondere: "Non lo so, perch non sapeva
come esprimere in parole la vera ragione che lo aveva
spinto a insultare Mohammed a quel modo. Certo non era
stata la proposta che Mohammed aveva fatto; non c'era nulla
di insolito in quella, e non ci sarebbe stato nulla di straordinario
se l'avesse accettata. Forse era stata la sfacciata
sicurezza di Mohammed di avere sempre ragione - era semplicemente
il tipo di persona che si sentiva il desiderio di
picchiare. Ma non poteva sperare di far capire questo ai
suoi ascoltatori senza abbandonarsi a una lunga digressione
che lo avrebbe portato nel campo della politica, e non
c'era nemmeno da pensare a una cosa del genere, ammesso
che fosse stato in grado di condurre una simile discussione
Non sapeva neppure da che parte stavano le simpatie
di quei quattro; poteva persino darsi che fossero filofrancesi.
"Non mi era simpatico, disse Amar. "Era il tipo di ouild
che ha bisogno di tanto in tanto di una buona battuta."
Capisco, fece l'uomo, serio, voltando la testa e dando
un'occhiata ai tre ragazzi, quasi ad ammonirli a non ridere.
"Cos, lo hai preso a pugni. Zid."
Ora Amar si sentiva un poco pi sollevato; intuiva che
l'uomo gli credeva, e ci lo rimise a suo agio al punto di permettergli
di ricordare tutti i particolari della zuffa, che raccont
con la massima cura. Adesso l'uomo era francamente
divertito - glielo si leggeva negli occhi - ma rimase seduto
ad ascoltare con aria solenne fino a quando Amar non
arriv con il suo racconto al momento in cui aveva sentito
la motocicletta avvicinarsi nell'orto e aveva cercato invano
di fuggire fra gli alberi, per poi tornare indietro ed essere
scoperto prima ancora che avesse raggiunto il sentiero.
L'uomo si chin in avanti e gli batt una mano sulla spalla,
ridendo. "Benissimo, benissimo," disse. "Credo che possiamo
accettare la tua versione cos com'. Adesso devo andare
un momento in citt, ma torno presto. Tu rimani qui, e
la casa  a tua disposizione. Se hai bisogno di qualcosa chiedilo."
Si alz e Amar, automaticamente, scatt in piedi. Aveva
udito e capito l'invito dell'uomo, ma pensava si trattasse
di un semplice atto di cortesia. E poi, voleva andarsene;
la casa e i ragazzi e il suo ospite gli riuscivano in un certo
senso inspiegabili, come un sogno, e si sentiva invadere da
una sensazione di inquietudine. Alz la testa e vide le chiazze
azzurre del cielo attraverso le finestre alte sulla parete.
Mettiti a sedere, disse l'uomo. Si trattava certo di un
comando, e lui ubbid. L'uomo raggiunse in fretta la porta
e scomparve. Un istante dopo, ecco il rombo del motore della
motocicletta, poi il rumore si fece a poco a poco sempre
pi distante.

 Capitolo III.

Quasi facesse parte di un rito, tutti rimasero seduti, immobili,
fino a quando il ronzio del motore scomparve del
tutto, e allora non fu pi possibile udire altro, anche se si
tendeva l'orecchio con la massima attenzione. A questo
punto il ragazzo che stava leggendo si rivolse ad Amar e disse:
"Abbiamo delle pesche. Ce ne sono migliaia qui.
Amar si pass una mano sulla faccia. "Ho molta sete.
Si guard la mano e vide sangue coagulato e sangue fresco,
e improvvisamente la giornata gli parve interminabile. "Devo
andare, arrischi.
I tre levarono subito un cortese mormorio di protesta.
Era chiaro che gli avrebbero impedito di andarsene, magari
con la forza, se fosse stato necessario. Devo tornare a casa,
insistette. "Il naso..."
Il ragazzo che aveva parlato si alz e si chin a osservarlo.
"Senti, disse. "Distenditi qui e ti curer io. And sulla
porta e chiam: Yah, Mahmoud!. Subito apparve un uomo
piuttosto anziano, avvolto in un gandoura bianco abbastanza
sudicio; il ragazzo usc nella veranda e gli parl brevemente.
Poi rientr, si inginocchi davanti ad Amar e cominci
a togliergli i sandali. Imbarazzato, Amar lo scost e
se li tolse da solo. E adesso distenditi," ordin il ragazzo,
indicando il punto da dove si era alzato. Gli altri due rimasero
a guardare, mentre lui aiutava Amar a mettersi comodo
e gli sistemava i cuscini sotto la testa. Amar protestava
debolmente, perch si vergognava di vedere altri che si prendevano
tanto disturbo per lui. Ma si stava bene distesi. Si
sentiva molto stanco. Nessuno parl fino a quando comparve
il domestico con un vassoio, che appoggi sul pavimento
vicino al posto dove stava Amar. Sollevandosi su un
gomito, Amar bevve un bicchiere d'acqua gelata. Sul bicchiere
c'erano delle cicogne, disegnate in sottili righe rosse.
"Potrei magari tornare a far visita a vostro padre un altro
giorno, cominci. Era sicuro che l'uomo non era il padre
di quei ragazzi, ma voleva sentire che cosa avrebbero
risposto. Ci fu silenzio per un momento: era chiaro che gli
altri non sapevano con precisione che cosa dire.
Moulay Ali sar di ritorno molto presto, disse il ragazzo
che si era preso cura di lui; a quanto pareva, gli altri
gli avevano affidato l'incarico di loro portavoce. Distenditi.
Ti metter un po' di filfil sulla faccia. Amar si distese.
"Chiudi gli occhi, stretti. Era un consiglio inutile, perch
Amar non aveva intenzione di lasciarsi entrare negli occhi
neppure una particella di pepe rosso, qualunque cosa succedesse.
Il ragazzo gli massaggi adagio la pomata sulla
fronte e sull'attaccatura del naso. Dovresti farti vedere da
un medico, disse, quando ebbe terminato. "Credo che il
naso sia rotto.
Mektoub, pens Amar, stringendo mentalmente le spalle.
Non aveva nessuna voglia di consultare un medico; intendeva
conservare il suo denaro per le scarpe.
Il ragazzo si mise a sedere pi lontano, sul cuscino, dietro
gli altri due che si erano limitati a guardare. Tutto era
silenzio nella stanza; ogni tanto echeggiava il rumore di una
pagina di rivista che veniva voltata, o qualcuno di loro si
schiariva la gola. Riusciva a sentire il monotono ronzio dei
calabroni nella veranda e ogni tanto, in lontananza, il canto
di un gallo nel pomeriggio assolato. Teneva gli occhi serrati,
ma lentamente i suoi muscoli facciali si rilassavano, e
cap di correre il pericolo di addormentarsi. Era una cosa
che non doveva assolutamente fare in quella casa, con degli
sconosciuti che lo guardavano; la semplice idea era sufficiente
a riempirlo di terrore. Decise di parlare, di qualsiasi
cosa, pur di rimanere sveglio. Doveva assolutamente aprire
la bocca e dire qualcosa. Gli sembrava di essersi messo
a sedere, di avere una lunga e seria discussione con i tre ragazzi,
che lo ascoltavano e si dichiaravano d'accordo con
lui. E chiss dove, molto in lontananza, c'era un rimbombo
di tuono nel cielo. A un tratto qualcuno toss, e lui si accorse
di non essersi affatto seduto; questo significava che
solo per un miracolo non si era addormentato.
"Spiegatemi una cosa, disse, ad alta voce. "Moulay Ali
credeva davvero che fossi venuto ad appiccare il fuoco al
suo podere?
I tre scoppiarono a ridere. "Farai meglio a chiederlo a
lui, rispose il ragazzo che lo aveva aiutato. "Come facciamo
a sapere che cosa pensa? Sar qui prestissimo.
Abitate a Fez? Non importava quello che gli altri
avrebbero pensato delle sue stupide domande; l'essenziale
era non addormentarsi.
Loro s. Io abito a Mekns.
E stai qui adesso?
"Sa a, sa'a, qualche volta vengo qui per qualche giorno.
Moulay Ali  un grande amico. Ho imparato da lui pi che
da tutti gli altri aallem. Gli altri due espressero con un mormorio
il loro consenso.
Ecco un'affermazione che appariva piuttosto strana. "E
che cosa ti insegna?"
"Tutto, rispose l'altro, con tono convinto.
Vorrei mettermi a sedere, disse Amar. Ti spiacerebbe
togliermi il filfil?
No, no, resta disteso. Moulay Ali sar qui da un momento
all'altro. Voglio che veda che mi sono preso cura
di te.
Amar era riuscito a riprendersi a sufficienza, e ora non
aveva pi paura di addormentarsi. Di nuovo il tuono echeggi
in una parte distante del mondo. Rimase immobile. Poco
dopo, ecco, da lontano, il rombo di una motocicletta che
veniva dalla strada, svoltava nel sentiero, attraversava l'orto,
fra gli alberi e, dopo un ultimo ruggito, si arrestava davanti
alla casa. Ecco delle voci sulla scala, e poi Moulay Ali
entrare nella stanza, in compagnia di un altro uomo dalla
voce straordinariamente sonora. Questo  Lahcen, disse
Moulay Ali. I tre ragazzi si presentarono. Aha! Vedo che il
nostro amico si  addormentato. Che cosa gli avete messo
sulla faccia? Filfil?
Non dormo, disse Amar. Avrebbe preferito non essere
obbligato a prendere parte alla conversazione, ma era evidente
che non poteva restarsene semplicemente disteso l,
senza aprir bocca.
 meglio che si metta a sedere, disse Ali. Il ragazzo di
Mekns sollev la testa di Amar e cominci a grattare via
con un coltello la pomata essiccata dalla fronte e dalle sopracciglia.
Quando ebbe terminato, lav le parti interessate
con un panno umido. Lahcen e Moulay Ali avevano iniziato
una conversazione che sembrava assolutamente incomprensibile.
Questo? "S, nove. Ce l'ho. "Mi sembrava che avessi
detto undici. "No! Non questo. Questo, questo! Oh, s.
"Questo, cinque. Ouakha. "Ecco, questo di cui ti parlavo.
Vedi che non si pu essere sicuri. "Io sono sicuro. 
impossibile essere sicuri, devi credermi. "Va bene, lascialoaperto. Metti sei pi e lascialo. E a proposito di...?
Di questo discuteremo pi tardi. Prendi una pesca adesso.
La migliore  la Sais.
Quando gli parve che la zona intorno alle orbite fosse
asciutta, Amar apr gli occhi e si mise a sedere. "Oh, eccolo!"
esclam Moulay Ali. Kif enta? Stai meglio adesso?
Al centro della stanza un uomo alto, dal morbido turbante
grigio, stava mangiando una pesca, un poco chino in
avanti perch il sugo non gli gocciolasse sugli abiti. Poi si
drizz, prese di tasca un fazzoletto e si ripul la bocca e le
mani. Su richiesta di Moulay Ali, si fece avanti e salut
Amar. L'iride della pupilla del suo occhio sinistro era completamente
bianca, come un marmo latteo. Amar cap subito
che non era della stessa condizione sociale dei tre ragazzi
e del suo ospite. Certo non aveva avuto la stessa educazione;
il suo modo di esprimersi non era molto pi corretto
di quello di Amar. Cos, questo  Lahcen, pens, e non
capiva perch Moulay Ali si fosse precipitato fino alla Ville
Nouvelle per prelevarlo.
Rimandiamo a pi tardi i nostri contratti di acquisti
e vendite, osserv Moulay, e facciamoci portare un poco
di t da Mahmoud. And alla porta e chiam il domestico.
Amar aveva atteso con timore che si accennasse al t;
questo significava che non avrebbe potuto andarsene senza
aver bevuto almeno tre bicchieri con il suo ospite. Si appoggi
indietro, abbattutissimo, e guard Lahcen, che si
stava soffiando il naso. Il tarbouche che portava in capo era
il solo indumento musulmano in tutta la stanza, e appariva
stranamente fuori luogo, sia in quell'ambiente sia su
quella testa a forma di pera. Era il tipo di copricapo che ci
si aspettava di vedere addosso a un ricco signore anziano,
un poco eccentrico, che il venerd accompagnava fuori a
passeggio i nipotini.
Accomodati, disse Moulay Ali al suo nuovo ospite.
"Chiacchiera un poco con questo nostro amico. Poi, a uno
dei ragazzi: "Chemsi, vieni qui. Voglio farti vedere qualcosa.
Lahcen sorrise ad Amar e si mise a sedere.
Ho sentito che oggi sei andato a nuotare ad Ain Malqa,
disse. "Com' l'acqua in questi giorni? Ancora fredda?
Molto fredda.
Sei stato a Sidi Harazem ultimamente?
No. Lavoro.  troppo lontano.
"Gi,  lontano." Tacque per un momento, poi: Lavori
nella Ville Nouvelle?.
"No, a Bab Fteuh.
 il mio quartiere.
Amar non ricordava di averlo mai visto, ma disse: "Ah!.
Sei mai stato a Dar el Beida? chiese Lahcen. Amar rispose
di no. " un bel posto per nuotare. Una spiaggia in
riva al mare. Non c' niente di meglio.
Donne francesi bellissime, disse Amar.
Lahcen rise. "Bellissime.
Parlarono per un poco di Casablanca, mentre Amar si
chiedeva ansioso quanto tempo mancava ancora perch
avesse inizio il crepuscolo. Gli sembrava di essere chiuso in
quella stanza da una settimana. Ma, dato che stava per venir
servito il t, non poteva neppure accennare al fatto che
desiderava andarsene.
"Dice: dans la rgion de Bou Anane, stava dicendo Moulay
Ali. "Significa qualcosa per te?"
Chemsi esit e rispose negativamente.
Moulay Ali sbuff. Significa qualcosa per Ahmed Slaoui.
Oh! esclam Chemsi.
Moulay Ali annu lentamente, mentre fissava Chemsi
con aria sorniona. "Capisci che cosa voglio dire? chiese alla
fine. Adopera tutto quanto quell'articolo, parola per parola,
mettici Marco-Presse e la data e poi aggiungi quello
che sai sulla rgion de Bou Anane.
Povero Slaoui," disse Chemsi.
Pu darsi che non sia l ora, gli ricord Moulay Ali.
Mahmoud arriv con un enorme vassoio di rame, una
teiera d'argento e i bicchieri. I due si scostarono dall'angolo dove si erano trattenuti a parlare, e Moulay Ali butt agli
altri due ragazzi il giornale ripiegato che teneva in mano.
Si mise a sedere e cominci a riempire i bicchieri. Il t gorgogliava
e fumava, e l'odore della menta si diffondeva nella
stanza.
"Come ti chiami? chiese a un tratto ad Amar.
Amar glielo disse. Moulay Ali corrug la fronte. Fassi?
domand.
La mia famiglia ha sempre vissuto a Fez, rispose Amar
con orgoglio; si accorse che i ragazzi lo stavano osservando
con rinnovato interesse. Forse lo avevano scambiato per
un berrani, uno straniero.
Quale haouma?" Moulay Ali stava distribuendo i bicchieri
di t.
Keddane, sotto il Djemaa Andaluz.
S, s.
Amar stava aspettando che l'ospite dicesse: Bismillah,
prima di assaggiare il t, ma Moulay Ali non disse nulla. Neanche
gli altri aprirono bocca. Di solito Amar mormorava
le sue preghiere sottovoce, in maniera appena percettibile,
ma quella volta, vedendo che gli altri erano stati cos trascurati,
le recit con tono normale. Lahcen gir la testa e
lo guard.
Il ragazzo che stava leggendo il giornale lo mise da parte,
adagio, e prese il suo bicchiere. Il suo viso aveva un'espressione
costernata. "Peste bubbonica, disse. " una malattia
terribile. Si muore fra dolori spaventosi.
Eioua!" convenne Moulay Ali, come se avesse detto
semplicemente: "Ti avevo gi avvertito.
Lahcen bevve piuttosto rumorosamente un sorso di t,
si pass la lingua sulle labbra e disse: "Laghzaouni... no,
Lazraqi afferma che l'Algeria ne  piena in questo momento.
Deve essere venuta da oltre il confine, cominci il ragazzo.
Dicerie! lo interruppe seccamente Moulay Ali, guardando
fissamente Chemsi. Non sappiamo niente dell'Algeria,
noi. Chemsi annu.
Continuarono a discutere di citt remote nel Sud del
paese - come se fossero citt importanti, pens Amar. Gli
riusciva chiaro che la conversazione verteva su un argomento
noto a tutti loro, ma che badavano a nascondergli.
Dopo aver bevuto il terzo bicchiere di t, si alz.  molto
tardi, disse.
Vuoi andartene,  naturale, rispose Moulay Ali, sorridendo.
Benissimo. Ma non dimenticarci. Torna un giorno
o l'altro, e faremo una festicciola con musica. Adesso sai
dov' la nostra casa.
Lahcen sorrise. Il nostro amico Moulay Ali sa suonare
il flauto e il violino.
"E, se non mi sbaglio, il nostro amico Lahcen  un maestro
per ci che riguarda la bottiglia da un litro," replic
Moulay Ali. I ragazzi risero. Specie quando c' in ballo il
ros Ait Souala.
"Ed  bravissimo soprattutto con il flauto, continu
Lahcen. Suonaci qualcosa.
Moulay Ali si strinse nelle spalle. Amar vuole andarsene.
Un altro giorno. E Chemsi porter il suo oud da Mekns.
Chemsi protest timidamente che suonava troppo
male. "E che cosa suoni tu? domand Moulay Ali, prendendolo
per mano senza alzarsi dal cuscino.
Amar era imbarazzato. "La lirah, ma solo un poco."
Bazl  meraviglioso. Potrai prendere il mio posto,
quando comincio a sentirmi stanco. Arrivederci. E curati
quelle ferite." Il suo viso si fece serio. E non andare pi a
vagabondare per propriet private, capito? Pensa un momento
a quello che sarebbe successo se non fossi stato io.
Pensa a quello che sarebbe successo se fosse stato Monsieur
Durand o Monsieur Blanchet. Eioua! Adesso non saresti
certo tornato a casa in bicicletta, vero? Quasi a chiederne
conferma, si rivolse ai ragazzi, che sorrisero. Lahcen disse:
Ay!", con tono di profonda convinzione.
Amar si alz, cercando di trovare da dire qualcosa che
dimostrasse che non era uno stupido, che non era un ragazzino,
che aveva capito come tutti quei loro discorsi avessero
un significato che cercavano di tenergli nascosto.
Giunse alla conclusione che la soluzione migliore sarebbe
stata quella di fare il misterioso anche lui, di lasciare che
gli altri pensassero che aveva capito, malgrado tutte le loro
precauzioni, ma non in modo tale da lasciarli immaginare
che nutriva rancore nei loro confronti perch giocavano a
quello che era, dopo tutto, soltanto un gioco piuttosto puerile.
Vi ringrazio perch avete avuto fiducia in me," disse,
con gravit, a Moulay Ali.
La frase non manc di fare il suo effetto; se ne accorse
dall'espressione degli occhi di Moulay Ali, anche se neppure
un muscolo si mosse su quel viso. Forse fu proprio
perch non si mosse, perch, per una frazione di secondo,
parve come irrigidito, occhi e tutto. E questo valeva anche
per gli altri, sia pure per un breve istante. Ma, prima che
questo istante fosse finito, Amar aveva preso, per il momento
almeno, il controllo della situazione. Una mano tesa
avanti, disse Arrivederci e salut prima i tre ragazzi, a
uno a uno, e poi Lahcen. Dopo aver abbozzato un breve inchino
al suo ospite, si volt e si diresse verso la porta. Per
ci che ne sapeva, nessuno apr bocca mentre si avviava gi
per le scale.
Era convinto che, prima che potesse allontanarsi a sufficienza
dalla casa, qualcuno lo avrebbe chiamato indietro;
gli sembrava troppo bello per essere vero di trovarsi finalmente,
ancora una volta, all'aria aperta. Salt sulla bicicletta
e, in un impeto di energia, cominci a pedalare lungo
lo sconnesso sentiero. Il sole era ancora abbastanza alto
in cielo; non era cos tardi come aveva immaginato. Nell'orto
la luce era dorata; le ombre dei tronchi degli alberi si
allungavano per terra, nere e dritte. Nei rami sopra la sua
testa, le cicale continuavano a fare echeggiare il loro stridio
monotono, ma con un'intensit molto minore rispetto
al mezzogiorno. Continu a pedalare con la massima energia
possibile, per raggiungere al pi presto la provinciale.
Una volta che l'avesse raggiunta, sentiva di potersi rifiutare
di tornare a quella casa se Moulay Ali gli fosse piombato
addosso con la sua ruggente motocicletta. Era fradicio
di sudore e ansante quando sbuc sulla provinciale, ma l
non c'erano pi carreggiate e sassi e buche, e procedette allora
a un ritmo pi normale e pi agevole. I pilastrini dei
cento metri gli sfilavano accanto rapidi; cominci a sentirsi
di nuovo contento. C'erano ombre nel fondo della sua
mente, domande che esigevano una risposta, problemi da
affrontare - ed erano urgenti - lo assediavano da ogni parte,
ma per il momento la forza del presente era sufficiente
a tenerli a bada, a respingerli contro il muro del futuro.

 Capitolo IV.

Il sole stava rapidamente retrocedendo dalla sua posizione
incerta nel semicerchio del cielo verso la definita lontananza
del Djebel Zerhoun; la massa scura dei picchi in
fondo alla pianura sembrava pi vicina, con quella luce intensa
alle loro spalle. Annidata in un punto imprecisato, nel
cuore delle montagne, c'era la citt santa di Moulay Idriss,
costruita dalla sua famiglia molti secoli addietro, quando
Haroun er Rachid era ancora in vita. Dalle cartoline che
aveva visto, sapeva che aspetto aveva - drappeggiata come
un abito bianco lungo i suoi pendi e circondata da foreste
di giganteschi alberi d'olivo, foreste che si allargavano in
tutte le direzioni per le valli e su per i declivi. Fischiettava
mentre passava davanti alle minuscole fattorie sparpagliate
alla periferia della citt. I microscopici e antipaticissimi
cani che i francesi sembravano apprezzare tanto, lo inseguivano,
abbaiando furiosamente. Immaginava che fossero
francesi, cercava di prenderli a calci, e gridava: Bonjour,
monsieur!" una volta che li aveva distanziati.
L'aria meridiana, con il suo sentore caldo, aveva ceduto
all'aria serale che scendeva dai picchi lontani. La differenza
era quella che esisteva fra un masso e uno sciame di
uccelli in volo, o, pens, fra il sonno e la veglia. Forse ho
dormito tutto il giorno, si disse, come per scherzo. Nessun
sogno sarebbe potuto essere pi scombinato di quel giorno,
di ci era sicuro. Ma, dato che gli eventi di quel giorno
erano realmente avvenuti, lo turbava l'idea del loro possibile
significato nello schema del suo destino. Perch Allah
aveva giudicato opportuno fargli incontrare Mohammed
Lalami che usciva dal fiume dopo il bagno, e perch aveva
diretto la sua bicicletta alla casa di Moulay Ali nascosta in
fondo al frutteto? Nulla nella vita succedeva per caso, e ci
significava che la sua vita era destinata a essere collegata a
quella di Mohammed e di Moulay Ali, ed era un'idea, questa,
che non gli risultava affatto gradita. Forse, recitando le
preghiere adatte, sarebbe riuscito a persuadere Allah a indirizzare
il sentiero della sua vita in modo da non essere pi
costretto a rivedere quelle persone, tutte quante, compresi
Lahcen e i tre ragazzi. La vita gli era sempre resa difficile
dalla presenza di altre persone. Ma allora gli balen il felice
pensiero che forse Allah gli avrebbe accordato la sua forza
segreta proprio per metterlo in grado di difendersi in
questi scontri con gli altri che erano, in ultima analisi, inevitabili.
Se fosse riuscito ad aver fiducia in questa forza, a
usarla quando era necessaria, non era possibile che finisse
per avere la meglio? Medit a lungo sulla questione. Certo
proprio questo aveva inteso Allah facendolo quello che era,
accordandogli il dono di sapere che cosa avveniva nel cuore
degli altri uomini. Il problema consisteva nel rendere
questo dono forte e assolutamente sicuro, come aveva fatto
del suo corpo durante l'infanzia, mentre gli altri ragazzi
se ne stavano seduti nell'aula di una scuola; ed era giunto
a tanto non imponendosi una disciplina conscia, perch
non aveva un'idea precisa della disciplina (se non quando
osservava gli atleti che si allenavano, e allora li compativa),
ma grazie a un processo opposto alla disciplina - lasciando
semplicemente che il suo corpo si esprimesse, si affermasse,
si sviluppasse come preferiva.
Pass, pedalando, davanti alle ville di periferia, con le
loro verdi distese di prati, per le stradicciole che rappresentavano
una scorciatoia per quella parte della citt dove
era diretto. Nell'ultimo spiazzo prima che avesse inizio la
citt vera e propria c'era l'orto botanico. Parte del terreno
era un vivaio circondato da siepi e da filo spinato, il resto era
una distesa incolta, segnata dall'intersecarsi di molti sentieri.
Se si girava l clandestinamente, al tramonto, capitava
qualche volta di assistere a scene sorprendenti, perch,
nei dintorni della citt, era quello l'unico posto dove le
ragazze e i ragazzi francesi potessero trovare un minimo di
intimit. Pi di una volta Amar aveva visto coppie distese
fra i cespugli e strettamente abbracciate, che non si accorgevano
del suo passaggio o non ci badavano, semplicemente.
Lo meravigliava soltanto l'idea che non si baciassero
e non facessero all'amore nei bordelli. Le ragazze facevano
evidentemente le prostitute, perch, in caso contrario,
non sarebbero uscite con i ragazzi. Perch allora uscivano
dai bordelli e si mettevano a lavorare all'aria aperta, come
animali? Forse in quel momento tutte le stanze erano occupate,
o lo facevano all'insaputa della badrona, in modo
da tenersi tutto il denaro senza passarle neppure un soldo?
O erano semplicemente creature malvagie, viziose, che avevano
perduto ogni vergogna, creature alle quali Allah, nella
sua collera, aveva trasformato il cuore in quello di un cane?
Questo era forse l'aspetto della vita nazzarena che lo turbava
maggiormente, ma pure era divertente camminare in
punta di piedi per i sentieri fino a quando non si scopriva
una coppia, e poi tossire forte quando si passava l accanto.
Quando arriv davanti all'ingresso dell'orto botanico,
svolt e prosegu per un poco ondeggiando lungo il sentiero,
fino a quando il terreno non si fece cos accidentato che
dovette scendere dalla bicicletta e continuare a piedi. Mentre
smontava echeggi in cielo un tuono assordante; ne avvert
il rimbombo sotto i piedi. Alz gli occhi, allarmato, e
vide una grande nuvola nera che si andava allargando in
cielo da sud e lo seguiva a mano a mano che avanzava; sembrava
un enorme pugno, quella nuvola, che si protendeva
lentamente nel cielo ancora limpido.
Sarebbe stato inutile raggiungere di nuovo la strada; la
pioggia poteva cominciare a scrosciare da un momento all'altro.
Gi se ne avvertiva il sentore nell'aria. Torn ad alzare
la testa. La strana nuvola si andava rigonfiando come
fumo. Pi avanti c'erano alcune serre, e, se non c'erano francesi
in giro, sarebbe andato a ripararsi in una di quelle. I
musulmani che potevano lavorare l dentro lo avrebbero
certo lasciato entrare; non c'era neppure da pensare che rifiutassero
riparo a una persona durante un temporale. Cerc
di accelerare, ma con la bicicletta era impossibile.
Finalmente raggiunse un'apertura nel filo spinato. Accanto,
c'era un cartello in arabo e in francese; probabilmente doveva
avvertire che era vietato l'ingresso l dentro. Ma che
cosa era peggio, si chiese; un uomo arrabbiato o gli spiriti
malvagi che aleggiavano nell'aria in quel momento? Non
aveva dubbi circa la risposta. C'era da perdere la ragione a
essere semplicemente sfiorati da uno degli spiriti del temporale
che affollavano l'aria in quel preciso istante. Quando
cominciarono a cadere le prime gocce, appoggi la bicicletta
a un albero e corse dritto alla porta della serra pi
vicina. Il battente non era chiuso. Entr; l'odore dolciastro
dei vegetali era fortissimo nell'aria pesante, e la luce incerta
che filtrava dai vetri sudici sembrava vecchia, come se
fosse l dentro da chiss quanti anni. Chiuse la porta e vi si
appoggi contro, guardandosi attorno. In lontananza, in
fondo al sentiero, vedeva la ruota della sua bicicletta che
spuntava da dietro un cespuglio. La guard fissamente. Sarebbe
stato terribile per lui se qualcuno si fosse preso la sua
bicicletta, ma quando la pioggia cominci a scrosciare con
tanta violenza da permettergli di vedere soltanto oltre i vetri
una specie di nebbia che si andava facendo sempre pi
scura, seppe che, qualunque cosa potesse accadere, lui non
sarebbe uscito di l in quel momento.
Nell'interno della serra faceva ormai scuro come se fosse
notte. Gli sembrava di sentire sulla nuca il fiato caldo delle
piante silenziose, e non riusciva a costringersi a muovere
la testa, o a girare semplicemente gli occhi in una direzione
o nell'altra. Il tuono rombava e la pioggia sferzava le
centinaia di lastre di vetro sopra il suo capo. Poco dopo l'acqua
cominci a gocciolare e a schizzare sul pavimento, nelle
tenebre, in un punto imprecisato alle sue spalle. Appoggi
la fronte al vetro e attese. Forse nella serra, quando era
entrato, c'era qualcuno nascosto fra le piante - un francese
armato di rivoltella. Forse gli teneva la rivoltella puntata
contro, forse da un momento all'altro avrebbe parlato, e
quando Amar si fosse voltato o avesse aperto la porta per
scappare, avrebbe sparato. La massima ambizione di ogni
francese in Marocco era quella di uccidere il maggior numero
possibile di musulmani. Ma un momento dopo pens
che Allah quel giorno sembrava proteggerlo con la Sua
benedizione particolare. Prima c'era stata la vittoria su Mohammed,
poi l'avventura a casa di Moulay Ali che era iniziata
sotto cattivi auspici ma era terminata bene, e ora i suoi
passi erano stati diretti verso l'orto botanico, in modo che
potesse trovar riparo dalla pioggia. Se avesse continuato a
pedalare dritto, sarebbe stato sorpreso dal temporale. Perch
doveva ora perdere la fede nella volont di Allah di continuare
ad accordargli i suoi favori almeno fino al termine
della giornata? Hamdoul'lah, mormor.
E un istante dopo la voce assordante della pioggia tacque;
aveva cessato di cadere, di botto, e ora si sentiva soltanto
il rumore sempre meno marcato delle gocce che cadevano
dagli alberi.
Senza neppure voltarsi, apr la porta e corse gi per il
sentiero. Era molto scuro, ma riusciva a distinguere dinanzi
a s le ruote della bicicletta. Spinse in fretta il veicolo fuori
dall'orto botanico e continu per la strada. Poi salt sulla
sella bagnata e si diresse trionfalmente verso la citt.
Era un piacere pedalare di sera sulla superficie liscia
delle strade. Le luci dei negozi sembravano pi brillanti del
solito perch si riflettevano sull'asfalto bagnato; i marciapiedi
erano affollati di francesi e di ebrei, per la maggior
parte giovani, che scherzavano fra loro quando si incontravano
e si incrociavano. Era l'ora in cui tutti coloro che
ne erano in grado uscivano a passeggiare su e gi per il Boulevard
Poeymirau, percorrendo solo pochi isolati fra l'Avenue
de France e il Caf de la Renaissance. Finalmente faceva
pi fresco nelle strade che non nelle case e negli appartamenti.
Amar sapeva che lo aspettava un conto enorme per il
noleggio della bicicletta, perch mentalmente aveva gi fatto
il calcolo delle ore, ma pure era restio a riportarla; solo
l'idea che il negozio potesse chiudere, costringendolo in
questo modo a pagare dodici ore extra per la notte, lo spinse
a voltare nella laterale dove il francese se ne stava seduto
a fumare davanti alla porta della sua bottega. Scese di
sella e spinse la bicicletta attraverso il marciapiede. L'uomo
lo guard sospettosamente, prese la bicicletta e cominci a
ispezionarla con la massima cura. Non trovando niente di
rotto o di mancante, la port dentro, e con un pezzo di gesso
calcol su una lavagna l'importo che Amar gli doveva.
Era ancora pi di quanto aveva immaginato. Si irrit tanto
a sentire quella cifra che non riusc pi a ricordare come
aveva fatto i suoi calcoli, e cos non fu in grado di scoprire
dov'era la differenza. Quell'uomo lo stava truffando,
era chiaro, ma valeva la pena pagare quel di pi per evitare
una discussione che avrebbe potuto portarlo soltanto al
commisariat de police. Era curioso di sapere se Mohammed
era tornato con l'altra bicicletta e, in caso affermativo, come
aveva pagato, ma, anche se avesse saputo parlare la lingua
dell'uomo, avrebbe giudicato pi saggio tacere. Sciolse
il fazzoletto, cont il denaro e lo consegn; l'uomo lo fissava
con una smorfia irritante, nascosta solo in parte dalla
nuvola di fumo della sigaretta incollata a un angolo della
bocca. Solo quando fu uscito dal negozio e gi stava camminando
sotto gli alberi si accorse che il cuore gli batteva
in fretta, e da questo cap quanto aveva desiderato picchiare
il francese. Sorrise fra s: aveva evitato almeno questo
trabocchetto. La Ville Nouvelle era tutta una successione di
trabocchetti del genere. Se se ne evitava uno, c'era sempre
la probabilit di cadere in un altro. Non per niente il pi alto
e il pi imponente edificio del Boulevard Poeymirau era
il commissariato di polizia; non per niente, tutto intorno all'isolato,
c'era sempre una lunga fila di jeep e di autoradio.
Ecco perch era meglio non venire l. Nella Medina, se si
badava ai fatti propri, ci si poteva considerare relativamente
al sicuro, ma l, qualunque cosa si facesse, si veniva
magari a sapere improvvisamente che era vietata, il che significava
che si spariva per un mese o due e che durante
questo tempo bisognava lavorare alle strade o a una cava di
pietra. E se per caso ci capitava una volta, era ancora pi
facile che capitasse una seconda; un precedente rappresentava
sempre un grave capo di accusa.
La pi vicina fermata dell'autobus era all'angolo di fronte
al commissariato di polizia. Mentre aspettava in fila, not
con interesse l'insolita attivit davanti all'ingresso principale.
C'era un grande andirivieni di uomini in divisa o in
borghese. Mancava invece il solito gruppo di giovani arabi
che normalmente si piazzava davanti alla porta: informatori
di secondo ordine (cio non politici), fattorini, individui
che si erano specializzati nel procurare ai francesi sigarette
e altri articoli provenienti dal mercato nero. Chiss
che cosa era successo a quella gente.
Quando finalmente l'autobus arriv, si piazz sulla
piattaforma posteriore. La fermata seguente era all'angolo
dell'Avenue de France e del Boulevard du Quatrime Tirailleurs.
Da l si potevano gi vedere alcune delle luci della
Medina, in fondo alla valle. Guard la gente che si affollava
nell'autobus: un berbero dal turbante color zafferano
che si comportava come se non avesse mai visto un autobus
prima di allora, una grassissima ebrea con due ragazzine,
che parlavano non tanto arabo quanto spagnolo (i pi
boriosi abitanti della Mellah parlavano in questa lingua arcaica,
che i musulmani disprezzavano e consideravano
quasi sediziosa), una donna araba in haik, nella quale Amar
credette di riconoscere una prostituta del quartier rserv,
e alcuni poliziotti francesi, due dei quali dovevano tenersi
stretti al corrimano esterno perch non riuscivano a spingersi
pi avanti. Credeva che il veicolo continuasse dritto
per la strada di Taza e discendesse la collina; invece svolt
a sinistra e imbocc il Boulevard Moulay Youssef. Ah,khai,
ma dove va questo autobus? chiese a un operaio sporco di
calcina, che se ne stava in piedi, mezzo appoggiato contro
di lui. "Alla Mellah, rispose l'uomo. "Ma l'ultimo  andato
alla Mellah, protest Amar. Questo dovrebbe andare a
Bab Fteuh. L'uomo volt la testa prima da una parte e poi
dall'altra. Amar vide per un momento il suo viso alla luce
di un lampione che stavano superando; avrebbe detto che
su quel viso c'era un'espressione di terrore. Skout, mormor,
pianissimo, l'operaio. "Non ci sono pi autobus che
vanno a Bab Fteuh. Non parlare.

 Capitolo V.

Amar esit. Se quello che l'uomo diceva era esatto, sarebbe
stato inutile scendere e aspettare all'angolo l'autobus
giusto. Sarebbe stato pi svelto arrivare fino alla Place du
Commerce, fuori dalla Mellah, prendere un autobus che andava
a Bou Jeloud e poi continuare a piedi fino a Bab Fteuh;
c'era anche da tenere presente che la strada di Taza era fuori
dalle mura, nelle tenebre della campagna. Non era un tipo
di passeggiata che lo attirava particolarmente; c'erano
troppi alberi e troppi canali lungo il tragitto, posti dove
c'erano moltissimi spiriti maligni, djenoun e affari, per tacere
dei banditi musulmani e della polizia francese. Meglio
continuare da quella parte, anche se poi avrebbe dovuto attraversare
a piedi la Medina.
Prima che l'autobus entrasse rombando in Place du
Commerce si rese conto che laggi stava succedendo qualcosa
di straordinario. Da principio non avrebbe saputo dire
con precisione di che si trattava; c'era molta luce, ma era
una luce costantemente mutevole e in movimento, di modo
che alberi ed edifici sembravano ondeggiare di continuo.
E il rumore era ambiguo, giganteschi cigoli raschianti che
sembravano piovere nella piazza dai balconi, ondate successive
di suoni senza significato, ronzanti, che si ripercuotevano
fra i muri. Quando l'autobus avanz nello spiazzo
affollatissimo, il rumore si spost, e allora si rese conto
che c'erano altri punti focali di chiasso selvaggio; ogni altoparlante
emetteva rumori diversi, e il meccanismo era tale
che i rumori avevano cessato da lungo tempo di essere
quali erano stati progettati in origine. Di fronte al Cin
Apollon, una samba sarebbe potuta essere facilmente scambiata
per una cascata di frammenti di ferro che precipitava
da grande altezza su un pavimento di metallo. Nell'angolo
fra i gabinetti pubblici e il sottocommissariato di polizia,
la voce di un giovane intento a descrivere un servizio
di porcellana che poteva essere vinto alla lotteria ricordava
un espresso che passava su un cavalcavia. E il giovane doveva
rendersene conto perch ogni tanto limitava il suo
messaggio alla semplice e rapida ripetizione di una sola parola:
tombola. Una baracca per dolciumi il cui grammofono
suonava musica egiziana sembrava una piazzola per
l'addestramento alla mitragliatrice, e un bar di bevande
analcoliche, il cui proprietario aveva scelto una serie di dischi
di Salim Hilali, emetteva dei suoni che sarebbero sembrati
insoliti persino in un mattatoio particolarmente brutale.
Era una fechta, una fiera viaggiante, ogni baracca della quale
sfoggiava grammofoni e altoparlanti suoi, e alcuni avevano
persino la fortuna di essere dotati di microfoni. La fiera
veniva dall'Algeria, dove le attrezzature erano state comperate
di seconda mano, perch gli acquirenti avevano pensato
giustamente che il poco smaliziato pubblico del Marocco
e delle citt di confine del deserto algerino, dove dovevano
recarsi, non avrebbe protestato se la vernice era
scrostata, il metallo rugginoso, le pareti di legno rattoppate.
L'importante era che il rumore fosse assordante, la luce
sfarzosa. E su ci non si poteva negare che avevano avuto
successo; per quel che riguardava la luce, l'impresario era
riuscito a renderla persino pi che sfarzosa. Aveva fatto in
modo che le lampadine ammassate sul fronte delle baracche
o appese ai rami degli alberi si accendessero e si spegnessero
di continuo, lentamente, regolarmente, a grandi
gruppi che funzionavano indipendentemente gli uni dagli
altri; lo scopo dichiarato era quello di ingenerare prima un
senso di vertigine, poi di euforia.
Amar scese dall'autobus, consegn il biglietto al controllore
e rimase immobile un momento, per abituarsi a
quel caos. Poi, gi un poco esaltato, mosse verso un baraccone
dove alcuni giovani stavano picchiando su un palo con
un enorme martello. A ogni colpo una linea rossa verticale
si alzava fino a un'altezza corrispondente alla forza impressa
al martello, e un individuo robusto, dai denti candidi,
rimetteva la linea a zero gridando con entusiasmo: Magnifique!"
o Allons messieurs! Voyons, on est des enfants?.
Amar raggiunse un punto dove una grande folla si era
raccolta attorno a due legionari che sparavano a una lunga
processione di anatre di cartone bianco che sfilava a scatti
sullo sfondo di un panorama di palme e di minareti. Il baraccone
era al centro del fuoco incrociato di due altoparlanti
egualmente assordanti. Punt dritto sulla lotteria; il
microfono stretto in mano, il giovane stava gridando:
...bolatombolatombolatombolatombola...". Fra gli spettatori, riconobbe
un ragazzo del suo quartiere. Si scambiarono un
sorriso; non avrebbero potuto far altro, date le circostanze.
Pi avanti, su un palco, un uomo dall'aspetto scimmiesco,
con una barba di due giorni, che indossava un abito di seta
rossa e aveva ai lobi due enormi orecchini, teneva le mani
strette dietro la testa e accennava i movimenti di una danse
du ventre. Seduta alla sua destra, gli occhi fissi sopra le teste
della folla verso le invisibili montagne a est, una ragazza
in kepi e uniforme da Spahi, suonava in maniera monotona
un tamburo. Alla sua sinistra, una donna di mezza et,
che quando sorrideva al pubblico esibiva due file complete
di denti d'oro, strillava nel microfono con voce stridula: Entrez,
messieurs-dames! Le spectacle va commencer!.
Anche l'amico si era spostato l, e ora stava accanto ad
Amar. Hada el bourdel, grid, e Amar annu energicamente.
Il palco era stato eretto all'ingresso di quello che aveva
tutta l'aria di essere un elegante bordello itinerante, e poco
dopo rimase sbalordito quando vide, fra coloro che acquistavano
il biglietto d'ingresso, alcune donne ebree.
Continu dritto, fino a una specie di baracca davanti alla
quale tre bambole meccaniche piroettavano su un alto
piedistallo. Le bambole avevano la statura di ragazzine e indossavano
abiti veri. Per Amar c'era qualcosa di indefinibilmente
osceno nell'idea di mettere cuoio, cotone e lana
addosso a quegli oggetti piroettanti; era una cosa che offendeva
il suo senso del decoro. Rimase a osservare quei
movimenti spasmodici, incerto fra la ripugnanza e
l'indignazione. Uno dei pupazzi suonava il violino e continuava
ad aprire e a chiudere la bocca. Il secondo batteva, senza
rumore alcuno, due minuscoli piatti e ruotava da una parte
e dall'altra la testa sul collo lunghissimo. Il terzo faceva
ondeggiare avanti e indietro le anche mentre allungava e
accorciava una fisarmonica in miniatura. La luce radente
rendeva pi plausibili i loro movimenti incerti, e nello stesso
tempo metteva quei pupazzi fuori dalla realt, li rendeva,
in un certo senso, gli abitanti di un altro mondo assolutamente
possibile, un mondo spietato dove il silenzio era
quell'assordante inferno di rumori e dove mezzogiorno e
mezzanotte scintillavano dello stesso riflesso abbagliante,
senza ombre. Le Muse des Marionettes!" gridava un ragazzo
arabo alla porta. Dix francs, messieurs! Dix francs,
mesdames! Juj d'rial! Juj d'rial! Juj d'rial!
Dopo aver dibattuto a lungo fra s sulla possibilit di
essere notato l dentro, dato che la maggior parte di coloro
che entravano e uscivano erano gente della campagna e
berberi, giunse alla conclusione che non sarebbe stata una
vergogna per lui comperare un biglietto e andare a dare
un'occhiata. Il museo consisteva in un corridoio a forma di
U, con una fila di bacheche di vetro lungo la parete interna.
Sotto la luce abbagliante, molte donne musulmane che
lo affollavano avevano raggiunto uno stadio di allegro isterismo.
Non gli riusciva di immaginare perch trovassero cos
esilarante quello spettacolo, che a lui appariva solo stentatamente
divertente. Erano tutte scene crudelmente caricaturate
della vita musulmana: un maestro che, la verga in
mano, badava a una classe di ragazzini, un fellah che arava,
un ubriaco che veniva espulso da un bar. (Questo gli parve
un volgare insulto alla sua gente.) Le scene che divertivano
tanto le donne fino a lasciarle quasi ipnotizzate erano
quelle dove figuravano donne musulmane. Una era un
dramma domestico, nel quale la moglie se ne stava seduta
con uno specchio in una mano e una frusta nell'altra, mentre
il marito, in ginocchio, puliva il pavimento. La donna
muoveva la testa, avanti e indietro, sollevava lo specchio e
vi si guardava dentro, poi si voltava verso l'uomo e gli allungava
un colpo di frusta. In quel momento, invariabilmente,
dai bianchi fagotti che facevano ressa avanti alla vetrina,
si levava uno scroscio di risa. L'altra scena rappresentava
l'interno di un autobus, dove un uomo sedeva accanto
a una donna in djellaba. Qui lei abbassava un poco il
velo, scoprendo una faccia spaventosa, ma tornava a sollevarlo
nel momento in cui la testa dell'uomo si girava verso
di lei. Era un gioco meno complicato dell'altro, ma ugualmente
inadatto a divertire tanto il pubblico femminile.
Amar rimase un poco a guardarlo e pens: Ecco come i nazzareni
corrompono le nostre donne, insegnando loro come
si comportano le prostitute. Avrebbe avuto voglia di dirlo
ad alta voce, ma la prospettiva che tante donne si voltassero
a guardarlo lo intimidiva, e torn in strada, atteggiando
il viso a una profonda espressione di disgusto.
...latombolatombo... strillava il giovane della lotteria.
Ora teneva in mano una sveglia, ora una bambola grande e
grassa, vestita di rosa, che, Amar not con interesse, apriva
e chiudeva gli occhi quando veniva piegata avanti e indietro.
Come gli occhi di una mucca, pens, e si chiese come
funzionavano, anche se non gli andava l'idea di potersi
interessare a sciocchezze cos puerili. I musulmani, ne era
sicuro, avrebbero proibito le cose del genere, una volta che
fossero arrivati al potere. Che diritto avevano i francesi di
credere che assurdit simili divertissero i marocchini? Il
fatto che divertissero loro non era neppure da prendere in
considerazione; avrebbero dovuto cambiare. Gli sembrava
di immaginare i francesi che venivano l dalla Ville Nouvelle
non per visitare la fiera, ma per divertirsi a guardare i musulmani
che la visitavano.  colpa mia, aveva detto Mohammed
Lalami, se gli abitanti del Marocco sono asini?
Aveva avuto perfettamente ragione su questo punto.
Si trov spinto dalle spalle verso il lungo banco dove venivano
esposti i premi. C'erano file scintillanti di utensili da
cucina in alluminio, tovaglie e scialli, ombrelli appesi per il
manico, penne stilografiche disposte in modo da tracciare
disegni su cartoni colorati, lampade da tavolo con lampadine
rosse che si accendevano e si spegnevano al ritmo delle
altre luci, e persino piccole radio che, come il giovane annunciava
di tanto in tanto, sarebbero state assegnate come
premio speciale a chi fosse riuscito a scegliere tre numeri
vincenti di fila. Questo particolare and perduto per Amar,
il quale stava pensando che sarebbe stato meraviglioso per
un uomo avere una radio nella propria camera. Fino ad allora
le aveva viste soltanto nei caff. "Con trenta franchi,
stava gridando il giovane, "potete vincere questo meraviglioso
apparecchio. Amar afferr la frase, e, a rischio di
farsi deridere dagli spettatori (perch nessuno sapeva con
precisione che cosa succedeva nel mondo dei nazzareni), si
fece strada fino al banco e tese i suoi trenta franchi. Naturalmente,
si sbagliava; se ne accorse subito dall'espressione
del viso del giovane. "Un numero alla volta, grid alla
folla, come se tutti avessero commesso lo stesso errore.
Dieci franchi soltanto! Prese una moneta dalla mano di
Amar. "Messieurs-dames, questa volta faremo come a Monte
Carlo. I giocatori si sceglieranno i loro numeri. Cinque
giocatori soltanto. Un altro? Qualcuno, all'estremit opposta
del banco, alz la mano, e la ragazza che lavorava da
quella parte ritir la sua moneta. Les numros! I giocatori
fecero la loro scelta.
Il solo numero che Amar fosse sicuro di pronunciare
correttamente era dix. Lo disse con chiarezza; il giovane
parve soddisfatto, si volt e fece girare la ruota fissata alla
parete, avvicinando il microfono in modo che ritrasmettesse
i suoni tintinnanti provocati dalle strisce di metallo a
mano a mano che urtavano contro i chiodi che contrassegnavano
i numeri. Il tintinnio si fece pi lento, la ruota si
ferm e Amar not con pi terrore che soddisfazione che
l'indicatore si era arrestato, senza possibilit di dubbi, sul
sottile spicchio giallo del disco che recava il numero dieci.
Numro dix, grid il giovane, senza emozione. La ragazza
all'altra estremit del banco allung un braccio con gesto
noncurante, prese un oggetto dallara strana e lo butt
all'annunciatore. I cristiani, gli ebrei e, senza dubbio, alcuni
dei musulmani che guardavano riconobbero in quel pupazzo
di pezza una caricatura del marinaio francese. Aveva
una pancia enorme e un viso spaventoso, ma uniforme
e berretto corrispondevano, pi o meno, alla realt. Il
giovane lo sollev perch tutti potessero ammirarlo, poi lo pass
ad Amar.
Per Amar fu una piccola crisi: non voleva accettare quella
roba, ma sapeva di non potersi esimere dal prenderla. Se
l'avesse rifiutata, tutti i presenti sarebbero scoppiati a ridere,
e i pi accaniti e i pi offensivi sarebbero stati i musulmani.
Allung una mano, prese il pupazzo per il collo e,
senza badare alle domande del giovane che gli chiedeva se
voleva o meno scegliere un altro numero, si fece strada fra
la folla fino a quando non ne ebbe raggiunto le ultime file.
Si ferm per un momento in un punto relativamente deserto,
davanti alla porta della scuola. Ora il problema consisteva
nel trovare un pezzo di carta dove avvolgere il premio;
non se la sentiva di camminare per le strade portandolo
in modo che tutti lo vedessero. Certo, concluse, valeva
la pena di comperare un giornale; sarebbe stato quello il
sistema pi spiccio per nasconderlo.
Di solito c'erano due o tre strilloni all'altra estremit
della place, di fronte al grande caff dove gli autisti degli
autobus scendevano a bere in fretta una tazza di caff o un
bicchiere di vino. Mentre si dirigeva l, sotto gli alberi, le
luci e gli altoparlanti si spensero improvvisamente. Per
qualche secondo tutto fu silenzio e tenebre, come se un soffio
gigantesco avesse contemporaneamente spento le lampadine
e spazzato via ogni cosa. Poi da ogni parte si lev
un rumore assordante, il rumore che fanno migliaia di persone
quando dicono Aaah! assieme. E, quando quel rumore
si plac, tutto era diverso da quello che era stato un
minuto prima; era come essere in un'altra citt. Amar si
accorse allora che il buio non era completo. In alto, oltre
le foglie degli alberi, brillavano le stelle, e qua e l, in un
angolo della piazza, alcuni baracconi di generi alimentari
erano illuminati dalla fiamma ondeggiante di una lampada
a carburo. Quando raggiunse il marciapiede opposto, si
ferm, tendendo l'orecchio per cogliere, al disopra del
mormorio, la voce acuta dello strillone che gridava: Laa
Viigiiie!" ma non ud nulla. Nella brezza che gli soffiava in
faccia avvertiva il sentore pesante della terra umida e il fumo
dell'olio che friggeva in diecimila cucine dietro le mura
della vicina Mellah. E, improvvisamente, si accorse di
avere una fame terribile. Decise di tornare a casa, prendendo
il primo autobus che partiva per Bab Bou Jeloud. E
non voleva rientrare troppo tardi, in ogni modo, perch, in
caso contrario, avrebbero sospettato che non era andato a
lavorare.
Si ferm ancora una volta sulla piattaforma posteriore,
mentre l'autobus correva attraverso la scura Mellah. C'erano
ancora luci che si riflettevano sulla Fez Djedid, forse perch
i proprietari dei caff e dei negozi avevano avuto tempo
di procurarsi candele, lampade a olio e barattoli pieni di
carburo. Molti legionari scesero a Bab Dekakne, per passare
la sera nel quartier rserv di Moulay Abdallah.
Quando l'autobus arriv a Bou Jeloud, aspett che tutti
fossero scesi prima di avventurarsi nello scompartimento
fiocamente illuminato. E, su un sedile, c'era quello che
stava cercando: un giornale. Si affrett a impossessarsene,
prima che il conducente lo vedesse. Stava ancora avvolgendo
nella carta la bambola quando si avventur sotto il
grande arco del cancello. Sbucava dall'altra parte quando
ebbe la spiacevole sorpresa di andare quasi a urtare contro
un individuo che gli si era parato di fronte, un braccio alzato
per ordinargli di fermarsi. Riconobbe un mokhazni in
divisa.
Che cos'? Il mokhazni strapp il pacco di mano ad
Amar e ne stracci la carta. La bambola gli si ripieg sul
braccio; la sollev e concentr su di essa il fascio luminoso
di una lampada tascabile. Poi la scosse e la schiacci sistematicamente
fra le dita, dalla testa ai piedi. Alla fine, con
un grugnito, torn a buttarla ad Amar che, brancicando nelle
tenebre, la lasci cadere. Cirf halak, brontol il mokhazni,
come se fosse stato Amar a importunarlo. Fila
adesso. E torn nell'ombra dove era stato in agguato.
Figlio di un cane," disse Amar, fra i denti, ma cos adagio,
lo sapeva, che le sue parole furono soffocate dal suono
delle voci dei passanti. Aveva saputo di altri che, negli ultimi
tempi, avevano dovuto sottostare a esperienze del genere,
ma il mondo dove si muoveva era cos circoscritto, anche
geograficamente, che non aveva avuto ancora modo di
sperimentare il nuovo sistema di vigilanza di recente instaurazione.
Tenendo il pupazzo per i piedi, svolt a sinistra
nei souks coperti del Tala el Kebira, e badava tanto a
variare la litania di bestemmie che stava brontolando sottovoce
da non accorgersi subito che qualcuno gli camminava
accanto. Improvvisamente gir la testa e alla luce incerta
che filtrava da uno spaccio di carne vide il fratello
maggiore di Mokhtar Benani, un ragazzo con il quale aveva
spesso giocato al calcio.
Ah, sidi, labs? Chkhbarek?" disse, imbarazzato, sperando,
in primo luogo, che il ragazzo non avesse sentito le
sue imprecazioni e, poi, che non abbassasse gli occhi e vedesse
l'assurdo oggetto che stava portando. Contemporaneamente,
il suo intuito gli disse che c'era qualcosa di strano,
non tanto nella forma del saluto quanto nel fatto in s.
Non c'era ragione per cui il maggiore dei Benani, di cui non
conosceva neppure il nome, indugiasse in quel momento
nel Tala el Kebira per parlare con Amar. Fino a quel giorno
non si erano mai rivolti la parola; qualche volta il ragazzo
era venuto a prendere al campo di calcio il fratello
minore, suscitando discussioni, durante le quali, Amar lo
ricordava perfettamente, lui non aveva mai perduto la pazienza
o alzato la voce. Ora che la risentiva, quella voce lo
lasci stupito. Aveva un timbro sonoro, melodioso che la
rendeva diversa da tutte le altre voci, e la sua melodiosit
era sottolineata dal fatto che faceva spesso ricorso nelle sue
frasi a parole egiziane e pronunciava perfettamente il qaf.
Ed era un particolare, questo, che Amar considerava notevolissimo,
perch, come la grande maggioranza dei Fassi,
lui non era in grado di pronunciare questa lettera.
Amar non era n analitico n loquace, ma in genere sapeva
sempre perch adottava una particolare linea di condotta.
Se gli avessero chiesto in quel momento perch non
rispondeva con un semplice Lah imsik bekhir per continuare
poi per la sua strada, avrebbe spiegato che la voce di
Benani era qualcosa di meraviglioso, che era un piacere
ascoltarla. Da parte sua, Benani sembrava nebulosamente
conscio di ci, perch pareva disposto a parlare; continuava
a informarsi con discrezione sulla salute di Amar e su
quella della sua famiglia, sul suo lavoro e sul suo umore in
generale. "E sulle condizioni del mondo, ci tenne a precisare
pi di una volta. Amar capiva che alludeva alla situazione
politica del Marocco, ma non aveva intenzione di
dichiararsi su questo punto, n, immaginava, il suo interlocutore
si aspettava che si dichiarasse.
Dove stai andando? chiese alla fine Benani, cambiando
posizione e fissando la mano che Amar si sforzava di nascondere
dietro la schiena.
A casa." Anche Amar si spost un poco, cercando di fare
in modo che il fantoccio restasse nelle tenebre.
Perch non vieni a mangiare con noi? Ho un appuntamento
con alcuni drari nella Nejjarine, e poi andiamo a
mangiare assieme da qualche parte.
Amar ignor per un momento la domanda. E Mokhtar?
chiese Dov' Mokhtar? Ci sar anche lui?
Benani atteggi le labbra a una smorfia di disprezzo prima
di dire: No, non ci sar. Deve studiare. Sono tutti drari
pi anziani.
Sta cercando di lusingarmi, decise Amar. Sa che ho la
stessa et di Mokhtar. Ma era curioso di sapere perch, e
non si mosse.
Devo andare a casa, disse. Sapeva che, se i suoi sospetti
erano esatti, sarebbero cominciati in quel momento
gli adescamenti, le strette al braccio, gli strattoni amichevoli
alle maniche e ai risvolti.
Non si sbagliava. Tutto questo avvenne puntualmente,
e poco dopo si trov a camminare con lui per interminabili
strade scure, in discesa, e ora era pi convinto che mai
che Benani voleva da lui qualcosa di preciso.

 Capitolo VI.

Il caff era come tanti altri caff della Medina: nudo e
scomodo, con tavoli che traballavano sulle gambe ineguali
e sedie che minacciavano di crollare sotto il peso di chi si
metteva a sedere. L'intonaco della parete, passato alla meno
peggio, era rosa e azzurro, per dare l'idea del marmo; in
pi di un punto si era gonfiato ed era caduto, in modo da
mostrare l'impasto di fango del muro esterno.
Erano in sei. Avevano portato pane e olive, e ordinarono
agnello allo spiedo. Da principio sedettero a un tavolo
vicino allo sgabuzzino del qaouaji's, dove il fuoco di carbone
faceva piovere loro addosso ogni tanto nuvole di scintille.
Quando arrivarono i cosciotti di qotbanne, si trasferirono
in blocco in una stanzetta sul retro dove non c'erano n
tavoli n sedie - solo uno strato di imbottitura sul pavimento
e un'altra striscia intorno alle pareti. Riempivano
esattamente il locale, sedendo a due per lato, con un giornale
steso al centro.
Il seccante problema del pupazzo di marinaio era stato
sistemato quando Amar e Benani erano ancora soli. Il misericordioso
Allah aveva voluto che, a mezza collina, Benani
si fermasse a un gabinetto; Amar aveva colto l'occasione
per scaraventare il pupazzo nella ragnatela di travi
del soffitto di una casa, dove era riuscito a farlo incastrare.
Benani aveva notato che portava qualcosa, lo sapeva, perch,
quando usc dal gabinetto, lo sorprese a guardare ancora
verso la mano che teneva dietro la schiena. Ma ormai
Benani poteva immaginare quello che voleva; non importava
pi.
Gli altri erano tutti pi anziani di Amar perch dovevano
essere sui diciassette anni e oltre. Ma fin da principio si
erano mostrati cortesi con lui e avevano fatto evidentemente
di tutto per metterlo a suo agio - tentativo che non era
stato coronato da un pieno successo, perch lui non poteva
fare a meno di sentirsi fuori posto in mezzo a loro, anche se
le loro attenzioni lo lusingavano e lo insospettivano a un
tempo. Benani, che gli sedeva accanto, continuava a scherzare
con lui; sembrava che per quella sera si fosse assunto
il ruolo di grande protettore di Amar. Se Amar faceva un'osservazione
che gli altri sembravano non condividere, si rivolgeva
ad Amar perch si esprimesse in maniera pi esplicita,
oppure spiegava ai suoi compagni quello che lui aveva
detto. Disgraziatamente la cosa sembrava ripetersi con sempre
maggior frequenza; anche se tutti capivano e parlavano
lo stesso dialetto e facevano ricorso agli stessi simboli di paragone,
era come se venissero da paesi diversi.
La diversit era data soprattutto dai luoghi invisibili
verso i quali i loro rispettivi cuori tendevano. Essi sognavano
il Cairo, con il suo governo autonomo, il suo esercito,
i suoi giornali e i suoi cinema, mentre lui, pur guardando
nella stessa direzione, sognava qualcosa che stava oltre il
Cairo, oltre Bhar el Hamar: La Mecca. Essi pensavano in
termini di rivendicazioni, di censura, di petizioni e di riforme;
lui, come ogni buon musulmano che conosce soltanto
i princpi della sua religione, in termini di destino e
di giustizia divina. Se veniva pronunciata la parola "indipendenza,
essi vedevano plotoni di soldati musulmani che
marciavano per le strade dove tutti i cartelli erano scritti in
arabo, vedevano stabilimenti e centrali sorgere dai campi,
vedevano cieli fiammeggianti, ali di angeli vendicatori, una
distruzione totale. A poco a poco Benani si rese conto di
questa enorme disparit di vedute e cominci a disperare.
Ma il suo compito per quella sera non consisteva nel riconciliare
due punti di vista, era qualcosa di completamente diverso.
Sapeva che gli altri lo stavano guardando
male perch li aveva fatti trovare con quell'ignorante, con
quella antiquata ombra del mondo di ieri; pensavano che
avrebbe dovuto badare lui a un tipo del genere. Ma era
convinto di avere il dovere di condurre quella riunione come
meglio credeva.
Yak, Abdelkader! chiam. Portaci una Coca-Cola.
Il qaouaji arriv con una bottiglia.
 fresca? domand Benani.
Oh,  freschissima! lo inform il qaouaji. Benani prese
la bottiglia e la pass per primo ad Amar.
Bevine un poco. E, mentre Amar si portava la bottiglia
alle labbra, Benani disse, con tono distratto: Hai giocato
al calcio in questi ultimi tempi?. Amar trangugi un
sorso e rispose di no. Sei stato a nuotare?" insistette
Benani. Oggi, disse Amar, restituendogli la bottiglia. C'era
molta gente a Sidi Harazem? volle sapere Benani. Amar rispose
che non era stato l. Decise di mettersi a sedere il pi
comodamente possibile e di divertirsi. Gli altri, che se ne
stavano in silenzio e li osservavano attentamente, avevano
ormai rinunciato a partecipare alla conversazione. Lui si
sarebbe limitato a rispondere a ci che Benani gli domandava,
e lo avrebbe confuso dicendogli la verit. Nulla sarebbe
potuto essere pi ingannevole, perch sempre alla verit
si aggiungeva giudiziosamente qualche affermazione
falsa, e il gioco consisteva nel distinguere luna dall'altra.
Era un assioma che non bisognava credere a una buona percentuale
di quello che ognuno diceva. Se tutto invece fosse
corrisposto al vero, si disse Amar, Benani sarebbe venuto a
trovarsi di necessit in una posizione di svantaggio, perch
sarebbe stato costretto a dubitare almeno di qualcosa.
Come aveva previsto, la conversazione distratta si trasform,
a poco a poco, in un interrogatorio vero e proprio,
mentre Benani perdeva prima il suo atteggiamento
di distaccato equilibrio e poi, almeno in parte, la calma.
"Ah! Allora sei andato ad Ain Malqa. Capisco.
S.
"Poi sei tornato.
Amar lo guard, sorpreso. S.
Eri appena tornato quando ti ho incontrato?
"No. Venivo dalla fetcha.
"Si apre solo alle otto, quella," disse Benani, in tono accusatore.
"Non lo so. Non ci sono rimasto molto.
Devi esserti fermato fino a tardi ad Ain Malqa.
"Non molto. Il sole era al culmine quando me ne sono
andato.
Benani bevve un sorso di Coca-Cola e pass la bottiglia
al ragazzo alla sua destra. Poi fischiett per un momento,
come se quel piccolo interludio potesse dare alla scena una
parvenza di naturalezza.
"Devi esserti fermato a dormire nel ritorno, disse poi.
Amar rise. "No. Stavo cercando un posto, ma non l'ho
trovato. Per errore, sono finito nel podere di un tale.
"Ah! Piuttosto pericoloso. I francesi hanno il grilletto facile
in questi giorni.
Se avesse mentito, fingendo di non aver visto nessuno,
si sarebbero convinti che aveva capito pi di quello che in
realt aveva capito. L'essenziale era di non dare l'idea di
aver notato qualcosa di insolito in Moulay Ali.
"Non era un podere francese. Era di un musulmano.
"Un musulmano, ripet Benani, incredulo, Sulla strada
di Ain Malqa?
Un musulmano con una motocicletta. Moulay Tal-dei-
Tali. Un poco calvo. E cammina come un gufo.
Uno dei ragazzi rise brevemente. Benani socchiuse gli
occhi, con aria annoiata, ma non gir la testa. Poi abbass
le palpebre, quasi cercasse di ricordarsi quell'uomo.
Moulay Tal-dei-Tali, ripet Amar.
Benani scosse il capo. Non lo conosco, disse, incerto.
"Abita in una vecchia casa.
Con la famiglia?
Non lo so.
Ci sei entrato?
Oh, s. Mi ha invitato lui... Senti, disse a un tratto
Amar, "se vuoi sapere chi c'era e che cosa facevano, perch
non vai a chiederglielo?
Chi? Io? esclam Benani. "Non lo conosco. Perch dovrei
conoscerlo?"
Khlass! disse Amar, sorridendo, tollerante. Lo conosci
meglio di me. Poi, arrischiando ancora di pi, continu:
"E lo hai visto stasera.
Parve che gli altri si irrigidissero un poco. Amar si sentiva
soddisfattissimo. Decise di cercare di mettere un poco
d'ordine nel disordine di quella conversazione.
Non posso dirti niente del tuo amico perch non lo conosco.
Ma non  di lui che vuoi sapere, in ogni modo.  di
me. Zduq, fammi altre domande.
"Non arrabbiarti, disse Benani. Amar rise. "Siamo tutti
amici. Che importa in quale propriet sei entrato? Non
era francese e non ti ha sparato. Ecco l'importante.
Era come se Amar non avesse detto niente; cap che non
sarebbero stati sinceri con lui, e si chiese se gli sarebbe stato
utile continuare a essere sincero con loro, o se avrebbe
fatto meglio a smetterla e adeguarsi al loro gioco. Decise di
insistere ancora per un poco.
Da principio ho pensato che mi avevi avvicinato perch
avevi sentito quello che dicevo nel Tala, quando parlavo
da solo."
Sarebbe stata questa una ragione sufficiente? domand
Benani.
Allora non mi ha sentito, pens Amar, soddisfatto di aver
scoperto la verit su questo punto. Pu darsi, rispose.
Enta hmuq bzef, esclam Benani, evidentemente disgustato.
Sei pazzo. Uno degli altri ragazzi stava bisbigliando
qualcosa all'orecchio del suo vicino. Costui, che
aveva il viso tutto punteggiato di foruncoli rossi, parl bruscamente.
Da principio hai pensato questo, come dici. Ma
che cosa pensi adesso? Benani lo guard, irritato; Amar
avanz l'ipotesi che lo facesse perch non aveva rivolto lui
una domanda del genere. Diede un'occhiata al caff. Il locale
era vuoto. Il qaouaji aveva chiuso la porta e dormiva
davanti a essa. Guard i visi dei cinque ragazzi pi anziani
e non not il minimo segno di amicizia.
El hassil, disse, lentamente. "Non so che cosa pensare.
Ormai non poteva pi continuare a essere sincero; non
era neppure il caso di parlarne, perch vedeva con la massima
chiarezza che Moulay Ali mirava soprattutto a sapere
che cosa aveva sentito nella casa della propriet, quanto
aveva capito, che cosa aveva dedotto, se sarebbe stato capace
di tenere la lingua a freno.
Non aveva rivelato molto, pens, ma forse avrebbe fatto
meglio a non dire niente del tutto. Si guard le mani, vide
l'anello che il vasaio gli aveva dato e ricord i suoi ammonimenti.
Era possibile che uno di quegli stessi drari che
sedevano l con lui avesse pugnalato o ucciso a rivoltellate
un assas o un mokhazni; non c'era modo di saperlo.
Tutti lo stavano fissando, con aria interrogativa.
"El hassil, ripet. Non poteva continuare a rappresentare
la parte dell'ingenuo. Credo che vogliate sapere se il
mio cuore  con il vostro cuore.
Benani corrug la fronte, ma Amar cap che approvava
le sue parole.
"Ci interessa anche il tuo cervello, disse. " inutile avere
un cuore se non si ha un cervello in testa. Tu di cervello
non ne hai molto. Fino a oggi non importava. Ma
adesso... guard fissamente Amar, devi avere un cervello,capito?
Capiva perfettamente; Benani gli stava dicendo che, per
il semplice fatto di aver incontrato Moulay Ali, era ormai
chiamato in causa; sarebbe stato inutile fingere.
Il cervello ce l'ho, ma non la lingua, disse.
Benani scoppi in una breve risata. "Lo so, lo so. Tutti
dicono cos, ma dopo cinque minuti al commisariat hanno
una lingua lunga come da Bab Mahrouk a Bab Fteuh. Fino
a quando non arrivi al commisariat hai bisogno di un cervello.
Solo quando sei l ti accorgi del cuore che hai e sai
che cosa  pi importante per te: la tua pelle o la fiducia che
ha riposto in te il tuo sultano.
Benani lo guardava fissamente, forse per cogliere sul viso
di Amar l'effetto delle sue parole. Forse non era il momento
di ricordare ci che aveva detto Mohammed Lalami:
"Il sultano non torner mai e il partito non vuole che torni,
ma non poteva fare a meno di sentirlo dentro di s, assieme
a quello che Mohammed aveva detto subito dopo: 
forse colpa del partito se tutti gli abitanti del Marocco sono
asini?. Benani lo stava scambiando per uno di quegli
asini; gli stava dicendo, in sostanza, che doveva diventare
un asino anche lui. La menzogna doveva essere al centro
dell'intesa che poteva raggiungere con quella gente. Annu
lentamente, come se meditasse sulla profonda saggezza
dell'affermazione di Benani.
"Siamo amici, disse Benani, piegandosi a raccogliere
nel giornale i resti della cena, "ma tu devi dimostrare di sapere
come si fa a essere amici.
Una bella sfortuna, pens Amar. Non desiderava come
amici i tipi del genere. B'cif, disse, "certo." Li guard.
C'era quello con i foruncoli, che sembrava considerarsi il
braccio destro di Benani, un altro con la pelle gialla, malaticcia
e due grossi occhiali, un altro piuttosto grasso che
aveva l'aria di non aver mai fatto a piedi un tragitto pi lungo
di quello da Kissaria a Medersa Attarine, e un negro molto
alto, che gli sembrava di ricordare di aver visto alla piscina
municipale della Ville Nouvelle.
Benani si drizz, stringendo in mano il giornale ripiegato.
"Rhaddi noud el haraj men deba chouich, disse sentenziosamente.
"Questa volta non sar un semplice gioco,
ma la guerra. Amar sent un brivido corrergli gi per la
schiena. "Sai che cosa  successo? continu Benani, mentre
all'improvviso i suoi occhi si accendevano pericolosamente.
Questa notte cinquemila partigiani dormono davanti
a Bab Fteuh. Lo sapevi?"
Amar sent che il cuore gli batteva in fretta, e sbarr gli
occhi. "Che cosa? esclam.
Non  un segreto, disse Benani, cupo. Chiam il qaouaji,
che si alz in piedi, sonnecchioso, e si diresse verso di loro,
barcollando. Ce ne andiamo, lo avvert Benani. Il
qaouaji torn ciabattando alla porta, l'apr e diede un'occhiata
fuori. Poi chiuse di nuovo. Gli altri quattro si alzarono,
strinsero solennemente la mano ad Amar e a Benani e
raggiunsero la porta; il qaouaji li lasci uscire. Benani rimase
seduto al suo posto, fissando in silenzio la stuoia del
pavimento, e Amar, il quale non sapeva se la seduta era finita
o meno, lo imit, fino a quando l'altro, che aveva preso
la precauzione di aspettare per dare ai suoi compagni il tempo
di disperdersi, si alz.
Farai meglio a non uscire dalle mura domani, disse,
"o corri il rischio di non rivedere per molto tempo la tua famiglia.
Adesso ti accompagno a casa.
Amar protest cortesemente, anche se sapeva che la decisione
di Benani non era certo stata dettata da un sentimento
di sollecitudine per la sua salvezza.
Yallah," fece Benani, senza badargli. "Andiamo. Pag
il qaouaji, gli rivolse qualche parola, poi usc in strada con
Amar. Nella Medina i lampioni erano cos rari che dovettero
percorrere un bel tratto prima di poter dire se l'elettricit
mancava ancora o meno. Mancava ancora, ma Benani
aveva una torcia elettrica che adoperava di tanto in tanto. Il
vento era umido e il cielo ancora molto basso. Fino a quel
momento non avevano incontrato anima viva.
"Sta per piovere, disse Benani.
Gi.
"Ma  cosa che non pu durare. No certo, in questo periodo
dell'anno. Amar consider superflua l'osservazione.
Solo Allah poteva sapere se sarebbe piovuto e per quanto
tempo. Ma non disse nulla, e continu a camminare accanto
a Benani. Quando raggiunsero l'ingresso del suo vicolo,
Amar disse: Ecco il mio derb, e cominci a ringraziarlo
e ad augurargli la buona notte. A quanto pareva per
Benani voleva vedere con precisione dove Amar abitava.
"Ti accompagno fino a casa, disse. "Non  niente.
E poi dovrai tornare indietro.  un vicolo chiuso, lo
avvert Amar.
"Non fa niente.
Nemmeno quando Amar buss alla porta Benani si allontan.
Si appoggi al muro, dove chi apriva per lasciare
entrare Amar non poteva vederlo. Fu il padre di Amar
a chiedere: "Chkoun?" e, dopo essersi dato un gran daffare,
fra il tintinnio delle chiavi, ad aprire la porta, riparando
dal vento la candela con una mano. Scorgendo Amar e
avvertendo la presenza di qualcun altro, lev alta la candela,
sforzandosi di vedere qualcosa. "Dove sei stato? domand,
con voce querula. Chi c' con te? Amar non rispose.
Benani, convinto ormai, dalla sincerit della scena,
che quella casa non era un falso indirizzo e che il vecchio
era veramente il padre di Amar, scomparve nella notte, lasciando
che Amar se la sbrigasse da solo. Per una volta
tanto, il sollievo di Si Driss nel vedere il figlio ebbe la meglio
sulla collera che aveva provato mentre lo aspettava.
Hamdoul'lah, ripet, pi e pi volte, mentre chiudeva
la porta con il catenaccio; poi attravers, ciabattando, il
cortile per andarsi a lavare le mani in un secchio vicino al
pozzo. I piccioni, sbalorditi di essere stati svegliati, tremarono
e agitarono le ali.
Amar desiderava soltanto salire in fretta in camera sua,
prima che l'umore del vecchio cambiasse. Si chin a baciare
la manica della gandoura del padre, mormor: Buona
notte e fece di corsa i primi gradini.
"Un momento," disse Si Driss. Amar si sent stringere il
cuore.
Un attimo dopo salivano tutti e due le scale, lentamente,
il vecchio davanti che reggeva alta la candela. Quando
arrivarono in cima alla seconda rampa, Si Driss ansava, e
allung una mano per appoggiarsi al braccio di Amar. Nella
sua stanza, Amar fiss la candela per terra, e si misero a
sedere tutti e due sul materasso.
Il padre si pieg verso di lui, per vederlo meglio.
Yah latif. Che ti  successo alla faccia? esclam. Sembra
una pesca marcia. Come stato? Chi ti ha picchiato?
"Un tale," rispose Amar, sottovoce. Era sicuro che il padre
non avrebbe insistito, e aveva ragione. Il vecchio si limit
a dire, sconsolato: "Perch continui a litigare?. La domanda
che Amar si aspettava (Dove sei stato?) non venne.
Invece, dopo una breve pausa, il padre gli chiese: Hai
visto qualcosa?.
Non ci sarebbe stata punizione. Amar era sbalordito.
No, rispose, incerto.
"Domani, incha'Allah, dovremo alzarci presto e comperare
quello che ci capita. Chiss quando comincer. Non
abbiamo niente in casa. Si Abderrahman mi vender cinque
chili di farina. Di questo possiamo essere sicuri. Il resto
 nelle mani di Allah.
"S, rispose Amar. Non avrebbe saputo che altro dire.
Il vecchio stava scuotendo la testa. "Questa volta sar
molto brutta. I francesi hanno mandato i berberi a farci
guerra. Possa Allah salvarci. Chiss che cosa sar di noi.
Non c' un solo fucile nella Medina; a questo hanno provveduto.
Amar confort il padre con frasi inadeguate, stupito che
Si Driss prendesse una volta tanto la politica cos sul serio,
a disagio all'idea di vedere infranta quella calma che aveva
sempre considerato incrollabile.
Farai meglio a dormire un poco, gli disse alla fine il
padre. Domani devi andare a lavorare.
Quando se ne fu andato, Amar rimase disteso, gli occhi
sbarrati e fissi nel vuoto della notte. Aveva incominciato a
cadere una pioggia leggera; dietro il suo rumore appena
percettibile c'era soltanto il silenzio.

 Capitolo VII.

L'indomani non fu il giorno che Si Driss aveva temuto.
Le truppe berbere acquartierate davanti a Bab Fteuh si limitarono
ad apportare miglioramenti al loro accampamento
improvvisato. Piovve un poco il mattino, ma a mezzogiorno
il tempo si apr, e la nuvola di bruma che gravava
sulla citt rese fosca la luce. Amar e il padre erano usciti
all'alba, lasciando a casa con le donne Mustapha, ed erano
tornati con la farina di Si Abderrahman, che abitava l
accanto. Poi avevano girato per la Medina alla ricerca di
zucchero, piselli, candele e avena. Quasi tutti i negozi erano
chiusi, e in quelli aperti c'era una folla di gente agitata
che con lusinghe, minacce e implorazioni cercava di comperare
generi alimentari a prezzo normale. I generi alimentari
c'erano, ma i pochi negozianti che avevano avuto
il coraggio di restare aperti (perch si sapeva che bande di
giovani rivoluzionari avevano saccheggiato i negozi nel
centro cittadino) speravano di ricavare un rapido profitto
dalla loro audacia. Per le strade passavano gruppi di poliziotti
francesi dal viso scuro che tenevano gli occhi fissi dinanzi
a s. Non si vedevano bambini, e c'erano invece in giro
molti giovani.
Amar si present al lavoro con un'ora di ritardo. Il vasaio
era accovacciato sulla terrazza, come sempre, ma non
si vedeva in giro traccia della sua merce. C'era un insolito
silenzio nel villaggio di capanne di fango, e il fumo si levava
solo da pochi forni.
"Shalkheir, disse il vasaio, guardandolo con aria abbattuta.
"Avevo paura che ti avessero preso.
Amar rise. Shalkheir, rispose. Per un momento si
chiese se Said parlava dei francesi o dell'Istiqlal, poi il suo
dubbio gli parve assurdo; poteva alludere solo e unicamente
ai francesi. "No, ho avuto un mucchio di lavoro da
sbrigare per mio padre, spieg, nella speranza che il vasaio
lasciasse cadere l'argomento e non chiedesse ulteriori
particolari.
"Non importa, rispose l'altro, passandosi una mano
sulla barba. Ho intenzione di chiudere fino a quando quelli,
pieg la testa verso Bab Fteuh, "non saranno tornati da
dove sono venuti. Allah! Ce ne sono migliaia l fuori. E questo
 solo l'inizio. Ne arriveranno altri stanotte, e si piazzeranno
a Bab Guissa e a tutte le porte. Li hanno mandati qui
soprattutto per il mercato delle pecore. Mancano quattro
giorni soltanto all'Ad.
Il viso di Amar si rannuvol. Se era cos, voleva dire che
a casa non avrebbero avuto pecore da sacrificare quell'anno,
perch tutto il denaro era stato speso per acquistare le
riserve che lui e suo padre avevano appena terminato di trasportare
a casa. Non si era reso conto che restava cos poco
tempo; aveva sperato che, chiss come, fra quel momento
e il giorno della festa, ci sarebbe stato modo di mettere
da parte il denaro sufficiente per l'acquisto di una pecora,
sia pure molto piccola. La prospettiva di non avere
una pecora rappresentava una diminuzione sociale di proporzioni
gigantesche, una di quelle sciagure che la famiglia
non sarebbe mai riuscita a superare. Quattro giorni, disse
tristemente. La pioggia tiepida prese improvvisamente a
cadere con maggior forza, facendogli spruzzare sulle gambe
il fango del tetto. Si ripararono contro il muro.
Ci sono molti pazzi che stanno comperando lo stesso
le pecore, continu Said. Ci saranno guai. Aspetta e vedrai.
Stamattina, nel mio derb, hanno picchiato un vecchio
che si portava a casa una pecora. Anche la pecora hanno
picchiato, e poi li hanno lasciati tutti e due contro il muro.
Sogghign a quel ricordo. Amar ascoltava, incredulo.
" la sola cosa da fare, continu Said. Che diritto si
ha di far festa quando il sultano  in prigione in mezzo all'oceano?
Ma non  un peccato celebrare l'Ai'd el Rebirl." disse
Amar, scandendo le parole. Che cosa  pi grande: il sultano
o l'Islam?
Il vasaio lo fulmin con un'occhiata. Peccato! Peccato!
esclam. C' peccato maggiore di quello di vivere senza il nostro sultano? Come cani? Come pagani, kaffirine?
Non pu esserci peccato pi grande, te lo dico io. Ora non
importa pi quello che si fa. I peccati sono finiti!
Nel suo intimo, Amar era d'accordo, ma avrebbe preferito
essere stato lui a dirlo. Pronunciata da Said, quella affermazione
aveva un suono un poco sciocco. Era troppo
vecchio, il vasaio, per avere idee del genere, pens Amar.
Ma ormai Said aveva dato libero corso al suo astio; ora
la sua espressione non aveva pi nulla di amichevole. Sembrava
che stesse litigando con Amar.
"In ogni modo, brontol, non ho bisogno di te in questo
momento. Ho lasciato andare gli altri. Non ho bisogno
di nessuno. Chi pu aver bisogno di comperare vasellame,
oggi come oggi?"
Amar aveva fisso in testa il denaro che il vasaio gli doveva.
Non era molto, ma era pur sempre qualcosa. "E poi?
disse.
E poi ritorneranno. Ammesso che ci sia un poi, aggiunse,
con una secca risata.
Lasceremo in sospeso il denaro fino ad allora, Si Said."
Amar lo guard con aria distaccata; era un'espressione
blanda, ambigua, destinata a confondere ci che si nascondeva
dietro ai suoi occhi, ma nessun Fassi si sarebbe
lasciato ingannare a quel modo. Il vasaio scatt in piedi e
si infil una mano in tasca.
"No! esclam, tendendo alcune banconote. Non sono
tipo da comportarmi cos, io. Ecco.
Amar prese il denaro di malagrazia. Aveva sperato di
guadagnare due cose lasciando il pagamento in sospeso:
prestigio agli occhi di Said e, magari, l'introito di una somma
pi ingente, quando fosse venuto il momento, nel caso
che Said avesse dimenticato la cifra esatta.
Benissimo, disse, con tono incerto, intascando il denaro.
"Verr a trovarvi di tanto in tanto."
Ouakha, rispose Said, senza entusiasmo. E, mentre
Amar si allontanava, lo richiam, forse perch ricordava la
prosperit che il ragazzo aveva procurato alla sua piccola
azienda, forse perch si rendeva conto di essere stato troppo
brusco con lui. Son brutti giorni, questi, Si Amar. Siamo
tutti infelici. Parliamo senza riflettere.
Amar si volt, gli torn accanto, si inginocchi e gli baci
la manica del djellaba. Arrivederci, padrone, disse.
Il vasaio lo guard, inquieto, e si alz. Arrivederci," rispose.
Cos adesso era di nuovo libero, pens Amar, mentre
camminava per le strade bagnate. Da una parte, lo rendeva
felice l'idea che il mondo gli era ancora aperto, che tutto
poteva succedere; d'altra parte, aveva goduto della convinzione
di andarsi creando forza e prestigio, di muoversi verso
qualcosa che si era materializzato mentre lavorava per
Said. Ora tutto era stato distrutto di un solo colpo. Ma nessuno
aveva il diritto di lamentarsi quando capitava l'inevitabile.
Una fila di asini procedeva zoccolando per la stretta
strada, e le bestie erano cariche di panieri di sabbia.
Balek, balek, cantilenava l'uomo alle loro spalle. Sulla testa,
per proteggersi dalla pioggia, portava, come un djellaba, un
vecchio sacco da zucchero. Mentre gli sfilava accanto,
Amar, senza una ragione precisa, fiss lo sguardo per terra.
E l, proprio di fronte a lui, nel fango, c'era una moneta
da venti rial. Si affrett a chinarsi per raccoglierla, mormorando:
Bismiliah ala maketseb Allah. E ricord d'un
tratto un'occasione dello stesso genere, quando lavorava a
una fabbrica di mattoni sulla strada di Taza. Quella volta
aveva trovato per terra pi di cento rial. Si stava recando al
lavoro, e aveva consegnato subito il denaro al suo padrone.
L'uomo si era irritato moltissimo e, dopo aver scaraventato
per terra i soldi, lo aveva schiaffeggiato, con un colpo che
era risultato tanto pi doloroso in quanto inatteso. Sono
soldi tuoi? aveva chiesto il padrone. Amar aveva risposto
di no. E allora perch li hai raccolti? La prossima volta che
vedi qualcosa per terra, lascialo e tira dritto. Poi l'uomo
aveva mandato un ragazzo a casa di Amar a chiamare il padre.
Quando Si Driss era arrivato, il padrone gli aveva consegnato
il denaro e gli aveva consigliato di picchiare il figlio,
ma Si Driss non aveva preso in considerazione il suggerimento,
e aveva riaccompagnato a casa il ragazzo dicendogli
che l'uomo aveva ragione per ci che riguardava
il denaro ma torto nel suo desiderio che Amar venisse punito,
e che gli avrebbe trovato da qualche altra parte un nuovo
padrone. Pochi giorni dopo lo aveva sistemato come apprendista
calzolaio nella Cherratine. Chiss quante volte
suo padre aveva protestato contro gli ingiusti trattamenti
che i datori di lavoro infliggevano al figlio! Moltissime, certo;
il padre non ammetteva la minima infrazione alla sua
idea del codice di giustizia musulmano, e proprio per questo
Amar lo amava di un amore profondo, incrollabile. Oltre
i cancelli della giustizia c'era il mondo dei selvaggi, dei
kaffrine, delle bestie allo stato brado.
Quando arriv a casa, trov il padre e Mustapha seduti
ad aspettare nella stanza del cortile mentre la madre e
Halima preparavano il t in un angolo. Il padre non rimase
sorpreso quando seppe che non lavorava pi; prese il denaro
che Amar gli porgeva, limitandosi a dire: Siediti a bere
il t. (Gli rimaneva in tasca la moneta da venti rial, il dono
di Allah, ma aveva consegnato tutto quello che aveva incassato
dal vasaio.)
Mustapha aveva un'aria ancora pi cupa del solito. Non
lavorava da diverse settimane, e nel suo intimo lo irritava
l'idea che Amar fosse rimasto per tanto tempo dal vasaio;
ora almeno avrebbe potuto reggere su un piede di parit lo
sguardo del fratello. Sembrava che il perno della sua vita
non fosse a casa ma in qualche altro posto - probabilmente
nei caff di Moulay Abdallah, pens Amar; a casa era soltanto
un guscio vuoto, che brontolava una risposta quando
veniva interrogato ma non trovava mai un briciolo di vitalit.
 ancora gonfio, disse la madre, che se ne stava seduta
per terra a sventagliare la carbonella, fissando l'attaccatura
del naso di Amar.
Si Driss sospir. Ha il naso rotto, disse, sottovoce.
Ay, ouildi, ouildi! attacc lei, e scoppi a piangere.
Non  niente, donna, fece il vecchio, fissandola con
durezza. Ma lei era inconsolabile e si abbandon a un'orgia
di lacrime. Halima continu a preparare il t. Dopo aver
servito gli altri, porse un bicchiere alla madre e la convinse
a bere qualche sorso.
Ascoltate! disse Si Driss, sollevando un dito per imporre
silenzio. In lontananza, si sentiva echeggiare una cantilena,
come quella che avrebbe potuto intonare una folla
che camminava lentamente. Gli studenti, disse. Sarebbe
stato difficile precisare quanto erano distanti, perch non
risuonava uno solo dei soliti rumori del quartiere. I nostri
soldati, aggiunse il vecchio, con amarezza.
Possa Allah proteggerli!" singhiozz la madre.
E allora, inaspettatamente, fu Mustapha a parlare. Tutti
i negozi di tabacco della Medina sono distrutti, disse.
Benissimo, disse Amar.
Mustapha lo fulmin con un'occhiata. Sei scemo nella
testa, tu, brontol.
Si Driss non prese in considerazione la scarsa propriet
di questa conversazione in sua presenza e fece cenno ad Halima
di riempirgli di nuovo il bicchiere. Amar si alz e sal
nella sua stanza. Si mise a sedere sul materasso, pensando
che suo fratello stava diventando un uomo inutile e antipatico.
Era probabile che il malumore di Mustapha fosse dovuto
unicamente al fatto che non era riuscito a procurarsi
kif in quegli ultimi giorni. Forse i disordini avevano messo
in difficolt la sua normale fonte di rifornimenti.
Ora che c'era in casa una riserva di generi alimentari,
di modo che, pur senza mangiare particolarmente bene,
non avrebbero dovuto patire la fame neppure se i disordini
si fossero fatti particolarmente gravi, Amar avrebbe dovuto
sentirsi sollevato, pi a suo agio. Al contrario, invece,
non si era mai sentito pi nervoso e pi inquieto. Avrebbe
voluto uscire e trovarsi contemporaneamente in tutti i punti
della citt, ma pioveva ancora un poco e, in ogni caso, era
convinto che, dovunque potesse andare, avrebbe trovato le
strade deserte e che i rumori sarebbero giunti fino a lui da
qualche punto distante, imprecisato.
Cerc di suonare il flauto, ma riusc solo a fare echeggiare
in quel silenzioso mattino una fila di note irragionevolmente
rimbombante, un rumore assurdo e aspro che finalmente
lo spinse a rimettere lo strumento sullo scaffale,
fra la sveglia guasta e la foto a colori di Ben Barek, l'idolo
della palla rotonda, nella sua maglia rossa e blu. Poi usc sul
tetto e cerc di vedere qualcosa oltre le case vicine, ma la
pioggerellina che cadeva avvolgeva tutto in una specie di
nebbia. Per il cielo si andava rischiarando. Rientr in stanza
e si coric. L'aria era calda, soffocante. Sembrava che
quel giorno anche i galli del quartiere avessero deciso di adeguarsi
al silenzio generale. E, a quattro soli giorni di distanza
dall'Ad, era quasi incredibile che non ci fosse segno
o rumore di pecore sulle terrazze. Era la prima volta che
succedeva una cosa tanto strana; gli altri anni, dieci o quindici
giorni prima della festa, si sentivano i belati che venivano
da ogni parte. C'erano famiglie che acquistavano le loro
bestie persino con un mese di anticipo, in modo da ingrassarle
nella maniera pi acconcia per il sacrificio. Quell'anno...
silenzio, e proprio per questo non si era reso conto
che il giorno era ormai vicino. Se suo padre fosse stato
solo dabbasso, avrebbe adottato l'insolita condotta di scendere
a discutere la cosa con lui. Ma c'era Mustapha, e, in ultima
analisi, si trattava di una questione che riguardava suo
padre e Mustapha, mentre lui non centrava. Quando il vecchio
fosse morto, sarebbe toccato a Mustapha, non ad Amar,
di badare all'acquisto e al sacrificio della pecora.
Poi cominci a chiedersi che aspetto avrebbe assunto la
cerimonia all'aperto dell'Ad a Emsallah, con i soldati berberi
accampati l accanto. Era, per la citt, l'avvenimento
pi importante dell'anno, dal quale dipendevano prosperit
e benessere. C'era sempre almeno un centinaio di migliaia
di persone, che sciamavano per il cimitero e andavano
a piazzarsi sulle colline sovrastanti, per vedere lo khtib
tagliare la gola alla pecora mandata dal sultano e per osservare
se gli incaricati speciali, organizzati in squadre, sarebbero
arrivati davanti alla moschea Andaluz quando la
bestia ancora respirava. Ci era essenziale perch, se la pecora
spirava prima che la buttassero ai piedi della gzara, gli
auspici per l'anno a venire erano pessimi. Ma, con Bab
Fteuh bloccata dai soldati, come avrebbero fatto a passare
gli incaricati? Allah li guardava, ognuno di loro doveva fare
del suo meglio; se nel lavoro di squadra sbagliavano nel
passare la pecora da un gruppo all'altro, se uno cadeva, se
la via non era completamente sgombra, la pecora poteva
morire mentre erano ancora in cammino, e, anche se l'ultimo
gruppo arrivava nel cortile con ogni uomo che teneva
ognuna delle zampe, nella posizione corretta, tutto sarebbe
stato inutile, e la citt avrebbe dovuto sottostare per l'anno
seguente alla collera di Allah, fino a quando l'errore non
fosse stato cancellato dal prossimo Aid el Kebir.
Era intollerabile che i cancelli fossero sbarrati dalla presenza
di tutti quei soldati; i francesi dovevano aver progettato
quella mossa solo come provocazione. Vogliono che
noi tentiamo di passare con la forza, in modo che i loro berberi
possano sparare, pens, con improvvisa collera. Come
avevano portato via il sultano proprio nel giorno dell'Ad,
un anno prima, per essere sicuri che non potessero esserci
fortuna e felicit, cos ora cercavano di impedire ai musulmani
di assicurarsi per un anno ancora il favore di Allah.
L'idea, che ormai gli si era fissata in testa, era troppo terribile
perch potesse tenerla per s. Salt gi dal materasso
e fece di corsa le due rampe di scale.
La famiglia aveva terminato il t, ma tutti erano ancora
seduti come prima, salvo la madre che si era trasferita
sul materassino accanto a Halima. Aveva il viso rosso per il
pianto e non sembrava molto pi anziana della ragazza. Si
Driss l'aveva sposata quando aveva tredici anni, e lei conservava
ancora l'incarnato e la forza di una giovane donna.
Amar la guard mentre entrava nella stanza, not le tracce
di lacrime sul suo viso, e seppe che le aveva sparse per lui,
perch le faceva male il pensiero che diventasse diverso da
quello che era (anche se si trattava solo di un osso del naso
che aveva cambiato forma) e prov un desiderio terribile
di abbracciarla, di baciarle le guance e gli occhi. Si mise
a sedere in silenzio, lasciando penzolare le braccia lungo i
fianchi. Per un breve momento dimentic quello che aveva
in animo di dire. Quando si rese conto che lui e la madre
erano diventati, in un certo strano modo, i punti focali
dell'attenzione degli altri, si scosse, si rivolse al padre che lo
stava guardando con espressione perplessa e chiese: "Che
cosa succeder a Bab Fteuh?.
"E chi lo sa? Con quei diavoli l fuori...
"Come faranno a far passare la pecora?
Il padre parve sorpreso. Non ci sar pecora. Non lo sapevi?
Amar lo fiss, sbarrando gli occhi. Ma deve esserci!
Dovrebbe esserci, ma non ci sar.  la fine dell'Islam tutto
questo. Proprio come stava scritto. Per volere degli stessi
musulmani.
I musulmani! esclam. "Per volere degli stessi musulmani!
Certo. Chi ha proibito di comperare pecore e ha minacciato
di ucciderci in caso di disobbedienza? Il Wattanine.
Gli amici di Si Allah, l'Istiqlal, comunque li si voglia
chiamare. Chi va in giro ad accertarsi che nessuno abbia
una pecora sul tetto? I ragazzi della Kerouine con i loro libri
di scuola sotto il braccio, gli amici della libert. Chi picchia
e pugnala coloro che cercano di obbedire ai comandamenti
di Allah? Gli stessi ragazzi. Perch? Dicono che il
khtib non pu accettare una pecora da Arafa perch  un
sultano francese. Dicono che non si pu pi gioire fino a
quando non torna Mohammed ben Youssef.
Arafa non  il nostro sultano, mormor Amar, incerto.
"E lo era Si Mohammed? chiese il padre, gli occhi lucidi
ed eccitati. Durante il quarto di secolo di regno del sultano,
Si Driss non aveva mai permesso che un suo ritratto
fosse appeso in casa. Ora che era reato possedere tali ritratti,
anche se ne esistevano a centinaia nascosti nella Medina,
si sentiva pi che mai nel giusto. Ricorda Akim Filala."
E cit il detto che era stato popolare fra i malcontenti
fin dall'inizio della dinastia Alaoui, tre secoli addietro. Il
regno dei Filala: non  caro ma non  a buon mercato. Non
c' rumore ma non c' silenzio. Si ha un re ma non si ha un
re. Ecco il regno dei Filala. Ed  la verit. Chi, in primo luogo,
ha fatto entrare in Marocco quelle carogne di francesi?
Un Filali. Non dimenticarlo quando senti i tuoi amici parlare
del sultano, del sultano, del sultano...
Amar lo sapeva perfettamente, ma gli sembrava il momento
meno opportuno per parlarne. Suo padre stava invecchiando
davvero. "Ma i soldati a Bab Fteuh... cominci.
Questo, almeno, era un atto ostile che era stato chiaramente
ispirato dai francesi.
"Cerca di ragionare, lo interruppe il vecchio. Gli amici
della libert non vogliono che la festa abbia luogo, e la
impediranno in ogni modo, da soli. Credi che i francesi non
lo sappiano? Ma i francesi non possono concedersi il lusso
di fermarli. E allora tutti sapranno quanto  forte l'Istiqlal.
Se qualcuno deve fare qualcosa, non ci sono che i francesi.
Vogliono precisamente quello che vuole l'Istiqlal, ma anche
il credito vogliono. Vogliono fare in modo da aver l'aria di
essere stati loro. Stanno lavorando assieme contro di noi.
Fra cinque anni i ragazzini di Fez diranno: Aid el Kebir?
Che cos' l'Ad el Kebir?. Nessuno lo ricorder.  la fne
dell'Islam, questa. Bismil'lah rahman errahim. Rimase immobile
per un momento, gli occhi fissi dinanzi a s. Nessuno
parlava. "La colpa  di noi tutti, continu poi. "Perch
Satana ci sta accanto non  un motivo per farcelo amico.
Ora c' peccato dappertutto. Si Driss scosse tristemente
la testa, ma i suoi scintillanti occhi neri avevano un'espressione
pericolosa.
Ascoltandolo, Amar non pot fare a meno di riudire le
parole che il vasaio aveva pronunciato solo poche ore prima:
I peccati sono finiti. In un loro modo orribile, perverso,
le due affermazioni coincidevano. Se non c'erano
peccati, allora tutto era di necessit peccato, ed era questo
che suo padre definiva la fine dell'Islam. Provava un irresistibile
e disperato desiderio d'azione, ma non c'era azione
che potesse portare alla vittoria perch quello era tempo di
sconfitta. L'importante era allora di fare in modo di non
sprofondare da soli nella sconfitta - bisognava coinvolgervi
anche gli ebrei e i nazzareni. Il cerchio era chiuso: ora
capiva i Wattanine che i francesi chiamavano les terroristes
e les assassins. Capiva perch erano pronti a rischiare la
morte per far deragliare un treno o bruciare un cinema o
far saltare un ufficio postale. Non era l'indipendenza che
volevano, era una soddisfazione molto pi immediata: il
piacere di vedere gli altri sottostare all'umiliazione di soffrire
e di morire, la consapevolezza di avere almeno quel
minimo di potere necessario a procurare tale umiliazione.
Se non si aveva la libert, si poteva pur sempre avere la vendetta,
e la vendetta era tutto quanto ora volevano. Forse,
pens, ragionando, cercando di connettere gli sparpagliati
frammenti di realt con la sua immagine della verit, Allah
voleva proprio la vendetta per il Suo popolo, e punendo gli
infedeli i musulmani non facevano che imporre la giustizia
divina.
Ed dounia ouahira, sospir.  un posto ben difficile
il mondo. Guard fuori nel cortile: la pioggerella era completamente
cessata e il sole cominciava a farsi strada fra la
bruma. Decise di uscire, ma fu proprio in quel momento
che sua madre parl.
"Non devi uscire oggi.  una brutta giornata.
Amar si rivolse al padre, speranzoso. Lascialo andare,
disse il vecchio. Non  una donna. Domani sar peggio.
"Ho paura," gemette lei. Amar sorrise.

 Capitolo VIII.

In strada, cammin guardando il fango che a ogni passo
schiacciava sotto i piedi; ma i passaggi coperti erano
asciutti, e l c'era per terra uno spesso strato di polvere. Sui
mucchi di teste di pesce o di sterco d'asino, le mosche erano
innumerevoli; si levavano in neri sciami per tornare subito
a posarsi. A che cosa serviva avere la baraka, stava pensando,
essere diversi da tutti gli altri, se poi non si poteva
far nulla per la propria gente? Stava succedendo qualcosa
di terribile - di questo era certo - eppure non giovava saperlo.
La tensione che si era andata accumulando da tanto
tempo stava alla fine per scatenarsi, il sangue era pronto a
sgorgare e a zampillare per terra. E nessuno voleva impedirlo,
anzi tutti volevano vederlo, si trattasse pure del loro
stesso sangue.
Le vetrine dei negozi erano chiuse e sbarrate con assi.
Gli stretti vicoli, deserti com'erano, sembravano ancora pi
caldi. Ogni tanto passava qualcuno che camminava in fretta,
e nel silenzio si sentiva il fruscio dei suoi abiti.  come
se fosse notte alta, pens Amar. Si ferm d'un tratto. La vasta
distesa deserta del Souk Attarine, con il sole pallido che
filtrava attraverso le migliaia di piccoli riquadri della grata
sovrastante, sembrava il letto asciutto di un fiume che si allungasse
in una polverosa distanza. C'era, come al solito, il
sentore forte delle spezie, ma i piccoli riquadri di sole, che
si sarebbero dovuti muovere su e gi per centinaia di djellabas
e di haiks, mentre chi li portava passeggiava sotto il
traliccio, si riflettevano invece per terra in forme regolari,
immobili.
Dalla strada delle baracche degli avvocati, alla sua sinistra,
giungeva il richiamo lungo e meccanico di un mendicante.
Ascolt pi e pi volte quel suono, che ripeteva esattamente
le stesse parole nella stessa intonazione. "Poveretto,"
disse Amar fra s, morir di fame quest'oggi. Riprese
a camminare, con passo pi deciso, come se cominciasse a
derivare un certo qual piacere da ci che vedeva. La strada
portava a sinistra, diventava strettissima e poi sbucava in
una minuscola piazza circondata dai negozi dove gli studenti
della Kerouine comperavano i loro libri di testo. Si
sentiva ancora, chiarissima, la voce del mendicante. Torn
indietro e punt sul vicolo dove sapeva che avrebbe trovato
l'uomo. Ma lo trov pi avanti di quello che aveva immaginato,
accovacciato, la schiena appoggiata al muro, un
rozzo bastone in una mano, il viso dalle orbite arrossate e
prive di pupille levato verso la folla assente, mentre ripeteva
di continuo la sua cantilena. Era un giovane con una folta
barba nera a punta e denti bianchissimi. Amar si ferm
e rimase a guardarlo per un momento. Qualcuno gli aveva
dato un djellaba quasi nuovo, ma sotto di esso, intorno alle
gambe, c'erano stracci immondi, e il turbante era giallo di
polvere. E proprio in quel momento Amar sent, dalla direzione
in cui era venuto, un suono confuso di voci e di grida.
Ancora incerto se puntare da quella parte o allontanarsi,
si rese conto che il chiasso si andava avvicinando, e che
assieme alle grida c'erano rumori meno normali, quegli incerti
suoni che si accompagnano a una rissa. Per un attimo
pens di andare accanto al mendicante, di prendergli il turbante,
di calcarselo in testa in modo da nascondersi almeno
in parte il viso e di mettersi a sedere vicino a lui. Ma poi
pens che il mendicante, cieco com'era, non avrebbe capito
subito e, di conseguenza, avrebbe insistito per chiedere
una spiegazione, mentre gli altri si avvicinavano. E allora
si volt e scal in fretta la facciata di un negozio, sfruttando
come appiglio per i piedi nudi le sbarre di ferro. Gli cost
un grosso sforzo raggiungere il tetto, perch non aveva
nulla a cui attaccarsi in cima, ma riusc a spuntarla, e senza
fare rumore. In quel punto, e su tutti gli altri tetti dei negozi
del vicolo, c'era una confusione di casse da imballo, di
vecchie testate d'ottone per letti, di carta e di stracci. Un
gatto macilento lo fiss con aria ostile da un vecchio stuoino
arrotolato, a pochi tetti di distanza. Si distese cautamente,
nascondendosi dietro un catino sfondato, e spi gi
nel vicolo.
Comparvero quasi subito, in mezzo a una nuvola di polvere.
Una ventina di giovani camminavano di buon passo,
in gruppo serrato; in mezzo a loro, due robusti mokhaznia,
l'uniforme azzurra strappata in modo da lasciare scoperta
parte del petto e delle spalle, cercavano invano di aprirsi un
varco, mentre venivano spinti avanti a urtoni e a pugni. Si
sforzavano di lottare disperatamente contro quel muro
umano che li imprigionava, e strani suoni simili a singhiozzi
salivano dalla loro gola, e facevano roteare gli occhi
da una parte e dall'altra, quasi fossero usciti di senno.
Avevano il viso e il collo sporchi del sangue che sgorgava
per i colpi che incassavano di continuo. E tutti erano macchiati
di rosso, tanto coloro che avevano effettuato la cattura
quanto i prigionieri. Pochi metri pi indietro, dove il
vicolo era coperto, avevano sollevato nell'aria nuvole di polvere;
ora scivolavano goffamente nel fango. Se uno dei due
accennava a cadere, veniva fatto rialzare a calci da una dozzina
di piedi. Con la coda dell'occhio, Amar vide il gatto appiattarsi
sul tetto, scivolare via come un serpente, sparire.
Al disopra di quel caos, la voce del mendicante continuava
a far echeggiare la sua cantilena di implorazione, pi
forte che mai. Se non si accorge di quello che sta succedendo
davanti a lui, pens Amar, deve essere pazzo. Ma,
quando furono proprio l sotto, tanto che Amar avrebbe potuto
sputare loro addosso, si sentirono grida e sibili dei fischietti
della polizia all'estremit pi illuminata del vicolo,
verso Ras Cherratine. Fu come se in quel momento una
scossa elettrica avesse colpito tutti quanti. Ogni cosa si svolse
come in un lampo. I due mokhaznia si tuffarono con
estrema decisione in direzioni opposte. Il cerchio si allent
per un istante; alcuni dei giovani avevano perduto l'equilibrio.
Amar avvert l'urto dei loro corpi contro il muro sottostante.
Ma nello stesso tempo i coltelli rifletterono, fulminei,
brandelli di cielo; quelli che erano rimasti in piedi
tornarono a incalzare. Uno dei mokhaznia strill: Ahhh!",
e l'altro cadde senza una parola. I giovani si urtarono a vicenda
mentre tornavano di corsa nella direzione dalla quale
erano venuti. Amar vide il viso di qualcuno mentre si chinava
a gridare l'ultima maledizione sulle due figure stese a
terra. Anch'essi erano pazzi, pens, ma avvertiva un folle e
irresistibile desiderio di essere uno di loro, di sapere che cosa
avevano provato quando avevano sentito i loro coltelli
piantarsi nella carne del nemico.
Dopo un istante erano scomparsi, e il mendicante continuava
a cantilenare, come fanno destate gli insetti nei
campi; se avesse spostato avanti la gamba destra, avrebbe
urtato la testa di uno dei mokhaznia. Ma non si mosse; il
suo viso restava inclinato verso l'alto, nello stesso atteggiamento,
e la sua bocca continuava a muoversi, per pronunciare
le sante parole. I francesi sarebbero arrivati di l a
qualche istante, e certo avrebbero trascinato in prigione il
povero cieco come testimone; erano capacissimi di idiozie
incredibili di questo genere.
Amar alz la testa e studi in fretta la topografa dei tetti.
Sarebbe stato brutto lasciarsi sorprendere lass ma se
fosse saltato nel vicolo aveva scarse probabilit di uscirne
prima dell'arrivo della polizia. Si alz in piedi e, evitando
con cura quanto avrebbe potuto fare rumore al minimo urto,
cammin lungo la fila dei tetti fino a quando non si trov
davanti la parete di un edifcio pi alto. Una sporgenza
che lo percorreva in tutta la sua lunghezza si trasformava
in uno stretto muro divisorio fra due cortili. Senza la minima
sensazione di vertigine, gli occhi fissi ai piedi, procedette
in cima a questo muro e, all'estremit opposta, si iss
su un altro tetto. Si volt a guardare per un istante e, in
uno dei cortili, vide una vecchia che lo stava osservando con
interesse. Un brutto affare. Guarda dall'altra parte, nonna,
le grid, poi diede un'occhiata alla parte superiore di
quella specie di cubo che aveva scalato. Doveva esserci una
strada da qualche parte, l accanto.
La voce della vecchia giunse dal basso: Possa Allah benedirti.
O non aveva detto invece: Possa Allah farti bruciare?.
Non avrebbe potuto affermarlo con certezza, perch
le due parole arabe erano molto simili. Quando raggiunse
il bordo, guard gi: c'era un altro tetto molto grande
e molto pi basso di quello dove si trovava in quel momento.
Pi oltre, di lato, vide un cortile pavimentato di marmo,
con un piccolo albero d'arancio in ogni angolo, ma dal
punto dove si trovava non avrebbe saputo dire se sull'altro
lato ci fosse o meno una strada. Se fosse saltato dal tetto
avrebbe fatto rumore; doveva sbrigarsi, e il dislivello era
troppo perch potesse sperare di arrampicarsi di nuovo fino
al punto dove era in quel momento. Anche se non ci fossero
stati disordini in citt, lo avrebbero messo in prigione
se lo avessero sorpreso sul tetto: i tetti erano riservati soltanto
alle donne. Un uomo che passava da una terrazza all'altra
poteva essere soltanto un ladro o un adultero. E, quel
giorno, era peggio che mai. Gli avrebbero sparato contro,
senza pensarci due volte. Recit una breve preghiera, si lasci
penzolare con le mani quanto pi poteva, poi abbandon
la presa. Se in casa c'era qualcuno, certo dovette sentire
il rumore che fece quando tocc terra. Corse fino all'estremit
opposta del tetto, vide la strada deserta l sotto
e si lasci cadere ancora, atterrando di piatto con i piedi
nudi nel fango. Era un minuscolo vicolo molto complicato,
con una infinit di corridoi ciechi che portavano a ingressi
laterali, e dovette seguire molte false piste prima di trovare
il passaggio d'uscita, un poco pi largo degli altri, che,
dopo aver svoltato tre angoli, portava in un altro vicolo il
quale, a sua volta, sbucava in una traversa. Se non si conosceva
alla perfezione un particolare derb, era facilissimo
sbagliarsi. Si trovava in un souk, che aveva un'aria terribilmente
strana, deserto com'era e con tutti i negozi sbarrati.
Se soltanto uno dei negozi fosse stato aperto, forse sarebbe
riuscito a orientarsi, ma non c'era modo di riconoscere
nulla, con tutti quegli ingressi uguali, quei pavimenti in discesa,
quei grappoli appesi agli spioventi dei tetti.
Giunse alla conclusione che per il momento era al sicuro,
che nessuno lo aveva visto saltare, e cominci a camminare.
Quando svolt l'angolo di una stradicciola che portava
a Moulay Idriss, si rese conto che avrebbe fatto meglio
ad andare nella direzione opposta. Di fronte a lui, vicino
alla porta, c'era un gruppo di polizia francese. Accenn a
voltarsi.
Ehi, toi! Viens ici!" grid uno di loro. Si avvicin riluttante.
Se avesse preso nell'altra direzione, pens, sarebbe
potuto passare per Guemitz, ma era venuto da quella parte.
Visioni di tortura gli turbinavano davanti agli occhi. Ti
mettono fra due ganasce e stringono la vite fino a quando
le ossa scricchiolano. Coprono il pavimento della tua cella
di paglia impregnata di sapone e ci rompono sopra delle
bottiglie, poi ti fanno camminare avanti e indietro, nudo, e
tu continui a scivolare, fino a quando non sei tutto irto di
frammenti di vetro, come la cima di un muro. Ti frustano,
ti bruciano con acidi, ti fanno soffrire la fame, ti fanno bestemmiare
Allah, ti iniettano con i loro aghi strani veleni e
tu allora rispondi a tutte le domande che ti rivolgono. E ti
ridono in faccia, sempre, anche quando ti picchiano. Stavano
ridendo anche in quel momento, mentre lo guardavano,
forse perch ci metteva tanto ad avvicinarsi, perch il
semplice fatto di camminare gli incuteva paura. Quando fu
abbastanza vicino, quello che lo aveva chiamato cominci
a parlare ad alta voce, ma Amar non riusciva neppure a immaginare
che cosa stesse dicendo. Si ferm. Il poliziotto
rugg: Viens ici!. Questo lo cap, e ricominci a camminare.
L'uomo mosse avanti e lo prese rudemente per le spalle,
parlando con voce cattiva. Poi lo spinse improvvisamente
contro una baracca retrostante, facendogli picchiare
la testa contro il catenaccio. I suoi movimenti erano rapidi,
imprevedibili, violenti. Con un'enorme mano rossa
strinse la gola di Amar, inchiodato al muro, mentre un suo
collega si avvicinava con aria distratta e osservava, sorridendo,
poi gli rivolgeva la parola. Infil le mani nelle tasche
di Amar, lo frug dappertutto - Amar ringrazi silenziosamente
Allah per averlo ispirato a lasciare a casa il coltello
a serramanico - poi lo colp seccamente su una guancia,
con il rovescio della mano. A questo punto si allontan, quasi
fosse disgustato per il contatto con la carne di Amar o per
non aver trovato quello che cercava. Il primo poliziotto tolse
la mano dalla gola di Amar, lo colp una volta sulla stessa
guancia, esattamente come l'altro, poi gli diede una spinta
violenta che lo mand a finire lungo e disteso. Amar guard,
perch temeva di vedere uno stivale avvicinarsi per scalciarlo
o calpestarlo, ma l'altro si era gi allontanato e si stava
dirigendo verso i suoi compagni. Allez, fous le camp!"
disse uno, che stava appoggiato accanto alla porta. Amar si
mise a sedere nel fango e li guard; qualcosa nella sua
espressione - forse la semplice intensit - dispiacque a uno
dei poliziotti, che richiam su di essa l'attenzione del collega
che gli stava accanto, e allora mossero tutti e due verso
di lui, lentamente, con aria minacciosa. Il suo intuito gli
disse che la cosa migliore da fare era rialzarsi e scappare
con la massima velocit possibile, che precisamente questo
volevano vedere. Ma era deciso a non dare loro questa soddisfazione.
Si sollev con calma esagerata e, senza guardarli,
mosse qualche passo nella direzione opposta.
Per prudenza, decise di adottare il compromesso di zoppicare.
E cos, appoggiandosi ogni tanto al catenaccio di
qualche negozio, procedette lentamente gi per la strada,
aspettandosi da un momento all'altro un pugno che lo cogliesse
alle spalle. Quando, oltre l'uscita del souk, si decise
a voltare la testa, le mura del passaggio avevano descritto
una curva sufficiente a nascondergli i poliziotti. Smise di
zoppicare e and alla fontana pubblica, dove ripul accuratamente
il fango dai calzoni. Non poteva fare granch per
quello che riguardava il cavallo e la parte posteriore. Il sole
adesso era caldo; rimase seduto per un poco accanto alla
fontana, per lasciare asciugare le larghe chiazze di umido
che si andavano allargando sulla stoffa.
Il semplice fatto di restarsene seduto a guardare la strada
deserta lo aiut a placare l'ansia confusa che avvertiva
nel petto. Aveva visto uccidere due musulmani, ma non aveva
provato la minima piet per loro: erano al soldo della
Francia, per prima cosa, e, per essere ammazzati a quel modo,
dovevano aver certo commesso qualche indicibile delitto
contro il loro stesso popolo. Era soddisfatto di aver assistito
a quello spettacolo, ma avrebbe preferito che tutto si
fosse svolto in modo pi lento e pi drammatico: erano caduti
cos in fretta, con cos poche complicazioni che aveva
quasi l'impressione di essere stato truffato. Sottovoce,
cominci a improvvisare una lunga preghiera ad Allah, chiedendogli
di fare in modo che tutti i francesi, prima di piombare
nell'Inferno, dove erano destinati in ogni modo, soffrissero,
per mano dei musulmani, la pi raffinata tortura
mai ideata dall'uomo. Preg Allah perch lo aiutasse a ideare
nuovi mezzi meravigliosi per infliggere umiliazione e dolore,
perch gli mostrasse il sistema di imporre umiliazioni,
degradazioni e angosce che non avevano precedenti. E
il loro sangue sar leccato a goccia a goccia dai cani, e le
formiche e gli scarafaggi passeggeranno sulle loro parti vergognose,
e ogni giorno taglieremo un altro centimetro alle
viscere di ogni francese. Solo che non devono morire, ya rabi,
ya rabi. Non dobbiamo lasciarli morire. Ne appenderemo
uno a ogni angolo di strada, in una piccola gabbia, e cos
i lebbrosi potranno trattarli come orinatoi. E faremo sapone
di loro, ma solo per lavare le lenzuola dei bordelli. E,
un mese prima della nascita, strapperemo a ogni donna il
bambino, e ne faremo roba da mangiare, e lo mescoleremo
alla carne di maiale e agli escrementi dei ventri dei
nazzareni morti, e nutriremo con quella roba le loro vergini.
Occorreva immaginazione per inventare fantasie del genere;
in breve si stanc e, dopo un'ultima, spassionata invocazione
finale, per rendere pi formale quella preghiera
improvvisata, si alz e si rimise in cammino. Gli sarebbe
stato possibile raggiungere per vie traverse Bou Jeloud.
Quel vuoto della citt gli faceva da sprone; desiderava trovarsi
in mezzo alla sua gente. L, nei grandi caff, c'era almeno
la sicurezza di essere qualcuno.

 Capitolo IX.

Continu dritto, su per la ripida collina attraverso Guerniz,
con le grandi e altissime case sui due lati della strada.
L c'era sempre nell'aria un dolce odore di legno di cedro, e
dietro ai muri si udiva il gorgoglio dell'acqua. Per quelle strade
e per quelle piazze passava ogni tanto, in fretta, un uomo
ben vestito, che tornava per il pranzo da qualche casa
vicina e guardava con sospetto il viso tumefatto e l'abito
sporco di Amar. Ogni volta che notava questa espressione di
fastidio mista a paura, lui sorrideva fra s: chi la sfoggiava
non poteva essere amico della libert. Di questo era sicuro.
Avevano gi quello che volevano al mondo, e non potevano
condividere il desiderio degli studenti e degli altri giovani
di vedere il mondo cambiare. Ma, nello stesso tempo, era pericoloso
tentare di giudicare le simpatie altrui dall'aspetto:
c'erano molti ricchi che dedicavano denaro e tempo
all'Istiqlal, e certo non tutti i poveri condividevano, o capivano, il
programma del partito, anche se il partito continuava a rivolgere
appelli a favore delle classi meno abbienti.
Ma - sarebbe stato pronto a scommettere su questo tutto
ci che possedeva - i pochi uomini che vedeva in quel momento
camminare in fretta per le strade di Guemiz avevano
paura, paura di quello che poteva derivare dalla crisi in corso.
La Francia poteva perdere parte del potere per proteggere
il sistema in cui essi prosperavano. E allora si chiese, pensieroso,
che cosa avrebbe provato se suo padre avesse ancora
posseduto la terra a Kherib Jerab, la propriet a Jab Khokha e le tre case nel Keddane, se tutto questo non fosse gi
stato venduto assieme al frantoio dell'olio e al mulino, se il
denaro non fosse gi stato speso. Mentre poneva questa domanda
alla sua coscienza e attendeva una risposta, la sua attenzione
fu distratta da un'eco selvaggia di grida provenienti
dalla Tala. C'era una folla laggi, ed era l che avrebbe
desiderato trovarsi. Rinunciando alla propria decisione di
percorrere soltanto vie secondarie, tagli per un vicolo, e
quasi correva quando raggiunse i primi spettatori, che cercavano
di vedere da una distanza di sicurezza. Si fece avanti
a zig-zag fino a quando non raggiunse un punto dove erano
cos tanti quelli che si affollavano nello stretto vicolo che
sarebbe stato impossibile spingersi oltre. Non vedeva niente,
ma udiva le grida e i canti. Ogni tanto qualcuno di coloro
che gli stavano accanto e che, come lui, non potevano
scorgere la processione, attaccava il ritornello, e allora lo
spazio gi ristretto intorno a loro rimbombava di suoni. Ma
Amar taceva; si sarebbe sentito imbarazzato ad aprire la bocca
e a cantare o a gridare con gli altri. Faceva parte della sua
natura spingersi fino al centro di ogni cosa e poi, all'ultimo
momento, restarne fuori. Quando si arrivava al dunque, trovava
sempre difficile farsi parte diligente; riusciva soltanto
a sorridere e a fremere accanto agli altri. I suoi amici avevano
ormai rinunciato da tempo al tentativo di instillargli il
senso del gioco di squadra sui campi di calcio. A lui interessava
soltanto di comportarsi individualmente in maniera
brillante. E quando gli altri si lamentavano replicava con impazienza:
Khlass! Era o non era una bella azione? Volete o
non volete che giochi? Spiegatemelo ben bene e poi chiudete
il becco. Khlass men d'akchi!.
E ora se ne stava immobile, ad ascoltare e a guardare
gli altri che gli stavano attorno. Si trattava di gente comune:
piccoli bottegai, artigiani con i loro apprendisti, e tutti
si lasciavano coinvolgere dall'eccitazione del momento. Gli
studenti che marciavano per la Tala portavano ritratti del
sultano deposto; per forza di cose avrebbero dovuto scontrarsi
con la polizia, una volta arrivati a Ben Jeloud, se non
prima, e ne sarebbe seguita una rissa. Ma era proprio questo
che volevano. Erano disarmati, e sapevano che i francesi
avrebbero attaccato. Ognuno sperava in segreto di diventare
un martire; sarebbe stata una morte gloriosa come
quella sul campo di battaglia. Amar avrebbe voluto vederli
in faccia e ammirarli, ma, lontano com'era da loro, poteva
soltanto provare una simpatia astratta che si trasform in
impazienza. Usc dalla folla e torn a percorrere la strada
da dove era venuto. Forse pi oltre, sulla collina, sarebbe
riuscito a raggiungere di nuovo la Tala in un altro punto,
prima dell'arrivo della processione. Ma tutti i vicoli che
prendeva erano affollati, e doveva di continuo voltarsi e proseguire
per vie parallele. Quando raggiunse Ed Douth, segu
un percorso che nessuno conosceva, gi per una rampa
di gradini oltre un orinatoio pubblico e, pi avanti, per
un passaggio cos stretto che, se due persone si fossero incontrate,
una avrebbe dovuto appiattirsi contro il muro
mentre l'altra sfilava a stento. Il sole picchiava ormai molto
forte e il fango si era asciugato quasi completamente. Gi
in fondo, il puzzo era tremendo; si affrett, cercando di respirare
il meno possibile, fino a quando raggiunse la Tala
un poco sotto la casa di Si Ahmed Kabbaj. Il corteo non era
ancora arrivato, non c'era traccia di polizia, e la gente era
allineata sui due lati della strada o passava in fretta da un
marciapiede all'altro. Amar sapeva dove voleva andare:
c'era un caff al primo piano, sopra una drogheria, appena
dentro la porta di Bou Jeloud.
Il locale era affollato, tutti parlavano a voce molto alta
e non c'era un solo posto dove sedere. Deluso, si rassegn
a restare in una stanza sul retro. Se fosse successo qualcosa,
sarebbe sempre potuto correre a guardare da una delle
finestre.
Anche nella stanza pi interna non c'era molto da scegliere
circa il posto dove mettersi a sedere. Trov un tavolo
nell'angolo pi lontano dalla sala principale; c'erano gi
due uomini che stavano giocando a domino, probabilmente
perch le carte e gli scacchi erano gi accaparrati, ma sulla
panca c'era ancora spazio sufficiente per un'altra persona.
Quando arriv il cameriere, Amar ordin una mezza pagnotta
e insalata di pomodori e cipolle.
Nel caff la conversazione, anche se non riguardava ci
che stava accadendo, era pi alta e pi animata del solito.
Folti gruppi erano in attesa accanto a tutte le finestre sulla
strada, e aspettavano, semplicemente. Quando venne servito,
Amar mormor: "Bismil'lah" e mangi tutto, voracemente,
rimpolpando con piccoli pezzi di pane l'insalata
piuttosto scarsa. Poi rimase seduto al suo posto, in preda a
un'impazienza sempre crescente; era qualcosa che, dal petto,
si allargava verso l'alto e verso il basso, e lui tamburellava
con le dita sulla panca e sulla tavola e muoveva continuamente
i piedi. Ogni tanto i giocatori di domino alzavano
la testa dal gioco e lo guardavano, senza parlare. Ma, anche
se avessero parlato, non ci avrebbe badato. Era una giornata
importante e gloriosa, quella; lo avvertiva con una convinzione
che si faceva ogni momento pi precisa. Non
contava se presagiva gioia o miseria: era una giornata diversa
da tutte le altre e, per questo solo fatto, meritava di
essere vissuta in maniera diversa.
Poi, improvvisamente, giunse una decisione importante;
sarebbe andato a prendere il t al Caf Berkane, appena
oltre le mura, dietro la fermata dell'autobus. Benani lo aveva
ammonito a non uscire dalle mura per quel giorno, ma
dopo tutto Benani non era suo padre. Chiam il cameriere,
si lament per quello che gli era stato servito, si rifiut di
pagare, poi pag, scherz un poco con il proprietario e usc,
sorridendo. Nella piazza faceva un caldo soffocante e non si
vedeva ancora traccia della dimostrazione. Cammin lentamente
fino al grande cancello e pass sotto l'arcata principale,
per uscire in un mondo di motori e di fumi di scarico.
Non aveva mai visto tanti poliziotti; erano allineati attorno
alla piazza esterna, contro i muri, nella sala d'aspetto degli
autobus, davanti alla Pharmacie de la Victoire e gi per la
strada fino a dove poteva spingere lo sguardo - molti pi di
quanti erano stati l'anno della visita del sultano. Era uno
spettacolo stupendo, e fu contento di aver trovato il coraggio
di uscire dalla Medina. Erano tutti nemici, certo - non
che dimenticasse questo particolare - ma avevano un'aria
imponente in quelle loro uniformi, ammassati com'erano
lungo la periferia della piazza, e avevano vari modelli di fucili
che non aveva mai notato prima. Si trattava sicuramente
di uno spettacolo che valeva la pena di vedere.
Il Caf Berkane, un locale abbastanza nuovo, aveva
sfruttato una striscia di terra lunga e stretta fra i bastioni
della Casbah Bou Jeloud e uno dei canali del fiume. Si raggiungeva
l'ingresso superando un piccolo ponte di legno,
ma in genere anche sull'altra riva del fiume c'erano tavoli,
sparpagliati qua e l sotto le delicate foglie verticali dell'albero
del pepe. Quel giorno per non c'erano tavoli, e nello
spiazzo di solito destinato a essi si erano piazzati alcuni poliziotti,
evidentemente ben contenti di trovarsi all'incerto
riparo di quell'ombra polverosa chiazzata di sole. Amar si
aspettava che lo fermassero mentre si avvicinava al ponticello,
e che magari lo perquisissero o gli impedissero di entrare,
come se valicasse una frontiera, ma parve invece che
non si accorgessero nemmeno di lui.
Il locale, al contrario di quello che aveva appena lasciato,
era quasi deserto, e i pochi clienti seduti al tavolo,
se parlavano, lo facevano a bassa voce, quasi in un sussurro.
La cosa non era affatto insolita; Amar concluse subito
che si comportavano cos perch erano fuori dalle mura e,
di conseguenza, si sentivano molto meno sicuri circa ci
che riservava loro quella strana giornata. Poi, certo, bisognava
tenere presente che quelli che sedevano vicino alle finestre
avevano lo spettacolo palese e poco rassicurante dei
poliziotti fermi l fuori. C'erano diverse sale nel Caf
Berkane, tutte con finestre sul fronte, oltre il corso d'acqua; uno
sputo o un mozzicone di sigaretta andava a cadere nel fiume
e veniva subito trascinato via dalla corrente. Nell'unica
saletta che dava sul retro c'era per un'atmosfera completamente
diversa; invece di guardare a nord, si guardava a
sud e a ovest, e si vedevano tratti dei massicci bastioni e un
bacino d'acqua immobile - niente altro. Nel bacino l'acqua
non era profonda - forse un metro - n stagnante, perch
si ricollegava al fiume mediante un canale che passava sotto
il caff. L'intenzione del proprietario era stata quella di
piantare lungo i bordi bamb e iris e di riempire di gigli
d'acqua quella superficie liquida; l'idea gli era sembrata cos
buona quando aveva costruito il caff che non aveva esitato
a spendere il denaro necessario per il cemento destinato
al bacino. Ma, una volta aperto, aveva dimenticato la
sua intenzione originale, e ora ai bordi dell'affossamento
crescevano ciuffi di erbacce, favoriti dalla vicinanza dell'acqua
ma ostacolati dalla polvere che pioveva di continuo
dalla piazza vicina. La saletta sul retro era quella che Amar
prediligeva, perch era la pi tranquilla, e l'acqua immobile
gli sembrava preferibile a quella corrente; a Fez l'acqua
corrente non rappresentava certo una novit.
Sapeva gi quale tavolo voleva. Era quello dietro la porta,
vicino alla finestra, isolato. Spesso, quando non lavorava,
era venuto l a passare l'intero pomeriggio, cullato dal
mormorio e dalla musica che arrivavano dalle altre stanze,
in qualcosa di simile a uno stato di estasi, mentre osservava
le minuscole increspature dell'acqua fuori dalla finestra.
Era quel felice stato d'animo che la sua gente sapeva trovare
con tanta facilit; alla sua origine stava l'assenza di
spiacevoli preoccupazioni immediate, e a sostenerlo era
sufficiente un panorama che comprendesse il mare, un fiume,
una fontana, qualunque cosa che occupasse gli occhi
senza chiamare in causa il cervello. Era il mondo dietro il
mondo, dove la meditazione annulla la necessit di azione,
e la calma che ogni cosa cerca nella morte appare per un
attimo sotto l'aspetto di una tranquilla soddisfazione, lo
spirito si persuade che le acque immobili della perfezione
sono raggiungibili. I particolari della vita commerciale e le
personali considerazioni finanziarie che saettano come
razzi nei cupi cieli di questo cosmo intimo servono solo a
ingrandirne e a sottolinearne la vastit, senza per questo
turbarne minimamente la suprema calma.
Attravers le prime due sale del caff e pass in quella
piccola, dove ebbe la soddisfazione di vedere che il suo tavolo
era libero. Anzi, non c'era nessuno nella stanza, il che
gli fece decidere che si sarebbe trattenuto il tempo sufficiente
a bere un t e che poi si sarebbe trasferito in un'altra
sala pi affollata. Era una piccola cerimonia che andava
inventando, perch il suo stato d'animo in quella giornata
richiedeva l'osservanza di qualcosa di simile a un rituale.
Per pagare il t avrebbe fatto cambiare la moneta da
venti rial che aveva trovato la mattina in strada. Agli occhi
di Allah, pens, sarebbe stato quello il modo pi accettabile
di spendere il denaro.
Quel giorno, senza il solito chiasso, senza il consueto e
monotono suono della radio (mancava ancora l'elettricit),
la stanza sul retro sembrava non tanto un rifugio quanto
una minuscola cella. Dalla piazza arrivava il rumore attutito
dei motori degli autobus. Ordin il t. Mentre aspettava,
un ragazzo che reggeva un vassoio di paste attravers il
caff e infil la testa dalla porta. Per chiss quale ragione,
forse perch il ragazzo assomigliava vagamente all'amico
che quel giorno gli era passato accanto in bicicletta e gli
aveva dato un passaggio, o forse perch proprio in quel momento
era entrato nell'altra sala un uomo che aveva visto
spesso nei caff intento a vendere clandestinamente piccole
quantit di kif, Amar si sorprese a pensare al giorno in
cui aveva deciso di fuggire. Ogni volta che prendeva in considerazione
quell'incidente, si rendeva conto di nutrire ancora
un desiderio attivo di vendicarsi. Ma sapeva che non
avrebbe levato un solo dito contro Mustapha, come Mustapha
non aveva mai levato un dito contro di lui. Tutto si
sarebbe svolto altrimenti. Allah aveva deciso che fosse Mustapha
a nascere per primo. Di conseguenza era dovere di
Mustapha di comportarsi con il fratello con una gentilezza
tale da far dimenticare la sua superiorit. Mustapha non lo
aveva mai capito; anzi, aveva sfruttato sempre in maniera
tirannica la sua posizione per ottenere ulteriori favori. L'ingiustizia
poteva essere riscattata solo mediante una rappresaglia
che raggiungesse il suo scopo. Si alz e dalla soglia
guard nell'altra sala; il venditore di kif stava chiacchierando
in un angolo, vicino alla finestra. Doveva fare
molta attenzione, quell'uomo, a stabilire l'identit dei suoi
clienti, o, in caso contrario, sarebbe finito nelle mani di un
agente di polizia. Era noto che i francesi avevano vietato la
vendita del kif nella speranza di convincere i musulmani a
bere alcolici; in questo modo il governo avrebbe visto aumentare
a dismisura i suoi introiti. Per i francesi non aveva
la minima importanza il fatto che la religione vietasse in
maniera esplicita l'alcol ai musulmani: erano sempre pronti
a favorire coloro che infrangevano le leggi dell'Islam e a
punire coloro che le osservavano.
In quel momento accadde qualcosa di strano: un uomo
e una donna, l'uno e l'altra nazzareni, attraversarono il ponticello
ed entrarono nella prima sala. Un attimo dopo comparvero
nella seconda, cercando, con aria disinvolta, un tavolo
dove sedere. Per un momento parve che ne avessero
trovato uno di loro gradimento, poi la donna disse qualcosa,
e allora l'uomo varc la soglia sulla quale stava fermo
Amar e diede un'occhiata alla saletta. Quando guard fuori
dalla finestra e vide il bacino, sembr che si fosse deciso
a sistemarsi l con la sua compagna. Amar torn in fretta a
sedere al suo tavolo, per paura che gli sconosciuti potessero
scegliere proprio quello. Il qaouaji arriv con il t; mentre
stava per uscire, l'uomo lo chiam in arabo e gli ordin
due t e due cabrhozels. Amar osserv attentamente lo sconosciuto,
giunse alla conclusione che non era francese, e
l'ondata d'odio che stava crescendo in lui si plac, lasciando
un residuo di disappunto e di indifferenza venata di curiosit.
Un attimo dopo, quando cap che l'uomo e la donna
si erano accorti che lui li stava osservando, volt in fretta
la testa e fiss gli occhi sull'acqua, mentre sorseggiava
lentamente il t. Poco dopo torn a guardarli. Stavano parlando
a bassa voce e sorridevano. La donna era evidentemente
una prostituta di infimo ordine, perch aveva le spalle
e le braccia scoperte, e l'abito che indossava era molto
scollato sul petto. Quasi a confermare il verdetto di Amar,
lei di l a poco prese dalla borsetta un astuccio di sigarette,
si infil una sigaretta in bocca e attese che l'uomo
gliel'accendesse.
Tanta sfacciataggine lasci letteralmente sbalordito
Amar. Neppure le donne francesi della Ville Nouvelle
giungevano a tali estremi per ci che riguardava abiti e comportamento.
Anche la pi spregevole prostituta avrebbe badato
a non lasciarsi bruciare in quel modo dal sole. Era chiaro
che quella donna doveva aver lavorato nei campi; se era
cos abbronzata, era certo rimasta all'aria aperta per molto
e molto tempo. Ma il suo intuito gli disse che, nel giudicarla,
aveva commesso un errore di valutazione. Probabilmente
non veniva dai campi, ma aveva avuto chiss quale
infortunio che l'aveva costretta a camminare per molti giorni
al sole, e ora si vergognava e voleva nascondersi agli occhi
della folla: ecco perch aveva scelto di sedersi nella saletta
deserta sul retro. Se stavano cos le cose, non poteva
certo essere soddisfatta di sorprenderlo a guardarla. Continu
a sorseggiare il t, gli occhi fissi fuori dalla finestra. Poi
si alz e cerc oltre la porta l'angolo dove aveva notato il
venditore di kif. L'uomo si era messo a sedere, evidentemente
dietro invito di un cliente, e stava bevendo un bicchiere
di t. Amar gli and accanto e gli rivolse la parola.
L'uomo annu e gli tese un minuscolo pacchetto. Amar pag,
torn al suo posto e riprese il suo esame clandestino dei
due turisti. (Non essendo francesi, dovevano appartenere
per forza a tale categoria.) Erano gente strana, pens, i pi
stranieri di tutti gli stranieri che aveva mai visto. Il loro abbigliamento
era insolito, i loro visi erano diversi, ridevano
quasi sempre pur senza sembrare ubriachi, e il particolare
pi inspiegabile per Amar consisteva nel fatto che, per quanto
- a giudicare dai piccoli segni esterni in base ai quali si
giudicano le cose del genere - quei due sembrassero nutrire
un profondo interesse reciproco, l'uomo non stringeva
mai la mano della donna, non si chinava mai ad accarezzarla
o a odorarla, n mai lei, malgrado il suo atteggiamento
altrimenti sguaiato, abbassava una sola volta gli occhi per
fissarlo. Se ne stava semplicemente seduta, come se non si
rendesse neppure conto della differenza di sesso. Pure Amar
avvertiva qualcosa nell'aria, come se fra quei due esistesse
un fattore che per lui aveva maggiore valore dei loro atteggiamenti
disinvolti, atteggiamenti che, dopo tutto, potevano
essere simulati. Aveva avuto modo di osservare molte
coppie francesi, e mentre la loro definizione di un comportamento
pubblico accettabile comprendeva eccessi che i
musulmani non avrebbero potuto neppure immaginare, i
due schemi, nel loro complesso, non differivano in maniera
radicale; non c'era nulla di palesemente assurdo nel comportamento
dei francesi. Quella coppia invece gli riusciva
assolutamente incomprensibile.
Quando ebbe terminato il t, decise di uscire a passeggiare
intorno alla vasca, ma la porticina non veniva usata
da chiss quanto tempo e il catenaccio era pi rugginoso
che mai. Gli ci volle un poco, ma alla fine riusc a spingerloindietro con un sasso che aveva trovato in un angolo
vicino e che forse veniva tenuto l per quello scopo. Apr la
porta, abbattendo le ragnatele, e usc. Il sole era terribilmente
caldo in quel ristretto spazio non aerato fra il caff e
le alte mura della citt, e la vasca sembrava uno specchio
che ne rifletteva la bianca luce abbagliante. Si inginocchi
e infil una mano nell'acqua: anche quella era calda. Un cervo
volante aveva sfiorato troppo da vicino la superficie e si
era bagnato le ali; ora si contorceva disperatamente nel tentativo
di sollevarsi di nuovo. Rimase per un momento a osservarlo
con interesse, poi, turbato dall'idea che stesse per
morire, rimbocc pi alte che poteva la gambe dei calzoni
e si cal nell'acqua. Era pi profonda di quello che aveva
immaginato, perch gli arrivava fin quasi alle cosce. Il fondo
era sdrucciolevole, ma procedette a guado, infil una mano
sotto il cervo volante e lo sollev. Poi rimase immobile a
guardarlo, e sorrise, perch sembrava che quei due enormi
occhi lo fissassero anche loro. Forse lo stava ringraziando.
"Come sono meravigliose le opere di Allah!" mormor.
Quando il sole ebbe asciugato le ali, il cervo volante le agit
pi e pi volte, poi, improvvisamente, si lev in aria e vol
verso il bastione. Amar usc dalla vasca, abbass i calzoni
e li strizz. Poi si mise a sedere al sole, sulla riva, per farli
asciugare. Gli parve di udire in lontananza, dai tetti polverosi
della citt, il clamore di voci umane. Ma era lontanissimo,
e sembrava il vento che soffiasse da una fessura
della porta. Se la processione fosse passata per Bab Bou
Jeloud, voleva trovarsi nell'altra sala a guardare e, se ci fosse
stata battaglia, pi di un poliziotto francese sarebbe finito
per terra; ecco che cosa voleva vedere. Erano sempre i musulmani
a essere maltrattati, picchiati, uccisi, com'era accaduto
proprio quel giorno sotto i suoi occhi, quando erano
stati due musulmani a incassare e a morire. Per un attimo
prov un impeto di simpatia a scoppio ritardato per i
due mokhaznia che giacevano nel vicolo, vicino alle baracche
degli avvocati. Forse, quando avevano accettato il posto
dai francesi, non sapevano che avrebbero dovuto schierarsi
contro la loro gente, e quando se n'erano accorti era
ormai troppo tardi, conoscevano troppe cose perch i francesi
potessero lasciarli andare, e avevano dovuto restare.
Ma in questo caso, argoment, era loro dovere, anche a
prezzo di sofferenze mortali, di rifiutarsi di portare a termine
gli ordini. Sarebbe stato molto pi eroico da parte loro
morire come martiri per mani francesi piuttosto che venire
abbattuti ignominiosamente, come animali, e lasciare
che i loro cadaveri venissero maledetti e oltraggiati dai loro
stessi fratelli. Sapeva che un musulmano che muore sul
campo di battaglia va direttamente in Paradiso, senza attendere
il giudizio, ma non era molto documentato sul destino
dei traditori. Comunque, gli sembrava logico che venissero
affidati direttamente alla giurisdizione di Satana.
Trem nel suo intimo all'idea di ci che aspettava coloro che
finivano all'inferno. Non era la sofferenza ad apparirgli spaventosa,
ma la sua eternit, per quanto la vittima potesse
pentirsi. Se il cuore di un uomo fosse cambiato, se avesse
desiderato Allah con tutte le sue forze? In questo caso la pena
sarebbe consistita non nel venire arrostito per sempre su
uno spiedo come un mechoui di agnello e nel venir squartato,
come gli amici della libert dicevano che avevano fatto i
francesi dei musulmani di Oued Zem, ma nella certezza di
non poter pi, in nessun modo, essere benedetto dalla presenza
di Allah. La morte non  niente, si disse, guardando
fra gli occhi socchiusi il riflesso accecante del sole sull'acqua;
chi  fortunato pu persino fare della propria morte un
evento glorioso che la gente non dimenticher. Pens che
forse per quello Mohammed Lalami era stato cos sguaiato
il giorno prima: forse sapeva gi che suo fratello stava per
essere fucilato dai francesi. Un giorno, pens, Mohammed
lo avrebbe aspettato e lo avrebbe colto di sorpresa, e sarebbe
stata una brutta faccenda allora. Se avesse visto Mohammed,
avrebbe fatto bene ad avvicinarlo e a tendergli la
mano per chiedergli scusa. Probabilmente Mohammed non
avrebbe accettato, ma quel gesto avrebbe ammorbidito il
suo cuore e preparato il terreno a una futura riconciliazione.
L'eco delle grida e dei canti si faceva pi forte, e i calzoni
erano ormai quasi asciutti. Si alz e rientr.

 Libro III.
L'ORA DELLE RONDINI.

Secondo me, non c' niente di pi meraviglioso
che essere uno straniero. E
per questo mi unisco agli esseri umani,
perch non sono della mia specie, e
precisamente per essere uno straniero
fra loro.
Canto della rondine; Le Mille e una notte
 
Capitolo I.

La mattina, Stenham e Moss avevano l'abitudine di
scambiarsi messaggi per mezzo dei camerieri. Dato che il
suo appartamento dava sul giardino, Moss consegnava le
sue missive a Mokhtar, l'uomo che spazzava i viali e curava
i fiori davanti alla sua porta; Mokhtar si spingeva fino all'atrio
principale e le passava ad Abdelmjid, il quale aveva
l'incarico di pulire con l'aspirapolvere i tappeti delle sale comuni.
L'anno prima era stato Abdelmjid a salire le scale della
torre e a consegnare le buste alla porta di Stenham, ma
poi aveva sposato Rhaissa, una bella ragazza negra la cui
madre era stata schiava nella casa di un ex pasci, e dato
che era ora Rhaissa a riordinare le tre stanze della torre, era
ancora lei a bussare alla porta quando arrivava qualche comunicazione
dalla stanza quattordici.
Uno dei pi grandi desideri di una ragazza marocchina
era di avere gli incisivi e i canini ricoperti d'oro. In origine
i denti di Rhaissa erano stati sani, ma, quando le aveva trovato
un marito, la madre aveva creduto opportuno prima
del matrimonio fare apportare alla bocca della figlia le migliorie
necessarie. Il lavoro era stato eseguito da uno specialista
indigeno della Medina, e da allora la povera Rhaissa
aveva sofferto moltissimo. Ogni giorno voleva a tutti i costi
mostrare a Stenham le sue gengive infiammate; secondo
lei, il dentista le aveva dato il malocchio durante la cura
perch la madre aveva tardato a pagargli il prezzo richiesto.
Ma ora, con quello che guadagnava, aveva pagato
lei, fino all'ultimo soldo, eppure continuava a soffrire.
Stenham era giunto a temere questa quotidiana minaccia alla
sua quiete; le aveva comperato un pacco di perborato di sodio,
e lei lo usava regolarmente, dopo aver vuotato la polvere
della bustina su una carta speciale coperta di simboli
magici che si era procurata da un fqih. Le sembrava che il
sistema funzionasse, ma aveva intenzione di tornare presto
dal fqih per farsi dare un'altra carta con una diversa serie
di simboli.
Sono pronto ad aiutare quella ragazza, aveva detto a
Moss, ma non posso guardare in quella bocca rossa da coccodrillo
ogni maledetta volta che viene a rifarmi il letto.
Era una di quelle mattine in cui la citt ribolliva in silenzio
sotto un sole micidiale. Una bruma di fumo di legna
e di nebbia indugiava sulle terrazze, soffocando e uniformando
i rumori che salivano dal basso e che, quando arrivavano
alla sua finestra, sembravano monotoni e ipnotici
come un ininterrotto ronzio di api. Con un tempo del genere,
sempre, fra le dieci e le undici, i rumori assumevano
questa strana caratteristica. Chiss se in ci centrava la direzione
del vento, dato che l'unico suono riconoscibile era
quello di una segheria distante, in direzione di Bab Sidi bou
Jida. Poche mosche volavano pigramente per la stanza e andavano
poi a dormire sulle piastrelle del pavimento, al sole.
Quando arrivava questo momento, Stenham abbandonava
il suo lavoro, univa frontalmente due poltrone davanti
alla finestra e vi si stendeva sopra, voluttuosamente, al sole;
ogni tanto si drizzava per scarabocchiare qualche parola
su un taccuino che teneva accanto a s. Faceva attenzione
prima a chiudere la porta, per impedire che Rhaissa entrasse
improvvisamente e lo trovasse nudo; lei non aveva ancora
imparato bene la difficile lezione di ricordarsi di bussare
prima di abbassare la maniglia.
Ma quel giorno buss, e lui si infil di malavoglia la vestaglia
brontolando: "Che diavolo c'?. Salvo l'arrivo del
piatto con la prima colazione, tutto ci che lo disturbava
prima di pranzo lo irritava. Spalanc la porta, e Rhaissa gli
tese il biglietto che teneva in mano. La ringrazi con un grugnito,
si accorse che aveva intenzione di discutere lo stato
delle sue gengive e le chiuse il battente in faccia.
Il biglietto di Moss diceva: "Che splendida giornata!
Hugh mi ha promesso di pranzare con me allo Zitoun. Abbiamo
ordinato bastela. Volete venire anche voi? Posso
aspettarvi in camera mia alle dodici e mezzo? Il mio nuovo
modello  un mostro! Affettuosamente, Alain.
Torn a distendersi al sole, ma non riusc pi a ideare
nuovi particolari per la sua descrizione della corte del sultano
Moulay Ismail. Dopo poco si alz, si fece la barba e si
vest, poi scese nella stanza di Moss, sperando di sorprenderlo
nell'atto di dipingere. Ma quando arriv, il modello,
un vecchio spaventosamente ricurvo, attraversava il patio,
strascicando i piedi, e Moss era intento a ripulire i pennelli."Ecco una cosa affatto insolita, osserv. Siete arrivato
in anticipo. Adesso dovrete aspettarmi mentre mi cambio.
C' il nuovo Economist sul tavolo alle vostre spalle;  arrivato
stamane. Perch non andate a leggervelo in giardino?
O lo giudicate troppo noioso dopo gli incredibili eccessi della
vostra fantasia creatrice?
Stenham sbuff; lo stancava dover reagire alle punzecchiature
di Moss. Eccessi! disse, prendendo il giornale e
uscendo di nuovo al sole "Eccessi! Gli uccelli cinguettavano
e nell'aria gravava, intenso, il profumo dei fiori di dattero.
Moss era intelligente; sapeva dove conficcare i suoi
aghi, ma ora i punti che una volta erano stati sensibili avevano
ormai fatto il callo, e Stenham, quando reagiva, lo faceva
solo per cortesia o per pigrizia. In questo modo la conversazione
riusciva pi facile, perch Moss allora procedeva,
semplicemente, passando da un argomento all'altro, alla
ricerca di altri punti vulnerabili del carattere dell'amico
che non aveva ancora sfruttato.
Moss gli era simpatico perch era un enigma, e certo
Moss si divertiva a interpretare la parte di mago, di uomo
misterioso sempre pronto a cavare dalla manica le cose
pi inaspettate. Sono un semplice uomo d'affari, dichiarava
ipocritamente Moss, e non capisco questa pazza
jungla che sembra essere l'ambiente naturale di tutti voi
americani... Badate a non dare per scontata una qualsiasi
cosa quando parlate con me. Con me  necessario spiegare
tutto. Il vostro sistema etico americano  cos assolutamente
fantastico che il mio povero cervello non ce la fa ad
afferrarlo.
Ma altre volte dimenticava tutto questo e si lamentava:
Gli inglesi sono davvero troppo. Non si pu vivere in uno
stato di perenne raffreddore. Il mondo  un posto bellissimo.
Siete mai stato a Bangkok? Sono sicuro che vi piacerebbe.
Gente deliziosa... La sola cosa che rende la vita degna
di essere vissuta  la possibilit di gustare di tanto in
tanto un momento perfetto. E, cosa forse ancora pi importante,
avere la capacit di ricordare questi momenti nella
loro totalit, di ammirarli come gioielli. Mi capite?.
Stenham gli dava corda, rispondendo, con la massima
seriet: No, non vi capisco. Credo che la perfezione non mi
interessi.  sempre un'eccezione, qualcosa di estraneo a
tutto, di estraneo alla realt. Non concepisco la vita a questo
modo.
"Capisco, rispondeva Moss. Voi considerate la vita solo da
un punto di vista che sia il meno propizio possibile.
Stenham non aveva tardato a capire che cosa si nascondeva
dietro quell'atteggiamento di semplice uomo d'affari;
Moss gli aveva persino confidato una volta che stava
scrivendo un libro, anche se non aveva precisato che tipo
di libro sarebbe stato. E una volta, da Londra, assieme a
un'inutile lettera che aveva palesemente lo scopo di far sembrare
l'aggiunta un'idea dell'ultimo momento, gli aveva
mandato un gruppo di brevi poesie, non molto originali ma
abbastanza ben fatte da convincere Stenham che il loro autore
non era affatto nuovo alle muse. " colpevole come
me, amava rammentare Stenham a se stesso.
Il sole era caldo nel giardino; la terra, umida e nera,
essudava l'odore dolciastro, pesante, lievemente disgustoso
della primavera. Il vecchio Mokhtar comparve su un viale,
le babouches consunte che strascicavano sul fondo a mosaico.
Il suo turbante dava sempre l'impressione di essere
sul punto di sciogliersi. Non che importasse molto se fosse
presentabile o meno; la salute malandata e il troppo lavoro
avevano tolto ogni personalit al suo viso anonimo, e il turbante,
stretto o allentato, non poteva fare nulla per migliorare
il suo aspetto. Davanti a lui, Stenham avvertiva una
punta di disagio; quella espressione cortese e servile suscitava
sempre un lontano senso di colpa.
Moss usc sulla terrazza, aggiustandosi gli occhiali neri;
come al solito, era vestito quasi uscisse per fare una passeggiata
in Piccadilly. Credo di essere pi o meno pronto
ad andare, se siete pronto anche voi. Volete che ci mettiamo
in strada?"
Nel cortile, cercarono con gli occhi la mg di Kenzie, ma
non c'era. Moss corrug la fronte.
 gi uscito. Dovremo andare a piedi. E prenderemo
la scorciatoia.
Le scorciatoie sono almeno una dozzina, fece osservare
Stenham.
Meno sono labirintiche e meno stancano. Sceglieremo
la pi breve. Via, non fate tanto il difficile."
Stenham in testa, svoltarono nella strada a sinistra,
avanzando fra gli asini carichi di olive che venivano portate
al frantoio. "Difficile? Che cosa intendete? Perch vi siete
espresso cos? Stenham non aveva mai capito precisamente
se lo divertiva o meno dare esca alla vena lamentosa
di Moss; era un gioco che poteva continuare per ore, con
Moss nella parte dell'anima semplice, ingenua e perplessa
che si lamentava con il suo paziente e mondano mentore,
Stenham, e il gioco si faceva ancora pi complesso se ogni
tanto Stenham usciva in un'accusa diretta quale: "Perch
insistete nel considerare innocente questo pazzo mondo?
Che cosa state cercando di scoprire?. E ci aumentava il
sapore della scena perch si trattava di cose che non c'entravano
la verit, non di quello che avrebbe detto se avesse
voluto davvero porre fine al gioco. Moss lo sapeva, e sapeva
che Stenham lo sapeva, e cos il gioco continuava, facendosi
sempre pi ramificato, pi complesso, pi sottile,
e si accaparrava la maggior parte del tempo che essi passavano
assieme. Un giorno, pensava Stenham, non sarebbe
pi stato possibile fermare Moss, e allora lui avrebbe
parlato e si sarebbe comportato solo in carattere con il suo
personaggio, e parole e gesti non sarebbero pi stati di
Moss, ma di quella assurda creazione che non aveva nulla
in comune con l'uomo che lui intendeva mascherare. "Sono
stato io a metterlo su questa strada, si diceva, ma lui desiderava
soltanto di assecondarmi. E si  scelto il ruolo dell'idiota.
Ed eccomi adesso a guidarlo, come al solito, mentre
lui fnge di non conoscere la strada.
Una fontana pubblica faceva scrosciare il suo getto nella
vasca; donne e ragazze aspettavano con i secchi sotto la
volta a piastrelle azzurre e verdi. "1352, proclamavano le
piastrelle pi piccole, sotto la involuta iscrizione araba che,
lodando l'istituzione del monoteismo, metteva in guardia
contro i sostituti dell'unica e sola variet di esso; 1352, il
che significava un po' pi di ventanni, pens. L'acqua che
cadeva di continuo dai secchi aveva ridotto in quel punto
la strada in un pantano; l'argilla si era trasformata in un
fango viscido e scivoloso, e l'umidit gorgogliava subito e
riempiva ogni impronta lasciata dal piede.
Ehi, dico! esclam Moss. Quando si fngeva offeso, la
sua voce si faceva pi tagliente, il suo accento diventava
pi esageratamente oxfordiano. "Dove mi state portando
adesso?
"Siete passato di qui una mezza dozzina di volte almeno,
replic Stenham, voltando la testa.
Mille e cento anni addietro la citt era nata in fondo alla
conca fra le colline, con la forma di una coppa dai contorni
lievemente svasati; con il trascorrere dei secoli era cresciuta,
allargandosi con costruzioni di legno di cedro, di
marmo, di fango e di piastrelle, arrampicandosi verso l'alto
e traboccando oltre i bordi della coppa. Da allora il centro
era stato rappresentato dalla parte pi bassa, e tutte le
strade portavano l; bisognava prima scendere e poi scegliere
la direzione nella quale si voleva salire. Salvo i sentieri
che seguivano il corso del fiume lungo gli orti, tutte le
strade che partivano dal cuore della citt erano in salita. La
lunga scalata sotto il caldo del mezzogiorno era terribilmente
stancante. Un'ora dopo essersi messi in cammino,
stavano ancora procedendo su per gli affollati vicoli della
collina occidentale. La nebbia si era dissipata, il cielo era
diventato di un azzurro intenso e distante. La strada si allarg,
si riemp improvvisamente di ragazzini che tornavano
da scuola. Moss e Stenham poterono finalmente camminare
fianco a fianco. Al disopra del mormorio delle voci
infantili Moss disse: Ma dove diavolo finiremo da qui? Laggi
mi sembrava che non saremmo mai riusciti a superare
le mura. Non credete che avremmo fatto meglio a passare
per Bab el Hadid?.
"Ne siete convinto? Stenham si costrinse a parlare con
un tono vago. Sapeva perfettamente dove andava, ma il divertimento
consisteva nel dare l'idea di vagare a casaccio
fino all'ultimo istante per prendere poi all'improvviso una
svolta e portare Moss in un posto che lo avrebbe lasciato
tanto pi meravigliato in quanto gli era familiare.
"Immagino che abbiate nella manica uno dei vostri soliti
trucchi da congiurato," mormor Moss, con aria di falsa
rassegnazione, ma devo confessare che questa volta non
vedo proprio come possiate riuscire.
"Niente trucchi, si limit a rassicurarlo Stenham. Stiamo
semplicemente seguendo la via pi breve per il Zitoun.
O, almeno, cos credo. Potr essere pi preciso non appena
avremo fatto la prossima svolta."
La svolta seguente li port in un vicolo breve e polveroso.
Poco pi avanti, sotto un'arcata, un poliziotto indigeno
stava parlando con un soldato senegalese. Quando superarono
l'arcata, ecco una brezza fresca coglierli in pieno
viso, ecco il rumore di un torrente che scorreva rapido. Davanti
a loro si apriva un panorama di colline.
"Siete straordinario! esclam Moss, visibilmente compiaciuto.
"Credo che siate stato voi ad aprire quella porta
nel muro. Come si chiama? Ha un nome?
Stenham attravers la strada e si ferm accanto al parapetto
che strapiombava sui verdi declivi della valle sottostante.
Certo che ha un nome. La chiamano Bab Dar el
Pacha.
Oh, non ditemelo! fece Moss. "Sapete che una porta
del genere non esiste. Le ho imparate tutte a memoria, da
Bab Segma a Bab Mahrouk e viceversa, e nell'elenco non
c' una porta con questo nome.
"Farete meglio a correggere il vostro elenco. Bab Dar el
Pacha  una nuova porta che  stata aperta nelle mura venti
o trenta anni fa, in modo che il pacha potesse fare arrivare
una macchina fino alla soglia di casa sua.
Vandalismo, comment Moss.
Di l una breve salita portava all'albergo. Studenti del
collegio di Moulay Idriss scendevano la collina in bicicletta;
moltissimi portavano gli occhiali, e tutti indossavano abiti
europei privi di forma che, dal giorno in cui erano stati tagliati,
non avevano mai conosciuto ferro o smacchiatore.
Meno spettacolari degli alti pioppi tremanti che costeggiavano
la strada, ma pi interessanti per i ragazzini
che sciamavano dappertutto, i gelsi crescevano lungo il fiume.
I ragazzi facevano calare violentemente le loro lunghe
canne di bamb tra le foglie pi alte, e assieme alle foglie
cadevano le more verdi. La MG gialla di Kenzie era ferma
davanti all'ingresso dello Zitoun. La macchina formicolava
letteralmente di ragazzi, che se ne stavano in piedi sui fari
e sul paraurti, scavalcavano le portiere e lottavano sul sedile
per avere l'onore di mettersi al volante. Quando Moss
e Stenham arrivarono accanto alla macchina, il giovane che
stava scrivendo con la massima attenzione con una penna
a sfera sulla copertura la parola mohammed non si mosse
neppure. Probabilmente non considerava importante il suo
contributo alla gi ricca collezione di iscrizioni; gi ce n'erano
molte pi complicate, meglio riuscite. Visi sorridenti,
mani di Fatima, nonch frasi varie in romanico e in arabo
erano stati incisi sulla vernice con chiodi e pietre.
Guardate quello, disse Stenham. Si avvicin al giovane
che lo fiss, poi continu il suo lavoro come se niente
fosse.
Chnou hada? Che cosa stai facendo?" chiese allora al
ragazzo.
Il ragazzo sorrise. "Niente, si limit a rispondere.
Stenham indic le lettere scritte sulla copertura. E
quella? Che cos'?
Un'automobile. La freddezza della sua voce era senza
dubbio dovuta al fatto che, secondo lui, il signore nazzareno
lo stava scambiando per un ignorante ragazzo di campagna.
No, quella parola.
Mohammed.
Perch l'hai scritta?
"Perch  il mio nome.
"Ma perch l'hai scritta sulla macchina?
Il giovane si strinse nelle spalle, per far capire che considerava
quella domanda inutile e niente affatto interessante,
poi torn a sollevare la mano per completare gli svolazzi
che stava tracciando intorno al nome. Ma Stenham gli
afferr la mano e gliela spost energicamente. Molti dei ragazzi
pi piccoli si erano avvicinati e stavano guardando.
Via di qui! strill allora, e quelli indietreggiarono a distanza
di sicurezza.
Ma che cosa diavolo vi prende? Ora parlava all'adolescente,
che teneva ancora in mano la penna, quasi fosse deciso
a terminare quello che considerava senza dubbio un meraviglioso
esemplare della sua firma. Naturalmente, non ci
fu risposta, e fu costretto a continuare: "Non si possono cancellare
quelle scritte. Non lo sai?. Ancora nessuna risposta.
Moss si avvicin e, sorridendo al ragazzo, disse, nel suo
francese che lasciava trasparire un lieve accento inglese: Le
automobili costano moltissimo. Non dovreste rovinarle".
E allora il ragazzo reag. Ma io non l'ho rovinata! replic
con dignit.
Guarda qui! esclam Moss, indicando tutti gli sfregi
sulla vernice gialla. Guarda che cosa hanno fatto i ragazzi
di questa citt! E il signore  arrivato da due settimane
soltanto! Le riparazioni gli verranno a costare un bel mucchio
di denaro.
Quanto? chiese il giovane, impassibile.
Moss fece un rapido calcolo. Cinquantamila franchi
circa. Se non di pi.
Il viso del giovane si illumin. Dovrebbe venderla e
comperarsi una macchina nuova.
Stenham non riusc pi a trattenersi. Mahboul! strill.
Sei un idiota! Girate alla larga da questa macchina, tu
e tutti i tuoi amici. Avanti, via! Spinse energicamente il giovane
in mezzo alla strada e sloggi dal sedile anteriore due
ragazzi pi piccoli. Gli altri se la batterono in silenzio e andarono
a unirsi a un gruppo di cercatori di more di gelso.
Il giardino era uno spiazzo quadrato di terreno in piano
delimitato da una specie di argine e, sui lati, da ciuffi di
vegetazione incolta; il vento, che faceva tremare le cime degli
alberi, non raggiungeva per in quel momento i cespugli.
Qua e l c'erano tavoli e sdraie. Non c'era nessuno nello
spiazzo, salvo Kenzie che, seduto in un angolo vicino alla
sala da t, discuteva animatamente con un cameriere in
giacca bianca accovacciato accanto alla sua poltrona. Li
aveva visti entrare nel giardino, ma finse di accorgersi della
loro presenza solo quando gli furono davanti. Allora alz
la testa e sorrise distrattamente, come se li avesse lasciati
cinque minuti prima. Il cameriere accost le poltrone per
loro, poi scomparve nella sala da t, dalla quale ora usciva
quel rumore gracchiante che nei caff arabi caratterizza
l'inizio di un disco fonografico. Bilche tabousni fi
aynayah? si lamentava Abd el Wahab con una voce enorme, un
poco roca. "Perch mi baci sulle palpebre?
"Aspetto un ospite, disse a un tratto Kenzie.

 Capitolo II.

Kenzie non aveva bicchieri dinanzi a s, e sembrava che
non avesse intenzione di ordinarne, n per s n per quelli
che si erano appena uniti a lui. Stenham sapeva che Moss
lo aveva notato, e aspettava di vedere quali proposte avrebbe
avanzato in proposito; per ci che lo riguardava, non beveva
mai, ma avrebbe gradito un bicchiere di t di menta
per sciacquarsi dalla bocca la polvere che aveva dovuto inghiottire
mentre salivano dalla Medina. Ma era deciso a non
avanzare la proposta e a non dare ordini; non voleva che
quella roba gli venisse addebitata. In primo luogo, viveva
in quel momento in regime di stretta economia, nella speranza
di far durare l'anticipo fino a quando avesse terminato
il libro. Era convinto poi che, essendo il solo americano
presente, non era affatto tenuto a pagare per tutti gli
altri. Inoltre aveva notato in altre occasioni del genere, nel
corso delle ultime due settimane, qualcosa di simile a una
lotta fra Moss e Kenzie, come se ognuno fosse deciso a costringere
l'altro a pagare un poco di pi di lui; sembrava che
nessuno avesse mai moneta a portata di mano. Kenzie gli
aveva confidato che, se prendevano un taxi per andare assieme
da Bou Jeloud alla Ville Nouvelle, nel pomeriggio,
Moss si precipitava sempre a pagare, in modo che poi toccasse
a Kenzie pagare il viaggio di ritorno. Bene, e con questo?
aveva chiesto Stenham. Sta di fatto che dopo le sei le
tariffe aumentano, aveva spiegato Kenzie, con la massima
seriet. Ora aveva l'impressione che avrebbero finito per
trovarsi in un vicolo cieco, se si limitavano a starsene seduti
ad aspettare. Sembrava che tutto dovesse limitarsi a
un'offerta e a un rifiuto reciproco di sigarette; perch ognuno
preferiva la propria marca particolare.
"Abita qui al Zitoun, lei, disse poi Kenzie, continuando
la conversazione di un momento prima.
"Curioso, osserv Moss, soffiando fuori una nuvola di
fumo che rimase a fissare per qualche istante prima di continuare.
Un'americana che si stabilisce qui. C' da pensare
che non si trovi troppo bene.
Stenham non fece commenti, perch era sicuro che
Moss stava cercando di punzecchiarlo.
" un tipo a posto, e niente affatto stupida, prosegu
Kenzie. Ieri l'ho trovata qui in giardino che leggeva da sola.
Abbiamo cominciato a parlare e le ho detto che voi eravate
qui in citt, diede un'occhiata a Stenham, "ma lei lo
sapeva gi. Ho pensato che sarebbe stata divertente una riunione
in grande stile delle uniche quattro persone di lingua
inglese di Fez.
"Dimenticate i missionari, il console e sua moglie, lo
avvert Stenham.
"Persone ho detto. Kenzie era un nemico dichiarato del
console inglese; c'era stato uno spiacevole incidente a proposito
dello smarrimento di un sacco di posta. Stenham e
Moss erano aggiornatissimi su questo argomento.
Avrei preferito che mi aveste avvertito che veniva a
mangiare con noi, disse Moss, con aria preoccupata. E la
ragione , alz la voce, che ho una fame tremenda e, se
avessi saputo, avrei mangiato di pi alla prima colazione.
Dove?
"Sar qui fra un minuto, lo rassicur Kenzie.
Per inciso, disse Stenham, quando uscirete, troverete
una nuova aggiunta alla collezione di iscrizioni sulla vostra
macchina. La parola mohammed tracciata in inchiostro
indelebile sulla copertura, vicino alla traversa di sostegno.
Ho sorpreso il colpevole sul fatto.
"Spero che gli abbiate allungato un bel ceffone, disse
Kenzie.
Bene, per essere sincero, no.
Un colpo alla testa bene assestato fa meraviglie. Non
lo dimenticano.
Forse, convenne Stenham, "ma poi ne capita un altro
che ignora i benefci effetti di un colpo in testa. Non si pu
ridurre alla disciplina l'intero paese.
"Pure, fece Moss, pensieroso, " precisamente questo
che bisogna fare prima che riescano a combinare qualcosa.
Stenham si irrigid. E che cosa volete che combinino?
Sembrate un capo dell'Istiqlal. Perch dovrebbero combinare
qualcosa? Non si pu lasciare che continuino tranquillamente
come adesso?
Moss sorrise. "No, amico mio. Sapete benissimo anche
voi che non si pu.
Stenham diede un'occhiata al giardino e pens:  un
posto troppo bello per rovinarlo con una discussione. Poi
disse a Moss, con tono scherzoso: La mia domanda era retorica.
Siete peggio di mia moglie. Anche lei pensava sempre
che ogni cosa avesse bisogno di una risposta".
Moss si schiar la gola e rivolse un cenno al cameriere,
che era uscito dalla sala da t e stava togliendo le foglie morte
dalla vite che si arrampicava su uno dei muri della costruzione.
"Una bottiglia di Sidi Brahim ros. E preparate la tavola,
per piacere, e portate una grossa tazza di ghiaccio per
mettere al fresco il vino. Prenderemo prima la bastela. Com'
oggi?
Magnifique, monsieur," rispose gravemente il cameriere.
Magnifique, eh? ripet Moss, divertito.
Il cameriere si allontan in fretta. Stenham diede un'occhiata
a Kenzie, per vedere come reagiva alla petulanza di
Moss. Kenzie stava fumando, con aria distratta. Una cicogna
pass lentamente sopra le loro teste, senza muovere le
ali, ma perfettamente bilanciata, spinta da una invisibile
corrente d'aria. Dall'altoparlante della sala da t giungevano
le frasi enigmatiche di una danza chleuh: rebab raschianti, guinbri frenetici, acute voci infantili che facevano
echeggiare i loro lunghi e rauchi richiami montani al disopra
dell'accompagnamento sincopato.
Moss era davvero molto filofrancese, stava pensando
Stenham. Alla stregua dei francesi si rifiutava di accettare
come un fatto stabilito, come una cosa reale, l'attuale cultura
dei marocchini, per quanto decadente. Sembrava invece
convinto che essa fosse qualcosa di casuale, un'eredit
dei secoli passati che ora stava attraversando un necessario
stato di transizione; la popolazione, insomma, aveva
bisogno di una guida temporanea per arrivare a una condizione
migliore. In modo che," aveva osservato Stenham,
amaro, essi possano smettere di essere marocchini. Perch
i francesi avevano, fondamentalmente, la stessa idea
dei nazionalisti; litigavano solo per cose esteriori, e anche
su questo punto lui cominciava a chiedersi se questi cosiddetti
disaccordi non facessero parte di un gigantesco
piano machiavellico, messo a punto assieme dai comunisti
marocchini e francesi che occupavano posizioni governative,
i quali, sapendo benissimo che un mutamento
presupponeva di necessit un'atmosfera di scontento, erano
pronti a trascinare il paese sull'orlo della guerra civile
pur di creare questa atmosfera.
I metodi e gli scopi dell'Istiqlal erano fondamentalmente
uguali a quelli del marxismo-leninismo; la cosa gli
era apparsa chiarissima leggendo le loro pubblicazioni e discutendo
con membri e amici dell'organizzazione. Ma non
era possibile che un movimento autonomista in un paese
coloniale, specie in un paese dove il feudalismo era rimasto
intatto, dovesse prendere quasi inevitabilmente questa
strada?
Udiva sempre la lamentela: L'America non ci aiuta.
Era, questa, la prima frase di un lungo e terribile atto di accusa,
il cui significato ultimo appariva, almeno a lui, spaventoso.
E il tempo passava, e l'odio per la Francia e per
l'America aumentava ogni giorno, inculcato artificialmente
in ogni settore della popolazione da giovani intelligenti
e cinici mandati appositamente per questo scopo. Pure, gli
era impossibile prendere partito in una controversia del genere,
perch, quando cercava di arrivare a qualcosa di simile
a una conclusione, sempre la controversia sembrava
svanire; era come se le due parti lavorassero assieme per
conseguire gli stessi fini sinistri.
Moss ha ragione? O io sono per caso un incallito
reazionario? La domanda chiave, secondo lui, era: l'uomo
doveva obbedire alla Natura o cercare di soggiogarla? Era
una domanda che aveva avuto risposta da molto, moltissimo
tempo, affermava Moss: l'essenza stessa dell'uomo
consisteva nel fatto che era stato eletto al comando. Ma a
Stenham questa risposta sembrava assurda. Per lui la saggezza
consisteva in una conscia e gioiosa obbedienza alle
leggi naturali, ma, quando lo aveva detto a Moss, Moss aveva
riso, come se lo compatisse. "Amico mio, la saggezza 
un concetto primitivo, aveva replicato. Oggi come oggi 
del sapere che abbiamo bisogno. Secondo Stenham, solo
una grande illusione poteva spingere un uomo a parlare a
quel modo.
Per difendersi, per seguire il corso dei propri pensieri,
chiuse gli occhi e rovesci la testa indietro, in modo da
dare l'idea di ascoltare la conversazione. Forse in questo
modo sarebbe riuscito ad assicurarsi ancora alcuni secondi
di solitudine. Ma fu subito evidente che la sua decisione
di evadere per un momento rappresentava al contrario il
segno che era stato assente e che ora veniva richiamato alla
realt. Le parole di Kenzie e di Moss cominciavano a
giungere al suo orecchio; tornava ad avvertire la tela ruvida
della sdraio, il sole nel giardino, il tremolio dei pioppi.
Vi siete per caso addormentato? chiese Moss. Stenham
si costrinse a sorridere con aria indulgente prima di
aprire gli occhi.
No, mi sento semplicemente soddisfatto.
Se non mi sbaglio, questa sera siete invitato da Si Jaffar
per una di quelle interminabili cene, vero?
"Adesso non mi sento pi soddisfatto. Perch me lo avete
ricordato? chiese Stenham.
"Non immaginavo che lo aveste dimenticato, e vi ho accennato
solo perch intendo parlarvi di Si Jaffar, e voglio
avvertirvi di non ripetere quello che sto per dirvi. Moss rinunci
all'espressione seria del viso e sorrise.  una storia
assolutamente assurda, ma credo che a voi e a Hugh piacer.
Ieri ho incontrato per caso il vecchio nella Ville Nouvelle,
e l'ho invitato a prendere qualcosa con me al Versailles.
Ha ordinato una di quelle spaventose bibite americane,
una di quelle misture medicinali che si chiamano Tipsy Cola
o simili, poi ha cominciato a far girare fra le mani il bicchiere
come se si trattasse, come minimo, di Armagnac.
Un'ora dopo stava ancora sorseggiandolo lentamente, e
parlava, parlava, sempre, naturalmente, in quel suo incredibile
francese.
Di che cosa? chiese Kenzie.
Oh, di scandali di vario genere, di episodi piccanti che
riguardano soprattutto i francesi. E qualcuno anche i marocchini.
Sono gente straordinaria, questi Fassiyine.
Immagino che vi abbia detto qualcosa di divertente.
Qualcosa di divertente c'era, rispose Moss, distratto.
Verso la fine del colloquio sono riuscito, Dio sa come, a
prendere le redini della conversazione quel tanto che bastava
per abbordare il delicatissimo argomento di Moulay
Abdallah. Ho cominciato a chiedergli quante prostitute
ospitava il quartiere. I suoi occhietti si sono fatti pi porcini
del solito, e ha cominciato a torcere le mani, ma con tanta
energia da farmi temere che la pelle potesse spaccarsi da
un momento all'altro. Oh, l. Monsieur Mousse, ha piagnucolato.
Ecco un problema molto difficile. Sono anni
che non faccio pi visite al nostro celeberrimo quartiere,
capite... Il vecchio reprobo! Mi consta che ci va, come minimo,
una volta per settimana. Ma gli ho chiesto se, secondo
lui, le prostitute erano cinquemila piuttosto che ventimila.
Ora si stava massaggiando le mani per calmare il dolore.
Ah Monsieur Mousse, nessuna delle mie conoscenze
ha mai cercato di contare quelle sciagurate ragazze. Questo
serve soltanto a illustrare le difficolt e i pericoli che non
si possono evitare quando si vuole discutere con quella vecchia
volpe.
Stenham era del parere che quella caricatura, anche se
riconoscibile, non rendeva giustizia a Si Jaffar, perch c'era
un altro aspetto del vecchio che non veniva neppure sfiorato.
"Ma io non sono tipo da lasciarmi scoraggiare, continu
Moss. "Ho tirato dritto, come potete immaginare, nella
speranza di arrivare al punto prima che arrivasse qualche
amico suo a rovinarmi tutto. Sono riuscito finalmente
ad avvicinare i gruppi per et, e ho menzionato la piccola
Khmou e la mia deliziosa bambola, Haddoui, mettendo
bene in chiaro che la roba sopra i quindici non era fatta per
me. A questo punto i sorrisi gli grondavano gi dalla faccia
come melassa, e ha incominciato a carezzarsi le dita con
un'aria da mandrillo. Oh, avete proprio ragione, Monsieur
Mousse! Le piccole sono davvero le nostre perle preziose.
Da noi si dice che sono come i primi, teneri bocci di verde
che spuntano per annunciarci il ritorno della vita sulla terra,
o qualche altra castroneria del genere. Non posso ricordare
tutto quello che ha detto, perch continuava e continuava,
soddisfatto della piega che aveva preso la conversazione,
cantando le lodi degli alberi in fiore, della prima
adolescenza, dei torrenti di primavera, dei colombi che imparano
a volare, ma, ora che ci penso, teneva tutto su un
tono impersonale, generale, e cos, alla fine, ero stato io a
dire tutto e lui non aveva detto niente... niente di niente.
Quando mi  stato possibile ho lasciato cadere, cos per caso,
che era maledettamente difficile per un pittore ottenere
una modella; mi rendevo conto che non c'era neppure
da pensare a procurarsene una fuori dalle case di Moulay
Abdallah, ma sapevo che anche l era quasi impossibile. E
lui ogni volta annuiva, con aria comprensiva, e conveniva:
Gi, non  neppure il caso di parlarne, naturalmente...,
Ah, gi, Moulay Abdallah..., Ah, certo, quasi impossibile,
avete proprio ragione. E allora, alla fine, ho dovuto cantargliela
chiara e tonda. Ho detto: Si Jaffar, credete che,
con la vostra influenza, riuscireste a farmi ottenere una modella?.
E quel vecchio mostro si  limitato a chiudere gli
occhi come un gatto. Aveva tutt'e due le paia di occhiali, e
cos sembrava un gatto dall'aria molto strana, posso assicurarvelo,
con quel suo cappuccio di seta sopra il fez. Quando
ha riaperto gli occhi ha detto: Monsieur Mousse, capisco
le vostre difficolt. Simpatizzo con voi, simpatizzo profondamente,
e vi assicuro che, per quanto possa costarmi,
domani mattina alle nove avrete un modello davanti alla
vostra porta. Era questo, pi o meno, che volevo sentire, e
ho pensato che sarebbe stata saggia politica lasciare cadere
l'argomento.
Stenham ascoltava distrattamente. Per prima cosa,
quando i due inglesi parlavano assieme in sua presenza, lui
aveva l'impressione, irragionevole senza dubbio, di essere in
qualche sottile maniera escluso dalla loro conversazione.
Poi, dato che era stato lui a mettere in contatto Moss e la famiglia
marocchina, non approvava affatto gli sforzi, per
quanto cauti, di Moss di trasformare il vecchio gentiluomo
in un procacciatore di donne. Ma un episodio raccontato da
Moss non annoiava mai, perch il suo corso seguiva invariabilmente
uno schema predisposto con la massima cura.
E cos ascoltava. Ma a un tratto, prima che il racconto giungesse
alla fne, seppe quale sarebbe stata la conclusione. Il
mio nuovo modello  un mostro, gli aveva scritto Moss su
quel biglietto. E ricordava il vecchio curvo e contorto che
aveva incontrato nel patio. Avvert qualcosa di simile all'ammirazione
per Si Jaffar e scoppi a ridere. Moss si volt
verso di lui con due occhi carichi di rimprovero. Bestia
che non siete altro! esclam. Non rovinate la mia storia!"
No certo. Scusatemi. Smise di ridere e si limit a sorridere.
Il racconto terminava esattamente come aveva previsto;
il vecchio era proprio il modello mandato da Si Jaffar.
Impagabile, disse Kenzie.
"A me sembra una maniera molto civilizzata di divertirsi,
disse Stenham. Non voleva che venissero a crearsi
astii fra Moss e Si Jaffar; in un posto dove il cerchio delle
conoscenze era cos ristretto, bastava un litigio a creare per
tutti complicazioni a non finire.  uno scherzo feroce, lo
ammetto, ma mille volte pi sottile di quelli che fate voi,
non vi pare?"
No, obiett Moss, girandosi sulla poltrona per guardare
il cameriere. Credo che si tratti di qualcosa di pi di
un semplice scherzo. Gli scherzi non sono il loro forte, lo
sapete benissimo. Secondo me, va interpretato decisamente
come un rimprovero. Ma voi potete spremervi il cervello su questa faccenda per i prossimi dieci anni e non arriverete
a conclusione alcuna. La prossima volta che la vedrete,
quella vecchia volpe assumer l'aria di innocenza di
un bambino appena nato. Che cosa posso fare io?  una cosa
sconcertante, devo ammetterlo.
Ma la cosa che mi diverte, insistette Stenham, " la
nota di pazzia che sanno iniettare fulmineamente in ogni
situazione. Come l'altro giorno, quando ho incontrato il direttore
dell'albergo nella Medina e mi sono fermato a parlare
per qualche minuto. Sapete che non vado mai nel suo
ufficio, e cos lo vedo solo ogni tanto per strada, cio quando
devo ingannare un poco il tempo, il che significa una
piccola dissertazione sulla meteorologia. E questo appunto
stavamo facendo quando un dignitoso signore ci si avvicina
e ci chiede in francese: Pardon, messieurs, ma se non
mi sbaglio state discutendo di ambra. Posso chiedervi se
parlate di ambra tagliata in pezzi o di ambra allo stato naturale?
Che ne dite allora?
Parve che Moss non vedesse rapporto alcuno fra questa
storia e la sua esperienza personale. Gi, che cosa? chiese,
di cattivo umore, girando il collo per vedere se gli riusciva
di scorgere il cameriere.
Il cancello di fondo si apr, e il giardino acquist subito
un significato mentre lei discendeva i gradini. Quello
che un momento prima era sembrato un cosmo ora si ritirava
sullo sfondo per diventare un semplice scenario davanti
al quale si sarebbe mossa la protagonista. Doveva
avere venticinque anni al massimo e indossava una camicia
di seta bianca e pantaloni bianchi. Gli uomini si alzarono
mentre lei si avvicinava, facendosi strada fra i tavoli e
le poltrone.
Oh, affascinante, mormor Moss, ma a voce molto
bassa.
Il suo corpo e il suo viso erano tali da farla appartenere
di diritto a quella categoria di donne che in ogni circostanza,
anche la pi avversa, possono sempre essere sicure
di apparire attraenti; e dal suo atteggiamento e dal suo modo
di camminare si capiva perfettamente che lo sapeva. E,
pens Stenham, giudicava la cosa cos normale da non attribuirvi
neppure eccessiva importanza. Mentre la donna si
avvicinava, ebbe una fuggevole visione di luoghi assolati
spazzati dal vento. Poi Kenzie disse: E questo  il signor
Stenham, un vostro compatriota. Madame Veyron.
Il cameriere l'aveva seguita in giardino, e si ferm a
rispettosa distanza durante i primi momenti della conversazione.
Ancora una volta fu Moss a chiamarlo e a ordinargli
con impazienza di preparare la tavola.
Se vi ho fatto aspettare, disse lei, "dovete darne la colpa
a questa citt. Credo che ormai sia una storia vecchia
per voi, ma, quando comincio a girare per quei souks non
riesco pi a staccarmene, semplicemente.  una cosa affascinante.
 una storia che non diventa mai vecchia, la rassicur
Stenham. O almeno,  cos per quelli che la amano. Certo
non tutti la amano.
Lei appoggi i gomiti sulla tavola e si pieg in avanti.
"Impossibile! Come si pu fare a meno di amarla?
Kenzie rise. A quanto sembra, molti sono capacissimi
di ci. Questa non  certo una delle localit che i turisti preferiscono.
Un po' troppo ossessionante, direi, al primo contatto.
Parve che lei riflettesse; l'espressione seria sottolineava
la bellezza pura dei suoi lineamenti. "Ossessionante.  proprio
cos. Ma forse a tutti noi non piace essere ossessionati,
una volta o l'altra?
"Oh, s, convenne Moss. Per un poco  piacevole. Ma
quando si cessa di rimanere sbalorditi davanti alla complessit
delle strade o alla compattezza monolitica della civilt
ancora medievale, a meno che non si scoprano altre
virt in una citt come questa, tutto pu diventare quanto
di meno ossessionante si possa immaginare... una maledetta
noia, per dirla schietta. Cos i turisti arrivano, si fermano
un paio di giorni e poi si trasferiscono altrove. Del
che, lo confesso, sono ben lieto.
Bene, disse lei, con un inaspettato accento americano
(compariva e scompariva mentre parlava, not Stenham,
questo piccolo ricordo della parte del mondo dove era
cresciuta e che l'aveva formata), sono qui da tre giorni e
potete credermi se vi dico che penso, penso, notate bene, di
aver gi trovato in questa citt aspetti non spettacolari sufficienti
a farmi qualificare come una potenziale innamorata
di Fez. Congiunse le mani e le un, curvando contemporaneamente
le spalle; sembrava, quello, il gesto di una ragazzina.
 cos eccitante! Infil una mano nella tasca dei
pantaloni e pesc fuori un pacchetto di Casa Sport.
"Prendete una di queste, disse Kenzie.
Lei scosse energicamente la testa. No, preferisco il tabacco
nero. Si accorda con questo posto. Ormai associer
sempre gli odori di qui... il legno di cedro, la menta, l'albero
di fico, tutti gli altri folli e meravigliosi odori... con il gusto
di questo tabacco. A casa, a Parigi, fumavo sempre Gauloises,
ma sono molto diverse, in un certo senso. Non hanno
affatto lo stesso gusto." Aspir due boccate e si volt a
guardare Kenzie. Devo farvi una confessione. Ho licenziato
la guida che mi avete procurato e me ne sono trovata
un'altra che almeno sa camminare. Il vostro Babbo Natale
non riusciva a starmi dietro. Mi seguiva sempre a una distanza
strepitosa, ansando e stralunando gli occhi come un
pazzo. E poi, non mi aveva in simpatia. Ho dovuto liberarmi
di lui.
Kenzie aveva un'espressione dispiaciuta, ma si limit a
dire: Oh, dovete fare molta attenzione.
Lei guard Stenham, quasi a chiedere conferma di tale
giudizio. "Siete anche voi di questo parere, signor Stenham?
So che conoscete la citt alla perfezione.
Non voleva offendere Kenzie assumendosi la parte dell'onnisciente
che lei gli assegnava. Una ragazza non fa mai
troppa attenzione, rispose, con un sorriso.
"E voi che cosa ne dite, signor Moss? continu, perch
evidentemente quel gioco la divertiva.
Oh, dico soltanto che, se era una guida autorizzata, potevate
ritenervi relativamente al sicuro.
"No, in generale, voglio dire. Credete che sia pericoloso
per me girare da sola?
"In tempi normali la citt era assolutamente sicura, ma
certo, oggi come oggi... Sono maledettamente fanatici, sapete.
"Siete tutti un branco di vecchi paurosi, si lament lei.
Moss e Kenzie si irrigidirono impercettibilmente e voltarono
la testa verso Stenham, quasi per leggere sulla sua
espressione se lei era davvero irritata. La sua osservazione
non era certo quella che ci si poteva aspettare quando ci si
conosceva solo da pochi minuti. Lui decise di non illuminarli
su questo punto e cambi argomento.
Mentre mangiavano la bastela, che Mme Veyron esaltava
di continuo (ed era davvero molto buona: pasta morbida,
i pezzetti di petto di piccione bolliti cotti alla perfezione),
Moss insistette sulla scarsa attendibilit della mentalit
indigena, gi illustrata dal suo precedente aneddoto. Poi
sorse la questione del vino. Moss voleva ancora ros, ma di
un'altra marca; secondo Kenzie, invece, sarebbe andato
meglio un vino bianco. Ma non si beve vino con la bastela,
obiett Stenham.
Che sciocchezze! replic seccamente Moss. Batt le
mani, e questa volta il cameriere comparve di corsa. "Une
bouteille de Targui ros, ordin. Poi, a Mme Veyron: "Vedrete,
si accorda perfettamente. A Stenham fece notare:
Avete un fondo puritano niente affatto simpatico, voi.
Purista, direi. Non riesco a vedere assieme vino e piatti
arabi.
Davvero? disse Mme Veyron, con l'interesse di chi viene
a conoscenza di un fatto generale poco noto. Moss la ignor.
"No, ho detto puritano e lo ripeto. Vi ho osservato per
diverso tempo, amico mio, e sono giunto alla conclusione
che non volete semplicemente vedere gli altri che si divertono.
Nemmeno vi piace vedere la gente che mangia bene.
Siete pi soddisfatto quando il cibo  insipido e insufficiente.
Vi ho tenuto d'occhio, amico mio. Quando ci capita
di mangiare male, il vostro spirito  al settimo cielo. Una
caratteristica davvero disgustosa.
Vi sbagliate di grosso, replic Stenham, cercando di
dare alla propria voce un giusto tono di sincerit. Ma si sentiva
turbato. C'era un elemento di verit in ci che Moss
aveva detto, ma la cosa non era cos semplice, perch una
ragione c'era e riguardava un senso di sicurezza. Lui non si
sentiva a suo agio con gli ingordi e con gli edonisti, che per
lui appartenevano a una razza ostile.
"Perch non bevete mai? gli chiese cortesemente
Kenzie.
Perch  una cosa che mi fa star male. Sapreste trovarmi
una ragione pi valida?
Non ci credo, osserv seccamente Moss. Stenham era
irritato con se stesso; si rendeva conto che per colpa sua la
conversazione aveva assunto un tono inquisitorio. Se avesse
voluto davvero rispondere a quella domanda, avrebbe
dovuto seguire una linea di condotta pi aggressiva e irrazionale,
senza scoprirsi a quel modo davanti a lei. Era come
se avesse mostrato i bicipiti e loro avessero detto: "Avete
bisogno di fare ginnastica. Da anni la gente gli rivolgeva
la stessa domanda, e lui considerava la questione come
una faccenda privata, come qualcosa che non poteva interessare
altri all'infuori di lui. Non bevete? Nemmeno vino?
E perch?
"Non cominciamo con questa storia, disse, alzando un
poco la voce. "Diciamo che per me  quello che noi americani
chiamiamo un argomento trascurabile. Guardava soltanto
Moss.
E posso chiedervi che cosa considerate argomento non
trascurabile?
"Ce ne sono moltissimi, replic, imperturbabile.
Il suo tono doveva aver stuzzicato Moss, che incalz: "E
cio?".
Siete al tappeto, signor Stenham, disse Mme Veyron.
Stenham scost il piatto; aveva gi finito, in ogni modo,
ma gli piaceva che quel gesto drammatico accompagnasse
le parole che stava per pronunciare. Una raffica improvvisa
di vento spazz il giardino, portando con s l'odore
umido del fiume gi in valle. Un angolo della tovaglia si
sollev e copr i piatti di servizio. Kenzie lo scost e lo rimise
a posto.
Per esempio, quella di tenere private le proprie faccende.
Dopo tutto, i nostri pensieri ci appartengono. Non 
ancora stata inventata una macchina che renda trasparente
il cervello umano."
"Stiamo discutendo di pensieri, replic Moss, all'esasperazione.
Siete pi inglese degli inglesi, mio caro John.
Mi riesce molto difficile capirvi. Avete tutti i peggiori difetti
degli inglesi e, da quello che posso vedere, ben poche delle
virt che ci aspettiamo di trovare negli americani. Qualche
volta ho l'impressione che ci raccontiate delle storie.
Non posso credere che siate davvero un americano.
Stenham la guard. Non volete farvi garante per me?
"Certo, rispose lei, sorridendo, "ma sono pronta a
scommettere che siete del New England.
"Che cosa vuol dire quel ma? Certo che sono del New
England. Sono americano e sono del New England. Come
un francese che ho trovato una volta in una cittadina della
jungla, nel Nicaragua. Era il proprietario dell'unico albergo
che esistesse laggi. Siete francese, monsieur?" gli ho
chiesto. E lui mi ha risposto: Monsieur, je suis mme
Gascon. Pure io sono guascone, e mi va di essere riservato sulla
mia posizione finanziaria. E sulle mie idee politiche e religiose.
Questi sono tutti argomenti non trascurabili, per ci
che mi riguarda. Ma preferisco tenerli riservati."
"Il mondo non va in questa direzione, fece Moss,
asciutto. Dovreste essere pi malleabile e prepararvi a
quello che inevitabilmente succeder. Aveva terminato di
pelare un'arancia, e, dopo averla tagliata, cominci a mangiarla.
Siete assurdo, aggiunse, ma senza convinzione, come
se pensasse a qualcosa che poteva o meno ricollegarsi
alla conversazione.
So che cosa vuol dire precisamente il signor Stenham,
esclam Mme Veyron, alzandosi di scatto. Scusatemi un
momento. Salgo in stanza per un minuto. torno subito.
Non intendo perdere questa discussione.
Anche gli uomini si alzarono, il tovagliolo stretto in mano.
Ma  gi finita, disse Stenham, con tono convinto.
Certo non perderete niente.
Moss scosse la testa, adagio. Non mi va di vedere una
persona cos poco attrezzata per il futuro. La grande differenza
fra noi, amico mio,  che io credo nel futuro. (Nel
futuro, pens Stenham, e Dio solo sapeva in quanti milioni
di dollari.) "Uno di questi giorni il futuro sar qui, e voi
non sarete pronto a riceverlo.
Mme Veyron torn al tavolo; aveva calcato in testa un
berretto di tela bianca con la visiera. "Ho un poco paura
di questo sole," spieg. " traditore, e ho gi avuto pi di
un'esperienza niente affatto simpatica.
Le ustioni da sole sono una brutta faccenda, convenne
Stenham.
"No, quanto a questo ho una pelle resistentissima. Sono
facile invece ai colpi di sole. Non era cos quando c'era
con me George... mio marito... ma, dopo che l'ho lasciato e
ho cominciato a girare da sola, c' stato poco da scherzare.
 terribile essere sola, e avere la febbre, e delirare, e sapere
che in un raggio di mille miglia non c' nessuno al quale
importa se voi sopravviverete o meno.  mancato poco
che morissi l'anno scorso a Cipro. Il dottore che avevo chiamato
mi ha somministrato aspirina, una pastiglia via l'altra,
e, quando si  accorto che non faceva niente,  andato
a consultare una vecchia che, come ho saputo poi, era la
strega locale.
"Ma almeno ve la siete cavata, osserv Stenham.
"A quanto sembra." Lei sorrise. "In ogni modo, i suoi rimedi
sono stati preparati tutti sul suo focolare, in una capanna
alla periferia della citt. Io non l'ho mai vista.
Kenzie rise, con un entusiasmo un poco eccessivo, pens
Stenham. "Impagabile! esclam. Poi si alz e le disse:
"Non vi andrebbe di vedere l'interno della sala da t?  molto
bello. Volete ordinare il caff, Alain?. I due si allontanarono,
e ogni pochi passi lei si chinava a osservare attentamente
un fiore o una foglia.
Stenham spost la sdraio in modo da potersi sistemare
pi comodamente, gli occhi fissi al cielo pomeridiano di un
azzurro abbagliante. "La bastela  un piatto di difficile digestione,
disse, con voce stanca. Si stava annunciando
quella specie di languore che seguiva inevitabilmente il pasto
del mezzogiorno. Non aveva sonno, ma non se la sentiva
affatto di muoversi o di pensare. Con gli occhi della mente
cominci a vedere panorami di altre parti della citt: ponti
ad arco sopra un fiume spumeggiante, gli aironi che volteggiavano
sulle paludi fra i bamb e le canne, i villaggi che
i pi poveri avevano costruito negli ultimi tempi in fondo a
cave abbandonate - ci si fermava sul bordo e si vedevano
gi, in verticale, le loro case costruite con massi squadrati;
non erano cos poveri da non stendere, sulle loro terrazze,
tappeti color arancio e color magenta perch prendessero
aria, e le donne sedevano nei loro minuscoli cortili, che erano
pozze d'ombra, a battere sui loro tamburi di argilla. E,
pi oltre, vedeva gli ingressi delle enormi caverne delle cave,
nascoste dagli alberi di fico selvatico; dentro, le vaste
stanze e gli enormi corridoi erano freschi, e la luce verdastra
arrivava dai pozzi profondi, filtrata dalla vegetazione
che ne copriva l'apertura. Regnava il silenzio dei secoli l
dentro; nessuno ci entrava, salvo qualche raro fuorilegge
che non aveva paura del djenoun spadroneggiante nei luoghi
del genere. Lui amava tutti questi posti strani e solitari,
fuori dalle mura, dove i cittadini lo consigliavano all'unanimit
di non andare a passeggiare. Pure la loro bellezza
esisteva per lui solo nel senso che lui era conscio della
loro strana solitudine fino al punto da poter dimenticare
quella sensazione di peso massiccio che gli dava l'idea
della Medina. Era il fatto di sapere l'esistenza della citt
formicolante, l sotto, chiusa dalle sue alte mura, a rendergli
cos attraenti i vagabondaggi per le colline e lungo il
bordo dei precipizi. Loro sono l, pensava allora, e io sono
qui, libero.
Dopo poco Mme Veyron e Kenzie tornarono dalla sala
da t, chiacchierando affabilmente. Il cameriere comparve
con i caff (anche se Stenham non avrebbe saputo dire
quando Moss li aveva ordinati), e la conversazione generale
riprese fiaccamente, con isolate osservazioni e risposte
cortesi. Stava languendo perch tutti desideravano soltanto
di restarsene seduti in silenzio. Ma, naturalmente, il silenzio
era inimmaginabile, e cos parlavano.
Cose molto interessanti sarebbero accadute in un futuro
non molto lontano, promise Kenzie. Anche se Casablanca
era in quel momento il centro di ogni attivit, Fez rappresentava
la roccaforte della resistenza al dominio francese,
e il governo era pronto a disperdere gli elementi ribelli
che si annidavano l. Ma sarebbe stata una faccenda molto
seria, perch avrebbe comportato arresti in massa in una
misura che non aveva precedenti. Si stavano ingrandendo i
campi di concentramento, perch per il giorno stabilito ogni
cosa fosse a posto. Tutto ci veniva raccontato a beneficio
di Mme Veyron, ma non suscitava certo le reazioni che ci si
potevano aspettare; lei si limitava a dire ogni tanto "Oh o
"Capisco o "Mio Dio ed era tutto. E Stenham pensava tristemente:
Lo diverte tutto questo. Vuole vedere disordini,
lui. Perch Kenzie stava manifestando palesemente di essersi
schierato, corpo e anima, dalla parte dei marocchini.
Stenham, per conto suo, non riusciva a trovare una soluzione
tanto semplice. Non era possibile, secondo lui, affermare
chi aveva ragione perch, fondamentalmente, gli uni
e gli altri avevano torto. Poteva simpatizzare solo con coloro
che si tenevano estranei alla lotta: i contadini berberi, che
volevano soltanto continuare a vivere secondo le loro abitudini
e le cui opinioni non contavano assolutamente. Erano
destinati a soffrire, chiunque vincesse la battaglia per il potere,
perch il potere, in ultima analisi, significava il controllo
dei frutti del loro lavoro. Non ascoltava nemmeno gli
eccitati resoconti che Kenzie dava delle armi scoperte dalla
polizia in casa di ricchi cittadini della Medina, o di quello
che, a quanto si diceva, andavano complottando in quello
stesso momento i seguaci di Si Mohammed Sefrioui in qualche
puzzolente cantina di Medersa Sahrij, perch si trattava
di cose che non avevano importanza. La grande citt medievale
era stata conquistata pi e pi volte grazie alla forza
e alla strategia; sarebbe stata conquistata ancora una volta,
un giorno o l'altro, ma con la differenza, temeva, che da
quel giorno in avanti avrebbe cessato di essere quella che
era. Poche bombe avrebbero trasformato in mucchi di polvere
bianca le sue mura create col lavoro manuale; non ci
sarebbe pi stato il labirinto incantato fuori dal tempo, dove,
mentre vagava senza meta, gli occhi gli dicevano che aveva
finalmente ritrovato la strada per le origini. La frattura
di un migliaio d'anni si sarebbe riempita in una frazione di
secondo, al tonfo della prima bomba; da quel momento in
avanti, fino a quando la metropoli trasformata non avesse
fatto sfoggio dei suoi viali e dei suoi garage, tutto sarebbe
accaduto meccanicamente. Le sofferenze, la sconfitta o la
vittoria, nulla avrebbe avuto un significato, tutto si sarebbe
svolto da solo, e un certo giorno qualcuno si sarebbe accorto
per la prima volta che la vecchia citt era morta nel momento
in cui era stata sganciata la prima bomba.
Ma nessuno ci avrebbe badato. Forse si sarebbe potuto
dire, in un certo senso, che la citt era gi morta per coloro
che vi abitavano, perch quasi tutti (e certo i pi giovani
senza eccezioni) la odiavano e desideravano soltanto distruggerla
per ricostruirla poi in quella che consideravano
una maniera pi consona alle necessit del momento. Essa
appariva loro troppo diversa da ogni altra citt che avevano
visto al cinema, troppo vecchia e decrepita nei confronti
di ogni altra citt marocchina. Si vergognavano dei
suoi vicoli e delle sue gallerie, della sua paglia e del suo fango,
non potevano sopportare la sua umidit, il suo sudiciume,
la sua atmosfera poco salubre. Avrebbero voluto abbattere
le mura che la circondavano, aprire spaziosi viali
attraverso i boschi dolivi circostanti e, su questi viali, far
passare linee di autobus, costruire enormi case d'abitazione.
Fortunatamente i francesi, decretando che la citt era
un monument historique, avevano impedito, almeno per il
momento, che tali scopi venissero raggiunti. I progetti di
ogni nuova costruzione dovevano essere presentati alle
Beaux Arts, e, se contrastavano troppo con lo stile tradizionale,
venivano inesorabilmente scartati.
Di una cosa almeno bisogna dar credito ai francesi,
non si stancava mai di ripetere, sono riusciti a conservare
intatta Fez.
Ma spesso doveva ammettere che questo era magari vero
solo dal punto di vista architettonico, perch vita e gioia
erano ormai scomparse da molto tempo e la citt appariva
ammalata al di l di ogni speranza.
Mme Veyron si alz di scatto. Scusatemi signori, disse,
soffocando uno sbadiglio.  stata una riunione molto
simpatica, ma non ne posso pi dal sonno. Sento un irresistibile
bisogno di distendermi e di fare una piccola siesta.
Kenzie era deluso. Speravo proprio di accompagnarvi
ai giardini pi tardi, disse. Si avviarono assieme verso il
cancello.
Perch non mi telefonate dal vostro albergo verso le
cinque e mezzo? Saremmo ancora in tempo?
Sarebbe molto pi semplice se, a quell'ora, vi chiamassi
direttamente da qui.
Lei prese un'aria dubbiosa, ma Stenham fece in tempo
a cogliere un lampo di risentimento nei suoi occhi.
Bene, disse lei lentamente, ma pu darsi che dobbiate
aspettarmi un poco mentre mi preparo."
E anche lui avrebbe dovuto aspettare, pens Stenham,
perch certo cos lei avrebbe voluto. Ma decise di tentare
ugualmente. Posso invitarvi tutti a un t per domani? Si
potrebbe andare in qualche caff fuori mano.
In cima alla scala, si fermarono davanti alla porta d'ingresso.
Kenzie si appart con il cameriere, per pagare il
conto.
"Mi sembra un'idea meravigliosa. D'accordo, disse lei.

 Capitolo III.

Stenham si svegli il mattino seguente con un poco di
mal di testa. La cena da Si Jaffar era stata pi pesante del
solito, e lui aveva passato una notte inquieta, nel corso della
quale, nei frequenti momenti di veglia, si era reso malinconicamente
conto di soffrire qualcosa di molto simile
all'indigestione. Bastela a mezzogiorno e poi, la sera, agnello con limone e mandorle affogato in olio d'oliva, pane pesantissimo
e sei bicchieri di t alla menta cos dolce da fare
irritare la gola... Pi volevano rendergli onore e pi rendevano
immangiabili i loro piatti, caricandoli di olio e di
zucchero.
Era una giornata di un sereno abbagliante, con un sole
che picchiava inesorabile. Dovunque guardasse il cielo, dal
suo letto, doveva socchiudere le palpebre. I piccioni che
avevano il loro nido vicino alla sua finestra tubavano soddisfattissimi,
e lui aveva la precisa sensazione che qualcosa
di dolce si andasse sciogliendo fuori, nell'aria soffocante
del mattino; di l a poco gli uccelli sarebbero stati soltanto
una specie di sciroppo in ebollizione, ma quel rumore
sarebbe continuato, monotono, inesorabile. Sbadigli, si
stiracchi e si lasci scivolare gi dal letto. Il telefono era
sulla parete opposta. Moss lo considerava un'insopportabile
seccatura. "Non mi andrebbe affatto l'idea di attraversare
a piedi nudi la stanza per ordinare la prima colazione,"
aveva detto, quando lo aveva visto. "Prendete una stanza comoda,
con un bagno come si deve," gli aveva consigliato.
Come la vostra? aveva chiesto Stenham. Ma si d il caso
che la vostra costi il quadruplo di questa. Ci avete mai pensato?
"Via, John, quando la vita costa poco come qui, i calcoli
matematici del genere non hanno significato," aveva
obiettato Moss. "E voi avete dollari. Io sarei giustificato se,
con le mie povere sterline, cercassi di fare un poco di economia.
Era, questo, un altro aspetto del gioco che si andava
perennemente svolgendo fra loro. Stenham sapeva benissimo
che Moss era proprietario di una delle pi grosse
fortune d'Inghilterra e che inoltre possedeva case, cinema
e alberghi in tutte le parti del mondo, dall'Avana a Singapore,
comprese alcune citt del Marocco dove si recava regolarmente
per quelli che definiva giri d'ispezione. Ma sapeva
anche che Moss si divertiva a recitare la parte del povero,
a fingere che i diversi milioni di sterline che aveva alle
spalle non gli davano sicurezza alcuna, perch, come aveva
confessato un giorno in cui era in vena di confidenze,
danno una sensazione soffocante, ve lo assicuro, in quanto
ogni decisione viene dettata dall'esistenza di questa cosa
che vi sta alle spalle. Non avete pi libert, ecco... neppure
un briciolo. Stenham aveva replicato allora che tutti
avevano quel tanto di libert che si meritavano. Ma in quel
momento aveva mirato soltanto a lusingarlo.
Sollev il ricevitore, che attacc un rumore ronzante fino
a quando, dopo uno scatto secco, una voce maschile disse:
Oui, monsieur.
Vorrei ordinare la prima colazione.
"Oui, monsieur, tout de suite."
L'uomo riattacc e riprese il ronzio. Furibondo, Sten-
ham picchi forte sul gancio, fino a quando la voce non torn
a farsi sentire, questa volta con un tono piuttosto sostenuto.
Vous dsirez, monsieur?
"Voglio la prima colazione," rispose Stenham, scandendo
in maniera eccessiva le parole, "mais ce matin j'ai envie
de boire du th. Au citron. Vous avez compris?"
Ma ho gi ordinato per voi il caff, come tutti i giorni,
obiett la voce.
"Cambiate l'ordine.
"Far del mio meglio, disse la voce, con dignit, ma
sar piuttosto difficile perch proprio in questo momento,
in cucina, stanno preparando il caff.
"Non ho voglia di caff, proclam Stenham, severo.
Ho voglia di t. Riattacc, con la certezza che quella mattina
gli sarebbe riuscito impossibile lavorare. Il pi trascurabile
incidente a quell'ora rappresentava per lui qualcosa
di simile a una barriera. E adesso aveva l'impressione che
il sangue gli pulsasse pi forte alle tempie. Dopo aver buttato
gi due aspirine, apr la porta del corridoio e torn a
coricarsi. Sapeva che era assurdo, ma per lui una giornata
che non segnasse almeno un piccolo progresso nel suo libro
era una giornata perduta. Cerc invano di convincersi che
un uomo non poteva fare una ragione di vita di ci che scriveva
se non credeva nella validit di quello che metteva sulla
carta. Il guaio era che non riusciva a trovare altri pretesti:
il lavoro doveva essere sbrigato. Ma, d'altra parte, non
riusciva ad attribuire importanza al lavoro di per s. Sapeva
che, qualunque cosa gli altri dicessero, il lavoro non aveva
valore alcuno, salvo che come terapia personale. Bisogna
pur vivere in una maniera o nell'altra, ripeteva a se stesso.
E agli altri diceva: "La professione di scrittore non  certo
dannosa, mi d da mangiare e mi tiene fuori dai guai".
Il t gli venne servito da Rhaissa, che aveva da raccontargli
una sua nuova sciagura. I parenti della campagna le
erano arrivati senza avvertire e si erano sistemati in casa
sua; sette erano, e, naturalmente, invidiosi della sua posizione
di cittadina, facevano di tutto per renderle la vita
difficile. Si erano accaparrati i suoi vestiti e ne avevano venduto
qualcuno alla Joteya; in quel preciso momento stavano
sfoggiando gli altri. Le avevano rotto un mucchio di piatti,
avevano lasciato che i ragazzi facessero buchi nelle pareti.
E, cosa peggiore di tutte, le avevano rubato o disperso
il suo prezioso perborato di sodio, perch, in un momento
di debolezza, lei aveva avuto la dabbenaggine di rivelarne
le magiche propriet. Mentre raccontava questo gli occhi le
brillavano di indignazione. Stenham si appoggi ai cuscini,
guardandola, sorseggiando il t, pensando che almeno i
due incidenti si erano verificati contemporaneamente, che
sarebbe stato peggio se il contrattempo del t si fosse verificato
quel giorno e Rhaissa gli avesse raccontato la sua saga
l'indomani. Quando lei ebbe terminato, le disse, con il
tono offeso che anni di vita in comune con quella gente gli
avevano insegnato: Menne jaou? O allche? E perch non
li mettete alla porta?".
Lei sorrise tristemente. Era un suggerimento che non
poteva neppure prendere in considerazione. Parenti erano,
e bisognava andare d'accordo con loro. Di l a un paio di
settimane al massimo se ne sarebbero andati, se cos voleva
Allah. E fino ad allora le sarebbe toccato di nutrirli e di
sopportare in silenzio i loro saccheggi.
E voi non andate mai a visitarli? le chiese.
Scosse la testa, con aria di disprezzo. E perch sarebbe
dovuta andare? Abitavano in campagna, molto lontano, e,
una volta scesi dall'autobus, bisognava continuare a piedi
o a dorso di mulo, e il loro villaggio era a diverse ore dalla
strada.
Ma, ammesso che ci andaste, fareste come loro? Vi
mettereste a sedere e mangereste il loro cibo e vi considerereste
come a casa vostra?
Rhaissa allora cominci a ridere. Tanta ingenuit sollecitava
il suo senso del ridicolo. In primo luogo, spieg, quando
vedevano arrivare qualcuno si affrettavano a nascondere
tutto quello che avevano da mangiare. E poi non si andava
mai a trovare i parenti che stavano in campagna se non
c'era in ballo un matrimonio importante o una morte che
comportava una possibile eredit, perch, in caso contrario,
a chi sarebbe mai passato per la testa di andare in campagna?
E, se per caso ci si doveva andare, ci si portava appresso
dalla citt tutto il necessario per mangiare.
Ma  una pazzia," obiett Stenham Tutti i generi alimentari
vengono dalla campagna.
Hachouma, fece Rhaissa, scuotendo la testa. (Era la
classica risposta marocchina che assieme a Haram" non
ammetteva replica, ponendo fine a ogni discussione; vergogna
e peccato erano le due parole pi importanti nel
vocabolario corrente della gente.) Se si aveva la fortuna di
vivere in citt, era giusto pagare questo privilegio lasciandosi
depredare senza lamentarsi dall'ingordigia dei congiunti
campagnoli; qualsiasi altro atteggiamento sarebbe
stato vergognoso, e questo era quanto.
Domani vi procurer un'altra busta di perborato,
incha'Allah, le disse.
Dopo una litania di benedizioni, Rhaissa usc, sorridendo.
Poco dopo, la sent cantare mentre scopava il corridoio.
Il mal di testa gli stava passando. Nel suo intimo avvertiva
un senso di attesa; stava aspettando con ansia il t di
quel tardo pomeriggio con la ragazza americana. "Madame
Veyron era il nome pi inadatto che il destino avesse potuto
riservarle. Si sarebbe dovuta chiamare Susan Hopkins,
o Mary Williams, o simili. Si sorprese a chiedersi quale fosse
davvero il suo nome, che tipo di donna fosse realmente.
Ma, se avesse indugiato su congetture del genere, non
avrebbe combinato nulla per tutto il giorno. Non era stata
avventata la conclusione che non gli sarebbe riuscito di lavorare.
Con la prospettiva di vederla, non sarebbe riuscito
a dimenticare la scena al telefono e la lagna di Rhaissa. Scese
dal letto e si fece la barba. Poi si mise a sedere al tavolo
e lavor fino alle dodici e mezzo, quando si vest e, anche
se era presto, scese nella sala da pranzo a mangiare, perch
aveva deciso di scrivere poi una lettera.
Se per caso c'erano molti turisti all'albergo, il servizio
di ristorante si dimostrava piuttosto insufficiente. Ma sembrava
che, nelle ultime settimane, le notizie di disordini nel
Marocco avessero spaventato tutti all'infuori dei viaggiatori
pi spericolati; c'erano stati soltanto pochi ospiti di passaggio,
e i camerieri per la maggior parte del tempo restavano
appoggiati al muro a chiacchierare a bassa voce. Gli
europei facevano gruppo vicino alla porta d'ingresso mentre
i marocchini avevano preso posto accanto alla porta che
dava sulle cucine.
I tre tavoli migliori erano quelli davanti alle finestre che
davano sul giardino dell'albergo, sulle mura del vecchio palazzo
e, pi oltre, sulla Medina. Negli ultimi tempi Stenham
aveva avuto modo di sedersi dove preferiva. Ma quel giorno
not con disappunto che tutte tre i tavoli erano occupati
da gruppi di americani. Si mise a sedere allora a un tavolo
abbastanza bene in luce, e cominci a leggere. I camerieri
conoscevano ormai le sue abitudini: qualche volta
ci metteva due ore a mangiare, e voltava una pagina via l'altra
prima di fare cenno che gli venisse servita la portata seguente.
Gli americani pi vicini a lui stavano discutendo degli
acquisti che avevano fatto quella mattina nei souks. Poi
parlarono di una donna che avevano conosciuto e che aveva
assistito all'attentato dinamitardo a un caff di Marrakech;
aveva ancora sotto la pelle schegge di granata, affermavano,
e il medico le aveva detto che era meglio lasciarle
dov'erano. Allora una voce maschile dichiar che una cosa
del genere era pericolosa, che magari quelle schegge sarebbero
potute arrivarle fino al cuore. Stenham cerc invano
di estraniarsi da quelle chiacchiere, di concentrarsi
sul suo libro. Continuava ad ascoltare. Quando gli altri si
alzarono, riusc a leggere un poco, ma fu interrotto da un
colpo leggero che gli venne battuto su una spalla. Alz la
testa, irritato, e si trov di fronte il viso divertito di Mme
Veyron.
Ecco il sistema migliore per buscarsi un'indigestione,
gli disse lei, mentre si alzava. Leggere mangiando.
Come state? Non vi ho visto entrare.
"Lo credo. Ma io ho visto entrare voi. Ero seduta in quell'angolo.
Quel giorno indossava un semplice abito a giacca,
la cui severit era negata da quel corpo di indossatrice
che l'abbigliamento sottolineava con qualcosa di simile all'enfasi.
Perch non vi sedete un momento con me? le chiese.
Lei parve incerta. I miei amici mi aspettano fuori. Andiamo
a bere il caff sulla terrazza.
Sedetevi, comunque," le disse, con tono deciso, e lei
obbed.
Ma non posso fermarmi, davvero.
Chi sono i vostri amici?" le chiese, con una punta di invidia,
perch erano rimasti con lei per tutto il tempo del
pranzo.
Una coppia americana e un loro amico che ho conosciuto
stamattina nei souks. Sono di stanza in una base
aerea, nei dintorni di Casablanca. Mi hanno pregato di pranzare
con loro. Diede una rapida occhiata alla sala. "Come
mai siete solo? Dove il signor Kenzie? E quell'altro? Non
ricordo come si chiama.
Oh, non mangio mai con loro, rispose, quasi a scusarsi
di essere stato con i due inglesi il giorno prima. Ieri
era un avvenimento particolare, insolito. Non so dove siano.
La guard. Sarebbe stato impossibile modellarle pi
artisticamente la carne sugli zigomi e agli angoli della bocca.
Anzi, concluse, era proprio questo e niente altro a farla
apparire cos bella. Era un viso che andava scolpito, non dipinto.
Gli occhi erano di un colore neutro, di un marrone
grigio, i capelli piuttosto chiari, qualcosa di mezzo fra il
biondo e il castano, dritti, corti e pettinati in maniera troppo
anarchica per essere voluta, e troppo curata per essere
casuale. Tutto si imperniava su quelle curve strane, multiple,
perfette che costringevano gli occhi a passare dalle labbra
alle tempie, su per le guance. Lei si rendeva chiaramente
conto che la stava osservando, ma non se ne mostrava
n lusingata n irritata. "Sono proprio contento di
vedervi, le disse, dopo un momento.
"Davvero non posso trattenermi. Devono tornare a Casablanca
fra pochi minuti, e sono stati molto gentili con me.
"Perch non venite a tenermi un poco di compagnia
quando sono partiti? Mi metter a sedere in fondo alla terrazza,
a uno dei tavoli sotto la palma gigante.
Si sono offerti di lasciarmi all'albergo, strada facendo,"
mormor lei. Non so davvero se...
"In ogni modo, ricorderete certo di avere un appuntamento
con me alle cinque. O lo avevate per caso dimenticato?
"Oh, non l'avevo dimenticato certo," replic lei indignata.
Se proprio dovete tornare in albergo, vi accompagner
con un taxi, ma fermatevi prima a prendere un altro caff
con me, quando i vostri amici saranno partiti.
D'accordo. E, dopo avergli rivolto un sorriso rapido
ma cordiale, usc.
Termin di mangiare a un ritmo che era per lui insolitamente
rapido; non che pensasse che lei potesse cambiare
parere e piantare gli amici, ma, dopo tutto, una possibilit
del genere esisteva, e il fatto di non vederla sembrava
renderla ancora pi reale. Ma quando usc, la vide nel
sole, con gli altri, mentre guardava una piccola tomba e
scuoteva la testa. Per non passare dalla terrazza dove stava,
tagli per il bar e per il corridoio scuro fino allatrio
principale d'ingresso, poi pass in un piccolo cortile ombroso
dove i pesci rossi guizzavano in una fontana sotto
un gruppo di enormi alberi di banano. Di l raggiunse il limitare
della terrazza e si mise a sedere a un tavolo in un
angolo appartato, contro il muro, quasi nascosto dall'enorme
ventaglio verde di aculei che un ramo di palma
gli faceva oscillare vicino alla faccia. Quando gli americani
se ne fossero andati, avrebbe lasciato passare un intervallo
decente, magari cinque minuti, e poi l'avrebbe raggiunta.
Ma lei invece si alz quasi subito e venne nel suo
angolo ombroso.
Sono andati, annunci. Sto pensando di trasferirmi
in questo albergo. Non credevo che facessero pagare cos
poco. Mi hanno detto che stanotte hanno avuto una camera
doppia senza bagno per soli milleduecento franchi. Stavo
in quell'orribile posto solo perch in questo periodo devo
badare al centesimo. Ma la differenza  minima. Vi rendete
conto che devo pagare settecento franchi per quel buco
e che non lo puliscono nemmeno? Sotto il letto c' ancora
lo stesso, enorme pezzo di pane che avevo notato il
giorno del mio arrivo.
"Settecento franchi! esclam. Io per ottocento ho una
stanza magnifica. Vi hanno davvero truffata. Troppo bello
per essere vero! Impossibile che si trasferisse l. Decise di
non aggiungere altro, per timore che lei avvertisse la sua
soddisfazione e cambiasse parere.
Vorrei parlare con il direttore e vedere, almeno, che cosa
possono darmi.
L'albergo  deserto. E arriviamo cos alla domanda che
desideravo rivolgervi. Come mai vagabondate per il Marocco
da sola, e proprio quest'anno?
Lo guard fissamente, quasi si chiedesse se era saggio
affrontare l'argomento che le veniva proposto. Un attimo
dopo parve decidersi, ma lui non avrebbe saputo dire se lo
aveva fatto con piena fiducia in lui o con una punta di riserbo.
E il fatto di aver pensato alla fiducia bast a riaprire
nel suo animo una stanza soffocante del suo passato dove
il sospetto era obbligatorio e la fiducia negli altri una
questione piuttosto discutibile.
Proprio quest'anno, ripet lei. Ecco la risposta. Avevo
sempre desiderato appassionatamente vedere il Marocco, e
avevo la spaventosa sensazione che avrei fatto meglio a venire
adesso se non volevo rinunciarci per sempre.
"Perch? Gli parve di capire che cosa intendeva, ma voleva
esserne certo.
Bene, mio Dio, guardate i giornali! esclam lei. Non
ci vuole molto cervello per vedere che cosa sta succedendo.
Ora era quasi sicuro che aveva indovinato i suoi pensieri e
stava sulla difensiva. Qui c' in corso una piccola guerra.
Se si va avanti di questo passo, non rimarr granch." (Ma
 difficile fingersi innocenti, una volta che si  mangiata la
mela, pens lui.) "E mi sembra che si stia proprio andando
avanti di questo passo, perch i francesi non intendono desistere,
e certo nemmeno gli arabi, perch non possono.
Stanno combattendo con le spalle al muro.
Credevo voleste dire che vi aspettavate una nuova guerra
mondiale, ment.
 l'ultima delle mie preoccupazioni, questa. Quando
verr, la prenderemo. Non ci si pu preoccupare di continuo
per il giorno del Giudizio. Sarebbe una sciocchezza,
semplicemente. Tutti quelli che sono stati al mondo hanno
sempre dovuto affrontare il loro giorno del Giudizio particolare,
ed  ancora cos. Sotto questo punto di vista, niente
 cambiato.
Un piccolo cameriere algerino, che qualche volta faceva
da aiutante barman, si era avvicinato al tavolo.
Vous prenez queque chose, Monsieur Stenhamme? domand.
"Caff? le chiese Stenham.
Lei si strinse nelle spalle. "E vada per il caff. Rester
agitata per tutto il pomeriggio, ma non importa.
Non preferite per caso un liquore?
Cointreau, Chartreuse, Pippermenthe, Crme de Cacao,
Grand Marnier, whiskey, Benedectine, Armagnac, gin,
Banania, Curaao..." attacc il cameriere.
Fatelo smettere! esclam lei. Fra poco mi nominer
anche la Pilsner. No, no, no!  stato detto caff, e caff sia.
"Deux cafs.
Lei accese una sigaretta. Prima di sposarmi, ho lavorato
un poco a Parigi per l'Unesco. Facevo la segretaria,
niente di importante. Ho girato un poco, e questo ha suscitato
in me un interesse di nuovo genere per le cose. Non
dico di essere affascinata dalla politica, ma almeno so che
esiste. (La sua osservazione meno intelligente fino a questo
momento, pens lui; pi che mai sulla difensiva.)
E che cosa vi interessava prima?"
Rise. "Oh, niente di eccezionale, temo. Balli, appuntamenti,
scuola artistica e persino scuola drammatica. Tacque
per un momento. Ora la terrazza era completamente
deserta, e si sentivano soltanto i cinguetti sporadici dei passeri
nel giardino pi in basso e il ticchettio monotono di
una macchina da scrivere nell'ufficio dell'albergo, sul lato
opposto della terrazza.
Stenham non era soddisfatto; gli sembrava di aver rovinato
tutto. Non aveva ottenuto la risposta che desiderava;
forse non aveva posto la domanda nei termini adatti.
Non la grande domanda, che sarebbe stato inutile rivolgere
in ogni modo, perch l'informazione doveva essere data
spontaneamente, ma la prima richiesta, vaga, generale, che
avrebbe potuto spianare la via. E poi, magari, non si trattava
di una domanda soltanto, ma di molte. Perch il Marocco
la interessava? Che cosa desiderava vedere? Che cosa
faceva l, sola, quando tutti gli altri si rifiutavano di venire
persino in gruppi numerosi? Perch non aveva paura,
dove era stata e per quanto tempo? Il suo intuito gli diceva
che un'inchiesta del genere era fuori posto a questo punto
della loro conoscenza, che, se avesse rivolto le domande, lei
non si sarebbe mostrata offesa, non avrebbe mostrato il minimo
imbarazzo n a parole n a gesti, ma sarebbe semplicemente
scomparsa, senza una parola di saluto, e poi avrebbe
badato a non farsi pi vedere da lui. E lui non voleva certo
che le cose andassero cos.
Non so che cosa abbiate visto in Marocco, disse, ma
dubito che possiate vedere qualcosa di pi grande di questa
citt.
Oh, lo so. Ne sono sicura. Ecco perch ho deciso di fermarmi
per un po'. In origine, volevo dedicare a Fez una giornata
soltanto. Pensate! Sono giunta alla conclusione che valeva
la pena di conoscere meglio la citt, anche a costo di
trascurare altre cose. Ma ho solo una riserva limitata di energia.
Non posso certo continuare a girare giorno e notte.
Sono molte le domande che vorrei rivolgervi, disse lui
a un tratto, suo malgrado, un poco scandalizzato per la sua
assoluta mancanza di controllo. (Ma forse era il sistema migliore
per giungere a qualcosa di simile all'intimit: un atteggiamento
neutrale. E tutto non era stato assolutamente
neutrale, fino a quel momento? E, in ogni caso, a che cosa
mirava, in ultima analisi, se non a una specie di intimit?)
Domande per le quali non posso aspettarmi risposte intelleggibili
da parte dei nostri amici inglesi.
La sua espressione non mut minimamente. "Domande
di che genere? chiese.
Sulle vostre... sulle nostre reazioni a questo posto. Che
cosa significa per voi e per me, ecco.  piuttosto importante,
non vi pare? Voglio dire... che cosa ci vediamo... perch
ci piace... che cosa c' in noi che batte all'unisono con
questa citt... Ma forse le vostre reazioni non raggiungono
lo stesso punto di intensit delle mie.
"Oh, mi piace moltissimo! L'adoro! protest lei.
Non era il tipo di risposta che avrebbe desiderato, e si
chiese, come in un lampo, se lei, dopo tutto, non fosse una
normale anche se graziosa turista americana, se non stava
costruendo un romanzo intorno a un semplice incontro. Rimandiamo
tutto questo a pi tardi, si disse; sarebbe potuto
arrivare solo fino al punto in cui lei gli avrebbe permesso
di arrivare. Il problema non era di scoprire chi era, ma
di dare l'idea di saperlo, di spingerla a confermare la propria
identit. Lei non si doveva accorgere che la sua conversazione
mirava a farla cadere in un trabocchetto. Pi tardi,
in un momento che non poteva prevedere, avrebbe potuto,
con un poco di fortuna, scrutare nella sua anima quanto
sarebbe bastato a rivelargli quello che voleva sapere. Lascia
perdere, si disse. Dietro gli alberi, la giornata era calda
e chiara, aspettava soltanto di essere adoperata.
" una vergogna restarsene seduti qui, le disse.
Lei parve sorpresa. "Che c' che non va qui?  delizioso.
Non vi piacerebbe noleggiare una carrozza e girare tutta
la Medina allo scalpiccio degli zoccoli di due cavalli decrepiti?
 una passeggiata meravigliosa, se il sole non vi d
fastidio.
"Oh, io adoro il sole."
Ma dovrete coprirvi la testa, le ramment; aveva l'impressione
che, se fosse stato lui ad avanzare obiezioni, lei
sarebbe stata meglio disposta ad accettare.
Non  poi cos rischioso se ci si muove.  molto pericoloso
invece restarsene distesi sulla spiaggia. In ogni modo,
ho nella borsetta un fazzoletto enorme che potrei annodarmi
in testa. Ma...
"Volevate dare un'occhiata alle stanze, certo. Possiamo
sbrigarcela subito. Poi, se ve la sentite ancora, chiameremo
un taxi.
Mi sembrava che aveste parlato di una carrozza."
"Lo so, ma il posteggio di carrozze pi vicino  a Bab
Bou Jeloud. E ci metteremmo pi di un'ora e mezzo ad arrivare
laggi. Forse meno, si affrett ad aggiungere, per timore
che lei potesse arrivare alla esatta conclusione che il
giro completo avrebbe richiesto moltissimo tempo. "Si potrebbe
far chiamare qui il vetturino, ma sapete ormai anche
voi come sono lenti. La cosa migliore  di farsi portare
da un taxi a Bou Jeloud e di prendere la carrozza l.
"Credo che sarebbe meraviglioso. Ma  una cosa che voi
dovete aver gi fatto centinaia di volte.
"Non tante. E, in ogni modo, non l'ho mai fatta con voi.
Lei rise.
"Andate allora a dare un'occhiata alle stanze, e io intanto
chiamo il taxi. Arriver mentre voi visitate quello che
vi interessa. Voleva che la decisione fosse irrevocabile.
"Benissimo, d'accordo. Si alz, e attraversarono la terrazza,
in direzione del banco. Quando usc dalla cabina telefonica,
Mme Veyron era andata di sopra con l'impiegato,
su per la sua scala, nella torre. Aveva immaginato che l'uomo
l'avrebbe accompagnata l, perch era la parte vecchia
dove c'erano le stanze pi economiche. I turisti normali preferivano
invariabilmente le spaziose e moderne stanze da
letto della parte nuova. Sperava che l'impiegato avesse tatto
sufficiente da non indicare, di passaggio, la sua porta, dicendo:
Ecco la stanza del signor Stenham, anche se da un
tipo come quello ci si poteva aspettare una sciocchezza del
genere. Lei allora avrebbe senza dubbio optato per un altro
piano, o forse per l'ala nuova o una stanza sul giardino, vicino
a Moss, o magari avrebbe semplicemente rinunciato
all'idea di trasferirsi. Torn ad attraversare la terrazza e si
appoggi alla balaustra a guardare il giardino; si sentiva
nervoso, per niente soddisfatto di se stesso. Attribuiva questo
poco simpatico stato d'animo alla sconftta che gli sembrava
di aver dovuto incassare nel corso della loro piccola
conversazione durante il caff. Qualunque cosa succeda,
pens, sar colpa mia, al cento per cento. Di solito gli bastava
scoprire la ragione del suo turbamento per sentirsi,
in un certo modo, pi calmo, ma in quella occasione invece
non fu cos. Rimase immobile, gli occhi fssi alle foglie
ondeggianti di un ramo di pioppo, senza pensare a nulla,
perch aveva udito un suono di voci gi per la scala dell'atrio,
e aveva rinunciato a scoprire il motivo di questa momentanea
depressione. Erano loro; si fermarono un momento
a parlare, davanti al banco. Poi lei usc, sorridendo,
e lo raggiunse.
Qual  il verdetto allora?" le chiese.
Gli telefoner stasera per comunicargli la mia decisione
definitiva. Prima di darmi alla vita elegante, devo fare
un poco di conti e vedere in che condizioni sono le mie finanze."
Vi sono piaciute le stanze?
"Oh, sono molto graziose, certo. Ce n' una, in particolar
modo, che sembra presa dal palazzo di Haroun er Rachid.
E il panorama  meraviglioso, semplicemente.
Discesero la scalinata principale e aspettarono il taxi al
cancello. Arriv una vecchia carcassa, in condizioni
assolutamente disastrose: l'autista tenne acceso il motore mentre
versava acqua nel radiatore, ma non appena furono saliti
il motore si ferm. Avremo bisogno soprattutto di pazienza,
mormor Stenham. Dopo una serie di rumori stridenti
e dopo i consigli di una piccola folla di dipendenti dell'albergo
e di passanti che si era andata raccogliendo lentamente,
l'autista riusc a riavviare, e allora passarono traballando
sotto il duplice arco del cancello e presero ad arrampicarsi
per la ripida strada tutta a curve che serpeggiava
attraverso i cimiteri e i boschi d'olivi. A Bou Jeloud passarono
dallo sgangherato taxi a una cigolante carrozza. Ci
volle un po' di tempo prima che Stenham concordasse il
prezzo con il vetturino, un individuo di una grassezza enorme
che sfoggiava una cintura scarlatta della stessa sfumatura
di colore del fez, e alla fine la cifra stabilita risult maggiore
di quella che sarebbe dovuta essere. Ma, pens Stenham,
un poco di sconsideratezza gli dava spesso l'idea di
essere pi soddisfatto di se stesso; forse sarebbe stato cos
anche allora.
"Andiamo, ordin. Yallah"

 Capitolo IV.

Avanzarono lentamente attraverso la folla di persone
che entravano e uscivano dalla Joteya, portando materassi,
abiti vecchi, sveglie rotte e vassoi di rame ammaccati che
si erano procurati alla Seffarine. Questo  il loro colosseo,
le disse Stenham.  qui che si divertono davvero. Un uomo
pu avere una camicia o un paio di scarpe nuovi di zecca
ed essere insoddisfatto di quello che ha, ma dopo pochi
giorni il desiderio diventer forte, e allora verr qui e passer
una giornata per vedere quale baratto pu fare. Finir
per vendere in perdita, naturalmente, e per comperare qualcosa
di seconda mano. Ma avr per avuto l'equivalente del
suo denaro: il piacere che gli ha dato un'intera giornata di
contrattazioni. E torner a casa soddisfatto, con una vecchia
camicia o con un vecchio paio di scarpe al posto di
quelli nuovi. I francesi hanno capito subito: fanno pagare
per il diritto di entrare nel mercato, e mettono sempre delle
guardie agli ingressi.
Quando uscirono fuori dalle mura, nella campagna, e
presero ad avanzare fra due polverose pareti di canne, i cavalli
trovarono il loro ritmo, facendo tintinnare i campanacci
di rame che portavano ai finimenti, e la carrozza prese
a scuotersi paurosamente. Per tenersi saldi, appoggiarono
i piedi al prospiciente sedile di cuoio nero e liso, le gambe
tese in avanti.
"Ma  un vero paradiso, questo, esclam lei, felice.
"Proprio l'andatura pi indicata per ammirare questo panorama.
A ogni curva, il paesaggio cambiava, file di alberi d'olivo
color grigio verde, colline sabbiose, a est rapide visioni
distanti di un territorio tutto eroso, con le montagne nude
che si stagliavano nella luce pomeridiana, uno squarcio improvviso
sulla vasta Medina color grigio ostrica sotto di loro,
informi alveari di cubi, terrazze, cortili sullo sfondo dei
grigi pendi del Djebel Zalagh. Non c' un solo tratto di rettilineo
su questa strada;  tutta curve, disse lei, mentre
Stenham le accendeva una sigaretta. Ma il panorama continuava
a svolgersi, il paese a rivelarsi nelle sue deliziose variazioni
sul tema pastorale. Minuscoli burroncelli di terra
gialla dove crescevano soltanto le agavi, simili a giganteschi
gambi di asparagi, orti verdissimi dove la gente sedeva sorridendo
all'ombra (e l'odore muschioso, quasi felino degli
alberi di fico era come una nuvola invisibile attraverso la
quale la carrozza doveva passare), un vecchio e tozzo ponte
di pietra, buoi fermi nel fango e poi una cicogna che veleggiava
immobile in una corrente d'aria, alta sopra la citt.
La strada calava verso il fiume, tornava ad arrampicarsi
sull'altro versante, sfiorava i bastioni, superava le arcate
di Bab Fteuh, serpeggiava di nuovo per la campagna, discendeva
attraverso un terreno deserto, come se non dovesse
fermarsi mai. Quando furono di nuovo sul piano, l'andatura
rallent un poco, e pi avanti, come ripresero a salire
ancora una volta, il vetturino cominci a far schioccare
di tanto in tanto la frusta, incitando con un prolungato:
Eeee! gli stanchi cavalli.
"Non lasciate che li frusti," lo implor lei, quando la
sferza di cuoio si abbass per la quinta o sesta volta con un
rumore di petardo.
Stenham sapeva che era perfettamente inutile discutere
con un arabo, specie su cose che riguardavano il suo lavoro
quotidiano, ma si pieg in avanti e disse, con tono autoritario:
Allche bghitsi darbou? Khallih". Il grassone si
volt a mezzo e rispose, ridendo: Pigri sono. Sempre bisogna
frustarli.
Che cosa ha detto? chiese lei.
Si azzard a spiegarle: Dice che, se non volete che li
frusti, la smetter, ma che vanno pi in fretta se sentono gli
schiocchi della sferza.
"Ma li picchia veramente.  spaventoso.
Lui disse in arabo al vetturino: "Alla signora non va di
vedere che picchiate i cavalli, e cos smettetela.
L'osservazione non piacque al grassone, che attacc un
discorso molto complicato per spiegare che bisognava lasciare
lavorare la gente come era sempre stata abituata a
lavorare; se la signora se ne intendeva tanto di cavalli, c'era
da aspettarsi di vederla guidare una carrozza, un giorno o
l'altro. Stenham nel suo intimo era d'accordo con lui, ma
non poteva far altro che impedire a quell'uomo l'uso della
frusta, se appena gli era possibile.
"Mettetela via, prego. Khabaeuh. ,
Ora l'uomo era decisamente irritato; attacc a brontolare
un lungo monologo, rivolgendosi ai cavalli, i quali diminuirono
la velocit fino a quando, a un certo momento,
la carrozza procedette al passo. Stenham non disse nulla;
aveva deciso che, se ci fossero stati altri suggerimenti da
dare al vetturino, doveva essere lei a darli.
Non sarebbero riusciti in ogni caso a essere di ritorno
all'albergo per le cinque; era una cosa, questa, che aveva saputo
fin da principio. E, a quell'andatura, non avrebbero
terminato il giro prima del calar delle tenebre. Massi e cespugli
sfilavano lenti accanto a loro. L'aria aveva un sentore
pulito e asciutto. Si rivolse a lei.  una strana situazione,
osserv, sorridendo.
Lei rimase un po' perplessa. "Che cosa intendete dire?"
"Vi rendete conto che non conosco nemmeno il vostro
nome?
Il mio nome? Oh, scusate. Si scrive V-e-y-r-o-n.
"Questo lo so, replic, con una punta di impazienza.
Il vostro vero nome, intendo. Dopo tutto, non vivete pi
con vostro marito, no?
Per essere sincera, l'idea di servirmi del nome di
George mi  balenata soltanto qui, in Marocco. E mi sono
accorta che mi rendeva tutto quanto pi facile. Non so perch
non l'abbia fatto prima. Il mio nome di ragazza  Burroughs,
e i francesi non riescono mai n a scriverlo n a pronunciarlo
decentemente.
"Avete anche un nome di battesimo, immagino. Sorrise,
per rendere meno pungente la sua osservazione.
Lei sospir. "S, purtroppo.  Polly, e lo detesto.  impossibile
prendere sul serio chi si chiama Polly. E cos io ho
adoperato sempre l'ultima sillaba soltanto.
"Polly Burroughs, disse lui, pensieroso. Lee Burroughs.
Non so. Mi sembra che mi piaccia di pi Polly.
Bene, replic lei decisa, ma non mi chiamerete certo
Polly. Tanto vale che ve lo dica subito. Se volete farmi
prendere da una crisi di nervi, non avete che da dire: Salve,
Polly, e avrete raggiunto il vostro scopo.  una cosa che
non posso sopportare."
Vi prometto di non farlo mai.
Procedevano lentissimi, su per interminabili curve, e
ogni curva svelava nuovi panorami di valli assolate e deserte
a nord e pi vasti spiazzi di pianura a est dove il fiume
serpeggiava pigramente. A mano a mano che il pomeriggio
progrediva, la luce si faceva pi intensa. Ora che
conosceva il suo nome di battesimo, si sentiva pi vicino
a lei, e diverse volte nel corso della conversazione la chiam
Lee, per vedere come avrebbe reagito. Ma pareva che
lei considerasse ci come la cosa pi naturale di questo
mondo.
Erano le sei quando arrivarono a un piccolo caff in cima
a un masso che dominava la citt, e lui allora ordin al
vetturino di fermarsi. Il luogo era deserto.
"Temo che abbiamo commesso un faux-pas di proporzioni
gigantesche, disse lei, mentre scendevano dalla carrozza.
I nostri amici inglesi non ci perdoneranno mai. Ci
aspettavano per le cinque. Ma  stato cos bello che non me
ne importa, ve lo confesso.
Si misero a sedere sull'orlo del precipizio, alla luce del
sole al tramonto, e ordinarono il t. La citt, resa pi remota
dal silenzio, si allargava sotto di loro.
 difficile credere, disse lei, dopo un po', che in questo
preciso momento c', per esempio, della gente che fa la
fila davanti allo sportello delle informazioni alla Grand
Central per chiedere l'orario dei treni di New Haven. Capite
che cosa voglio dire? Non riesce neppure immaginabile,
in un certo senso.
Si sent felice. Lee, capite questo posto meglio di tutte
le altre persone di mia conoscenza. Avete proprio ragione.
Qui si tratta di secoli, non di migliaia di miglia. Tacque per
un momento, pensando: Anche la pi piccola misura di
tempo  maggiore della pi grande misura di spazio. O non
 per caso una menzogna? Ci sembra cos solo perch non
possiamo mai recuperare il tempo?
 molto strano e conturbante, questo posto stava dicendo
lei, come se parlasse a se stessa. Non capisco come
voi possiate restarci. Vivere qui  come essere costantemente
sotto l'influsso di un narcotico. Deve essere spaventosamente
doloroso allontanarsene, dopo essere rimasto
qui a lungo. Ma poi, forse, a poco a poco, gli effetti scompaiono.
 probabilmente cos. Deve esserlo.
Un uomo serv il t. Piccole api pelose cominciarono ad
apparire e a bilanciarsi sul bordo del bicchiere. I loro movimenti
erano lenti e goffi, ma apparivano decise a raggiungere
quel liquido dolce. Stenham cominci a far descrivere
al suo bicchiere tutta una serie di complicati movimenti
in aria, nella speranza di allontanarle il tempo sufficiente
per portarsi il t alle labbra, ma mentre stava per
bere si accorse che un'ape era caduta ed era annegata. La
pesc fuori con un dito e la butt via; altre intanto erano
arrivate e ora sciamavano sulla parte interna del bicchiere.
Sembra che non ci sia speranza, osserv lei.
Avete voglia di bere il t? le chiese.
Certo.
E allora non ci resta altro che entrare l dentro.
Portarono i bicchieri nella minuscola sala e si misero a
sedere. L'aria sapeva di muffa. Non c'erano finestre.
"Non sono buffa gente? chiese lei. Con quel fantastico
panorama l fuori, c'era da pensare che lasciassero almeno
uno spioncino, invece di chiudersi in una cella come
questa. Ma sanno che c' fuori un panorama?
"Oh, lo sanno benissimo. Qualche volta rimangono seduti,
immobili, per ore ad ammirarlo. Ma, secondo me, pensano
ancora in termini di tende. Ogni costruzione  un rifugio,
qualcosa dove ci si sente veramente al riparo, e questo
comporta il buio. Odiano le finestre. Solo quando sono
chiusi dentro si sentono tranquilli. Tutto il mondo esterno
 ostile e pericoloso."
Impossibile che siano primitivi fino a questo punto,
obiett lei.
Volete darmi una delle vostre Casa Sport? Ho finito le
mie sigarette. Il gusto del tabacco nero gli ricord i souks,
e per un istante gli parve di vedere i raggi del sole che entravano
di traverso dalla grata, e ogni raggio era reso azzurrastro
da un miscuglio di fumo e di pulviscolo. O non ricordava
per caso qualcosa che lei aveva detto in giardino il
giorno prima?
Non sono primitivi. Ma si sono attenuti a questa idea,
che  entrata a far parte della loro filosofia. Non  mai successo
nulla che li convincesse a cambiarla.
Lei sospir.  mai successo qualcosa che possa convincere
a cambiare idea? Vorrei proprio sapere che cosa li
rende cos remoti. Sono misteriosi, enigmatici..."
Era ora che si rimettessero in strada, pens lui. La notte
calava in fretta, e voleva essere dentro le mura quando si
fosse fatto scuro. Ma non voleva allarmarla con una cosa
del genere, e, in ogni caso, lei aveva bevuto solo qualche sorso
del suo t.
C' un altro particolare che ho sempre trovato utile,"
le disse. "Eccolo: dovete sempre tenere presente che si tratta
di una cultura di e poi e non, come la nostra, di perch."
Lei corrug la fronte. Non vi capisco."
Voglio dire che per loro una cosa non deriva da un'altra.
Nulla  il risultato di un'altra cosa. Tutto , semplicemente,
ed  inutile fare domande. Anche la lingua che parlano
si basa su questo. Ogni fatto  a s stante e non dipende
da un altro. Tutto  spiegato dal costante intervento
di Allah. E quello che accade doveva accadere, era una
cosa stabilita fin dal principio del tempo, e non si pu
nemmeno immaginare che potesse essere diverso da quello che
. "Molto deprimente, osserv lei.
Rise. In questo caso mi sono spiegato male. Ho trascurato
qualcosa di importante. Perch non c' niente di deprimente
in un concetto del genere. Ma purtroppo il paese
 caduto sotto il dominio dei cristiani," aggiunse, amaro.
"Quando sono capitato qui per la prima volta, l'atmosfera
era pura. Ogni giorno per le strade c'erano musica, danze,
giochi di magia. Ora invece tutto  finito. Anche la religione.
Qualche anno ancora e il paese diventer uguale a tutti
gli altri paesi musulmani, un'enorme periferia europea
piena di povert e di odio. Pu essere deprimente quello che
hanno fatto i francesi del Marocco, ma quello che c'era prima
no, no certo!
Credo che questo sia il punto di vista di uno straniero,
di un turista che apprezza al disopra di ogni altra cosa il
pittoresco. Sono sicura che, se doveste vivere laggi, in una
di quelle case, non la pensereste allo stesso modo. Avreste
accolto con gioia la luce elettrica, gli ospedali e gli autobus
che i francesi hanno portato.
Ecco l'osservazione di una turista, e di una turista ignorante,
pens lui, spiacente che fosse stata proprio lei a pronunciarla.
"Almeno potrete vantarvi di essere stata qui negli ultimi
giorni del Marocco, le disse. "A che punto  il vostro t?
Finito? Credo che faremo meglio ad andare.
Quando risalirono in carrozza, il cocchiere li fulmin
con un'occhiata. Dal caff in poi la strada era in continua
discesa. I cavalli non avevano bisogno di essere stimolati
per procedere di buon passo. Una fresca brezza spirava sul
pendio della collina mentre calavano verso Bab Mohrouk,
e la luce era quasi completamente scomparsa dal cielo.
Il crepuscolo  l'ora che pu avvicinare due persone,
rendendole conscie della presenza reciproca, o pu spingere
ognuna di esse ad andare a rivangare fra i suoi ricordi
personali. Stenham stava pensando a una sera di vent'anni
prima, quando, giovane matricola in vacanza, aveva
percorso quella stessa strada, pi o meno alla stessa ora (e
magari con quella stessa carrozza... chi poteva dirlo?). Allora
il suo stato d'animo era quello di una sconfinata felicit.
Il mondo era bello, la vita eterna, e non era necessario
pensare ad altro. Ora lui era cambiato, certo, ma era
convinto che anche il mondo fosse cambiato; gli sembrava
inimmaginabile che un giovane di diciassette anni potesse
provare ora la stessa allegra spensieratezza, trovare
nella vita la stessa dolcezza lirica che lui aveva trovato allora.
Qualche volta, per il tempo di un respiro, riusciva a
ritrovare la realt, un dolore delizioso che svaniva con la
rapidit di un lampo, ma ci bastava a dimostrargli che
qualcosa in lui si crogiolava ancora nella chiara luce di
quei giorni perduti.
Anche lei si era abbandonata ai ricordi, ma erano ricordi
che risalivano fino al tempo della sua infanzia. Che
cos', pensava, che mi manca ora e che avevo quando ero
piccola? E un attimo dopo trov la risposta. Era il senso
della inesistenza del tempo che c'era stato in lei e che era
scomparso per sempre. Le era stato strappato il giorno in
cui era comparsa sua zia e le aveva detto: "Non rivedrai mai
pi tuo padre e tua madre. Il fatto che ci fosse stato un incidente
aereo non aveva avuto significato per lei, e persino
la notizia che i suoi genitori erano morti era stata soltanto
una paurosa, misteriosa astrazione. Assieme alla sensazione
di perdita aveva provato una strana sensazione di liberazione.
Ma ora sapeva che cosa era avvenuto: il tempo aveva
cominciato a trascorrere dentro di lei. Era sola, e di conseguenza
era se stessa, e almeno a suo modo. E da allora
era sempre stata a suo modo, muovendo verso la fine. Non
c'era nulla di tragico e di patetico in ci, come non c'era nulla
diltragico e di patetico nella rotazione della terra. C'era
soltanto la differenza che esiste fra essere bambini ed essere
adulti. Lei era diventata adulta molto presto, ecco tutto.
Quel lungo giro in carrozza aveva liberato qualcosa nel suo
spirito; ora si sentiva, pi o meno, come si sentiva spesso
al termine di un concerto: un poco stanca, ma rinnovata dal
punto di vista emotivo.
D'un tratto lui allung un braccio e le prese una mano.
"Come vi sentite? le chiese, adagio, imprigionandole le dita.
Avevano varcato la porta, erano in uno spiazzo dove poche
e deboli luci filtravano dalle baracche; figure in ombra
passavano accanto alla carrozza, quasi sfiorandone le ruote
con gli abiti. Lei usc in una breve risata, senza rispondere
a quella stretta. Benissimo, rispose. Sono forse un
poco stanca.
Dobbiamo tornare in taxi al mio albergo? Che ne direste
di cenare con me?
Siete molto gentile, ma davvero non me la sento.
Ne siete proprio sicura?
Certo. Desidero soltanto distendermi sul letto, mangiare
qualcosa, sempre a letto, e poi dormire, dormire, dormire.
Forse avete ragione," disse, badando a non lasciare trapelare
la propria delusione. Kenzie e Moss saranno probabilmente
nella sala da pranzo, e dovremmo affrontarli.
Se tornate in albergo, andr a mangiare in un locale arabo
vicino a Bou Jeloud. Siete sicura di non volermi tenere compagnia?
"Mi piacerebbe moltissimo," replic lei, liberando la
mano per accendere una sigaretta, ma non me la sento stasera.
In ogni modo, posso prenotarmi per un'altra volta?
Quando volete. Quel locale non chiuder certo. Si
stava comportando in maniera sbagliata; lei avrebbe certo
notato il suo disappunto. Ma sembrava che il suo sforzo
per mascherarlo non gli lasciasse il minimo margine di
energia per la conversazione. Quanto  difficile, pens, nascondere
che una cosa ci interessa davvero, e quanto hanno
ragione coloro che diffidano di una eccessiva acquiescenza.
Domani, quando vedr i nostri amici, presenter
le nostre scuse, continu. Dir che non vi sentivate
bene...
Ma niente affatto! esclam lei, indignata. "Se farete
una cosa del genere, telefoner io a Kenzie e gli dir la
verit. Dopo tutto, non sapevo che saremmo rimasti in giro
per l'intero pomeriggio. Non  vero che non mi sentivo
bene!
La carrozza aveva rallentato ed era andata a fermarsi in
fondo a una lunga fila di altre carrozze; il vetturino, finalmente
di buon umore perch stava per essere pagato, esclam:
Voil, messieurs-dames!". Quando Stenham gli porse
il denaro, ne chiese altro, citando l'attesa e la velocit alla
quale gli era stato chiesto di procedere. Dopo una breve discussione,
gli diede la met del supplemento richiesto. E il
compromesso parve bene accetto, perch l'uomo grid:
Bon soir! con voce gioviale, salt gi di cassetta e, dopo
aver lasciato un ragazzino di guardia alla carrozza, attravers
la piazza per andare a bere un t.
Si avventurarono a piedi per la strada buia che puzzava
peggio di una stalla; in cielo, le stelle erano tante e cos
lucide da sembrare artificiali. In quasi tutte le localit del
mondo il cielo non era completamente trapuntato di stelle:
c'erano anche delle chiazze scure. Avrebbe voluto richiamare
l'attenzione di lei su questo fatto, ma fu come se qualcosa
glielo impedisse, e non apr bocca. Quando raggiunsero
il Caf Bou Jeloud, dove c'erano sempre alcuni vecchi
taxi in attesa, lui disse: "Cercate di ricordare che avete un
lavoro da sbrigare stasera.
Lavoro? ripet lei, senza capire.
Cos almeno avete detto. Dovete fare il vostro bilancio
finanziario e poi, domattina, telefonare all'albergo.
Gi. La sua voce non aveva espressione. Salirono sul
taxi e partirono, svoltando angoli e passando attraverso la
. folla, fra un cigolio incredibile di metallo accompagnato dai
gemiti del motore e dall'ululato incessante della sirena.
"Grazie a Dio, non ci sono macchine nella Medina, disse
lui. In caso contrario, la percentuale degli incidenti sarebbe
spaventosa.
Sono davvero terribilmente stanca, mormor lei, come se le
avesse chiesto come si sentiva. Ma non le credeva.
(Scesero davanti al piccolo albergo, con un'unica lampada
accesa sopra la porta, e lui pag il taxi. "Non lo tenete?
gli domand lei, sorpresa.
"Il mio ristorante  a soli dieci minuti di strada attraverso
la Medina."
"Bene, grazie ancora. Gli tese la mano. " stato delizioso.
Ma, in questo momento, mi sento letteralmente esausta.
"Vi telefoner domani, le disse.
Buona notte. Varc la soglia ed entr nell'atrio. Lui rimase
immobile per un momento, nelle tenebre, e la vide avviarsi
su per le scale, la chiave in mano. Poi si volt e risal
la strada silenziosa fino a Bah el Hadid.
Il giorno dopo, mentre lavorava a letto, comparve Abdelmjid
con un telegramma. Il testo diceva: "grazie partita
PER MEKNS LEE".
Lo fiss, sbarrando gli occhi, e per quel giorno non gli
riusc pi di lavorare.

 Capitolo V.

Quella partenza rappresent per lui un brutto colpo. Da
una parte, gli evit la noia di spiegare a Moss e a Kenzie come
mai non era andato all'appuntamento, perch lei aveva
mandato all'uno e all'altro telegrammi simili, permettendogli
cos di mantenersi sul vago e di dire che era gi partita
quando era passato a prenderla all'albergo; essi avevano
attribuito l'incidente a un capriccio femminile e alla cattiva
educazione americana. Ma, d'altra parte, aveva messo
in movimento in lui tutta una serie di domande e di recriminazioni.
Era convinto di averla, chiss come, allarmata
e costretta alla fuga. Ma il punto era: quando e come l'aveva
allarmata?
Pi e pi volte indugi, con tutti i particolari che ricordava,
sulla loro conversazione, sforzandosi di rammentare
a ogni momento l'espressione e il tono della voce
di lei. Era un compito difficilissimo, soprattutto perch,
evidentemente, anche se fosse arrivato a isolare un
preciso momento in cui poteva sospettare di averla messa
in guardia, non aveva modo di assicurarsi se aveva ragione
o meno, anzi non sapeva neppure se lui aveva realmente
qualcosa a che vedere con la sua fuga da Fez. Pure,
insistette per tutto il pomeriggio nei suoi tentativi di
ricostruzione e di analisi, e giunse alla conclusione che
tutto aveva avuto luogo da principio, prima ancora che
uscissero dall'albergo.
Arriv a questo perch ricordava con chiarezza di essersi
appoggiato alla balaustra, gli occhi fissi al giardino,
e di aver capito che tutto andava male, di non essere riuscito
a spiegarsi il senso di nervosismo e di delusione che
lo andava invadendo. "Avevo ragione per ci che la riguardava!
pensava allora, trionfante. Tutti quei piccoli sbalzi
d'umore che gli sembrava di aver notato erano stati veri, le
risposte e le osservazioni di lei avevano rappresentato soltanto
dei sotterfugi. Ma, un momento dopo, tornava a dubitare.
Dopo aver passato qualche giorno in questo stato
d'animo, decise di parlarne con Moss.
Alain, disse un giorno, mentre sedevano a pranzo in
un ristorante della Ville Nouvelle. Qual  il vostro parere
su Mme Veyron? Che impressione vi ha fatto?
Mme Veyron? fece Moss, perplesso. Ah, quella graziosa
ragazza americana, piuttosto intelligente, che Hugh
ci ha portato a cena. Che impressione mi ha fatto? Bene,
nessuna impressione in particolare. Sembrava abbastanza
simpatica. Perch?
Ma avete avuto l'impressione che fosse intelligente. Anch'io
l'ho avuta. Per, se ci ripensate, scommetto che non
riuscirete a ricordare una sua sola osservazione intelligente,
perch non ne ha fatte.
 vero, convenne Moss. Non posso dire di ricordare
granch della conversazione. Certo non  stata brillante, se
 questo che intendete. Se non mi sbaglio, quel giorno  stato
pi che altro Kenzie a parlare. In ogni modo, il contributo
di Mme Veyron non  stato superlativo, non ci sono
dubbi su questo punto. Ma devo dire di aver avuto la precisa
impressione che non fosse affatto stupida."
Stenham era raggiante. Esatto. Sono certo che riderete
quando vi dir che ho pensato molto a lei. Secondo me,
 una comunista.
Moss rise, ma con discrezione. La cosa mi pare assolutamente
inverosimile. Ma continuate. Siete davvero straordinario,
voi! Straordinario! Perch mai dovete immaginare
una cosa del genere di quella povera ragazza?
"Bene, conoscete la mia storia. Stenham sent che il
cuore cominciava a battergli pi forte, come sempre gli capitava
quando iniziava a raccontare questo particolare episodio
del suo passato. Stavo con loro notte e giorno quando
facevo parte del partito, e in questo modo si arriva a riconoscerli
infallibilmente.
Si chiese a un tratto che cosa lo aveva spinto a parlare
di quella storia: Moss non avrebbe potuto aiutarlo in nulla,
non avrebbe potuto far luce sui punti pi oscuri dell'argomento,
non avrebbe neppure condiviso il suo interesse. Per
ci che ne so, continu, non ho incontrato un solo comunista
in quattordici anni, da quando mi sono dimesso.
Ma non ho perduto per niente il mio fiuto, e sono sicuro di
aver ragione per ci che la riguarda. E, se ho ragione, quella
donna  molto pi intelligente di noi due, perch ha recitato
in maniera superlativa.
"Ma come fate a pensare che le convinzioni politiche
possono influire tanto su una persona? si lament Moss.
Perch non dovrebbe essere come tutti gli altri, ammesso
che sia comunista? Credo di averne incontrate a dozzine,
di comunisti, e non me ne sono mai reso conto.
"Allora dovete imparare ancora molto su di loro. Posso
dire soltanto questo: un vero comunista, un comunista convinto,
 diverso da noi come noi siamo diversi da un monaco
buddhista.  un tipo umano nuovo.
Storie, mio caro John, storie. Moss rivolse un cenno
al cameriere. La suite," ordin. Per essere un uomo di intelligenza
normale, avete opinioni assolutamente assurde.
E voi? Eravate anche voi un tipo umano nuovo per il semplice
fatto di aver aderito al partito?
Stenham corrug la fronte. Non sono mai stato un convinto,
io. Mi ero iscritto per reazione. Quando mi sono accorto
di che cosa si trattava realmente, mi sono allontanato
subito. Si interruppe per un momento, poi si corresse.
"Non  precisamente cos. Credo di non ricordare i motivi
esatti che mi hanno spinto ad allontanarmi, ma so di aver
cessato di interessarmi il giorno in cui siamo diventati alleati
della Russia, nell'estate del 1940. E un mese dopo circa
li ho avvertiti che mi dimettevo. E il tocco finale  stato
quando mi hanno detto che non potevo andarmene di mia
iniziativa.
Moss era rimasto ad ascoltarlo con evidente impazienza.
E non potrebbe darsi che voi l'ammiriate perch intuite
in lei quella coerenza e quella costanza di propositi che
a voi mancano? Non  possibile che sia cos? Fissava Stenham
con un'espressione strana.
Mio Dio! Ma siete pazzo! esclam Stenham. Respinse
la portata che Moss gli passava. No, non ne voglio sapere
di quei fagiolini legnosi. Preferisco fare a meno di verdura.
Posso soltanto dire che vi sbagliate nella maniera pi
completa e assoluta.
 sempre possibile, lo ammetto, convenne Moss, compiacente.
"Ma la mia conclusione  che quella stessa instabilit
che in origine vi ha permesso di arrivare a tali estremi
(ed  un estremo iscriversi a un'organizzazione del genere)
vi fa ora sospettare tutti gli altri di essere capaci di fanatismi
del genere. E, naturalmente, il mondo non  affatto
cos. Mio Dio, John, smettetela di vedere la vita come un
melodramma. Vi renderete conto, spero, di essere fondamentalmente,
dal punto di vista morale, un totalitario.
Stenham sorrise.  proprio l'ultima cosa che sono,
Alain, proprio l'ultima.
Ma quella spiacevole accusa gli si impresse nella mente,
e ci ripens nel corso delle sue passeggiate. Ci che lo
turbava, si diceva, non era il fatto che la credesse minimamente
vera, ma il fatto che Moss avesse saputo con precisione
quale sasso scagliare e in quale punto privo di protezione
colpire. Non era sicuro che Moss stesso avesse saputo
con certezza che cosa voleva dire quando aveva mosso la
sua accusa, ma ci non contava di fronte all'ossessione circa
il significato che aveva inconsciamente scelto di leggere
nelle parole di Moss: erano ancora presenti quelle imperfezioni
di carattere che lo avevano spinto una volta ad aprire
le braccia al comunismo, ancora vedeva il mondo allo stesso
modo. Ecco, in sostanza, ci che immaginava l'altro
avesse inteso dire, e, se era vero, allora non aveva fatto in
tutti quegli anni alcun progresso.
Ricostru la sua ritirata dal punto dove era stato a quello
dove si trovava ora. Prima aveva perduto ogni fede nel
partito, poi nel marxismo come ideologia, poi era arrivato
a poco a poco ad aborrire il concetto di eguaglianza umana,
concetto che sembrava condurre inevitabilmente al male
al quale aveva rinunciato. Non poteva esserci eguaglianza
al mondo perch il cuore umano esigeva gerarchie. Giunto
a questo punto, non aveva pi saputo quale strada prendere
se non quella di un'ulteriore ritirata in un soggettivismo
che negava l'esistenza di ogni realt o legge che non
fosse sua propria. Durante gli anni del dopoguerra era vissuto
in solitudine, in un'ignoranza accuratamente predisposta
di ci che succedeva al mondo. Nulla contava salvo
il cosmo deliziosamente isolato della sua coscienza. Poi, a
poco a poco, aveva avuto l'impressione che la luce del significato,
del significato di tutto, andasse morendo. Come
una fiamma sotto vetro, aveva ondeggiato, oscillato e si era
spenta, e ogni esistenza, compresa la sua stessa cabina ermetica
dalla quale aveva osservato l'esistenza, era diventata
assurda e irreale.
Accettato questo, si era adattato alla semplice azione riflessa
di vivere, a far passare automaticamente la giornata
che bisognava pur far passare se si voleva conservare una
parvenza di equilibrio mentale. Aveva cominciato ad avvertire
un'ansia indefinibile che descriveva a se stesso come
un desiderio di essere salvato. Ma da che cosa? Un
giorno, mentre passeggiava fra le colline dietro Fez, era stato
costretto ad ammettere con se stesso, con sbalordimento
e orrore, che la migliore definizione di ci che temeva
era quella antichissima: dannazione eterna. Era stata una
scoperta sconcertante, perch rivelava in lui l'esistenza di
un misterioso, fondamentale sfaldamento: non aveva neppure
i primi rudimenti di una qualsiasi fede, n il ricordo
di un'epoca dell'infanzia in cui tale fede era stata presente.
Era sempre stato tenuto accuratamente al riparo della fede.
A casa sua la religione era un argomento intoccabile,
come la sensualit.
I suoi genitori gli avevano detto: "Sappiamo che al mondo
c' una forza verso il bene, ma nessuno sa che cosa questa
forza sia". Nella sua mente infantile era giunto a identificare
questa forza di cui gli parlavano con la fortuna.
C'era la buona e la cattiva fortuna; le sue conoscenze in
campo religioso si limitavano a questo. C'erano milioni di
persone al mondo che praticavano ancora una qualche forma
di religione, e costoro andavano considerati con spirito
di tolleranza, come i poveri. Un giorno, con la necessaria
educazione, anch'essi sarebbero stati in grado di progredire
alla luce del razionalismo. La presenza di una persona
religiosa in casa veniva considerata come qualcosa di
simile a una dura prova. Sempre lo avevano avvertito in anticipo.
A questo mondo c' chi ha strane credenze, come
Ida con la sua zampa di coniglio e la signora Connors con
il suo crocefisso. Sappiamo che queste cose non significano
nulla ma dobbiamo rispettare le credenze altrui e badare
a non offendere qualcuno.
Ma, anche allora, sapeva che i suoi genitori non avevano
neppure un briciolo di rispetto; volevano semplicemente
dire che era buona educazione simularlo alla presenza
della persona interessata. Soprattutto, ogni accenno alla
dottrina dell'immortalit dell'anima veniva considerato come
il massimo del cattivo gusto; aveva visto i suoi genitori
rabbrividire quando, in tutta innocenza, un ospite vi aveva
accennato nel corso di una conversazione. A sei anni, gi
sapeva che, quando l'organismo fisico cessava di funzionare,
la coscienza spariva, e questa era la morte, oltre la quale
non c'era nulla. Fino a quel momento tale idea era stata
uno dei pilastri nei recessi oscuri, in fondo alla caverna della
sua mente, una specie di assioma di vita pratica, come la
legge di gravit.
N aveva intenzione, se appena ne poteva fare a meno,
di lasciare che questo stato di cose mutasse. La prima reazione,
quel giorno, quando aveva identificato i suoi timori,
era stata di mettersi a sedere su un sasso e di guardare
per terra. Devi controllarti, aveva pensato. Di solito riusciva
a individuare l'origine di uno stato ansioso, attribuibile,
nella grande maggioranza dei casi, a una precisa causa
fisica, come la mancanza di sonno e l'indigestione. Ma
ci che aveva provato in quel lampo era stato qualcosa di
simile a una visione momentanea: aveva visto la coscienza
come un cerchio dove principio e fine si univano, di modo
che non esisteva via d'uscita. La materia era condizionata
dal tempo, ma la coscienza no: essa esisteva fuori dal
tempo. C'era allora qualche base valida per pensare se era
possibile sapere che cosa avveniva nella coscienza al momento
della morte? Era possibile che potesse durare per
sempre, il momento in cui il tempo cessava di funzionare
e la vita si chiudeva su se stessa; in questo modo la vita poteva
dimostrarsi inestinguibile. L'immediatezza di questa
esperienza lo aveva lasciato con una sensazione di nausea;
impossibile concepire qualcosa di pi orribile dell'idea di
non poter cessare di esistere, se lo si desiderava, pensare
che non c'era modo di raggiungere l'oblio perch l'oblio
era un'astrazione, una menzogna. E cos era rimasto seduto,
cercando di scuotersi di dosso quella sensazione da
incubo che lo aveva invaso, pensando: qualunque cosa accadesse
all'esterno, la mente lo preordinava, preparandosi
le sue stesse avventure, e chi poteva sapere qual era la
realt: quella interna o quella esterna? Aveva pensato con
una punta di invidia alla gente laggi, in citt. Come sarebbe
stata meravigliosa la vita se essi avessero avuto ragione,
se ci fosse stato un dio. D'altra parte, che cosa di pi
lodevole e utile aveva fatto l'umanit nel corso della sua
esistenza di quella di inventare di nei quali i suoi membri
credevano con una fede che rendeva la vita pi sopportabile?
Era rimasto seduto per un poco, aveva fumato tre sigarette,
aveva lasciato che l'intensit della sua visione si affievolisse,
poi si era alzato e si era rimesso in cammino, pensando
con irritazione che, se non avesse ceduto allo sciocco
impulso di confidare a Moss i suoi sospetti, Moss non
avrebbe fatto l'osservazione che, indirettamente, aveva provocato
l'agitazione mentale responsabile della niente affatto
piacevole visione di pochi minuti addietro.
Poi gli era balenato alla mente che, se i suoi sospetti sulla
donna erano fondati, allora, quasi certamente, lei sapeva
tutto di lui. Kenzie aveva detto: Sa di voi". Poteva essere
stato l'innocente accenno ai suoi libri che sembrava, o
poteva essere stato qualcos'altro. Certo il partito non dimenticava
mai i nomi di coloro che avevano aderito. Ma
nulla serviva comunque a spiegare in maniera soddisfacente
l'improvvisa partenza.
Quella settimana la situazione politica della regione
peggior in misura considerevole. Ci fu un'ondata di incendi
dolosi; dappertutto i campi di grano, dorato, asciutto,
pronto per essere falciato, presero fuoco, fra un balenare
di fiamme e pesanti nuvole di fumo azzurrastro. I pompieri,
i volontari francesi delle fattorie vicine, di Fez e di
Mekns venivano spesso presi di mira a fucilate e qualche
volta abbattuti. L'espresso che raggiungeva Algeri attraverso
valli deserte a est di Fez venne fatto deragliare, poi fu
saccheggiato e distrutto. Una dozzina di ebrei furono bruciati
vivi in una manifestazione politica a Petitjean, una mostruosa
cittadina a una sessantina di miglia da Fez; a Fez
allora scoppiarono disordini fra musulmani ed ebrei, e la
polizia stese un cordone di protezione intorno alla Mellah.
Se adesso sorprendiamo solo di notte per strada un
ebreo, lo trattiamo come una donna musulmana, aveva
detto una mattina Abdeljid, entrando con il vassoio della
prima colazione.
Che cosa intendete dire? gli aveva chiesto Stenham,
che si aspettava qualche nuova rivelazione rivoltante sul
comportamento socio-sessuale dei marocchini.
"Oh, lo prendiamo a sassate fino a quando cade. Poi
continuiamo a prenderlo a sassate e ci aggiungiamo anche
i calci.
Ma certo non trattate cos le donne musulmane, aveva
protestato Stenham. Aveva visto donne trattate con una
brutalit incredibile, ma sempre c'era stato un motivo.
Ma certo, aveva replicato Abdeljid, sorpreso che il cristiano
ignorasse un cos fondamentale principio di comportamento
pubblico.
Supponiamo che cadiate ammalato, aveva detto Stenham,
"e che vostra moglie Rhaissa debba uscire per procurarvi
una medicina e per chiedere aiuto.
"Di notte? Sola? Mai.
"Ma se lo facesse? aveva insistito.
Abdeljid, abituato alla sciocca mania europea di indugiare
sulle possibilit pi assurde, aveva cercato di favorirlo
nella elaborazione di quella improbabile fantasia. In
questo caso, correrebbe il rischio di rimanere uccisa, e ben
le starebbe.
Stenham non aveva aggiunto altro. Qualche volta l'insensatezza
della loro violenza lo paralizzava. Erano come
automi maniaci; forse una volta questo loro comportamento
aveva avuto una giustificazione, ma questa giustificazione
era scomparsa da tempo, nessuno ricordava quale
fosse stata e nessuno se ne curava.
Negli ultimi giorni non un solo turista era arrivato all'albergo.
Davanti al cancello c'erano sempre quattro o cinque
poliziotti francesi di guardia; Stenham aveva l'impressione
che lo guardassero con aria accusatrice, ogni volta
che passava. Lasciavano la macchina nascosta fra i cespugli,
ma solo durante il giorno; la notte tutto era deserto. Un
esercito avrebbe potuto riunirsi l senza che qualcuno se ne
accorgesse. Kenzie era stato convocato due volte alla
Prefecture e ammonito solennemente a lasciare la citt con la
sua MG e a tornare l da dove era venuto. " un ordine?
aveva chiesto. "In questo caso la notizia interesser molto
il console inglese.
"Che sfacciataggine! aveva sbuffato, quando era andato
a raccontare a Moss la sua avventura. Il visto  in ordine.
Cercano di spaventarmi perch me la batta, quei maledetti
bastardi.
Ma Moss era incline a considerare la cosa con maggiore
seriet. Credo che fareste meglio a girare a piedi o con
i mezzi pubblici, lo consigli. "Date troppo nell'occhio
quando passate attraverso la folla di Fez Djedid nel vostro
solitario splendore. L'ho notato l'altro giorno quando ero
seduto a un caff algerino e vi ho visto passare; allora ho
pensato: Sono davvero un popolo di una pazienza infinita.
Chiss come mai non l'hanno ancora attaccato.
"Attaccare me? esclam Kenzie, indignato.
"Attaccare voi, ripet Moss, imperturbabile. "In tutte
le situazioni del genere si tratta di chi non ha contro chi ha.
Voi state tentando la Provvidenza, ve lo assicuro.
"Ma la macchina ha la targa inglese, obiett Kenzie.
Moss scoppi in una fragorosa risata. Non credo proprio
che questa gente lo sappia. I pochi che hanno sentito
questa parola vi risponderanno probabilmente che l'Inghilterra
 una citt nei dintorni di Parigi. Perch non portate distesa sul cofano un'enorme Union Jack? Potrebbero
pensare allora che state facendo pubblicit a un circo.
Finora non mi hanno ancora dato fastidio.  dai francesi
che mi devo guardare.
Di giorno in giorno seguivano la situazione leggendo i
giornali di Casablanca e di Rabat, e questo dava agli avvenimenti
un carattere che era ufficiale e nello stesso tempo
vagamente leggendario, estraniandoli un poco dalla realt.
Qualche volta avevano l'impressione di vivere un importante
momento storico, anche se ogni tanto dovevano
ricordarlo a se stessi e agli altri. Inoltre le notizie, tutte di
fonte francese, davano la precisa idea che le autorit dominassero
la situazione, che nulla di grave era successo o
sarebbe successo. Anche tenendo conto della tendenza della
stampa di ispirazione governativa a minimizzare la gravit
degli avvenimenti, c'era da pensare che i francesi fossero
in grado di tenere in mano la situazione. La chiusura
della Mellah sembrava qualcosa di irreale, una precauzione
assurda e arbitraria. Per intuire le reazioni della gente,
bastava osservare i visi, e a Stenham i visi sembravano
quelli di sempre. Si sent cos in dovere di nascondere un
sorriso quando, una mattina, Rhaissa piomb nella sua
stanza con la notizia che un certo mejdoub era stato assassinato
un'ora prima dai francesi a Zekak al Hajdar e che
probabilmente quel giorno sarebbero successe cose terribili.
Era in uno stato di eccitazione che rasentava l'isterismo,
e ci gli rese difficile farsi un'idea precisa di quanto
era accaduto.
Sapeva che l'unica differenza fra un mejdoub e un normale
pazzo consisteva nel fatto che il mejdoub era uno Cherif.
Non era possibile che uno Cherif impazzisse; per effetto
del suo santo sangue la pazzia in lui si trasformava automaticamente
in una dote profetica. Per questo, anche se
si comportava in pubblico in maniera oltraggiosa, sarebbe
stato pericoloso attribuire tale suo comportamento a uno
sconvolgimento mentale. Se non si conosceva la persona e
la sua famiglia, si poteva commettere il peccato mortale di
credere che fosse un pazzo mentre in realt era un uomo a
diretto contatto con la verit di Dio. Molte volte Stenham
aveva notato un atteggiamento del genere da parte del popolino.
Se un uomo si rotolava nella polvere di un vicolo, o
si rivolgeva al sole al centro di una folla o gridava insulti incomprensibili
ai giocatori di carte seduti a un caff, gli altri
lo ignoravano. Se diventava violento, lo affrontavano badando
a non fargli male, e anche allora Stenham capiva che
la loro reazione era dettata pi dalla paura che dalla bont
d'animo; pi di una volta aveva ammirato la moderazione
e la pazienza con le quali venivano trattate queste chiassose
creature.
I francesi hanno abbattuto un mejdoub? ripet, incredulo.
"Non  possibile. Ci deve essere un errore.
No, no, insistette lei, non c'erano errori. Tutti lo avevano
visto. Lui aveva invocato le maledizioni sui francesi gridando:
Ed dem! Ed dem! I musulmani devono avere sangue!
come faceva sempre, e due poliziotti, che stavano
uscendo dalla Nejjarine, si erano fermati a guardarlo per
un momento. Quando li aveva visti, li aveva riconosciuti subito
come emissari di Satana e aveva gridato pi forte perch
Allah sterminasse la loro razza, e allora, improvvisamente,
i due francesi si erano scambiati qualche parola, gli
erano andati accanto e lo avevano spinto contro il muro.
Lui si era dibattuto, e li aveva picchiati, e li aveva graffiati,
e loro avevano impugnato le rivoltelle e lo avevano abbattuto
con un proiettile a testa. E il mejdoub (la benedizione
di Allah scendesse su di lui) era caduto continuando a gridare:
Ed dem!" ed era morto davanti a tutti, ed erano arrivati
altri agenti di polizia che avevano portato via il cadavere
e che per aprirsi un passaggio avevano picchiato la gente
per la strada. Ed era stato un peccato, un peccato terribile
che il cuore di Allah non avrebbe saputo perdonare, uno
di quei peccati che avrebbero costretto i musulmani, volenti
o meno, a vendicarsi. Era un giorno maledetto, quello,
bismil'lah rahman er rahim. "E chiss che cosa succeder di
me e di mio marito, che lavoriamo per i nazzareni qui all'albergo.
I musulmani sono molto cattivi. Ci uccideranno,
magari, termin, in lacrime. C'era sempre qualcosa di ambivalente
in un musulmano che parlava a un cristiano dei
propri correligionari. Si passava con la massima disinvoltura
dal "noi al "loro, e si terminava molto spesso con
qualche critica pungente o con una condanna.
"No, no, no, disse Stenham. Potrebbero uccidere me,
perch sono un nazzareno, ma perch dovrebbero uccidere
voi? Siete una buona musulmana. Non fate che guadagnarvi
da vivere.
Ma Rhaissa non si lasci consolare. Ricordava troppi
buoni musulmani che, per guadagnarsi da vivere, lavoravano
per i nazzareni e che erano stati uccisi a rivoltellate o
a pugnalate, senza avere la possibilit di difendersi; il fatto
che lavorassero per la polizia le appariva addirittura trascurabile.
Aymah! continuava a gemere.  davvero un
bruttissimo giorno, questo!
Quando finalmente riusc a liberarsi di lei, and alla finestra
e tese l'orecchio. Era una giornata come tutte le altre,
con gli stessi suoni sonnolenti che arrivavano dalla Medina:
il ronzio distante della segheria, i ragli degli asini,
frammenti di una canzone egiziana dalle radio, le grida dei
bambini. In giardino i passeri cinguettavano. Cerc di mettersi
a lavorare, ma la cosa gli riusc impossibile e, fra s e
s, maledisse Rhaissa. Si coric un poco al sole, nella speranza
di distendere i nervi, o di abbandonarsi a un nuovo
corso di pensieri, di trovare, insomma, quello di cui aveva
bisogno. Da una decina di giorni circa il sole era troppo caldo
per l'elioterapia, ed era certo troppo caldo quel giorno.
Il sudore gli usciva da tutti i pori, bagnando i cuscini delle
poltrone. And allora al tavolino in mezzo alla stanza e prese
a scrivere lettere; ogni tanto alzava la testa per osservare
distrattamente il panorama di colline e di valli. Dopo
un'ora circa cominci lentamente a rendersi conto che passava
la maggior parte del suo tempo a guardare la Medina.
Trasfer questa scoperta nella lettera che stava scrivendo, in
uno di quei passi pieni di giustificazioni che si  portati a
mettere sulla carta quando ci si accorge che, per colpa di
disattenzione o di interruzioni, non si dice quello che realmente
si vorrebbe dire. " un posto maledetto, questo, per
chi cerca di concentrarsi. Tutto  silenzio, ma sembra che
tale particolare non abbia importanza. Anche mentre scrivo
questa frase mi sorprendo ogni tanto a interrompermi
per guardare fuori dalla finestra. E non  per ammirare il
panorama, perch non lo vedo nemmeno. Lo conosco a memoria.
E puoi immaginare quanto peggio sia quando stai
cercando di lavorare...
Torn a interrompersi e rilesse quanto aveva battuto.
Era assurdo: avrebbe fatto molto meglio a sforzarsi di capire
perch continuava a guardare la Medina. Che pensava
di quanto scintillava, l fuori, al sole mattutino? Sapeva che
era una citt medievale, sapeva di amarla, ma ci non aveva
nulla a che fare con quello che succedeva nel suo intimo
mentre se ne stava seduto a guardarla. In realt, aveva la
sensazione che non ci fosse affatto, perch sapeva che un
giorno, presto o tardi (presto, probabilmente) non ci sarebbe
stata pi. E lo stesso valeva per tutti gli oggetti, per
tutta la gente. La citt era, in senso lato, un simbolo; non
era difficile capirlo. Rappresentava tutto quanto al mondo
era soggetto a mutamenti o, per essere pi precisi, all'estinzione.
Non era un punto di vista confortante, ma non
lo respinse perch coincideva con una delle sue convinzioni
fondamentali: che un uomo deve tenere a ogni costo una
parte di se stesso al di fuori e al di l della vita. Se avesse
per un solo istante cessato di dubitare, se avesse accettato
ciecamente la verit che i sensi gli trasmettevano, sarebbe
stato strappato dal terreno solido al quale si teneva abbarbicato,
spazzato via dalla corrente, avrebbe perduto ogni
obiettivit, sarebbe stato coinvolto in maniera totalitaria
dall'esistenza. Era ossessionato dal sospetto di scoprire un
giorno o l'altro di essersi sempre sbagliato; fino a quel momento
per gli restava soltanto da continuare a essere quello che era. Non si possono cambiare le proprie convinzioni
in base a idee momentanee.
Dopo aver scritto quattro lettere, si fece la barba, si vest
e dal retro pass nel cortile. Non c'era nessuno; non si vedeva
nemmeno l'huissier del Riff che sorvegliava le macchine,
forse perch in quel momento non c'erano macchine da
sorvegliare. Oltre il cancello, sulla strada, la vita si svolgeva
come al solito. Il proprietario di un negozio di antiquariato
che lavorava esclusivamente per gli ospiti dell'albergo abbozz
un profondo inchino. Per i primi tre o quattro anni
aveva insistito con tenacia nell'idea che quel turista si sarebbe
deciso a comperare qualcosa; molte volte era riuscito
ad attirarlo nel negozio e a offrirgli t, sigarette e pipate
di kif, che Stenham aveva accettato mettendo bene in chiaro
che lo faceva unicamente come amico e non come cliente.
Ma questo non gli impediva dallo spiegare tappeti berberi
da distendersi sul pavimento, dal chiamare i fig]i perch
facessero da manichini mentre drappeggiava a beneficio del
signore nazzareno vecchi kaftani di broccato, o dall'aprire
casse coperte di velluto porpora o magenta per esibire
pugnali, spade, corni da polvere, tabacchiere, rosari,
fibbie e centinaia di altri oggetti antichi che a Stenham non
interessavano affatto.
Ora, dopo tanto tempo, l'uomo provava un poco di timore
per l'inesplicabile forestiero che aveva superato tante
prove senza mai soccombere; i loro rapporti erano ormai
rapporti di cortesia pura e semplice. Ma Stenham non
aveva in simpatia i modi untuosi dell'antiquario, e sapeva
per certo che era un informatore segreto dei francesi. La
cosa era inevitabile, certo, e non era colpa di quell'uomo.
Tutti gli indigeni che venivano regolarmente a contatto
con i turisti erano tenuti a presentare alla polizia rapporti
sulle loro attivit e sulla loro conversazione (anche se
era difficile capire quale importanza potessero avere per
gli archivi del Deuxime Bureau informazioni cos superficiali).
Pi di una volta l'antiquario aveva cercato di agganciare
Stenham su argomenti che, se portati alla loro
conclusione, sarebbero inevitabilmente sfociati nel campo
della politica, ma Stenham, secondo la tipica usanza
marocchina, li aveva spostati in altra direzione lasciandolisospesi a mezz'aria, attaccati agli uncini dei Moulama e
dei Mektoub, dai quali nessuno avrebbe potuto decentemente
toglierli.
Spero che la vostra salute sia buona, in una giornata
cos bella, disse l'uomo in francese, mentre Stenham si avvicinava.
Persino la sua insistenza nell'adoperare quella
lingua cos disprezzata irritava Stenham; gli piacevano i
marocchini che, quando si rivolgevano a lui, adoperavano
il loro dialetto natale. Poi, senza che la sua voce mutasse
minimamente, senza che l'espressione del suo viso cambiasse
di una sola sfumatura, l'antiquario continu: "Un
mot, monsieur'.
"Che cosa? fece Stenham, sbalordito.
Non andate in giro oggi." Le labbra dell'uomo si atteggiarono
a un sorriso ebete. Ah oui," continu, quasi rispondesse
a un'osservazione di Stenham. Ah, oui, il fait
trs beau. Il sole  un po' troppo caldo, certo, ma si tratta
in sostanza di una cosa normale.  estate ormai. Meglio
fermarsi in albergo. E Monsieur Alain? Sta bene? Salutatelo
per me, se non vi spiace. Ho alcune stupende monete
romane, quanto di meglio potrebbe desiderare un grande
conneisseur comme Monsieur Alain. Diteglielo, vi prego.
Come vedete, ho chiuso la vetrina del negozio e sto per ritirarmi
dentro e chiudere anche la porta. Bon jour, monsieur.
Au plaisir!
Torn a inchinarsi e scomparve nella sua bottega. Stenham
rimase immobile un momento, affascinato da quello
spettacolo che non si era certo aspettato. La vetrina del negozio
era effettivamente sbarrata, nascosta da assi attraversate
nei due sensi da sbarre di ferro fissate diagonalmente.
Se ne accorgeva solo allora. E, mentre guardava,
l'antiquario chiuse la porta, fece scattare la chiave e spinse
avanti, rumorosamente, i tre catenacci, l'uno dopo l'altro.
Raggiunse il cancello esterno, e in mezzo ai facchini che
continuavano a passare avanti e indietro osserv a destra e
a sinistra la strada serpeggiante. Per una volta tanto, non si
vedevano poliziotti, e allora avanz nello spiazzo fra le mura
della citt e il cimitero, dove facevano tappa gli autobus
locali, cercando, per pura curiosit, la macchina degli agenti.
Non c'era. Cominci a questo punto a sospettare che ci
fosse qualcosa di vero in ci che gli aveva raccontato
Rhaissa, che la polizia fosse stata concentrata in quelle zone dove
era pi facile che nascessero disordini. Ma l tutto procedeva
come al solito, la gente saliva e scendeva dagli autobus,
gli autocarri venivano scaricati come sempre. Annoiato
e accaldato, torn lentamente verso l'albergo e incontr
l'impiegato sulla terrazza principale.
Si soffoca oggi, disse.
L'altro diede un'occhiata al cielo. Forse avremo un temporale
nel pomeriggio, sul tardi. Con quei calzoni a righine
e quella giacca attillata, aveva l'aria di un distintissimo
impresario di pompe funebri.
Stenham chiese: "Non ci sono altri ospiti in albergo, oltre
ai due signori inglesi e a me, vero?.
L'impiegato prese un'aria perplessa ed esit. Ne aspettiamo
altri stasera. Perch? Se desiderate per caso cambiare
camera, potete scegliere per a vostro piacimento.
Stenham rise. No. Sono soddisfattissimo della mia camera,
e sono soddisfattissimo anche che l'albergo sia vuoto.
Non per voi, certo, aggiunse. Ma cos si sta meglio.
L'impiegato abbozz un sorriso. "Questione di gusto,
bien entendu."
"Tutti i vostri dipendenti europei dormono qui in albergo,
vero?
L'impiegato si permise di spingere un poco indietro la
testa e di guardare direttamente in faccia Stenham. "Credo
di sapere che cosa pensate, Monsieur Stenham. Ma permettetemi
di rassicurarvi. Non c' niente da temere. I nostri
dipendenti indigeni sono assolutamente sicuri. (Stenham
sorrise fra s; quell'uomo era arrivato in Marocco solo
quattro mesi prima, e gi parlava come un colon.) Quasi
tutti, come sapete, tornano a casa la sera. I pochi che restano
qui prestano da anni servizio senza dar luogo alla minima
lamentela, e, con l'eccezione del custode, vengono tutti
chiusi nelle loro stanze dal maggiordomo, che si tiene in
tasca le chiavi.
A Stenham questo particolare sembr a un tempo ridicolo
e allarmante. Disse: Davvero? Non lo sapevo.
E inoltre, continu l'altro, convinto di aver marcato
un punto a proprio favore, non c' certo motivo di allarme
qui a Fez.
"Oh, me ne sono gi reso conto, convenne Stenham.
Ma, comunque,  stata una brutta stagione per voi.
L'albergo perde in media cinquantamila franchi al
giorno, signore, fece l'impiegato, con tono grave. Sicuramente
questa stagione finir con un deficit enorme. Riduciamo
al minimo i nostri acquisti di alimentari, ma sono sicuro
che non avrete notato il minimo peggioramento per
ci che riguarda la qualit.
Oh, no certo, lo rassicur Stenham. "Si mangia sempre
in maniera eccellente. Non era vero, e lo sapevano tutti
e due; nella migliore delle ipotesi, i pasti erano al minimo
livello sopportabile.
Moss comparve improvvisamente in cima alla scalinata
che saliva dal giardino. Stava facendo roteare un bastone.
L'impiegato lo salut, si scus e scomparve.
Si misero a sedere a un tavolo all'ombra. Il piccolo algerino
si avvicin di corsa. Moss ordin un Saint Raphael.
"John, avete sentito le ultime notizie? Fantastiche, semplicemente.
Fino a questo momento, ho saputo due o tre cose fantastiche.
Qual  la vostra?
Tutte riguardano un pazzo che l'Istiqlal ha addestrato
perch incitasse la plebe... uno di quei poveri deficienti che
se ne vanno in giro mulinando le braccia, sapete? E quelli
della polizia sono caduti subito nella trappola. Ripet, pi
o meno, la storia di Rhaissa, aggiungendovi per un elemento
di premeditazione da parte dei nazionalisti. "Devo
ammettere che non  stato molto leale da parte loro sacrificare
cos, a sangue freddo, quel povero diavolo. In ogni
modo, Hugh  uscito in macchina per condurre una piccola
inchiesta ed  stato subito arrestato. Ha telefonato poco
fa, furibondo, perch si rifiutano di lasciarlo andare fino
a quando non abbia esibito il suo passaporto, il che significa
che dovr essere io a portarglielo. Curioso come riesca
sempre a ficcarsi nei guai, non vi pare? E inutilmente,
soprattutto.
Ma, se vi sta aspettando, perch ve ne state seduto qui
tranquillamente a bere?
Oh, ho chiamato un taxi, rispose stancamente Moss.
Sar qui da un momento all'altro. Ma, per essere sincero,
non prendo troppo sul serio questa faccenda, e non mi dispiace
troppo per Hugh che , in sostanza, un idiota di proporzioni
colossali. Il suo atteggiamento  quello di un ragazzino
a una partita di criket. Non si rimane seduti ad applaudire
quando la gente si uccide. Secondo me, quando
non si pu essere di aiuto,  meglio restarsene appartati, non
vi pare?
Stenham si dichiar d'accordo. Quando ebbe terminato
il bicchiere, Moss si asciug i baffi con il fazzoletto e si
alz. Bene, ragazzo mio, arrivederci a pi tardi. E non
muovetevi dall'albergo. Pu darsi che arrestino anche me,
chi lo sa, e allora toccher a voi tirarmi fuori. Credo proprio
che lo faccia apposta. Aspettatevi dunque una telefonata
da un momento all'altro.

 Capitolo VI.

Quando arriv nella sua stanza, un poco ansante, perch
la giornata era non solo calda ma anche pi soffocante
e opprimente del solito, trov la porta aperta e Rhaissa
che stava spazzando il pavimento. Aveva sollevato i tappeti
e li aveva stesi sul davanzale della finestra. Nell'aria
gravava il puzzo della soluzione di creosoto che aveva nel
secchio. Cuscini e coperte erano ammucchiati sulle poltrone;
la sua presenza in stanza in quel momento era chiaramente
di troppo. Ma entr ugualmente e le chiese: Altre
notizie?. Lei gli fece cenno di chiudere la porta, sbalordita,
quasi costringendolo a obbedire, poi si drizz e,
facendo roteare gli occhi, quasi per sottolineare che parlava
con la massima segretezza, gli disse: La festa non ci
sar".
La festa? Quale festa? Aveva completamente dimenticato
l'approssimarsi dell'Aid el Kebir.
La festa della pecora, la grande festa! Avevamo la nostra
pecora sul tetto da tre settimane.  gi adesso molto
grassa. Ma uccideranno tutti coloro che si azzarderanno a
fare il sacrifcio.
"Chi? Di che cosa state parlando? Si accorse di essere
di cattivo umore, ma cap che la colpa era, in buona parte,
di quella donna. E poi, voleva mettersi a sedere e non c'era
posto.
I musulmani. Gli amici della libert. Dicono che chi sacrifica
la pecora  un traditore del sultano.
Un altro passo verso la morte, pens, amaro. Fosse vera
o meno la notizia, il fatto stesso che dicessero cose del
genere, che pensassero a una cos pazza eresia stava a indicare
la direzione in cui si stavano muovendo. I
B'sah? Parlava con voce aspra. Davvero? E tutti li
ascolteranno e obbediranno? La politica  pi importante
della religione? Allah el Fassi  pi grande di Allah? Perch
non invocano allora addirittura Allah el Fassi? L'obiezione
gli sembrava abbastanza azzeccata.
Ma lei non segu il suo ragionamento; quello che sent
bast soltanto a lasciarla profondamente sconcertata. "Nessuno
 pi grande di Allah, rispose, con tono grave, pensando
alla punizione che Dio avrebbe riservato a quel nazzareno
per la sua affermazione ingiuriosa.
E voi sacrificherete o no la vostra pecora? le domand.
Scosse la testa, lentamente, continuando a fissarlo.
Mamelouah, rispose.  proibito.
Si sentiva irritato pi che mai. "Non  proibito, grid.
 proibito invece il contrario.  una cosa che Allah stesso
impone. C' mai stato un anno senza il sacrificio?
Lei continuava a scuotere la testa. L'anno scorso non
c' stata festa.
Certo che c' stata! Abdemjil non ha ucciso la pecora
l'anno scorso?
L'ha uccisa suo padre. Ci siamo sposati pi tardi, subito
dopo il Mouloud.
Ma l'ha uccisa.
. Oh, s. Ma non  servito a nulla, perch il sultano  stato
portato via proprio quel giorno.
Ah, fece Stenham, pensieroso. "Capisco Certo. I francesi
avevano scelto il giorno pi santo dell'anno per arrestare
il sultano, e a condurre a termine il sacrificio era stato
il falso sultano. Di conseguenza, non c'era stato sacrificio.
Tacque per un momento, poi le chiese: "Perch non potete
sacrificare la vostra pecora in nome del vero sultano?.
L'Istiqlal non vuole che ci sia festa, disse lei, paziente.
 un peccato fare festa quando tutti sono infelici.
"Volete dire che la gente potrebbe dimenticare di essere
infelice se facesse festa e che l'Istiqlal non vuole questo?
Vuole che ricordino di essere infelici?  cos?
"S, rispose lei, un poco incerta.
Ma non vedete? esclam, gridando suo malgrado, conscio
che lei non poteva e non avrebbe mai potuto vedere.
"Non vedete che stanno cercando di strapparvi la vostra religione
per accaparrarsi tutto il potere? Vogliono chiudere
tutte le moschee per sempre e rendere schiavi tutti i musulmani.
Schiavi!
Mia madre era schiava nella casa del pasci, rispose
Rhaissa, disinvolta. Mangiava pollo ogni giorno e aveva
quattro braccialetti d'oro massiccio e un mantello di seta."
Come si fa quando ci si rende conto di aver perduto,
Stenham fece ricorso al sarcasmo. E immagino che le piacesse
essere una schiava.
Stava scritto. Rhaissa si strinse nelle spalle.
"Gi, certo. Si meravigliava di aver commesso ancora
una volta l'errore di discutere con quella gente, dal momento
che era impossibile controllare l'argomento dibattuto, e
l'impossibilit di tenere l'argomento nei limiti della logica
gli dava sempre una deprimente sensazione della propria
inutilit. Dopo tutto, pens, se fossero stati esseri razionali,
il paese non avrebbe avuto interesse alcuno; il suo fascino
era appunto una conseguenza diretta della mancanza di sviluppo
intellettuale della popolazione. Ma non si poteva sperare
che restassero sempre consciamente e ostinatamente
arretrati. Una volta che erano venuti a conoscenza dei rimasugli
delle trappole della cultura europea, vi si abbarbicavano
con una disperazione assurda, ma erano capaci di
farlo solo se si trattava di rimasugli isolati dal loro contesto
e di conseguenza privi di significato. Ma c'era da aspettarsi
una cosa del genere, dopo tanti secoli nella ghiacciaia dell'isolamento:
portata all'aperto, quella cultura doveva ormai
essere sottoposta a una rapidissima decomposizione. Stava
scritto, gli aveva detto, e lui doveva dichiararsi d'accordo
con lei: era questa la verit finale e definitiva sul Marocco...
su tutto il mondo, anzi. La discussione non era altro
che un urto di personalit.
Mektoub." Lei se ne stava sempre rigida, fissandolo con
aria interrogativa. Non gli riusciva di immaginare che cosa
si aspettasse che aggiungesse e, dato che non aveva nulla
da dire, le sorrise, apr la porta e discese le scale. Se si
fosse fermato, Rhaissa non avrebbe mai finito di riordinare
la stanza.
Rimase seduto per un poco in un angolo dell'atrio, sfogliando
vecchi numeri di riviste che trattavano gli aspetti
commerciali delle colonie francesi; erano illustrati con
quelle che a lui sembravano noiosissime fotografie di stabilimenti,
magazzini, ponti e dighe in costruzione, progetti
di villaggi per lavoratori indigeni. Era qualcosa che gli ricordava
le vecchie pubblicazioni sovietiche da lui studiate
una volta. Dopo tutto, pens, il comunismo era soltanto una
forma pi virulenta della stessa malattia che andava imperversando
in ogni parte del mondo. Il mondo era indivisibile
e omogeneo: quello che accadeva in un punto accadeva
anche in un altro, malgrado tutte le proteste politiche
in contrario. O forse la differenza consisteva nel fatto che
l'Occidente era umano, permetteva ai suoi pazienti di essere
anestetizzati, mentre l'Oriente, dando come scontata la
sofferenza, procedeva dritto verso il cupo futuro, con una
sprezzante indifferenza per il dolore.
Il vostro guaio, John, aveva affermato Moss, " che
non avete fede nella razza umana. Lo aveva ammesso, ma
aveva anche affermato che per lui era necessario prima avere
fede in Dio. E avete fede? gli aveva chiesto Moss. Aveva
risposto negativamente. Moss aveva assunto un'espressione
trionfante. E non l'avrete mai! aveva esclamato. Le
due cose sono inseparabili. Stenham aveva definito un ragionamento
del genere specioso, tipico della mancanza di
umilt dell'uomo moderno. Non venite a parlarmi cos,
aveva detto. Non ne voglio sapere.  precisamente da questo
concetto che derivano tutti i nostri guai. Erano proprio
queste le scene che temeva quando si intratteneva con
Moss, e Moss le provocava di continuo; ci si trovavano invischiati
prima ancora di rendersene conto. Moss era troppo
sicuro di s, troppo solidamente ancorato, troppo al riparo
dagli alti e bassi dell'esistenza; le sue facili omelie erano
prive di significato.
Butt le riviste sul tavolo e and a mangiare. Nella sala
da pranzo c'era un silenzio addirittura conturbante. I camerieri
andavano e venivano in punta di piedi, e si rivolgevano
la parola in sussurri. Era la prima volta che gli capitava
di sentire gli ordini trasmessi in cucina. Poi, dalla finestra
entr la litania lunga, in lento crescendo del muezzin
che chiamava alla preghiera del loulli. Subito alla prima
se ne aggiunse un'altra, un'altra ancora, fino a formare
un enorme coro di rimbombanti voci tenorili. Come c'era
sempre una prima voce solitaria, ce n'era sempre anche
un'ultima, quando tutte le altre avevano gi finito. Rimase
ad ascoltarla mentre cantilenava le ultime sillabe del suo
Allah akbar! Dopo essersi rivolto a est, a sud e a ovest ora
l'uomo guardava il nord, e la voce si diffondeva sulla citt
chiara come il suono di un oboe. Poi il canto di un gallo su
un tetto vicino la copr, e il cameriere arriv con un enorme
vol au vent e glielo fece scivolare davanti. Subito fu conscio
dell'assurdit del momento. L'intero meccanismo della
cucina con il suo chef, dei dispensieri, della gerarchia dei
camerieri, del vasellame, delle posate e dei bicchieri, del
carrello carico di hors d'oeuvres, delle portate su rotelle con
il loro forno di alluminio e la loro ondeggiante fiamma d'alcol
azzurrastra si era messo in movimento per lui, funzionava
per lui solo. E non c'era neppure da pensare che qualcun
altro entrasse e gli sollevasse dalle spalle il peso della
responsabilit. Nessuno sarebbe venuto e, quando lui avesse
finito, tutta quella roba sarebbe stata portata via, i tavoli
sarebbero stati preparati per la cena, cena che lui forse
non avrebbe consumato l, se decideva di andare a mangiare
in citt. Improvvisamente disse, ad alta voce: Oh, mio
Dio. Proprio in quel momento aveva ricordato che per cena
era aspettato a casa di Si Jaffar.
Sarebbe stato scortese telefonare e chiedere se, date le
circostanze, doveva venire ugualmente, perch conosceva
la famiglia abbastanza bene da sapere che non avrebbero
mai ammesso l'esistenza di disordini di origine politica, anche
se ignorava da quale parte si indirizzavano le loro simpatie.
Pi di una volta aveva trovato in quella casa ufficiali
francesi con le rispettive mogli, e l'atmosfera era stata
quella della massima cordialit. Inoltre, due figli di Si
Jaffar erano funzionari dell'amministrazione francese; c'erano
buone probabilit, pensava, che la famiglia fosse
filo-francese. Pure, pi di una volta, l'uno o l'altro aveva espresso
critiche severe nei confronti dei francesi. E in principio
aveva fatto coro, ma negli ultimi tempi aveva giudicato prudente
limitarsi a ridere e lasciare che fossero gli altri a parlare.
Se erano davvero dalla parte dei francesi, la sua pratica
alla polizia doveva essere cresciuta a dismisura dopo
tutte le sere che aveva trascorso con loro, perch non avrebbero
potuto fare a meno di riferire ogni cosa. Non c'era modo
di collaborare a met con i francesi: se si era con loro,
si godeva della pi completa protezione, almeno fino a
quando si veniva considerati utili, e se non si era con loro
si era contro di loro. Se avesse telefonato a Si Jaffar e gli
avesse detto: "In considerazione di ci che sta accadendo
in questo momento, non so se volete che venga", non sarebbe
arrivato a risultato alcuno, perch il vecchio avrebbe
certo affermato di ignorare tutto. E poi, che cosa stava
succedendo precisamente? Nemmeno Stenham lo sapeva.
L'antiquario era stato molto gentile a rivolgergli quel misterioso
ammonimento (non lo avrebbe mai creduto capace
di un gesto cos disinteressato), ma, comunque, non intendeva
tenerne conto. Terminato di mangiare, sarebbe
uscito dal cancello e avrebbe fatto un piccolo giro di ispezione
nella Medina.
Ma il pasto abbondante, il caldo soffocante e, forse, il silenzio
della sala da pranzo ebbero il loro effetto e, dopo la
frutta, sal nella sua stanza per distendersi un poco sul letto.
Prima abbass le tende per proteggersi dal riflesso abbagliante
del sole pomeridiano. Qualche mosca ronzava sopra
il tavolo; dopo averle irrorate con una spruzzata di aerosol,
si tolse le scarpe e i pantaloni. Poi si coric. L'aria era soffocante,
e la penombra tale che non gli riusciva di vedere gli
arabeschi dipinti sui riquadri dell'alto soffitto. Chiss dove,
fra le montagne, nel Medio Atlante, echeggi un rombo di
tuono, attutito e attenuato dalla distanza. Il rumore si ripeteva
a intervalli regolari, sommergendolo in una specie di
torpore. Poi non ci fu pi nulla fra lui e il sonno.
All'improvviso, un secolo dopo, eccolo drizzarsi a sedere,
fissare con gli occhi socchiusi una stanza ostile e irreale
invasa da un vuoto color lavanda. Il tuono torn a echeggiare
in giardino, e lui si lasci scivolare gi dal letto e corse
alla finestra. La pioggia stava arrivando in quel momento,
cattiva, violenta, e la citt sembrava avvolta in un crepuscolo
innaturale. Erano le cinque e un quarto. Torn sul
letto, si distese e allung una mano sopra la testa per cercare
il campanello. Il rumore squillante nello sgabuzzino
della domestica al piano di sotto fu soffocato dal temporale,
ma c'era stato, e un attimo dopo ecco un colpo energico
bussato alla porta.
Trhol!" grid.
Comparve la testa di Rhaissa, e gli occhi sembravano
bianchissimi nella penombra. Le sarebbe piaciuto certo intavolare
una discussione sul tempo, ma lui era ancora paralizzato
dal sonno. Portatemi un poco di t, se non vi spiace,
le disse, e la donna chiuse la porta.
Un attimo dopo venne bussato un altro colpo. Pens di
essersi appisolato, perch ci voleva sempre, come minimo,
un quarto d'ora prima che il t arrivasse. Trhol!" grid, e
poi, dato che non ottenne risposta, lo ripet ancora pi forte.
Il battente si apr e comparve un uomo. Stenham accese
la luce e vide Moss, il vestito irregolarmente spruzzato
d'acqua, il bastone sotto il braccio.
"Avanti, avanti, gli disse.
Non vi disturbo?
"Niente affatto. Stavo per prendere il t. Ordiner di
portare un secondo bicchiere.
No, devo scendere a cambiarmi. Sono fradicio. Non intendo
nemmeno sedermi. Volevo soltanto farvi un breve
rapporto.  stata una giornata incredibile. I particolari a
pi tardi. Si asciug la fronte e si soffi il naso. Hugh  in
camera sua, e cos ho almeno portato a termine la mia missione.
Devo confessare che da stamattina le mie opinioni
sui francesi sono cambiate parecchio. Ci vedremo a cena?
S, rispose Stenham. Se l'albergo  ancora in piedi e
non  gi finito nel fiume. Sentite? Sollev un dito: la pioggia
scrosciava con violenza. Moss sorrise e se ne and.
Prima che Rhaissa portasse il t, la pioggia cess con
una subitaneit drammatica. Faceva scuro ormai. Apr la
finestra e sent l'acqua che ancora gorgogliava gi per i tubi
delle grondaie e gocciolava dagli alberi sulla terrazza. Ma
l'aria era immobile e fresca. Rimase affacciato per un poco,
ascoltando e respirando a pieni polmoni.
Pi tardi, mentre beveva il t, torn a ricordare l'appuntamento
a casa di Si Jaffar. Non c'era rimedio: poteva
soltanto mettersi un abito vecchio e avviarsi, fra il fango.
Grazie a una serie di scorciatoie, che era arrivato a conoscere
nel corso di anni, sarebbe arrivato in mezz'ora circa.
Vuot il bicchiere, si vest in fretta, fece scivolare in tasca
la torcia elettrica e telefon a Moss.
Ci volle molto tempo per ottenere la comunicazione, e
Moss, quando rispose, parlava con una voce che sembrava
un grugnito. Oui? Qu'est qu'il y a?" domand.
Vi ho svegliato? cominci Stenham.
No, John, ma sto facendo gocciolare l'acqua su tutto il
tappeto. Ero in bagno."
Stenham si scus e spieg perch non sarebbe sceso per
cena. Moss esit prima di dire: John, non so se al vostro
posto andrei. Non credo che sia saggio, dato il momento
che stiamo attraversando.
Devo andare, replic seccamente Stenham. Tornate
al vostro bagno e arrivederci a domani.
Le strade erano deserte. Camminava sul marciapiede,
rasente ai muri, per evitare i torrenti che scorrevano al centro.
A mano a mano che si avvicinava al fiume l'acqua continuava
ad aumentare, tanto che a un certo punto fu costretto
a tornare indietro e seguire un'altra strada per passare
sulla riva opposta. Se avesse seguito il suo itinerario
originale, sarebbe stato costretto a camminare con l'acqua
fino alle ginocchia, ora che avesse raggiunto il fondo valle.
I pochi passanti non lo guardavano, occupati com'erano a
badare a dove mettere i piedi.
Era difficile arrampicarsi su per le ripide strade di Zekak
er Rumane; il fango era forse peggio dell'acqua, e lui
continuava a scivolare indietro. Dietro i muri bagnati delle
costruzioni e sulle terrazze i galli cantavano a gola spiegata,
e minuscoli pipistrelli sciamavano intorno ai rari lampioni
stradali. Quando sbuc nella Tala la trov pi o meno
deserta come le strade laterali. I negozi erano sbarrati,
e solo ogni tanto passava davanti a qualche uomo solitario
seduto in silenzio accanto a un asino, o a un carico di carbone,
o a un rotolo di stuoini. Quella sera non c'erano nemmeno
i mendicanti che di solito se ne stavano accovacciati
accanto alla fontana, quasi all'angolo del vicolo dove sorgeva
la casa di Si Jaffar. Diede un'occhiata all'orologio e vide
che erano quasi le otto. Peccato che non fossero gi le
undici, pens, e lui, superata la prova, non si trovasse in
strada per tornare all'albergo. Quelle interminabili serate
da Si Jaffar erano estenuanti; era arrivato a temerle come
molti temono l'appuntamento con il dentista. La conversazione
era di necessit quanto di pi superficiale si potesse
immaginare, e tutto quanto veniva detto non aveva neppure
una punta di sincerit; se veniva affermata qualche verit,
si trattava di un incidente puro e semplice. Qualche volta
cercava di portare la discussione sui costumi indigeni,
ma in pi di una occasione li aveva sorpresi a mentirgli su
questo punto, a dargli di proposito informazioni erronee,
senza dubbio per farsi una bella risata alle sue spalle quando
se ne fosse andato. Ma tutti i membri della famiglia si
mostravano amabilissimi, anche se i loro sentimenti amichevoli
si esprimevano in atteggiamenti arbitrariamente e
insolitamente cerimoniosi, e riteneva una buona cosa per
lui sedere fra loro e imparare a chiacchierare e a scherzare
al loro stesso livello, per quanto ci potesse mettere a dura
prova la sua pazienza. Se qualcuno gli avesse chiesto perch
giudicava benefica questa faticosa prova che affrontava
regolarmente, avrebbe risposto che la teoria non serviva
a niente senza la pratica. Si Jaffar e la sua famiglia erano
tipici marocchini borghesi che gli avevano concesso l'insolito
onore di aprirgli la loro casa. (Aveva conosciuto persino
la moglie, le figlie, senza velo, e la nonna, una vecchia
signora che strisciava dappertutto sulle mani e sulle ginocchia.)
Gli sembrava di non potersi permettere il lusso di perdere
occasione di vederli.
Moss una volta gli aveva detto: Per voi i musulmani
non possono sbagliare, e Stenham aveva riso, amaro, si era
dichiarato d'accordo e aveva pensato che, in questo caso,
non riuscivano mai nemmeno a fare qualcosa di giusto. Facevano
quello che facevano, ecco, ed era una cosa che gli
appariva commovente e ridicola a un tempo. I soli che giudicava,
e di conseguenza odiava, erano coloro i quali mostravano
una marcata inclinazione ad adottare il pensiero
occidentale. Questi rinnegati che blateravano di educazione
e di progresso, che avevano respinto il concetto di un
mondo statico per abbracciare quello di un mondo dinamico...
bene, li avrebbe giustiziati in tutta tranquillit, perch
il potere dell'Islam potesse continuare senza interruzione.
Se anche Si Jaffar e i figli avevano venduto i loro servigi
alla Francia, ci non invalidava ai suoi occhi la loro purezza,
purch continuassero a vivere come erano sempre
vissuti: sedere per terra, mangiare con le dita, cucinare e
dormire prima in una stanza, poi in un'altra, o nel vasto patio
con le sue fontane, o sul tetto, condurre l'esistenza di nomadi
in quello splendido guscio che era la casa... Se li avesse
giudicati capaci di trascurare le preoccupazioni del presente
perch giudicavano i tempi non ancora maturi, avrebbe
subito perduto ogni interesse in loro e li avrebbe condannati
come corrotti. Per riuscirgli simpatici i musulmani
dovevano seguire un sentiero molto stretto; non veniva
tollerata deviazione alcuna. Parlando con loro, non si lasciava
mai sfuggire l'occasione di trattare duramente i cristiani
e i loro seguaci. Si sentiva soddisfatto quando gli altri
si scambiavano occhiate di stupore e dicevano: "Capisce
il mondo, costui. Ecco un nazzareno che vede il male nella
sua stessa gente. Una questione che sorgeva spesso a questo
punto della discussione era: "Non avete mai sentito il desiderio
di farvi musulmano?. E questo lo metteva in un profondo
imbarazzo, perch aveva l'impressione di essere meno
attrezzato per la loro fede che per qualsiasi altra fede:
essa infatti presupponeva un'umilt e una sottomissione
che lui non poteva neppure immaginare di provare. L'ammirava
in loro, ma non sarebbe riuscito ad accettarla per
s. La disciplina fine a se stessa, l'obbedienza cieca e gioiosa
a leggi arbitrarie: ecco un elemento della loro religione
che, per quanto degno, non era fatto per lui, lo sapeva. Era
troppo tardi; anche i suoi antenati di molti secoli addietro
avrebbero detto che era troppo tardi. Non gli importava di
sapere chi aveva torto e chi aveva ragione, ma sapeva che
non sarebbe potuto diventare un musulmano.
Ma gli sembrava che fosse proprio questo a rendere ogni
contatto con loro cos desiderabile e terapeutico. Certo era
ci a dare un carattere ossessivo al concetto che di loro si
era fatto. Rappresentavano il mistero di un uomo in pace
con se stesso, soddisfatto della soluzione che ha dato al problema
della vita; la loro tranquillit derivava dal fatto di non
rivolgere domande, di accettare l'esistenza come si presentava
ai loro sensi, nuova ogni mattina, di cercare di capire
soltanto quanto poteva essere utile nella semplice vita quotidiana,
di abbandonarsi implicitamente a un'ultima e assoluta
inevitabilit di tutte le cose, compreso il comportamento
degli uomini. Questa soddisfazione che essi provavano
a vivere era per lui il mistero, la macchia scura, preziosa
e terribile che impediva di capirli, che toccava tutto
quanto essi toccavano, trasformando ogni loro pi semplice
azione in qualcosa di affascinante come l'occhio di un
serpente. Sapeva che il tentativo di sondare questo mistero
era un compito inane, perch pi si avanzava nel loro mondo
e pi ci si rendeva conto che era necessario mutare radicalmente
per capirli. Perch non era sufficiente comprenderli;
bisognava essere in grado di pensare come loro,
di provare quello che essi provavano, e tutto questo senza
il minimo sforzo. Era un lavoro che avrebbe richiesto un'intera
vita, e si rendeva conto che un giorno o l'altro si sarebbe
improvvisamente stancato. Ma considerava questo
come il primo passo per arrivare a conoscere quella gente;
quando lo aveva detto a Moss, Moss era scoppiato in una
fragorosa risata.
Fondamentalmente siete ancora un totalitario. Qualche
volta gli sembrava impossibile che Moss gli avesse rivolto
seriamente un'accusa del genere; certo lo aveva detto
per pura malvagit, sapendo che, per ci che lo riguardava,
era l'antitesi del vero. Ma, se era cos, perch l'idea lo
ossessionava, gli ronzava per il cervello come un calabrone?
Cercava di riflettere, di ricordare se un giorno aveva
magari detto qualcosa di sconsiderato che potesse aver
spinto Moss a fraintenderlo, ma, naturalmente, era inutile:
non rammentava nulla del genere. "Forse lo sono davvero."
torn a ripetere a se stesso, tendendo l'orecchio all'eco dei
suoi passi nel passaggio coperto. Se era "totalitario valutare
il valore di un individuo secondo quanto produceva o
considerare ogni segmento dell'umanit servendosi come
metro della sua cultura, allora Moss aveva ragione. Non
c'era altro criterio per determinare il diritto di un organismo
all'esistenza (e in ultima analisi ogni giudizio che si dava
su un altro essere umano era riducibile alla considerazione
di questo diritto). Se, per esempio, deplorava la violenza
che trovava la sua manifestazione negli attentati dinamitardi
e nelle quotidiane sparatorie nelle strade di Casablanca,
non lo faceva evidentemente perch provava piet
per le vittime, le quali, per quanto patetiche, erano pur
sempre anonime, ma perch era convinto che ogni incidente
sanguinoso, risvegliando la coscienza politica dei sopravvissuti,
portava sempre pi vicino alla fine la gi moribonda
cultura. Ricordava che una volta stavano parlando
della guerra e lui aveva detto: "Si pu sostituire la gente, ma
non le opere d'arte. Moss si era mostrato indignato e lo
aveva definito egoista e inumano. Forse Moss aveva riposto
nel fondo della sua memoria alcune frasi anodine come
questa e le aveva adoperate poi per formulare la sua accusa.
Avrebbe riesaminato la questione al momento adatto.
Quella, infatti, era la porta della casa di Si Jaffar. Sollev il
pesante anello di ferro e lo lasci cadere contro il battente,
due volte.
Il figlio pi giovane lo condusse nel patio dove gli alberi
d'arancio lasciavano ancora cadere sul mosaico gocce di
pioggia. Rimase solo per un paio di minuti, accanto alla fontana
centrale, ad aspettare Si Jaffar. La ringhiera di ferro
battuto intorno alla vasca era quasi completamente nascosta
da stracci per la pulizia. Altri stracci erano appesi anche
ai rami pi bassi di uno degli alberi. Dalla casa giungeva
insistente il battere di un pestello contro il fondo di un
mortaio; qualcuna delle donne stava polverizzando le spezie.
Poi comparve Si Jaffar che indossava un pigiama a strisce,
recava in testa un turbante arrotolato largo, si torceva
le mani e sorrideva del suo eterno sorriso.
"Abbiamo avuto un piccolo incidente, con qualche danno,
disse. "Spero che vogliate scusare l'inconveniente. Lo
guid nella grande sala da ricevimento. A una delle estremit
c'era un mucchio di calcinacci: sassi, terra, intonaco.
Attraverso lo squarcio era visibile il muro della casa sull'altro
lato della strada. La famiglia aveva recuperato quasi
tutti i materassi e i cuscini e li aveva sistemati al centro della
stanza. "La pioggia, spieg Si Jaffar, con il tono di chi si
scusa.  una casa molto vecchia, questa. Si teme che tutto
quanto il muro possa crollare.
Stenham guard nervosamente il soffitto. Si Jaffar not
il gesto e rise con indulgenza. No, no, Monsieur Jean! Il
tetto non cadr certo. La casa  robusta. Stenham non si
sentiva troppo sicuro, ma sorrise e si mise a sedere sul materasso
che gli veniva indicato, contro la parete opposta.
"Dovete scusare il mio abbigliamento poco dignitoso.
Sono in ritardo, disse l'ospite, toccando con l'indice il pigiama
e il turbante. Con questo guaio, non ho trovato il
tempo di vestirmi. Ma ora, con il vostro permesso, vado a
cambiarmi. Ho dato disposizioni perch mio cugino, Si
Boufelia, vi intrattenga con la oud mentre aspettate. Non 
lecito permettere che l'ospite si annoi in solitudine. Un momento,
prego. Usc nel patio, dopo essersi inchinato con le
mani piegate sul petto. Ricomparve subito dopo assieme a
un uomo alto e barbuto, in djellaba azzurro, che reggeva dinanzi
a s, quasi fosse un vassoio, un grosso liuto. Si Jaffar,
raggiante, non fece neppure le presentazioni, guard il cugino
il tempo sufficiente per permettergli di sedersi e di accordare
le corde, poi torn a scusarsi ancora una volta.
L'uomo continu a fare echeggiare i suoi accordi, ascoltando
con la massima attenzione, senza mai guardare dalla
parte di Stenham. Un gatto pass gi in strada, miagolando
penosamente; era come se fosse nella stanza con loro.
Ma l'uomo non vi bad, e di l a un attimo attacc a suonare
quella che sembrava una musica improvvisata, composta
da brevi frasi rapidissime inframezzate da lunghi silenzi.
Stenham ascoltava con la massima attenzione, pensando
che le altre sue sere sarebbero state tutte molto pi
piacevoli se solo fosse stata richiesta la presenza del
cugino. A uno a uno gli altri maschi della famiglia entrarono lo
salutarono discretamente e si misero a sedere per ascoltare
la musica. Pass diverso tempo prima che comparisse Si
Jaffar, risplendente in abiti di seta bianca, con un tarbouche
rosso scuro inalberato un poco di traverso in cima alla
testa. Cominci a parlare con tono normale, come se in quel
momento non stesse gi echeggiando la musica. Si trattava
evidentemente di un segnale perch il volume del suono
si ridusse per trasformarsi in una specie di pianissimo. Ora
il cugino suonava in sordina, ma sembrava aver perduto
ogni interesse; la sua espressione concentrata si rilass, il
suo sguardo vagava da un viso all'altro e muoveva distrattamente
la testa al ritmo delle note. Quando portarono le
tavole per la cena, i domestici ne sistemarono una davanti
a Si Jaffar e a Stenham, che avevano cos la massima libert
di movimenti, mentre gli altri sei prendevano posto alla seconda
tavola, al centro della stanza, in mezzo ai calcinacci.
Stenham arrischi l'audace suggerimento che forse il cugino
sarebbe stato pi comodo al loro tavolo, dove c'era pi
spazio, ma Si Jaffar rispose, con un blando sorriso: "Staremo
tutti molto meglio cos.
"Non intendevo mostrarmi indiscreto... cominci
Stenham.
Si Jaffar, che si leccava le dita a una a una, non rispose.
Poi batt le mani per chiamare un domestico, e quando costui
si fu avvicinato e poi di nuovo allontanato, sorrise, scoprendo
un'intera chiostra di denti d'oro, e osserv, compiacente:
Mio cugino  molto timido.
Nel bel mezzo della cena, le lampade elettriche, che pendevano
nude dal soffitto, si spensero. La stanza piomb nelle
tenebre; una voce roca bisbigli all'altro tavolo:
Bism.il'lah rahman er rahim e ci fu silenzio per un istante. Poi Si
Jaffar chiam a gran voce i domestici perch portassero le
candele.
"La luce torner subito, afferm Stenham, quando l'uomo
ricomparve, reggendo in mano due candele. Ma continuarono
a mangiare senza che la corrente venisse ridata.
La stanza appariva ora misteriosa e immensa, con un
teatro di ombre in alto, sul lontano soffitto. Durante il
dessert il domestico entr trionfante con una vecchia lampada
a olio che fumava in maniera ignobile; tutti all'infuori di
Stenham salutarono il suo arrivo con mormorii di soddisfazione.
Due o tre volte si accese una conversazione all'altro
tavolo, e ogni volta Si Jaffar cerc di distrarre l'attenzione
del suo ospite attaccando una storia assolutamente
priva di significato. Stenham, annoiato da questi goffi tentativi
di impedirgli di sentire quello che stavano dicendo i
membri della famiglia, voltava ogni tanto, di proposito, la
faccia verso l'altro tavolo mentre Si Jaffar parlava.
Terminato che ebbero di mangiare, si lavarono le mani,
si sciacquarono la bocca, bevvero il t, poi tornarono a
mettersi a sedere e attaccarono tutta una serie di storielle
umoristiche. Come al solito, Stenham non riusciva a seguire
queste storielle: capiva le parole, ma non riusciva ad
afferrarne lo spirito. Si divertiva comunque a osservare la
famiglia e ad ascoltare le fragorose risate che coronavano
la battuta finale. Il solo membro della famiglia che godesse
del privilegio di fumare era Si Jaffar, e, per rendere pi
evidente questa prerogativa, fumava a catena, importunando
Stenham con una nuova sigaretta ogni cinque minuti,
spesso quando Stenham non aveva ancora terminato
quella precedente. Gli altri non avevano il diritto di fumare
in sua presenza.
Capite queste nostre assurde storielle? chiese a Stenham.
"Capisco le parole, certo. Ma...
"Vi spiegher la storiella che Ahmed ha raccontato adesso.
Al legionario la lanterna piaceva, ma credeva di poterla
comperare per un centinaio di rial. Sapete che cosa sono i
fichi?
"S.
"Bene, il Filali aveva riempito la lanterna di fichi, e la
moglie aveva nascosto il braccialetto in fondo al cesto, in
modo che i fichi lo nascondessero. Ecco perch l'ebreo non
l'ha visto quando ha infilato la testa sotto al letto. Capite?
Se avesse avuto tempo prima che il legionario bussasse alla
porta, avrebbe certo tirato fuori tutti i fichi, ma tempo
non ce n'era. Ecco che cosa intendeva il Filali quando ha
detto: Non ci si pu aspettare che un giovane eucalipto dia
la stessa ombra di un vecchio albero di fico?. Mi seguite?"
S, rispose Stenham, non troppo sicuro; aspettava
qualche indizio che gli permettesse di ricollegare ogni cosa.
Si Jaffar appariva soddisfatto. Ed  questo il motivo per
cui la moglie del Filali ha dovuto vestirsi come una schiava
della Khalifa. Se avesse capito chi era, l'ebreo lo avrebbe
detto al legionario, certo, e si sarebbe guadagnato la sua
provvigione che, come ricorderete, era del cinquanta per
cento. Avete mai visto un giovane albero di eucalipto? Ha
le foglie strette e piccole. Cos quello che l'ebreo rivolgeva
alla moglie del Filali era un complimento ambitissimo. Ma
non si trattava di un complimento sincero, lo faceva soltanto
per lusingarla, capite?
Ormai Stenham non capiva pi niente della storia, ma
sorrise e annu. Gli altri continuavano a ripetere la battuta
sul giovane eucalipto, assaporandone le sfumature, ridacchiando
soddisfatti. Non sono proprio sicuro che abbiate
capito, gli disse Si Jaffar, dopo un momento. Ci sono troppe
cose da spiegare. Alcune delle nostre storielle sono troppo
difficili. Spesso bisogna spiegarle anche a gente di Rabat
e di Casablanca, perch sono storielle destinate soltanto
agli abitanti di Fez. Ma  appunto questo ad accrescere
il loro profumo. Se tutti potessero capirle, non sarebbero
pi divertenti. Ce ne sono alcune molto volgari, ma questa
sera non le racconteremo perch siete qui voi. Chiuse gli
occhi, come se ricordasse una di queste storielle volgari, e
sorrise. Poi apr un occhio e guard Stenham. Credo che
le storielle un po' spinte siano le pi divertenti, disse timidamente.
"Raccontatene una, gli sugger Stenham. Aveva molto
sonno ed era sicuro che, se avesse chiuso gli occhi per un
momento, come Si Jaffar, si sarebbe addormentato immediatamente.
Alla sua richiesta, tutti risero. Poi il figlio maggiore
cominci a raccontare una storia molto complicata
di un gobbo con un sacco di avena e di uno sciacallo. Dopo
poco compariva un leone, e poi un generale francese
che aveva perduto un chilo di mandorle. Se la storiella fosse
spinta o meno, Stenham non riusciva neppure a immaginarlo,
ma, quando fu terminata, rise con gli altri. Molto
pi tardi, il cugino venne invitato a suonare ancora. E questa
volta si accompagn con il canto, un sottile falsetto che
si sentiva appena al disopra degli accordi. A un certo punto
del concerto Si Jaffar parve farsi impaziente; prese di tasca
una tabacchiera e spinse accuratamente il tabacco su
per le narici. Poi si tolse il tarbouche per grattarsi la testa
calva, se lo rimise, tamburell con aria indolente sulla tabacchiera
e alla fine batt le mani per chiamare il domestico
e gli ordin di portare un braciere. Il cugino continu
a suonare, imperturbabile, anche quando il domestico arriv
con un enorme recipiente pieno di carbone acceso e
lo sistem davanti al padrone. Si Jaffar si stropicci le mani,
soddisfatto e prese da una piega dell'abito un pacchetto
contenente piccole strisce di legno di sandalo. Con una
specie di cucchiaio che era stato portato esattamente per
questo scopo rimescol il carbone fino a quando non ebbe
scoperto i pezzi pi ardenti, fra i quali lasci cadere le
strisce di legno. Poi si chin sul braciere, in modo da coprirlo
completamente con gli abiti, e rimase in quella posizione
per un minuto circa, gli occhi chiusi, il viso atteggiato
a un'espressione di beatitudine. Quando si drizz,
una nuvola di fumo dolciastro usc da sotto il suo djellabah,
e lui mormor, con tono reverente: Al-lah! Al-lah!.
Poi torn a mettersi a sedere e si stuzzic l'orecchio con
una bacchettina d'argento. La musica continuava. Stenham,
comodamente sdraiato su una montagna di cuscini,
chiuse gli occhi e, per un certo tempo, si appisol. Poi si
drizz a sedere e si guard attorno con aria colpevole per
vedere se qualcuno si era accorto della sua mancanza. Tutti
probabilmente se n'erano accorti, pens, anche se nessuno
lo guardava. Un carretto pass cigolando gi in strada,
oltre il muro squarciato; il rumore era cos forte che
persino il musicante si interruppe per aspettare che si fosse
allontanato. Ah! esclam Si Jaffar.  stato molto bello.
Basta musica per stasera, no? Guard con espressione
significativa il cugino, che pos la oud sul materasso e si
appoggi ai cuscini.
Stenham decise di cogliere l'occasione per annunciare
che se ne andava. Si Jaffar rispose quello che avrebbe risposto
a questo punto a qualsiasi ora: Di gi?. Poi continu: "Lasciate
che vi mostri il danno che abbiamo subito.  interessante.
Tutti allora si alzarono e cominciarono a muoversi
per la stanza con aria indifferente. Reggendo con una
mano la lampada che ora aveva tutta la parte superiore
sporca di fuliggine, uno dei figli li precedette attraverso il
locale sinistrato.
Esaminarono il muro e la composizione delle macerie,
discussero per decidere se conveniva cercare di riparare il
muro o abbatterlo e costruirne uno nuovo, chiesero a Stenham
se anche in America le case crollavano spesso quando
pioveva e, quando seppero che una cosa del genere accadeva
molto di rado, vollero sapere con grande abbondanza
di particolari come mai. Ci volle quasi un'ora prima
che attraversassero lentamente, in gruppo, il patio verso
l'anticamera dell'ingresso, dove, nell'ombra, sedeva un berbero
cencioso.
Quest'uomo vi riaccompagner all'albergo, disse Si
Jaffar.
L'uomo si alz in piedi, adagio. Era alto e molto robusto;
il suo viso inespressivo sarebbe potuto essere quello di
un assassino o di un santo.
No, no, protest Stenham. "Siete molto gentile, ma
non ho davvero bisogno di nessuno.
"Non  niente, replic Si Jaffar, cortese, con il gesto
modesto di un sultano che ha appena donato a un suo suddito
una borsa di diamanti.
Inutile avanzare obiezioni; l'uomo l'avrebbe accompagnato,
gli piacesse o meno, e allora li ringrazi tutti assieme,
separatamente e poi ancora tutti assieme, e, varcata la
soglia, usc in strada. Allah imsik bekhir. B'slemah. "Bon
soir, monsieur. A bientt, incha Allah, fecero coro, e uno
dei figli disse timidamente: Gude-bye, sair", una frase con
la quale desiderava da molto tempo sbalordire Stenham,
ma che solo allora trovava il coraggio di pronunciare.

 Capitolo VII.

Era molto stanco dopo il lungo tragitto di ritorno attraverso
le tenebre della Medina, e non gli andava l'idea di
tornare dabbasso. In piedi davanti allo specchio dell'armadio,
mentre si rimetteva la cravatta, pens che era la prima
volta che Moss gli faceva trasmettere una comunicazione
di notte. Diede un'occhiata all'orologio: luna e venti. Sulla
soglia, si volt a guardare con desiderio il letto, poi usc e
si chiuse la porta alle spalle. La chiave aveva attaccata una
pesante medaglia di nikel ed ebbe l'impressione di farsi scivolare
in tasca un pezzo di ghiaccio.
Nel giardino faceva molto scuro; le lanterne davanti alla
porta di Moss non erano accese, ma piccoli rettangoli di
luce filtravano dalle imposte chiuse. Uno sconosciuto rispose
al colpo che aveva bussato sul battente, si scost, rigido,
per lasciarlo passare e gli chiuse la porta alle spalle.
Moss era fermo al centro della stanza, sotto il grande candeliere,
ma subito cominci a camminare avanti e indietro,
lentamente, le mani dietro la schiena. Stenham si volt e
vide un secondo sconosciuto appoggiato al muro, vicino alla
porta.
Moss non si prese il disturbo di presentare i due a Stenham.
Si limit a dire: Enfin. Voici Monsieur Stenham.
I due mormorarono qualcosa, abbozzando un cenno
con il capo.
Vous m'escusez si je parle anglais, n'est ce pas? disse
Moss ai suoi due ospiti. Solo allora Stenham avvert un acre
tono di scherno nella sua gentilezza e pens: Non  da Moss
mostrarsi scortese. Deve essere stato provocato. Poi guard
i due uomini. Uno era piccolo e grasso, con due guance
rosee e tonde e due occhi grandissimi; il pi alto, che portava
gli occhiali, era magro e aveva la pelle giallastra. Non
dovevano avere pi di venticinque anni e, riflett, per nulla
al mondo avrebbero riso. Era evidente che da anni si sforzavano
di essere seri, e l'intensit del loro sforzo aveva lasciato
un marchio indelebile; la loro comune ossessione traspariva
sia dai volti sia dai movimenti del corpo. Subito
Stenham li identific come nazionalisti. Non sarebbe stato
possibile sbagliarsi su questo punto.
Questi due signori,'' continu Moss, "hanno avuto la
gentilezza di venirci ad avvertire che dobbiamo lasciare subito
l'albergo. Sembra che la situazione si sia fatta improvvisamente
di una gravit estrema.
"Ah! fece Stenham. I due giovani continuavano a fissarli
con occhi attenti. Era sicuro che capivano perfettamente
l'inglese. "Bene, credo non ci resti da fare altro che
ringraziarli. Domani esamineremo la questione e decideremo
sul da farsi.
Ma... subito, John! In questo stesso istante.
Ridicolo, replic seccamente Stenham. Si rivolse al
musulmano pi alto e gli disse in arabo: "Perch? Che  successo?.
L'altro, a sentirsi rivolgere la parola nella sua lingua,
parve prima sorpreso e poi addolorato. Rispose dignitosamente
in francese: Le cose stanno andando malissimo.
Non posso darvi particolari, ma vi assicuro che qualcosa di
molto spiacevole succeder alla Medina nel giro di ventiquattro
ore, anzi, con ogni probabilit, anche prima. I francesi
non saranno certo in grado di garantire la protezione
dell'albergo.
E perch dovremmo aver bisogno della protezione dei
francesi? chiese Stenham. E perch qualcuno dovrebbe
darsi pensiero di noi? Non siamo francesi.
Il giovane lo fissava con il tipico sguardo del miope, ma
la sua espressione rivelava un odio e un disprezzo profondi.
Siete stranieri, cristiani, disse. Il giovane grasso intervenne,
cercando di mostrarsi affabile; aveva un forte accento
arabo. "Per l'uomo della strada chiunque non  musulmano
 nemico, spieg.
Perch? domand Stenham, irritato. Non  una guerra
di religione, questa.  soltanto una lotta contro i francesi.
La faccia del miope aveva assunto un'espressione gelida,
con la bocca lievemente contorta. Il ritmo della sua respirazione
si era fatto pi rapido. Una guerra di religione:
ecco che cosa precisamente minaccia di diventare. C'est
malheureux, mais c'est comme a.
Stenham diede un'occhiata a Moss; non gli andava di
guardare quel viso minaccioso. Poi torn a voltarsi.
Intendete dire che siete voi a volerla rendere tale?
Calma, John, intervenne Moss, a bassa voce. Dopo
tutto, sapete anche voi che questi signori sono venuti qui
come amici.
Ne dubito, brontol Stenham.
Il movimento, continu il giovane occhialuto, ", come
dite voi, diretto soprattutto contro gli imperialisti francesi.
Allo stesso modo,  contro tutti coloro che aiutano i
francesi. Je vous demande pardon, monsieur, ma le armi
usate contro i marocchini sono state fornite per la maggior
parte dal vostro governo. E i marocchini non considerano
l'America una nazione amica della loro causa.
Ma certo non  neppure nemica, disse l'altro, in tono
conciliante. Se foste stati francesi, non ci saremmo sicuramente
presi la briga di venire qui ad avvertirvi stasera.
Quello che sarebbe potuto accadervi sarebbe stato affar vostro.
Invece, come vedete, siamo qui.
Molto gentile da parte vostra, disse Moss. Aveva ricominciato
a passeggiare avanti e indietro. Un improvviso
scroscio di pioggia fece echeggiare le mattonelle davanti alla
porta.
Oui, nous vous sommes bien reconnaissants," disse
Stenham. Offr una sigaretta che l'uno e l'altro rifiutarono
seccamente. "Sono inglesi, non americane," li inform, con
una punta di ironia. Non si presero neppure la briga di rispondere.
Si accese la sigaretta, poi indugi a guardarli.
Enfin, disse Moss, siamo tutti molto stanchi, questo
 certo. Credo che stia a noi decidere il momento della nostra
partenza. E per questa notte  impossibile. Dove potremmo
andare a quest'ora?
Andate alla stazione nella Ville Nouvelle. Domattina alle
sette e mezzo ci sar un treno per Rabat.
Alle otto e mezzo, lo corresse il pi piccolo.
L'altro accenn un movimento impaziente con la testa,
come se una mosca gli si fosse posata in faccia. La stazione
si trova gi in questo momento sotto la protezione dei
francesi, continu.
Non, merci, rise Stenham. "Ogni giorno qualche treno
salta per aria. Preferisco camminare. Il treno prendetelovoi.
Il giovane occhialuto abbass la testa e la spinse avanti,
aggressivamente. "Non siamo venuti qui per divertirci,
monsieur. Vedo che abbiamo perduto il nostro tempo. Forse
vi sorrider l'idea di telefonare alla polizia per informarla
della nostra visita. Indic l'apparecchio. "Yallah," disse,
con un grugnito, al suo compagno, e si diresse verso la porta.
Ma, prima di raggiungerla, si ferm, si volt ed esclam,
furibondo: "La vostra frivolezza e la vostra ostinazione potranno
anche costarvi la vita. On ne badine pas avec la volont
du peuple.
Stenham sbuff. Il giovane continu fino alla porta e
l'apr. Il suo compagno si inchin lievemente davanti a
Moss, senza tendergli la mano, e lo segu.
La volont del popolo! Quale popolo? strill Stenham.
Il capo del vostro partito, volete dire?
John! intervenne seccamente Moss.
I due giovani uscirono, lasciando la porta aperta. Moss
attravers la stanza, la chiuse e diede un giro di chiave.
"Devo dire, John, che vi siete comportato in maniera
niente affatto politica. Non c'era nessun bisogno di farli irritare.
Avevo cercato di fare del mio meglio per ammansirli,
e ci ero riuscito discretamente fino a quando siete arrivato
voi. Se ne sono andati di pessimo umore, come avrete visto.
Stenham si mise a sedere e lasci passare qualche istante
prima di parlare. Credete forse che il loro umore importi
qualcosa?
Per me l'educazione, la cortesia sono importanti. Sempre."
E, secondo voi, quelli sono stati cortesi con me? chiese
Stenham.
Oh, mio caro amico, non potete certo mettervi al loro
livello, replic Moss con impazienza.  una scusa che non
regge, amico mio, che non regge assolutamente. Dopo tutto,
sono soltanto dei patrioti che cercano di aiutare il loro
paese. Bisogna considerare tutto sotto questo punto di vista,
vedere il loro comportamento nella esatta prospettiva.
Quando ci lasciamo prendere la mano dalla passione, non
possiamo pi essere noi stessi, lo sapete benissimo.
Stenham usc in una breve risata. La sola passione che
quei pezzi di ghiaccio conoscono  l'odio: questo posso dirvi.
E non sono patrioti, in ogni modo. Protesto su questo
punto.
Non cominciamo a discutere adesso, si affrett a replicare
Moss. Sono troppo -stanco. Stavo per addormentarmi
quando mi hanno telefonato dalla portineria per avvertirmi
che quei due desideravano vedermi. Non sapevo
assolutamente chi fossero, e naturalmente ho dovuto vestirmi
prima di farli passare, ed  stata una maledetta noia,
ve lo assicuro. Troppo, decisamente, dopo aver passato tutta
la giornata a discutere con la polizia.
Dovreste essermi grato di avervi liberato di loro cos in
fretta. Adesso potrete dormire.
 un particolare, questo, che mi riempie di giubilo. Ma,
secondo me, dal loro punto di vista, essi hanno ragione. E
poi c' un'altra cosa. Il viso di Moss si fece pensieroso. Se
ci saranno davvero i disordini che essi prevedono,  evidente
che avremmo avuto meno fastidi se ci fossimo lasciati
in termini amichevoli con loro.
Stenham lo guard. "Termini amichevoli? ripet. "E i
francesi?
Moss rise, indulgente. Credo che le mie conoscenze alla
Rsidence di Rabat siano pi che sufficienti a mettermi
al disopra di ogni sospetto. So benissimo che i francesi non
sono degli sciocchi, qualunque altra cosa possano essere.
Capiranno perfettamente che, in qualsiasi modo possa essermi
comportato, si sar trattato solo di tattica. Non siate
assurdo, via."
"Temo di non poter vantare garanzie del genere, io," disse
Stenham.
"Voi? disse Moss. Una pausa, poi: "No, temo proprio
di no.
E non le voglio nemmeno. I francesi possono andare
all'inferno, e lo stesso vale per i nazionalisti. Questo 
quanto.
Moss sorrise. Ora che li avete sistemati tutti, pensiamo
un poco anche a noi. Avete qualche utile suggerimento circa
il luogo dove potremmo dirigerci? Ho dimenticato di dirvi
che Hugh  andato a Tangeri.  partito subito dopo cena.
Che cosa? esclam Stenham; chiss perch, quel gesto
gli sembrava una diserzione vera e propria. Volete dire
che ha preparato i bagagli in fretta e furia e se l' battuta?
Ma se sembrava cos deciso a non lasciarsi spaventare
da nulla e da nessuno! Non capisco.
Moss si mise a sedere sul letto e si tolse gli occhiali, con
gesto stanco. Senza le lenti, il suo viso assumeva un'espressione
di tristezza. Stenham lo guard con una vaga curiosit.
"Mio caro John, disse Moss, facendo ruotare gli occhiali
per una stanghetta. "Credo che, se aveste visto quello che abbiamo
visto noi oggi, lo giustifichereste. Come ha detto lui
stesso a cena, aveva creduto fino a oggi che tutto quanto fosse
una specie di gioco e che facesse parte del gioco ignorarlo,
evidentemente. Ma questo pomeriggio... Scosse la testa,
deliberatamente, e fece una pausa. "Devo confessare di non
aver mai immaginato di potermi trovare cos vicino alla
brutalit e alla sofferenza. Si leggono queste cose sui giornali
e si rimane inorriditi, ma la pi fervida immaginazione
rimane di gran lunga inferiore alla realt. Sono i particolari
inattesi, le espressioni dei visi, i gesti meccanici, le
parole prive di senso, slegate, cose che non si potrebbero
assolutamente inventare... ecco che cosa colpisce in maniera
tremenda quando si vede la realt.
Ma che cosa avete visto, in nome del cielo?" domand
Stenham. Ora che non avevano pi a disposizione la macchina
di Kenzie, la situazione era diversa; si sentiva molto
meno a suo agio, anche se cercava di convincersi che si trattava
di una sensazione illogica.
Abbiamo visto semplicemente centinaia di arabi che
venivano trascinati alla stazione di polizia, picchiati, presi
a pugni e a calci nei punti pi sensibili, torturati. S, torturati,
ripet Moss, alzando la voce. "Non c' altra parola
adatta. Quando si dice tortura si  inclini a immaginare
qualcosa di raffinato, di lento, di diabolico, ma vi assicuro
invece che pu essere anche qualcosa di diabolico e di brutale.
Se aveste visto anche voi il pavimento viscido di sangue
e molti e molti denti qua e l, credo che trovereste molto
pi facile capire perch Hugh non se le sentita pi, improvvisamente,
di continuare a sostenere le ragioni dei
francesi. Tutta quanta la situazione aveva assunto ai suoi
occhi un aspetto diverso.
Moss tacque per un momento, ascoltando il vento che
soffiava fra i pioppi. "Per prima cosa lo hanno chiuso in
cella, e ho dovuto discutere due ore per avere l'autorizzazione
di vederlo. Poi abbiamo dovuto aspettare su una panca,
nel corridoio, fino alle quattro, il piccolo e mostruoso
funzionario che doveva sanzionare in maniera ufficiale la
scarcerazione. Ed  stato allora che abbiamo visto quegli
arresti in massa. Ma, John, i francesi devono aver perduto
la testa. Prendevano quella gente in strada, a casaccio. Vecchi
che non immaginavano neppure lontanamente che cosa
stava succedendo, bambini di dieci anni che invocavano
la mamma. I poliziotti li bastonavano tutti quanti, senza
discriminazioni. Li riempivano di pugni e, quando cadevano,
li prendevano a calci in faccia.  inutile pensarci,
 ancora pi inutile parlarne, e non dir altro. Ma non giudicate
troppo duramente Hugh se ha battuto in ritirata.
Personalmente, credo che abbia dato prova di buonsenso,
e non riesco nemmeno a immaginare che cosa mi trattenga
qui quanto a questo: forse non avrei fatto in tempo a
preparare i miei bagagli, e, in ogni caso, non voglio andare
a Tangeri. Si alz e torn a inforcare gli occhiali. Com'
strano il mondo, disse, quasi parlando a se stesso, poi si
volt e si diresse verso la poltrona di Stenham. Non c'
fine alla violenza e allo spargimento di sangue, vero? Oggi,
mentre me ne stavo seduto l, senza parole, a guardare
quello che stava succedendo ho avuto il preciso presentimento
che si trattava solo del prologo a un lungo periodo
di sofferenze che non ha ancora avuto inizio. Ma spero di
non doverlo vedere.
Lo spero anch'io, disse Stenham.
"Buona notte, John. Mi spiace di avervi trascinato qui
a quest'ora, ma me lo avevano chiesto, sapete, e, in ogni modo,
avevo bisogno di un minimo di appoggio morale. Domani
vedremo che cosa succeder e decideremo in conseguenza.
"D'accordo, fece Stenham.
Il giardino, immerso nelle tenebre, era battuto da una
brezza umida. Quando arriv nella sua stanza, apr il cassetto
del tavolo e rimase un momento a guardare le pagine
dattiloscritte che teneva l dentro; prov improvvisamente
il desiderio di prenderle, di appallottolarle e di buttarle dalla
finestra. Invece si spogli, si lav i denti e si coric. Ma
non riusc a dormire.

 Capitolo VIII.

Eppure, pens, quando rientr nel mondo, quando cominci
a essere conscio della luce del giorno dietro le finestre,
doveva aver dormito, perch il rituale che stava seguendo
in quel momento era quello normale del risveglio.
Nella sua mente si era fissata l'idea che non dormiva, che
non aveva dormito, che non avrebbe dormito, e solo allora
cap come, ogni volta che si ripeteva: Sono ancora sveglio,
doveva essersi in realt scosso dal sonno. Malgrado il lungo
viaggio che aveva fatto nel regno della fantasia quando
si era coricato - E se... si era chiesto, poi lo schermo si era
illuminato e la proiezione aveva avuto inizio - a un certo
punto doveva esserci stata un'interruzione, un buio improvviso,
e, anche se non aveva dormito molto, perch doveva
essere poco pi dell'alba, si sentiva sorprendentemente
in forma. Poteva trattarsi, certo, di quella falsa energia
che qualche volta si manifesta al momento del risveglio, dopo
una breve notte di sonno, quella energia che si trasforma
in stanchezza dopo la prima tazza di caff. Mentre si
stiracchiava e sbadigliava, ricord a un tratto di aver dormito
per tutto il pomeriggio precedente, e questo lo spinse
a pensare che forse, dopo tutto, aveva dormito abbastanza
e che valeva la pena di arrischiare un'occhiata all'orologio,
il che significava in sostanza alzarsi, perch, quando sapeva
l'ora, non riusciva poi pi a riprendere sonno.
Mancavano pochi minuti alle dieci; la luce buia, insolita
che gravava sulla Medina era quella di una giornata nuvolosa.
Si mise a sedere e suon il campanello. Fu Abdelmjid
a bussare alla porta. Gli ordin la prima colazione
gridandogli dal letto, senza aprire. Poi and al lavabo, si spruzz
il viso di acqua fredda e si ravvi i capelli. Prima di coricarsi
di nuovo, tolse il catenaccio al battente. Si appoggi
al cuscino, in attesa, gli occhi fissi oltre la periferia della
citt alle colline nebbiose. Una pioggia sottile intorbidava
l'atmosfera e toglieva ogni colore al panorama, dandogli
invece una grigia luminosit che cancellava i punti pi
caratteristici.
Abdelmjid impieg molto tempo ad arrivare con il vassoio.
Quando entr, aveva il viso teso e rigido come una maschera,
quasi a far capire che non aveva nessuna intenzione
di parlare. E Stenham, guardandolo, si accorse di non
averne voglia neppure lui. Si scambiarono brevi osservazioni
appropriate all'ora, poi Abdelmjid se ne and.
Di norma era al termine della prima colazione che Stenham
cominciava a fare i suoi piani per la giornata. Ma per
quel giorno non c'era neppure da pensare a lavorare. Impossibile
intessere fantasie sul passato quando il presente
era come una bomba sotto la finestra, pronta magari a
esplodere da un momento all'altro. Ecco l'argomento pi
convincente per andarsene - non gli avvertimenti dei nazionalisti
o le minacce dei francesi. Se ogni prospettiva di
lavoro veniva a mancare, lui non aveva pi scopo di continuare
a rimanere l: l'unica cosa ragionevole era di trasferirsi
in un altro posto, nel Marocco spagnolo questa volta,
dove sarebbe pur sempre stato in Marocco, ma in un Marocco
non ancora inquinato dal veleno del presente. Non
voleva partire, gli incuteva timore l'idea di andare a discutere
con Moss, ma c'era l, dinanzi ai suoi occhi, un fatto innegabile.
Quando aveva ancora sulle ginocchia il vassoio
della prima colazione, gli riusciva di ragionare con maggior
chiarezza che non in qualsiasi altro momento della
giornata. Una decisione presa pi tardi poteva fallire di
molto il bersaglio, perch ormai era entrato in funzione una
specie di meccanismo che lo spingeva a illudersi, un meccanismo
che invece a quell'ora non aveva ancora cominciato
a funzionare.
Bene, allora  deciso. Me ne vado. Moss poteva andarsene
o restare, come preferiva; lui aveva ormai la coscienza
tranquilla. Quando, mentre si stava vestendo, guard
fuori dalla finestra il grigiore esterno, quasi ringrazi la
pioggia, che sembrava rendergli meno penosa la decisione.
Era pi facile rinunciare alla citt quando essa non aveva
pi colore ed era fradicia, quando le colline circostanti erano
nascoste dalla nebbia, quando sapeva che le strade sarebbero
state un mare di fango.
Prepar metodicamente i bagagli per un'ora, mettendo
a mano a mano le valigie chiuse vicino alla porta, pronte a
essere portate dabbasso. Invece di avvertire al banco di preparargli
il conto, decise di scendere di persona all'ultimo
momento possibile; avrebbero avuto meno tempo per preparare
i falsi extra con i quali si divertivano tanto a rimpolpare
le loro fatture. Mentre cacciava alcune camicie
sporche in una valigia a soffietto gi piena di libri, squill
il telefono.
"Pronto," disse vivacemente una voce disinvolta.
Apr la bocca per parlare, ma non disse nulla; si limit
a tenere il ricevitore in mano e a fissare il muro dinanzi a
s, a pochi centimetri di distanza.
Poi la voce ripet: "Pronto?.
"Lee? chiese, anche se non ce n'era bisogno.
"Buongiorno.
"Oh, mio Dio! Dove siete stata? E dove siete adesso?
Sono stata dappertutto, e sono qui nella mia stanza all'albergo,
questo albergo, il vostro albergo, il Mrinides Palace,
Fez, Marocco.
"Siete qui all'albergo? Quando siete arrivata? Manc
poco che dicesse: Perch siete venuta? mentre voltava la
testa a guardare la fila di valigie accanto alla porta. Quando
posso vedervi? Ho bisogno di vedervi subito. Non possiamo
parlare per telefono.
La sua risposta fu una risata breve, allegra. Poi disse:
Sar lieta di vedervi. E se ci trovassimo nella sala di scrittura,
la sala al primo piano con quel finestrone?.
Quando?"
"Quando volete. Anche subito.
Fu lui ad arrivare per primo, ma lei comparve meno di
mezzo minuto dopo, e appariva proprio quale la ricordava,
anzi forse ancora pi bella. Era abbronzatissima, e in pi
di un punto il sole aveva trasformato in oro i suoi capelli
castani. Si misero a sedere sul divano accanto alla finestra.
Stenham fece in modo che fosse quasi sempre lei a parlare.
Aveva semplicemente deciso di andare a Mekns, gli disse,
e di l era passata a Rabat, poi aveva telegrafato a una
sua amica di Parigi, una francese che aveva sposato un militare
e che si trovava a Foum el Kheneg, al limitare del Sahara,
e l'avevano invitata laggi, e lei ci era andata, e tutto
era stato meraviglioso. Perch aveva lasciato Fez e, soprattutto,
perch ci era tornata? Quando arriv per lui il momento
di rivolgerle queste due domande, si accorse che gli
sarebbe stato impossibile.
Sapete, le disse,  mancato poco che vi seguissi a
Mekns.
Davvero? fece, incuriosita. E perch?
Tolse di tasca il portafoglio e ne prese il telegramma ripiegato.
Guardate la comunicazione che mi avete mandato,
disse. Guardatela. Non dice: partita per Mekns? Bene,
per un poco ho pensato che quella a finale fosse un errore
e stesse per una e. Forse un'illusione dettata dal desiderio.
Lei rise.  una fortuna che non siate venuto. Non mi
avreste mai trovato.
Scommetto che s invece. Non eravate al Transatlantique?
Niente affatto. Ero in un alberghetto indigeno, il Regina.
Ed era piuttosto brutto, anche.
La guard, incredulo, e un antipatico sospetto si fece
strada in lui. Ma questa volta doveva sapere, anche a costo
di distruggere la loro amicizia.
"Non so, disse, abbattutissimo. Credo che siate pazza.
Parve che lei si rendesse conto di averlo in qualche modo
offeso, perch lo fiss con un'espressione di curiosit.
Oh, giudicate poco serio o simili che io scenda in alberghi
economici? Viaggiare costa, sapete. Non si pu scendere
sempre al Mrinides Palace o al Transatlantique.
Non era una risposta sufficiente. "Lee, sapete benissimo
che cosa intendo dire." Ma non poteva certo continuare
su questo tono. "Qui c' in corso una guerra non dichiarata,
dappertutto ogni giorno c' gente che muore in seguito
ad attentati, e voi ve ne andate tranquillamente in giro
come nessuno si sognerebbe mai di andare in giro nemmeno
in tempi normali. Qual  la risposta?
Lei torn a ridere. La risposta  che si vive una volta
sola."
Non avete per caso una maniera migliore per vivere?
Pi sicura, volevo dire? Continuava a guardarla.
Pi sicura? ripet lei, perplessa.
Fu assalito da un dubbio e credette opportuno scoppiare
in una risata. "Eccomi nei guai adesso, disse in fretta.
In sostanza, siete proprio certa di non essere venuta qui per
cercare qualcuno?
Una ben strana osservazione la vostra, esclam lei,
drizzando la testa. "Siete un uomo davvero curioso, voi.
La sua risata continu, incerta e poco convincente. Lasciamo
perdere.  stata semplicemente un'idea che mi era
venuta.
Ma lei era indignata ora, e gli occhi le scintillavano.
"Non ho nessuna intenzione di lasciar perdere. Che cosa intendevate
dire? Dovete pure avere inteso di dire qualcosa.
Come mai vi  Venuta un'idea del genere?"
"Sia come non detto e accettate le mie sincere e profonde
scuse, mormor lui, con ironica contrizione. Poi,
senza lasciarle il tempo di rispondere: Guardate! esclam,
indicando fuori dalla finestra. Ha smesso di piovere.
Sta per uscire il sole. Speriamo che sia di buon augurio.
"Per che cosa? La sua voce era ancora irritata, e, invece
di seguire il consiglio di guardare il giardino, aveva aperto
la trousse e si stava osservando allo specchio.
"Per oggi. Per i disordini di qui.
Perch? E tanto peggiorata la situazione?  davvero
brutta?
"Brutta, avete detto?  terribile. Non avete visto niente
alla stazione quando siete arrivata? Soldati o folla?
Non sono arrivata con il treno. Ho noleggiato una macchina
a Rabat e sono venuta direttamente."
Lieto di aver trovato il modo di uscire dall'impasse di
qualche minuto prima, le rifer quello che Moss gli aveva
raccontato la sera precedente, senza fare cenno per alla visita
dei due giovani all'albergo. Mentre lei ascoltava, il suo
viso assumeva un'espressione sempre pi inorridita. E,
quando Stenham ebbe finito, gli disse: "Non riuscivo a capire
come mai Hugh fosse partito cos all'improvviso. Non
era da lui non lasciare almeno un biglietto.
Un biglietto per voi? Ma come poteva sapere che sareste
tornata a Fez?
"Gli avevo telegrafato da Marrakech.
"Oh, capisco. Aveva dimenticato per un momento che
lei era amica di Kenzie, che era stato lui a presentarli. "Gi.
E, dopo una pausa, aggiunse: "Siete sicura che non ha lasciato
nessuna comunicazione per voi? Niente di pi facile
che in ufficio l'abbiano smarrita".
"No, non ha lasciato niente.
Vi spiace molto di non averlo trovato pi qui?
Oh,  un vero peccato. Ma forse lo vedr a Tangeri, durante
il mio viaggio di ritorno. Ho intenzione di fermarmi
solo un paio di giorni. Devo tornare a Parigi.
Stenham stava pensando: Forse non troverete troppo
facile la cosa. Sembrava non avesse neppure preso in considerazione
la possibilit che il conflitto degenerasse in violenza,
e questo lo lasciava perplesso; comunque, non si sentiva
tenuto a cercare di informarla, allarmandola.
Scesero per il pranzo. La sala deserta la lasci sbalordita.
"Volete dire che all'albergo siete soltanto il signor Moss
e voi? esclam.
Nonch voi e il personale di servizio. Precisamente.
Il loro tavolo era vicino alla finestra; guardarono il sole
divorare lentamente la nebbia che indugiava sopra la
Medina.
"Pu darsi che questa sar una giornata storica negli
annali di Fez, disse lui. Che sia dannato se intendo restarmene
tutto il giorno seduto qui all'albergo. Intendo uscire
a vedere qualcosa. A vedere almeno se c' qualcosa da
vedere.
Benissimo, usciamo allora.
D'accordo, usciamo. Ma prima devo lasciare un biglietto
per Moss. Stiamo pi o meno progettando di andarcene
se la situazione si facesse pericolosa (pens con sorpresa,
quasi con incredulit, al bagaglio ammucchiato in camera
sua, vicino alla porta) e oggi, a un'ora imprecisata,
dovevamo tenere una specie di consiglio di guerra."
Non vi sembrerebbe meglio andare direttamente da
lui? gli sugger.
Ci far una scappata pi tardi, quando saremo di ritorno.
Credo non sia troppo entusiasta dell'idea di partire.
Capisce perfettamente qual  la situazione, come pu capirla
un estraneo, e sono convinto che non la giudica molto
pericolosa. Il guaio  che nessuno sa nulla, in realt, salvo,
forse, un gruppo di arabi e un altro gruppo ancora minore
di francesi.
Gli parl del suo viaggio a Fomu el Kheneg - le difficolt
che aveva incontrato per arrivarci, il caldo incredibile,
la desolazione del paesaggio, la deliziosa casa che il capitano
Hamelle e la moglie avevano creato in quella ostile
solitudine, i giri che avevano fatto con la jeep per le montagne
e fra le casbahs berbere dei dintorni.
Non conosco quella vallata, le disse, ma ho visitato
zone simili.  una cosa meravigliosa.
Un paese meraviglioso, convenne lei, ma una civilt
addirittura terrificante, completamente feudale. Quei caids
hanno facolt di vita e di morte sui loro sudditi, sapete. Pensate
all'abisso che questa gente dovr superare prima di poter
sperare di essere qualcosa.
Sent che la collera gli saliva alle labbra, ma riusc a reprimerla.
Credo di non capire che cosa intendete. Perch
li vorreste diversi da quelli che sono, il che significa per loro
la perfetta felicit?"
Lo guard fissamente, quasi volesse misurarne l'intelligenza.
"Volete essere tanto gentile da dirmi che cosa vi fa
pensare che quei servi abbrutiti siano felici? O non ci avete
mai pensato? Sono per caso felici per definizione perch vivono
completamente isolati dal mondo? Sono schiavi che
vivono nell'ignoranza e nella superstizione, nella malattia e
nel sudiciume, e voi venite a dirmi tranquillamente che sono
felici. Non vi sembra di esagerare un po'?
"Meno di voi, certo. Io dico semplicemente di lasciarli
in pace. Voi dite che devono cambiare, che devono diventare
qualcosa. Era eccitato; ecco che cosa li aveva divisi fino
a quel momento. Forse questa volta sarebbero riusciti a venire
al punto.
Lei spinse indietro la testa, in un gesto di impazienza.
Cambieranno, afferm, con l'aria di chi pu attingere liberamente
a una fonte segreta di informazioni.
"Voi e l'Istiqlal, mormor.
"Sentite, signor Stenham, non credo che ci conosciamo
abbastanza bene per litigare, non vi sembra?
Lui tacque; il "signor Stenham indicava la distanza che
senza dubbio c'era sempre stata fra di loro, senza che lui se
ne rendesse conto. Quella donna era infinitamente meno
avvicinabile di quanto aveva immaginato; anzi, in quel momento
non gli riusciva neppure di pensare che cosa si sarebbe
provato a essere con lei in rapporti di intimit. Alz
gli occhi dal tavolo; le due file di camerieri, marocchini ed
europei, se ne stavano appoggiati alle rispettive pareti e li
osservavano con discrezione.
"Sorridete, le disse.
Lei esit, poi spinse in alto il labbro superiore in una incerta
smorfia che era la caricatura di un sorriso.
"Avete i denti troppo acuti, continu. "Una volta, quando
ero bambino, avevo un cucciolo di volpe. Era un batuffolo
di pelliccia con una coda stupenda, e tutti quelli che lo
vedevano cercavano di accattivarselo, perch ne erano entusiasti.
Potete immaginare il resto.
Questa volta lei sorrise. Per ci che ne so, signor Stenham,
non sono un batuffolo di pelliccia e non ho una coda
splendida.
Secondo voi, non gioverebbe alla nostra battagliera
amicizia se mi chiamaste John e non signor Stenham?
Pu darsi, ammise. Cercher di ricordarlo. E cercher
di ricordare che siete un inguaribile romantico senza un
briciolo di fiducia nella razza umana. Lo guardava fissamente,
e lui torn ad avvertire quella sensazione di disagio
che la sua espressione gli suscitava.
Siete una ragazza brillante, disse, ironico.
Mi ricordate terribilmente un mio amico, continu
lei, sempre fissandolo. Un ragazzo abbastanza simpatico,
ma letteralmente schiavo delle sue teorie sulla vita. Gli assomigliate
persino un poco fisicamente, ora che ci penso.
Scriveva delle discrete poesie. O almeno, sembravano tali
fino a quando non trovavate il tempo per riflettere, e allora
vi veniva subito da chiedervi che cosa volevano dire.
"Non sono un poeta, io." Aveva la voce aspra, ma le sorrise.
Lei continu, senza badargli: E sono pronta a scommettere
che anche le vostre vite hanno molto in comune. Vi
siete mai iscritto al partito comunista? Lui s; indossava un
abito particolare e si piazzava agli angoli delle strade a vendere
il Daily Worker. Poi si  lasciato conquistare dallo
Yoga, e l'ultima volta che l'ho visto era diventato un cattolico
romano. Ma questo non gli impediva di essere sulla
strada di trasformarsi in un alcolizzato.
Stenham, la cui espressione aveva mostrato per un momento
sintomi di allarme, fin per sorridere. Bene," disse,
"credo che abbiate tracciato il ritratto di qualcuno che 
quanto di pi diverso da me si possa immaginare.
"Non ci credo, replic lei, con voce decisa. "Sono in grado
di cogliere al volo le somiglianze, io. Intuito," aggiunse,
quasi per impedirgli di rispondere con sarcasmo.
"Come volete. Forse gli assomiglio. Forse fra poco mi
sorprender a stare dritto sulla testa, o ad andare a messa,
o a iscrivermi all'Anonima Alcolisti, o a fare tutte queste cose
assieme. Chiss.
"E c' un altro particolare," insistette lei. Ora che ci
penso... certo!... dopo aver lasciato il partito ha incominciato
a soffrire di allucinazioni. Sospettava tutti di essere
comunisti militanti. Dovevate essere addirittura uno Swami
perch non mettesse in dubbio quello che dicevate, qualunque
cosa fosse. Sentiva dappertutto puzzo di propaganda.
"Capisco, disse Stenham.
"Forse non ve ne rendete conto, ma da quando siamo
seduti qui mi avete praticamente messo sotto accusa due
volte. Ripensateci un momento.
Lui rimase in silenzio fino a quando il cameriere non si
fu allontanato dal tavolo. Poi si pieg in avanti e parl, scandendo
le parole. "Ma, Lee, non ne ho mai fatto mistero. Certo
che sono stato iscritto al partito. Esattamente sedici anni
fa. E ci sono rimasto, ufficialmente, per venti mesi, e ho
partecipato a ventiquattro riunioni... E con questo? A quell'epoca
ero quasi sempre lontano dagli Stati Uniti..."
Lei rise. "Non c' nessun bisogno che vi difendiate! Non
mi importa per quanto tempo siete rimasto nel partito, o
perch vi siete iscritto, o che cosa avete fatto allora. Sono
semplicemente soddisfatta di vedere che avevo ragione,
questo  quanto.
"Desiderate un caff?
"No, grazie.
"E allora credo che faremo meglio ad andare, non vi pare?
Penso che a quest'ora il fango si sia quasi completamente essiccato.
"Un momento, disse lei, con ironica severit. "Mi avete
accusato, vero?
E va bene, vi ho accusato. Ma siete stata voi a provocare
l'accusa con le vostre osservazioni.
"Credo che siate pazzo.
No, parlo seriamente."
"Andiamo, disse lei, alzandosi.
Il cameriere capo si inchin quando passarono e chiuse
la porta alle loro spalle. Stenham la segu gi per l'umido
corridoio tappezzato da stuoie di paglia, pensando che
la conversazione non era riuscita affatto soddisfacente.
Quello che avrebbe voluto dire era: Siete stata voi a provocare
le accuse con il vostro idealismo a mezza cottura,
pseudo-democratico. Ma sapeva che non avrebbe accettato
critiche da lui: era una donna americana, e le donne americane
avevano sempre ragione. Si assumeva il ruolo di madre
paziente e divertita e mettendovi con tatto in ridicolo vi
riduceva alla condizione di un bambino. Ma, se si parlava
in propria difesa, il che comportava di necessit un attacco
alla falsit della posizione di lei, subito faceva appello alle
leggi non scritte della cavalleria. Inoltre invidiava Lee
perch era capace di parlare in maniera cos spigliata e disinvolta
di una cosa che a lui faceva provare un senso di colpa
profondo, anche se irrazionale.
Il fango si era trasformato in una specie di mota inoffensiva
che si sbriciolava sotto i piedi, il cielo era sereno e
il riflesso che accompagnava il dissolversi della nebbia si
era dissipato. Per Stenham latto di uscire in strada significava,
quasi automaticamente, lasciarsi alle spalle ogni rancore;
se ne accorse e se ne rallegr, perch sarebbe stato
brutto vagare per la citt portandosi appresso il peso del
suo cattivo umore. Mentre seguivano la strada che procedeva
a serpentina fra i muri, si chiese se il fatto di trovarsi
all'aperto aveva provocato in lei la medesima catarsi, ammesso
che avesse bisogno di qualcosa del genere, dal momento
che poteva considerarsi solo sotto l'aspetto della vincitrice
del loro recente scontro verbale. Sembrava che badasse
soltanto a guardare quanto le stava attorno. Ogni tanto
canterellava fra s un motivo mentre girava accuratamente
intorno ai punti dove il fango sarebbe ancora potuto
essere sdrucciolevole. Lui tese l'orecchio; era On the Sunny
Side of the Street, armonizzato arbitrariamente, a seconda
del ritmo del respiro.
Raggiunsero il mercato dei piccioni sotto la vecchia moschea
a Bab el Guissa. C'era certo qualcosa di anormale quel
giorno, ma non avrebbe saputo dire che cosa gli dava questa
idea. Il lavoro procedeva come al solito nel quartiere,
dove c'erano soprattutto frantoi d'olio e negozi di falegnameria.
I soliti asini andavano e venivano in ogni direzione,
i soliti ragazzini entravano e uscivano dai forni reggendo
sulla testa assi cariche di pane gi cotto o ancora da cuocere,
le solite ragazze e le solite vecchie andavano ad attingere
acqua alle fontane pubbliche. Ma, nello stesso tempo,
c'era una precisa anche se sottile differenza fra quel giorno
e altri giorni, una differenza che, ne era convinto, non era
immaginaria, anche se non avrebbe saputo dire in che cosa
consistesse. Forse nell'espressione dei visi? Giunse alla
conclusione che no, perch quelli apparivano inscrutabili
come sempre.
Arrivarono al passaggio cieco dietro la scuola Lemtiyine,
un vicolo in discesa, lungo e stretto, che portava a una
porta ad arco i cui cancelli erano sempre aperti. Foglie di
banano ricadevano oltre la cima del muro, simili alle vecchie
decorazioni di carta di una festa di molto tempo addietro.
E, improvvisamente, Stenham cap che cosa mancava;
glielo aveva spiegato lo spettacolo di quel vicolo deserto.
Ah! esclam, soddisfatto.
Che c'?
Stavo pensando che c'era qualcosa di strano in giro oggi,
ma non riuscivo a individuarlo. Ora so di che si tratta.
Mancano i ragazzi e i giovani. Da quando siamo usciti dall'albergo
non abbiamo visto un solo ragazzo al disopra dei
dodici anni o un solo uomo al disotto dei trenta.
Ed  un brutto sgno? gli chiese.
Bene, di norma  un segno piuttosto brutto, certo. Quei
pazzi di francesi credono che, se riuscissero a mettere sotto
chiave questo gruppo d'et, avrebbero estirpato automaticamente
l'origine della maggior parte dei loro guai. Ma
probabilmente oggi c' in corso qualcosa di grosso in citt,
e sono tutti laggi per assistervi. E si pu solo immaginare
che cosa sta succedendo.
Non voglio trovarmi in mezzo alla folla, dichiar lei.
Per me va benissimo il posto dove siamo e quello che facciamo,
purch si giri alla larga dalla calca. La semplice idea
di essere stretta fra la folla mi spaventa. Credo non ci sia
nulla di pi terrificante.
Camminavano ora pi lentamente. In sostanza, sono
d'accordo con voi, disse. Si ferm bruscamente. "Facciamo
cos allora. Se non vi spiace di camminare un poco pi
a lungo, la cosa migliore sarebbe di tornare indietro, di uscire
da Bab el Guissa e di fare il giro esterno delle mura. In
questo modo, potremo essere sicuri di non venir bloccati
nella Tala. Arriveremo a Ben Jeloud un poco pi tardi, ecco
tutto.
Lo guard come se si chiedesse perch non aveva suggerito
questo sin da principio, ma si limit a dire: "Benissimo".
Tornarono sui loro passi per una decina di minuti, fino
a quando non ebbero raggiunto la vecchia moschea. Il massiccio
arco di Bab el Guissa era pi oltre, un poco pi alto
sulla collina, una piccola fortezza di per s, l'interno del
quale era stato ricostruito dai francesi per essere adattato
a stazione di polizia. Passarono oltre il primo cancello nella
fresca penombra. Il passaggio descriveva una curva a sinistra,
poi a destra, poi si videro di fronte gli alberi e le colline.
Mentre superavano l'arco esterno, due poliziotti francesi
appoggiati al muro si scambiarono qualche parola, poi
uno di loro li chiam.
Dove state andando, monsieur?
Stenham disse che andavano a fare una passeggiata.
"Venite dal Mrinides Palace?"
Stenham rispose di s.
"Quando attraverserete la Medina per tornare al vostro
albergo, dovrete passare per un'altra porta, non questa,
disse il poliziotto.
Stenham rispose che avrebbero fatto cos.
E, quando avrete terminato la vostra passeggiata, non
dovrete fare altre passeggiate fino a quando non ne riceverete
l'autorizzazione. Avrebbero dovuto avvertirvi all'albergo.
Ci sono disordini nel quartiere indigeno.
Stenham lo ringrazi, poi si avviarono.
Adesso dovremo allontanarci un poco dalla nostra
strada," le disse, dopo qualche istante, "perch, in caso contrario,
ci vedranno svoltare nella direzione sbagliata e ci richiameranno.
Camminarono dritto verso le colline fino a quando non
ebbero raggiunto la strada principale. Poi si fermarono e si
voltarono a guardare. Dietro di loro si allargava la facciata
scura dei bastioni, interrotta soltanto dall'unica arcata di
Bab el Guissa. Si vedevano ancora i due poliziotti, minuscoli
punti azzurri sullo sfondo in penombra del passaggio.
Quando la strada descrisse una curva, presero attraverso
il cimitero, tagliando indietro alla volta di un sentiero
che correva lungo i bastioni, su un terreno terribilmente
accidentato. A un certo momento erano a livello con la
cima delle mura e riuscivano a vedere il lato opposto della
Medina, poi erano in un avvallamento dove il sentiero serpeggiava
tra ciuffi di cactus e di aloe, delimitato sui due lati
da ripidi pendi polverosi che lasciavano scorgere solo il
cielo. Poi il terreno prese a scendere costantemente, e la
traccia, dopo essere finita nel fondo di un burroncello, si
stabilizz sul crinale di una collina. Sul pendio sottostante
le capre vagavano e si fermavano ogni tanto a brucare microscopici
ciuffi d'erba sotto gli olivi. Sfiorarono la base di
massi perpendicolari, dove i cani abbaiavano per difendere
le caverne che gli uomini avevano scavato nella creta con
le loro stesse mani, dove ora i bambini strillavano e a volte
echeggiava il rullio di un tamburo. Poi si trovarono in una
palude asciutta, dove la terra era segnata da larghe spaccature
scure.
Accidenti,  come camminare in un forno, disse lei.
Per tornare prenderemo un taxi.
Se mai arriveremo. C' ancora molta strada?"
Non molta. Ma presto dovrete turarvi quel vostro grazioso
nasino. Vi avverto gi fin d'ora.
Dal culmine di una cresta assurdamente piccola che il
sentiero traversava, potevano vedere oltre le mura nella Casbah
en Nouar l accanto; i suoi tetti e i suoi giardini nascondevano
il centro della Medina. Si fermarono un momento
a osservare il panorama delle strane conformazioni
calcaree che li circondavano. In quel punto la terra ricordava
una testa di capelli terribilmente spettinati: si sollevava
in assurde vette e precipitava verticalmente in pozzi e
cavit misteriosi.
"Ascoltate, disse Stenham. Simile al ronzio di insetti,
giungeva il suono distante di grida che uscivano da molte
gole. Ecco che cosa sta succedendo, Qualunque cosa sia.
"Bene, per fortuna che abbiamo fatto il giro. Per nulla
al mondo mi piacerebbe essere laggi.
Il puzzo cominci a farsi sentire prima che comparisse
il villaggio. Poi passarono attraverso le prime costruzioni,
fatte di casse di imballaggio, rami di cespuglio e latte vuote,
tenuti assieme da corde e strisce di stracci. Non sarebbe
stato possibile immaginare uno squallore pi grande.
Bambini, nudi o mezzo coperti, macchiati di fango, giocavano
fra i rifiuti che coprivano gli spiazzi fra una baracca
e l'altra, dove la terra era tutto uno scintillio di frammenti
di metallo e di pezzi di vetro.
Tutto questo  nuovo, le disse. Pochi anni fa non esisteva
niente di simile.
"Dio! mormor lei, impressionata.
Il fango non si era asciugato in quel punto; erano costretti
a camminare sul bordo del sentiero. Il terreno formicolava
letteralmente di mosche; a ogni passo un piccolo
sciame si levava di pochi centimetri nell'aria per tornare subito
a posarsi. Mentre attraversavano il villaggio, la gente
li guardava, ma con un'espressione che non andava oltre
quella di una blanda curiosit. Ora la strada si arrampicava
su per una ripida collina, verso le mura. Tonnellate di
spazzatura e di rifiuti erano ammucchiate in cima e minacciavano
di rotolare gi da un momento all'altro e di seppellire
gli sciagurati abitanti sul fondo; lungo quella montagna
sempre crescente vagavano cani affamati simili a fantasmi,
che si fermavano ad annusare qualcosa con aria distratta
e ogni tanto muovevano un barattolo che rotolava
un poco pi in basso. Anche l c'era gente, che passava accuratamente
al setaccio i rifiuti, e ogni tanto metteva qualcosa
in un sacco che portava buttato sopra una spalla.
Quando, ansanti, raggiunsero la cima della collina, non
si fermarono per voltarsi a dare un'occhiata al villaggio sottostante,
ma continuarono a camminare fino a quando non
si furono lasciati alle spalle il puzzo e non ebbero superato
il duplice portale di Bab Mahrouk. Poi, all'ombra delle mura,
nel mercato della paglia, si fermarono un momento a riprendere
fiato.
"Voglio dirvi una cosa pi o meno degna di un John
Stenham, gli disse. "E cio, vorrei che non mi aveste portato
l.  una cosa che mi rovina tutto il resto della citt.
 pi o meno un ventesimo di quello che si trova fuori
dalle mura, le rispose. Non volete ancora accettare come
scontate le catapecchie? Avete mai visto una citt che
non le abbia?"
Oh, ma non come quelle. Non cos spaventose. No!
Pensavo che vi sarebbe piaciuto vederle.  una cosa di
pi da cambiare.
Ignorando il sarcasmo, lei replic: Quelle almeno sono
da cambiare certo.
Le indic l'ampia arcata di Bab Mahrouk. Un cambiamento
 stato fatto di recente, continu, con lo stesso tono
di blanda ironia, e cio non ci sono pi teste a decorare
quella splendida porta. Una volta ce n'era una fila sulle
picche perch la gente potesse ammirarle mentre passava.
Nemici del Pacha e altri malfattori. Non nel Medio Evo, voglio
dire, ma nel ventesimo secolo, solo fino a pochi anni
fa. Non vi sembra un netto miglioramento il fatto che ora
non ci siano pi?
S, replic esasperata,  un miglioramento, certo.
Era un piacere camminare all'ombra dei platani lungo
il viale che riportava verso Ben Jeloud. Quando raggiunsero
la piazza dove c'era la fermata degli autobus, i poliziotti
erano schierati davanti alla porta di un azzurro intenso;
sembrava la scena di un'allegra commedia musicale. Si fermarono
in fondo allo spiazzo, osservando lo schieramento
degli uomini in uniforme. Inquadrato dall'arco di Bab Bou
Jeloud fra i tozzi edifici di fango c'era un basso minareto
con un gran mucchio di paglia sulla cima, e in mezzo alla
paglia stava una cicogna, una zampa sollevata e ripiegata
contro il corpo; appariva bianchissima nell'accecante luce
del sole.
"Credo che qui termini la nostra escursione, le disse.
Se varchiamo la porta ci troveremo nella Medina, ed  una
cosa, questa, che non desideriamo. E, in ogni modo, ho l'impressione
che non ci lascerebbero passare. C' un piccolo e
simpatico caff qui. Che ve ne sembra dell'idea di un t di
menta?
Qualunque idea mi va, pur di potermi sedere, gli rispose.
Il semplice fatto di sedermi rappresenterebbe un
lusso da nababbi in questo momento. Ma faremo meglio a
entrare, dove non c' riverbero.

 Capitolo IX.

C'erano quattro caff sulla piazza, e ognuno aveva nella
parte anteriore uno spiazzo che di solito era pieno di tavoli
e di sedie. Ma quel giorno, per prudenza, tavoli e sedie
non erano stati portati fuori, e i lati della piazza presentavano
cos un aspetto deserto, sottolineando pure il fatto che
anche il centro era vuoto, perch nessuno si arrischiava a
traversarlo a piedi. Faceva caldo, era vero, e in ogni caso ci
sarebbero stati pochi passanti a quell'ora, ma la mancanza
di gente era cos completa che la scena - anche trascurando
lo sbarramento della polizia - non aveva quell'elemento
di casualit che di norma dava al posto il suo carattere.
Molto strano, mormor Stenham.
Mi sbaglio, disse lei, o c' anche qualcosa di sinistro?
"Andiamo. La prese per un braccio e raggiunsero in
fretta il caff pi vicino agli autobus in attesa. Uno dei
mokhaznia, fermo accanto al ponte sul ruscello, li squadr
dubbioso, ma non li ferm. Nel caff, trenta o quaranta uomini
se ne stavano seduti o in piedi vicino alle finestre, guardando,
attraverso i rami ricadenti degli alberi del pepe, la
piazza deserta nel sole. Pi che dalla insolita tensione di
quei visi, Stenham fu colpito dal silenzio che regnava nel
locale, dal fatto che nessuno parlava o, se parlava, lo faceva
a voce bassissima, in un sussurro. Naturalmente, senza
la radio, non c'era bisogno di gridare, come si era costretti
a fare di norma, ma aveva la precisa impressione che, se anche
la radio avesse suonato con tutti i suoi altoparlanti aggiunti
per le sale pi piccole, quegli uomini si sarebbero limitati
ugualmente a mormorare. E non gli andava l'espressione
di quei visi quando si alzavano a guardarlo. Era la prima
volta in molti anni che leggeva ostilit su volti marocchini.
Una volta, pi di ventanni addietro, si era avventurato
da solo nella horm di Moulay Idriss - non nel santuario
vero e proprio, ma nelle strade circostanti - e aveva letto
l'odio su qualche viso; non aveva mai dimenticato la sensazione
che ci gli aveva dato. Quelle facce minacciose lo
avevano quasi assalito fsicamente, e allo stesso modo la sua
reazione fu soltanto fisica: sent la schiena che gli si irrigidiva
e i capelli che gli si rizzavano sulla nuca. Cominci a
parlare con Lee a voce alta, senza badare a quello che diceva,
ma esagerando quello che gli sembrava un accento tipicamente
americano. Not che lei, a un certo momento,
lo fissava con espressione di sorpresa.
"Ci sono molte salette sul retro, continu. "Cerchiamone
una dove non ci sia troppa gente. Lei era seccata, lo
capiva. E si accorse anche che la sua piccola commedia aveva
avuto un unico risultato; ora erano molto pi numerosi
gli uomini barbuti, inturbantati o in tarbouche che avevano
distolto gli occhi dalle finestre e li fissavano con aria
ugualmente ostile.
"Mettiamoci a sedere da qualche parte e smettiamola di
farci notare, disse lei, nervosamente, e, nello stesso tempo,
si diresse verso un tavolo libero, vicino alla parete prospiciente
l'ingresso. Ma Stenham voleva, se possibile, allontanarsi
da quella cerchia di visi ostili. Nella sala vicina alcuni
vecchi contadini, mezzo sdraiati, fumavano kif e mangiavano.
Sulla soglia di una sala pi distante c'era un ragazzo.
Sembrava che dietro di lui il locale fosse deserto. Stenham
si avvicin e diede un'occhiata dentro; il ragazzo non si mosse.
Non c'era nessuno. Attraverso una finestra sul retro vide
uno specchio d'acqua che scintillava al sole.
"Lee! chiam. Lei scivol oltre la soglia, e si misero a
sedere.
"Gridavate tanto per far capire che siete americano?
Era per questo?" gli domand.
" della massima importanza che non ci scambino almeno
per francesi.
"Ma sembravate cos buffo! Scoppi a ridere. "Sarebbe
stato molto pi efficace se vi foste limitato a ruggire: ok,
pagare, venti dollari, benissimo, s, no, vieni qui, maledetto
figlio di puttana!'. Forse avrebbero capito allora. Ma, dal
modo in cui vi siete comportato, sono sicura che non hanno
capito un bel niente.
Ho fatto del mio meglio. Ora che erano nella sala interna,
fuori dalla vista di quei visi ostili, si sentiva pi tranquillo.
Poco dopo comparve un cameriere con un bicchiere di
t di menta per il ragazzo dell'altro tavolo. Stenham ordin
t e pasticcini.
"Maledizione! esclam. Ho dimenticato di lasciare un
biglietto per Moss.
Colpa mia, dichiar lei.
"Molto gentile da parte vostra, ma assolutamente falso.
"Potreste telefonargli.
No. Non c' telefono qui. Non so. Qualche volta non
capisco che cosa ci sia che non va in me. So perfettamente
che cosa fare, ma soltanto prima e dopo. Quando il momento
mi sta di fronte, sembra che non sia pi in grado di
agire.
Non siete diverso da tutti gli altri.
Sospett che si aspettasse una reazione violenta a un'affermazione
del genere, e cos non disse nulla. Rimasero tutti
e due in silenzio per qualche minuto. Il ragazzo arabo stava
sorseggiando il suo t con tutti i rumori caratteristici che
i musulmani mettono in un'operazione del genere. Stenham,
pi tranquillo ora, non badava alla sua presenza; quel
ragazzo rappresentava qualcosa di simile a una decorazione
locale. Non avrebbe nemmeno sollevato obiezioni se il
ragazzo avesse cominciato a ruttare fragorosamente, secondo
lo stile dei marocchini educati quando vogliono dimostrare
di aver apprezzato ci che hanno mangiato e bevuto.
Ma il ragazzo non rutt; si limit ad alzarsi e, presa
dal pavimento una grossa pietra, cominci a picchiare sul
catenaccio della porta che dava sul giardino. Stenham si
chin sul tavolo e prese una mano di Lee. Non aveva mai
notato fino a quel momento la fede nuziale, un semplice
cerchio d'oro. Sono contento di vedervi, le disse, ma subito
rimpianse di non essere rimasto immobile, di non aver
taciuto, perch al contatto della sua mano il viso di lei si era
rannuvolato. "Sono sempre contento di vedervi, aggiunse,
con minor sicurezza, guardandola attentamente. Per un attimo
lei parve incerta se parlare o meno. Poi disse: Perch
fate questo?.
Perch non dovrei farlo? Parlava adagio perch voleva,
se possibile, cercare di evitare una discussione.
Il suo viso aveva un'espressione di assoluto candore. Perch
vengo a trovarmi in una posizione falsa, replic. "Perch
mi sento terribilmente a disagio. Non posso fare a meno di
sentire che vi aspettate qualcosa da me. Dovrei mostrarmi
civettuola o sostenuta con voi, e non mi va di assumere uno
di questi due atteggiamenti.
"E perch non cercate di essere semplicemente naturale?
le sugger a bassa voce.
"Sto appunto cercando di essere naturale in questo momento,
gli rispose, con impazienza, ma, a quanto sembra,
voi non lo capite. Mi mettete in una posizione in cui mi 
quasi impossibile essere naturale.
"A tanto siamo arrivati? disse, sorridendo tristemente.
"Sostengono che non si pu dire a chiunque che non lo
si trova attraente dal punto di vista sessuale, che il successo
di una donna nella vita si basa sul principio di dare a
ogni uomo l'impressione che, nelle circostanze adatte, si sarebbe
pronte ad andare a letto con lui. Ma credo che siano
pochi gli uomini abbastanza intelligenti da non cadere in
una crisi di depressione quando sono messi al corrente di
ci. Non pare anche a voi?" Gli sorrise, provocante.
Lui disse lentamente: "Sapete che non  vero, credo. Che
c'entra con questo l'intelligenza? Tanto varrebbe affermare
che un uomo intelligente si cura della fame meno di uno
stupido.
Gi, forse  vero, disse lei allegramente. Chiss.
Si sentiva offeso; per non farglielo capire le strinse la
mano pi forte. Non mi lascio scoraggiare facilmente, la
rassicur, con tono disinvolto. Lei alz le spalle e fiss gli
occhi sul tavolo. Intendevo soltanto mostrarmi amichevole,
mormor. Perch mi siete davvero simpatico. Mi piace
stare con voi. E se questo non basta..." torn ad alzare le
spalle, bene, al diavolo allora.
"Ottimo. Forse cambierete.
Forse. Mi piace credere di essere di larghe vedute.
Non rispose, ma si appoggi allo schienale della sedia
e guard fuori dalla finestra. Il ragazzo si era levato le scarpe
e stava sguazzando nello specchio d'acqua; ma, forse per
lo stato d'animo in cui si trovava, non rilev nulla di strano
in ci. Cominci a interessarsi quando lo vide chinarsi
e pescare fuori dall'acqua un grosso cervo volante. Il ragazzo
sollev la mano all'altezza del viso, studiando attentamente
la sua preda, sorridendo; mosse persino le labbra
pi e pi volte, come se parlasse all'insetto.
Che c'? Che cosa state guardando?" gli chiese lei.
Sto cercando di capire che cosa fa quel ragazzo l fuori,
in piedi nell'acqua.
Improvvisamente l'insetto spicc il volo. Il ragazzo lo
segu con gli occhi, e il suo viso esprimeva non tanto disappunto
quanto soddisfazione. Usc dallo stagno e si mise
a sedere sul bordo, nello stesso punto di prima.
Stenham scosse la testa. Ecco un modo di comportarsi
perlomeno curioso. Il ragazzo  entrato nell'acqua solo
per recuperare una specie di insetto.
Vuol dire che  buono di cuore.
Lo so, ma gli arabi non lo sono.  questo il punto. Da
quando sono qui,  la prima volta che vedo fare una cosa
del genere.
Guard il viso tondo del ragazzo, i lineamenti marcati
e regolari, i capelli neri e ondulati.
Potrebbe essere un greco o un siciliano, continu, come
se parlasse a se stesso. "Se non  un marocchino, non
c' niente di strano in ci che ha fatto. Ma, se invece  un
marocchino, rinuncio. I marocchini non fanno cose del genere,
semplicemente.
Lee si alz per un attimo e guard fuori dalla finestra,
poi torn a mettersi a sedere. Sembra il modello di tutti
quegli orribili quadri che gli stranieri dipingevano in Italia
un centinaio di anni fa. Ragazzo alla fontana, Zingaro che
porta una brocca d'acqua... Ricordate?
Volete un altro t?
No. Uno  pi che sufficiente. Troppo dolce. Ma, in ogni
modo, non credo che possiate dare regole cos categoriche
e generali su un popolo.
In questo caso, s. Sono anni che li osservo. So come
sono fatti.
"Ma questo, dopo tutto, non significa che sapete com'
ognuno di loro, preso singolarmente.
"Ma il punto  che non sono individui nel senso che voi
attribuite alla parola."
"Vi state inoltrando su un terreno pericoloso, lo avvert.
Per timore che potesse muovere opposizione alle sue
parole, tacque, non cerc di spiegarle come il fatto di vivere
fra una popolazione meno evoluta lo mettesse in grado
di vedere meglio la propria cultura dall'esterno e, in questo
modo, di comprenderla meglio. Il desiderio esplicito di lei
era che tutte le razze e tutti gli individui fossero eguali, e
non avrebbe accettato dimostrazioni che non si adattassero
a questo assioma. In fondo, concluse, era impossibile discutere
con lei di qualsiasi argomento, perch, invece di vedere
ogni parte di un tutto come un complemento alle altre
parti, continuava a vedere, con ostinata insistenza, solo
quelle cose che avrebbe potuto forzare in una parvenza di
dimostrazione delle sue convinzioni.
Da un punto imprecisato, all'esterno, giunse un suono
appena percettibile che, se non avesse saputo prodotto da
voci umane, avrebbe potuto facilmente scambiare per il
vento che gemeva fra i rami di un pino. Parve che sentisse
quel suono anche il ragazzo, che se ne stava sempre seduto
vicino allo stagno, come se in quel momento il sole brillasse
solo per lui. Stenham diede un'occhiata a Lee; pareva
che lei non avesse sentito. Sembrava, pens, che il suo repertorio
si limitasse soltanto a due azioni: quella di prendere
l'astuccio e di guardarsi nello specchio e quella di accendere
una sigaretta. Questa volta fu l'astuccio a entrare
in azione.
La guard. Per lei i marocchini erano spettatori delle
ultime file che stavano a osservare la parata del progresso;
dovevano essere esortati e, in caso di necessit, costretti a
unirsi a quella marcia. Il suo era un atteggiamento da missionaria,
ma mentre il missionario aveva un codice completo
anche se inservibile di pensiero e di comportamento,
il modernizzatore offriva soltanto un posto nei ranghi. E i
musulmani, che con la loro cieca saggezza istintiva avevano
trionfalmente evitato gli allettamenti dei missionari, ora
si stavano lasciando abbindolare, erano sulla via di convincersi
a unirsi alla insensata marcia della fratellanza universale;
per tale privilegio ognuno avrebbe dovuto rinunciare
soltanto a una piccola parte di se stesso, quanto bastava
perch, invece di cercare la sicurezza nel proprio cuore,
in Allah, si sentisse spinto a guardare gli altri. Il nuovo
mondo sarebbe stato il trionfo della delusione, dove tutta
l'umanit avrebbe goduto, s, dell'eguaglianza, ma dell'eguaglianza
dei dannati. Non c'era da stupirsi se i capi religiosi
dell'Islam identificavano la cultura occidentale con le
opere di Satana; avevano visto la verit e la esprimevano
nei termini pi semplici.
Il suono delle grida aument improvvisamente di volume;
era evidente che si levava da una colonna in movimento.
Quante gole erano necessarie, si chiese, per produrre un
rumore del genere?
"Sentite!" disse Lee.
L'avanzata gi per le strade era lenta, e l'acustica, che
cambiava da un momento all'altro, ora faceva echeggiare
il suono pi vicino, ora lo portava su un piano pi distante.
Ma era chiaro che la folla si stava dirigendo verso Bou
Jeloud.
Ecco che cominciano i guai, le disse.
Lei si strinse le labbra fra i denti e lo fiss, perplessa.
Secondo voi, che cosa dovremmo fare? Uscire?
"Certo, se volete.
Il ragazzo varc la soglia, li guard timidamente, poi si
volt per tornare a sedersi al suo tavolo. Stenham gli domand:
Qu'est ce que se passe dehors?''. Il ragazzo lo guard,
senza capire. Cos, era marocchino, dopo tutto. Smahli,"
fece Stenham. Chnou hadek el haraj?"
L'altro continuava a fissarlo con occhi sbarrati, ed era
chiaro che si stava chiedendo come si faceva a essere cos
sciocchi. " la gente che grida, rispose.
Sono contenti o arrabbiati? volle sapere Stenham.
Il ragazzo si sforz di non lasciare trasparire dal viso i
sospetti che lo avevano improvvisamente invaso. Rispose,
sorridendo: Forse c' chi  contento e chi  arrabbiato.
Ognuno sa che cosa c' nel suo cuore.
Un filosofo, rise Stenham, rivolgendosi a Lee.
Che cosa dice? Di che si tratta? chiese lei, impaziente.
Si sta mostrando elusivo. Egless." Indic la terza sedia
al loro tavolo, e il ragazzo si mise a sedere, adagio, senza
togliere gli occhi dal viso di Stenham. Sar bene che gli offra
una sigaretta, fece Stenham, e gli tese il pacchetto. Il
ragazzo rifiut, sorridendo. "T? chiese Stenham. L'ho gi
bevuto, grazie, disse il ragazzo.
"Chiedetegli se crede opportuno che ci fermiamo qui,
intervenne nervosamente Lee.
"Non bisogna mai far premura a questa gente," replic.
"Se vi ci provate, non ricavate nulla da loro.
"Lo so, ma, se dobbiamo andare, faremo meglio a sbrigarci,
non vi pare?
"Se dobbiamo andare, certo. Ma non sono sicuro che
sia una buona idea quella di uscire di qui adesso, correndo,
per precipitarsi alla ricerca di un taxi. Non siete anche voi
di questo parere?
"Siete voi l'esperto. Come potrei saperne qualcosa io?
Ma, per l'amor di Dio, cercate di ragionare adesso. Non mi
va l'idea di venire massacrata.
Rise, poi gir la testa per guardarla fissamente. "Lee,
non crederete che, se avessi pensato che ci fosse pericolo,
avrei suggerito di venire qui, non vi pare?
E come faccio a sapere che cosa potete aver suggerito?
Dico soltanto che, se c' la probabilit che la folla invada
questo caff, voglio uscire adesso, subito, non intendo
aspettare che sia troppo tardi.
Che cosa significa questo improvviso isterismo? le
chiese. "Non capisco.
"Isterismo! Rise, sprezzante. "Credo non abbiate mai
visto una donna isterica in vita vostra."
Statemi a sentire. Se volete che andiamo, andiamo
pure.
"Ecco una cosa che non ho detto. Mi sono limitata a
chiedervi di comportarvi in maniera seria, di rendervi conto
che avete la responsabilit di noi due e di agire in conseguenza.
Ecco tutto.
Che maestra di scuola, pens, irritato. "E va bene, disse.
"Restiamo qui.  un caff arabo, questo. Ci sono una
cinquantina di poliziotti qui fuori, e dall'altra parte della
piazza c' un poste de garde. Non so dove potremmo essere
pi sicuri, se non nella Ville Nouvelle. Stiamo certo meglio
qui che non all'albergo.
Non gli rispose. Il rumore della folla si era fatto molto
pi forte; ora sembrava che fosse un'unica, prolungata acclamazione.
Torn a rivolgersi al ragazzo.
"Stanno venendo da questa parte.
S, rispose il ragazzo; era evidente che non aveva voglia
di discutere l'argomento. Occorreva un'altra tattica,
pens Stenham, un diverso sistema di avvicinamento, che
non doveva per essere personale. "Ti piace questo caff?
chiese, dopo un momento, ricordandosi solo troppo tardi
che, per cercare di stabilire contatti con i marocchini, le affermazioni
valevano di pi delle domande.
Il ragazzo esit. Mi piace, rispose, di malavoglia,"ma
non  un buon caff.
"Credevo che fosse un buon caff. A me piace. Ha acqua
sia sulla parte anteriore sia sul retro.
S," ammise il ragazzo. Mi piace venirmi a sedere qui.
Ma non  un buon caff. Abbass la voce. Il proprietario
ha seppellito qualcosa fuori dalla porta. E non  bene, questo.
Perplesso, Stenham disse: "Capisco.
Ormai non era pi possibile non tenere conto del rumore;
il cantilenare ritmico si era trasformato in un gigantesco
ruggito, inequivocabilmente di collera, ed era finalmente
possibile cogliere i particolari nel suo schema. Aveva
cessato di essere un'anonima parete di suono, ed era diventato
una massa enorme, turbolenta, di innumerevoli grida
ben distinte.
Smahli!" disse il ragazzo. Vado fuori a vedere. Si alz
di scatto e usc dalla stanza.
"Siete nervosa? le chiese Stenham,
Bene, non mi sento precisamente tranquilla. Datemi
una sigaretta. Ho finito le mie.
Mentre le stava accendendo la sigaretta giunse l'eco di
un'unica, solitaria detonazione, un colpo sordo che pure
riusc a dominare il rombo delle voci. Si irrigidirono tutti e
due; le grida si placarono per un paio di secondi, poi salirono
di nuovo a un caos di frenesia. Si fissarono, gli occhi
sbarrati, ma solo per caso. Poi, da quella che si sarebbe detta
la facciata del caff echeggi una scarica di mitraglia, un
susseguirsi breve e rapido di esplosioni assordanti.
Balzarono tutti e due in piedi e si precipitarono alla porta.
Ora l'altra sala era deserta, not Stenham, mentre la attraversavano;
c'era soltanto un vecchio che, seduto in un
angolo, stringeva in mano una pipa di kif Si spinsero solo
fino alla soglia della sala sul fronte. Gli uomini stavano cadendo
uno addosso all'altro nella loro fretta di raggiungere
le finestre. Due camerieri erano intenti a far scorrere
enormi catenacci dietro la porta d'ingresso chiusa. Quando
ebbero terminato, si affrettarono a spingere contro il
battente un'enorme cassa e ad accumulare tavoli fra di essa
e una colonna retrostante. Lavoravano automaticamente,
quasi fosse quella l'unica reazione possibile in una situazione
del genere. Poi si spostarono dietro un muro di
casse per bottiglie e, preoccupati, spiarono fuori da un piccolo
pertugio. Dal loro punto di osservazione, sulla soglia
interna, Lee e Stenham potevano vedere soltanto, attraverso
gli intricati disegni delle inferriate, una serie di quadri
distaccati che avevano come sfondo la piazza. Ogni tanto
una figura umana passava di corsa. Il rumore era fatto
soprattutto di grida, ma, a intervalli, si sentiva anche il tintinnio
di vetri infranti. Improvvisamente, come tanti possenti
motori che partissero all'unisono, le mitragliatrici cominciarono
a sparare attorno alla piazza. Quando la scarica
termin, ci fu un silenzio relativo, rotto soltanto da pochi,
isolati colpi di rivoltella, un poco pi lontano. Echeggi
un fischio della polizia, e fu possibile persino sentire le
singole voci che gridavano ordini in francese. Un uomo fermo
davanti a una delle finestre cominci a battere contro
l'inferriata, come un animale in gabbia, gridando imprecazioni;
molte mani lo afferrarono alle spalle e lo trascinarono
indietro, e, dopo una breve lotta, fu disteso a terra dai
suoi compagni. Stenham prese per un polso Lee e la costrinse
a voltarsi. "Venite," disse. Tornarono nella loro saletta.
Mettetevi a sedere, disse Stenham. Poi usc nel sole,
diede un'occhiata ai muri che circondavano il patio, sospir
e torn dentro. "Niente da fare da quella parte. Non ci
rimane che restarcene qui.
Lee non rispose; teneva gli occhi fissi al tavolo, il mento
appoggiato alle mani. La osserv; non ne era sicuro, ma
aveva l'impressione che tremasse. Le cinse le spalle con un
braccio e la sent rabbrividire.
Vi farebbe piacere un poco di t caldo, senza zucchero?
le chiese.
"Va benissimo, rispose, dopo una pausa, senza alzare
gli occhi. "Mi sento perfettamente cos.
Rimase immobile a guardarla, scoraggiato. "Forse...
Sedetevi, vi prego.
Obbed, automaticamente, poi accese una sigaretta. Allora
lei alz la testa. Datene una anche a me, disse. I denti
le battevano. Tanto vale fumare. Non c' altro da fare.
Qualcuno era fermo sulla soglia. Stenham volt la testa
di scatto. Era il ragazzo che li guardava. Stenham si alz,
gli and accanto e lo trascin con s nella sala vicina. Il vecchio
era sempre sdraiato in un angolo, in mezzo a una nuvola
di fumo di kif.
"Cerca di procurarti un bicchiere di t per la rara, disse
al ragazzo, ma parve che costui non capisse. La signora
ha bisogno di un poco di t. Mi guarda come se fossi un
albero parlante, pens Stenham. Prese un braccio del ragazzo
e strinse forte, ma senza provocare la minima reazione.
Non c'era traccia di espressione in quegli occhi sbarrati.
Diede un'occhiata nell'altra sala e vide Lee che, abbandonata
sul tavolo, singhiozzava. Allora attravers la sala
principale fino alla nicchia dove ardeva il fuoco e ordin
tre t al qaouaji, che per sembrava anche lui in uno stato
molto simile alla catalessi. Tre t, tre t, ripet Stenham.
Uno con poco zucchero. In questo modo avr qualcosa da
fare, pens.
Il caos esterno era ora quasi coperto dalle voci degli spettatori
nel caff. Non parlavano forte, ma parlavano con intensit
frenetica, tutti assieme, e cos nessuno ascoltava gli
altri. Fortunatamente, questo li teneva occupati, e non gli
badarono. Capiva che, se fosse stato lasciato solo a preparare
il t e a servirlo, il qaouaji sarebbe ripiombato nel suo
letargo, e decise allora di restare con lui fino a quando tutto
non fosse stato pronto. Dal punto dove si trovava vedeva,
attraverso una finestrella, solo una parte della piazza. Era
deserta, ma quando una figura attraversava lo spazio inquadrato
dalla finestra, si trattava sempre di un poliziotto o
di un mokhazni. Risultava abbastanza chiaro che cosa era
successo: la folla aveva cercato di uscire dalla Medina passando
per Bab Bou Jeloud, ma alla porta era stata bloccata.
Ora si stavano accendendo piccole schermaglie all'interno
delle mura mentre i dimostranti retrocedevano. Quando
sent avvicinarsi il rombo degli autocarri, seppe di poter
guardar fuori dalla finestra con relativa sicurezza, si infil
nello stretto corridoio fra i mucchi di casse di bottiglie vuote
e il muro e and a dare un'occhiata all'esterno. c'erano
quattro carri armati pesanti che si erano allineati dietro i
due autobus abbandonati. Soldati berberi in uniforme, i moschetti
in mano, stavano saltando gi dalla parte posteriore
degli autocarri e correvano verso la porta. Dovevano essere
circa duecento, calcol.
Ora, all'interno delle mura, nelle strade e nei viali, sarebbe
cominciato un lento massacro fino a quando ogni cittadino
che ne fosse stato in grado non fosse riuscito a raggiungere
un rifugio qualsiasi e fuori fossero rimasti soltanto
i soldati. E, mentre pensava ci, il ritmo della sparatoria
pass dai colpi singoli e radi a raffiche vere e proprie che
esplodevano come girandole. Rimase a guardare, rigido,
anche se non c'era niente da vedere; era come assistere a
un documentario sull'avvenimento, dove vengono presentati
i personaggi e la situazione prima e poi, ma mai l'azione
di per s. Anche la sparatoria sembrava quella di una colonna
sonora; era difficile credere che gli stessi fucili da lui
visti due minuti prima venissero usati per uccidere gente,
esplodessero i colpi che stava sentendo. Quando non si aveva
esperienza di questo tipo di violenza, pens, tutto appariva
irreale anche quando accadeva sotto gli occhi. Torn
nel vano dove ardeva il fuoco ed ebbe la piacevole sorpresa
di vedere che il qaouaji aveva quasi finito di preparare il
t. Come fu pronto, segu l'uomo nella saletta sul retro, cercando
di non farsi notare. Quando guard il tavolo, non cap
se lo annoiava o lo divertiva vedere Lee e il ragazzo impegnati
in una misteriosa conversazione bilingue.
Prendete un poco di t caldo, le disse.
Lei alz la testa; dalla sua faccia, nessuno si sarebbe accorto
che pochi minuti prima aveva pianto. Oh, molto gentile
da parte vostra, disse; sollev il bicchiere, ma, trovandolo
troppo caldo, torn a deporlo. "Sono gente davvero
stupefacente. Il ragazzo in meno di due minuti  riuscito a
farmi smettere di spargere lacrime su me stessa. Mi sono
accorta che mi tirava una manica e mi rivolgeva il pi irresistibile
dei sorrisi e mi parlava nel suo buffo linguaggio,
ma con tanta gentilezza, tanta dolcezza che subito mi sono
sentita meglio, ecco.
Strano, disse Stenham, pensando allo stato in cui si
trovava il ragazzo quando lo aveva lasciato. Si volt verso
di lui. O deba labs enta? Ti senti meglio? Sei stato un poco
male.
No, non sono stato male," replic il ragazzo, con voce
decisa, ma il suo viso mostr consecutivamente tre espressioni:
vergogna, risentimento e alla fine una certa qual fiduciosa
umilt, e quest'ultima voleva forse dire che si affidava
alla generosit di Stenham perch non parlasse a Lee
della sua debolezza.
Quando potremo uscire da qui? Vogliamo tornare a
casa, gli disse Stenham.
Il ragazzo scosse la testa. "Non  il momento di uscire
in strada.
Ma la signora vuole andare all'albergo.
Certo. Il ragazzo rise, come se i desideri di Lee fossero
quelli di un animale irragionevole e non andassero presi
sul serio. Questo caff va benissimo per lei. I soldati non
sanno che  qui.
"I soldati non sanno?" ripet seccamente Stenham, mentre
il suo intuito lo ammoniva che quelle parole erano pi
importanti di quanto potesse immaginare. "Che cosa vuoi
dire? Chnou bghitsi ts'qoulli?"
"Non avete visto i soldati? Li ho sentiti arrivare quando
siete andato a prendere il t. Se sapessero che lei  qui, sfonderebbero
la porta ed entrerebbero.
Ma perch? chiese scioccamente Stenham.
Il ragazzo rispose in termini concisi ma inequivocabili.
No, no." Stenham era incredulo. "Non farebbero mai
una cosa del genere. I francesi...
Quali francesi? lo interruppe il ragazzo, amaro. Con
loro non ci sono francesi. Li mandano fuori da soli perch
possano entrare nelle case, uccidere gli uomini, prendere
le ragazze e rubare quello che vogliono. I berberi non combattono
con i francesi solo per i pochi franchi al giorno
che ricevono. Non lo sapevate? In questo modo i francesi
non devono spendere, la popolazione della citt resta povera,
e i berberi sono soddisfatti, e la gente odia i berberi
ancora pi dei francesi. Perch se tutti li odiassero i francesi
non potrebbero restare qui. Dovrebbero tornarsene in
Francia.
Capisco. E come fai a sapere tutto questo? chiese
Stenham, impressionato dalla chiarezza della semplice analisi
del ragazzo.
Lo so perch tutti lo sanno. Lo sanno perfino gli asini
e i muli. E gli uccelli, aggiunse, con la pi profonda seriet.
Se sai tutto questo, saprai anche che cosa succeder
poi, insinu Stenham, con una punta di ironia.
"Ci sar sempre pi veleno nel cuore dei musulmani, e
sempre pi, e sempre pi e sempre pi, il suo viso si contorse
in una smorfia dolorosa, fino a quando esploderanno,
non fosse altro che per l'odio. E allora metteranno tutto
a fuoco e si uccideranno a vicenda.
Oggi voglio dire. Che cosa succeder adesso. Perch
noi abbiamo intenzione di tornare a casa.
Dovete spiare dalla finestra e aspettare che l fuori ci
siano soltanto francesi e mokhaznia... niente partigiani. Allora
fatevi aprire la porta, uscite, presentatevi a un poliziotto
e lui vi accompagner a casa.
Ma noi non abbiamo simpatia per i francesi, obiett
Stenham, pensando che era il momento adatto per rassicurare
il ragazzo circa le loro simpatie; non voleva che, una
volta passato il momento di eccitazione, rimpiangesse il suo
candore.
Un cinico sorriso apparve su quel viso giovanile. Binatzkoum.
Questo rimane fra voi e me, disse, impassibile.
Come siete arrivato a Fez?
Con il treno.
E dove abitate?
Al Mrinides Palace.
Binatzkoum, binatzkoum. Siete venuto con i francesi e
vivete con i francesi. Che differenza fa se li avete in simpatia
o meno? Se non fossero qui loro non ci sareste neanche
voi. Presentatevi a un poliziotto francese. Ma non ditegli
che non lo avete in simpatia.
"Statemi a sentire, disse improvvisamente Lee. "Non
mi va di restarmene seduta qui mentre voi vi prendete una
lezione di arabo. Voglio andarmene. Siete riuscito a ottenere
da lui qualche informazione?
Se solo avete un poco di pazienza," replic Stenham,
avr presto tutti i particolari. Non bisogna mai precipitare
le cose con questa gente, ve l'ho gi detto.
"Scusatemi. Ma presto sar buio, e dobbiamo percorrere
un bel tratto di strada per arrivare all'albergo. In sostanza,
mi limitavo a esprimere la mia speranza che la vostra
non fosse una semplice conversazione.
"Oh, non stiamo certo chiacchierando, la rassicur
Stenham. Diede un'occhiata all'orologio. Sono le quattro
e venti. Manca ancora molto tempo al calare delle tenebre.
Il ragazzo  del parere che non  ancora prudente per noi
uscire. Sono incline a dargli ragione.
"Probabilmente non ne sa pi di voi, quanto a questo.
Ma continuate a parlargli.
Il rumore della sparatoria si era allontanato. Perch
non vai a dare un'occhiata fuori dalla finestra, sugger
Stenham al ragazzo, per vedere che cosa succede?
Senza sollevare obiezioni, il ragazzo si alz e usc.
 un bravo ragazzo," disse Stenham. E anche intelligente,
a quanto pare.
Oh,  simpaticissimo. Credo che, quando ce ne andiamo,
dovremmo dargli qualcosa tutti e due.
Pass molto tempo prima che tornasse, e quando comparve
si accorsero subito che il suo stato d'animo era completamente
mutato. Raggiunse lentamente la sedia e vi si lasci
cadere sopra; pareva sul punto di scoppiare in lacrime.
Chnou? Che c'? chiese Stenham, impaziente.
Il ragazzo teneva gli occhi fissi dinanzi a s e sembrava
il ritratto della disperazione.
Cercate di essere paziente voi adesso, disse Lee.
"Potete andare, disse alla fine il ragazzo, con voce atona.
"L'uomo vi aprir la porta. Non avete pi niente da temere.
Stenham aspett che aggiungesse qualcosa, ma lui rimase
immobile, le mani abbandonate in grembo, la testa
un poco china in avanti, gli occhi fissi nel nulla. Che c'?
gli chiese alla fine, conscio che la sua esperienza e il suo
arabo non erano all'altezza di una situazione che richiedeva
tatto e delicatezza. Il ragazzo scosse lentamente la testa,
senza muovere gli occhi. Hai visto qualcosa di brutto?
Il ragazzo trasse un profondo sospiro. La citt  chiusa,
disse. "Tutte le porte sono chiuse. Nessuno pu entrare.
Nessuno pu uscire.
Stenham trasmise l'informazione a Lee, aggiungendo:
"Credo che dovremo passare l'anima dei nostri guai per arrivare
all'albergo. Ufficialmente, si trova dentro la cerchia
delle mura.
Lei fece schioccare la lingua, con aria annoiata. Ci arriveremo,
comunque. Ma... e lui? Dove abita?
Stenham parl un poco con il ragazzo, riuscendo a ottenere
soltanto risposte brevissime. Dopo un minuto circa,
disse a Lee: "Non sa dove andare a mangiare o a dormire.
Ecco il guaio. La sua famiglia abita nella Medina. Un brutto
pasticcio, vero? E, naturalmente, non ha denaro. Non ne
hanno mai. Credo che gli dar un mille. Dovrebbe essergli
di aiuto in qualche modo".
Lee scosse la testa. Non  di denaro che ha bisogno questo
povero ragazzo. A che cosa pu servirgli il denaro?
A che cosa pu servirgli? esclam Stenham. E che altro
possiamo dargli?
Lee si chin e batt una mano su una spalla del ragazzo.
Tu. Venire. Mosse le dita come se fossero gambe. Lui.
Indic Stenham. Io. Pieg un pollice verso se stessa. "Albergo.
Descrisse con la mano un ampio cerchio. "S? Oui?
Siete pazza, le disse Stenham. Un lampo di speranza
era balenato negli occhi del ragazzo. Riscaldandosi al suo
stesso gioco, Lee si pieg ancora di pi in avanti, insistendo
nella mimica. Stenham si alz. Perch eccitarlo?  una
pazzia. Lei non gli bad.
Vado a dare un'occhiata nell'altra sala," disse allora, e
li lasci, uno di fronte all'altra, vicinissimi, Lee che gesticolava
e pronunciava le parole scandendole in maniera esagerata,
come una maestra di scuola, torn a pensare.
"Che cosa vuole? Gratitudine? Sapeva come sarebbe finita:
il ragazzo sarebbe scomparso e poi avrebbero scoperto
che qualcosa mancava: una macchina fotografica, un
orologio, una penna stilografica... Lee si sarebbe indignata,
e lui avrebbe dovuto spiegarle pazientemente che era stato
inevitabile fin da principio, che un comportamento del
genere faceva semplicemente parte integrante del "loro codice
etico.
L'altra sala era tranquilla. Solo pochi uomini ormai
guardavano fuori dalla finestra. Gli altri parlavano o se ne
stavano semplicemente seduti. Torn alla finestrella di prima
e diede un'occhiata. Nella piazza regnava una grande
attivit: i soldati vi stavano ammucchiando a semicerchio
sacchi di sabbia sul fondo, appena fuori dalla porta. Appeso
al muro, vicino alla finestra, c'era un grande calendario;
il testo era scritto in caratteri arabi, ma su di esso spiccava
una ragazza inequivocabilmente americana che si portava
alle labbra una bottiglia di Coca-Cola. Mentre attraversava
di nuovo la sala, due o tre uomini lo guardarono torvi, e ud
la parola mericani accompagnata da epiteti poco lusinghieri.
Si sent sollevato: almeno tutti sapevano che non era
francese. Era molto improbabile che sorgessero difficolt.
Nella prima saletta il vecchio si era coricato su un fianco
e aveva chiuso gli occhi: evidentemente aveva fumato pi
kif di quello che poteva sopportare. Quando Stenham varc
l'altra soglia, Lee si alz, si lisci la sottana e disse: Bene,
tutto  a posto. Amar viene con noi. Gli troveranno qualche
posto per dormire e, in caso contrario, gli prender una
stanza per stanotte, semplicemente.
Stenham sorrise, un poco sprezzante. Bene, le vostre
intenzioni sono buone, in ogni modo. Come si chiama?
Amar?"
"Chiedeteglielo.  quello che mi ha detto. E sa anche dire
il mio nome, solo che lo pronuncia Bali. Piuttosto grazioso...
certo molto meglio di Polly.
"Capisco, fece Stenham. Significa vecchio', applicato
agli oggetti. Se volete trascinarvelo appresso, non ho obiezioni.
Il ragazzo era sempre seduto, e i suoi occhi passavano
ansiosi da un viso all'altro e viceversa.
"Supponiamo che non ci avesse incontrato, sugger
Stenham. "Che cosa avrebbe fatto allora?
"Probabilmente sarebbe tornato in citt prima dell'inizio
dei disordini e, in un modo o nell'altro, sarebbe arrivato
a casa. Non dimenticate che siete stato voi a chiedergli
di unirsi a noi.
Siete sicura che non sarebbe sufficiente dargli un poco
di denaro e lasciare le cose a questo punto?
Certo, ne sono sicurissima, replic seccamente.
"Va bene, allora credo che possiamo andare.
Diede al ragazzo una banconota da cinquecento franchi.
Chouf. Paga il t e i cabrhozels e chiedi al qaouaji di
aprirci la porta. Il ragazzo usc. Era possibile, pens
Stenham, che il proprietario del caff si rifiutasse di correre il
rischio di aprire; su questo punto sapevano soltanto quello
che il ragazzo aveva affermato. Raggiunse la porta sul retro
e guard ancora una volta lo stagno. Il sole era scomparso
dietro i muri; nell'ombra pomeridiana il patio aveva
assunto un fascino austero. La superfcie dell'acqua era liscia,
ma le piante lungo i bordi, con il loro tremolare ritmico,
indicavano la presenza di una corrente sotterranea.
Una rondine cal fulminea dalle mura verso lo stagno, con
l'evidente intenzione di sfiorare l'acqua. Come vide Stenham,
cambi bruscamente direzione e torn a sollevarsi
con cieca furia verso il cielo. Tese l'orecchio: non si sentiva
sparare in quel momento, non c'erano le grida dei mercanti
di strada, non le campanelle tintinnanti dei venditori d'acqua,
non il solito mormorio di voci che faceva da sottofondo
al rumore della citt. Udiva soltanto il disordinato cinguettio
degli uccelli. Era l'ora delle rondini. Ogni sera, a
quell'ora, esse cominciavano a ruotare e a saettare a decine
di migliaia, in cerchi rapidi e larghi sopra le mura e i
giardini, i vicoli e i ponti, e le loro strida annunciavano l'approssimarsi
del crepuscolo.
Cos  accaduto, pens. Ce l'hanno fatta. Qualunque cosa
potesse succedere ora, la citt non sarebbe pi stata la
stessa. Questo almeno sapeva. Ud dietro di s la voce di
Lee.
"Amar dice che ci hanno aperto la porta. Dobbiamo andare?

 Libro IV.
LE SCALE ASCENDENTI.

Un interrogante pose la domanda sul
fato che sta per abbattersi sugli infedeli,
fato che nessuno pu respingere,
per mano di Allah, Signore delle Scale
Ascendenti.
Il Corano
 
Capitolo I.

L'uomo e la donna rimasero fermi per un momento
mentre il qaouaji chiudeva e sbarrava la porta alle loro spalle.
Sulla piazza gravava una nuvola di polvere, sollevata dagli
stivaletti dei soldati i quali correvano avanti e indietro
dagli autocarri alla barricata che stavano costruendo davanti
alla porta. Nel suo intimo Amar stava pensando: Allah
 onnipotente. Ancora una volta Egli era intervenuto in
suo favore. Ora che passava in rassegna gli avvenimenti delle
ultime due o tre ore, gli sembrava di aver notato, quando
l'uomo era entrato nel caff, una strana luce intorno alla
sua testa. Un attimo dopo aveva visto che si trattava soltanto
del riflesso dei suoi capelli biondi. Ma, ora che i loro
destini erano indissolubilmente legati, rammentava il chiarore
che si muoveva nell'aria l dove c'era la testa dell'uomo,
e preferiva interpretare tale particolare come un
segno che gli veniva rivolto da Allah per indicare la linea
di condotta che doveva seguire. Era stato il suo segreto potere,
si disse, a rendergli possibile di riconoscere il segno e
di comportarsi in conseguenza. Perch quando aveva visto
il viso grave dell'uomo che lo guardava dalla finestra mentre
se ne stava seduto sul bordo dello stagno, aveva saputo
di poter contare, se avesse voluto, sulla sua protezione. Era
persino possibile che fosse in grado di aggiungere ai suoi
risparmi quanto gli mancava per comperarsi un paio di
scarpe. Ma era, questa, una considerazione secondaria, che
lo riemp di vergogna non appena gli si present alla mente.
Non voglio le scarpe," disse ad Allah, mentre attraversavano
la piazza. Voglio soltanto restare con il Nesrani e
obbedire ai suoi comandi fino a quando non sar in grado
di tornare a casa.
Il fatto che fosse stata la donna a suggerire di portarlo
all'albergo non aveva valore alcuno; la vita era fatta in modo
che le donne fossero sulla terra solo per portare a termine
gli ordini degli uomini, e, anche se sembrava che fossero
le donne a imporre i loro desideri, era sempre la volont
degli uomini a imporsi, perch Allah si serviva per i
suoi fini soltanto degli uomini. E giustamente, pens, guardando
con disprezzo i succinti abiti di quella donna e il suo
svergognato modo di camminare baldanzosamente accanto
all'uomo, come se considerasse perfettamente giusto trovarsi
in strada vestita a quel modo.
Avevano raggiunto una fila di poliziotti schierata in modo
da bloccare l'uscita dalla piazza. L'uomo stava parlando
con loro. Uno di essi indic Amar. Immagin che l'uomo
stesse spiegando che era il suo domestico, perch subito dopo
le difficolt, qualunque potessero essere state, parvero
appianarsi e i francesi sembrarono soddisfatti. Due agenti
in uniforme presero a camminare con loro, di modo che
erano in cinque ora, e risalirono il lungo viale fra le mura,
verso il tramonto.
c'erano soldati dappertutto; camminavano nei giardini
pubblici sotto gli alberi d'arancio, se ne stavano appoggiati
alla spalletta del lungo fiume, oziavano fra le poltrone rovesciate
dei caff nel parco, si tenevano rigidi sull'attenti ai
due lati del portone del palazzo del vecchio Sultano. I francesi
erano in netta minoranza, perch si trattava per la maggior
parte di berberi dal viso cupo, con il cranio rasato e gli
stretti occhi a mandorla. Avevano aiutato i francesi in Indocina
e ora li aiutavano ancora una volta nel loro stesso
paese, contro i loro compatrioti. Amar sentiva che il cuore
gli si gonfiava d'odio quando passava davanti a loro, e cerc
di pensare a qualcos'altro, per paura che i francesi che
li accompagnavano avvertissero la violenza di questo suo
sentimento. L'uomo e la donna stavano discutendo animatamente
quando svoltarono nella lunga strada di Fez
Djedid, e ogni tanto ridevano perfino, come se non si rendessero
conto che la morte era dappertutto intorno a loro,
dietro i muri delle case e negli scuri vicoli alla loro sinistra
e alla loro destra. Forse non sapevano neppure che cosa stava
succedendo; appartenevano a un altro mondo, e i francesi
li rispettavano.
A mezza via da Bab Semmarine la strada assumeva un
aspetto piuttosto insolito. L i grandi caff algerini erano
pieni, le fiamme delle lampade allungavano ombre sui visi
dei bevitori di t, alcuni negozi di abbigliamento erano
aperti, gruppi di uomini e di ragazzi camminavano avanti
e indietro, parlando concitatamente, mentre i poliziotti impedivano
loro di fermarsi e li spingevano di continuo dicendo,
burberi: "Allez! Zid! Zid! Vas-y!". Fu allora che Amar
si accorse che qualcuno lo seguiva, chiamandolo adagio per
nome: Amar! Yah, Amar!. Una voce profonda, insinuante,
echeggiante: era Benani. Ma, ricordando come la sera
prima Benani gli avesse consigliato di non fermarsi assolutamente
fuori dalle mura della Medina, decise di fingere
di non sentire e continu a camminare quanto pi vicino
gli era possibile al cristiano. Pure la voce continuava a ripetere
il suo nome, discretamente, dalla distanza di forse
due metri, attraverso il mormorio e il caos della folla, senza
mai aumentare di volume o mutare di inflessione.
Ecco come sono, pens cinicamente. Amar sarebbe dovuto
restare nella Medina ad aspettare che i francesi gli sparassero
o lo trascinassero in prigione, mentre i membri del
partito, dopo aver acceso la miccia, badavano a restarsene
fuori, in modo da poter godere della pi completa libert.
In un caff alla loro sinistra, numerosi algerini stavano
cantando, raggruppati intorno a un giovane che suonava
uno oud. I due turisti avrebbero voluto fermarsi un momento
ad ascoltare, ma gli agenti non acconsentirono, anzi
vollero che affrettassero l'andatura alla volta di Bab
Semmarine. Solo quando avevano gi attraversato il primo arco
e trattenevano il respiro contro l'insopportabile tanfo di
orina che regnava l sotto, la voce insistente si fece ancora
pi importuna. Amar! diceva. Non voltarti. Tutto va bene.
So che mi senti. (Amar guard prima il poliziotto alla
sua sinistra, poi quello alla sua destra. A quanto pareva, n
l'uno n l'altro capivano l'arabo, e, anche se lo avessero
capito, era ben difficile che riuscissero a notare e a individuare
quell'unica voce nel tumulto che li circondava.) Amar! Ricordati
che non hai lingua. Noi... Il rumore di un carro che
passava sotto la galleria copr il resto del messaggio. Quando
ebbero valicato il secondo arco e si trovarono di nuovo
in uno spiazzo, la voce era scomparsa. Il brutto sogno era
stato disperso dall'ammonimento di tacere; Benani credeva
che lui e i due stranieri fossero stati arrestati.
La Rue Bon Khessissate era virtualmente deserta, i negozi
erano sbarrati, e le finestre degli appartamenti ai piani
superiori, dove vivevano le pi fortunate famiglie ebree,
erano nascoste dietro le persiane. Ogni tanto, mentre percorrevano
di buon passo la lunga strada in curva, Amar vedeva,
dietro una persiana socchiusa, una robusta matrona
che reggeva una lampada e spiava fuori ansiosamente, chiedendosi
senza dubbio se stava per accadere quello che ogni
ebreo temeva nei momenti di disordine - se cio i musulmani,
furibondi di non potersi vendicare dei cristiani, non
intendessero sfogare almeno in parte la loro collera con un
tradizionale attacco alla Mellah. Perch certo nulla avrebbe
potuto arrestarli, se solo avessero deciso di agire: un distaccamento
simbolico di polizia, composto per la maggior
parte da ebrei, e una piccola autoradio, ferma appena oltre
Bab Chorfa, che la folla avrebbe potuto rovesciare con una
mano, se solo lo avesse voluto. Si chiese se i giovani arabi
sarebbero venuti quella notte a uccidere gli uomini e a violentare
le ragazze (perch, anche se possedere una ragazza
ebrea non rappresentava un grande trionfo, restava sempre
il fatto che molte di loro erano realmente vergini, e questo
era un particolare che di per s non mancava di attrattiva);
il suo intuito gli disse che questa volta non sarebbe stata come
le altre volte, che l'Istiqlal aveva certo emanato direttive
particolari per vietare tali inutili eccessi. Per il momento
si sentiva enormemente superiore: stava camminando
con quattro nazzareni e sapeva di poter contare sulla loro
protezione. Poi pens al vecchio proverbio: Con l'ebreo
puoi dividere la cena ma non il letto, con il cristiano puoi
dividere il letto, ma non la cena", e si chiese se avrebbe dovuto
dividere il letto dell'uomo. Era noto che a molti cristiani
piacevano i ragazzi arabi. Se il cristiano lo attaccava,
si sarebbe battuto, di questo era certo. Ma non credeva davvero
nella possibilit di una cosa del genere.
Quando raggiunsero la Place du Commerce, vide che la
fiera che aveva occupato la piazza la sera precedente era
stata ormai quasi completamente smontata. Anche al buio,
con l'aiuto di torce elettriche e di lampade a carburo, gli
operai ripiegavano i teloni, riponevano in casse i meccanismi,
ammucchiavano tutto sugli autocarri che erano stati
allineati dietro le baracche. c'erano diversi taxi in fondo alla
piazza. I poliziotti li accompagnarono al primo, e quando
Amar e i due turisti furono saliti, uno di essi and a prendere
posto sul sedile anteriore, accanto al conducente. L'altro
arretr di un passo, salut e ordin all'uomo al volante
di andare al Mrinides Palace. Amar si sentiva al settimo
cielo. Non era mai salito su un taxi o su una qualsiasi auto,
quanto a questo - solo sugli autobus e sui camion, e non si
poteva negare che quei piccoli veicoli andavano molto pi
veloci. Superarono le piccole ville suburbane, lo stadio, il
passaggio a livello, ed eccoli sulla strada che aveva da una
parte le lunghe e ininterrotte mura dei giardini del sultano
e dall'altra la sterminata e desolata pianura.
Fino a quel momento l'uomo aveva accuratamente evitato
di rivolgere la parola ad Amar, e secondo Amar lo faceva
perch non voleva far sapere alla polizia che capiva
l'arabo. Ogni tanto la donna gli rivolgeva un sorriso di incoraggiamento,
quasi pensasse che potesse aver paura di
trovarsi con estranei. E, ogni volta che gli sorrideva, badava
a risponderle cortesemente allo stesso modo. Stavano
parlando di lui ora, lo sapeva, ma lo facevano nella loro lingua,
e tutto andava per il meglio.
Fuori da Bab Segma regnava una grande attivit. Nella
polvere sollevata dai veicoli in movimento, i fasci di luce di
potenti riflettori si incrociavano, creando un disegno complicato
dai fari dei camion e delle camionette. Mentre il taxi
si avvicinava alla porta, Amar vide una fila di piccoli carri
armati allineata contro le mura. Un improvviso, enorme
dubbio sbocci in lui. Era perfettamente inutile quell'assurda
fuga che stava facendo dal suo popolo in un quartiere
straniero, con stranieri. Anche se la polizia non lo avesse
costretto a scendere dalla macchina l, a Beb Segma, o pi
avanti, lungo la strada, o a Bab Jamal, certo lo avrebbero
arrestato all'albergo. E anche se la buona signora e l'uomo
riuscivano a proteggerlo per un certo periodo di tempo, presto
o tardi sarebbe venuta l'ora in cui sarebbe rimasto momentaneamente
solo, e per i francesi sarebbe stato pi che
sufficiente. Certo ai loro occhi sarebbe apparso pi che mai
sospetto per il fatto di essere stato con quei due stranieri.
Il taxi svolt a sinistra, si arrampic su per la collina che
portava oltre l'ingresso della Casbah Cherarda, dove erano
acquartierate le truppe senegalesi. Anche l c'erano carri armati,
ed era evidente che quella sera le guardie non erano
i soliti negri giganteschi dal viso segnato da cicatrici da coltello,
che tenevano dritte le baionette lungo il fianco; al loro
posto c'erano francesi dal viso rosso, armati di mitra. In
cima alla collina la macchina svolt a destra e percorse il
rettilineo dove il gioved si teneva il mercato del bestiame.
Il poliziotto ondeggiava accanto al conducente, un braccio
allungato in cima allo schienale, e fumava una sigaretta.
Ora che erano in campagna e i suoi timori si erano un poco
placati, Amar riusc a considerare la situazione razionalmente,
e si vergogn delle sue paure di un minuto addietro.
Allah aveva fatto in modo che potesse uscire dal caff,
senza di che sarebbe rimasto l all'infinito, perch nessuno
si sarebbe arrischiato a muoversi, con tutti quei soldati
sulla piazza. E probabilmente quella sera avrebbe mangiato,
e avrebbe dormito tranquillamente fino al mattino.
Non si sarebbe potuto in coscienza chiedere di pi. E, quando
fosse venuto il mattino, sarebbe stato un nuovo giorno,
con nuovi problemi e nuove possibilit, ma naturalmente
era peccato pensare a un giorno che non era ancora arrivato.
L'uomo era tenuto a considerare solo il presente; preoccuparsi
del futuro, con gioia o con ansia, comportava una
mancanza di umilt nei confronti della Provvidenza e rappresentava
una cosa imperdonabile.
Improvvisamente la macchina si riemp di un odore dolciastro,
simile a quello dei fiori; la signora aveva aperto una
borsetta per prendere un pacchetto di sigarette. Fez si
allargava sotto di loro, avvolta nelle tenebre, e la sua presenza
era tradita soltanto da qualche debole riflesso rossiccio
qua e l - una lampada a una finestra, un fuoco in un cortile,
visibili per una frazione di secondo - mentre il taxi proseguiva,
seguendo il sinuoso andamento della strada lungo
il pendio del dirupo.
Arrivarono in cima, dove le tombe in rovina della famiglia
reale Merinide si intravedevano fra i boschi d'olivo e la
periferia orientale della citt. Le cupole in sfacelo si stagliavano
nere e dentellate contro il limpido cielo notturno.
Amar ramment l'ultima volta che aveva disceso quel pendio
e aveva abbordato quelle curve: stava tornando a casa
dove lo aspettava una dura punizione. Sorrise ricordando
come il ragazzo che guidava la bicicletta aveva frainteso la
sua domanda a proposito dei freni: aveva creduto che lui,
Amar, avesse paura di finire fuori strada, quando, in realt,
proprio questo sperava che accadesse: di venir catapultato
gi per il burrone. E sorrise ancora all'idea di quanto
terribile gli era sembrata la prospettiva di quella punizione,
mentre ora una cosa del genere gli sarebbe spiaciuta solo in quanto alla sua origine stava un grosso dolore del vecchio
padre; evidentemente, da allora, lui era cresciuto molto.
Ma era cresciuto completamente? Per un attimo trov
il distacco sufficiente per porsi questa domanda. Aveva in
tasca una cartina di kif, che faceva parte della vendetta che
aveva progettato da molto tempo contro Mustapha proprio
per fare pari con le botte ricevute. Non sarebbe stato lieto
Allah se proprio in quel momento lui si fosse deciso a buttarla
fuori dal finestrino, quella cartina? Ma poi apparve
sotto di loro Ben Jama'i in una confusione di luci, e l'idea
gli usc di mente per essere sostituita dalla pi reale preoccupazione
di quello che sarebbe potuto succedergli se la polizia
avesse insistito per farlo scendere dal taxi. Era quello
il punto pi pericoloso, perch era da l che dovevano entrare
nella Medina. Erano arrivati alla porta. L'autista fren
e spense il motore. Una torcia elettrica illumin i loro
visi e poi l'interno del taxi, e un soldato francese infil la testa
dal finestrino posteriore, scambiando poche parole con
l'uomo e con la donna. Et cet arabe-l? disse, indicando
Amar con la familiarit lievemente sprezzante del superiore.
" il vostro domestico personale? Anche se non comprese
le parole, Amar cap perfettamente che cosa il soldato
aveva chiesto. Tutti e due gli stranieri risposero che s,
che era il loro domestico. Vous pouvez continuer  l'htel,"
fece allora il soldato, e la macchina ripart e percorse le poche
centinaia di metri che la separavano dal cancello dell'albergo.
E allora cominci per Amar una strana serie di confuse
impressioni. Guidato dai suoi nuovi amici, attravers
due piccoli cortili, sal due rampe di scale a tappeto fino a
un interminabile corridoio, anch'esso a tappeto, di modo
che i loro passi non evocavano rumore alcuno. E preziose
stuoie rosse ricoprivano tutte le pareti e le lanterne appese
al soffitto erano come quelle che si potevano trovare solo
nella moschea Karouine o nella Zaouia di Moulay Idriss.
Poi essi aprirono due grandi porte a vetri e discesero pochi
scalini fino a una sala di cui non aveva mai visto l'eguale,
ma che, decise, poteva essere stata creata solo per un sultano.
Ebbe pochi istanti per guardarsi attorno mentre l'attraversavano,
poi uscirono dal lato opposto per salire un'altra
rampa di scale, questa volta molto vecchie, a mosaico e
senza tappeto - come le scale di casa sua, salvo che i bordi
dei gradini erano di marmo bianco e non di legno. Mentre
salivano, l'uomo e la donna parlavano a bassa voce. In cima
alle scale c'era un altro corridoio, meno bello di quello
di sotto.
Poi l'uomo apr la porta ed entrarono nella stanza.
Avanti, disse ad Amar, rompendo il lungo silenzio che era
regnato fra loro. Parl alla donna, invitando anche lei a entrare.
Dopo una breve esitazione, la donna acconsent, e lei
e l'uomo si misero a sedere su due enormi poltrone. Amar
rimase in piedi vicino alla porta, osservando quella splendida
stanza. Accomodati," gli disse l'uomo. Obbed, accosciandosi
per terra in quello stesso punto, continuando il
suo accurato esame dei disegni delle travi sovrastanti e dei
segni geometrici di fantasia dipinti sulle pareti. I tappeti
erano spessi, pesanti tendaggi nascondevano le finestre, e
sul letto le coperte erano state ripiegate indietro e rivelavano
il candore abbagliante delle lenzuola pulite.
L'uomo ora lo guardava attentamente per la prima volta:
prese un pacchetto e, dopo aver offerto una sigaretta alla
donna, butt il pacchetto ad Amar. "Che cosa ti sei fatto
al naso e agli occhi? gli chiese. Hai litigato con qualcuno?
Amar rise e rispose: "S". Era imbarazzato, e avrebbe
voluto alzarsi e guardarsi nello specchio sopra il lavabo, ma
rimase seduto, immobile, continuando a fumare. I modi disinvoltamente
familiari dell'uomo erano certo destinati a
metterlo a suo agio, e gli era grato di questo; ma la presenza
della donna lo rendeva nervoso. Lei continuava a fissarlo e a sorridergli in una maniera che gli riusciva sconcertante.
Era il sorriso di una madre al suo bambino in un luogo
pubblico, quando molti lo stanno guardando e lei spera
che il piccolo continui a comportarsi come si deve. Immagin
che intendesse dare a quel sorriso un significato amichevole
e rassicurante, forse anche di incoraggiamento,
magari, una promessa di futura intimit se mai avessero
avuto modo di trovarsi soli. Ma, per lui, quella donna si stava
comportando in maniera svergognata e indecente di
fronte a un uomo, e sent che per deferenza al proprio ospite
doveva ignorare quei sorrisi.
Disgraziatamente, lei non vi prestava attenzione; meno
le badava, pi fissamente continuava a guardarlo, sorridendo,
arricciando il naso come un coniglio, soffiando fumo
verso di lui mentre rideva per qualcosa che l'uomo aveva
detto, comportandosi in una maniera sempre pi sconcertante.
E l'uomo continuava a parlare, come se non si rendesse
conto di quanto lei stava facendo - non era che fingesse,
non era che fosse indifferente, non se ne rendeva conto,
ecco tutto.
Amar si sentiva imbarazzato per loro, ma particolarmente
per l'uomo. Disapprovava allo stesso modo il fatto che
l'uomo e la donna avessero iniziato una lunga e qualche volta
burrascosa conversazione che lo riguardava; sapeva di esserne
l'argomento per le occhiate che essi gli lanciavano
mentre parlavano. Sarebbe stato difficile restare con loro, lo
capiva, ma era deciso a mostrare il massimo della pazienza.
Era il minimo che poteva fare per compensarli di avergli offerto
protezione, rifugio e cibo in quel momento di difficolt.
Pareva che la discussione riguardasse ora il cibo, perch
improvvisamente, senza pausa o transizione, l'uomo gli disse:
Non ti spiace mangiare solo in questa stanza?. Rispose
che non gli sarebbe spiaciuto affatto, che, anzi, considerava
ottima l'idea. L'uomo parve soddisfatto di questa risposta,
ma la donna cominci a fare gesti scomposti per mostrargli
che doveva scendere a mangiare con loro. L'uomo,
intanto, la fissava accigliato. Amar non aveva nessuna intenzione
di accompagnarli in una sala pubblica dove sarebbe
stato al centro degli sguardi dei francesi e dei marocchini
che lavoravano nell'albergo. Sorrse amabilmente e disse:
 un'ottima stanza, questa, per mangiare. Per un poco
la conversazione fra i due si fece pi animata, poi la donna
si alz, irritata e and alla porta, dove si volt per salutare
timidamente Amar con un cenno della mano prima di uscire.
L'uomo la segu per un momento nel corridoio, poi rientr
e chiuse la porta. Aveva il viso atteggiato a un'espressione
di noia quando sollev il ricevitore del telefono e parl
brevemente.
Amar stava studiando i disegni del tappeto pi vicino;
era giunto alla conclusione che si trattava della cosa pi bella
in quella stanza.
Dopo aver riagganciato il ricevitore, l'uomo torn a
mettersi a sedere, trasse un profondo sospiro e accese un'altra
sigaretta. Amar alz la testa e lo guard.
Perch parlate tanto con quella donna? chiese, e il suo
tono era un misto di timidezza e di curiosit. Le parole sono
per la gente, non per le donne.
L'uomo rise. E le donne non sono gente?" chiese.
La gente  gente, replic Amar, ostinato. Le donne sono
donne. Non  la stessa cosa."
L'uomo parve molto sorpreso e rise ancora pi fragorosamente.
Poi il suo viso si fece serio; si pieg in avanti sulla
poltrona. Se le donne non sono gente, disse, lentamente,
come mai possono andare in paradiso?
Amar lo guard, sospettoso: non era possibile che l'uomo
fosse ignorante fino a quel punto. Ma non c'era traccia
di ironia su quel viso. El hassil, cominci, hanno il loro
posto in Cielo. Ma non vanno dove vanno gli uomini.
"Capisco, fece l'uomo, gravemente. Come nelle moschee,
vero?
Precisamente, disse Amar, chiedendosi ancora una
volta se per caso l'uomo non si stava prendendo gioco di lui.
"Devi saperla lunga sulla tua religione, mormor l'uomo,
meditabondo. Vorrei che tu mi dicessi qualcosa in proposito."
Ora Amar era convinto che stavano cercando di adescarlo.
Usc in una risata breve, amara. Non so niente di
niente, io. Sono come un animale.
L'uomo corrug la fronte. Niente di niente. Dovresti saperne
qualcosa invece.  una bellissima religione.
Amar era seccato. Studi per un momento il viso del suo
protettore infedele.  la sola," afferm, convinto. Poi sorrise.
Ma ora siamo tutti come animali. Date un'occhiata
nelle strade, guardate quello che sta succedendo qui. Secondo
voi, non  colpa dei musulmani?"
La rapida occhiata dell'uomo gli rivel che stava suscitando
in lui qualcosa di simile a rispetto. I musulmani hanno
le loro colpe, disse, adagio, ma credo che la colpa pi
grande sia dei francesi. Non si pu giudicare troppo duramente
un uomo per quello che fa a un intruso che si trova
in casa, non ti pare?
Amar stava per replicare: Allah vede tutto, ma nel suo
intimo una voce gli disse che non era quello il tipo di risposta
che il nazzareno voleva sentire. Se voleva mantenere
viva la scintilla di rispetto che sapeva di aver suscitato,
doveva scavare a fondo dentro di s. I francesi sono ladri
in casa nostra,  esatto," convenne. Li abbiamo invitati perch
volevamo prendere lezione da loro. Pensavamo che ci
insegnassero qualcosa. Non ci hanno insegnato niente...
nemmeno come si fa a essere bravi ladri. Cos, ora vogliamo
scacciarli. Ma essi credono che la casa sia loro e che noi
qui siamo soltanto i servi. Che cosa possiamo fare se non
combattere? Sta scritto.
Li odi? chiese l'uomo; era chino in avanti e guardava
fissamente Amar. c'erano soltanto loro due l dentro; se
quell'uomo era una spia, non avrebbe avuto almeno testimoni.
Ma quella era una considerazione estrema; Amar si
sentiva convinto che doveva essere soltanto uno spettatore.
"S, li odio, disse, semplicemente. Anche questo sta
scritto.
Devi odiarli, vuoi dire? Non puoi decidere: li odio, oppure
non li odio?
L'idea non riusc chiara ad Amar. Ma io li odio ora,
spieg. Il giorno in cui Allah vorr che smetta di odiarli,
sar Lui a cambiare il mio cuore.
L'uomo stava sorridendo, quasi a se stesso. Se il mondo
 davvero cos,  molto facile starci.
Non sar mai facile stare al mondo, replic Amar, deciso.
"Er rabi mabrhach. Dio non vuole che sia facile.
L'uomo non rispose. Si alz, and alla finestra aperta e
si ferm a guardare la Medina immersa nelle tenebre.
Quando si volt, cominci a parlare come se non ci fosse
stata interruzione alcuna nella loro conversazione. Cos li
odi, fece, meditabondo. "Ti piacerebbe ucciderli?"
Questa domanda mise subito in guardia Amar. "Perch
mi chiedete tutte queste cose? disse, con tono addolorato.
Perch volete sapere tutto di me? Non  bene, in un momento
come questo. Cerc di mantenere al viso un'espressione
impassibile, in modo da non apparire indignato, ma
sembr che il suo sforzo non fosse coronato da un completo
successo, perch l'uomo si mise a sedere e attacc un lungo
discorso di scuse, facendo molti errori di arabo, tanto
che spesso Amar non capiva che cosa stesse tentando di dirgli.
Ma il motivo ricorrente era quello che il nazzareno non
stava cercando di spiare nella vita di Amar, niente affatto,
ma solo di sapere che cosa stava succedendo in citt. Ad
Amar la spiegazione non appariva plausibile; se era vero,
perch l'uomo continuava a interrogarlo sulle sue opinioni
personali?
Quello che io penso dei disordini  ancor meno del vento,
disse alla fine, con una certa amarezza. Non so neppure
leggere o scrivere il mio nome. In che cosa potrei essere
utile a qualcuno? Ma nemmeno questa confessione,
per quanto gli fosse costato farla, parve convincere l'uomo,
il quale, piuttosto di accettarla e lasciar cadere l'argomento,
sembr felice di conoscere la vergogna di Amar. Ah!
esclam. Capisco! Capisco! Benissimo! Allora tu non hai
nulla da temere da nessuno.
Amar trov particolarmente conturbante questa osservazione,
perch doveva significare che l'altro stava per mandarlo
via. Il nazzareno non aveva capito nulla; Amar si sent
abbattutissimo quando vide l'abisso che li divideva. Se il
nazzareno, con tutta la sua buona volont e la sua conoscenza
dell'arabo, non era in grado di afferrare nemmeno i
fatti fondamentali che stavano alla base di un simile stato
di cose, come c'era da sperare che un qualsiasi nazzareno
aiutasse mai un musulmano? Eppure qualcosa dentro di lui
continuava a ripetergli che si poteva far conto su quell'uomo,
che poteva diventare un vero amico e protettore se sologli si fosse mostrato come.
Continuarono a parlare, ma ora la conversazione era
come un gioco in cui i giocatori, per stanchezza o per mancanza
di interesse, avevano smesso di calcolare i punti o di
badare all'andamento della partita. Non c'era pi contatto
fra loro; sembrava che guardassero in direzioni diverse, cercando
di dire cose estranee, dando significati diversi alle
parole. Fortunatamente, un colpo venne bussato alla porta
e l'uomo si precipit ad aprire. Era la donna, vestita pi decentemente
questa volta, e apparentemente molto soddisfatta
di s. Entr, si mise a sedere e poi cominci a parlare,
mentre in Amar aumentavano la noia e la fame. Quando
venne bussato un altro colpo, si alz, attravers in fretta
la stanza, ed era nel vano della finestra, appoggiato al davanzale,
quando il domestico entr con il vassoio; rimase
l fino a quando non lo sent uscire e chiudersi il battente
alle spalle. Intanto i suoi occhi si erano abituati alle tenebre,
e riusc a individuare, fra le migliaia di cubi delle case
della penombra sottostante, la moschea che sorgeva sulla
collina, dietro casa sua. E a oriente, dietro le montagne, un
riflesso nel cielo sereno stava a indicare che la luna sarebbe
sorta di l a poco.
Nella stanza l'uomo e la donna evocavano suoni tintinnanti
con i bicchieri, e parlavano, e continuavano a parlare.
Chiss dove mai trovava l'uomo la pazienza di insistere
a chiacchierare con lei. Dopo tutto, pens Amar, se Allah
avesse stabilito che le donne potessero parlare con gli uomini,
le avrebbe fatte uomini, avrebbe dato loro intelligenza
e discernimento. Ma, nella Sua infinita saggezza, le aveva
create perch servissero l'uomo e si lasciassero comandare
da lui. L'uomo che, dimentico di questo, permetteva a
una di loro di rintronargli il cervello al punto di trattarla su
un piede di parit, avrebbe finito, presto o tardi, per rimpiangere
amaramente tale sua debolezza. Perch le donne,
per quanto piacevoli potessero sembrare, erano fondamentalmente
creature selvagge, malvagie, che miravano soltanto
a trascinare gli uomini nel loro stato di abiezione, soltanto
per vederli soffrire. A Fez si diceva spesso, mezzo per
scherzo, che i marocchini, se fossero stata gente veramente
civile, avrebbero costruito gabbie per chiudervi dentro le
loro donne. Cos come stavano le cose, le donne godevano
di una eccessiva libert di movimento; eppure i nazionalisti
miravano ad accrescere questa libert, volevano permettere
alle donne di camminare sole per la strada, di andare
al cinema, di sedere al caff, persino di nuotare in luoghi
pubblici. E, cosa pi inimmaginabile di tutte, speravano
di convincerle a mettere da parte il litham, a mostrare il
viso scoperto, come le ebree e le cristiane. Una cosa del genere
non sarebbe mai accaduta, certo; persino le prostitute
portavano il velo quando uscivano per fare acquisti, ma
era caratteristico dei tempi che i nazionalisti osassero parlare
apertamente di una simile proposta.
A un certo momento l'uomo chiese: Fik ej jeuhor? Fame?
Amar si volt. Sul vassoio c'era un piatto con fette
di pane bianco. "Queste sono per te, disse l'uomo.  la tua
cena."
Deciso a non mostrarsi deluso per la scoperta che quell'uomo
lo teneva in cos scarsa considerazione da offrirgli
soltanto quei pochi bocconi di pane, sorrise, si avvicin alla
tavola e prese una fetta. Poi si accorse che ogni fetta era
composta da due parti e che nel mezzo c'erano burro e pollo.
Questo valse in parte a consolarlo. Sul vassoio c'era anche
una bottiglia di Coca-Cola. Bevve qualche sorso, ma era
troppo fredda. Scendiamo a mangiare, disse l'uomo. "Per
te basta?
Amar rispose di s. Lo terrorizzava l'idea che qualcuno
potesse entrare nella stanza mentre era solo. Chiudete a
chiave la porta, vi prego, disse.
"Chiudere a chiave la porta?
Chiudete a chiave la porta, vi prego, e portate via la
chiave.
L'uomo ripet la frase alla donna; sembrava che considerasse
divertente una richiesta del genere. Dopo aver
ascoltato quelle parole, il viso di lei assunse un'espressione
sbalordita, come se l'idea di chiudere qualcuno in una stanza
fosse inaudita. Mentre gli passava davanti, l'uomo gli
scompigli i capelli dicendo: "Nchoufou menbad. Amar
aveva la bocca piena di pane e pollo, ma annu energicamente.
Quando l'uomo ebbe chiuso la porta, si avvicin al
battente e prov la maniglia, per misura di sicurezza. Poi
appoggi il vassoio per terra, vi si mise a sedere accanto e
cominci a mangiare sul serio.

 Capitolo II.

Erano seduti uno di fronte all'altra, nell'angolo pi remoto
della sala da pranzo brillantemente illuminata. Lee
stava pensando: Come sembrano bianchi i camerieri francesi
e come scuri i marocchini. Ma c'era qualcosa di pi. I
francesi se ne stavano in atteggiamento apatico, senza nemmeno
bisbigliare fra loro, fissando il pavimento con espressione
imbronciata o distratta, mentre i marocchini erano
pi rigidi del solito, con il viso teso e inespressivo. Era difficile
parlare, con quel silenzio anormale che regnava nella
sala.
Improvvisamente, Lee rise. Stenham la guard con aria
interrogativa. Questa s che mi sembra buffa davvero, disse
lei, pur rendendosi conto che si trattava di una misera
spiegazione, ma, sul momento, non le era riuscito di trovare
di meglio. Sapeva che lui avrebbe chiesto: "Che cosa?" e
fu precisamente questa la domanda che le rivolse. E, naturalmente,
non c'era da rispondere, perch, se non lo vedeva,
nulla avrebbe potuto farglielo vedere.
"Non siete passato da Moss, gli disse, come se ci avesse
pensato proprio in quel momento, mentre le era balenato
alla mente quasi un'ora prima, quando stavano mangiando
la minestra.
 inutile andarlo a trovare adesso perch  uscito.
Ecco una cosa che era tipica di Stenham; si sent vagamente
irritata, anche se non sapeva esattamente perch.
"Davvero? E come fate a saperlo?
"Mi hanno trasmesso un suo messaggio quando ho telefonato
per ordinare gli aperitivi.
"Oh, non me lo avete detto.
"Credevo che non vi interessasse.
"Ma che cosa fa fuori, proprio questa sera?
"Potrebbe girare per la Medina mentre infuria la battaglia,
quello. Potrebbe prendere il t con il capo dell'Istiqlal
e cenare con il Resident.
La sua evidente irritazione la divert. "Ed  una cosa che
non vi va, vero?
"A chi piace di vedere un altro godere di privilegi che
lui non ha mai avuto?
"Bellissima! rise lei. Meglio fare la massima attenzione
con questi discorsi sovversivi. Altrimenti, finirete per assomigliare
a me.
Dopo tutto, continu lui, fingendo di ignorare il sarcasmo,
ha un mucchio di milioni, e cos i suoi motivi sono
al disopra di ogni sospetto. Intanto, chiss a che cosa ci
troviamo davanti. Pu darsi che abbiamo visto il tipo sbagliato
di indigeno. Come il ragazzo di sopra, che non ha mai
fatto parte di gruppi, ma che sarebbe pronto a fare qualsiasi
cosa se a impartirgli l'ordine fosse la persona adatta.
E questa persona adatta potrebbe essere un individuo che
incontra per caso e ammira. Pericolosi sono quelli, non i
gregari.  abbastanza facile tenere a bada i gregari. Capisco
perch i francesi stanno perdendo la testa. I soli indigeni
sotto controllo sono le poche migliaia di membri del
partito. Gli altri nove milioni di fanatici possono essere
qualsiasi cosa.
La voce di Lee si fece sottile e aspra, il suo accento una
parodia del tipico accento della stenografa newyorkese.
"Qualche commento al rapporto del compagno Stenham?
In caso contrario, passeremo al prossimo argomento in
programma. In assenza del compagno Lipschitz... Lui la
interruppe con un ben assestato colpo di tovagliolo in piena
faccia. I marocchini guardarono, sbalorditi, i francesi rimasero
immersi nel loro letargo collettivo. Lee rise. Era di
ottimo umore. La sua giornata non era stata certo priva di
avventure, e il futuro era abbastanza imprevedibile da apparire
eccitante. Inoltre, la cena era stata migliore del solito
perch, con due soli ospiti da servire, lo chef non si era
preso il disturbo di tentare qualcuna delle sue pi complesse
creazioni. E poi, le era andato un poco alla testa il
vino che si era versata con una certa abbondanza, perch
era non solo buono ma anche fresco nella esatta misura. Ne
aveva appena ordinata un'altra mezza bottiglia, e faceva
conto di prendere il caff sulla terrazza.
"Non so che cosa far quando lascer il Marocco e dovr
rinunciare a questo meraviglioso ros algerino, disse lei.
"Potete comperarlo anche in Francia.
Fu in quel momento che in fondo al giardino echeggi
un boato. Si scambiarono un'occhiata mentre l'eco rimbalzava
da muro a muro; un istante dopo c'era soltanto il rumore
di una pioggia di terra e di pietre che cadevano. Balzarono
tutti e due in piedi e corsero alla finestra, ma non
c'era nulla da vedere, salvo i rami che si intrecciavano nelle
tenebre e le piastrelle dei viali che riflettevano il chiarore
della luna appena spuntata.
"Ma perch fanno queste cose? chiese Stenham, e la
sua voce, dopo lo scoppio, aveva un timbro irriconoscibile;
o forse era soltanto frutto della sua immaginazione.
 un albergo francese questo, gli rispose, i denti stretti,
come se impugnasse una rivoltella e parlasse voltando la
testa fra un colpo e l'altro.
Usc in una breve risata. "Torniamo a finire la nostra cena.
I camerieri si erano precipitati sulla terrazza e stavano
guardando oltre la balaustra, gi nel giardino, i francesi
davanti, i marocchini che allungavano il collo sopra le loro
teste.
Il resto del pasto non fu certo un successo. Si sarebbe
detto che, in qualche maniera indefinibile, l'aria avesse cambiato
di densit, la sala avesse alterato le sue proporzioni.
L'acustica sembrava diversa, le luci brillavano in maniera eccessiva
e le ombre erano troppo scure. E il meccanismo del
servizio aveva tutta l'aria di essersi guastato in maniera irreparabile.
La crostata venne servita per errore due volte e
tutt'e due le volte senza cucchiaio. I camerieri davano l'impressione
di aver fretta, ma avevano dimenticato dove fossero
le cose.
Vi siete spaventata? le chiese.
Non pi di quanto avrebbe potuto spaventarmi un colpo
improvviso, gli rispose. Odio i colpi improvvisi. Ci si
aspetta sempre che si ripetano.
"Lo so. Perch non andiamo a prendere il caff nel bar?
Credo che, in questo momento, sarebbe un po' troppo avventato
andarlo a prendere sulla terrazza.
"Andiamo a prenderlo nella vostra stanza. Dobbiamo
ben tornare da quel povero ragazzo.
Lo trovarono seduto in mezzo alla stanza, davanti a un
semicerchio di scarpe; aveva in mano una scarpa e la stava
osservando attentamente.
Sono buone scarpe, annunci, indicando quella che
stringeva in pugno. Dovreste pulirle, sempre. La pelle sta
per tagliarsi, e allora saranno da buttare via. Safi!
"Se non mi sbaglio, ha trovato il lucido e lo straccio, e
ha pulito tutte le mie scarpe prima di metterle in fila per ammirarle,
disse Stenham.  una cosa che non ho mai tempo
di fare, e, ammesso che ne avessi, me ne dimenticherei.
Chiedetegli che cosa ha pensato di tutto quel baccano.
Un attimo dopo Stenham le diceva: A quanto pare, non
vi ha badato pi di tanto. Afferma che i ragazzi della Casbah
fabbricano bombe, che per non sono granch, e le
buttano dove capita. Quelle che i francesi chiamano des
bombes de fabrication domestique. In ogni modo, dice che
si tratta di una novit qui a Fez. Di solito, tutto si riduce a
pugnalate e a sparatorie individuali.
Stenham stava ancora parlando quando ci fu un'altra
fragorosa esplosione, gi nella Medina, non molto distante.
Amar corse alla finestra e si trattenne un poco a guardare.
Quando gir la testa verso la stanza disse: "Credo che
sia stato alla banca.
Oh,  calmissimo, lui," osserv Lee. Sembra siano cose
che succedono ogni giorno."
 tutto un gioco per loro.
Il caff arriv e Stenham prelev il vassoio dalle mani
del cameriere sulla soglia per impedirgli di entrare. Poi discussero
dei disordini, e ogni tanto Stenham, in maniera
piuttosto obliqua, faceva ulteriori sforzi per ottenere informazioni
da Amar e per osservarne le reazioni. Ma era chiaro
persino a Lee, estranea al colloquio, che il ragazzo non
era in vena di confidenze. Sotto la maschera di cortese riserbo
era incerto e riluttante a rispondere alle domande di
Stenham, domande che, le sembrava, qualche volta persino
lo offendevano. Alla fine lei si decise a intervenire, perch
il ragazzo appariva sempre pi confuso e abbattuto.
"Oh, lasciate in pace questo poveretto! esclam. "Finir
per pensare che siete peggio dei francesi. Non credo che
sia giusto tormentarlo a quel modo.
Parve che Stenham non l'avesse nemmeno sentita. "Il
ragazzo  diviso esattamente in due, disse. "C' tutto il Marocco
in lui. Un momento dice una cosa e il momento dopo
il contrario, e nemmeno si rende conto di contraddirsi.
Non sa neppure spiegare da che parte tendono le sue simpatie.
Lee sbuff. "Non siate ridicolo. Non ho mai visto una
faccia che abbia pi carattere. Se non parla,  solo perch
ha deciso di non parlare.
"E che c'entra il carattere? Si trova in una situazione
difficile. In un guaio.  tutta una storia che non lo riguarda.
Qualunque direzione prenda, sar lo stesso per lui.
Lei si alz, and alla finestra e torn indietro. "Sono stufa
di questo tipo di misticismo, dichiar. " noioso, e maledettamente
falso per di pi. Ogni pi piccola posa comporta
una differenza, sia che siate voi a deciderlo, sia che si
tratti di un incidente puro e semplice. Molte persone hanno
cambiato il destino della loro esistenza grazie a un atto
semplicissimo, come, per esempio, quello di attraversare la
strada in un punto piuttosto che in un altro.
S, s, lo so," disse Stenham, con esagerata stanchezza.
"Sono d'accordo anch'io con voi: si tratta di una faccenda
noiosa e terribilmente falsa. Quello che sto cercando di
chiarire  che lui ama il suo mondo di legge coranica perch
 il suo, e nello stesso tempo lo odia perch il suo intuito
gli dice che  giunto al limite estremo della corda. Non
pu aspettarsi altro da esso. E odia anche il nostro mondo,
per princpi generali, eppure esso  la sua sola speranza, la
sola via d'uscita... ammesso che ci sia per lui una via d'uscita,
cosa di cui, personalmente, dubito.
Lee si vers una mezza tazza di caff, lo sorseggi e, trovandolo
freddo, torn ad appoggiarlo sul tavolo. Parlate
come se si trattasse di un succedersi di circostanze private
sue, di qualcosa che lo riguarda come persona. Mio Dio,
vorrei sapere quanti milioni di persone si trovano ora, in
questo stesso momento, nella identica situazione in tutto il
mondo. E tutte stanno per fare la stessa cosa. Stanno per
rinunciare al loro modo tradizionale di pensare per adottare
il nostro, senza la minima esitazione. Non  neppure
un problema. Una questione del genere non si presenta alla
loro mente. E hanno ragione, ragione, ragione, perch si
d il caso che i nostri metodi funzionino, e loro lo sanno.
Per un momento la sua collera fu tale che non si arrischi
ad aprir bocca.
"Mia cara e piccola amica, disse alla fne, e la sua voce
strideva in maniera spiacevole, il peggior destino che
possa augurarvi  quello di esserci ancora quando si verificher
l'orrore che desiderate.
Ci sar, rispose lei, calma, perch ormai  questione
di poco tempo soltanto.
Era un vero peccato che lei dovesse avere opinioni; era
stata una compagna cos simpatica prima di cominciare a
esprimerle. E poi, la terribile verit era che n lei n lui avevano
ragione. Non avrebbe giovato ai musulmani, o agli ind
o a qualsiasi altro tirare dritto, n avrebbe giovato loro,
ammesso che fosse possibile, fermarsi dove erano. In definitiva,
non importava se adoravano Allah o i carburatori:
erano perduti in ogni caso. Sostanzialmente, erano le sue
preferenze personali a preoccuparlo. Avrebbe voluto prolungare
lo status quo perch il dcor che lo accompagnava
riusciva di suo gusto.
La conversazione langu per tutto il resto della sera.
Quando venne per Lee il momento di tornare nella sua stanza,
sorse la questione del posto dove Amar avrebbe dormito.
Lei voleva chiamare l'ufficio e prendere accordi perch
gli venisse assegnata una stanza della servit o un letto in
qualche angolo, ma, quando Stenham gli comunic la proposta,
Amar cominci a implorare freneticamente perch
gli fosse concesso di rimanere dov'era e di stendersi semplicemente
su un tappeto.
Lee si strinse nelle spalle. Una cosa soltanto voglio: che
voi non siate disturbato. Sono stata io a portarlo, e ora sembra
che dobbiate essere voi a sopportarlo. Ho paura che
possa disturbare il vostro lavoro.
Oh, non fa la minima differenza, replic, brusco; si
sentiva ancora molto irritato. Quando lei se ne fu andata e
la ebbe sentita chiudere la porta, accompagn il ragazzo gi
per le scale, al gabinetto, e lo aspett nella grande e scura
sala da ballo per riaccompagnarlo indietro.
Un grillo si era nascosto chiss dove, fra le stuoie, e cantava
allegramente. Quelle monotone note argentee sembravano
un minuscolo campanello che venisse suonato nelle
tenebre. La luna piena era alta nel cielo, e la sua luce gelida
filtrava attraverso l'ondeggiante schermo delle foglie
dei pioppi in giardino. Rimase immobile, ad ascoltare e a
guardare, chiedendosi se avrebbe mai pi visto quella enorme
stanza illuminata dalla luna, come l'aveva vista per tante
notti un anno via l'altro, mentre la traversava per tornare
nella sua stanza sulla torre. Forse pi niente luce lunare
dopo quel momento, pens, mentre sentiva lo scroscio dell'acqua
nel gabinetto alle sue spalle e il rumore della porta
che si apriva. Il ragazzo usc e, in urbisbiglio appena accennato,
cominci a chiamare: M'sieu! M'sieu!, Mio Dio,
non posso sopportare che mi chiami cos, disse a se stesso,
lieto di avere qualcosa a cui badare, qualcosa che lo distraesse
dai suoi pensieri tristi. Dopo aver fatto Ssst! lo riaccompagn
su per le scale fino alla sua stanza, lo spinse dentro
e chiuse a chiave la porta.
Subito il ragazzo prese il cuscino di una poltrona e lo
butt in mezzo alla stanza. Poi prese il copripiedi dal letto,
vi si avvolse dentro e si stese per terra. Lah imsikh bekhir,
disse educatamente a Stenham, poi bisbigli poche parole
di preghiera e tacque.
Stenham lesse per una mezz'ora prima di spegnere la
lampada sul comodino. Era ancora dispiaciuto per l'andamento
che aveva preso quella serata. All'origine di tutto stava
la presenza del ragazzo; senza di lui ci sarebbe stato modo
di accomodare ogni cosa, malgrado la freddezza e il candore
di Lee al caff. Sospettava persino che lei avesse insistito
apposta per portare il ragazzo all'albergo; forse aveva
pensato che la sua presenza si sarebbe mostrata utile, fornendo
un conveniente ostacolo a ogni possibile intimit.
Durante la notte si svegli due volte e vide alla luce della luna
la forma avvolta nel copripiedi.
Quando torn ad aprire gli occhi, il sole era alto e il ragazzo,
in piedi davanti a una delle finestre, stava guardando
fuori. Una cosa che non poteva sopportare era di essere
costretto a chiacchierare prima di aver bevuto il caff. Allung
adagio una mano dietro il cuscino per cercare il campanello,
premette il pulsante, poi finse di dormire ancora.
L'accorgimento funzion cos bene che era davvero mezzo
addormentato quando un colpo venne bussato alla porta.
Aprendo gli occhi, si rese conto che il ragazzo era in trappola,
perfettamente visibile a chi stava per entrare nella
stanza. Salt gi dal letto, spalanc l'anta dell'armadio e fece
cenno al ragazzo di piazzarsi l dentro. Il colpo venne ripetuto,
con maggiore energia.
Un massiccio francese era fermo davanti alla porta, con
il vassoio della prima colazione. Datelo a me, disse lui,
con aria indifferente, e allung le braccia. Solo quando ebbe
in mano il vassoio si sent libero di continuare a parlare.
Che  successo agli arabi? chiese; erano sempre stati
Rhaissa o Abdelmjid a servirgli la prima colazione. "Tous
les indignes sont en tle. L'uomo sogghignava. Il maggiordomo
li ha chiusi tutti nelle loro stanze e ha messo le
chiavi nella cassaforte dell'ufficio. In tal modo siamo almeno
sicuri di questi indigeni." Cambiando tono, continu:
" maledettamente serio quello che sta succedendo,
sapete.
Lo so.
Mi sorprende che voi restiate.
E voi?"
L'uomo si strinse nelle spalle. C'est mon gagne pain,
quoi! Tutti dobbiamo pure guadagnarci da vivere.
Vedete? esclam Stenham.  proprio per questo che
anch'io rimango.
L'uomo annu, facendo capire chiaramente che non ci
credeva affatto. Stenham chiuse la porta, e la testa del ragazzo
apparve dietro l'angolo dell'armadio, gli occhi sbarrati
ed eccitatissimi. Probabilmente per la mente gli turbinavano
ancora immagini di torture poliziesche.
Shalkheir. Buongiorno.
Shalkheir, m'sieu.
Stenham riemp una tazza per met di caff e per met
di latte, la zuccher e la tese al ragazzo fermo ai piedi
del letto. Fu questo gesto e la coscienza del numero esatto
dei franchi che veniva a costargli a farlo sorridere all'assurdit
di dividere con quel giovane, di cui non sapeva neppure
il nome, la stanza e la prima colazione. Liberarsi di
lui non era niente, ma, d'altra parte, la responsabilit morale
che ci comportava era enorme, o almeno tale gli sembrava.
E ogni ora che il ragazzo passava con lui ne aumentava
il peso.
Improvvisamente chiese al ragazzo come si chiamava.
Gi, ricordo ora. Bevve un altro sorso di caff e termin
di mangiare una fetta di pane tostato"Che cosa faresti,
Amar, se ti mettessi fuori? Il ragazzo concentr su di lui
uno sguardo penetrante. I suoi occhi erano quelli di un animale
selvatico, ma nello stesso tempo umani, commoventi
e straordinariamente espressivi.
Sono nelle mani di Allah. Se devo andarmene,  Suo
volere che me ne vada.
"Allora non hai paura?
Ho paura, certo. E desidero moltissimo vedere mio padre
e mia madre. Parve che fosse sul punto di aggiungere
qualcosa, ma poi ci ripens.
Un colpo venne bussato alla porta ed entr il cameriere
massiccio. Ah, pardon, esclam, guardando Amar, sorpreso.
Credevo che monsieur avesse finito.
Vi spiacerebbe fare un bis? Ho ancora fame. Ho dovuto
dividere la mia prima colazione. Il momento imponeva
un'audace sfacciataggine.
Il cameriere sorrise. Une petite causerie matinale? Una
piccola chiacchierata mattutina davanti alle tazze di caff
 sempre simpatica." Sorrideva ancora quando usc.
Scommetto che si sta precipitando in direzione per denunciare
la presenza di un nemico nella fortezza, pens
Stenham, ma non disse niente. Pochi minuti dopo il cameriere
ricomparve con un altro vassoio, che appoggi sul letto
fra di loro. Et voil! Arretr, facendo ondeggiare il tovagliolo.
"Votre serviteur discret. Il rosso viso raggiante, si
ferm un istante a guardarli, poi si allontan.
Ancora caff? Stenham sollev il becco del bricco sulla
tazza del ragazzo. Ma Amar era piombato ancora in uno
stato di atterrita malinconia. Stenham impieg mezz'ora a
convincerlo che il cameriere non sarebbe certo andato a denunciare
la sua presenza alla polizia.
Fuori dalla finestra, il sole caldissimo si andava lentamente
alzando sulla citt. Era una giornata serena, cos limpida
che si vedevano in ogni pi piccolo particolare gli scoscendimenti
sui distanti pendi montani. E i diecimila tetti
piatti sottostanti cominciavano ad assorbire il calore e a
rifletterlo nell'aria, dove a poco a poco avrebbe preso intensit
e sostanza e sarebbe rimasto fino al crepuscolo.
Erano circa le nove quando ebbero inizio i disordini.
Stenham era in piedi davanti allo specchio per farsi la barba,
e vide il ragazzo scivolare senza il minimo rumore alla
finestra. Da principio ci furono soltanto grida, nella parte
della citt direttamente sotto di loro, poi anche in un'altra
zona pi distante, a occidente. Subito dopo, ecco le scariche
nervose e scandite delle mitragliatrici, e queste sembravano
venire dappertutto, pi o meno contemporaneamente.
Senza fare commenti, Stenham continu a radersi,
immaginando il conflitto che doveva infuriare in quella testa
affacciata alla finestra. La sparatoria continu, a intervalli,
per tutta la mattina. Ogni tanto Stenham cercava di
chiacchierare con il ragazzo, ma riusciva a ottenere soltanto
risposte monosillabiche.
Le valigie chiuse erano ancora vicino alla porta. "Resto
o parto? La risposta era evidente: non sarebbe certo potuto
partire in quel momento, in ogni caso. Il giorno prima
era deciso a partire; l'arrivo di Lee lo aveva convinto a rimanere,
anche senza la possibilit di lavorare. Ecco che cosa
lo aveva messo fuori strada; era abbastanza chiaro, ora
che non era pi libero di andarsene, ora che a quasi ventiquattr'ore
di distanza si trovava ancora l. Ma quella mattina
non aveva l'impressione di essere davvero l: sarebbe potuto
essere dappertutto. La stanza non era la stessa di sempre,
l'albergo non era il posto che per tante stagioni gli aveva
fatto da casa. Tutto era, vagamente, come un innocuo sogno
che ha significato solo in quanto il dormiente  consapevole
che da un momento all'altro pu trasformarsi in un
incubo. Naturalmente, non c'era neppure da pensare a lavorare;
la semplice idea era ridicola. N gli sarebbe riuscito
di restarsene seduto a leggere. Poteva solo aspettare che
il dramma in corso terminasse, ma lui non faceva parte di
questo dramma e non avrebbe neppure voluto farne parte,
perch non sarebbe certo riuscito a recitare in una maniera
per lui soddisfacente.
Vi faceva parte invece il ragazzo: eccolo l, che spiegazzava
le tendine della finestra, che guardava attraverso
la caligine del calore la citt dove era nato, che tendeva
l'orecchio alla sua gente che veniva massacrata, provando
Dio solo sapeva quali emozioni mentre se ne stava l, immobile.
Inequivocabilmente chiamato in causa, non era in
grado di fare una cosa sola che potesse cambiare il pi piccolo
particolare... forse neppure in se stesso.
Se avesse avuto un minimo di carattere, pens Stenham,
avrebbe dato al ragazzo un poco di denaro e lo avrebbe
messo fuori, lasciando che affrontasse il suo destino nelle
strade come il resto dei suoi compatrioti. Poi avrebbe telefonato
a Moss per sentire se voleva partire, avrebbe fatto
lo stesso con Lee, e si sarebbe messo in movimento, semplicemente,
con o senza gli altri due. Sarebbe stato, questo,
il modo di agire pi sensato. E si chiese come mai aveva immaginato
che ci fosse qualcos'altro, oltre a un soverchiante
senso di depressione, a guardare la citt che veniva distrutta.
Forse (ora non lo ricordava pi) aveva pensato che
gli si poteva presentare l'occasione di fare qualcosa di positivo,
di essere di aiuto. Ma di aiuto a chi? I due avversari
che si scambiavano fucilate laggi gli erano egualmente
odiosi; sperava che ogni partito uccidesse il maggior numero
possibile di membri dell'altro.
Verso le undici, il telefono squill: era Moss che chiamava
dalla sua stanza.
"Dico, John, mi spiace moltissimo per ieri. c'erano alcune
faccende che dovevo sbrigare. Non potevo aspettare
pi a lungo. Sapete, la situazione si sta facendo critica. Credo
sia venuto il momento di fare qualcosa.
"E che cosa?" Il tono di Stenham era non tanto interrogativo
quanto ironico.
"Possiamo trovarci fra poco per una chiacchierata?
"D'accordo. Era precisamente quello che stavo per proporvi
io.
Moss arriv nella camera di Stenham un quarto d'ora
dopo. Quando vide Amar davanti alla finestra, chiese: Chi
?, come se lo avesse trovato nella sua stanza.
 una storia molto lunga. Ve la riassumer in un minuto.
Accomodatevi.
Moss si mise a sedere su una poltrona, accavall le gambe
e fiss il soffitto. Tutto  cos allarmante," disse.
Stenham lo guard, sospettoso. Sembrate molto soddisfatto
di voi. O mi sbaglio, o avete guadagnato molto denaro
ieri.
Moss si mostr sbalordito, poi un sorriso si allarg sul
suo volto. Ho ricavato un piccolo utile, s. Non quello sul
quale facevo conto, naturalmente. Aspettando, avrei potuto
raddoppiarlo, ma c' anche la possibilit che non trovassi
pi mercato. Secondo la mia opinione personale, 
venuto il momento di trasferirsi in acque pi calme. Ed era
di questo che volevo discutere con voi. Non vi sembra che
potremmo organizzare un piccolo esodo in comune... noleggiare
una macchina, voglio dire, e andarcene questo pomeriggio?
"Andare dove? chiese Stenham, subito messo in sospetto
dalla parola "noleggiare; se dovevano viaggiare a
questo modo, non intendeva assolutamente partecipare alle
spese.
Praticamente, da qualsiasi parte. Avevo pensato a Rabat,
perch ho amici laggi. (E probabilmente un garage
da vendere, aggiunse mentalmente Stenham.) Ma potrebbe
anche essere Mekns o Ouezzane, se preferite. Ci tengo
soltanto a non essere pi a Fez domani.  l'Ad, e pu
succedere qualsiasi cosa. Certo converrete anche voi che 
meglio non mettersi nei guai se appena  possibile evitarli."
"Sapete che Madame Veyron  tornata?"
"Oh, no! Straordinario davvero! E per che cosa?
Per curiosit pura e semplice, immagino.
" risultato allora che lei non fa parte della vostra grande
congiura?
Stenham corrug la fronte. No, temo che sia innocente.
Ma pensava: Che differenza c' fra colpa e innocenza,
in casi come il suo?
Sono lieto di sentirvelo ammettere, stava dicendo
Moss, con aria superiore.
E poi c' Amar. Indic la finestra.
"Lo vedo. Ma chi ? E che cosa fa qui?
Quando Stenham ebbe terminato di raccontare, Moss
esclam: "Oh, via! Che cosa sono tutte queste sciocchezze?
Non ho capito una sola parola di quanto avete detto.  certo
molto lodevole e romantico accogliere un vagabondo, ma
sono sicuro che non intendete tenervelo.
"No, no, no! rispose Stenham. No assolutamente. Non
so che cosa voglio. Non voglio niente. Ho solo bisogno di
tempo per riflettere un poco, ecco tutto.
Tempo. Non ce n' molto in questo momento, lo sapete
benissimo. Vi consiglio di sfruttare per una volta tanto a
vostro vantaggio l'istituzione della cupidigia orientale: date
a quel giovanotto una banconota da cinquemila e fatelo
filare. Non si immagina neppure quale stupefacente salvacondotto
possa rappresentare il denaro.
"S, ci avevo pensato, rispose Stenham agitatissimo.
Non so.
Via, John! Pi vi guardo e pi mi meraviglio per l'inscrutabilit
dell'animo umano.
Si sta preparando a una ripresa del vecchio gioco, pens
Stenham. Ma non ho energia sufficiente per tenergli testa.
Non rispose.
Moss tacque per un momento. Ogni tanto, nella confusione
dei colpi di fucile e di mitraglia, echeggiava il tonfo
pi pesante di una granata che scoppiava. Con o senza
vagabondi e americani," riattacc poi, ho deciso di essere
lontano da Fez prima dell'alba di domani. E sono assolutamente
serio su questo punto, John. Non si tratta di una fantasia
mia.
Pensate che domani sar il giorno peggiore e che poi
la situazione migliorer?"
"Credo che domani sar il punto culminante. Sar un
Aid el Kebir contrastato, cercate di non dimenticarlo. Secondo
me, le passioni andranno poi lentamente placandosi.
Una febbre altissima non pu durare all'infinito.
Senza rispondere, Stenham aveva cominciato a parlare
con Amar.
"Oh, questa maledetta lingua morta che si rifiuta di morire!
gemette Moss, levando gli occhi al cielo. "Per dire
buongiorno si pu far ricorso a ottantatr parole diverse,
ognuna delle quali ha un suono pi spaventoso di quella
precedente. Via, John, smettetela di fare il difficile e parlate
con me, se non vi spiace. Rimase in silenzio per qualche
tempo, in un atteggiamento di ironica rassegnazione, con
l'aria di chi si sente molto abbattuto.
Poi Stenham si volt verso di lui. Ho trovato una soluzione,
annunci. Amar ci accompagner a Sidi Bou
Chta.
Molto gentile da parte sua, certo. Se qualcuno vuole
andarci. E vi spiacerebbe dirmi dov' questo posto e perch
dovremmo andare l e non in qualche altra localit che gi
conosciamo?
 la meta di un pellegrinaggio, fra le montagne, a molte
miglia di distanza da ogni centro abitato. Il grande vantaggio
 che non ci sono francesi l. Ci significa che non
ci sono difficolt in vista, n per loro n per noi. E loro celebreranno
la festa in tutta la sua pompa. Mi sorride l'idea
di vederla.
Alberghi? chiese Moss.
Dormiremo su stuoie, nelle capanne.
Allora Moss si alz e recit il lungo a solo che era andato
evidentemente preparando. Esposizione, dizione e
concatenazione di idee erano quanto di meglio si potesse
immaginare. Quando ebbe terminato, Stenham gli disse:
"Mi  piaciuto moltissimo. Siete ancora en forme. Se non
mi sbaglio, avete spiegato che non verrete.
Moss sbadigli, si stiracchi e riprese il suo tono normale.
Temo di no, John. Non  un'idea che mi sorrida. Dovreste
conoscermi abbastanza per capirlo. Che cosa intendete
fare: restare lass un paio di giorni e poi tornare qui?
Stenham rispose stancamente che non lo sapeva, che
l'idea gli era balenata solo allora, che l'organizzazione dipendeva
dal ragazzo e che sulla realizzazione o meno avrebbe
probabilmente deciso Madame Veyron. Non mi importa
se si vada o no, concluse. "Ma credo che abbiate ragione
quando dite che sar meglio non essere qui domani.
Bene, John, sembra che le nostre strade si dividano,
per il momento almeno.
" terribile, disse John, al quale ogni congedo ricordava
vagamente il letto di morte. Cos, all'improvviso.
Sentir la mancanza delle nostre spedizioni. Nella Medina,
bene inteso. Non quelle nel labirinto della polemica.
Stenham abbozz un sorriso. Dove sarete?
Credo che andr a far visita ad alcuni amici a Cintra.
 un posto molto grazioso, ma non credo che vi piacerebbe.
Potrete mettervi in contatto con me attraverso il consolato
britannico a Lisbona. Tre o quattro giorni dovrebbero
essermi sufficienti per sbrigare le mie faccende e lasciare il
Marocco. Devo ammettere che lo spero. Tutto questo subbuglio
 fatale per la mia pittura. E voi... come riuscite a
concentrarvi sul vostro lavoro in un posto che sembra un
formicaio buttato all'aria?
Stenham udiva le frasi e le capiva, ma una parte della
sua mente, conscia, stava lavorando in maniera perversa
per distrarre la sua attenzione. Marocco, Moss, motore,
mustacchi, movimento, mola, qualche volta mi lascio trascinare
a questo modo dalle assonanze, ma di norma mi capita
soltanto nei momenti di tensione. Cos, questo deve essere
un momento di tensione. Lui  l'ultimo anello che mi
lega alle cose come erano una volta. Guard Moss, e gli parve
che il colore della sua pelle fosse scialbo, che le sue ciglia
fossero insolitamente lunghe; erano particolari che non
aveva mai notato prima. Forse era l'angolo insolito con il
quale le spesse lenti toccavano le ciglia, ma ne dubitava.
O, probabilmente, vi sorride l'idea di restare qui e di
vedere tutto quanto con i vostri occhi.
"No, niente affatto," rispose, semplicemente.
Moss spost i piedi con gesto impaziente. Sospir. Oh,
bene, John,  una faccenda troppo misteriosa e troppo complicata.
Facciamo quello che ci piace, ed  inutile scavare
pi a fondo.
"Precisamente. Era un riepilogo assolutamente erroneo
della comprensione reciproca che credevano di aver
raggiunto in tutti gli anni della loro conoscenza, ma il mondo
era fatto come era fatto. Precisamente," ripet Stenham,
con maggior convinzione.
Si scambiarono ancora qualche frase banale, poi si strinsero
la mano e Moss se ne and.

 Capitolo III.

Di ritorno nella sua stanza, Polly Burroughs indoss un
pigiama pulito di shantung, si infil nel letto, prese una macchina
da scrivere portatile e cominci a battere lettere. La
sua corrispondenza era abbondantissima; quasi tutti i giorni
scriveva una dozzina di lettere, alcune corte e altre sorprendentemente
lunghe, tutte battute a macchina con grande
velocit e molto ordine. Le accadeva spesso di non capire
con precisione che cosa pensava di una cosa fino a quando
non aveva scritto a qualcuno una lettera in proposito; nelle
frasi spontanee che le fluivano dalle dita danzanti sulla
tastiera, le idee si cristallizzavano, diventavano visibili. Non
le interessava approfondire, perch si rendeva conto che esistevano
diversi punti di vista, tutti pi o meno ugualmente
validi, da cui considerare una semplice verit; mirava invece
a mettere ordine nelle sue opinioni e reazioni personali
nel confronto di fenomeni esterni, e aveva una formula generale
che le permetteva di raggiungere questo scopo. Tenendo
presente il viso, il suono della voce e il temperamento
dell'individuo al quale stava scrivendo, cercava di parlare
direttamente a questa persona e soltanto a questa. Non
aveva un modo di esprimersi, uno stile che potesse essere
specificatamente definito suo. Le sue lettere venivano considerate
vivaci e originali, ed erano molto ammirate (e accuratamente
conservate) da quasi tutti coloro che le ricevevano;
il loro costante gettito era diventato una delle sue principali
raison d'tre. Meraviglioso? Non so che cosa tu voglia
dire. E, in ogni modo, non sono io a scriverle; si scrivono
da sole.  lo stato d'animo in cui ci si riesce a mettere.
Polly era in tutto e per tutto figlia del suo tempo. Attenta
ai suoi difetti e ai suoi pericoli, aveva raggiunto quello che
definiva un "equilibrio, ed era fermamente convinta che,
se non riusciva a mantenere uno stato di conscia armonia
con la societ in cui viveva, l'individuo non poteva sperare
di conseguire granch.
Aveva fatto ricorso a un eufemismo quando aveva detto
a Kenzie di "aver sentito parlare di Stenham. In realt,
aveva letto tutti i suoi libri ed era diventata qualcosa di simile
a una sua fanatica ammiratrice. Le piaceva il suo stile,
il sottoprodotto di quello che le sembrava un ingegno
insolitamente vigoroso in un salubre stato di ribellione
controllata, e di conseguenza costruttiva. Ammirava particolarmente
il modo in cui lui scriveva dell'amore; questi
passi erano caratterizzati da un distacco che aveva qualcosa
di clinico, eppure erano salvati da questa specie di
vuoto da quello che intuiva come un sommesso e sempre
presente senso dell'inevitabile. Queste parti dei suoi libri
erano l'antitesi stessa di ci che viene comunemente chiamato
"romantico; pure per lei erano tutto questo e molto
altro ancora: era arrivata al punto di definirli "poesia pura.
Quando aveva deciso di venire, sapeva che Stenham
era in Marocco. c'erano Marrakech e la situazione politica
e il Grande Atlante e le feste indigene, alcune delle quali
sarebbero state celebrate durante il suo soggiorno, e Fez
e Stenham e il Sahara, pi quanto sarebbe potuto presentarsi
fra una cosa e l'altra. Perch Polly Burroughs aveva
la mentalit del bravo giornalista. Era convinta che, se si
tenevano occhi e animo aperti, bastava essere sul posto per
afferrare la verit. In una discussione, era sempre pronta
a sostenere che una fotografia era pi vicina alla realt di
un quadro, perch era pi obiettiva. Per lei esistevano il
giardino dei fatti o la jungla della fantasia, e poich le elaborate
divagazioni di Stenham colpivano la sua immaginazione,
era giunta alla conclusione che esse rappresentavano
una variet dei fatti... fatti simbolici, era vero, ma pur
sempre fatti.
"...E finalmente ho conosciuto il tuo autore favorito,
aveva scritto, settimane addietro, il giorno del pranzo allo
Zitoun, perch John Stenham  il tuo autore favorito, vero?
Se non mi sbaglio me lo hai detto mentre eravamo seduti
sulla terrazza del Brevoort, un giorno di almeno cinque
anni fa. Sono rimasta un poco delusa perch non  affatto
come immaginavo. Probabilmente  colpa mia, perch
 un vero scrittore, e il meglio di ogni vero scrittore 
nei suoi libri. c'erano presenti anche due inglesi, ma proprio
inglesi dalla testa ai piedi. Utili a creare l'atmosfera,
certo, assieme alle gru e ai camerieri arabi in costume, i
quali per, almeno, non cercano neppure di conversare,
grazie a Dio.
A un altro amico aveva scritto la sera seguente: Come
probabilmente sai, John Stenham vive a Fez. Oggi abbiamo
fatto assieme un lungo giro in carrozza.  bene non conoscere
mai un autore del quale si ammirano i libri.  una
cosa che rovina tutto, ma tutto sul serio. Avevo immaginato
un uomo completamente diverso, pi deciso e meno nevrotico,
pi comprensivo e meno petulante. Mi sento terribilmente
a terra. Tu dirai, immagino, che  bene intenzionato,
ma  cos goffo e lunatico e calcolatore, tutto nellostesso tempo, che vederlo una volta  pi che sufficiente
per un bel pezzo. Il momento pi imbarazzante  venuto
al crepuscolo, quando  giunto alla conclusione che io
mi aspettavo che si interessasse a me.  stata una cosa tristissima.
Conosce il paese e parla la lingua di qui, mais 
quoi bon?, continuo a pensare, dal momento che non potrebbe
essere pi apatico nei confronti della lotta per l'indipendenza.
Perch  questo, attualmente, il fatto di maggior
spicco. Lo avverti nell'aria, qualcosa di colossale, di
eroico e di potenzialmente tragico, e in ogni caso quanto
mai eccitante....
Quella sera il suo compito era abbastanza chiaro: descrivere
al maggior numero possibile di coloro che erano
rimasti a casa gli avvenimenti del pomeriggio. "...Sono tornata
a Fez solo ieri sera, e durante la mia assenza  maturata
e scoppiata la crisi... "...La citt  senza luce elettrica
e in un virtuale stato d'assedio... ...Oggi c' stato un vero
e proprio massacro di dimostranti a una delle porte. Dio sa
quante centinaia di persone sono state massacrate...
...Eccomi qui, al centro di una vera guerra. Voi non ne saprete
niente, o, in caso contrario, si tratter di una versione addomesticata
ed edulcorata, perch i francesi censurano rigorosamente
tutte le notizie. (Anzi, pu darsi che non riceviate
mai questa lettera, ma io, in ogni modo, sto facendo
del mio meglio.)
Solo nella quarta lettera della sera, indirizzata a una
amica di Parigi e di conseguenza, pensava, meno soggetta
a essere distrutta dalle autorit francesi di quelle dirette in
America, si permise di allontanarsi dal tema principale per
affrontare l'argomento Stenham. ...L'unicapersona che, se
volesse, potrebbe aiutarmi validamente in questa difficile
situazione  John Stenham, ma Dio non voglia che mi trovi
nella necessit di dipendere da lui. Se fosse sorpreso in
mezzo alle rotaie mentre il rapido abborda la curva, comincerebbe
a chiedersi da quale parte delle rotaie sarebbe
meglio trovarsi mentre il treno passa. Ha una mentalit di
questo genere, un poco simile a quella del dottor Halsey,
ma ancora pi incerta e molle. Nello stesso tempo,  l'uomo
pi reazionario e ostinato che abbia mai incontrato -
un tipico liberale deluso. (Posso aggiungere che ho appena
avuto una discussione con lui e cos non penserai che i nostri
rapporti sono cattivi come potresti immaginare.)  un
mistero per me da dove vengano fuori i suoi libri.  difficile
credere che possano sgorgare da un cervello cos flaccido
ed egoista. Se avessi pi tempo, li rileggerei per curiosit,
solo per cercare di ricollegarli all'uomo e di vedere
che cosa me li ha fatti giudicare vivi, perch lui certo vivo
non ...
Quando lo rilesse, questo passo le parve un poco eccessivo,
perch non provava per Stenham quella irresistibile
antipatia che le parole sembravano sottintendere, e allora
si affrett ad aggiungere: "Nello stesso tempo, c' qualcosa
di vagamente santo nell'uomo, ma  come se avesse solo il
cervello di un santo e non l'anima e si rendesse conto di non
potersi pi spingere oltre su questa strada. Uno stato di cose
niente affatto soddisfacente per lui, mi sembra. Il guaio
 (l'informazione  confidenziale) che lo interesso moltissimo,
ma, per ci che mi riguarda,  come se avessi suscitato
l'interesse di un orso ammaestrato. Rien  faire. Ma uno
di questi giorni, se riesco a uscire intera da qui, torner in
rue St. Didier, chiamer Elise 5328 e ti racconter tutto...".
Quando ebbe terminato di scrivere, appoggi la macchina
sul tavolino, spense la luce, e dopo cinque minuti di
tenebre, durante le quali fu conscia dell'intenso odore di bucato
nel letto e del profondo silenzio che la circondava, un
silenzio rotto soltanto dal fruscio delle foglie davanti alla finestra
a ogni soffio della brezza, si addorment. Non c'erano
pause vuote nella sua vita: quando era sveglia si dava da
fare, e quando smetteva di darsi da fare dormiva. Era raro
che nel corso della sua giornata trovasse tempo per pensieri
e meditazioni: tutto quanto era di natura indefinita e non
poteva essere risolto immediatamente la metteva a disagio.
E cos, senza lasciarsi turbare, dormiva tranquillamente:
era un'abitudine di lunga data.
Il mattino seguente, verso le nove, cominci ad aspettare
una telefonata di Stenham. La citt si era allora abbandonata
all'isterismo, e le sembrava poco probabile che
lui dormisse o lavorasse con tutto quel chiasso. Ma il tempo
passava senza che la telefonata arrivasse, e lei si sentiva
trascurata e, di conseguenza, irritata, anche se continuava
a ripetersi di aver ogni motivo di essere contenta perch la
lasciavano in pace. A mano a mano che i tumulti crescevano
gi nella Medina, sia pure impercettibilmente, cresceva
anche il suo inspiegabile nervosismo; prese allora la macchina
e batt in fretta e furia: "Impossibile andarsene ora.
C' troppo chiasso". Esit perch non sapeva se aggiungere
o meno: Sembra che la folla abbia cominciato a salire
la collina verso l'albergo, ma poi decise che la frase sarebbe
apparsa melodrammatica (e, in ogni caso, il chiasso non
si era realmente avvicinato; si era fatto semplicemente pi
alto e pi generale). Termin con un In fretta e con affetto
e firm con la penna stilografica.
Nell'atrio, si trattenne per un poco al banco, aspettando
che qualcuno venisse a venderle i francobolli. L il rumore
dei tumulti era quasi soffocato dalle altissime mura
che circondavano il giardino, e in una stanza vicina una radio
suonava in sordina musica tzigana ungherese.
Fu il direttore in persona che alla fine comparve. Bon
jour, madame," disse cerimoniosamente. Poi, cambiando
bruscamente tono, continu: Vorrei chiedervi se avete gi
predisposto ogni cosa per lasciare Fez. Abbiamo ricevuto
lordine di chiudere l'albergo.
Lei rimase sconcertata. Chiudete? Quando? Non capisco.
Naturalmente, non ho predisposto nulla. Malgrado
tutti i suoi sforzi di conservare normale il tono della voce,
parlava con accento indignato e implorante a un tempo.
Ah, mais il faut faire des demarches, proclam il direttore,
come se gli avesse risposto che lo aveva sempre saputo
ma se nera infischiata.
Quali passi? esclam lei. Non potete mettermi fuori
fino a quando non avr trovato qualche posto dove andare."
Il direttore inarc le sopracciglia. "Non sarete messa
fuori, madame," annunci, scandendo le parole. "Ma ci sono
circostanze che sfuggono al nostro controllo.
Guardando quel vestito inappuntabile e quel viso impassibile,
sent di odiarlo. E dove dovrei andare? chiese,
sapendo in anticipo che lui avrebbe avuto una risposta pronta
per tutto, che non le restavano possibilit di vittoria.
Non posso certo esservi utile su questo punto, madame.
Ma, se vi interessa la mia opinione personale, dovreste
lasciare il Marocco al pi presto. Ci si deve aspettare di trovare
disordini del genere in tutte le altre citt. Devo ordinarvi
una macchina per le tre, dopo che avrete consumato
il pranzo?
"Mais c'est inoui! protest lei debolmente. Non  ammissibile
mandare via a questo modo una donna sola...
La polizia bader a che non corriate pericoli, replic
stancamente. "Sarete scortata.
Decise di temporeggiare. E Monsieur Stenham? A che
ora parte?"
"Un momento. Non l'ho ancora avvertito della decisione
ufficiale. E, mentre lei continuava a tamburellare con
le dita sul banco, si volt e con tono funebre telefon a Monsieur
Stenham per informarlo che anche lui doveva prepararsi
a una partenza immediata.
Apparentemente, la notizia produsse lo stesso effetto
che aveva prodotto su di lei; ud un ronzio simile a quello
di un insetto uscire dal microfono, e il viso del direttore assunse
un'espressione da martire. Lasciate che gli parli io,
disse, allungando una mano verso la cornetta.
"Buongiorno, fece, gli occhi fissi al pendolo a muro:
erano le dodici meno dieci. Non  incredibile questa storia?
La sua voce sembrava quella di un vecchio fonografo.
Pare proprio anche a me. Questa risposta insufficiente la
lasci delusa; si sentiva in un certo modo tradita. Vi spiacerebbe
scendere, in modo che possiamo discutere un po'?
Vengo subito.
Quando arriv, rivolse un Bon jour perentorio al direttore,
la prese per un braccio e la pilot oltre la terrazza,
nel cortile dove crescevano gli alberi di banano. Il sole le
bruciava come un acido la pelle sulle spalle nude, e lei si
spost un poco, in modo da restare completamente all'ombra.
Stenham le descrisse il suo progetto di andare a Sidi
Bou Chta. Rimase ad ascoltarlo pazientemente, convinta
che si trattava di un'idea assurda, ma, per ci che la riguardava,
non aveva controproposte da avanzare. Capisco,
diceva di tanto in tanto. "Oh.
"E poi? chiese alla fine. "Quando lass sar finito e
avremo assistito alla festa? Dove andremo allora?
Bene, torneremo qui e ripartiremo per la nostra nuova
destinazione, qualunque possa essere. Io intendo trasferirmi
nella zona spagnola.
E perch non partire per la zona spagnola oggi e farla
finita?
Perch mi va l'idea di andare lass a quella festa."
Ma  ridicolo!" esclam lei, nervosamente. Molto meglio
andarsene mentre  ancora possibile.
"Bene,  inutile litigare su questo punto, sospir lui,
conscio che stavano per fare proprio qualcosa del genere.
"Io ci andr con un autobus locale, in ogni modo. Non credo
sia troppo comodo per voi.
"Ma se voi non sapete niente di me! dichiar lei, seccamente.
"Comunque, non ha importanza che ci andiate in
autobus o a dorso di mulo.
Poi iniziarono una lunga discussione che fin per lasciarli
accaldati e irritati. Andiamo a sederci," sugger Stenham
alla fine.
Devo vedere il direttore perch mi procuri una macchina.
E non ho ancora preparato le valigie. Forse ci troveremo
a pranzo. Torn nel sole bruciante e attravers la
terrazza, furibonda con se stessa per essersi lasciata, sia pure
per poco, prendere la mano dalle proprie emozioni. Quell'uomo
avrebbe pensato che la sua compagnia rappresentava
qualcosa di importante per lei. E, se voleva essere sincera
con se stessa, doveva ammettere che era importante
davvero. Aveva pensato che in una crisi come quella qualsiasi
americano avrebbe fatto il possibile pur di trasferirla
in un luogo relativamente sicuro. E qualsiasi altro americano
avrebbe certo fatto il possibile. E ogni passo che faceva
sullo scintillante pavimento a mosaico della terrazza
era come un'altra nota in un lungo crescendo di collera
montante, di modo che quando arriv nell'atrio era quasi
fuori di s dalla rabbia. Mostro presuntuoso ed egoista,
pens, fissando distrattamente un cartellone turistico dove
una berbera quasi nuda, con le trecce, levava un enorme
cobra nero verso il cielo di cobalto nel quale volava un quadrimotore.
Marocco, terra di contrasti, proclamava la
dicitura. Dopo aver ordinato la macchina per le tre, sal in
camera sua e prepar le valigie. Le pareva che il caldo fosse
aumentato in misura fantastica nel corso dell'ultima
mezzora. Aveva l'impressione di non respirare affatto, perch
l'aria era cos tiepida che non la sentiva entrare nei polmoni
o passare per le narici. Allora prese a respirare troppo
profondamente e troppo energicamente, tanto che le
venne un capogiro. E tutto quanto toccava sembrava pi
caldo delle sue mani, il che era sconcertante. Come mai
scotta cos? pensava. Era luna e mezzo quando ebbe terminato
di preparare i bagagli, e allora telefon per chiedere
un facchino.
Ah, madame, mi spiace. Non ci sono facchini, rispose
il direttore.
"Non capisco che cosa vogliate dire, strill. " assurdo.
Ci deve pur essere qualcuno che porti dabbasso le mie
valigie.
Il chiasso continuava in citt; non ci aveva badato da almeno
un'ora, ma continuava.
"Mi spiace.
E il pranzo? Anche per servire il pranzo non c' nessuno,
vero?
Il matre d'htel vi preparer una frittata e una assiette
anglaise, madame.
"Perch uno dei camerieri non pu portare gi il mio
bagaglio?
Pareva che il direttore fosse sul punto di perdere la pazienza.
"Non pu, madame, perch tutti i dipendenti indigeni,
camerieri compresi, sono chiusi nei loro dormitori, e
gli europei non portano bagagli in Marocco. Vous avez compris?
L'albergo  profondamente dolente di non potervi accontentare,
ma, come vi ho gi detto prima, ci sono circostanze
pi forti della nostra volont. Forse potreste chiedere
al signor Stenham di aiutarvi a trasportare le vostre valigie
fino al taxi. E interruppe la comunicazione.
Lei si sedette sul letto, gli occhi fissi alle colline scintillanti
e nude. Un fuocherello di odio cosmico aveva cominciato
a bruciare nel suo animo, un odio diretto contro
tutti e contro tutto, agli stupidi pioppi gi in giardino, che
muovevano le foglie quando non c'era un filo d'aria, al repellente
tenore satinato della voce del direttore, al suo abito
di tela spiegazzato, gi fradicio di sudore sotto le ascelle,
agli evasivi disegni geometrici dipinti con tanta cura sulle
travi sopra la sua testa, alle proprie unghie rosse, agli
scoppi dei mortali fuochi d'artificio l fuori, soprattutto alla
propria debolezza e trascuratezza che aveva finito per
ridurla in quello stato. Poi si decise di dare la colpa di tutto
al caldo. Si soffoca qua dentro, pens. Trasse un profondo
respiro e si alz. Ma si rese conto che non sarebbe
mai riuscita a trasportare tutto il bagaglio attraverso l'albergo
e fuori fino al taxi. Forse, se gliene parlava quando
fosse arrivato, l'autista l'avrebbe aiutata. Ma, per lunga
esperienza sapeva che i francesi, quando volevano, sapevano
essere gli uomini meno cavallereschi di questo mondo,
e di conseguenza non poteva fare troppo affidamento su
questo punto. Non voglio chiederlo assolutamente a quel
figlio di puttana, continuava a ripetersi, come se fosse una
consolazione, guardando gi per il corridoio verso la porta
di Stenham.
Improvvisamente pens ad Amar. Se fosse riuscita a
raggiungerlo senza vedere Stenham, il ragazzo l'avrebbe
certo aiutata. Pens che forse Stenham lo aveva gi mandato
via; non avevano parlato di lui durante la loro conversazione.
Decise allora di scendere a pranzo; forse sarebbe
riuscita a lasciare la sala mentre Stenham stava ancora
mangiando. Davanti alla sua stanza, si ferm ad ascoltare:
niente. Tutto era silenzio nel corridoio. Nessun suono saliva
dall'albergo. Poi, dall'interno, le giunse un mormorio di
voci. Pass oltre, in punta di piedi, e discese le scale.
La frittata era quasi fredda, e l'assiette anglaise consisteva
in due microscopiche fette di prosciutto, in un pezzo
di fegato freddo e in un poco di roast beef durissimo, che
aveva tutta l'aria di essere carne di cavallo. Aveva quasi finito
quando Stenham comparve nella sala, la vide e si avvicin
al suo tavolo. "Sedetevi," lo invit, cercando di dare
alla propria voce un tono caratteristico, come se si sforzasse,
sia pure a fatica, di mostrarsi gentile.
Stenham si mise a sedere davanti a lei. Credo sia il peggior
pranzo che abbia mai fatto, gli disse. Lui teneva gli
occhi fissi fuori dalla finestra, al cielo, e pareva non sentirla
nemmeno. Ma, dopo un istante, mormor: Davvero?.
Il matre d'htel si avvicin. Una bottiglia di birra, ordin
lei. Tuborg. E, mentre il matre si allontanava, continu:
Che cosa  successo del vostro orfano?  ancora di sopra
o se ne andato?.
Stenham la guard, come se fosse sorpreso che lei sapesse
dell'esistenza del ragazzo. Oh, no.  disopra. Sta
pranzando.
Chiacchierarono distrattamente mentre lei beveva la
birra, evitando l'argomento che, riaffermando a ogni istante
la sua presenza con nuove scariche di proiettili, li teneva
occupati per se stesso e per i suoi corollari. Non ne potevano
discutere perch lei sperava in una vittoria dell'Istiqlal
e lui no.
"Ho ordinato una macchina per le tre. Avete detto che
intendete tornare qui dopo la vostra festa. E come potete
fare una cosa del genere? Non capisco.
"Torner a Fez, nella citt francese, voglio dire.
Oh! Mise il tovagliolo sul tavolo e si alz. Volete scusarmi?
Devo ancora fare qualcosa per finire.
Mentre saliva le scale, si chiese perch aveva fatto ricorso
a un cos complicato sotterfugio per chiedere al ragazzo
di portarle il bagaglio. Sarebbe stato molto pi semplice
bussare alla porta e dirgli: Vieni con me, Stenham
o non Stenham. Ma, con ogni probabilit, in questo caso
Stenham avrebbe insistito per aiutarla personalmente, e
lei non desiderava affatto una cosa del genere, perch voleva
conservare intatta l'immagine del supremo egoismo
di lui.
Disgraziatamente, non aveva tenuto conto dello scarso
appetito di Stenham. Aveva trovato il pranzo cos cattivo
che non si era neppure preso la pena di mangiare, ed eccolo
comparire sulla soglia mentre Lee stava ancora cercando
di spiegare ad Amar che cosa voleva.
C' qualcosa che non va?
Lei sussult, sbalordita, e, sperando di non apparire colpevole
come si sentiva, si volt a guardarlo. Oh, niente,
rispose, arrossendo di collera. Incredibile che l'avesse seguita
di sopra a quel modo. Sto semplicemente cercando
qualcuno che mi aiuti a portare gi il bagaglio. In albergo
non c' nessuno per questo. E allora ho pensato che forse
Amar mi avrebbe dato una mano.
Avrete tutto fuori fra due minuti. Dove sono le valigie?
Diede un'occhiata gi per il corridoio, le vide, chiam:
Amar! Agi! Agi ts'awouni!", e si diresse verso la porta della
stanza di lei.
Andate a finire di mangiare gli disse lei, freddamente.
"Pu sbrigarsela benissimo da solo. Il ragazzo le pass
accanto di corsa.
Stenham rise, senza voltare la testa. "Mangiare che cosa?
In quel momento lei sent qualcuno che saliva le scale,
e si spost sulla soglia, in modo da non essere sorpresa nella
stanza di Stenham quando la persona fosse passata. Era
il cameriere grasso che le aveva servito la prima colazione.
Le sorrise, disse: Pardon, madame, ed entr nella camera.
Quando usc, reggendo il vassoio vuoto di Amar, osserv:
Fa molto caldo, vero?.
Affreux, convenne lei.
Gi fece, filosoficamente. La chaleur complique la vie.
Lo segu con gli occhi, intuendo che era stato insolente,
che le aveva giocato qualche misterioso scherzo. Ecco
che cosa non poteva sopportare nei francesi: quando volevano
essere troppo sottili, non badavano se venivano capiti
o meno. Sembravano soddisfatti dal semplice, voluttuoso
piacere che derivavano dalle loro frasette ermetiche; immaginavano
di diventare superiori escludendo da tale piacere
gli altri. Poteva essere perfettamente vero, come aveva
detto il cameriere, che il caldo complica la vita della gente;
aveva complicato la sua, quella mattina, ma che bisogno
c'era stato di farle l'osservazione in quel particolare momento?
Quando rinunci a cercare di individuare l'insulto, tutto
il suo bagaglio era stato portato fuori. Stenham la raggiunse
nella sua stanza; Amar era rimasto vicino alla porta
del retro, con le valigie.
L'albergo  vuoto, deserto, la inform. Mi preoccupava
un poco la prospettiva che qualcuno vedesse il ragazzo
e lo interrogasse, ma non c' un'anima, assolutamente
nessuno.
Squill il telefono. Oui, disse lei. Ancora una volta
echeggi la voce funebre del direttore. "Le autorit ci hanno
pregato di informare i nostri ospiti. (Che cosa succede
adesso? pens lei.) Tutti i veicoli sono autorizzati a circolare
solo sulla rotabile per Mekns, Rabat e Casablanca, dove
avranno adeguata protezione.
"Che cosa? esclam lei. E se qualcuno volesse lasciare
il paese?
Non  pi possibile, madame.
"Ma voi stesso mi avete consigliato questa mattina a lasciarlo!
Le frontiere sono state temporaneamente chiuse, madame.
"Ma dove posso andare? Come faccio a trovare un albergo?
Il Transatlantique a Mekns  chiuso a partire da oggi.
A Rabat il Baiima e il Tour Hassan sono completi, naturalmente.
Ma ci sono molti alberghi a Casa, come certo
sapete.
"S, e so anche che sono esauriti, a meno che non si abbia
una prenotazione.
Forse madame ha conoscenze al consolato americano.
In caso contrario, dovrei consigliarla a rimanere a Fez, nella
Ville Nouvelle.
Lei ora gridava. Mais a c'est le comble!  la goccia che
fa traboccare il vaso!
"Senza dubbio molto spiacevole per voi, madame. Vi ho
comunicato gli ordini diramati dalla polizia. Il vostro conto
 pronto. Passerete in ufficio a saldarlo?
"Ho l'abitudine di pagare, replic, furibonda, e riagganci
con violenza il ricevitore. Si rivolse a Stenham. Questo
 davvero troppo. Ripet quello che le aveva riferito il direttore.
Il viso di Stenham assunse un'espressione pensierosa.
(Se non fosse stato in sua presenza, pens lei, si sarebbe
mostrato indignato come lei.) Mentalmente valut la situazione
e le scarse possibilit che presentava. "I confini sono
chiusi. Una brutta faccenda," disse lentamente. "Ma probabilmente
fra un paio di giorni li riapriranno. Si tratta evidentemente
di una mossa per impedire ai nazionalisti di
sconfinare. Stanno passando al setaccio le citt, strada per
strada, casa per casa.  un rtissage.
Lei era andata alla finestra. Spero soltanto che gli arabi
gliela facciano vedere brutta, che li costringano a rimpiangere
di aver mai messo piede qui." Gli torn accanto.
Accidenti, se conoscessi la loro lingua, sarei in giro giorno
e notte a lavorare per l'indipendenza. Nulla potrebbe soddisfarmi
di pi in questo momento. Senza pause, continu:
E dove posso andare? Dove posso dormire stanotte?
In strada?.
C' un solo posto dove potete andare, ed  la Ville Nouvelle,
qui a Fez. Gli alberghi non mancano.
"Bene,  una cosa che mi rifiuto di fare. Dopo tutto, 
interessante stare qui solo se si  con gli indigeni.
Stava per dirle di non essere puerile, ma prefer non farne
nulla. Venite con me allora, le consigli, sorridendo e
stringendosi nelle spalle. Io vado dove ci sono gli indigeni.
E va bene, maledizione, verr! esclam lei. "E sono sicura
che me la passer bene.

 Capitolo IV.

Fin dall'inizio lei si accorse che il suo umore era migliorato.
Forse era perch, appena uscito dalla citt, l'autobus
aveva cominciato a salire, procedendo a zig-zag su
per il pendio meridionale del Djebel Zalagh e l'aria si andava
facendo sempre pi fresca. O forse si trattava di un
fatto puramente emotivo: l'autobus senza vetri ai finestrini,
il chiacchierio eccitato dei passeggeri nei loro abbigliamenti
montanari, il sollievo che aveva provato perch
soldati e poliziotti non ne avevano impedito la partenza
all'ultimo momento, quando l'antidiluviano veicolo era uscito dalla misera stradetta laterale nella Ville
Nouvelle.
Si erano serviti del taxi solo per trasportare i loro bagagli
in un piccolo e scoraggiante albergo, dove, nell'unica
e tristissima stanza che avevano preso, avevano ammucchiato
le valigie prima di chiudere a chiave la porta. La proprietaria,
dal viso scontroso ma non antipatico, aveva chiesto
di vedere i loro passaporti e, dopo averli esaminati attentamente,
aveva insistito perch Stenham pagasse tre
giorni in anticipo.
I passeggeri erano quasi tutti montanari del Sud che
erano arrivati a Fez solo perch la strada passava per la citt
e loro dovevano cambiare autobus l. Splendida gente
erano, puliti e dal viso simpatico, allegro, e lei si chiese distrattamente
se era possibile che non sapessero nulla dei
disordini. Avrebbe chiesto a Stenham la sua opinione in
proposito se lui le fosse stato accanto, ma, anche se sedevano
sulla stessa panca, erano divisi da tre donne; lui si trovava all'estremit sinistra, lei a quella destra, accanto al finestrino
senza vetri.
E Amar, giovane misterioso, aveva portato con s un
amico, o meglio un nemico, sarebbe stata pronta a giurare,
a giudicare dalla sua espressione quando l'altro lo aveva avvicinato
sul marciapiede, vicino all'autobus. Aveva per caso
assistito alla scena, ed era sicurissima di aver notato una
smorfia di disgusto, o anche un'emozione pi forte, quando
Amar si era voltato per vedere chi gli aveva battuto una
mano su una spalla. Perch poi aveva cercato Stenham e gli
aveva chiesto il permesso di invitare il nuovo venuto ad accompagnarli
nel viaggio? Non lo sapeva, ma la sua presenza
non la contrariava: era educato, gentile, molto pi pulito
di Amar (i cui abiti erano in uno stato deplorevole) e parlava
correntemente il francese. I due ragazzi si erano accaparrati
una minuscola striscia di sedile in fondo all'autobus;
l'ultima volta che si era voltata a guardarli pareva che
stessero chiacchierando amabilmente.
La luce del tardo pomeriggio illuminava il panorama.
Era una caratteristica strada di montagna marocchina che
ben raramente attraversava un villaggio; si vedevano i villaggi
annidati sui pendi di colline distanti, o dritti come
una cresta di piume in cima ai picchi, o allargati e sparsi
lungo le balze sinuose di montagne pi basse, e sempre una
valle li divideva dalla strada. Malgrado il caldo, l'aria era
greve dell'odore di piante montane, e la sua asciuttezza,
dopo i vapori delle onnipresenti acque di Fez, rappresentava
un tonico per le narici. Quando l'autobus passava per
un bosco, le strida frenetiche delle cicale si levavano dai
due bordi della strada. Una curva, un banco di terra rossa,
gli ondeggiamenti e i cigoli dello chassis, il rombo incessante
del motore ribollente che faticava in seconda, i cactus
grigio-verdi sul bordo dell'abisso poco pi avanti, una
curva, centinaia di miglia di granitiche vette di montagne
contro un cielo di smeraldo, il rumore esplosivo del cambio
che veniva azionato, il lento mutamento del rumore e
della velocit, il pianto sonnacchioso di un bambino alle
sue spalle, una curva, un selvaggio precipizio con le ombre
del crepuscolo che gi ne nascondevano il fondo. E in un
pendio vicino a lei, ancora scintillante nella calma luce del
sole al tramonto, un bosco di vecchi olivi dai tronchi contorti
e quasi gelati in atteggiamenti che ricordavano quellidi una danza rituale dimenticata. Ricordava quello che
Stenham le aveva detto prima che partissero: avrebbero attraversato
una regione dove il culto di Pan era ancora in
auge, dove i suoi riti venivano ancora osservati con flauti,
tamburi e maschere. N ci aveva creduto n aveva respinto
l'idea; allora la cosa le era sembrata semplicemente improbabile.
Ma, ora che si guardava attorno, le pareva, senza
una ragione fondata, assolutamente credibile. Quella
zona selvaggia si prestava perfettamente a stravaganze del
genere.
Trovava sbalorditiva l'impressione di pulizia che le dava
quella gente. E non solo i loro corpi e i loro abiti sembravano
puliti (nell'autobus c'era odore di biancheria di bucato
stesa al sole ad asciugare), era soprattutto l'espressione
dei loro visi, l'atmosfera di buon umore collettivo: le facevano
pensare alla limpidezza dei torrenti di montagna, a
zone ancora vergini. Decise di non discutere di queste sue
reazioni con Stenham, perch lui avrebbe fatto osservazioni
analitiche che, false o vere, avrebbero finito soltanto per
farla arrabbiare.
Per esempio, il pomeriggio precedente, al caff, le aveva
detto: L'intelletto  il ruffiano dell'anima. Non gli aveva
chiesto di precisare che cosa intendeva, ma lui, naturalmente,
aveva continuato spiegandole che l'intelletto cerca
di continuo di sedurre l'anima con il sapere, mentre l'anima
aveva bisogno soltanto della propria saggezza. Per godere
quella gita, decise, doveva assolutamente rifiutarsi di
discutere con lui, non commentare neppure quello che vedeva,
limitandosi a qualche esclamazione di tanto in tanto,
se l'esclamazione fosse apparsa appropriata. Sapeva che un
piano del genere si sarebbe dimostrato almeno in parte
inattuabile, ma, se insisteva, c'era da pensare che lui si rendesse
conto del suo modo di agire e lo imitasse.
Si fermarono per prelevare acqua. L'improvvisa assenza
di movimento e il silenzio rotto soltanto da occasionali
mormorii (perch quasi tutti i viaggiatori si erano addormentati
da un pezzo) le diede un lieve senso di nausea; non
vedeva l'ora che l'autobus ripartisse. Qualcuno avrebbe voluto
scendere, ma l'autista, che era rimasto al volante mentre
il suo aiutante riempiva il radiatore, si oppose. Stenham
si pieg in avanti, guard al disopra dei tre mucchi bianchi
che dormivano fra di loro e disse:  un bel sollievo essere
quass, vero?''.
" meraviglioso, convenne lei, stupita dall'entusiasmo
eccessivamente convinto della sua voce. Le orecchie le ronzavano
e l'altezza le dava un poco di vertigine. Ma, quando
la portiera si chiuse e rumore e movimento ripresero, confortanti,
seppe perch si sentiva sollevata. Non erano soltanto
l'aria pura e il fresco sempre pi accentuato; era soprattutto
il fatto di essere lontana da quella sensazione vagamente
sinistra di attesa e di ansia nella quale aveva vissuto
negli ultimi due giorni. Quei due giorni erano stati interminabili.
La citt era sempre stata sotto i suoi occhi, e
lei aveva potuto affacciarsi alla finestra e studiarla, tetto per
tetto, ma era come se fosse stata invisibile, qualcosa di simile
a un serpente nascosto fra i cespugli, in attesa. In quel
momento cap di non voler mai pi rivedere Fez. Ma era
della massima importanza che Stenham non lo sapesse: se
avesse solo immaginato il suo stato d'animo, non le avrebbe
lasciato pace, le avrebbe rinfacciato la sua incapacit di
accettare i concomitanti fisici del mutamento sociale da lei
invocato. "Ah! avrebbe detto, trionfante, cominciate almeno
a capire che cosa significa questa faccenda di distruggere
la fede. E lei sarebbe diventata semplicemente lamentosa
e avrebbe inventato tutta una serie di capi dal temperamento
collerico, invece di limitarsi a dirgli che, anche
se i particolari della transizione le riuscivano insopportabili,
avrebbe pur sempre continuato a desiderarla con tutto
il suo cuore perch essa significava vita, mentre, se la metamorfosi
non avesse avuto luogo, ci sarebbero state soltanto
decadenza e morte. Avrebbe dovuto fare molta attenzione,
e, se non avesse potuto impedirgli di notare nei suoi
occhi una nuova scintilla di salute che prima non c'era stata
(perch era osservatore, quell'uomo), gli avrebbe detto
che Fez era pi umida di quello che aveva immaginato perch,
ora che erano partiti, la sua sinusite era completamente
scomparsa.
Da principio si appisol, come se esplorasse il primo
stadio del non-essere; poi si lasci andare e piomb nell'abisso
del sonno. Venne la notte, azzurra e non nera sotto
il cielo chiaro. L'autobus aveva svoltato in una strada laterale
e stava navigando sull'orlo di un precipizio. Solo l'autista
e il suo aiutante potevano valutare l'abilit necessaria
per tenere in strada quella vecchia e traballante carcassa,
fuori dal fosso da una parte e nello stesso tempo a una distanza
di sicurezza dal bordo dall'altra. Pi avanti, in basso,
Stenham vide due fari che abbordavano una curva e pens:
Sar brutta quando incroceremo quella macchina; uno
di noi due dovr retrocedere. Ma l'altra macchina non li incroci
mai, e lui si rese conto allora che andava nella loro
stessa direzione e che si trattava, probabilmente, di un altro
autobus carico di pellegrini.
Quando giunsero in fondo alla discesa, attraversarono
un torrente turbinoso e proseguirono in un'altra direzione,
in piano. Faceva pi caldo l, e il loro passaggio sollevava
nuvole di polvere che entravano in parte dai finestrini, provocando
tutta una serie di starnuti. Poi ripresero a salire,
questa volta su per una pista in cos cattive condizioni che
alcuni dei dormienti caddero dai loro sedili. Lee si era svegliata
e si teneva stretta con le mani alla panca. Colse il suo
sguardo e le sorrise. Lei scosse la testa, ma non sembrava
certo soddisfatta. La dozzina di persone che viaggiavano sul
tetto dell'autobus cominciarono a picchiare energicamente
contro il soffitto di metallo. Da principio pens che forse
qualcuno era stato sbalzato fuori, ma poco dopo li sent
cantare, e i colpi si trasformarono a mano a mano in un ritmo.
Quella infernale scalata con i suoi incredibili sussulti
e ondeggiamenti dur quasi un'ora. Poi davanti a loro comparve
quella che sembrava una citt di luci rosa. Qualche
istante ancora e l'autobus si ferm. La citt era formata da
molte migliaia di capanne simili a tende, improvvisate con
lenzuola e coperte tese fra i tronchi di un vasto uliveto che
copriva i pendi di due colline, e le fiamme ondeggianti allungavano
ombre contro ogni riquadro di stoffa. Questo videro
mentre erano ancora seduti ai loro posti. Nella confusione
di mettere piede a terra (perch ogni passeggero aveva
moltissimi pacchi di generi alimentari e di attrezzi da
cucina, e c'erano i bambini sperduti e il pollame vivo che
starnazzava fra gli involti) non vi badarono pi, e solo
un'ora pi tardi, quando furono usciti dall'avvallamento dove
venivano allineati gli autobus e gli autocarri e si furono
seduti tutti e quattro su un ceppo a osservare il sorgere della
luna, Stenham comment lo strano aspetto del luogo.
" meraviglioso, rispose lei, a voce bassa, nella speranza
di dissuaderlo a continuare. Parve che avesse capito perch
cominci a parlare con i due ragazzi, lasciandola sola
con i suoi pensieri. Era meraviglioso, certo, con quelle ombre,
e quelle fiamme, e quei grandi circoli di uomini che a
centinaia ballavano, tenendosi sotto braccio, e quelle orchestre
di tamburi simili a giganteschi motori pulsanti. Ma
era meraviglioso soltanto come spettacolo, perch non aveva
significato alcuno. Ecco che cosa doveva tenere presente,
si disse, perch intuiva che quel luogo rappresentava un
pericolo indefinibile ma molto reale. Non aveva significato
alcuno, non poteva aver significato per Polly Burroughs.
Per trovare un significato lei avrebbe dovuto tornare indietro,
indietro, non sapeva di quante migliaia d'anni, ma indietro
abbastanza perch tutto le mostrasse un briciolo di
verit. Se aveva qualcosa di simile alla religione, questa
consisteva nel rimanere fedele alle proprie convinzioni, e
una delle idee fondamentali sulle quali poggiava la sua vita
era la certezza che non si poteva tornare indietro. Tutti
gli esseri viventi erano sottoposti a un processo di evoluzione,
concetto che per lei voleva dire una cosa sola: un continuo,
eterno viaggio dall'indifferenziato verso il preciso,
dal semplice verso il complesso e, in ultima analisi, dalle tenebre
verso la luce. Ci che stava osservando l quella notte,
l'immenso anfiteatro pieno di esseri umani ancora informi
e inconsci che, fradici di sudore, battevano i piedi e
gridavano, cadevano nella polvere e si torcevano e scalciavano
e ansavano, apparteneva inequivocabilmente alle tenebre
e di conseguenza era completamente estraneo a lei e
lei estranea a esso. Impossibile temporeggiare o tentare una
mediazione. Laggi, davanti a lei, c'era un segmento della
notte primeva, e lei stava lass e lo osservava, conscia di
quello che era, attenta a rimanere la stessa persona, decisa
a non permettere che qualcosa, sia pure per un momento,
potesse farle dimenticare la sua identit.
Con il passare del tempo, si accorse che Stenham diventava
inquieto, ma non pens nemmeno che potesse aver
fame fino a quando non si alz di scatto dicendo che sarebbe
sceso per vedere che genere di cibi vendevano alle baracche.
Desiderate qualcosa di particolare? le chiese. Gli
rispose che non aveva molto appetito. Prender qualcosa.
Nimchiou? Vogliamo andare? continu, rivolgendosi ad
Amar, che balz in piedi.
Quando fu sola con l'altro giovane, lei gli chiese come si
chiamava. "Mohammed, le rispose, lusingato dalla domanda,
soprattutto perch era stato interpellato con il voi e
non con il solito tu. "Conoscete Amar da molto tempo?
Oui, fece, vago, come se l'argomento non l'interessasse. Rimasero
silenziosi per qualche tempo. Poi lui le domand dove
era andato suo marito; Lee scoppi a ridere e subito si rese
conto che il suo interlocutore la disapprovava profondamente.
Chinandosi verso di lui, vide il severo viso giovanile
al chiarore della luna; subito divenne molto seria, e commise
l'errore ancora pi grave di dirgli che Stenham era semplicemente
un amico. Un vecchio amico, aggiunse, nella
speranza che ci potesse salvarla da una vergogna ancora
maggiore. Ma pareva che questa non rappresentasse una circostanza
attenuante per il giovane, che prima brontol e poi
sbott, indignato: "Non sareste dovuta venire qui con lui, se
non  vostro marito. Dov' vostro marito?.
 morto, gli rispose, perch non sapeva con certezza
quale fosse l'atteggiamento dei musulmani nei confronti
del divorzio.
"Da quanto tempo  morto? volle sapere. E allora lei cominci
a improvvisare. Era morto in guerra, lasciandola con
tre bambini. (Sapeva che, a loro giudizio, le donne dovevano
mettere al mondo il maggior numero di figli possibile.)
Ma nemmeno tale particolare venne accolto favorevolmente;
lui era evidentemente del parere che sarebbe dovuta restare
con loro e non mettersi assieme a un estraneo. "Questo
 un luogo santo, sapete, la inform, e le sue parole rappresentavano
allo stesso tempo un rimprovero e un avvertimento.
"Ah, oui, je sais," convenne Lee, a bassa voce.
La musica e le danze continuavano; sarebbero continuate
senza interruzione per almeno ventiquattrore, le aveva
detto Stenham. Ogni tanto il coro di un circolo o dell'altro
si disintegrava per un poco in una serie di grida ritmicamente
selvagge, vomitate da centinaia di gole nella stessa
frazione di secondo, con una simultaneit che dava al
suono una solidit straordinaria. Lei ascoltava quel folle rumore
nello stato d'animo con il quale si guarda in una vasca
piena di coccodrilli: la sua principale emozione era
quella di soddisfazione di non essere scesa laggi, di non
aver accompagnato Stenham alle baracche degli alimentari,
che erano al centro di una calca costante. Le sembrava
che Stenham si fosse allontanato da un'ora; non capiva come
mai ci volesse tanto tempo per comperare qualcosa da
mangiare. Nella tenda pi vicina al punto dove era seduta
con il silenzioso Mohammed, le fiamme brillavano pi che
mai, le donne ridevano dietro le pareti lievemente ondeggianti,
e fuori, pochi passi pi in alto sulla collina, un cavallo
alla cavezza batteva gli zoccoli contro terra. Il fumo
pungente degli innumerevoli fuochi di rami di thuya si arricciava
pigramente verso l'alto, ma qualche volta veniva respinto
all'improvviso verso il basso e allora, inseguito dalla
brezza, stendeva una piatta cortina sulla collina. Poi la
cortina si spostava verso fuochi pi distanti negli spiazzi
deserti, si dissipava, e allora le pigre volute ricominciavano
a formarsi. Ogni turbante, ogni asino, ogni ramo d'olivo
spiccava chiarissimo nella intensa luce lunare. (Se avesse
avuto un giornale, avrebbe potuto leggerlo facilmente, ne
era certa, anche se fosse stato stampato nel corpo pi piccolo.)
La luce della luna era dura; dava l'impressione di aver
trasformato tutti gli elementi del panorama in un'unica sostanza,
non azzurra, non nera, non verde, non bianca, ma
di un colore nuovo le cui mille sfumature incarnavano le
essenze di tutti questi colori. E dappertutto, in questo mondo
reso morboso da una luce dura che pioveva dall'alto, i
fuochi bruciavano, e sembravano pi rossi di quanto sarebbe
dovuto essere un fuoco.
Dall'ombra usc Stenham, facendola sussultare. Un attimo
dopo, alle sue spalle, ecco Amar. Avete portato qualcosa?
gli chiese.
"S. Cosciotti di vitello e shish kebab.  stato Amar a procurarsi
tutto. Mi spiace di avervi fatto aspettare. La calca
era tremenda.
Cominciarono a mangiare, i due marocchini a un capo
del ceppo, i due americani dall'altro. La carne aveva un sapore
caratteristico, non di spezie ma di erbe. Non possiamo
bere l'acqua, disse Stenham, e cos dovremo scendere
per il t a uno dei caff.
La sorprese che ci fossero dei caff lass, ma aveva la
bocca piena e non disse nulla. Poi: Sembra che farei molto
meglio a essere vostra moglie, osserv, ridendo. Mohammed
considera indecente che sia quass, una donna
senza legame alcuno.
"Gi, convenne, "molto indecente. Se non avete legame,
pu solamente voler dire che siete potenzialmente legata a
nessuno e a tutti. Avreste fatto meglio a non parlargliene.
"Non credo che sarebbe servito a granch. Amar sa certo
che non siamo sposati.
"Oh, Amar.  diverso, lui.
Allung la mano verso un altro pezzo di carne. "Lo intuisco,
ma non riesco a capire in che cosa consista la differenza.
"In tutto, in tutto, rispose Stenham, assente.
E poi, continu lei, dando alla propria voce un tono
giovanile, "voi avete gi una moglie in qualche parte di questo
mondo, se non mi sbaglio, vero?
Gi, ho una moglie. Una breve risata. "Ma in quale
parte del mondo sia non saprei in coscienza dirvelo. Secondo
le ultime notizie che ho ricevuto, era in Brasile. Ma
sono notizie che risalgono a molto tempo fa.
"Se fossi vostra moglie e vi sentissi parlare di me in maniera
cos distratta credo che vi ucciderei. Se fossi vostra
moglie, naturalmente, e se voi parlaste di me in questo modo...
Se... e se.
Mia cara Lee," disse lui ironicamente, questi due se si
escludono a vicenda. Ma, nel caso della mia vera moglie...
stavo quasi per dire il suo nome ad alta voce e allora avrei
corso il rischio di vedere Sidi Bou Chta svanire in una nuvola
di fumo... la mia vera moglie sa benissimo come parlo di lei, e so che quando lei parla di me si esprime in maniera
ancora peggiore. Non ci sono pene d'amor perduto,
posso assicurarvelo.
"Non so se simpatizzare con voi o con lei. Che tipo ?
Non che una descrizione fatta da voi possa...
La interruppe bruscamente, piuttosto rudemente, le
parve, dicendo: "Ci sono ancora due pezzi di carne. Ne volete
uno? I ragazzi ne hanno mangiati sedici fra loro. Li ho
contati.
"No, non ne voglio pi. Ho mangiato abbastanza.
Bene, allora, se volete scusarmi li manger tutti e due
io. E poi scendiamo a bere il t e a vedere un po' in giro.
Questa festa  qualcosa di magnifico."
D'accordo, disse lei alzandosi e prendendo la silenziosa
decisione di mostrarsi malleabile su questo punto; anche
se le riusciva difficile, sarebbe stato in fondo pi soddisfacente
che non avanzare obiezioni a ogni pi sospinto.
Voleva riportare a Parigi il ricordo del maggior numero di
trofei, e si conosceva abbastanza per capire che la sua corazza
di riluttanza, se solo avesse avuto la debolezza di indossarla,
avrebbe ostacolato la sua recettivit.
Quando ebbero terminato di discendere la collina, barcollando
fra pietre e cespugli nascosti all'ombra delle foglie
d'olivo, si fermarono per un poco al limitare del pi vicino
anello di spettatori, e a poco a poco si fecero strada fino a
un punto da dove potevano vedere le danze. Vi partecipavano
pi di cento uomini, tutti in djellabas bianchi e turbanti,
che cantilenavano di continuo mentre saltavano e si
dondolavano. Lee ebbe la precisa impressione che i loro
movimenti assomigliassero molto a quelli dei cavalli. Qualche
volta scalciavano contro terra con una certa energia e
vivacit, poi tornavano a essere cavalli da tiro che si sforzavano
di trasportare invisibili pesi mentre si chinavano
tutti prima da una parte e poi dall'altra. "Molto strano,
disse lei a Stenham, perch tutto era completamente diverso
da quanto avesse mai visto o immaginato. Non poteva scorgerlo
in viso, ma lui la spinse avanti, senza dir nulla, piazzando
Amar alla sua destra e Mohammed alla sua sinistra
e fermandosi alle sue spalle. Tanta sollecitudine la annoi;
le sembrava di essere un oggetto di valore custodito strettamente
perch i ladri non lo rubassero, e, cosa ancora peggiore,
sospettava si trattasse di una manovra, molto probabilmente
inconscia, destinata a influenzare le sue reazioni
nei confronti di ci che vedeva... pi o meno un tentativo,
insomma, di stabilire una specie di controllo mesmerico.
E, in ogni caso, c'era proprio davanti a lei un uomo altissimo.
Mosse avanti, gli uomini si spostarono cortesemente
per farle posto nella prima fila intorno al circolo dei ballerini.
Ora poteva vedere che il circolo era in realt una ellisse;
a un'estremit dello spazio interno c'era un enorme fal
le cui fiamme le saettavano all'altezza della faccia, all'altra
un cerchio pi piccolo di una dozzina circa di uomini
seduti che suonavano i tamburi. "Sembra quasi uno spettacolo,
si disse, soddisfatta, e si interess alle figure della
danza. Ogni tanto si voltava per assicurarsi della presenza
di Stenham e dei ragazzi. Una volta Amar la salut con un
cenno della mano, il viso raggiante di gioia.
Ma dopo un poco cominci ad accorgersi che qualcosa
di assurdo era avvenuto nel suo intimo. Era un poco come
se vivesse in anticipo la sua vita. Tutto era cominciato, pens,
mentre era seduta lass, con Mohammed. Considerando
il fenomeno dall'esterno, giunse alla conclusione che forse
era perch nessuno le aveva mai dato prima l'impressione
di essere cos poco desiderata. Si era vista a Fez, in quel
piccolo e orribile Htel des Ambassades, a dividere le sue
valigie da quelle di Stenham, sola nel taxi che la portava alla
stazione (ammesso che i treni funzionassero ancora, pens,
con una smorfia improvvisa). Era in treno con l'ultimo
numero di "Time e una copia dell'edizione parigina dell'Herald
in grembo; era sul ferry di Algeciras e guardava le
grigie, torreggianti montagne della costa africana svanire
lentamente in lontananza; stava mangiando scampi sotto la
tenda di un caff del molo, sfiorata di continuo dagli
strilloni che passavano fra i tavoli; era seduta con gli Stuart al
Horcher's di Madrid, con i tesori del suo viaggio in Marocco
riposti nella memoria, tesori che le sarebbero apparsi
pi ricchi per il semplice fatto di essere tenuti nascosti, e
avrebbe reso noto solo qua e l qualche particolare piccante,
quanto bastava per lasciar intuire la solida massa al sicuro
sotto la superfcie. Ho molte cose da raccontarvi, ma
non so da che parte cominciare. Ho un tale disordine in testa.
Non fare la sciocca, Polly, non ho mai conosciuto
un'altra persona con un cervello altrettanto chiaro, un'altra
persona che abbia come te la dote di narrare le proprie esperienze.
Quei tamburi insistenti rappresentavano un poco gradito
ricordo dell'esistenza dell'altro mondo, assolutamente
autonomo, con le sue necessit e i suoi schemi. Il messaggio
che essi trasmettevano, monotoni, era per lei; non
diceva precisamente che lei non esisteva, ma piuttosto che
non importava se esistesse o meno, che la sua presenza non
contava minimamente per il resto del cosmo. Era una sensazione
cos paurosa da paralizzarla. Non si era mai trattato
di importanza; era logico che lei importava, perch era
importante per se stessa. Ma qual era la parte di lei che contava?
Prese una sigaretta e l'accese con gesto impaziente. Irragionevolmente,
aveva l'impressione di aver gi visto tutto
quanto la festa poteva offrirle. Se un uomo cadeva in
trance e si picchiava il petto e si strappava ciuffi di capelli
durante la crisi, come stava succedendo davanti a lei, era la
stessa cosa, come se molti uomini lo facessero, uno dopo
l'altro o tutti assieme. Non poteva esserci progresso; si rifiutava
di lasciarsi coinvolgere in quel disegno ipnotico. Se
tutti i membri di quel particolare circolo di figure danzanti
fossero diventati invasati, avessero preso la loro anima e
l'avessero buttata in mucchio nel mezzo (questo stavano facendo,
lo sapeva) in modo che ci fosse solo un'unica massa
indifferenziata e nessuno fosse sicuro di recuperare la
sua quando fosse finito, ma nessuno se ne curasse, allora
anche questo lei avrebbe visto, e non avrebbe pi avuto bisogno
di passare a un altro gruppo per vedere ripetuta la
stessa cosa, questa volta a un ritmo di tamburi un poco diverso
e con l'aggiunta di oboe e di qualche colpo di fucile.
Ma Stenham stava cedendo, di questo era certa; non aveva
mai avuto intenzione di opporre resistenza. Si lasciava trasportare
dal suo entusiasmo per Videa in un regno dove l'atmosfera
era troppo sottile per permettere al razionalismo
di esistere e dove di conseguenza tutto si sarebbe confuso
con tutto il resto... uno stato di falsa estasi, falsa perch volontariamente
provocata. Ecco perch non ne voleva sapere,
lei, insisteva con se stessa; non desiderava emozioni che
non fossero genuine.
Il bagliore del fuoco davanti al suo viso, i lunghi mantelli
bianchi che ne coglievano nelle pieghe i riflessi rossi
quando gli uomini si chinavano e saltavano, e le tenebre che
incalzavano da sinistra e da destra! Ma non erano tenebre,
perch le tenebre non avevano respiro e mani. "Signor
Stenham! chiam, guardando oltre i visi barbuti, i turbanti arrotolati
stretti, i neri occhi scintillanti e le bocche stirate (in
un sorriso rigido, da scimmia, che non aveva nulla a che fare
con un vero sorriso) fino a rivelare le chiostre di denti
candidi (animali selvaggi), le teste levate alte per guardare
sopra altre teste, e il panico cominci ad assediarla da
tutte le parti. Signor Stenham! Ora voltava la schiena al
fuoco, e i suoi occhi vagavano su file di visi affascinati, cercando
disperatamente un viso di colore pi chiaro. "Sciocchezze,
disse forte, atterrita all'idea che il panico potesse
scatenarsi cos facilmente. Non era possibile, ecco; si conosceva
troppo bene. Ma c'erano le ginocchia che le sembravano
fatte di tubi di carta. Si rigir e torn a gridare il
nome in mezzo a quel clamore, come un sasso lanciato contro
una locomotiva che si avvicina. Poi lo scorse per una
frazione di secondo, fra due figure piroettanti che ruotavano.
Si era spostato dall'altra parte del cerchio. Il furore si
scaten in lei; ne sentiva il calore appena sotto la pelle della
gola, delle guance e della fronte. Ma ora almeno sapeva
dov'era, e si volt e si fece strada verso le file esterne fino a
quando non fu libera di camminare normalmente. Faceva
buio l, dopo il bagliore del fuoco, e lei urt alla cieca contro
alcuni sbalorditi passanti prima di ritrovare la vista.
Bene,  stata un'esperienza niente affatto simpatica,
pens, per convincersi che tutto era finito. Quando arriv
nel punto dove le sembrava di aver notato Stenham, dovette
guardare a lungo prima di individuarlo. Allora prese posizione
dietro di lui e si sforz di recuperare il completo controllo
di se stessa. Per questo cerc di lasciarsi trascinare di
nuovo dal flusso di fantasia nel quale aveva nuotato poco
prima, ma fu inutile: la scura ed elegante sala interna dell'Horcher's
si rifiutava di animarsi. Era come se si sforzasse
di evocare i giardini pensili di Babilonia. L'atto di camminare
l'aveva in parte calmata, e, piuttosto di correre il rischio
di perdere il sollievo di questa parvenza di controllo, decise
di parlargli subito. Lo chiam per nome con tutta la forza
che il suo scarso coraggio le permetteva, e, miracolosamente,
lui la ud e si volt. Allora gli sorrise, con l'espressione
pi naturale che le riusc di trovare. Stenham mosse verso
di lei, facendosi strada fra gli spettatori ipnotizzati. "Da questa
parte  meglio, osserv. "S, gli rispose, e, dopo aver lasciato
trascorrere un intervallo che giudic normale, sugger
che avrebbero fatto bene ad andare a prendere il t.
"Ah, naturalmente!" esclam Stenham. "Amar! Mohammed!
chiam. Essi comparvero da due parti diverse, e tutti
e quattro assieme si allontanarono dalla luce, nelle tenebre.
Il caff consisteva in alcune stuoie distese su un terreno
ondulato, delimitato da rami verdi legati assieme. Lunghi
pali erano stati piantati in terra a distanze arbitrarie, e in cima
erano state fissate per gli angoli le coperte, ma in una
maniera assolutamente caotica. Vicino all'ingresso, dietro
un piccolo banco di pietra, stavano accovacciati il qaouaji e
il suo aiutante; quasi tutto il resto dell'interno era affollato
da uomini seduti o coricati. Anche vicino al palo di centro
che sosteneva il soffitto non c'era spazio sufficiente per rimanere
dritti; dovevano avanzare con il capo ben chino in
avanti.
Dopo essersi sistemati su una stuoia ed essersi fatti servire
i bicchieri di t, lei disse a Stenham: "Sapete, per un
poco ho creduto di avervi perso.
Oh, no! rispose lui disinvolto. "Non vi perdevo d'occhio.
Sapevo perfettamente dove eravate.
Davvero?" Avrebbe voluto chiedergli perch si era spostato
dall'altra parte, lasciandola sola, ma aveva paura di
non poter affrontare l'argomento senza cedere all'irritazione.
In ogni modo," continu lui, "il nostro quartier generale
sar questo caff. Quando vogliamo dormire, faranno
spostare tutta la gente da questa parte, che rimarr cos di
nostro esclusivo dominio. Il qaouaji mi sembra un tipo a
posto.
Quando ebbero bevuto il t, Stenham sugger di uscire
di nuovo. Mohammed e Amar si erano alzati e stavano fermi
accanto all'ingresso.
Uscite voi; io preferisco starmene qui a riposare, gli
rispose. "Tornate fra una mezz'ora circa, e forse me la sentir
di uscire di nuovo. Sono un poco stanca. In sostanza
voleva dire: Giratemi alla larga per un po', e pens che
lui di certo doveva aver interpretato in questo senso le sue
parole.
"Ma come potete restarvene sola? esclam. Non mi va
l'idea di lasciarvi qui cos.
E perch no? gli chiese, acida. "Almeno non posso perdermi
qui.
"Sar di ritorno fra pochi minuti. Il suo tono era incerto.
Devo ordinarvi un altro t prima di andare?
No, grazie. Lo ordiner io, se ne avr voglia."
La guard con espressione strana. Bene, arrivederci.
Poi si chin e mormor qualcosa al qaouaji. Quando fu uscito,
lei cont lentamente fino a dieci, poi scatt in piedi, picchiando
la testa contro la coperta sovrastante, che aveva
completamente dimenticato. Attravers in fretta il caff e,
appena fu fuori, svolt in direzione opposta a quella presa
da Stenham. Il vento si era rinforzato. Si volt un attimo a
guardare, per fissarsi bene in mente il posto; la forma dell'olivo
sopra il caff era quanto mai caratteristica. Poi, in
un tumulto di collera e di piet per se stessa, punt dritto
su per la collina, da principio dimentica e poi indifferente
agli uomini che la guardavano.
Nelle tende le donne stavano preparando la tajine serale;
l'odore dell'olio fritto si mescolava a quello del fumo di
legna. Continu a salire, ripetendosi che avrebbe dovuto
aspettarsi qualcosa del genere, che era colpa sua perch era
venuta, dal momento che fin da principio aveva saputo che
quell'uomo era un gelido egoista. La sua reazione iniziale
era stata perfettamente giusta. Non vengo, aveva detto,
poi la collera nei confronti dei francesi aveva smussato il filo del suo buonsenso.
Lass le tende si facevano sempre pi rade fra gli alberi,
e pi oltre c'era solo la campagna deserta. Il rullo dei
tamburi giungeva ancora dal basso, ma si mescolava al sibilo
delle foglie degli olivi nel vento sempre crescente. In
lontananza un cane indigeno abbaiava; quel suono acuto
assomigliava alla risata isterica di una donna. Quando ebbe
superato l'ultima tenda e la sua luce non fu pi visibile,
si ferm, un poco placata dalla solitudine, e si appoggi
a un lungo ramo ripiegato verso il basso. Il vento cresceva
di intensit di minuto in minuto. Non aveva pi fiato,
e le sarebbe piaciuto mettersi a sedere, ma il ricordo di
storie di scorpioni e di serpenti che le erano state raccontate
la dissuadevano dal farlo, e rimase in piedi, respirando
a pieni polmoni l'aria pura che batteva d'infilata la collina.
Era uno strano vento, pens; soffiava come se fosse
deciso a non smetterla neppure per un secondo. Non sembrava
un vento, ma il soffio di un mostruoso ventilatore
fisso, o un'enorme corrente che aumentava costantemente
di forza. Il rumore che faceva ora fra gli alberi ricordava
quello dell'oceano, o il rombo di una tempesta imminente.
D'istinto lei alz gli occhi al cielo; la luna calma e
gelida brillava, altissima, e non c'era una sola nube. Ma ecco
che cosa era: quel rumore simile al mare lass sulla montagna
era una tempesta di vento che non era ancora arrivata,
uno spaventoso uragano notturno che stava per scatenarsi.
Tese l'orecchio per cogliere qualche rumore della
festa che si era lasciata alle spalle, ma non sent nulla. Ma
sapeva che le sarebbe bastato superare la montagnola dietro
quell'enorme tronco per vedere le ondeggianti pareti rosa
dell'ultima tenda.
Quando fu colta in pieno dalla violenza del vento, allarg
le braccia e lasci che la spingesse contro l'albero, e
respir profondamente fino ad averne le vertigini, e si sarebbe
messa a sedere se non fosse stata trattenuta dal ramo.
Aveva un odore stupefacente quell'albero, come l'odore
della vita stessa, pens; ma dopo un momento ricord le
rocce abbrustolite dal sole e le radure segrete nella foresta.
Poi l'odore si fece troppo intenso, e lei allora decise che
avrebbe fatto bene a tornare indietro. Qualche istante ancora,
disse, riempiendosi i polmoni, vuotandoli, riempiendoli
di nuovo.
La testa le girava. Cateratte di vento si precipitavano gi
per i lucidi canali che si erano scavate per il cielo, rovesciandosi
contro il pendio della montagna. Polvere e minuscoli
frammenti di albero le sfioravano in spirali ascendenti
la faccia. Si mise a sedere per terra, adagio, e si appoggi
all'albero. Stava male in quel momento, ma si sentiva tanto
felice. Il vento rombava; qualcosa le tocc una spalla. Alz
gli occhi, trattenendo il respiro, prima atterrita, poi sollevata
e alla fine irritata. Stenham le torreggiava sopra, senza
parlare, ed era chiaro che stava per sedersi accanto a lei. A
prezzo di uno sforzo enorme, lei si alz in piedi.
Salve, disse lei, come una bambina colpevole, ma solo perch lui taceva. E alla fine lui parl. "Ma che idea vi 
venuta? La sua voce era irritata.
Quale idea? chiese, e sput fuori la polvere che il vento
le aveva soffiato in bocca.
La prese per un braccio. "Andiamo, ordin, cercando
di trascinarsela dietro.
"Fermo. Un momento. Non era ancora pronta a lasciare
la cima della collina.
"Come mai siete finita quass?
Passeggiavo. Vi spiacerebbe lasciarmi andare?
"Niente affatto. Anzi, per me va benissimo.
"Vi fate anche insultante adesso?"
E che vi importa? Torn a prenderla per il braccio,
con gesto impaziente.
"Vi prego! Sono perfettamente in grado di camminare.
Lasciatemi andare!
"Bene, maledizione, cadete pure allora, se  questo che
volete."
Fu come un comando: lei inciamp contro un sasso,
cerc di reggersi ma si afflosci per terra. Stenham si chin,
le fu accanto, cercando invano di consolarla, dicendo:
"Dove vi siete fatta male? e Mi spiace terribilmente e Ho
paura che sia stata colpa mia", al che lei oppose un silenzioso
gesto di diniego, anche se lui, probabilmente, non lo
interpret come tale. Credete di essere in grado di camminare?
le chiese. Non gli rispose; voleva soltanto fare barriera
al dolore. Se avesse allentato la pressione per un solo
istante, sarebbe scoppiata in lacrime, e una cosa del genere
non poteva succedere, non doveva succedere. Ma, dopo
essersi abituato al suo mutismo, dopo essere rimasto a
guardarla, abbattutissimo, le torn accanto, e la cinse con
un braccio, e le carezz timidamente le spalle. Non era questo
che lei voleva. Rabbrivid e usc in un gemito soffocato.
Poi, mentre erano tutti e due accosciati in quella ridicola
posizione, lui cerc di attirarla a s.
Era una cosa che doveva finire a ogni costo, si disse,
anche a costo di farsi vedere piangere da lui, come sarebbe
successo, ne era sicura, se si fosse mossa o avesse
parlato. E poi, pens, mentre sentiva le mani di lui che le
sfioravano leggere la carne (come se lei fosse un albero e
quelle mani le ventose di una pianta parassita strisciante),
che tipo di uomo poteva essere colui che sfruttava un
vantaggio cos palesemente illecito? Con il dolore che la
torturava, come avrebbe potuto difendersi contro questa
ingiusta tattica? Le lacrime cominciarono a scorrere; era
bastata semplicemente quest'ultima riflessione a scatenarle.
Singhiozz, e con tutte le sue forze scost da s
quelle mani.
Era libera, ma ora era nella stretta delle sue stesse lacrime,
e la vergogna di essersi lasciata vedere da lui in quellostato, sia pure al chiaro di luna e sotto la sferza di quell'enorme
vento, la faceva singhiozzare pi che mai. L'odio
per lui ingigantiva nella sua anima; se ne avesse avuto la
forza, gli si sarebbe buttata contro e avrebbe cercato di ucciderlo.
Ma non si mosse e, accosciata per terra, continu
a piangere, premendosi e massaggiandosi la caviglia. Sentiva
la sua voce che le ripeteva nella testa: Pazzo sei! Pazzo
sei!, e non sapeva se lo diceva a lui o a se stessa. Stenham
si era alzato e la fissava, rigido. Dopo un poco, lei si
sollev lentamente in piedi, e con il suo aiuto (non gliene
importava, ora che l'odiava) percorse zoppicando tutta la
strada del ritorno fino al caff.
E quando si mise a sedere nel fumo e nella penombra,
al centro di quel rimbombo di voci e di musica, cominci a
vivere le ore seguenti nel suo piccolo inferno privato.
Stenham le era accanto, e rompeva il silenzio solo di quando
in quando per rivolgere qualche parola ai due giovani, che avevano
entrambi un'espressione terribilmente cupa e imbronciata.
Una volta lei si sorprese a pensare: Grazie a Dio,
non  successo nulla lass, poi si arrabbi di aver avuto
un'idea del genere: non era neppure il caso di prenderla in
considerazione. Ma non le riusciva di guardare Stenham.
Passava il tempo a massaggiarsi la caviglia e a fumare furiosamente,
senza mettere a punto i particolari della sua
vendetta anche se era assolutamente decisa a portarla a termine,
in una maniera o nell'altra. Verso mezzanotte, quando
il dolore si era un poco placato e lei cominciava a sentirsi
esausta e un poco assonnata, forse a causa della fitta
nuvola di fumo di kif che gravava nella tenda, Stenham si
volt e le disse: "Il vento si  calmato. Lasci passare qualche
istante prima di rispondergli: S. Fu tutto. Poi lui cominci
a parlare seriamente e a lungo con i due ragazzi in
arabo. Ancora una volta, molto pi tardi, le rivolse la parola,
con una voce entusiasta, quasi tremante, come se per un
momento avesse completamente dimenticato lo stato di
ostilit esistente fra di loro. "Questo ragazzo vede un mondo
incontaminato! esclam. "Ve ne rendete conto? Ma
parve che non afferrasse la risposta appena mormorata di
lei. "Che cosa avete detto? le chiese.
"Ho detto che non saprei, rispose, alzando la voce.
Non sapeva se il mondo che Amar vedeva era al primo stadio
o a uno stadio ormai troppo avanzato di decadenza;
sospettava che la seconda ipotesi fosse la vera, ma, in un
caso o nell'altro, non le interessava affatto pensarci in un
momento come quello. Pensava solo a se stessa e ai maltrattamenti
di cui era stata fatta oggetto; poich era convinta
di essere stata umiliata, credeva anche che Stenham
doveva sentirsi trionfante, doveva immaginare di aver ottenuto
su di lei qualcosa di simile a una perversa vittoria.
Nell'avvenire la sua avventura marocchina le sarebbe sembrata
un colossale fiasco, e questo per colpa sua, perch
era venuta meno in qualche maniera misteriosa ma profonda.
In primo luogo, si diceva, tornando ai particolari secondari,
cio i soli che poteva affrontare nello stato d'animo
di quel momento, il loro primo incontro avrebbe dovuto
persuaderla che quello era un uomo che non avrebbe mai
desiderato conoscere, perch non presentava per lei nessuna
attrattiva dal punto di vista fisico. Di questo si era resa
conto come in un lampo. Avrebbe potuto dire subito che cosa
era per lei e che cosa no, e Stenham era stato immediatamente
catalogato nella seconda categoria; aveva fallito la
prova. (La prova consisteva nell'immaginare un uomo disteso
nel letto, addormentato, al mattino; se poteva sopportare
senza disgusto l'idea di questa forma inerte abbandonata
fra le coperte in disordine, allora sapeva che c'era
una possibilit, in caso contrario l'uomo non era fatto per
lei.) La prova aveva sempre funzionato, e lei aveva evitato
di conoscere troppo bene coloro che non la superavano,
proprio per eludere circostanze come quelle in cui si trovava.
Ma questa volta la sua debolezza e la sua trascuratezza
giustificavano il comportamento di lui, n, quando
fosse venuto il momento della resa dei conti, lei avrebbe tenuto
conto delle proprie mancanze.
Si appisol, si svegli, si addorment di nuovo, torn a
sentire, sempre, la stessa, eterna conversazione: Stenham,
Amar e l'altro ragazzo, la cui voce echeggiava solo di tanto
in tanto, come quella di un compre con un coro di bevitori
di t e di fumatori di kif sullo sfondo. L'indomani sarebbe
stato insopportabile sotto tutti i punti di vista; ne prevedeva
con terrore la confusione e la lunghezza. Ma se ne sarebbe
andata con il primo autocarro o con il primo autobus
che fosse partito da Sidi Bou Chta, anche se questo poteva
significare uno, due giorni nella piccola e sudicia stanza
dell'Htel des Ambassades.
Ancora una volta, molto tempo dopo, si svegli e si accorse
che i tre erano scomparsi. Tanto meglio, pens, cupa.
Il caos dei tamburi e delle grida continuava con accresciuto
vigore, se possibile, e scariche di fucileria partivano
verso il cielo a brevi intervalli. Di l a un paio d'ore al massimo
ci sarebbe stata luce; sarebbe spuntata l'alba dell'Ad
el Kebir, e i coltelli gi affilati sarebbero stati saggiati ancora
una volta col dito in attesa dell'ora del sacrificio, a
mezza mattina.

 Capitolo V.

Distesi sulle stuoie, Stenham, Amar e Mohammed erano
immersi in una discussione che durava da almeno due
ore. Per ci che riguardava Stenham, l'argomento era la religione,
e Amar sembrava soddisfatto che rimanesse circoscritta
a questo campo. Ma Mohammed sentiva evidentemente
il dovere di chiamare continuamente in causa la politica;
anzi, si sarebbe detto che non fosse capace di tenere
le due cose separate. Per lui la religione era un istituto puramente
sociale, e i particolari della sua pratica rappresentavano
una questione di interesse governativo. Stenham era
irritato dall'ostinazione del ragazzo; si chiedeva continuamente
perch Amar aveva voluto portarselo appresso.
Quasi tutti gli uomini che non dormivano erano ormai
usciti per pregare o per assistere al levar del sole. Pochi soltanto
continuavano a discutere distrattamente; gli altri erano
sprofondati nel sonno. Essere distesi per terra, pens
Stenham, era come essere in sella a un cavallo ridotto a pelle
e ossa: qualunque posizione si prendesse, era assolutamente
impossibile sentirsi comodo. Sembrava che sotto la
stuoia ci fossero sassi dappertutto. Lee invece se ne stava
coricata, immobile. Era rimasta a lungo in uno stato di dormiveglia,
voltandosi continuamente ora su un fianco e ora
sull'altro. I due ragazzi erano apparsi sconvolti quando
l'avevano vista arrivare zoppicando, appoggiata al braccio
di Stenham, ma lei li aveva guardati con tale animosit che
il sorriso di simpatia era svanito dalle loro labbra. Quando,
con il passar del tempo, lei si era rifiutata di rivolgere la parola
sia pure a uno di loro, Amar aveva fatto osservare a
Stenham che la signora era infelice. Certo, soffre, aveva
risposto Stenham. No, voglio dire che  sempre infelice.
Sar sempre infelice nell'anima, quella signora. "Perch?"
gli aveva domandato Stenham, divertito. Sai perch?
Certo che lo so, aveva risposto Amar, sicurissimo. "Perch
non sa nulla del mondo.
L'obiezione era sembrata piuttosto fuori luogo, e Stenham
aveva lasciato cadere l'argomento. Ma, durante la lunga
discussione, che gli aveva dato modo di scavare un poco
sotto la superficie della mentalit di Amar, era rimasto
sempre pi colpito dall'istinto infallibile del ragazzo nel separare
i fattori primari da quelli secondari. Era una facolt
che non aveva nulla a che vedere con la vivacit di mente,
ma derivava piuttosto la sua forza da un blocco potente
e perfettamente funzionante di convinzioni morali. Sarebbe
gi stato abbastanza sorprendente trovare questa saggezza
innata in un adulto, ma in un individuo che era poco
pi di bambino, e analfabeta per di pi, essa appariva
incredibile. Osservava i mutamenti di espressione sul viso
di Amar mentre parlava, e cominci a sentirsi pi o meno
come il cercatore d'oro che, quando ha ormai perduto ogni
speranza, si trova improvvisamente di fronte alla prima pepita.
E pens con meraviglia alle misteriose vie che seguivano
i frammenti del mondo per ricollegarsi: era stato un
particolare sentimentale come un cervo volante che si dibatteva
in uno stagno, una cosa estranea a ogni interpretazione
possibile del dogma musulmano, a rendergli possibile
di sospettare, sia pure inconsciamente, la presenza di
grandi ricchezze nascoste.
In una pausa di silenzio, disse ad Amar: Cos, la signora
non sa niente del mondo? Che cosa te lo fa pensare?.
Hada echouf. Si capisce che vuole essere qualcosa di
potente nel mondo. Crede di poterci riuscire, ma questo
succede perch non si  mai arresa.
Arresa? Che cosa vuoi dire?
Certo. Qual  il nostro primo dovere nel mondo? Arrendersi.
Al Islam! Al Islam!" Alz le braccia (dopo l'incontro
con la polizia, aveva ancora sulle maniche il fango
della Medina) e pieg la testa in avanti, come se fosse sul
punto di prostrarsi. Poi, continuando, schizz una serie di
casi immaginari nei quali le persone chiamate in causa si
erano sottomesse o meno all'autorit divina. In ogni caso,
la persona maledetta - cio l'infelice - si considerava importante,
mentre coloro che erano benedetti e gioiosi avevano
capito di non essere nulla, si erano resi conto che quel
poco di forza che erano in grado di esprimere esisteva solo
in proporzione diretta al grado della loro obbedienza alle
inesorabili leggi di Allah.
Per essere felice, cessa di lottare e ammetti di essere impotente.
Islam, la religione della resa. Stenham non aveva
mai pensato che la parola "Islam significasse realmente
resa. Capisco, disse, ad alta voce.
Tutti coloro che vedete in strada pensano che la loro vita
 importante, continu Amar, che si andava riscaldando
alle proprie argomentazioni, perch la sua vita gli sembrava
ancora terribilmente importante, e non vogliono che si
fermi. Ma Allah ha decretato che ognuno deve perdere la
propria vita. O allche? Perch? Per convincere gli uomini
che la vita non ha il minimo valore. Nessuna vita umana vale
qualcosa. Essa  come il vento. Soffi in aria e accenn
con una mano tesa un breve movimento rotatorio.
"Aspetta un momento adesso, disse Stenham. "Tu affermi
che...
Ma Amar non aspett affatto. Perch siamo al mondo?
chiese.
Stenham sorrise. "Temo di non saper rispondere a questa
domanda.
Non sapete perch? insistette Amar, triste.
No.
Mohammed sbadigli ostentatamente. Ve lo dir io,
si offr. "Per parlare tutta la notte mentre i veri uomini si
fanno uccidere a fucilate.
Stenham avrebbe detto che un'ombra di dolore fosse
balenata sul viso di Amar, ma un istante dopo era gi scomparsa,
e il ragazzo continu: Siamo al mondo per una ragione
soltanto, cio per adempiere quello che  stato scritto
per noi. L'uomo che ha un destino cattivo  fortunato,
perch deve soltanto ringraziare. Ma l'uomo che ha un destino
buono... Ah, allora  molto pi difficile perch, se non
 un uomo molto buono, comincer a pensare di aver qualcosa
a che vedere con la sua buona fortuna. Mi capite?.
S, ma forse ha realmente qualcosa a che fare con essa.
(In queste discussioni Stenham si trovava spesso a esaltare
le virt borghesi.) "Se  stato personalmente buono e
ha lavorato duramente...
"Mai! esclam Amar, gli occhi scintillanti. "Siete un
nazzareno, un cristiano. Ecco perch parlate a questo modo.
Se foste un musulmano e diceste cose del genere, verreste
ucciso o accecato qui, sull'istante. I cristiani hanno il
cuore buono, ma non sanno nulla. Credono di poter cambiare
quello che  stato scritto. Hanno paura di morire perch
non capiscono a che cosa serva la morte. E, se si ha paura
di morire, allora non si sa a che cosa serva la vita. Come
potete vivere voi?
Non lo so, non lo so, non lo so, mormor Stenham.
"E credo che non lo sapr mai.
"E il giorno che lo saprete verrete da me e mi direte che
volete diventare musulmano, e terremo una grande festa
per voi, perch un nazzareno che  diventato musulmano
ha molto maggior valore agli occhi di Allah di un musulmano
che  sempre stato musulmano.
Stenham sospir. "Grazie, disse. Li ringraziava sempre
quando si arrivava a questo punto, perch era una prova
di amicizia quella di affrontare l'argomento della conversione.
"Spero che un giorno o l'altro tutto questo possa
accadere.
Incha Allah"
"Andiamo a vedere le danze," disse Stenham, che aveva
sentito improvvisamente il desiderio di mettere termine a
quella conversazione. E sarebbe stata un'ottima soluzione,
perch il rumore dei tamburi e dei canti era tale da rendere
impossibile parlare una volta che si fosse entrati a far parte
di un cerchio. I due ragazzi scattarono in piedi e si infilarono
i sandali. Stenham si alz, si stiracchi e, dopo aver dato
un'occhiata a Lee per accertarsi che dormisse, prese in mano
le scarpe e si diresse in punta di piedi verso l'apertura della
tenda. "Nimchi o nji. Torner presto, disse al qaouaji.
Era l'ora pi fresca della notte. La luna era calata dietro
le montagne a occidente, ma una parte del cielo era ancora
chiara, e i punti pi distanti del panorama continuavano
a essere immersi in una luce lattiginosa. I due ragazzi
batterono i piedi e scalciarono nei passi di una danza improvvisata;
in questo modo arrivarono sullo spiazzo diverso
tempo prima di Stenham, che camminava semplicemente.
Lo precedevano di parecchio quando lui vide Mohammed
voltare rapidamente la testa, poi appoggiare una
mano su una spalla di Amar e mormorargli qualcosa all'orecchio.
Osserv attentamente Amar allora per coglierne
la reazione, che per, apparentemente, non ci fu. Ma il ragazzo
rispose brevemente. Quando raggiunsero un punto
pi affollato, si fermarono ad aspettare che Stenham li raggiungesse.
Lui volt il viso a oriente, per cercare in cielo un
segno dell'alba, ma era ancora troppo presto. Che cosa
stanno combinando? si chiese con una punta di inquietudine.
Non poteva credere che Amar fosse disposto a partecipare
a qualche scherzetto nei suoi confronti, ma Mohammed
era certo un'entit ignota, probabilmente un tipico
barami di Fez, e non sapeva fino a qual punto giungesse
la sua influenza sul compagno.
Era come se la notte, nella sua agonia, facesse un ultimo,
disperato sforzo di affermarsi infittendo pi che mai le
tenebre. Quasi tutti i fal dei cerchi si erano spenti, e il rullo dei tamburi che usciva dal buio sembrava molto pi forte.
Nell'avvallamento fra le due colline l'aria era quanto mai
fresca; coloro che camminavano tenevano i cappucci dei loro
djellabas sollevati, e si aveva cos l'impressione di un'indistinta
processione di monaci. I fuochi morenti buttavano
molto pi fumo di quando ardevano a tutta fiamma, e si
sentiva tossire da ogni parte.
Da quando si era allontanato si erano formati diversi
cerchi pi piccoli. Sarebbe stato difficile dire che cosa succedeva
al loro centro, o perch la gente faceva ressa per
guardare. In uno una donna stava immobile, i lunghi capelli
che la coprivano quasi completamente, ed emetteva un
lamento debole, ritmico; ogni tanto sembrava tremare impercettibilmente,
anche se Stenham non sarebbe stato disposto
a giurarlo. In un altro c'era un vecchio negro piegato
completamente in avanti, il petto appoggiato a un palo
infisso per terra. Dietro di lui c'era un vaso di coccio pieno
di carbone dal quale si levava un pigro fumo dal puzzo ammorbante.
"Che cos'? chiese Stenham, in un bisbiglio
scandalizzato. Fasoukh. Molto buono, gli rispose Amar.
"Se lo portate in una scarpa, siete al sicuro, anche se c'
qualcosa sepolto all'ingresso di una casa o di un caff. "Ma
perch lo bruciano? insistette.  una cattiva ora questa,
replic Amar.
Guard il vecchio e lo trov vagamente osceno. Che cosa
sta facendo? mormor. Sta cercando di ricordare, rispose,
anche lui in un sussurro. Le palpebre dell'uomo erano
socchiuse, ma le sue pupille quasi non si vedevano, e di
tanto in tanto le sue vecchie labbra si muovevano a formulare
parole che non uscivano mai; si formava invece, lentamente,
una bolla di saliva che finiva per scoppiare. Nella
prima fila di spettatori, seduto, c'era un altro negro che portava
una giacca e un berretto interamente coperti di gusci
di conchiglia bianchi. Sembrava che si interessasse solo al
rullo del suo tamburo piatto che suonava con movimenti
languidi; ascoltava con concentrata attenzione, gli occhi
chiusi, la testa piegata da una parte. Nimchiou, mormor
Stenham, ansioso di sfuggire all'insopportabile puzzo
che saliva dal vaso di carbone. Nella sostanza c'era gomma
aromatica dolce, ma c'era anche un odore pesante, simile
a quello dei capelli bruciati; era appunto questo insieme a
riuscire disgustoso. Anche quando si furono allontanati,
aveva l'impressione che le membrane della gola e del naso
si fossero impregnate di quel fumo viscido. Sput energicamente.
Non vi piace il fasoukh," disse Amar, con tono di
accusa. Questo significa che siete in bala di uno spirito
malvagio. No! Per Allah! esclam, mentre Stenham protestava
ridendo. "Giuro che  proprio cos. E va bene, fece
Stenham. "Un djinn vive in me.
Avevano raggiunto un altro piccolo cerchio. L due ragazze
ruotavano e ruotavano in silenzio, la testa e le spalle
nascoste da pezzi di stoffa che erano stati buttati loro addosso.
Non c'era grazia nei loro movimenti, mancava l'accompagnamento
musicale. Si sarebbe detto che due bambine
si erano messe in testa di vedere quante volte sarebbero
riuscite a girare su se stesse senza cadere, e che la gente
si fosse radunata a osservarle solo perch non aveva di
meglio da fare. "Che cos' questo?" chiese Stenham. Zouamel,
rispose Amar, sottovoce. Cos, non erano ragazze, ma
soltanto uomini vestiti da ragazze.
Si voltarono per tornare verso la parte pi piatta della
valle, dove stavano raccolti i gruppi pi numerosi. Le esibizioni
avevano dato a Stenham un lieve senso di nausea.
Quella combinazione di inutilit e di bruttezza lo urtava.
c'era stato qualcosa di assolutamente repellente in quei piccoli
cerchi di gente immobile. Non era stata la donna dai capelli
lunghi di per s, n il vecchio negro, e certo non erano
stati gli spettatori; lo avevano sconvolto quelle espressioni
distratte, quegli occhi senza espressione intenti a guardare
una cosa che, ne era sicuro, si sarebbe dovuta svolgere nella
pi stretta intimit. Sembrava che il mondo fosse diventato
improvvisamente piccolo, freddo, immobile.
Amar alz un braccio, a indicare. "Ecco il giorno che
arriva, disse. Stenham non vedeva luce nel cielo, ma Amar
continuava a insistere che c'era. Raggiunsero quello che
sembrava il cerchio pi grande. Al centro, illuminata dai resti
di un fal, c'era una donna tutta vestita di bianco che
cantava. E gli uomini del coro la circondavano, le braccia
intrecciate, e rispondevano alla fine di ogni strofa con un
grido che sembrava un enorme scroscio d'acqua, ma che
ogni volta terminava miracolosamente in un lungo suono
musicale ripreso dalla prima nota della strofa seguente. E
in questo momento pareva sempre che gli uomini stessero
per piombare addosso alla donna e schiacciarla. Abbassando
la testa, si spingevano avanti, come tori alla carica,
facendo tre lunghi passi, di modo che il cerchio, allontanandosi
dagli spettatori, diventava piccolissimo; poi, mentre
la donna ruotava lentamente come un oggetto immobile
su un piedistallo girevole, si fermavano e cominciavano
a dondolare avanti e indietro. Questa monotonia e questa
violenza davano alla danza un carattere ieratico. Ma il canto
della donna sarebbe potuto essere un segnale gridato da
un viandante di montagna a un altro su una collina distante.
In certe lunghe note fuori dal tempo perch il ritmo era
sospeso c'era l'incommensurabile malinconia dei crepuscoli
di montagna. Ripetendosi che era una splendida canzone,
decise di rimanere e di lasciare che essa suscitasse in lui un
incantesimo, qualunque potesse essere. Era insensato parlare
cos di quella musica, perch era la stessa cosa che si ripeteva
sempre e sempre fino alla fine, e, una volta che si sapeva
che cosa veniva poi non c'era pi bisogno di ascoltare.
Ma, se non si ascoltava, non c'era modo di conoscere quale
effetto avrebbe provocato. Forse ci sarebbero voluti dieci minuti
o forse un'ora, ma ogni giudizio avanzato sulla musica
prima della fine aveva moltissime probabilit di risultare erroneo.
E cos rimase l, la mente occupata da pensieri insoliti,
nebulosi. In certi momenti la musica gli permetteva di
guardare diritto al centro di se stesso e di vedere quel punto
nero che era l'eterno; almeno, era cos che diagnosticava
la sensazione. Cogito, ergo sum  una sciocchezza. Penso anche
se sono, e sono anche se penso.
Le tenebre morivano lentamente, combattendo per restare,
e arriv la luce, dapprima grigia e sporca, poi, improvvisamente,
quando il cielo riprese a esistere, bella e
nuova, e la gente cominci a guardarsi di sottecchi, per vedere
chi gli stava accanto, e la donna al centro del cerchio
divenne una vera donna, ma in un certo senso meno reale
per il fatto di essere qualcosa di pi di una maschera resa
rossa dai riflessi del fuoco. Mentre tutto questo accadeva e
il complesso dei rulli si faceva meno incalzante (perch
molti dei suonatori, rendendosi conto improvvisamente
che qualcosa era cambiato, che era ormai giorno, avevano
cessato di battere) ecco un suono nuovo, strano, salire da
ogni lato per salutare l'aurora. Sembravano canti di gallo,
ma erano le voci di migliaia di pecore tutto attorno, nelle
tende, che si chiamavano a vicenda, salutando il giorno in
cui sarebbero morte per la gloria di Allah.
Il pezzo era terminato, anche se non c'era stato un taglio
netto a indicarne la fine, perch i tamburi suonavano sempre
in sordina durante l'interludio, fino a quando cominciava
un nuovo pezzo, ed essi allora riprendevano a tutta forza.
La donna si fece strada in silenzio fra il cerchio degli uomini
e scomparve. Stenham guard Amar, volt la testa e
poi torn a fissarlo attentamente. Non c'erano dubbi: le lacrime
gli avevano inumidito le guance. Con la coda dell'occhio
vide il ragazzo riprendere coscienza di chi gli stava attorno,
passarsi una manica sulla faccia, irrigidire l'espressione,
gettare uno sguardo ostile a Mohammed per essere
ben sicuro che l'altro non avesse notato la sua debolezza e
poi sputare rumorosamente per terra, alle sue spalle.
Nel suo intimo, Stenham sospir. Anche l esisteva l'accordo
non scritto che lasciarsi commuovere dalla bellezza
era una cosa vergognosa; bisognava combattere per tenersi
fuori dalla sua portata. Nulla era realmente ci che lui
aveva immaginato fosse. Da principio i marocchini erano
stati per lui una forza obiettiva, massiccia e monolitica.
Considerati tutti assieme, formavano una cosa, un elemento
pi e meno umano; ma ognuno di essi, considerato singolarmente
esisteva solo in quanto era una parte anonima
o un simbolo riconoscibile di quel totale invisibile e indifferenziato.
Erano qualcosa di fondamentale come il sole o
il vento, non si lasciavano influenzare da umori o impulsi
originati dallo specchio dell'intelletto. Non sapevano dove
fossero; erano, semplicemente; formavano un tutto unico
con la loro esistenza. Nulla poteva essere il risultato di un
desiderio individuale, perch uno era l'equivalente dell'altro.
Ma ora, forse, dopo aver visto quel ragazzo, si sorprese
a cominciare a dubitare dell'esattezza di tutto il suo edificio
teorico.
Non che ci che Amar diceva fosse molto diverso da
quello che molti altri gli avevano gi detto. Era, probabilmente,
perch lo diceva con un certo grado di sicurezza, e
non si era lasciato influenzare dalla presenza dell'altra cultura,
razionale ed esiziale, al suo fianco. Stenham era sempre
partito dal punto di vista che la dicotomia del pensiero
e del comportamento fosse la pietra angolare del mondo
musulmano. Era qualcosa di troppo radicato perch fosse
possibile chiamarlo ipocrisia: si trattava semplicemente di
abitudine. Essi dicevano una cosa e ne facevano un'altra.
Affermavano la loro fede nell'Islam, ma si comportavano
come se credessero, e credessero davvero, a qualcosa di
completamente diverso. Pure, l'immutabile professione della
fede c'era, e per lui era proprio questa eterna contraddizione
a farli musulmani. Ma il legame di Amar alla sua religione
era molto pi forte; lui credeva possibile praticare
alla lettera quanto il Corano gli ingiungeva di professare.
Teneva sempre presenti i precetti, e li applicava in ogni occasione,
in ogni momento. Il fatto che un tipo come Amar
potesse essere prodotto da una simile societ sconvolgeva
tutti i calcoli di Stenham. Per Stenham l'eccezione invalidava
la regola, non la confermava; se c'era un solo Amar,
potevano essercene anche altri. E allora i marocchini non
erano quella entit nota che aveva immaginato, inesorabilmente
condizionata dalle pressioni contrastanti della loro
stessa, rigida societ; di conseguenza, tutta la sua costruzione
era falsa perch era troppo semplice e non contemplava
le variazioni individuali. Ma, in tal caso, i marocchini
assomigliavano moltissimo a tutti gli altri, e la distruzione
della loro cultura attuale avrebbe provocato scarsissimi
danni, perch il suo disegno avrebbe avuto meno valore
della somma degli individui che la componevano, come
accadeva in qualsiasi paese occidentale. Ma non poteva
nemmeno permettersi di prendere in considerazione
un'idea del genere; sarebbe stato necessario un grandissimo
sforzo per analizzarla, e quella notte lui non aveva chiuso
occhio.
Ora doveva tornare e affrontare Lee. Se la conosco appena
un poco, pens, deve essere ancora furibonda. Non
era tipo da svegliarsi la mattina decisa a dimenticare la notte
precedente. Yallah!" disse bruscamente, e i due ragazzi
lo seguirono. Mentre si dirigeva verso il caff, si volt per
vedere se gli erano alle spalle, e sorprese ancora una volta
Mohammed impegnato in una conversazione semiclandestina
con Amar; la dubbia natura di tale conversazione fu
confermata dal fatto che, non appena videro Stenham che
si voltava a guardarli, si affrettarono a separarsi di qualche
passo. Si ferm per aspettare che lo raggiungessero. Subito
Mohammed rallent, evidentemente nella speranza che
lui proseguisse, speranza che per non venne soddisfatta.
Arriv per primo Amar; il suo viso aveva un'espressione decisa.
Prima che Stenham avesse modo di parlare, disse:
M'sieu, Mohammed e io vogliamo tornare a Fez.
Stenham si sent a un tempo sollevato dal fatto che
Amar avesse parlato chiaramente e turbato dalla richiesta.
Oh! fece. Ecco allora perch avete continuato a bisbigliare
fra di voi tutta notte."
Sa a, sa'a. Mohammed dice che i francesi lasciano venire
tutti qui in modo che sia pi facile per loro uccidere
quelli che restano."
Mohammed, intuendo l'argomento della conversazione,
rallent ancora pi sfacciatamente.
Credevo che tu avessi un poco di pi di cervello," disse
Stenham ad Amar, disgustato. Quanti credi che siano
quelli che sono venuti qui da Fez? Una cinquantina. Gli altri
come potrebbero uscire dalla Medina e venire qui, con
tutte le porte chiuse e sorvegliate dai soldati? Spiegamelo!
Amar non rispose. Finalmente Mohammed arriv abbastanza
vicino perch fosse possibile rivolgergli la parola.
Che cos' questa storia di andare a Fez? Perch ci volete
andare?
Con aria crucciata, Mohammed enumer una serie di
argomenti niente affatto convincenti per dimostrare che
quel giorno essi sarebbero dovuti essere a Fez e non l, in
montagna. Da principio Stenham aveva intenzione di ribattere
punto per punto, demolendo quelle assurdit, ma le
falle nei ragionamenti di Mohammed aumentavano a dismisura,
e lui allora, alla disperazione, diede libero sfogo
alla collera. Dimmi una cosa soltanto," chiese alla fine.
Perch siete venuti?
La domanda non presentava per Mohammed difficolt
alcuna. "Me lo ha chiesto il mio amico. E indic Amar.
Potete tornare, se volete.  una faccenda che non mi
riguarda.
I biglietti dell'autobus. Guard Amar con aria di rimprovero.
 un'altra faccenda che non mi riguarda. Non ho nessuna
intenzione di pagarvi i biglietti dell'autobus. Vi ho invitato
a venire quass, e ci siete. Non vi ho ancora invitato
a tornare a Fez. Quando lo far, vi pagher i biglietti dell'autobus.
Ma questo non avverr certo oggi.  una fortuna
per voi essere qui, lontani dai disordini. Se solo aveste un
poco di sale in zucca, dovreste saperlo tutti e due. Mentre
parlava, guardava Amar, e il mutamento della sua espressione
lo convinse che stava esprimendo, pi o meno, le idee
del ragazzo e che era solo Mohammed ad annoiarsi e a desiderare
di tornare in citt. Era Mohammed il perturbatore
della quiete, su questo non c'erano dubbi. Ma non c'era
nemmeno da pensare a rimandarlo indietro da solo: non se
ne sarebbe andato senza Amar, e Amar non lo avrebbe lasciato
partire senza di lui, perch, in caso contrario, si sarebbe
comportato nella pi vergognosa delle maniere. Se
Amar aveva invitato Mohammed a Sidi Bou Chta, Mohammed
era ospite di Amar, e Amar aveva il dovere di fare in
modo che si sentisse a suo agio e soddisfatto mentre si trovava
l. Ora Mohammed voleva tornare a Fez, e di conseguenza
Amar doveva portarlo a Fez.
Se Amar vuole comperare i biglietti dell'autobus, faccia
pure. Ma, quando sent queste parole, Amar assunse
un'aria abbattutissima. Ecco che io divento per lui il nazzareno
malvagio, pens Stenham. Devono sempre averne
qualcuno a portata di mano, e tanto vale che sia io. Riprese
a camminare.
Nel caff, Lee era seduta e fumava, con un'aria ancora
pi irritata di quella che si era aspettato. Buongiorno, le
disse, allegramente. "Buongiorno, gli rispose, in fretta, come
una macchina, senza guardarlo.
Si sent invadere da un'ondata di collera; avrebbe voluto
chiederle, con lo stesso tono disinvolto: "Come sta la nostra
martire stamattina?, ma prefer tacere. I due ragazzi
entrarono, si tolsero i sandali e si misero a sedere, sempre
mormorando fra di loro. Poi Amar si ricord di Lee e la
guard dicendo: Bon jour, madame, subito imitato da Mohammed.
Lei rispose al loro saluto con un tono un poco pi
cordiale.
Nel caff, quasi tutti gli uomini erano gli stessi della notte
precedente, ma c'erano anche due o tre facce nuove, che
si notavano subito perch si trattava evidentemente di
cittadini. Non avendo altro da fare, li osserv, paragonando i
loro gesti e i loro atteggiamenti al nobile portamento dei
montanari. Decadenza, decadenza, disse fra s. Hanno perduto
tutto senza guadagnare niente. I francesi si erano limitati
a dare gli ultimi tocchi a un processo che aveva avuto
inizio almeno cinquecento anni addietro. I loro istintivi
desideri morali coincidevano con le idee eternate nelle formule
della loro religione, pure essi non riuscivano a vivere
n in base a questi impulsi pi profondi n secondo i precetti
della religione, perch lo impediva la societ con tutte
le pressioni della sua tradizione. Nessuno poteva concedersi
il lusso di essere onesto o generoso o misericordioso
perch tutti diffidavano di tutti gli altri; spesso si fidavano
di pi di un cristiano incontrato per la prima volta che non
di un musulmano conosciuto da anni.
Ora, pens, quello con la faccia volpina, in spiegazzati
abiti europei, con le labbra spesse, una fitta lanuggine sulle
guance e un foruncolo sul collo, intento a parlare segretamente
con l'enorme montanaro dal pugnale dall'impugnatura
d'argento infilato nella guaina alla cintura... che cosa
poteva avere da dire quel miserabile mercante dei souks
a un uomo che sembrava un re benigno? Qualcosa di interesse
vitale, a giudicare dal modo in cui ora l'uomo reagiva,
perch sbarrava gli occhi mentre un'espressione costernata
si diffondeva sul suo viso. Il giovane, le palpebre socchiuse,
le mani che passavano di continuo sul mento non
rasato, si fece ancora pi vicino, bisbigliando fitto.
Colto da un improvviso sospetto, Stenham si alz e usc
dalla tenda. Scelse a caso un altro caff un poco pi oltre,
entr e ordin un bicchiere di t, senza badare alle occhiate
sospettose che si concentravano su di lui. Queste occhiate
erano una vecchia storia alla quale si era ormai abituato. Il
caff differiva ben poco dall'altro, anche se era lievemente
pi grande e aveva una seconda sala, pi simbolica che reale,
perch il divisorio era rappresentato da una stuoia fissata
ad alcuni pali. Nella parte pi larga, dove lui era seduto,
sembrava che stesse succedendo ben poco: gli uomini
fumavano le loro pipe di kif e bevevano il loro t. Quasi subito
si alz e pass nella seconda sala, dove si mise a sedere
in un angolo, in attesa del suo t. Qui si ripetevano le stesse
circostanze caratteristiche e inattese, ma in maniera ancora
pi marcata che non nell'altro caff, perch il giovane
cittadino questa volta portava gli occhiali e stava parlando
non a una sola persona ma a sei, sei contadini dall'aria importante.
Gli sarebbe stato impossibile fngersi indifferente
di frnte all'improvviso silenzio e alle occhiate palesemente
ostili che fecero seguito al suo ingresso nella piccola
sala. Decise di fngersi un innocente turista in cerca di
atmosfera; non che essi fossero in grado di riconoscere la
parte che stava recitando, ma era il solo modo su cui poteva
contare per cavarsela. Sorrise scioccamente a tutti e disse:
"Buongiorno. Bon jour. Avez vous kif? Kif foumer bong".
Spero di non aver esagerato, pens. Due degli uomini avevano
abbozzato un sorriso; gli altri apparivano confusi. Il
cittadino sogghign e disse, sprezzante: "Non, monsieur, on
n'a pas de kif. Poi si volt e disse ai montanari: "Come ha
fatto questo maiale straniero ad arrivare a Sidi Bou Chta?
Anche qui, e il giorno dell'Ad dobbiamo vedere questi figli
di cani. Uno degli uomini sorrise filosoficamente e disse
che l'anno prima c'erano stati tre francesi al Moussem di
Moulay Idriss, e avevano perfino scattato fotografie. "Questo
non  nemmeno francese, gli disse il giovane, con tono
disgustato. "Deve essere una spazzatura che ci viene dall'Inghilterra
o dalla Svizzera." Concentr di nuovo per un
momento il suo sguardo di odio sul viso di Stenham, poi
volt la testa con gesto deciso e riprese il suo monologo, ma
a voce bassa, di modo che Stenham riusciva ad afferrare
soltanto qualche parola o qualche frase isolate. Ma dopo
poco, come se non ci pensasse pi, il giovane cominci a
parlare un poco pi forte, e a Stenham allora fu possibile
sentire quasi tutto quello che diceva. Quando gli servirono
il t, lo bevve con una fretta sufficiente a non correre il rischio
di richiamare su di s l'attenzione, poi, brontolando
un buongiorno collettivo, usc. Non era possibile credere
che un paio di giovani, capitati l da Fez, raccontassero per
caso agli amici la nuova piega che avevano preso gli eventi,
ma voleva la soddisfazione di sapere, non gli bastava di
alimentare semplici sospetti. Decise di visitare un'altra
mezza dozzina di caff, per vedere su che scala era stato scatenato
questo nuovo tipo di campagna. Se qualcuno gli avesse
chiesto che cosa faceva, avrebbe finto di cercare Amar.
E cos percorse tutte le sue tappe, entrando e uscendo, guardandosi
attorno con aria preoccupata, ritirandosi dopo
aver scrutato il viso dei presenti.
In un caff soltanto il qaouaji gli chiese che cosa voleva.
L'uomo parlava con voce ostile, e non gli diede il tempo
di guardarsi attorno attentamente. In un altro caff non
giunse a una conclusione sicura; il tipo che aveva individuato
non era abbastanza ben definito. Ma negli altri quattro
non c'erano dubbi possibili. L'Istiqlal aveva mandato
lass un intero comitato perch prendesse contatto con
cheikhs, caids e altri notabili e cercasse di dissuaderli dal
portare a termine il sacrificio. Inoltre, stavano diffondendo
la storia, molto probabilmente vera nelle sue linee generali,che a Fez le donne e le ragazze della Medina venivano sistematicamente
violentate da decine di migliaia di soldati
indigeni che i francesi avevano scatenato nella citt. Case e
negozi venivano saccheggiati, uomini e ragazzi in gran numero
erano abbattuti a fucilate, e dappertutto si erano levati
incendi. Questo aveva sentito nel secondo caff mentre
aspettava il t, e negli altri l'espressione dei visi degli ascoltatori
era stata identica in ogni caso.
Si ferm nel caldo sole mattutino, ad ascoltare il coro
delle pecore che belavano tutto intorno a lui, e poich era
stanco e aveva fame, tenne una piccola conversazione immaginaria
con se stesso. Bene, sei soddisfatto adesso o vuoi
per caso visitare altri dieci caff? No, non ce n' bisogno.
E, adesso che sai, che cosa intendi fare? Niente. Volevo sapere,
semplicemente. Credevi che ci fosse un posto che poteva
essere ancora puro. Sei contento?
Ma non voleva tornare al caff e vedere i due ragazzi ed
essere costretto a sentirsi come in giudizio davanti a loro.
Perch, per assurdo che potesse sembrare, era inevitabile
che avvertisse una certa qual colpa quando pensava all'enorme
distanza fra le loro speranze giovanili e le sue, che
gli sarebbe stato impossibile di formulare perch erano
sempre puramente negative. Non voleva che i francesi
conservassero il Marocco e non voleva che i nazionalisti se ne
impadronissero. Non poteva schierarsi con gli uni o con gli
altri perch la parte della sua coscienza che avrebbe dovuto
prendere partito era paralizzata da molto tempo per aver
scelto ci che era destinato a sopprimere ogni possibilit di
scelta. E questa era forse una fortuna, si disse, perch lo
metteva in grado di rimanere equidistante dai due mali e di
avere cos sempre presente il fatto del male.
Si ferm alla baracca degli alimentari e comper una
ruota di pane e alcuni pezzi di carne d'agnello allo spiedo.
Poi, mangiando mentre camminava, risal la collina dietro
il ripiano elevato dove era stato costruito il santuario. C'era
un grande andirivieni di gente che saliva e scendeva, ma
seguivano la strada alla sua sinistra, mentre il suo sentiero,
probabilmente destinato alle capre, non era battuto. Infatti
il solo edificio permanente della zona era un piccolo
marabout costruito vicino alla tomba di Sidi Bou Chta.
Quando non c'erano pellegrinaggi, capitavano lass solo i
pochi che dovevano sciogliere un voto, oltre i pastori che
qualche volta facevano pascolare le pecore nell'interno del
recinto.
Dalla vetta guard lo scintillante panorama, la nuda terra
color ocra a sud, la fila di catene di montagne a nord, e
davanti a lui, a occidente, i pendi grigio-verdi dei boschi
con le loro radure, dove si vedevano migliaia di minuscole
figure bianche. I movimenti di queste ultime erano cos
rimpiccioliti dall'altezza da dare l'idea di oggetti irrigiditi e
stabili nel panorama; solo se le osservava attentamente per
un poco riusciva a convincersi che si stavano muovendo
davvero. Si sentiva remoto lass, nell'allegro sole mattutino,
e si chiese vagamente se non avrebbe fatto meglio ad
assistere al sacrificio da l, a vedere senza essere visto. Gli
agenti della Istiqlal non sarebbero mai riusciti a impedire
a tutta quella gente di uccidere le loro pecore; e non era questo
il loro scopo, in ogni caso. Avrebbero fatto semplicemente
in modo di introdurre nella cerimonia elementi di
confusione, di incertezza e di sospetto, tanto da dividere
quella gente e da rovinare ogni senso di soddisfazione che
poteva derivare da un rito felicemente condotto a termine.
Dopo aver accuratamente predisposto questo tipo di distruzione,
avrebbero lasciato che funzionasse da solo. Se i giovani
avessero agito in maniera intelligente, la folla si sarebbe
allontanata quell'anno da Sidi Bou Chta di cattivo
umore, e molti si sarebbero ben guardati dal tornare l'anno
seguente. Un'interruzione, un anno senza festa rituale e
la catena era spezzata; i giovani lo sapevano. Ogni cambiamento
di ritmo disorientava la gente, perch le loro vite erano
semplicemente una questione di ripetizioni ritmiche, e
la mancata osservanza di una sola festa rituale provocava
terribili conseguenze psicologiche, perch allora la popolazione
avrebbe capito di non essere pi nelle grazie di Allah,
e, se non si era nelle grazie di Allah, pi nulla importava:
tutti sarebbero stati pronti a fare quanto venisse loro suggerito.
Chiss se tutti i giovani agenti della Istiqlal erano arrivati
con lo stesso autobus. In questo caso, pens, sarebbe
stata una benedizione se l'autobus fosse uscito di strada
e precipitato in un burrone. La gente avrebbe adempiuto
con gioia ai precetti di Allah, e per tutto l'anno seguente
la felicit sarebbe stata assicurata alla zona circostante. Ricord
una frase che aveva letto: Felice  l'uomo che crede di
essere felice. S, pens, e pi malvagio dell'assassino  l'uomo
che lavora per distruggere questa convinzione. I piccoli
impiccioni infelici erano la maledizione dell'umanit, la
peste sulla faccia della terra. "Avete il coraggio di starvene
seduto qui e di dirmi che sono felici, lo aveva accusato Lee,
un lampo di indignazione negli occhi. Certo gli intellettuali
che avevano fatto la rivoluzione francese avevano avuto
la stessa espressione, come gli spaventosi giovani
dell'Istiqlal, come gli inumani funzionari del partito
comunista in tutto il mondo.
In bocca di un uomo che non fosse saggissimo le parole:
"Tutti gli uomini sono nati uguali erano una bestemmia,
un chiaro invito a distruggere le gerarchie della Natura.
Ma anche i suoi amici pi intimi, quando lui insinuava
che era questa una delle ragioni per cui il mondo
peggiorava ogni anno di pi, sorridevano e dicevano: Sai,
John, dovresti fare attenzione. Un giorno o l'altro finirai
per diventare un vero e proprio eccentrico. La menzogna
era troppo radicata in loro perch fossero in grado di discuterla.
E poi, non spettava a lui di salvare il mondo, si disse,
sdraiato sulla schiena per vedere soltanto il cielo. Gli bastava
di salvare se stesso. c'era lavoro pi che sufficiente
per tutta quanta una vita.
Il vento mattutino si era levato da est, alle sue spalle;
trasportava con s la debole eco dei tamburi laggi, e lui lo
sentiva soltanto evocare suoni sibilanti dai cespugli mentre
passava. Piomb a poco a poco in una fantasticheria senza
senso, in uno stato vegetativo nel quale la sua coscienza si
limitava all'equilibrio del caldo del sole e del fresco del vento
sulla pelle. Il suo ultimo pensiero preciso fu che, chiss
dove, ci sarebbero state per lui molte altre mattine per restarsene
disteso per terra a quel modo, allungato sotto il cielo,
a considerare problemi privi di significato.

 Capitolo VI.

A lungo Polly Burroughs si era aggirata nel difficile
mondo dei suoi sogni, vagamente conscia che qualcosa non
andava, ma senza avere la forza di capire che era soltanto
terribilmente scomoda, con il corpo che assumeva una posizione
assurda via l'altra, posizioni provocate tutte dai prominenti
contorni della stuoia sulla quale era distesa. A poco
a poco, faticosamente, in un mondo di polvere e di parole
arabe, la sua mente cominci a risalire dall'abisso dove
era piombata. Alla fine un fragoroso scoppio di risa nell'angolo
del qauoaji la scosse, e lei si mise a sedere di scatto,
con la precisa impressione che ogni muscolo del suo corpo
fosse sul punto di spezzarsi in due. Alcuni ragazzi la stavano
guardando incuriositi; si trattenne dallo stiracchiarsi,
come avrebbe desiderato terribilmente fare. La rattrist
l'idea di doversi privare di questo voluttuoso piacere; sarebbe
stata una cosa che l'avrebbe riempita di soddisfazione.
Ma spinse avanti le braccia, torcendo le dita, e sbadigli
con discrezione, e anche questo fu abbastanza piacevole da
ricordarle che aveva ottenuto una vittoria.
Era come un sogno ora, quel breve intervallo fra due
sonni quando era stata completamente sveglia. Il ragazzo
era entrato nella tenda con il suo amico, aveva avuto il coraggio
di scuoterla, e nella sua collera lei lo aveva visto nella
sua vera luce, chiaramente. Chiaramente, cio, in quanto
per la prima volta aveva capito che cosa aveva detto Stenham.
(Non aveva la possibilit e non la interessava sapere
che cosa fosse il ragazzo di per s.) Si era messa a sedere,
paralizzata per un momento dalla collera, e lo aveva fulminato
con un'occhiata. Un ragazzo dalla pelle liscia e abbronzata,
dagli occhi enormi e dai capelli neri, che aveva,
fondamentalmente, la sicurezza di un uomo ma non le maniere.
Un giovane barbaro, aveva pensato, l'antitesi stessa
di quanto avrebbe potuto suscitare la sua ammirazione.
Guardandolo, aveva avuto l'impressione di sapere come dovevano
essere stati gli uomini dell'antichit. Trenta secoli e
pi erano passati, ed eccolo l, l'essere subumano attento e
predace, pi diverso di quanto aveva pensato potesse essere
un uomo da un selvaggio nudo, perch un selvaggio era
trattabile mentre quella creatura, sotto la corazza della sua
rigida cultura barbarica, sfidava consciamente il progresso.
Ed era questo che anche Stenham vedeva: per lui il ragazzo
era un simbolo perfetto dell'arretratezza umana, e suscitava
le sue lodi precisamente perch era "puro: nella sua
personalit non c'era posto per qualcosa che l'umanit non
avesse gi pienamente sviluppato da molto tempo. Per lui
era una consolazione, una prova vivente che il trionfo dell'oggi
non era ancora totale; il ragazzo incarnava la speranza
infantile di Stenham che il tempo potesse ancora essere
fermato, che l'uomo fosse in grado di tornare alle sue
origini.
L'altro giovane si era accovacciato l vicino, guardandola
con aria ironica, calma e distaccata, mentre masticava
uno stecco.
"Che c'? aveva chiesto lei ad Amar, adagio, senza ricordare
che non avrebbe potuto capirla.
"Vuole salutarvi, aveva spiegato l'altro.
(Non se la caver cos facilmente, lui, aveva pensato, ma
con quel suo "lui designava Stenham.)
Mohammed," aveva detto, tu ne veux pas faire quelque
chose pour moi?
Lui si era drizzato.
Vorresti andare a prendermi un pacchetto di Casa
Sport?
Aveva aperto la borsetta e aveva preso un poco di moneta.
Il ragazzo si era alzato, la testa china in avanti per non
urtare contro la tenda sovrastante. Aveva preso il denaro ed
era uscito. Aveva aspettato mezzo minuto per essere ben
certa che si fosse allontanato davvero. Poi si era voltata verso
Amar e, senza esitazione, gli aveva dato tutte le banconote
che portava con s. I biglietti erano accuratamente ripiegati.
Non capisce niente, certo, aveva pensato, vedendo come
i suoi occhi si allargavano, si sbarravano alla vista del
denaro che aveva in mano. E anche quando lei aveva cominciato
ad abbozzare gesti di spiegazione, lui non aveva
desistito dai suoi tentativi di restituirglielo. Bum! gli aveva
bisbigliato in un orecchio. Revolver, pistolet." Non sapeva
se aveva capito o meno; aveva dato allora un'occhiata
nella tenda. Per il momento almeno, nessuno li stava
guardando. Aveva concentrato la sua attenzione sulla mano
destra che teneva abbandonata in grembo e, dopo averla
sollevata adagio all'altezza del viso, aveva piegato l'indice
e chiuso l'occhio sinistro, fissando con l'altro un immaginario
bersaglio. Poi aveva premuto il grilletto e subito dopo
aveva indicato le banconote che il ragazzo stringeva in
pugno.
Sia ringraziato il Cielo, aveva pensato: ha capito. Glielodiceva l'espressione nuova del suo viso. Lei aveva allora
corrugato la fronte e assunto un'aria preoccupata, per
indicare che doveva nascondere il denaro al pi presto.
Lui se lo era fatto scivolare in tasca. Tutto era andato per
il meglio.
Quando Mohammed era tornato, era di nuovo distesa,
le braccia incrociate dietro la testa, gli occhi fssi verso l'alto.
Per essere cortese, aveva parlato un poco con lui, poi i
due ragazzi si erano alzati e si erano congedati. Quando
Amar le aveva stretto la mano, lo aveva guardato con
un'espressione significativa, quasi ad ammonirlo di non
mostrare segno alcuno di gratitudine, e si era limitata a dire:
Bonne chance". Erano usciti, e lei si era sdraiata sulla
schiena, chiedendosi come mai aveva l'impressione di aver
condotto a termine un lavoro particolarmente difficile.
Improvvisamente aveva sorriso. Fino a quel momento
aveva avuto la ferma intenzione di tornare a Fez con il primo
mezzo in partenza da Sidi Bou Chta. In questo modo,
non sarebbe pi stata costretta a vedere Stenham, a meno
che lui, per caso, non tornasse e non la sorprendesse nell'atto
di andarsene. Ma ora capiva di non averla ancora finita
con lui. Era assurdo, ma, senza accorgersene, lei si era
fatta un dovere di rivederlo, anzi, pi che di un dovere si
trattava di una necessit. Non aveva denaro, e non era probabile
che un conducente di autobus si lasciasse convincere
a riportarla in citt gratuitamente, accontentandosi che
lei gli desse l'indirizzo del piccolo albergo dove aveva lasciato
il bagaglio. La situazione non era semplicemente assurda,
si era detta: era vergognosa. "Che cosa diavolo pu
essere successo nel mio subcosciente? si era chiesta, sbalordita
e indignata.
Aveva mandato fuori l'aiutante del qaouaji perch le
procurasse un poco di carne allo spiedo, e lo aveva pagato
con le ultime monete che le erano rimaste. Poi, di nuovo
stanca, si era sdraiata e subito si era addormentata.
Tutto questo doveva essere certo accaduto diverse ore
prima. Ora se ne stava seduta, agitando le palpebre, guardando,
oltre l'ingresso della tenda, i tronchi degli alberi
d'olivo immersi in una calda luce che doveva essere pomeridiana.
Diede un'occhiata all'orologio. "Le tre e dieci,
mormor, con una punta di disagio. I tamburi continuavano
a rullare; non avevano smesso un momento da quando
era scesa dall'autobus, la sera prima.
E i visi nella tenda erano nuovi; non ne riconosceva nessuno.
Not con sollievo che il qaouaji non era cambiato. Gli
rivolse un cenno e gli chiese se Stenham era tornato e poi
uscito di nuovo, ma il francese di lui era cos rudimentale
che gli furono necessari moltissimi gesti per spiegare che
in tutto il giorno non aveva visto il signore nazzareno. Lo
ringrazi e cominci a sentirsi un poco inquieta.
Torn a distendersi, pensando che forse sarebbe riuscita
ad addormentarsi di nuovo: sarebbe stato il sistema migliore
per far passare il tempo. Ma la cosa sembrava impossibile,
e si rese conto di aver voglia di uscire e di camminare.
I muscoli le dolevano, si sentiva nervosa; restare
coricata sarebbe stata una tortura.
L'aria asciutta e piena di polvere aveva l'odore dei cavalli
e degli asini che circondavano la tenda, e il sole che
scintillava fra milioni di sottili foglie d'olivo le faceva desiderare
un bicchiere d'acqua gelida. Pi in basso, mezzo nascosti
dalla nuvola di polvere che sollevavano con i piedi, i
ballerini si muovevano ancora meccanicamente e gli spettatori
si affollavano ancora intorno a loro. Si volt e sal nella
direzione opposta, verso l'aperta campagna.
Era facile camminare lass con il sole, mentre era stato
cos difficile al buio. Si spinse molto oltre il punto che aveva
raggiunto la sera precedente, fino a lasciarsi gli alberi alle
spalle e ad avanzare solo fra bassi cespugli e massi enormi.
Si sentiva meglio. I dolori muscolari erano quasi completamente
passati e l'aria pura l'aveva sollevata dalla sua inquietudine.
Si appoggi a un macigno, badando prima a che
non ci fossero scorpioni, poi guard oltre la valle la collina
prospiciente. Una minuscola figura solitaria stava tagliando
lentamente di traverso il pendio. Un pastore? Aguzz gli occhi
per cercare le capre o le pecore, ma non ce n'erano.
Rimase a guardare per un po', e improvvisamente giunse
alla conclusione che doveva essere Stenham; nessun marocchino
si sarebbe spinto da solo cos lontano. Rimase a
lungo a osservare, oltre la valle, la figura che discendeva e
discendeva, fino a uscire dalla zona illuminata dal sole ed
entrare nell'ombra proiettata dalle montagne che le stavano
alle spalle. Non poteva essere assolutamente sicura che
si trattava di Stenham, n, si disse, gliene importava, ma
era quasi certa che fosse lui, e si sent ansiosa all'idea di comunicargli
la sua trionfante notizia, di spiegargli l'ampiezza
e la portata della sua sconfitta. Impieg molto tempo per
tornare al caff, indugiando dove voleva, fermandosi a
strappare le foglie delle piante, saltando qualche volta da
un masso all'altro, e quando fu in vista delle prime tende
arriv al punto di sedersi per terra a fumare una sigaretta.
Quando giunse al caff, guard dentro e vide che Stenham
non era ancora tornato. Decise di raggiungere fra gli
alberi un punto da dove poteva sorvegliare l'ingresso, in modo
che lui, entrando, non la trovasse; questo le avrebbe dato
un immediato vantaggio morale. Si spost sulla sinistra,
fra il fumo di legna e la polvere, e rimase appoggiata a un
albero, spiando da dietro il tronco il suo arrivo, come una
cospiratrice. La gente usciva dalle tende e la guardava sorpresa
e diffidente, ma, le pareva, senza la minima ostilit.
Sembrava che ci mettesse molto ad arrivare; doveva essersi
fermato a osservare le danze. Ma improvvisamente lo vide
salire su per la collina verso il caff. Non appena fu entrato,
lei cominci a camminare.
Quella mattina si era mostrata irritata e scostante, e capiva
che le conveniva continuare cos, riprendere dallo stesso,
preciso punto. Pure, un comportamento del genere non
si adattava ai suoi scopi del momento. Avanz nella tenda.
Se ne stava seduto nell'angolo e appariva piuttosto abbattuto,
pens. Quando la vide, il suo viso si illumin.
Salve, gli disse, senza la minima espressione. Sono
stata un po' fuori.
Come vi sentite? le chiese, alzando la testa, poi si scost
per permetterle di sedersi.
Benissimo," rispose, disinvolta; un malumore troppo
evidente avrebbe potuto anche far troncare l la conversazione.
Le tese un pacchetto di sigarette, e lei scosse la testa.
Avevo paura che ve ne foste andata," le disse, incerto.
Intendevo infatti andarmene. Ma avevo troppo sonno.
E poi, aggiunse, come se se ne ricordasse in quel momento,
non ho un soldo. Temo che dovrete prestarmi qualcosa.
Ho dato tutto quello che avevo ad Amar perch si comperi
una rivoltella.
Che cosa? esclam lui, come se gli avesse rivolto la parola
in una lingua che non capiva.
"Gli ho dato semplicemente tutto il denaro che avevo in
borsetta e gli ho detto di andarsi a comperare una rivoltella.
E, cosa della massima importanza, lui lo ha accettato.
Che cosa poi ne far, non mi interessa. Stava per aggiungere:
"Ecco dunque la vostra purezza, ma improvvisamente
non si sent pi troppo sicura della propria intelligenza.
Tutto quanto aveva detto sembrava assurdo: aveva
sbagliato dal principio alla fine. Chiuse la bocca e attese.
Si era passato una mano sugli occhi come per ripararli dalla luce, e ora la teneva appoggiata l, come abbandonata.
Il suo viso aveva un'espressione indecifrabile. Quando
alla fine parl, disse lentamente: Mettiamo le cose a
punto. Rimase ancora qualche istante in silenzio, poi abbass
la mano e, fissando gli occhi altrove, continu: "Credo
di non capire, Lee.  troppo complicato per me.
"Non fate lo sciocco, replic, allegra. "Siete voi a complicare
tutto. Se solo ci fosse un briciolo di poesia in voi,
capireste. Azione, ecco che cosa voleva il ragazzo. Alla sua
et non potrebbe essere diversamente. Questo  il punto
cruciale della sua vita. Non riuscirebbe pi a perdonarsi se
se ne rimanesse appartato adesso. Proprio non lo capite?
Stenham la guardava ora, ma era come se non l'ascoltasse.
La sua maschera di preoccupazione contrastava stranamente
con la violenza con la quale sbott a un tratto: Lasciamo
perdere!. Si volt verso di lei. Non  a lui che penso.
Se n' andato. Una vita, un'altra piccola vita. Che differenza
fa?" (Lei studi quel viso, ma non riusc a capire se
stava parlando ironicamente oppure sinceramente. Ora
sembrava che aspettasse una sua risposta, ma lei tacque.)
 voi che non capisco. Si interruppe, esit. O meglio, capisco.
Ma voglio sentirvelo dire con le vostre stesse parole.
Che cosa credevate di fare? In nome di Dio, che cosa vi ha
spinto a fare una cosa del genere?
Si sentiva delusa; dov'era la collera? " qualcosa per
rendere felice una persona, cominci, incerta.
Ah! la sua voce era dura. "C' una parolaccia per questo.
Indovinate quale e ditela pure. Avr maggior significato,
pronunciata da voi. Voi potete farle assumere il suo vero
valore.
Stava accendendo una sigaretta per nascondere il suo
nervosismo, e si era accorta che le mani le tremavano. Era
naturale, pens, che manifestasse la sua collera in quella
maniera gelida, astratta. Era stata sciocca ad aspettarsi un
semplice e normale battibecco.
"Il vostro veleno non  per nulla insultante, sapete? gli
disse. Manca di impeto. Se volete davvero essere cattivo,
dovete almeno essere conscio del vostro interlocutore.
Credeva che a questo punto lui avrebbe detto: Scusatemi,
ma Stenham invece si limit a fissarla.
Credo in quello che ho fatto, continu. "Non c' ragione...
Lo so, la interruppe. "Ed  proprio questo il tragico.
Mancate del senso di responsabilit morale. Tutto va bene
finch riuscite a procurarvi il vostro brivido di dubbio gusto.
Questa volta avete avuto due brividi. Il piccolo era Amar
e il grosso ero io.
Lei rise, a disagio. "Pu darsi. Non sono dotata di una
mentalit analitica.
Lui diede un'occhiata all'ingresso della tenda. Fuori, la
luce andava diminuendo, i tamburi continuavano a rullare,
e il caff si riempiva a poco a poco di uomini anziani che
parlavano adagio.
Che cosa vi fa credere di avere potere di vita o di morte
su un altro essere umano? le chiese improvvisamente.
Che cosa si prova? Siete in grado di descrivermelo? E
poich ora, per la prima volta, appariva realmente arrabbiato,
lei sent una fiamma dello stesso genere ardere di colpo
in lei.
Deve essere stancante vedere ogni cosa nei termini di
un melodramma da quattro soldi, disse, con simulata sollecitudine.
"Chiss se ne avete la vitalit necessaria.
E allora lui disse la parolaccia che non aveva detto qualche
minuto prima, si alz in piedi e usc barcollando dalla
tenda. Lei rimase seduta, a fumare, ma non si sentiva affatto
calma.
Stenham torn quasi subito, ed era chiaro che, appena
fuori, doveva aver discusso la situazione fra se e s; aveva
un'espressione decisa, un poco imbarazzata, e scuoteva la
testa. Le venne accanto. "Maledizione, disse, mettendosi a
sedere vicino a lei. Perch dobbiamo comportarci come ragazzini
di sei anni? Scusatemi se mi sono comportato male.
Attese che parlasse lei.
Lei si sentiva pi nervosa a ogni istante che passava. Se
adesso volete dire semplicemente... cominci. Poi si interruppe;
stava per accennare al suo comportamento della
notte precedente, ma tacque per un istante. Oh, non importa,
si sent dire, con un enorme, incomprensibile sollievo,
come se questo risolvesse tutto.
La stava guardando con profonda seriet. "Dopo tutto,
ce la passavamo bene, malgrado la nostra divergenza di
opinioni, prima che ci addossassimo quel ragazzo. Non so perch
non dovremmo essere in grado di riprendere al punto
dove abbiamo lasciato. Niente  cambiato, vero?
 vero, rispose, pensierosa. Ma nel suo intimo si rendeva
conto che qualcosa era cambiato, e poich non riusciva
a capire in che consistesse la differenza o di che si trattasse,
rimand a pi tardi l'accettazione completa della sua
tesi. Poi disse, con un'improvvisa veemenza che lo spinse
ad alzare la testa e a osservarla con un'espressione incuriosita:
"Non so. Non credo che il ragazzo centri molto. Credo
che sia questo posto a deprimerci. So che, se dovessi dormire
qui ancora stanotte, crollerei. Non potete trovare qualche
sistema per andarcene?.
Aveva parlato senza riflettere, e ora si aspettava di trovare
un'accanita resistenza. Ma lui si limit a dire: Non sar
facile. E non dimenticate che siamo venuti qui per non
trovarci a Fez oggi.  ancora il gran giorno.
Non lo avevo dimenticato, protest. Possono venire
ad assassinarmi nel mio letto, ma almeno sar un letto e
non uno strato di sassi. Batt una mano sulla stuoia, poi
lo guard, per cogliere la sua espressione; aveva capito o
era semplicemente disgustato di lei? ("Niente  cambiato,
aveva detto, un istante prima.) E ora, vedendolo sorridere,
cap in un lampo che cosa era cambiato; seppe, mentre ancora
pensava a quel sorriso lievemente fatuo, che non la respingeva.
Con il suo gesto di ostilit, si era portata nell'orbita
di lui. Ma non era stata solamente lei a cambiare, perch,
in caso contrario, come mai anche lui sorrideva?
"Dobbiamo limitarci a tentare, disse lui, sempre sorridendo,
e si alz.
Pi tardi, combinato il viaggio di ritorno con un camion
che sarebbe partito di l a un'ora circa, e terminato
il pasto serale a base di minestra, pane, agnello e t, andarono
a fare una passeggiata fino alla vetta della collina, per
osservare ancora una volta il panorama. Di ritorno sulla
scena del delitto, pens lei, e sentiva sul braccio la pressione
delle dita di Stenham che la guidava, fra cespugli in
penombra e attorno a rocce scure, in un punto da dove si
poteva dominare la valle con il suo fumo, le sue fiamme, il
suo chiarore lunare. Rimasero seduti in silenzio, e quando
Stenham l'attir a s, baciandola prima sulla fronte, poi
sulle guance e alla fine (meraviglioso) sulla bocca, lei cap
che era deciso, e si rese conto, con una punta di sorpresa,
che, per quanto ansioso lui potesse essere all'idea dell'intimit
dell'amore, lei stessa anticipava quel momento con
non minore impazienza.
Allung una mano, gli sfior prima i duri ciuffi di barba
sul mento, poi le labbra morbidissime e, mentre pensava:
Perch adesso e non prima?, torn ad attirarlo a s.

 Capitolo VII.

Il convoglio degli autobus affrontava in velocit le curve,
e ognuno era immerso nella polvere sollevata da quello
che lo precedeva. Nel primo veicolo c'erano tutti i giovani
dell'Istiqlal, che si erano messi d'accordo con i conducenti
degli altri autobus perch si fermassero a un determinato
punto, prima di sbucare sulla statale, e cambiassero la disposizione
dei posti in modo che, avvicinandosi a Fez, ci
fossero due o tre membri del partito per ogni veicolo. E
nemmeno sarebbero entrati in citt tutti assieme, ma ogni
autobus sarebbe arrivato con un intervallo dai dieci ai quindici
minuti. Da quando aveva sentito la terribile notizia,
Amar aveva cominciato a tremare; dovevano gi essere a
mezza strada in direzione di Fez e ancora tremava. Un'immagine
gli ossessionava la mente; se ne stava sulla porta
della stanza pi grande di casa sua e vedeva la madre, inchiodata
per terra da una punta di baionetta, che cercava
invano di sollevarsi, mentre in un angolo una forma incerta
stava deflorando Halima sui cuscini. Senza dubbio suo
padre e Mustapha giacevano morti nel cortile, il che spiegava
il fatto che non figurassero nella sua fantasia.
Mohammed, seduto accanto a lui, cercava di chiacchierare,
ma Amar non sentiva nemmeno che cosa stava dicendo.
Certo era, quello, il giorno della resa dei conti, il giorno
della vendetta, forse il suo ultimo giorno sulla terra. Gli
altri uomini dell'autobus sedevano rigidi e cupi, senza parlare,
e alcuni tenevano il viso coperto contro la polvere. Improvvisamente,
al disopra dei cigolii e degli scricchiolii
echeggi una forte detonazione. Le mani corsero ai pugnali
mentre il veicolo rallentava e si fermava, ma si trattava
soltanto di una gomma che era scoppiata. Tutti scesero e
presero a passeggiare avanti e indietro sulla strada, mentre
gli altri autobus sfilavano a uno a uno, lasciando nella loro
scia tempeste di polvere bianca. Di solito i passeggeri degli
autobus che passavano gridavano e agitavano le braccia
con giubilo, perch era sempre divertente vedere il proprio
amico vittima di un piccolo infortunio, ma quel giorno non
guardarono nemmeno fuori. Mohammed era disgustato.
"Quei figli di puttana! brontol. "E se avessimo bisogno di
qualcosa per cambiare la gomma? Chi ce lo dar? Nessuno.
Hanno tirato dritto tutti.
Amar si distacc a fatica dalla sua scena di carneficina.
Era seduto con Mohammed su una montagnola un poco
pi alta dell'autobus; rimase sorpreso quando si accorse
che stava masticando semi di girasole. Gli sembrava che
Mohammed parlasse da ore, e non aveva sentito nemmeno
una parola. Ora trattava ancora dell'argomento denaro perch,
secondo lui, Amar avrebbe dovuto rimborsargli la somma
spesa per la bicicletta tre giorni prima. Quando l'aveva
riportata al francese, non era stato in grado di pagare il noleggio;
con molta fortuna aveva potuto ottenere un prestito
da un amico che lavorava in un magazzino di legname
in fondo alla strada. Ma ora era l'Ad, l'amico voleva essere
rimborsato, e, in ogni modo, di chi era la colpa se erano andati
ad Ain Malqa e chi aveva promesso di pagare le biciclette
per tutti e due?
Amar aveva tutte le intenzioni di dargli il denaro, ma
trovava noiosa l'insistenza di Mohammed, soprattutto in
quel momento. "Con tutta quella gente che muore tu ti preoccupi
di pochi franchi, disse, sprezzante. La signora nazzarena
gli aveva dato una somma enorme; a quanto ammontasse,
non lo sapeva, perch non aveva ancora trovato
il momento adatto per contarla. Ma giudicava vergognoso
da parte di Mohammed continuare a parlare di quell'argomento.
Improvvisamente concentr la sua attenzione su
quello che Mohammed stava dicendo. E lasciamo andare
i trenta rial che ho dovuto spendere in medicine dopo che
mi hai picchiato; quelli non contano. Le sue scuse non erano
cos servite a nulla, perch, in caso contrario, Mohammed
non gli avrebbe ricordato il loro scontro. A che serviva
cercare di fare amicizia con un ragazzo come quello?
Yah, Mohammed, disse. Non ti fidi di me, ma  solo perch
credi che tutti siano come te." Avrebbe voluto prendere
di tasca il denaro e rimborsarlo fino all'ultimo franco,
per farla finita, ma, naturalmente, non era neppure il caso
di mostrargli l'enorme somma che si portava appresso. Mohammed
lo fulmin con un'occhiata, dicendo, con tono disgustato:
Hai una testa come quella di una civetta, o di uno
scorpione, o di una pietra. Non so che genere di testa tu abbia.
Maja bekfia," replic Amar. Non preoccuparti per
me. Rimasero seduti a lungo, forse un'ora, senza parlare,
prima che la gomma fosse cambiata e l'autobus pronto alla
partenza.
Ora il loro mezzo era l'ultimo, ma, non appena si furono
mossi, il conducente si sent in dovere di mettersi a correre
come il vento. Sfioravano l'orlo dell'abisso a velocit
spaventosa, i freni gemevano mentre affrontavano le curve,
il vecchio motore rombava come un demone. Se Allah
non fosse stato con loro, pens Amar, pi di una volta l'autobus
sarebbe volato via. Quando arrivarono al punto dove
era stato convenuto che si fermassero per permettere ai
giovani della Istiqlal di sparpagliarsi, la strada era deserta.
Sembrava, questo, un cattivo auspicio; gli uomini crollarono
la testa e brontolarono. Perch avrebbero preferito
che ci fossero con loro i giovani sapienti quando fossero arrivati
in citt. Tutti gli altri autobus ne avevano ormai a bordo
la loro parte; solo il loro per l'idiozia del conducente
(perch ora lo ritenevano responsabile del ritardo provocato
dalla foratura) era rimasto privo dei suoi comandanti.
Ma erano quasi giunti in vista della statale quando un
piccolo autocarro carico di meloni comparve da una curva
e venne loro incontro, suonando il clacson in maniera imperiosa;
braccia nere sporgevano dai lati e si agitavano furiosamente.
Il conducente rallent, si ferm, e tutti guardarono,
sbalorditi, le facce sconvolte dei quattro uomini
nell'autocarro.
"Fratello! Fratello! gridarono, tutti e quattro assieme.
"Non continuare! Li hanno presi tutti! Li hanno uccisi! I
quattro uomini saltavano sui sedili, agitavano le braccia e
si allungavano grandi manate a vicenda, eccitatissimi, mentre
l'autista abbozzava un ampio e drammatico semicerchio
per dare l'idea di un fuoco di mitraglia. "Vicino al passaggio
a livello! A questa notizia risuonarono nell'autobus gemiti
e imprecazioni, assieme ai nomi degli sfortunati parenti
e amici che avevano lasciato Sidi Bou Chta con altri
mezzi. Quando la prima esplosione di frenesia si plac e le
parole cominciarono a essere pronunciate in tono pi normale,
risult che solo pochi uomini erano stati uccisi dal
fuoco della mitraglia e che gli altri erano stati caricati su
autocarri militari e spediti in prigione; all'arrivo di ogni autobus,
gli occupanti venivano trasferiti sotto scorta fino a
camion guidati da soldati francesi e portati via. Ora, se volevano
arrivare alla Ville Nouvelle, gridarono i quattro uomini,
era della massima importanza che evitassero la strada
che era stata teatro dell'incidente, prendessero la strada
di Mekns e poi girassero indietro, fermandosi a un punto
che avrebbero indicato, dato che essi venivano precisamente
da l.
 una trappola della polizia, mormor Mohammed
all'orecchio di Amar; era la prima parola che si scambiavano
dopo la loro disputa sulla montagnola. "Chiss. Forse
sono chkama. Forse tutti gli altri sono passati.
Amar aveva studiato i visi dei quattro uomini dell'autocarro,
e sarebbe stato pronto a giocare tutto il suo futuro
sulla veridicit della loro storia. "Sei pazzo, rispose a Mohammed,
pensando nello stesso tempo che diffidare di tutti
era una sciocchezza quasi altrettanto grande come quella
di fidarsi di tutti.
A ogni modo, sembrava che il conducente non dubitasse
affatto della verit del loro racconto. Aspett che l'autocarro
si girasse, poi cominci a seguirlo a una cinquantina
di metri di distanza. Era un tratto tutto a ripide salite di terra
battuta; con il sole del mezzogiorno era diventato un piccolo
inferno. Quando sbucarono sulla statale, l'autocarro
aument la velocit, imitato dall'autobus, e cos un poco di
brezza cominci a circolare nell'interno. Il conducente grid
agli uomini seduti in silenzio alle sue spalle: "Pregate!
State tornando da Sidi Bou Chta!". L'idea parve ottima. Se
avessero incrociato una macchina della polizia a Bab el
Guissa, le preghiere dei pellegrini avrebbero forse allontanato
ogni sospetto.
Oua-a-l ach f'n nebbi
selliouh ali.
Oua-a-l-lah m'selli alih
karrasou'llah!
cantarono, mentre l'autobus correva lungo la strada piatta,
oltre il ponte, spaventando due candidi aironi nel fiume sottostante,
poi cominciava a farsi strada, serpeggiando, fra
l'intrico dei canneti. Non era il momento pi indicato per
invocare la protezione divina sul viaggio, quando tutti erano
tornati sani e salvi dal pellegrinaggio, e il conducente se
ne rendeva perfettamente conto; il cinismo del suo suggerimento
consisteva anche nel fatto che lui sapeva come, con
ogni probabilit, non c'erano pi di due francesi in Fez che
se ne sarebbero accorti, e questi due francesi non erano poliziotti.
I marocchini potevano contare su un certo grado di
ottusit nella facolt di osservazione dei francesi.
Dato che il domestico sa sul padrone molto pi di
quanto il padrone possa mai sperare di sapere sul domestico,
i marocchini erano sicuri di potersi permettere qualche
imprecisione senza per questo venir colti con le mani
nel sacco, mentre i francesi non godevano di tale vantaggio;
era virtualmente impossibile per loro ingannare qualcuno.
I marocchini che avevano qualche saltuario contatto
con i francesi sapevano dove i loro padroni andavano,
con chi parlavano, che cosa dicevano, quali erano i loro
sentimenti, che cosa mangiavano, con chi si ubriacavano
e andavano a letto, mentre i francesi avevano una conoscenza
appena abbozzata, meccanica e rigida dei gusti,
delle abitudini e della vita quotidiana degli indigeni sulla
cui terra vivevano. Se un ufficiale di cavalleria si mostrava
meno abile del solito al maneggio, la sua ordinanza lo
notava, cominciava a fare ipotesi a proposito dei motivi e
segretamente lo spiava. Se un funzionario fumava una sigaretta
che non era della sua solita marca, il lustrascarpe
se ne accorgeva e commentava la cosa con i suoi colleghi.
Se la padrona di casa beveva solo una tazza di caf au lait
quando abitualmente ne beveva due, la curiosit della domestica
veniva stuzzicata, e lei ne parlava con la donna
delle pulizie e con la lavandaia. Il solo modo che avevano
i francesi per conservare un'illusione di intimit era semplicemente
fingere che gli indigeni non esistessero, e ci
dava automaticamente agli indigeni un enorme vantaggio.
Cos non era probabile che la polizia notasse qualcosa di
strano nel fatto che essi cantavano in quel momento; anzi,
ci dava all'autobus un aspetto inoffensivo, perch essi
si erano accorti che, quando avevano l'aria di occuparsi di
questioni religiose, i francesi li lasciavano generalmente in
pace.
Dove stavano andando e che cosa avrebbero fatto quando
fossero arrivati? Nessuno sarebbe stato in grado di rispondere
a tale domanda, n una tale domanda avrebbe potuto
essere posta; non era in armonia con l'umore predominante,
pi adatto al canto delle preghiere che non alla
elaborazione di piani. Sapevano che se un angelo fosse improvvisamente
apparso nel cielo sopra gli orti che stavano
attraversando e avesse dato loro una scelta fra la rinuncia
ai loro voti di vendetta e la morte, essi avrebbero buttato
lietamente le loro vite, l, subito, piuttosto che tradire i loro
fratelli in Islam. Ma nessun angelo comparve, e loro non
erano lontani dalle mura della citt.
Solo fra i passeggeri, Amar stava mettendo a punto un
piano di azione: nessuno degli altri aveva una madre e una
sorella nella Medina. L'interesse che portavano per la santit
della citt riempiva gli uomini di eccitazione, ma si trattava
di quel tipo di eccitazione che nasce quando molti decidono
in comune di difendere una causa, senza risvegliare
la disperata intelligenza dell'individuo che si trova in una
situazione di difficolt insostenibile. La famiglia di Mohammed
era andata a Casablanca per passare l'Ad con parenti,
e lui stava momentaneamente a casa di una sorella
sposata a Fez Djedid, fuori dalle mura, il che significava
che era libero di preoccupazioni circa la possibile sorte della
madre e delle sorelle per mano dei partigiani, non solo,
ma che poteva anche andare e venire come meglio gli piaceva.
Questo spiegava, se non giustificava, la sua evidente
mancanza di interesse per la situazione di Amar. Voleva soltanto
i soldi della bicicletta, e Amar era intenzionato a darglieli
non appena avesse avuto un minuto per nascondersi
e per contarli; glieli avrebbe consegnati e lo avrebbe salutato,
perch aveva intenzione di liberarsi di lui prima di
mettersi al lavoro.
Si stavano avvicinando alla grande curva di Bab Jamai,
che portava la strada fuori dagli orti, a pochi metri dalle
mura, per svoltare poi subito di nuovo in direzione delle
montagne. c'erano alcune centinaia di soldati l, che si
muovevano fra le tende drizzate in fretta lungo il lato esterno
dei bastioni. Ma i pellegrini guardavano dritto dinanzi
a s, cantando con qualcosa di simile alla ferocia e battendo
contro i fianchi e i sedili dell'autobus. Si avviarono su
per la collina, le loro voci che ondeggiavano sopra i cimiteri
deserti. Quando arrivarono in cima, Amar non riusc a
trattenersi dal dare un'occhiata alla Medina. Non si vedevano
colonne di fumo: il panorama era lo stesso di sempre.
Il signore nazzareno gli aveva detto che l'Istiqlal metteva in
circolazione molte bugie. Lo sapeva; tutti dicevano bugie.
Era facolt dell'uomo intelligente distinguere la verit dalle
menzogne, come era solo l'uomo intelligente a sapere
mentire in modo da rendere quasi impossibile agli altri di
scoprire le sue menzogne e identificarle come tali. Mentre
guardava la Medina che si allargava gi in basso al sole abbagliante,
intatta, gli venne il desiderio di mettere in dubbio
la verit di quanto gli era stato detto, ma solo per un istante.
Se non era ancora vero, sarebbe potuto esserlo. Il suo problema
era di andare a casa, se possibile prima che fosse troppo
tardi, ma in ogni caso di arrivarci.
La strada assumeva ora un andamento rettilineo; il piccolo
autocarro carico di meloni che li precedeva aument
di velocit. Ecco altre tende lungo le mura, fra Casbah
Cherarda e Bab Segma. I montanari cantavano a gola spiegata
davanti ai sorpresi e tardi soldati senegalesi. Nessuno ferm
l'autobus, che continu dritto verso occidente, lungo la
strada di Mekns.
Si fermarono in un vicolo nascosto da una parte e dall'altra
da canneti. Tutti scesero in fretta. I quattro uomini
dell'autocarro erano in preda a una frenesia di ansia. Sbrigatevi!
Sbrigatevi! esclamarono, perch evidentemente
avevano dato fondo a quel coraggio che li aveva messi in
grado di andare in soccorso dell'autobus sperduto. Senza
pensare, lo avevano guidato nel vicolo per mostrare la strada;
ora, per uscire, erano costretti ad aspettare che l'autobus
retrocedesse fino alla nazionale. Sbrigatevi! Ci fu un
brutto momento quando un vecchio cadde in avanti, sulla
faccia, e dovettero aiutarlo a sollevarsi, a ripulirsi e a rimettersi
in piedi.
Quando scese e avvert il ben noto odore del fiume,
Amar ebbe all'improvviso la sensazione di essere rimasto
lontano da casa moltissimo tempo, e la sua ansia raddoppi.
Era come se avesse dormito e si fosse risvegliato. Per
ci che riguardava i pellegrini, la sua pazienza era al termine:
stavano girando senza scopo intorno all'autobus, sbalorditi,
perch il coro era finito e loro ne erano ancora compresi,
ma da un momento all'altro qualcuno poteva comparire
sulla strada e svoltare nel vicolo. Andiamo, disse a
Mohammed, e si diressero verso la nazionale.
Ma dove vuoi andare? volle sapere Mohammed.
Vado a trovare un amico mio, e intendo andarci solo.
"E il mio denaro? esclam Mohammed.
Amar era soddisfatto. Era precisamente quella la reazione
che aveva sperato. In questo modo gli sarebbe stato
facile pagarlo e liquidarlo senza cerimonie. "Ah, khlass!" disse,
con una smorfia di disgusto. Il tuo denaro! Solo il tuo
denaro hai in testa, tu! Stava cercando un muro o una siepe
di cactus, qualcosa dietro cui nascondersi per un momento,
e fino a quando non lo avesse trovato avrebbe dovuto
improvvisare una predica critica sulla cupidigia di Mohammed.
Alla fine vide, poco lontano, una capanna abbandonata;
quando l'ebbero raggiunta, disse: Aspetta un momento.
Era chiaro che Mohammed non si fidava di perderlo
di vista, per timore che se la battesse senza pagarlo,
ma non avrebbe potuto seguirlo nella capanna, dove stava
entrando apparentemente per un bisogno corporale. C'era
luce all'interno; il tetto era caduto da chiss quanto tempo.
Prese di tasca il denaro e lo cont. La signora nazzarena era
stata generosa al di l di ogni prospettiva. c'erano ottomila
franchi e due banconote da cinquecento franchi. Li guard,
con amore. "Miei," pens, e poi subito si corresse. Jiaou.
Sono venuti. Stava scritto. Per questo Allah aveva decretato
che l'uomo lo accompagnasse fuori dal caff, gli desse da
mangiare, lo proteggesse. Vero, c'era anche il fatto dell'amicizia
e della comprensione dell'uomo per lui, ma non era
quello il momento di pensarci, e non insistette su tale punto.
Ripieg accuratamente il denaro e torn a farlo scivolare
in tasca. Poi prese duecento franchi dal fazzoletto dove
teneva legati i soldi suoi e li mise nell'altra tasca. Quando
usc, Mohammed lo aspettava, gli occhi fssi sulla porta, ansioso,
come se avesse paura che Amar potesse essere riuscito
a svanire miracolosamente. Era un mistero che Amar non
sarebbe mai riuscito a sondare. I ricchi non si vergognavano
di far vedere che badavano molto al denaro. Un uomo
che possedeva soltanto venti rial al mondo li spendeva con
la massima naturalezza per pagare il t a tutta la tavola,
mentre chi aveva un migliaio di rial nel portafoglio, quando
veniva il momento di uscire dal caff, cominciava a frugarsi
in tasca e a mormorare ad alta voce: "Vediamo, sei persone
a quindici franchi a testa fanno diciotto rial. Ho soltanto
quindici franchi in moneta, che rappresentano esattamente
la mia parte. Sar bene che gli altri si paghino il
loro t. Per il povero un comportamento del genere non
era neppure lontanamente immaginabile: si sarebbe vergognato
al punto da non trovare pi il coraggio di farsi vedere
dagli amici. Ma il ricco invece non ci badava minimamente.
"Questo stato di cose cambier quando i francesi se
ne saranno andati," soleva pensare con soddisfazione. Il
concetto di indipendenza si confondeva facilmente con
quello di eguaglianza sociale.
Ripresero a camminare in fretta, e Amar sembrava aver
completamente dimenticato il lungo monologo di poco prima.
Per Mohammed questo significava che aveva ancora
una volta dimenticato il denaro, ed ebbe la spudoratezza di
accennarne. Amar si ferm, infil una mano in tasca e prese
i duecento franchi. Senza una parola, li lasci cadere in
mano a Mohammed. Si erano appena rimessi a camminare
quando Amar chiese: "Contento?, con quella che gli
sembrava una sottile ironia. Mohammed sembrava ridotto
al silenzio dalla vergogna.
Quando raggiunsero un sentiero fangoso che tagliava
per i campi a sud, Amar torn a fermarsi e disse, con tono
deciso: "Ci rivedremo presto. B'slemah. Mohammed si limit
a guardarlo. Cos era fatto il mondo, pens Amar, mentre
si allontanava. Aveva cercato di farselo amico, e Mohammed
non aveva avuto neppure l'intelligenza di accorgersene.
Gli aveva dato una seconda possibilit, che Mohammed
aveva lasciato cadere allo stesso modo. Ma in fondo
era stata una fortuna, si disse, perch ora aveva completa
libert di movimenti, mentre la presenza di Mohammed
gli sarebbe stata di impiccio.
Si gir due volte a guardare, per essere ben sicuro che
Mohammed avesse continuato davvero per l'altra strada; la
prima volta lo vide fermo allo stesso punto, quasi pensasse
se valeva la pena di seguirlo per cercare di carpirgli altro
denaro, ma la seconda volta aveva gi percorso un buon
tratto verso la citt.
I campi erano riarsi; solo stoppie giallastre ricoprivano
la terra screpolata. Ma gli insetti ronzavano fra le erbacce
lungo il sentiero, e dove c'era un albero c'erano uccelli.
Quando si ha sete, il canto di un uccello  come un minuscolo
torrente d'acqua che sgorga gi dal cielo. Glielo aveva
detto suo padre, ma gli sembrava che in quel momento
gli uccelli non gli fossero di grande aiuto. O forse lo erano;
forse senza di essi la sua sete sarebbe diventata pi forte.
Un'ora dopo circa arriv al passaggio che andava cercando:
un sentiero che tagliava dritto per la pianura, fra le
agavi, partendo dalla strada di Ain Malqa. Le distanze erano
enormi, l; le cose sembravano sempre vicine e piccole,
ma erano sempre pi grandi e pi lontane di quello che si
immaginava. Era l'ora d'oro del tramonto quando raggiunse
il bosco di olivi. Questa volta non comparve nessuna
motocicletta, e arriv alla casa senza rompere la tela di strida
di grillo attraverso la quale camminava. Si ferm per un
momento vicino alla porta, immobile, perch non gli andava
l'idea di calare il battente. Ma, dopo aver percorso tutta
quella strada, non c'era neppure da pensare a fare qualcos'altro,
e cos sollev l'anello di ferro e lo lasci cadere,
due volte. Il rumore fu inaspettatamente forte, ma subito
dopo ecco di nuovo il silenzio, come prima. Tese l'orecchio
per ascoltare se dentro si sentivano voci. I grilli cantavano
troppo forte.
Attese a lungo. Se nessuno rispondeva, era pronto a sedersi
a poca distanza dalla casa, fra i cespugli, e ad aspettare
l il ritorno di Moulay Ali. Dal punto dove stava, ispezion
il giardino, scegliendo e scartando punti che gli apparivano
favorevoli. Ci fu uno scatto alle sue spalle, e lui si
volt. La porta era stata socchiusa quel tanto che bastava
per lasciar vedere attraverso l'apertura un naso e una bocca.
"Mahmoud? chiese, incerto, la voce che gli si spezzava
sulla seconda sillaba, come gli capitava qualche volta quando
parlava senza eccessiva convinzione. Aveva ricordato
quel nome nell'istante stesso in cui lo pronunciava. Ma lo
sconosciuto, chiunque fosse, torn a chiudere la porta, adagio,
e lui si ritrov solo. Aspett ancora pi a lungo, ma almeno
con la certezza che in casa c'era qualcuno, anche se
non si sentivano rumori dentro o fuori, quasi si fosse trovato
in mezzo a delle rovine. Nel bosco un uccello fece
echeggiare un richiamo, pi e pi volte; due note chiare, silenzio,
due note chiare...

 Capitolo VIII.

Questa volta la porta si apr davvero, in fretta, e comparve
un uomo alto, in tarbouche grigio e con un occhio
bianco, impugnando una rivoltella che teneva puntata dritta
contro il petto di Amar.
"Buongiorno, disse l'uomo, e, come sent quella voce
profonda, Amar ricord anche il suo nome.
Ya, Lahcen, chkhbarek? Come state?" attacc, un po'
troppo familiarmente, si rese subito conto, mentre il viso
dell'uomo non mutava minimamente espressione.
Avanti, fece Lahcen scostandosi e seguendo con la rivoltella
ogni movimento di Amar. Chiss se crede che abbia
paura, stava pensando il ragazzo. Mentre si avviava su
per le scale, sent Lahcen che dava il catenaccio alla porta.
Quando furono nella veranda, non svoltarono nella grande
stanza dove era gi stato, ma continuarono dritti, fra il
ronzio delle api, fino a una porticina sul fondo. Apri, ordin
Lahcen.
c'erano tre gradini che portavano a un'altra veranda,
ad angolo retto con la prima. Questa parte della casa era
ancora pi malandata dell'altra: le piastrelle del pavimento
mancavano quasi completamente, le pareti erano screpolate
e in parte crollate, e alcune delle travi del soffitto,
marcite alle estremit, erano ripiegate al punto da costringerli
a chinare la testa per passare. Lahcen lo precedette e
apr una porta sulla destra. Il locale era in penombra; c'era
solo una finestrella coperta da un giornale giallastro, e nell'aria
si avvertiva il caldo pesante di una stanza chiusa durante
l'estate, l'odore asciutto della polvere che si andava
lentamente accumulando. Lahcen chiuse la porta, e Amar
lo sent respirare un poco affannosamente mentre gli passava accanto.
All'improvviso, ecco la luce. Una porta si era aperta proprio
di fronte ad Amar. Sulla soglia c'era Moulay Ali, in vestaglia
di seta verde, una mano sulla maniglia. Dietro di lui,
una rampa di stretti gradini di legno che portavano, a quanto
pareva, in cielo.
El aidek mebrouk. Molti auguri, disse allegramente
Moulay Ali, senza la minima traccia di ironia. "Venite. Si
volt e si avvi su per le scale, seguito da Amar e da Lahcen.
Era proprio il cielo che Amar aveva visto; il cielo era
dappertutto intorno alla casa, perch tutte le pareti erano
a finestre. Alcune erano aperte e altre chiuse, e nella luce
del tramonto si vedevano le montagne, la pianura, le cime
degli olivi sottostanti e, nella parte anteriore, solo il tetto
della casa, costruito pi alto della stanza. Amar si guard
attorno, soddisfatto e un poco impressionato. Moulay Ali
lo osservava. L'arredamento era composto da un grande tavolo
e da enormi cuscini di pelle. Il tavolo era coperto da
un capo all'altro da giornali, riviste e libri; in un angolo,
c'era una macchina da scrivere.
Siediti. Ti piace la mia stanza da lavoro?
In vita mia non avevo mai visto una stanza simile, gli
rispose Amar, dando una rapida occhiata a Lahcen, che si
era appoggiato alla porta, la rivoltella sempre stretta in pugno.
Moulay Ali colse quello sguardo e rise.
Lahcen  la mia guardia del corpo questo pomeriggio.
Per una volta tanto, credo di averne una di cui posso fidarmi.
Lahcen brontol qualcosa, compiaciuto. Le altre sono
andate tutte a cantare le loro canzoncine ai loro amici.
Alla polizia, volete dire? chiese Amar, scandalizzato.
Moulay Ali lo fiss per un momento, la testa un poco
china da una parte. Sorrise. No, rispose, calmo. "Ma hanno
parlato troppo, ed  una cosa altrettanto brutta. Vedi, io
non sono qui oggi. Tu credi di vedermi, ma io sono in realt
a Rabat. Mut improvvisamente il tono della voce e continu,
minaccioso, o almeno cos parve ad Amar: Ma che
cos' questa storia della polizia? Perch qualcuno dovrebbe
andare dalla polizia? Dovrai spiegarmelo, temo. Non capisco.
La fresca brezza del tramonto cominciava a calare sulla
pianura dalle montagne, entrava dalle finestre aperte e
sfiorava le guance di Amar. Se avesse voluto recitare la parte
dell'ingenuo, Moulay Ali non gli avrebbe certo detto quello
che aveva appena detto a proposito di Rabat. Non so,
disse, semplicemente. "Credo che i francesi sarebbero ben
contenti di prendervi. Non sarebbero forse contenti di prendere
tutti coloro che lavorano per la libert?
Moulay Ali socchiuse gli occhi. "Credo che tu abbia ragione,
disse, guardando fuori dalla finestra. "Credo che
sarebbero ben contenti di prendermi. Ecco perch non 
opportuno che ci sia qualcuno che sappia dove abito. Si
volt e fiss Amar, pensieroso.
Amar taceva, e si stava chiedendo se doveva dirgli subito
perch era venuto o se non sarebbe stato pi opportuno
aspettare un poco. Giunse alla conclusione che sarebbe
stato inutile fino a quando avessero continuato a parlare
per sottintesi, con Moulay Ali che si chiedeva quanto lui sapeva
e con lui che si chiedeva che cosa Moulay Ali sospettava.
E aveva la spiacevole impressione che ogni minuto che
passava senza che la situazione venisse chiarita comportava
il pericolo di qualche decisione irreparabile da parte di
Moulay Ali.
Ho visto Benani, disse a un tratto.
Gi, fece Moulay Ali, e parve aspettare che Amar continuasse.
(Almeno non aveva detto: Chi  Benani?.)
Dopo una lunga pausa, Moulay Ali aggiunse: Chi altro
hai visto?.
Non so come si chiamavano quelli che erano con lui.
Non sto parlando di loro, replic Moulay Ali, a bassa
voce. "So chi erano. Voglio dire; chi altro hai visto da quando
sei stato qui, tre giorni fa?
Tre giorni soltanto, pens Amar; gli sembrava un mese.
Nella luce rosea del sole al tramonto, una grossa piaga tonda
in una gamba di Lahcen sembrava fiammeggiare. "Ho
visto la mia famiglia e Mohammed Lalami.
"Chi? chiese seccamente Moulay Ali. Amar ripet il nome.
E chi ? volle sapere. Un derri che abita nella Medina.
Quello che mi ha dato un pugno sul naso l'altro giorno,
aggiunse vivacemente. "Quello che  venuto con me ad Ain
Malqa.
"Chi altro? insistette Moulay Ali.
Non pass neppure per la testa ad Amar di accennare
ai due turisti; loro e il tempo che aveva passato con loro facevano
parte di un altro mondo, distante, un mondo che
non aveva nulla a che fare con quello dove stavano vivendo
e discutendo in quel momento. "Bene, non ho visto nessun
altro, disse.
"Gi. Improvvisamente il viso di Moulay Ali assunse
un'espressione terribilmente minacciosa. Si corrug e si lisci,
come un serpe moribondo, poi, per una frazione di secondo,
parve che fosse sul punto di piangere, ma invece
trasse un profondo sospiro e sbarr gli occhi, e Amar era
spaventato perch capiva che Moulay Ali era molto irritato.
E infatti esplose in un grido di rabbia, si alz in piedi e
cominci a parlare, in fretta.
Perch non hai rispetto per me? strill. Rispetto! Rispetto.
Normalissimo rispetto soltanto. Una punta di rispetto
sarebbe sufficiente a far capire a quella tua testa
d'asino che non si pu mentire con me. Dove hai dormito
stanotte?
Torreggiava sopra Amar, e mentre parlava il suo corpo
era scosso da un lieve tremito. Istintivamente, Amar si alz
in piedi e cerc di mettersi al riparo dietro al cuscino.
Non ho dormito affatto, rispose, con aria di dignit
offesa. Ero a Sidi Bou Chta ad assistere alla fraja.
Moulay Ali guard il soffitto, quasi a chiedere aiuto;
Amar pens che pi si arrabbiava e meno rispetto ispirava,
perch diventava uguale a tutti gli altri uomini. Il maestro
delle menzogne! Si volt e spinse avanti la testa verso
Amar. Stammi a sentire. Sai dove hai dormito? rugg. Hai
dormito al Commisariat de Police. Ecco dove hai dormito.
Te lo posso dire io, dal momento che hai una memoria cos
cattiva. Allung una mano, attir a s Amar e gli frug
nelle tasche fino a quando non ebbe trovato il denaro, poi
lo lasci andare e, con il pacco delle banconote gli picchi
le guance, forte. Il male non era certo granch, ma l'insulto
risultava insopportabile. Senza badare alle conseguenze,
Amar arretr di un passo e allung un energico pugno al
mento prominente di Moulay Ali. Lahcen si precipit avanti;
mentre la rivoltella ondeggiava davanti al viso di Amar,
Moulay Ali lo colp con tanta forza da farlo cadere per terra.
Piomb sul pavimento, appoggiato di traverso al cuscino
dove era stato seduto, e si massaggi automaticamente
la faccia, senza perdere d'occhio Lahcen.
Moulay Ali cont il denaro, poi lo butt sul tavolo. Teneva
ancora in mano il fazzoletto con i soldi di Amar, e continuava
a farlo ruotare.
Novemila franchi! Non sapevo di valere tanto per loro,
disse, con tranquillo sarcasmo e con una lieve aria di
sorpresa.
Lahcen brontolava minaccioso, ma Moulay Ali lo respinse
verso la porta. Siediti, ordin seccamente. Posso
sbrigarmela io con questo ouild.  molto interessante. Non
avevo mai visto un animale come lui. Cominci a passeggiare
avanti e indietro, pochi passi in una direzione e pochi
nell'altra.
Ho visto un mucchio di chkama in vita mia, anzi si potrebbe
dire che ho visto quasi unicamente chkama. La maggior
parte dei drar come te finiscono per diventare informatori;
la cosa non  certo straordinaria, aggiunse, con
una breve risata. "Ma devo ammettere di non averne mai
visto uno come te.
E allora guardate bene, replic Amar, che quasi piangeva
per l'emozione (di quale emozione si trattasse, non lo
sapeva), perch non ne vedrete mai un altro. Un uomo come
voi, abituato ai fabbri ferrai, non si intende di venditori
di spezie. Possa Allah darvi un poco di cervello. Giuro che
mi spiace per voi.
Moulay Ali sbuff e si rivolse a Lahcen. "Ma lo senti?
grid, sbalordito. Hai mai sentito niente di simile? Poi, ad
Amar: Credo di cavarmela con il cervello che ho, senza ulteriori
aiuti da parte di Allah.
Queste ultime parole erano una bestemmia vera e propria.
Amar guard Moulay Ali, poi volt la testa e sput
energicamente. Quando torn a fissarlo, parl con voce
bassa, intensa. Ero venuto qui felice di vedervi, anche se
sapevo che non siete un musulmano. Moulay Ali apr la
bocca, poi torn a chiuderla. Avevo rispetto per voi, molto
rispetto, perch credevo che aveste la testa sulle spalle e
perch lavoravate per i musulmani. Ma quello che avete fatto
per noi, qualunque cosa sia, diventer una ragnatela, un
ankabutz, e possa il Dio che perdona tutto udire le mie parole,
perch questa  la verit. Singhiozzava e, non appena
ebbe finito di parlare, nascose il viso nel cuscino.
A un certo momento Moulay Ali aveva smesso di camminare
e si era fermato a fissare Amar, come affascinato; a
questo punto riprese i suoi andirivieni, passandosi una mano
sul mento, perplesso. Il tramonto era terminato; la luce
nella stanza andava rapidamente svanendo. Di' a Mahmoud
di portare una lampada, ordin a Lahcen, che si alz
e, prima di uscire, gli pass la rivoltella. Moulay Ali l'appoggi
sul tavolo, accanto alla macchina da scrivere, senza
distogliere gli occhi da Amar. Prese il denaro e se lo fece
passare pi e pi volte fra le dita. Poi, come se avesse preso
una decisione, and accanto ad Amar, si inginocchi e
gli tocc una spalla. Amar alz la testa, ma la volt subito,
abbattutissimo, e rimase in silenzio.
Quando te la senti di parlare, disse Moulay Ali, con tono
gentile, raccontami tutto quanto.
Amar sospir profondamente e scosse la testa. E a che
cosa servir? mormor.
Star a me decidere dopo averti ascoltato, replic Moulay
Ali, e ora il suo tono era un po' meno gentile. Voglio sapere
tutto, tutto quello che hai fatto da quando sei uscito da
questa casa.
Sempre sospirando, Amar si rialz e torn a mettersi a
sedere sul cuscino. Descrisse il suo ritorno alla Ville Nouvelle,
il temporale, il tragitto in autobus, la fiera, il pupazzo
del marinaio e tutti gli altri particolari della serata. Un
paio di volte sent Moulay Ali ridacchiare, e questo lo spinse
a continuare. Parve che l'incontro con i due turisti lo interessasse
notevolmente; rivolse molte domande che li riguardavano,
ma poi tacque fino al punto in cui Amar, che
camminava per la strada con i due turisti e la polizia, non
sentiva alle sue spalle la voce di Benani. In quel momento
la porta si apr ed entr Mahmoud con una grande lampada
a olio che appoggi sul tavolo. Stava per uscire di nuovo,
ma Moulay Ali lo ferm.
La luce della lampada brillava sul viso di Amar. Credo
che tu voglia qualcosa da mangiare, disse Moulay Ali, guardandolo
fissamente. Amar aveva l'impressione che fame e
sete non esistessero pi ormai a questo mondo da moltissimo
tempo. E, se rispose di s, lo fece soltanto per cortesia
nei confronti del suo ospite.
Mahmoud si chiuse la porta alle spalle. Avanti, lo incit
Moulay Ali. Sapevi che Benani era convinto che ti
avessero arrestato, o non lo sapevi?
"Lo sapevo, certo, rispose Amar, e continu il suo racconto;
era troppo stanco per scegliere fra i particolari importanti
e quelli inutili, e cos riferiva tutto quello che gli
passava per la testa: le travi istoriate nella camera del turista,
la loquacit della signora, il meccanismo dello sciacquone
del gabinetto, il cameriere francese grosso che, quando
il turista non era nella stanza, gli portava qualcosa ogni
due minuti e gli pizzicava le guance mentre mangiava, come
era riuscito a persuadere Mohammed Lalami ad accompagnarlo
a Sidi Bou Chta dicendogli che la signora nazzarena
era affamata d'amore e aveva dormito con lui la notte
precedente e come Mohammed, una volta che era rimasto
solo con lei, era diventato cos nervoso da dire le cose
pi sbagliate dal principio alla fine. E poi abbiamo assistito
all'Aissaoua e al Haddaoua e alla Jilala e alla Harnacha
e alla Derquaoua e alla Guennaoua e a quelle altre sciocchezze,
perch al nazzareno piaceva vedere ballare. Il ricordo
evoc sul suo viso una smorfia. D il voltastomaco
guardare tutta quella gente che si agita e salta come fanno
le scimmie.
Gi, convenne Moulay Ali. E poi?
E poi ho sentito che cosa dicevano dei partigiani nella
Medina, e ho voluto tornare a casa.
"E invece sei venuto da me. Perch? Pensavi che io potessi
farti entrare nella Medina?
Amar ammise di averlo precisamente pensato, e Moulay
Ali rise, divertito e un poco lusingato da tanta ingenuit.
"Amico mio, gli disse, "se potessi farti entrare nella Medina,
potrei anche convincere ogni francese a lasciare il Marocco
domani mattina. Avanti, continua.
Ma parve che Amar non sentisse. Solo allora aveva afferrato
in pieno il significato delle parole che gli erano state
rivolte; disperato, guard in viso Moulay Ali. Sarebbe stato
inutile dire: Mia sorella, mia madre. c'erano migliaia
di sorelle e di madri. Ma lo disse, in ogni modo. Moulay Ali
sorrise tristemente.
Sul vassoio che Mahmoud aveva portato c'erano minestra
e pane. "Bismil'lah, mormor Amar, e cominci a masticare
meccanicamente un pezzo di pane. Moulay Ali, che,
la tazza della minestra sollevata davanti al viso, lo osservava
attentamente al disopra del bordo, not la fame che riprendeva
coscienza di s in Amar, a mano a mano che lui
mangiava. Non disse nulla fino a quando Mahmoud ricomparve
con un secondo vassoio, questa volta con una
grande tajine di coccio piena di agnello, melanzane e strisce
di pasta bollita.
"Forse posso esserti utile in qualcosa, disse allora. Ho
qualche contatto nei punti pi diversi. Pu darsi che riesca
a ottenere notizie da casa tua.
Amar sbarr gli occhi. Non aveva neppure pensato a
cercare di sapere qualcosa della sua famiglia senza andare
a casa.
"Ti andrebbe cos?" chiese Moulay Ali. Amar non rispose.
A che cosa serviva avere notizie se non poteva vedere la
famiglia con i suoi stessi occhi? E come poteva credere alle
notizie che forse gli sarebbero state trasmesse, buone o cattive
che fossero? Ma cap che Moulay Ali faceva del suo meglio,
stava cercando di aiutarlo, e allora disse: "Sarei davvero
molto contento, Sidi.
Vedr che cosa potr fare. E adesso raccontami il resto.
Non c'era granch d'altro da raccontare, disse Amar.
Mohammed e la signora avevano parlato in francese della
battaglia nella Medina. Lui si era sentito troppo abbattuto
per ascoltare quello che dicevano. La signora aveva aspettato
che Mohammed uscisse, poi aveva chiamato Amar, aveva
aperto il portafoglio e, dopo essersi guardata attorno per
essere ben sicura che nessuno li osservasse, gli aveva fatto
scivolare in mano le banconote ripiegate. Quando descrisse
i gesti che lei aveva fatto per indicare un'immaginaria rivoltella,
Moulay Ali lo interruppe esclamando giovialmente:
Ah, ecco una donna con la testa sulle spalle!. E quando
arriv all'episodio degli autobus e dell'arresto di tutti i
montanari, Moulay Ali comment, cupo: Bene, bene. Tanto
pi e tanto meglio. Amar rimase sbalordito, perch si
era aspettato una reazione completamente diversa. Forse
l'espressione del viso trad il suo stupore, perch subito
Moulay Ali si affrett a dare una spiegazione. Quando torneranno
sulle montagne, nessuno di loro potr sentire la
parola francese senza avere l'impressione che il cuore sia
sul punto di scoppiargli per l'odio." Amar rimase un momento
meditabondo. " vero, convenne. Ma alcuni di loro
sono rimasti uccisi.
Sono morti per la libert, si limit a rispondere Moulay
Ali. "Tienilo presente.
Per un poco non parlarono. Dalle finestre aperte, assieme
al vento notturno sempre pi forte, giungevano gli ululati
distanti di un cane. Amar alz la testa e vide nelle lastre
di vetro le immagini distorte dei loro movimenti contro le
tenebre retrostanti. Mahmoud aveva portato una grossa
zuppiera di insalata d'arance condita con pezzi di radice di
cinnamono e acqua di rose. Quando ebbero finito, Moulay
Ali si mise a sedere pi comodamente, si ripul la faccia con
il tovagliolo e disse: S. Sono morti per la libert. E per questo
non ti chiedo scusa se sono stato rude con te. Sarebbe
un insulto per loro. Ti sospettavo e mi sbagliavo, ma era un
errore da parte mia sospettare? Capisci? Da principio ho
pensato: No, non pu essere andato dai francesi perch, in
tal caso, non sarebbe certo tornato qui.
Ah, vedete? fece Amar, compiaciuto.
Ma poi ho pensato: Un momento. Si sono serviti di lui
come guida, lo hanno mandato avanti da solo e loro aspettano
fuori.
"Oh? esclam Amar. Pensava che se i francesi, per sciagura,
fossero riusciti a prendere Moulay Ali, costui avrebbe
certo sospettato che lui, Amar, centrava per qualcosa;
decise allora di rivelare a Moulay Ali quello che aveva in
mente.
No, no, no, replic Moulay Ali, conciliante. Sarebbero
gi entrati in casa da un pezzo, se fossero venuti con te.
Il giorno in cui avr imparato la pazienza dei cammelli il
francese pregher nella Karouine.
Queste parole rassicuranti misero in moto in Amar tutta
una serie di meccanismi che, per prima cosa, gli fecero
sentire l'irresistibile desiderio di chiudere gli occhi; gli sembrava
che la testa gli si fosse trasformata in una pietra, che
il corpo venisse invaso dalla paralisi del sonno. Moulay Ali
stava parlando, ma lui afferrava soltanto il suono della sua
voce.
Moulay Ali si era alzato ed era fermo accanto a lui. "In
piedi, e vieni con me, disse. Una torcia elettrica in mano,
lo guid gi per le scale, attraverso la stanzetta soffocante,
fino alla veranda sul retro, dove un uomo, steso su una
stuoia davanti alla porta, brontol qualcosa e si mise a sedere
mentre Moulay Ali gli passava accanto, dicendo adagio:
Yah, Aziz. Presero a camminare sul pavimento ineguale.
Un'altra porta venne aperta; il raggio indagatore della
torcia elettrica indugi brevemente sulle pareti. C'era un
materasso. "Credo che fino a domattina tu sia a posto, disse
Moulay Ali. Incha Allah, rispose Amar. Dopo aver ringraziato
Moulay Ali con quel poco di intelligenza e di forza
che ancora gli restavano, si lasci cadere sul materasso.
Lah imsik bekhir, disse Moulay Ali, chiudendo. Fuori dalla
finestra cantavano i grilli.

 Capitolo IX.

Ci sono mattine in cui, al primo raggio di luce che ci
colpisce gli occhi, al primo, semplicissimo rumore che si avverte,
il cuore si convince di essere in armonia con una musica
invisibile, nota ma dimenticata, perch si  interrotta
molto tempo prima e solo allora ha ripreso improvvisamente
a suonare. Le silenziose melodie penetrano nella coscienza
come il vento fra le maglie di una rete, senza farla
muovere, ma pure ci sono, al di l di ogni dubbio, la circondano.
Per chi non ha mai conosciuto queste mattine, il
loro manifestarsi rappresenta un'esperienza tale da lasciare
paralizzati.
Amar si svegli, sent il chioccio delle anitre sullo sfondo
del canto degli uccelli, ascolt per un momento i rumori
per lui insoliti della casa - una porta che si chiudeva, una
conversazione fra domestici e il chiasso che facevano lavorando
- e, senza neppure prendersi la briga di aprire gli occhi,
piomb in un malinconico ma piacevole stato di nostalgia
per la sua infanzia, quel periodo della sua vita che
si era chiuso tanto tempo addietro a Kherib Jerad. Ricordava
piccoli episodi ai quali non aveva pi pensato dal giorno
in cui erano accaduti, e un unico, grande avvenimento:
la volta in cui aveva litigato con Smail, il suo solo amico fra
i ragazzi del luogo, che, invece di prenderlo a pugni, gli aveva
piantato senz'altro i denti nella collottola e si era rifiutato
di aprire le mascelle fino a quando gli uomini non erano
accorsi a picchiarlo. Aveva ancora le cicatrici di quei
denti aguzzi e bianchi, che apparivano nette se il barbiere
gli radeva il collo un poco troppo in alto. E quella notte una
delegazione degli anziani del villaggio era venuta con torce
e lanterne a far visita a suo padre, per presentare le scuse
e, cosa ancora pi importante per loro, per cercare di ottenere
una parola di perdono da Amar, perch, se Amar rifiutava,
tutto sarebbe andato per il peggio fino a quando
non avessero portato un'offerta al giovane Cherif che era
stato insultato da uno di loro. Amar aveva rifiutato, perch
soffriva ancora molto, e quelli il giorno dopo erano tornati
con una splendida pecora bianca che avevano dato a suo
padre, perch alle loro messi e alle loro case fosse risparmiata
la collera di Allah. Suo padre si era sentito molto
abbattuto. Perch non vuoi perdonare Smail?" gli aveva
chiesto. Perch lo odio, aveva risposto Amar, con convinzione,
e non c'era stato altro da dire.
Ricordava il fiume e le insenature dalle alte rive argillose
dove aveva giocato, e i begli abiti che aveva sempre indossato
per il viaggio in autobus fino a Kherib Jerad, perch
c'era denaro allora, e sua madre spendeva molto perch
Amar portasse cose dei migliori sarti e dei migliori calzolai
di Fez. Ricordava, e ascoltava gli uccelli che cantavano vicino
e lontano, e gli sembrava che quella dolce tristezza sarebbe
durata fino al termine dei suoi giorni, perch si era
connaturata in lui: aveva cessato di essere se stesso, ora
che era tagliato fuori da casa sua. Ora non era nessuno, era
disteso su un materasso chiss dove, e non c'era ragione di
fare qualcosa che non fosse semplicemente di continuare a
essere nessuno. Ogni tanto si addormentava per un momento,
sprofondava adagio sotto la superficie dell'essere fino
a quando l'orizzonte dell'essere scompariva, poi tornava
a galla. Era come galleggiare in un oceano tranquillo, lasciandosi
trasportare dalle onde.
A un certo punto, verso la met della mattina, la porta
si apr adagio e Moulay Ali, prima di salire nel suo ufficio
nella torre, infil dentro la testa, ma questo avvenne in un
momento in cui Amar sonnecchiava; Moulay Ali allora
chiuse la porta e lo lasci in pace. Torn ancora verso mezzogiorno
e, vedendolo sempre disteso e immobile, decise di
svegliarlo. Senza molte cerimonie, lo scosse per le spalle e
gli disse che era tardi; poi usc a chiamare Mahmoud, che
comparve e lo guid, ancora mezzo addormentato, in una
stanza dove c'erano un secchio di acqua fredda e un pezzo
di sapone. Come si fu lavato ben bene, si svegli completamente.
Quando torn a uscire nella veranda, Mahmoud
stava arrivando con un enorme vassoio di rame che appoggi
davanti alla porta del bagno. Mangia qui, disse
Mahmoud. "Fa pi fresco.
Mentre Amar stava mangiando comparve nella veranda
Moulay Ali. Aveva un'aria stanca e abbattuta. Buongiorno.
Come ti sei svegliato? chiese, e, senza aspettare risposta,
si diresse verso il suo ufficio. Sulla porta si volt e
disse: Pu darsi che abbia notizie per te pi tardi. Poi
Mahmoud venne a vedere se Amar aveva finito; non aveva
ancora finito, e allora gli si ferm accanto, guardandolo
mentre mangiava. "Non puoi uscire di casa, sai," gli disse a
un tratto. La notizia non rappresentava una sorpresa per
Amar e non lo interessava. Fuori, in ogni modo, non avrebbe
avuto niente da fare, nessuno da vedere, nessun posto
dove andare, solo gli olivi, il sole scottante e le cicale che
cantavano. Era quasi contento di restarsene dentro a crogiolarsi
nell'inquietudine che quel giorno aveva fatto nascere
in lui.
Parve che Mahmoud avvertisse l'apatia che lo sommergeva,
perch, quando sollev il vassoio per portarlo via,
disse: "Vieni e lo accompagn nella grande sala dove era
rimasto la prima volta con gli altri ragazzi. Ora il disordine
era peggiore che mai, con i giornali aperti sui cuscini, i
portacenere pieni qua e l per terra e, in un angolo, su un
tavolino, una radio smontata, con i vari pezzi buttati alla
rinfusa in una cassa vuota. Sul divano, alcune copie di una
rivista illustrata egiziana. Si mise a sedere e cominci a sfogliarle:
tutte recavano qualche fotografia del Marocco. Poliziotti
francesi indicavano un lungo tavolo letteralmente
coperto di pugnali e di pistole, musulmani feriti venivano
trasportati per strada dai loro compatrioti, un bambino vagava
fra le rovine di una casa bombardata, cinque musulmani
contratti nella morte giacevano in una strada di Casablanca,
il traffico che continuava accanto ai loro cadaveri,
mentre un soldato francese li indicava disinvoltamente
al fotografo con la punta della scarpa. Difficile capire
perch quelle pubblicazioni venissero rigorosamente
vietate quando riportavano le stesse fotografie delle riviste
francesi in vendita in tutte le edicole della citt. Ma
c'era forse modo di capire le leggi emesse dai francesi se
non si partiva dal punto di vista che miravano tutte al medesimo
scopo, cio a quello di confondere, punzecchiare,
insultare e torturare i musulmani? Nelle altre pagine
c'erano foto di soldati egiziani che, in eleganti uniformi,
guidavano carri armati, ispezionavano mitragliatrici, mostravano
agli studenti la tecnica del lancio delle bombe a
mano, assistevano alle manovre nel deserto e sfilavano per
le magnifiche strade del Cairo in calzoncini kaki. Tutti
sembravano soddisfatti e in ottima salute; le donne e i
bambini salutavano dalle finestre dei residence. Torn alle
fotografie del Marocco e le studi attentamente, ricavando
un piacere masochistico nell'osservare il contrasto
fra le scene di desolazione e di morte e i plotoni di giovani
soldati trionfanti.
Diede un'occhiata alla stanza: gli sembrava l'essenza
stessa della tristezza e dell'arretratezza del Marocco. Maghreb
el Aqsa, ecco il nome del suo paese: Il pi lontano
Occidente". Esatto: l'estremit, il confine dell'Islam, oltre il
quale non c'era altro che mare deserto. Coloro che vivevano
nel Marocco potevano solo guardare con desiderio e invidia
gli eventi gloriosi che stavano trasformando le altre
nazioni musulmane. Il loro paese era come un'immensa
prigione i cui abitanti avevano quasi rinunciato a ogni speranza
di libert, eppure il padre di Amar l'aveva conosciuta
quando era la pi ricca e la pi bella terra di tutto l'Islam.
E anche Amar ricordava le pere e le pesche che crescevano
negli orti fuori dalle mura di Fez vicino a Bab Sidi bou Jida
prima che i francesi deviassero nelle loro terre il flusso
delle acque e lasciassero gli alberi ad avvizzire e a morire
nel soffoco estivo.
C'era puzzo di petrolio nella stanza; qualcuno non doveva
aver fatto troppa attenzione mentre riempiva le lampade.
Si alz e cominci a camminare, inquieto. S, la stanza
era il Marocco stesso; non c'era neppure modo di vedere
fuori perch le finestre erano troppo alte sopra la testa.
And alla porta e si ferm ad ascoltare il rumore ronzante
delle api, chiedendosi distrattamente se, nel caso che un uomo
distruggesse il loro alveare e venisse punto, il loro veleno
sarebbe stato sufficiente a ucciderlo.
Poi, sulla soglia della veranda sul retro, apparve Moulay
Ali che, come vide Amar, si avvicin e lo prese per un
braccio. "Non saresti dovuto venire qui, gli disse. "Non
posso lasciarti andare, e ti stancherai presto di restare chiuso
qua dentro. Lo riport nella stanza e chiuse la porta.
Ma il mondo  molto brutto al giorno d'oggi, molto brutto.
Prese di tasca il fazzoletto di Amar con il denaro, il pacchetto
di banconote che la signora nazzarena gli aveva dato
e la cartina di kif che lui aveva comperato per Mustapha
al Caf Berkane. Lasci cadere questa nella mano di Amar
in fretta e con espressione disgustata. Che cosa fai con questa
porcheria? chiese. Ti credevo un derri con un briciolo
di buonsenso.
Amar, che aveva dimenticato l'esistenza di quella bustina,
rimase inorridito quando se la vide in mano. Non 
mia!" esclam, fissandola.
"L'avevi in tasca.
" per mio fratello, voglio dire. L'ho presa per lui.
Se volessi bene a tuo fratello, non gli metteresti le catene
ai piedi, vero?
Amar non rispose. Moulay Ali aveva solo espresso a parole
ci che lui aveva vagamente sperato: che il kif potesse
essere una catena che tenesse legato Mustapha. Se avesse
recitato la parte dell'ingenuo, sarebbe apparso di una stupidit
abissale agli occhi di Moulay Ali; in caso contrario,
lo avrebbe probabilmente giudicato di una cattiveria incredibile.
Moulay Ali continuava a fissarlo con aria interrogativa.
Non ce la intendiamo troppo bene, mormor alla fine
Amar.
Ora l'espressione di Moulay Ali stava cambiando rapidamente.
"Vuoi dire, chiese, incredulo, che gli piace il kif
e che tu glielo dai per rovinargli la salute e indebolirgli il cervello,
in modo che diventi un buono a nulla?  questo?
Amar ammise, sconsolato, che tale era stata la sua intenzione.
Aveva sempre detto tutta la verit a Moulay Ali, e
tanto valeva dicesse anche questa. Ma  gi un buono a
nulla," aggiunse, come a spiegazione, e poi non sono stato
io a dargli questa abitudine.
Moulay Ali emise un lungo sibilo fra i denti. Bene, amico
mio, sei proprio un giovane Satana. Questo ti posso dire.
Satana al cento per cento. Ma ecco il tuo denaro. In caso
contrario, potrei dimenticarmene.
Mentre stava per andarsene, si volt e lev un dito in
cenno minaccioso. E non comperarti una rivoltella, smatsi?
A meno che non voglia passare tutto il resto della tua vita
ad Ain Baza. Vedendo l'espressione smarrita di Amar, si
volt completamente. Questa sera verranno alcuni amici,
se non saranno prima uccisi o arrestati, e ti canteranno una
canzone. Conosci quella di Aicha bent Aissa?
No, rispose Amar, il quale, alla prospettiva di quegli
arrivi, ebbe l'impressione che la giornata si facesse meno
tetra.
 molto importante che tu ascolti questa canzone, disse
Moulay Ali, poi usc, chiudendo la porta.
Un poco pi tardi un ragazzo dall'aria piuttosto sudicia
port un vassoio di frutta, pane e miele, sorrise ad Amar e
si affrett ad allontanarsi. Amar mangi senza il minimo
appetito. Ed dounia mamzianache," aveva detto Moulay
Ali, il mondo  molto brutto al giorno d'oggi. Era difficile
che fosse peggiore di quello di ieri, si disse, ma presagi
di sventura gli turbinavano per la testa, e aveva paura. Dopo
aver mangiato, tolse tutti i giornali e le riviste dal materasso
pi comodo e vi si accoccol sopra, prima fissando a
lungo il cielo azzurro dalla finestra prospiciente e poi chiudendo
gli occhi. Rimase l tutto il pomeriggio, sprofondato
nella malinconia, il cui solo antidoto era rappresentato, di
quando in quando, dalla promessa di Moulay Ali che la sera
avrebbe portato compagnia, che ci sarebbe stato qualcuno
con il quale parlare.
Al termine del pomeriggio, mentre la luce svaniva dai
riquadri di cielo sovrastanti e la vita fuggiva fuori dalla stanza
soffocante, la sua tristezza divenne ancora pi profonda,
si trasform in un dolore fisico al cuore e alla gola, ed
ebbe l'impressione che nulla avrebbe potuto mitigarla: non
intere giornate di pianto, e neppure la morte. Un giorno,
anni addietro, era andato a passeggiare con suo padre a Zekak
al Hajar, dove i mendicanti stavano seduti, cantilenando,
levando alti i loro moncherini, e suo padre aveva detto:
Un uomo, quando muore e viene sepolto, la fa finita con
questo mondo, e i suoi amici sono lieti che abbia avuto la
buona fortuna di andarsene. Ma quando un uomo si trascina
per le strade senza amici, senza vestiti, senza una
stuoia dove stendersi, senza un pezzo di pane, vivo ma non
davvero vivo, morto ma non ancora morto... bene,  questa
la pi terribile punizione di Allah al di qua dei fuochi della
Geenna. Guarda, e cos potrai capire perch la carit  uno
dei cinque doveri. Si erano fermati, e Amar aveva guardato,
ma solo con affascinato orrore, un uomo che aveva le
labbra trasformate in un'enorme borsa rossastra grossa come
tutta la testa, e nella sua mentalit infantile aveva pensato
che Allah doveva essere una strana persona, se giocava
alla gente scherzi cos curiosi.
Ora ricordava quello che il padre gli aveva detto. La
stessa miseria si sarebbe presto abbattuta su di lui e su tutti
gli altri, ma non ci sarebbero stati fra di loro neppure i
vincoli forgiati dalla sofferenza, quei vincoli che spingevano
i poveri ad aiutarsi a vicenda mentre procedevano
per le strade (quelli con le gambe storpie che si trascinavano
in testa, come cani ammalati, guidando i ciechi), perch
ognuno avrebbe odiato e temuto il suo compagno, e
nessuno avrebbe saputo chi erano le spie e chi no, perch
ognuno di loro, in determinate condizioni propizie o sottoposto
a una tortura adatta, sarebbe stato capace di tradire
gli altri.
Per un poco gli oggetti della stanza rimasero visibili, tenuti
assieme dalla luce che indugiava ancora, poi il tessuto
delle cose si disintegr, si trasform in cenere, si fece nero
fino a quando l'oscurit totale regn sovrana. Amar rimase
immobile, divorato da una profonda piet per se stesso. Era
gi brutto abbastanza per chi era abituato alla Medina restare
prigioniero in una casa solitaria in mezzo alla campagna, ma
trovarsi solo nelle tenebre, senza neppure la possibilit
di fare luce, era davvero troppo. Poi ud uno scalpiccio
che si avvicinava dalla veranda, e un attimo dopo
qualcuno apr la porta. Il fascio luminoso di una torcia elettrica
si concentr sul materasso, inquadrandolo. Risuon
un'esclamazione di sorpresa di Moulay Ali. "Ti sei addormentato
qui? chiese. Amar rispose esplicitamente che no.
Ma che cosa fai al buio? Dove Mahmoud? Non ti ha portato
una lampada? Amar, per il cui orgoglio ferito questa
sollecitudine era un balsamo, replic che non vedeva Mahmoud
da diverse ore, da quando gli era stata servita la prima
colazione, per la precisione.
"Devi scusarlo, disse Moulay Ali, sempre in piedi sulla
soglia. "Ha avuto molto da fare oggi. Tutti qua dentro hanno
avuto molto da fare oggi.
"Certo, convenne Amar.
Fu Moulay Ali a suggerire di salire nell'ufficio e di aspettare
l'arrivo degli ospiti, che dovevano venire da un sentiero
sul retro della strada di Ras el Ma. Mentre attraversavano
la piccola anticamera polverosa verso l'inizio della scala,
disse ad Amar: Sar solo una riunione di pochi amici.
Anche nel corso di una guerra si deve ridere. Era la prima
volta che Amar sentiva definire guerra quei disordini; la
parola lo eccit. Forse fra coloro che stavano per arrivare
ci sarebbero stati uomini che quello stesso giorno avevano
ucciso di loro mano francesi... eroi come quelli che aveva
visto soltanto al cinema o nelle riviste.
La lampada schermata sul tavolo era stata abbassata e
dava soltanto una tenue luce gialla. Si misero a sedere sui
cuscini e chiacchierarono, ma Moulay Ali non perdeva mai
d'occhio quel tratto di tenebre esterne da dove si aspettava
di vedere comparire le luci.  molto brutto essere impazienti,
osserv a un certo punto, ma stasera lo sono pi
che mai. In questo lavoro, e in momenti come questi, ogni
giorno sembra un anno. Sai com' la situazione al mattino;
ora di sera, tutto  diverso, e devi ricominciare da capo a
imparare tutto. Ma finisce per vincere quello che studia di
pi la situazione."
Amar guard il viso carnoso di Moulay Ali. Parlava perch
era nervoso, questo era evidente. Ed era chiaro anche che
si considerava una specie di generale in quella lotta che chiamava
guerra, e che gli uomini i quali gli stavano accanto lo
accettavano come tale. Ma un generale non vive in una comoda
casa assistito dai domestici, non passa il suo tempo
seduto a un tavolo a battere a macchina e a leggere, pens
Amar: ha la spada e il cavallo pi belli e galoppa alla testa
delle sue truppe, spronandole a un maggior ardire e a un
pi completo disprezzo della vita. Per questo c'erano i generali:
per essere di esempio a tutti gli altri. Ma, invece di
dar voce a queste cose che gli turbinavano per la testa, Amar
se ne rimase seduto, in silenzio, fino a quando sent Moulay
Ali uscire in un piccolo grugnito di soddisfazione. Ah,
finalmente! esclam, drizzandosi e scrutando fuori, nella
notte. Amar guard, non vide nulla, continu a guardare, e
alla fine scorse piccole luci che avanzavano irregolarmente,
sparivano, ricomparivano e a poco a poco si avvicinavano.
Non  un'automobile, not, sorpreso. "No certo, rispose
Moulay Ali. "Vengono con gli asini. E un sentiero molto
stretto. Si diresse verso la porta. "Scusami un momento.
Saranno qui fra poco. Voglio essere sicuro che la sala
grande sia pronta.
Solo nella stanza in penombra, Amar sent che i suoi
dubbi si facevano sempre pi forti. Moulay Ali poteva essere
un buon uomo, ma non era un musulmano. Non diceva
mai n Incha Allah n Bismil'lah", beveva alcol e
quasi certamente non pregava, e Amar non si sarebbe stupito
di sentire che pi di una volta aveva mangiato carne
di maiale o aveva trascurato di osservare il Ramadan. Come
poteva un uomo del genere assumersi l'incarico di guidare
i musulmani nella loro lotta contro le ingiustizie degli
infedeli?
E, mentre pensava a ci, ecco il ricordo neppure formulato
di un'altra personalit: era soltanto un'aura, un suggerimento,
un'ombra, qualcosa di simile al preannuncio di
una presenza che era stata con lui e che misteriosamente
era ancora con lui, e una parte della sua mente paragon
tutto questo all'aura di Moulay Ali e lo trov migliore. Tutto
ci avveniva nelle profondit della sua coscienza, e lui si
rendeva conto soltanto di una sensazione di turbamento di
cui non cercava neppure di individuare l'origine. Ma, come
una zaffata di fumo pu avvertire del pericolo un uomo
sprofondato nel sonno, quest'altra presenza, che intuiva
solo come qualcosa di inquieto nel suo intimo, gli andava
mormorando un messaggio di avvertimento - contro
che cosa, non lo sapeva.

 Capitolo X.

La cena era stata ottima. Si sdraiarono sui materassi
lungo le pareti della stanza, chiacchierando e ridendo. Erano
in dieci, compreso Lahcen, che era arrivato pi tardi,
perch era venuto in bicicletta dalla statale. All'inizio del
pasto, quando uno degli ospiti, uno studente della Medersa
Bou Anania aveva cercato di portare l'argomento della
conversazione sulla politica, Moulay Ali si era rivolto verso
di lui e aveva proclamato a gran voce che voleva dimenticare
per un poco il lavoro e i guai e che secondo lui sarebbe
stata un'ottima idea mettere da parte gli avvenimenti della
giornata mentre mangiavano. Tutti avevano approvato
entusiasticamente, e lo studente allora aveva assunto un'espressione
sprezzante e si era rifiutato di pronunciare una
sola parola durante il pasto. Erano gi state vuotate alcune
bottiglie di vino, e altre stavano arrivando.
"Quella lampada, disse a un tratto Moulay Ali ad Amar,
che gli sedeva accanto. Spegnila. D fumo. Da quando i
suoi ospiti erano arrivati, si serviva di Amar come di una
specie di attendente, incarico che Amar non si sentiva affatto
alieno di esplicare perch presupponeva una certa qual
intimit fra di loro. E poi aveva notato che la cosa irritava
Lahcen, il che lo riempiva di soddisfazione, perch non nutriva
certo sentimenti amichevoli nei confronti di quell'omone
che la sera prima gli aveva fatto ballonzolare la rivoltella
davanti al naso. Lahcen continuava a lanciare occhiate
minacciose nella sua direzione, rendendo chiaro che
tutto quel giochetto non era di suo gradimento. Aveva sentito
Amar accusare il suo idolo e aveva deciso, una volta per
sempre, che il ragazzo era un nemico e che non era affatto
saggio da parte di Moulay Ali tenerlo in casa; nella sua mentalit
semplicistica non c'erano circostanze attenuanti per
un comportamento come quello di Amar.
A volte, come se ne avessero stabilito in precedenza il
momento, c'erano pause di silenzio, e allora si avvertiva
chiaramente la notte ostile che li circondava, e sentivano
solo la musica ingannevolmente rassicurante dei grilli, l
fuori. Poi, un poco agitato, qualcuno ricominciava a parlare
della prima cosa che gli passava per la testa (sembrava
che l'argomento non importasse) e le sue parole venivano
accolte con un sollievo e un entusiasmo assolutamente sproporzionati
all'interesse che suscitavano.
Mahmoud port un vassoio carico di bottiglie, per buona
parte di birra. Ma c'era anche la stessa brocca di chartreuse
verde con la quale Amar era stato servito quell'altro
giorno. Moulay Ali cerc di offrirgli una bottiglia di birra.
Davanti al suo rifiuto, cerc di offrirgli un poco di liquore.
Amar avrebbe voluto dire: Sono musulmano ma si limit
invece a mormorare: "Non bevo". "Ma hai gi bevuto un poco
di questa roba quel pomeriggio," osserv Moulay Ali,
guardandolo, perplesso.  stato un errore, replic Amar.
Quando tutti si furono serviti, Moulay Ali si pieg verso
di lui e gli disse a bassa voce: Le notizie che ti ho promesso
di cercare di ottenere per te sono buone. Amar drizz
la testa, di scatto. Non parliamone adesso, continu
l'altro. Non voglio che tutti gli altri sentano. Hai una sorella
maggiore? Senza dare ad Amar il tempo di rispondere,
prosegu: Tua madre e tua sorella minore sono andate
tre giorni fa a Mekns per stare con lei e con suo marito.
Questo  tutto quanto so. Levando la voce, chiam un
ometto occhialuto e dai baffi sottili. Ehi, monsieur le docteur!"
(Al suono di quella lingua che odiava, Amar abbozz
una smorfia di disgusto.) Venite qui e ditemi qualcosa.
Poi, ad Amar: Ti spiacerebbe passare da questa parte?.
Amar si trasfer in fondo alla stanza e si mise a sedere da
solo su uno dei cuscini, gli occhi fissi sul gruppo. I due giovani
pi vicini a lui, seduti sul bordo del materasso, bevevano
birra e discutevano il giornale del partito.
A un certo momento uno di loro grid a Moulay Ali:
Complimenti, maestro. Ho saputo che la vostra storia della
peste bubbonica figurava al posto d'onore nei cartelloni
degli studenti durante la manifestazione di ieri a Rabat. I
marocchini nei campi di concentramento non muoiono abbastanza
in fretta per i gusti dei francesi. E qual  il rimedio
allora? Diffondere la peste bubbonica nei campi per far
posto ad altri prigionieri. Ecco che cosa dicevano i cartelloni.
Ne  nato uno scandalo numero uno.
Moulay Ali sorrise. Era precisamente quello che speravo.
Amar non badava alla conversazione, che sembrava farsi
sempre pi accesa. Era occupato a elevare ringraziamenti
ad Allah perch aveva salvato Halima e sua madre. Quando
ricominci a porgere orecchio alle parole che venivano
pronunciate intorno a lui, si rese conto che questa volta
Moulay Ali doveva aver detto ai suoi amici che si poteva
parlare in sua presenza, perch nessuno ormai cercava di
velare il significato delle proprie parole. Poteva permettersi
il lusso di sentirsi tranquillo, ora che la peggiore tensione
era passata. Tre giorni prima, aveva detto Moulay Ali.
Cio il giorno in cui era andato al Caf Berkane e aveva incontrato
i due nazzareni, il giorno in cui era uscito di casa
per fare una passeggiata e sua madre aveva detto: "Ho paura.
Dovevano essersi allontanate poco dopo di lui, se avevano
fatto in tempo a uscire dalla Medina prima che la sparatoria
la isolasse completamente. Che cosa poteva aver deciso
suo padre a mandarle via cos, all'improvviso? Forse
Allah gli aveva inviato un messaggio, semplicemente.
Nessuna possibilit di negoziati," disse il dottore. Possono
mandare un nuovo Rsident tutte le mattine da Parigi,
se vogliono. Non otterranno nulla. Sarebbe stato ancora
possibile la scorsa settimana. Anche ieri, forse. Oggi, non
pi. Sembrava che tenesse qualcosa di simile a un discorso;
tutti lo stavano ascoltando.  stato un colpo maestro
sorprenderli tutti quanti in una volta.
Ma la gente la prender davvero male come noi immaginiamo?
Questa frase venne pronunciata in fretta, a
voce alta, da un giovane vestito di blu. L'horm  davvero
cos importante per loro? Ecco che cosa  indispensabile
sapere.
Sks huwq, disse Moulay Ali, indicando Amar. Ecco
il tuo popolo. Chiediglielo.
Tutti, a eccezione di Lahcen, si voltarono a guardare
Amar, con un'espressione strana che gli sembrava quasi di
desiderio, quasi fosse stato un nuovo piatto prelibato che
stavano per provare per la prima volta. Moulay Ali si limit
a sorridere, come un gatto soddisfatto, mentre il dottore
chiedeva ad Amar: Sai che cosa  successo oggi nella Medina?.
No, sidi, rispose Amar, mentre avvertiva dentro di s
una nuova sensazione di paura.
I francesi hanno giurato che avrebbero messo in prigione
tutti gli ulema della Karouine.
Non possono farlo, disse Amar. Gli ulema sono sacri.
"Oh, avrebbero potuto farlo, se avessero voluto. Ma gli
ulema sono andati a rifugiarsi nella hom di Moulay Idriss.
Suo malgrado, Amar si sent sollevato. Hamdoul'lah,
disse, con convinzione. Gli altri lo guardavano, affascinati.
Il dottore si chin un poco in avanti mentre diceva: "Ma
i francesi hanno fatto irruzione nella hom e li hanno picchiati
e li hanno trascinati fuori tutti. A quest'ora devono gi
essere a Rabat.
Gli occhi di Amar si erano fatti enormi. Kifach! esclam.
Nessuno parl. "Che cosa sta succedendo? Non abbiamo
ancora cominciato a bruciare la Ville Nouvelle?
Non ancora, rispose Moulay Ali. Ma cominceremo
presto.
Non possiamo aspettare!"
Cerca di ricordare che si possono muovere solo coloro
che abitano a Fez Djedid. Tutti gli altri sono chiusi nelle loro
case. Non dimenticarlo. Torn a rivolgersi al dottore. Il
suggerimento di Brahim sarebbe saggio se non fosse al di
fuori dalla realt. Una cosa del genere richiede tempo. Ripresero
a discutere, ma Amar si era ancora una volta chiuso
in se stesso, con la vaga sensazione di essere stato ingannato.
Non che non credesse a quanto il dottore gli aveva
detto, ma non gli andava il modo in cui tutti avevano atteso
di vedere come lui avrebbe accolto la tragica notizia:
era come se a loro non importasse quello che era accaduto,
come se fossero estranei a tutta quella storia.
B'sif, stava dicendo un uomo dalla gran barba nera.
Pi presto cominciamo e meglio . E voi dovete tenerlo
presente, sempre. L'America d alla Francia due miliardi di
franchi. L'America d alla Francia un altro miliardo. La
Francia vorrebbe lasciare il Marocco, ma l'America insiste
perch rimanga a difendere le sue basi. Senza l'America qui
non ci sarebbe la Francia. E cos via. Sahel, sahel. Un bell'attacco
a ognuna delle basi americane: ecco di che cosa
abbiamo bisogno. Non dovrebbe essere difficile effettuarli.
Non ti sembra, Ahmed? L'uomo si rivolse allo studente che
aveva taciuto per tutto il corso della cena.
"Credo che dovrebbe essere facile, almeno fra gli studenti.
Sembrava che fosse irritato pi con Moulay Ali che
con gli altri.
Anche con le facce dei cani francesi che si parano davanti
dappertutto e con gli americani nascosti? disse Moulay
Ali, con una punta di disprezzo. Soyez raliste, monsieur."
Non siamo tutti djebala che vengono dalle montagne,
replic lo studente, altezzoso.
E, quando ci saranno stati incidenti che chiameranno
direttamente in causa vite e propriet americane, forse
l'America si accorger che esiste al mondo un paese chiamato
Marocco, continu Brahim dalla barba nera.
Oggi non sa neppure che differenza ci sia fra il Marocco
e il Senegal. Voi potete restarvene seduti qui e dire
che si tratta di una cosa fuori dalla realt. Ma io sono pronto
a scommettere che nel giro di un anno questa diventer
la direttiva ufficiale. Gli americani rappresenteranno allora
il nostro obiettivo, non pi i francesi. Tutti tacevano;
sembrava che fossero stati ridotti al silenzio. I grilli cantavano:
Ree, ree, ree.
Anche se fosse solo per scopi propagandistici, continu
Brahim, incoraggiato dall'immobilit degli altri e dal
vino che aveva bevuto, "sarebbe ugualmente utile. Ma  anche
vero, il che rende la propaganda pi efficace che mai.
Il valore della propaganda non ha rapporto alcuno con
il suo grado di verit, mormor l'uomo vestito di blu, riempiendosi
un altro bicchiere di birra. "Lo ha solo per la sua
credibilit per quel settore del pubblico al quale  diretta.
Moulay Ali diede un'occhiata di traverso al dottore e
corrug le sopracciglia; il dottore strizz l'occhio. Brahim,
per nulla scoraggiato, non vi bad.  vero che l'America
passa denaro alla Francia, e parte di questo denaro viene
speso in armi che sono usate contro di noi. Pu darsi che
questa non sia propaganda... non so. Ma  la verit.
Amar ascoltava; ecco qualcosa di nuovo per lui. Non
aveva mai saputo di questa segreta infamia degli americani.
Ma erano molte le cose di cui sentiva parlare per la prima
volta. La parola propaganda che continuavano a ripetere...
non l'aveva mai sentita prima, ma evidentemente
si trattava di una cosa molto importante. La storia degli
americani malvagi lo affascinava; gli sarebbe piaciuto vederne
uno, di sapere che aspetto avevano, di che colore era
la loro pelle, che lingua parlavano, ma tutti nella stanza
sembravano conoscere le risposte a queste domande, e cos
non era possibile che lui le rivolgesse. Ora pareva che ci
fossero in corso tre conversazioni contemporaneamente fra
gli ospiti; qualcuno di loro strillava, eccitatissimo. La stanza
si era fatta pi piccola, con tutto quel chiasso. Un uomo
grasso aveva spinto da parte il dottore, si era messo a sedere
accanto a Moulay Ali e gli stava leggendo un ritaglio
di giornale. Moulay Ali, appoggiato sulla schiena, teneva gli
occhi chiusi e li apriva ogni tanto per aspirare una boccata
alla sigaretta e guardare il fumo che si arricciava verso il
soffitto, prima di chiuderli di nuovo. Lui solo, fra tutti, sembrava
in grado di mantenere una perfetta calma esteriore.
Ma anche lui, pens Amar con tristezza, non era musulmano,
e in questo modo non avrebbe mai avuto la possibilit
di mettersi alla testa del suo popolo. Aveva accanto ai
piedi un bicchiere mezzo vuoto di birra, e presto si sarebbe
chinato a raccoglierlo.
A poco a poco Amar piomb in uno stato contemplativo:
se ne stava seduto a guardare gli altri che si ubriacavano
lentamente. Nessuno gli badava. Le voci si facevano
sempre pi forti, e non c'erano pi quelle pause, sia pure di
un istante, durante le quali era possibile sentire i grilli, l
fuori. Non c'era pi silenzio nel loro mondo. Ognuno cercava
di far colpo sugli altri con la sua intelligenza e la sua
erudizione. Perfino Lahcen stava discutendo con un giovane
magro e calvo il quale, evidentemente, non aveva nessun
desiderio di parlare con lui e cercava continuamente di attaccare
conversazione con quello che gli stava seduto accanto,
dall'altra parte. Quegli uomini non avevano n comprensione
n amore per Allah o per la gente che pretendevano
di aiutare. Ci che potevano riuscire a creare era destinato
a essere spazzato via al pi presto. A questo avrebbe
provveduto Allah, perch si sarebbe trattata di una cosa
costruita senza la Sua guida.
Se ne restava seduto da solo, a guardarli, e gli sembrava
di essere sulla vetta di una montagna e di vederli da una
distanza enorme. I peccati sono finiti, gli aveva detto il vasaio.
Ecco che cosa credeva la gente adesso, e in questo modo
non c'era altro che peccato. Perch, se gli uomini osavano
assumersi la responsabilit di decidere che cosa era
peccato e che cosa no, decisione che soltanto Allah nella sua
saggezza poteva prendere, allora gli uomini commettevano
il pi terribile dei peccati, il definitivo, quello di cercare di
sostituirlo. Lo vedeva con la massima chiarezza, e sapeva
perch era convinto che tutti fossero dannati al di l di ogni
speranza di redenzione.
Improvvisamente Moulay Ali prese un oud da dietro i
cuscini ammucchiati in un angolo e lo tese al dottore che,
spostati i bicchieri, cominci ad accordarlo. Per un poco
pizzic le corde a caso, forse per non attaccare una canzone
fino a quando le discussioni non si fossero placate un
poco. Ma ci non avvenne, perch quasi tutti continuavano
a parlare. Alla fine Moulay Ali batt le mani con impazienza
per imporre il silenzio, e a poco a poco il flusso delle
parole si plac.
Aiche bent Aissa, disse Moulay Ali. E adesso ascolta,
Amar. Ascolta con la massima attenzione. Questa  per te.
Vuole fare grandi cose, confid allegramente agli altri. Gli
ho promesso questa canzone.
Non era vero, pens Amar. Non voleva niente, lui. Non
fare grandi cose per il partito, non ascoltare musica, non
parlare con gli altri. Si sentiva assolutamente solo nella
stanza, solo in quel mondo estraneo di musulmani che non
erano musulmani, ma sarebbe rimasto seduto ad ascoltare,
perch la canzone era gi cominciata. Era un'aria semplice
con parole semplici, e, pens da principio, la semplice
storia di una donna con un figlio di sedici anni iscritto
al partito. Quando veniva estratto il suo numero e toccava
a lui di uscire per commettere l'assassinio che gli era stato
assegnato, e loro venivano e bussavano alla porta della sua
casa, la madre diceva agli uomini di entrare un momento.
Loro entravano, lei chiedeva: "Dov' la rivoltella?, e loro
gliela davano. E lei allora abbatteva con un colpo il figlio.
Dopo questo atto brutale e inatteso, la canzone riusciva per
lui incomprensibile. Continuava ad ascoltare, ma le parole,
che lo avevano sconvolto, non avevano pi senso. Poi,
cant il dottore, lei restituiva la rivoltella agli altri, dicendo:
Sceglietevi un uomo per il vostro lavoro, non un ragazzo.
E questo era tutto.
Questa donna esiste realmente, sai, gli mormor lo
studente. Vive a Casablanca, e la storia  verissima.
Lahcen, molto commosso, tir su con il naso e si asciug gli occhi
con una manica. Piange per una canzone, pens Amar,
sprezzante, ma, se avesse visto la donna sparare sul ragazzo,
se ne sarebbe rimasto immobile come una pietra.
E allora? domand Moulay Ali ad Amar. Che cosa ne
pensi?
Amar tacque, perch non sapeva che cosa si aspettava
da lui. Ma Moulay Ali era in attesa, e alla fine lui disse precisamente
quello che pensava: "Non capisco perch ha ucciso
il figlio.
Moulay Ali era trionfante. Ero convinto che non avresti
capito. Ecco perch ho voluto che la sentissi. Lo ha ucciso
perch sapeva che non era pronto, e il partito era pi
caro del figlio al suo cuore. Amar aveva un'aria confusa.
"Aveva capito che, se i francesi lo avessero preso, non sarebbe
morto come un uomo, con le labbra chiuse, ma come
un ragazzo, piangendo e dicendo tutto quello che essi
volevano sapere. Ecco perch lo ha ucciso, amico mio.
Ora Amar capiva, ma la cosa non gli sembrava vera, e
neppure credibile, quanto a questo. "E voi dite che una donna
cos esiste davvero?
Tutti cominciarono a parlare di amici che affermavano
di conoscere la leggendaria Aicha bent Aissa. Qualcuno diceva
che viveva a Fedala, il dottore insisteva che gestiva un
bacal in un quartiere di Ain Bouzia, mentre, secondo il giovane
calvo, era diventata una dei capi del partito ed era stata
mandata, se non si sbagliava, a Boujad, o a Setat, o in
qualche altro posto del genere. In ogni modo, tutti erano
categorici sulla teoria della sua esistenza in carne e ossa.
Tutti salvo, forse, Moulay Ali, che si limit a dire: Una volta
nel partito c'erano moltissimi ragazzi. Ora non ne accettano
pi, salvo casi particolarissimi, e tale politica  dovuta
in buona parte a questa canzone.
Questa volta Mahmoud port un vassoio di bicchieri
pi piccoli con due bottiglie di cognac appena aperte. La
sua comparsa fu salutata dai discreti applausi di alcuni degli
ospiti, e questa era una prova per Amar, ammesso che
ce ne fosse stato bisogno, che non erano pi completamente
in s. Il dottore cant diverse altre canzoni, ma l'attenzione
degli altri andava a mano a mano diminuendo, e alla fine
lui si trov a cantare e a strimpellare per conto proprio.
Amar rimase a lungo a guardarli, senza partecipare ai loro
scherzi e alle loro discussioni, sentendosi pi che mai solo
e triste. A un certo punto Moulay Ali lo chiam dicendo:
Zduq, Amar, sembra che tu debba restartene ancora per un
poco qui con me.
Amar abbozz un sorriso, sperando che l'altro non sospettasse
che cosa gli passava per la mente in conseguenza
a questa osservazione: la decisione conscia di fuggire, in una
maniera o nell'altra. Meglio i campi, pens, piuttosto che
continuare a rimanere chiuso in quella casa. Aveva denaro
e, anche se non conosceva l'indirizzo della sorella a Mekns,
era sicuro di riuscire a trovarla, in una maniera o nell'altra.
Mise la mano in tasca e carezz i soldi; la sensazione delle
banconote fra le dita lo eccit. Si sarebbe comperato un paio
di vere scarpe, e anche dei calzoni nuovi. Per la prima volta
pens al denaro in rapporto al suo valore d'acquisto. Ma dove
avrebbe potuto comperarsi le scarpe? Forse a Mekns,
incha'Allah. Aveva molto sonno; faceva fatica a tenere gli occhi
aperti. Era seduto vicino alla porta, e attese che Mahmoud
tornasse a comparire con altre bottiglie e altri bicchieri,
poi, mentre quello entrava, gli scivol fuori alle spalle,
semplicemente. La veranda era immersa nelle tenebre,
ma fuori la luna brillava alta sopra il cortile. Prima di raggiungere
la veranda sul retro, continu a sentire le risate rauche
e le note acute dell'oud, ma non appena ebbe varcato la
soglia entr nel silenzio pi completo, rotto soltanto dai tenui
e infiniti canti dei grilli. Si diresse cautamente verso la
porta della stanza dove aveva dormito la notte precedente,
sgattaiol dentro e recit una preghiera piuttosto lunga. Poi
si coric e si addorment subito.
Era gi arrivato molto lontano, e non aveva nessuna voglia
di tornare indietro, ma una luce lo colpiva in pieno sulla
faccia. Apr gli occhi. Un mostro torreggiava sopra di lui.
Si alz di scatto, gridando: "Ah!, ma perdette l'equilibrio e
ricadde sul materasso, e mentre cadeva si rese conto che si
trattava semplicemente di Moulay Ali con una lanterna. Ma
la luce, tenuta bassa, faceva assomigliare la sua faccia a
quella di un grasso diavolo bianco, e i suoi occhi erano due
fori neri e tondi. Amar rise, per scusarsi, e disse:
Khalatini! Mi avete spaventato.
Senza badargli, Moulay Ali sollev la lanterna e bisbigli:
"Vieni. Il tono imperativo con cui aveva pronunciato
quest'unica parola colp Amar solo quando era gi in piedi;
allora il sollievo che aveva provato dopo la paura iniziale
cominci a dar luogo a una nuova inquietudine, pi razionale
ma anche molto conturbante.  ubriaco," si disse,
mentre camminavano gi per la veranda, le loro ombre che
ondeggiavano sulle pareti in rovina. Poi ud le voci degli altri,
e parevano le voci di tanti pazzi. Alcuni bisbigliavano,
altri ridevano sgangheratamente, e la loro risata aveva il
suono ma non il significato di una risata, e alcuni stavano
parlando, ma delle cose pi assurde. "S, s molto bello.
Credo che, se avesse detto che era cos, saremmo andati.
Ti piacciono le sigarette? Oh, s, s, fumo. Mi piace fumare.
Sarebbe meglio lass, se sai quello che dovresti sapere.
"Siamo tornati e... e faceva molto caldo. Anche il tono
e il ritmo avevano qualcosa di sbagliato, e aveva l'impressione
che, se si fosse chiesto a quegli uomini che cosa
avevano detto, non sarebbero stati in grado di rispondere,
perch le parole che pronunciavano erano soltanto le prime
che passavano loro per la testa. Poi qualcuno, il medico
gli parve, cominci a suonare 'oud, e quelle note lievi,
che formavano una melodia riconoscibile, riuscirono misteriosamente
a dare una parvenza di equilibrio alla scena
che stava osservando.
Quando raggiunsero la soglia della sala, Amar vide che
tutti gli ospiti erano in piedi. "I miei amici stavano per andarsene,
spieg Moulay Ali. (Dove, a quell'ora della notte,
e in groppa agli asini? pens Amar, ma solo distrattamente.)
"E allora ho accennato al fatto che tu suonavi il flauto,
e tutti hanno voluto sentirti.
Ah! esclam Amar, colto alla sprovvista.
Un pezzo soltanto," insistette Moulay Ali, con voce vellutata,
pizzicandolo su un braccio. Amar lo guard; aveva
un aspetto davvero strano, e, anche a quella luce, i suoi occhi
sembravano due enormi fori neri. Guard tutti gli altri
presenti nella stanza; anch'essi avevano qualcosa di strano.
Torn a chiedersi se era effetto dell'alcol, o dell'hashish magari,
ma aveva visto molte persone in preda all'uno o all'altro,
e il loro comportamento era stato completamente diverso.
Gli balen alla mente l'idea che Moulay Ali non era
affatto venuto a svegliarlo. In questo caso, era ancora disteso
nelle tranquille tenebre della stanzetta; si trattava di
uno di quei sogni in cui tutto... persone, case, alberi, cielo
e terra... sono condannati fin da principio a essere travolti
in un unico enorme vortice di distruzione. Condannati fin
dall'inizio, ma se chi sogna non sta attento pu non accorgersi
di quanto  sul punto di accadere, perch  un maelstrom
che comincia a muoversi dopo un certo periodo di
tempo, denunciando la sua presenza solo al momento opportuno.
Alla fine, probabilmente, tutto avrebbe cominciato
a turbinare, una cosa sarebbe diventata un'altra, e tutti
sarebbero stati risucchiati nel vuoto, gridando silenziosamente,
artigliandosi a vicenda con gesti della pi straordinaria
delicatezza. Ma, per il momento, doveva fngere di essere
un Amar sveglio.
"Non ho lirah," disse, con la certezza che Moulay Ali ne
avrebbe fatta saltare fuori una in quel preciso momento, come
infatti avvenne, perch lui la prese da un cuscino alle
sue spalle.
"Ma suono malissimo. Sono soltanto un principiante,
protest. Moulay Ali gli strinse il braccio pi forte.
Barakalahoufik. Barakalahoufik, mormor. Si trattava davvero
di Moulay Ali, e le altre erano le persone che aveva visto
prima? O era lui che, mentre dormiva, era cambiato al
punto che ora tutto gli appariva diverso?
"Suoner un pezzo io, disse Moulay Ali. Si port alla
bocca il piccolo flauto di canna. Subito la stanza piomb
nel silenzio pi assoluto: le parole prive di significato, le
risate forzate e vacue, i frenetici monosillabi bisbigliati,
che di tutti quei rumori erano sembrati gli unici validi, si
troncarono in un lampo, e a prendere il loro posto rimase
soltanto la voce dolce e tenue del flauto. Moulay Ali esegu
alcune frasi introduttive, poi, uscendo solo nella galleria,
cominci a suonare, senza particolare bravura, la versione
lievemente alterata di una canzone intitolata Tanja Alia.
Amar guard gli ospiti; tenevano gli occhi fissi davanti a
loro, come se non ascoltassero, ma immaginassero che
aspetto avrebbero dovuto avere se avessero davvero ascoltato.
Yah latif, pens. Sono tutti stregati. Ecco che cosa
c'era che non andava in loro; questa, almeno, sembrava ad
Amar l'ipotesi pi ragionevole di tutte le altre che poteva
riuscirgli di trovare sul momento. Un attimo prima continuavano
ad agitarsi e ad allungarsi grandi manate a vicenda.
Ora se ne stavano immobili, vicinissimi, attenti alla
musica che, nella sua esilit, riusciva a riempire il vuoto
della notte. Quando Moulay Ali smise, gli altri ricominciarono
a muoversi, prima ancora che lui apparisse sulla
soglia, ma si tenevano sempre uniti, come se nessuno potesse
sopportare l'idea di non avere almeno altri due a portata
di braccio.
Ecco, disse Moulay Ali, porgendogli il flauto. Adesso
tocca a te suonare. Avanti. Lo spinse verso i cuscini dove
si erano seduti assieme a cena. Mettiti comodo e mostrami
come tu sai suonare Tanja Alia.
Pi presto lo accontentava, pens Amar, pi presto se
ne sarebbe tornato a letto. Si sistem sui cuscini, accavall
le gambe e cominci a suonare. Dopo alcune frasi, Moulay Ali sorrise, rigido, disse: Bene. Bello" e si trasfer all'altra
estremit della stanza. Gli ospiti erano usciti nella veranda.
Mentre immagazzinava fiato per una nuova frase,
sent Moulay Ali che mormorava loro: Ascoltate da qui.
Un attimo dopo lo ud bisbigliare qualcos'altro, qualcosa di
molto curioso, ammesso che non si sbagliasse. Gli sembrava
di aver udito, al di sopra delle flebili note del flauto, le
parole:  Chemsi, non dimenticatelo. Conosco il suo passo.
Non dimenticatelo.
Ogni volta che apriva gli occhi intravedeva l'ombra di
Moulay Ali che, fermo vicino alla porta, ascoltava. Era soddisfatto
che desiderasse di sentirlo suonare, anche se avrebbe
preferito suonare con lui solo che non con tutta quell'altra
gente.
Chemsi. Chi era Chemsi? pens Amar, mentre terminava
una lunga scala discendente che ondeggi, rabbrivid,
cerc di risollevarsi e alla fine giacque, immobile. Chemsi,
certo, era il ragazzo al quale Moulay Ali aveva consegnato
tutti i ritagli di giornale, quel primo, lontano pomeriggio di
tanto tempo addietro. Ma non lo interessava Chemsi, non
lo interessava di sapere se era proprio il suo nome che aveva
sentito pronunciare pochi minuti prima; in quel momento
badava soltanto a creare le pi belle frasi musicali
che gli riusciva di immaginare. Qualche volta Allah lo aiutava,
qualche volta no. Quella sera sentiva che esisteva la
possibilit di un aiuto del genere. Quando divent lui stesso
musica, tanto da non essere pi l salvo che come un semplice
punto in movimento sul lungo filo che la musica dipanava
mentre procedeva attraverso l'eternit, ci fu un momento
in cui la musica divent un ponte fra il suo cuore e
quello degli altri, e come torn in se stesso seppe che Allah
lo aveva sollevato fuori dal mondo per un istante e che per
quell'infinitesimale periodo di tempo lui aveva avuto Ah'dia,
il dono.
Suon fino a quando fu solo in luoghi distanti. Allah non
lo aiutava, ma non importava. Nel suo cuore c'era la solitudine,
il desiderio di qualcuno che lo capisse se avesse parlato;
ecco che cosa diceva la fragile fila di note evocate dal suo
fiato e dalle sue dita. Senza pensare a nulla, continu a suonare,
e a poco a poco la persona per la quale suonava cess
di essere l'ombra accanto alla porta, divenne quell'altra presenza
che aveva avvertito nella torre, al calare della sera,
qualcuno la cui esistenza al mondo significava una possibilit
di speranza. Si interruppe per un momento, e nella sua
mente, parte indissolubile della felicit liberata dall'altro essere,
ud una seconda musica, simile a un canto che venisse
da una lontana spiaggia illuminata dal sole, infinitamente
bella, inesprimibilmente tenera, un filo di canto cos tenue
che forse si trattava soltanto del ricordo di una musica
che non aveva mai sentito salvo che in sogno. Rimase immobile,
ad ascoltare, incapace di trarre il fiato che l'avrebbe
distrutta, forse per sempre. Non veniva da Allah, cos com'era,
eppure lui non aveva mai saputo che il mondo avesse
qualcosa di cos prezioso da offrire. E quando alla fine
dovette respirare, e l'altra musica cess, come aveva saputo
che sarebbe accaduto, ecco che rivide, quasi non avesse fatto
altro che pensare a lui, il signore nazzareno, un sorriso
perplesso sulle labbra, come lo aveva visto nella stanza dell'albergo
la prima sera.
Da un momento all'altro Moulay Ali avrebbe detto:
"Avanti o "Grazie e Amar voleva pensare al nazzareno. Era
stato un amico; forse, col tempo, sarebbero giunti a comprendere
l'uno il cuore dell'altro. E Amar lo aveva lasciato,
era fuggito da Sidi Bou Chta senza nemmeno salutarlo. Apr
gli occhi e diede un'occhiata verso il fondo della stanza.
L'ombra era sempre l, immobile. Si drizz di scatto e guard
meglio. Era una giacca appesa a un chiodo, nella zona
pi scura dietro la porta.

 Capitolo XI.

La lirah rotol fra i due cuscini sui quali l'aveva appoggiata.
Salt gi dal materasso, si precipit alla porta e
diede un'occhiata alla veranda deserta. Sapeva esattamente
che cosa era accaduto, e ci pens mentre correva,
controllando ogni punto. E sapeva che cosa sarebbe accaduto
poi, a meno che non avesse avuto una fortuna incredibile.
Era per guadagnarsi questa fortuna che attravers
precipitosamente l'anticamera soffocante e su per le scale
illuminate dalla luna raggiunse la stanza della torre, deserta,
dove solo il vento notturno entrava dalle finestre
aperte. C'era un unico lato della torre che lo interessava, e
cio quello che dava sul tetto; fortunatamente una delle finestre
da quella parte era socchiusa, e cos non avrebbe
dovuto correre il rischio di far rumore aprendola. Guard
in basso, giudic la distanza dal punto pi alto dello spiovente,
un calcolo difficile al chiaro di luna, perch quando
si sedette sul davanzale gli parve pi distante che non
un momento pi tardi, quando si butt. Si era infilato i
sandali in tasca, e nell'atterraggio i suoi piedi nudi non fecero
quasi rumore.
Non c'erano sul tetto nascondigli dove non potesse essere
inquadrato da una torcia elettrica dal basso o dalla torre;
di ci si rese conto subito. Ma voleva sapere se la torre,
che non aveva mai visto dall'esterno, aveva un tetto piatto
o a cupola, e quando alz gli occhi recit una breve preghiera,
perch era piatto. Il problema per il momento era
di risalire fino al davanzale della finestra e di l issarsi fino
al tetto, badando intanto a chiudere la finestra stessa, in
modo da metterli fuori pista nella misura del possibile. Naturalmente,
stavano cercando soprattutto Moulay Ali, un
uomo di mezza et, grasso, per nulla atletico, e non c'era
certo da aspettarsi che scivolasse fuori da una finestra e si
arrampicasse fino in cima alla torre. Anzi, pens Amar,
mentre si dava da fare per condurre a termine questa impresa,
non conosceva neppure ragazzi della sua et in grado
di fare qualcosa del genere. Nell'ultima parte bisognava
sperare che la sottile cornice di cemento alla quale si abbarbicava
con le dita alte sopra la testa non si staccasse
mentre si abbandonava a essa con tutto il suo peso. Risalendo,
aveva chiuso la finestra, ma non completamente,
perch l'unica maniglia era all'interno. Ma, se una forte raffica
di vento non avesse investito in pieno la torre da occidente,
la finestra non si sarebbe mossa.
Quando arriv in cima, scivol sul ventre verso il centro,
si rovesci sulla schiena e rimase a guardare la luna che
brillava altissima, quasi sopra di lui. Se fosse rimasto disteso
a quel modo, non sarebbe stato possibile inquadrarlocon un fascio di luce proveniente dal basso. Si chiese
quanti poliziotti c'erano gi con Chemsi, quanto denaro
avevano dovuto dargli, se Chemsi, quando se nera stato nascosto
fra i cespugli con i francesi e aveva sentito la musica
del flauto, aveva avvertito qualche differenza quando
Moulay Ali aveva smesso e aveva incominciato lui, Amar.
Molto probabilmente no, o ci sarebbe stato subito un attacco
concentrico alla casa; la polizia avrebbe capito che
era quello il momento in cui Moulay Ali cercava di battersela.
Non gli riusciva difficile immaginare Chemsi, in piedi
l fuori, atterrito, mezzo soffocato da qualche futile astio
nei confronti di Moulay Ali, un astio che annullava tutta
l'amicizia che aveva provato per lui solo pochi giorni prima,
mentre mormorava ai francesi: " Moulay Ali che suona
adesso. Suona sempre questo pezzo quando  ubriaco.
E i pochi minuti in pi che Moulay Ali aveva convinto i francesi
di prendersi per gli ultimi preparativi, quei pochi, preziosissimi
minuti che lo avevano salvato (perch non v'era
stato rumore alcuno, e una cattura silenziosa era inconcepibile)
erano stati procurati da Amar, che se n'era rimasto
l come un idiota, a suonare una musica nella speranza che
Moulay Ali potesse ammirarla. Sorrise, voltando la testa,
cercando di vedere il coniglio nella luna, chiedendosi come
mai non provava odio per Moulay Ali, che pure lo aveva ingannato,
ma soltanto ammirazione per l'accuratezza psicologica
con la quale l'idea era stata concepita e condotta
a termine, e per di pi in maniera estemporanea. Era un'intelligenza
da vero Fassi, questa. Ma poi si rattrist un poco
per Moulay Ali, perch certo avrebbero finito per catturarlo,
presto o tardi, e la prospettiva non gli riusciva certo simpatica.
Anche se i disordini in corso si fossero placati, i francesi
non avrebbero avuto pace fino a quando non lo avessero
messo a terra. L'idea di essere braccato giorno e notte,
di non avere mai un vero momento di riposo, gli appariva
particolarmente spaventosa. E Chemsi! Per nulla al mondo
avrebbe voluto essere nei panni di Chemsi. Non dimenticate!
aveva detto Moulay Ali, mentre usciva, nel caso che
qualcuno dovesse essere catturato e qualcuno no, nella fuga
che stava per avere inizio. Chi fosse riuscito a rimanere
in libert o a far giungere un messaggio all'esterno avrebbe
certo fatto in modo che Chemsi venisse sistemato una
volta per sempre. Perch, quando si trattava di sterminare
i rinnegati, la Istiqlal si dimostrava efficientissima. E avrebbero
finito per trovarlo, su questo punto non c'erano dubbi.
I francesi gli avrebbero accordato solo una protezione
simbolica; anche loro erano umani quel tanto che bastava
per provare solo disprezzo per gli informatori, non fosse altro
perch gli informatori erano numerosissimi (e inoltre
era molto pi comodo sbarazzarsi di quelli vecchi per assumerne
dei nuovi, la cui identit non era ancora sospetta).
Non era probabile che Chemsi vivesse fino a vedere la
festa di Mouloud.
Il chiarore della luna era tale da rendere invisibili le stelle.
Il vento tiepido trasportava il profumo dei fiori estivi che
si schiudono di notte. Si sentiva qualche altro rumore, oltre
al canto dei grilli? Gli pareva: movimenti indefiniti pi
in basso, dall'altra parte della casa. E, dopo poco, ne ebbe
la certezza: ci fu un breve suono raschiante e poi, inconfondibile,
una voce. Un momento pi tardi, molte voci: erano
entrati nella casa. Sorrise, divertito all'idea della faccia
che avrebbero fatto i francesi quando si fossero accorti che
la loro preda era svanita. Sarebbero corsi qua e l per le verande
e per le stanze, come formiche arrabbiate, su e gi
per le scale, urlando ordini e imprecazioni, sventrando materassi
e cuscini, fracassando i tavoli... ma raccogliendo accuratamente
tutte le carte. Non che queste potessero servire
a qualcosa, pens; Moulay Ali non era tipo da mostrarsi
trascurato con quello che poteva compromettere i membri
del partito. Se io avessi fatto parte del partito, si disse, con
convinzione, non mi avrebbe mai giocato uno scherzo del
genere.
Si stavano chiamando nella loro lingua gutturale, odiosa,
sbattevano le porte, correvano avanti e indietro. Ora
avevano trovato Mahmoud e gli altri domestici, e stavano
strillando in quello che, a loro giudizio, sarebbe dovuto essere
arabo. Da quale porta  uscito? rugg uno, e un attimo
dopo, scimmiottando la risposta che non si era sentita:
Non lo so, monsieur! Forse lo saprai al commissariato.
Rimase disteso, immobile, tendendo l'orecchio a ogni
suono, chiedendosi quale vantaggio potevano aver preso
Moulay Ali e gli altri. Non sperava n nella loro fuga n nella
loro cattura. Una soluzione o l'altra non avrebbe fatto
differenza alcuna per il Marocco, e non sarebbe stato importante
che ci fossero molti altri Moulay Ali, che avessero
successo o fallissero. Per il semplice fatto di essere vissuti
con i cristiani si erano corrotti. Non erano pi musulmani;
che cosa poteva importare quello che facevano,
quando non lo facevano per Allah ma per se stessi? Il governo
e le leggi che essi avrebbero potuto fare sarebbero
stati soltanto una ragnatela, tessuta per durare un'unica
notte. Suo padre gli aveva detto che il mondo della politique
era un mondo di menzogne, e lui, nella sua ignoranza
e nella sua ostinazione, fingendo di essere d'accordo, era
andato avanti diritto, per conto suo, convinto che il vecchio,
come tutti i vecchi, avesse perduto ogni contatto con
le verit quotidiane. Il pensiero di suo padre gli diede la voglia
di piangere; strinse i pugni e irrigid tutti i muscoli della
faccia.
Le grida e i tonfi delle porte erano molto vicini ora.
Sent gli uomini che salivano la scala della torre; riusc
persino a cogliere le loro esclamazioni di soddisfazione.
Improvvisamente convinto che avrebbero finito per trovarlo,
rinunci a ogni precauzione e si gir su un fianco,
appoggiando l'orecchio contro il pavimento di cemento
del tetto. La parola machine ricorreva di continuo nei loro
commenti. Era la macchina da scrivere, la cui scoperta
li soddisfaceva enormemente. Fiss gli occhi nella direzione
dalla quale sarebbero dovuti comparire. Una grossa
mano, bianca nel chiarore lunare, sarebbe spuntata sopra
il bordo, avrebbe afferrato il piccolo rialzo, poi sarebbe
stata la volta di un'altra mano, poi di una testa con gli
occhi.
Subito cominciarono ad abbattere le finestre. Fracassarono
in rapida successione i vetri. I frammenti di cristallo
che volavano fino a terra evocavano una fragile musica.
Chiss se Moulay Ali poteva sentire e, in questo caso,
chiss quali erano le sue reazioni. Avrebbe pensato che
Amar era stato catturato e che c'era in corso una lotta? Soprattutto,
avrebbe pensato che Amar avrebbe rivelato gli
innocui fatti di cui era a conoscenza. Ma poi sospir: certo
Moulay Ali era ormai troppo lontano per sentire qualcosa.
Quei lievi schianti tintinnanti sarebbero morti nella
brezza notturna prima ancora di raggiungere il bosco degli
olivi.
Solo allora not e controll un fatto stupefacente: con
la polizia a non pi di tre o quattro metri sotto di lui, si rese
conto che gli era assolutamente indifferente che lo sorprendessero
o meno. Per un attimo prov persino il folle
impulso di picchiare contro il tetto e di gridare: "Ehi, sono
qui, figli di cani!. Avrebbero allora cercato di salire per catturarlo,
e lui se ne sarebbe rimasto immobile, semplicemente,
a guardare. E quando lo avessero preso, lo avrebbero
prima picchiato e poi trasportato alla stazione di polizia,
dove gli avrebbero attaccato elettrodi al qalaoui, e il
dolore sarebbe stato pi terribile di quanto avesse mai saputo
o immaginato, ma lui avrebbe tenuto la bocca ermeticamente
chiusa. Sarebbe stata una cosa perfettamente
inutile, che gli avrebbe dato soltanto, finalmente, la meravigliosa
sensazione di sapersi una parte della lotta. Forse,
se avesse avuto qualche segreto da celare, la tentazione di
rivelare la sua presenza sarebbe stata troppo forte perch
fosse possibile resistere. Ma non sapeva niente, e di conseguenza
si sarebbe trattato soltanto di uno stupido gioco. E
gli balen alla mente che a nessuno importava che ci fosse
o meno un Amar, e che, se qualcuno se ne curava, oltre alla
sua famiglia, non lo faceva per lui ma solo perch, mentre
lui procedeva alla cieca lungo l'orbita della sua vita, era
per caso diventato il depositario di qualche frammento di
informazione.
Tese l'orecchio: scendevano le scale, percorrevano le
verande, attraversavano la casa, uscivano. Certo avevano
lasciato le loro jeep pi distanti, nei campi, perch dovette
aspettare un tempo interminabile prima di sentire il rumore
delle portiere che venivano aperte, il rombo dei motori
che venivano accesi. Quando se ne furono andati, si
volt e si abbandon a qualche singhiozzo, se di gioia o di
solitudine non lo sapeva. Disteso lass, sul freddo tetto di
cemento, si sentiva spaventosamente abbandonato, profondamente
conscio della propria debolezza e della propria
nullit. Il suo dono non significava niente; non era
nemmeno certo di averlo o di averlo mai avuto. Il mondo
era qualcosa di diverso da quello che aveva immaginato.
Si era fatto pi vicino, ma, facendosi pi vicino, era diventato
pi piccolo. Come se un enorme frammento del
grande enigma fosse andato improvvisamente al suo posto,
bloccando il panorama dei brillanti e splendidi orizzonti
che c'erano stati prima, si rendeva vagamente conto
che, quando avesse capito tutto, avrebbe avuto dinanzi
solo l'enigma risolto, un muro nero di certezza. Avrebbe
saputo, ma nulla avrebbe avuto significato, perch il sapere
era di per s il significato; oltre di quello non c'era
niente da sapere.
Lasci trascorrere molto tempo, poi strisci oltre il bordo
e si cal nella torre, dopo essersi infilato i sandali ai piedi
per proteggerli dalle schegge di vetro che scintillavano al
chiarore lunare. La sua silenziosa traversata della casa buia
non fu nemmeno terrorizzante: fu solo infinitamente triste,
perch ora la casa apparteneva a ci che era stato e non si
sarebbe pi ripetuto. Nessun rumore. La notte aveva raggiunto
il suo culmine: i grilli non cantavano nell'erba, gli
uccelli notturni non si muovevano fra i cespugli. Di l a pochi
minuti, anche se era ancora lontana, sarebbe arrivata
l'alba. Prima ancora di raggiungere gli olivi, ud alle spalle
la malinconica nota del primo canto del gallo.

 Capitolo XII.

Eccolo finalmente nella Ville Nouvelle, ed era met mattina.
Il sole picchiava sull'asfalto che copriva la terra della
pianura, e al suo calore avvizzivano lentamente gli alberi
destinati a dare ombra. Tagli per tranquille strade secondarie
dove passava pochissima gente. Era una giornata torrida.
Si stava avvicinando una vecchia francese, tutta vestita
di nero, con la borsa della spesa piena degli acquisti
fatti al mercato. Lo guard, sospettosa, e travers lentamente
la strada prima che la raggiungesse, in modo da non
doversi trovare faccia a faccia con lui. Non un solo ragazzo
giocava davanti alle case, non c'era traffico, le radio non
suonavano; forse mancava ancora l'elettricit. La citt sembrava
quasi deserta, ma lui sapeva che dietro le tendine migliaia
di occhi spiavano le strade vuote, seguendo ogni passo
di chi per caso si avventurava fuori. I segni non erano
certo fausti: non si sapeva mai che cosa avrebbero fatto i
francesi quando erano spaventati.
Oltre il piccolo parco con la balaustra di ferro aveva inizio
la strada che portava all'albergo dove era stato con l'uomo
e la donna nazzareni. Non sapeva come avrebbe fatto a
vedere l'uomo (non pensava nemmeno che forse non era
ancora tornato da Sidi Bou Chta, o che forse era gi partito);
sapeva soltanto che doveva vederlo, sistemare le cose
fra loro, sentirlo parlare nel suo arabo zoppicante e scolastico,
ascoltarlo mentre gli diceva cose che, ne era certo, lo
avrebbero confortato nella sua infelicit.
Fece il giro del parco invece di attraversarlo; spesso c'erano
poliziotti che passeggiavano per quei sentieri. In fondo al
lungo viale alla sua destra erano ferme alcune macchine, ma
non si vedeva nessuno; la strada sembrava una scintillante
striscia di deserto di pietra che brillava al sole. Prima che arrivasse
all'albergo, venne superato da un autocarro pieno di
rugginosi ritagli di latta. Il biondo francese al volante lo
guard incuriosito e sbadigli. A giudicarlo dalla facciata
grigia, sembrava che l'albergo fosse stato sbarrato e abbandonato
da molto tempo. Le sue sei finestre con le persiane
chiuse parevano occhi addormentati. Disse ad alta voce:
"Bismil'lah rahman er rahim, e suon il campanello.
Aveva gi visto la donna che venne ad aprire, il giorno
in cui era venuto con i due turisti e li aveva aiutati a trasportare
il bagaglio, ma parve che lei non lo riconoscesse.
Il suo viso sembrava di pietra quando gli chiese in francese
che cosa voleva. Pochi passi pi indietro, un uomo dal
viso acceso lo fissava minacciosamente al disopra delle
spalle di lei. Quando si accorse che Amar non parlava francese,
la donna stava per chiudere la porta, poi, a un tratto,
qualcosa nel suo viso cambi e, anche se la sua espressione
rimaneva ostile, Amar cap che si ricordava di lui. Disse
qualcosa all'uomo e chiam con voce stridula: Fatima!.
Comparve una ragazza musulmana, che si trascinava appresso
una scopa, e le chiese: Che c'?. Pareva che la francese
sapesse gi la risposta, perch non disse nulla e si diresse
verso il punto dove alcune chiavi erano appese in fila
al muro. Le esamin, scambi qualche parola con l'uomo,
poi parl con la ragazza, la quale disse ad Amar: "Aspetta
un momento, e chiuse la porta. Lui raggiunse il bordo del
marciapiede e si mise a sedere. Le ginocchia gli tremavano.
Poco dopo ud la porta che si apriva alle sue spalle. Si
alz di scatto, ma la lunga passeggiata al sole e lo stomaco
vuoto gli diedero le vertigini. Vide il suo amico sulla soglia,
le braccia levate in un gesto di benvenuto; poi una nuvola
copr il sole e la strada piomb in un'ombra scura. Si appoggi
a un piccolo albero morto per non cadere. Sent in
lontananza la donna che pronunciava parole insultanti, se
contro di lui o contro il turista non lo sapeva. Ma poi il nazzareno
gli fu accanto e lo accompagn nella fresca ombra
dell'albergo, e allora, anche se era terribilmente debole e
stava male, si sent felice. Nulla importava, nulla di terribile
poteva accadergli, ora che quell'uomo pensava a lui.
L'uomo lo fece accomodare su una poltrona e subito gli
avvolse intorno alla testa un asciugamano bagnato. "Rhir
egless, gli disse. "Non muoverti. Amar obbed, respirando
affannosamente. Nella stanza c'era il profumo di fiori che
la donna portava sempre sui vestiti. Quando alla fine riapr
gli occhi e si drizz un poco, si aspettava di vederla, ma lei
non c'era. L'uomo era seduto sul letto, l accanto, e fumava
una sigaretta. Quando si accorse che Amar si era ripreso,
chiese, con un sorriso: Come stai?".
Prima che Amar potesse rispondere, un colpo venne
bussato alla porta. Era la ragazza chiamata Fatima, che reggeva
un vassoio. Lo appoggi sulla tavola e usc. L'uomo
riemp una tazza di caff e di latte, e gliela tese su un piattino
assieme a due panini e a un poco di burro. Amar mangi
e bevve, e diede un'occhiata alla stanza in penombra con
le sue persiane chiuse, mentre l'uomo camminava avanti e
indietro e ogni tanto si fermava accanto a lui. Poi Amar raccont
la sua storia. L'uomo ascoltava, ma sembrava inquieto
e agitato, e due volte diede un'occhiata all'orologio.
Amar continu fino al termine del suo racconto. "E, sia ringraziato
Allah, voi ceravate, aggiunse, con convinzione.
Ora tutto va bene.
L'uomo lo guard con espressione strana e disse: E tu?
Che cosa posso fare per te?.
Niente, rispose Amar sorridendo. Sono felice adesso.
L'uomo si alz e and alla finestra, come se avesse intenzione
di aprirla, poi cambi idea e pass all'altra. Le imposte
attraverso le quali diede una rapida occhiata fuori
scricchiolarono.
"Sei fortunato che la polizia non ti abbia visto qui, nella
Ville Nouvelle, oggi, disse a un tratto. "Tutti i musulmani
sorpresi per strada finiscono in prigione. Ci sono stati
grossi disordini.
Peggio di quelli precedenti?
Peggio. L'uomo and alla porta. "Un momento soltanto,
gli disse. "torno subito. Usc. Amar rimase immobile
per un istante. Poi si avvicin al letto ed esamin i cuscini.
Anche nella penombra erano visibili le tracce del rossetto
che le prostitute e le donne nazzarene portavano sulle
labbra, e dal materasso l'odore dei fiori saliva in una pesante
nuvola invisibile. Torn a mettersi a sedere.
L'uomo apr la porta ed entr. Solo allora Amar not il
bagaglio accatastato dietro il battente.
Bene, sono contento che tu sia venuto, disse l'uomo.
"Sono contento anch'io."
Se non fossi venuto adesso, non ti avrei pi rivisto.
Stiamo per partire per Casablanca.
Andava bene cos, perch l'uomo era l, davanti a lui, e
Amar non poteva credere che, dopo averlo trovato, dovesse
perderlo cos presto. Se Allah aveva creduto opportuno
che si trovassero assieme ancora una volta, non lo aveva fatto
certo perch parlassero per cinque minuti e poi si salutassero.
Nella strada silenziosa si sent il rumore della portiera
di una macchina. Ecco il taxi," disse l'uomo, nervosamente,
senza neppure andare a guardare fuori dalle persiane.
"Amar, non mi va di chiedertelo di nuovo, ma te la
sentiresti di aiutarci ancora a trasportare il bagaglio? Sar
l'ultima volta.
Amar scatt in piedi. Sarebbe stato felice di obbedire,
qualunque cosa l'uomo gli avesse chiesto di fare; di questo
era sicuro.
Mentre trasportava dabbasso le valigie a una a una, la
francese e l'uomo dal viso acceso lo guardavano da un finestrino
della stanza dove stavano, in un ostile silenzio. Quando
tutto il bagaglio fu caricato in macchina e Amar, al quale
lo sforzo aveva procurato di nuovo un principio di vertigine,
aspettava assieme all'uomo sul bordo del marciapiede,
la donna comparve sulla soglia, pi bella di quanto Amar
l'avesse mai vista, e si diresse verso di loro. Sorrise ad Amar,
attacc una pantomima guardando su e gi per la strada con
aria spaventata, poi punt un dito verso di lui. Rispondendo
al sorriso, lui le fece capire che non aveva paura.
"Posso portarti da qualche parte? gli chiese l'uomo.
Dobbiamo prendere la strada di Mekns... Non credo per
che ti possa essere molto utile.
"S!" disse Amar.
"Davvero? fece l'uomo, sorpreso. Mezziane. Sali davanti.
Amar prese posto accanto al conducente, che era un
ebreo della Mellah.
La donna si era gi sistemata sul sedile posteriore, e
l'uomo si mise a sedere accanto a lei. Quando arrivarono in
fondo all'Avenue de France, l'uomo disse: Vuoi scendere
qui? .
Continuarono, oltre la stazione di servizio e la lunga strada
che portava alla statale. Gli alti eucalipti sfilavano rapidi,
uno dietro l'altro, e in ognuno gli insetti facevano
echeggiare la medesima nota. L'uomo e la donna tacevano.
Nello specchio che aveva dinanzi, pi o meno all'altezza
degli occhi, Amar vedeva le dita dell'uomo carezzare la
mano che la donna teneva abbandonata in grembo.
Erano vicini alla statale quando l'uomo si pieg in avanti
e ordin all'autista di fermarsi. Amar rimase immobile.
Si soffocava nella macchina, ora che il vento non entrava
pi dai finestrini. L'uomo gli sfior una spalla. El hassil,
b'slemah, Amar," disse, tenendo la mano all'altezza del viso
del ragazzo. Amar sollev un braccio, lentamente, prese
quella mano e, voltando la testa, guard fisso l'uomo. Mentalmente
formul le parole: Incha Allah rahman errahim.
"Voglio andare a Mekns, disse, a bassa voce.
No, no, no, disse l'uomo, ridendo allegramente e scuotendo
energicamente la mano di Amar. No, Amar, niente
da fare. Anche da qui dovrai fare un bel pezzo di strada per
tornare, lo sai.
Tornare dove? chiese Amar, adagio, senza distogliere
lo sguardo dagli occhi dell'uomo, senza lasciare la mano,
che l'uomo aveva ripreso a scuotere energicamente, nel
tentativo di liberarla. La sua espressione era cambiata: era
imbarazzato, annoiato, stava per irritarsi. Addio, Amar,
disse, deciso. Non posso portarti a Mekns. Non c' tempo.
Se avesse detto: Non voglio portarti con me, Amar
avrebbe capito.
Con il motore spento, il monotono e interminabile canto
delle cicale sembrava pi forte che mai.
C' l mia madre, mormor Amar, senza quasi sapere
quello che diceva.
La donna, che sembrava non capire nulla, gli sorrise,
sollev le braccia, fnse di prendere la mira con un fucile e
grid: Bum! Bam!. Poi cambi posizione, come se stesse
manovrando un'invisibile mitragliatrice. Ta ta ta ta ta ta
ta! disse, in fretta. Quando ebbe terminato, punt un dito
su Amar. L'uomo le diede di gomito, indicando con un lieve
cenno del capo la nuca dell'autista. Poi disse qualcosa all'autista,
che si pieg davanti ad Amar e apr la portiera,
guardandolo con aria impaziente.
Amar lasci andare la mano dell'uomo e scese sulla strada,
a testa bassa. Vide i sandali affondare un poco nell'asfalto
ribollente, e ud la portiera sbattere alle sue spalle.
B'slemah! disse l'uomo, ma Amar non se la sent di alzare
la testa per guardarlo.
"B'slemah!" fece eco la donna. Ancora non se la sent di
alzare la testa. Il motore venne riacceso.
"Amar! chiam l'uomo.
La macchina si mosse, incerta, poi acquist velocit.
Sapeva che lo guardavano dal finestrino posteriore, salutandolo
con cenni della mano, ma rimase immobile, gli occhi
fssi ai piedi infilati nei sandali, al catrame nero. L'autista
svolt nella statale, cambi marcia.
Amar stava correndo dietro la macchina. Era ancora l,
davanti a lui, e si faceva sempre pi lontana, e procedeva
sempre pi veloce. Non sarebbe mai riuscito a raggiungerla,
ma correva perch non c'era altro da fare. E, mentre correva,
i suoi sandali facevano un terribile rumore schioccante
sulla superficie dura della statale, e lui allora se li tolse
con un calcio, e continu a correre in silenzio, libero. Per
un attimo ebbe l'esaltante sensazione di volare per la strada
dietro la macchina. Si sarebbe fermata, certo. Vedeva le
due teste nel finestrino rettangolare, e gli sembrava che
guardassero indietro.
La macchina raggiunse una curva della strada, scomparve.
Amar continu a correre. Quando arriv alla curva, la strada era deserta.
.
Taprobane, Weligama 16/111/55.
...
FINE.